Medicina Energetica - Uno Due Tre
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Medicina Energetica

La stagione delle piogge non sembra voler finire

Catherine Bellwald La stagione delle piogge non sembra voler finireParlare del tempo è spesso considerato un modo per non comunicare niente di sé agli altri, in tempi come questi però il fattore esterno-meteo è molto importante da considerare e può essere utile per fare delle riflessioni costruttive.

Come sempre una cosa non impedisce l’altra anche se di segno opposto. Il saper circolare da un pensiero al suo esatto contrario non significa affatto superficialità e mancanza di coerenza ma elasticità e capacità di adattarsi all’esterno che muta continuamente.

Ma torniamo al meteo inteso come fattore esterno, nella medicina cinese il fattore esterno viene anche chiamato patogeno esterno. In questo caso si attribuisce al tempo atmosferico una potenzialità patogena quando questa è eccessivamente forte oppure quando siamo noi ad essere eccessivamente permeabili ad esso per mancanza di energia difensiva di superficie.

Si la stagione delle piogge sembra ancora non volgere al suo termine, dopo massimo una o due giornate di tregua riprende più agguerrita che mai. Ecco di nuovo un elemento interressante che ci mostra come non esiste il bene e il male in senso stretto del termine, come noi uomini tendiamo a voler incasellare. L’acqua è un bene per la terra e per gli uomini un bene indispensabile ma la troppa acqua è potenzialmente dannosa.

In questi giorni allora mi sono soffermata a guardare la Terra e la natura tutta e lei non sembra avere problemi, gli alberi sono fioriti, i prati verdissimi, gli uccellini canterini come sempre. La natura intesa come un macrosistema non sembra affatto soffrire di questa stagione delle piogge fa riserva di acqua per tempi di siccità e fa crescere i suoi alberi robusti e forti.

Certo la terra in assenza di alberi capaci di stabilizzarla al suolo può andare in contro a cedimenti. Nella legge dei 5 elelementi  si dice che il legno controlla la terra e poi che la terra controlla l’acqua ecco che la terra anche con un eccesso di acqua non soffre ma riesce a controllarla ma gli uomini che possono fare?

Nel nostro piccolo certamente siamo più fragili ed esposti rispetto alla terra intesa come macrostruttura. Alcuni soggetti lo saranno di più di altri a seconda del loro elemento di forza maggiore. Possiamo comunque cercare di coltivare l’elemento terra attraverso i suoi principi: che sono quella di nutrire e di essere fertili. Possiamo emotivamente diventare rotondi e grandi e far scivolare la pioggia e gli eventi negativi sulla nostra superficie esterna. Possiamo anche far crescere  i nostri alberi anche se non è propriamente facile.

Possiamo ovviamente avere attenzione al nostro abbigliamento e alla nostra alimentazione e queste cose le ho già spiegate a lungo in altri post.

Se invece ci sentiamo piccoli allora è possibile che le nostre spalle e il nostro umore si pieghino come una pianticella sotto l’acqua torrenziale….è comprensibile e umano ma la mente può resistere a questo e a molto altro. Il sole arriverà presto anzi il sole non si è mai allontanato e si trova esattamente al suo solito posto pronto a riscaldarci.

 

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La gravidanza non è una malattia

Catherine Bellwald La gravidanza non è una malattia Anche se ironicamente si dice che la gravidanza è una malattia che ha 9 mesi di incubazione e poi diventa incurabile e cronica per il resto della vita, essa dovrebbe essere per ogni donna che la sperimenta un momento magico e di grande benessere fisico e soprattutto psichico. E questo può essere confermato da tantissime donne.

Nonostante ciò, oggi la gravidanza viene davvero vissuta come una malattia; la prevenzione delle problematiche più comuni rischia di diventare un’ipermedicalizzazione dove la donna in dolce attesa viene trattata da malata e messa nella condizione di sentirsi tale e di perdere quella  magica e tutta speciale condizione che la gravidanza spontaneamente regala.

Sono tantissime le donne che oggi, ogni volta che vanno a fare il controllo ecografico, tornano a casa con ansie e dubbi inculcati dagli specialisti del settore che misurano al millimetro tutti i parametri e talora con un notevole un eccesso di zelo nel comunicare alla paziente esattamente quello che vedono. ”  niente di grave.. però stavolta il cranio non è cresciuto come avrebbe dovuto ” e il mese successivo tocca ad un altra parte anatomica che non è della grandezza attesa come da tabella.

Il ginecologo sembra estremamente preciso ma in questa precisione professionale trasmette alla sua paziente i dubbi che lui stesso non sa calcolare e inquadrare nel giusto modo. Questo non senza generare uno stato di ansia che in alcuni soggetti magari già avanti negli anni oppure in corso di una gravidanza tanto attesa e desiderata può trasformarsi in un incubo che fa male alla futura mamma quanto al feto che porta in grembo ovviamente!

Tutti noi sappiamo che in alcune condizioni è benedetta l’ignoranza a fronte di informazioni dettagliatissime il cui si significato non è chiaro. Ma ancora non è finita: sono sempre di più le donne che al minimo anzi minimisso dato fuori dai valori limiti vengono monitorate in modo estremo. Una glicemia che dopo carico tarda di mezz’ora a rientrare nei limiti come unico dato può far scattare una batteria di esami di controllo, una dieta strettissima per fare solo un esempio.

Ma non è tutto quello che succede; ormai sistematicamente è che se dopo la 31° settimana il feto ancora non è girato in posizione cefalica ovvero con la testa rivolta verso il basso la paziente viene automaticamente segnalata per il taglio cesareo, senza nessun altro possibile suggerimento o possibilità anzi ci si guarda bene dal consigliare metodi naturali per far girare il feto e per predisporre al meglio il perineo in preparazione del parto naturale.

Massaggi del ventre materno, visualizzazioni attive da parte della madre della rotazione che il feto deve compiere per allinearsi con la testa nella corretta posizione, moxa sul punto 67 di vescica urinaria, agopuntura mirata alla preparazione del parto e al rovesciamento fetale sono tutte tecniche che a partire dalla 34-36° settimana  possono premettere al feto e alla madre di posizionarsi e prepararsi nel modo migliore al parto.

Parto che  a questo punto non deve più necessariamente essere uno sterile intervento chirurgico ma un momento nel quale la donna può, se lo desidera, essere la protagonista del momento forse più significativo della sua vita, assista da parte di medici e soprattutto ostetriche competenti in grado costruire un’atmosfera serena e famigliare che generi non solo sicurezza ma anche gioia e sensibilità per accogliere al meglio una nuova vita.

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Cicatrici e vizi posturali

Catherine Bellwald Cicatrici e vizi posturaliHo già scritto un post dedicato all’utilità dell’agopuntura per facilitare la cicatrizzazione di una ferita o di una piaga e soprattutto nel ridurre la formazione dei cheloidi. Questo post è invece dedicato a spiegare come una cicatrice possa, se trascurata, portare a una postura scorretta.

Questo avviene  in particolare con le cicatrici localizzate sul ventre e sul torace, in special modo per quelle localizzate sulla linea mediana ovvero quella linea immaginaria che divide frontalmente in due parti gemelle il nostro corpo .

Operazioni sul torace per esempio l’asportazione del timo per la miastenia gravis fatta in sternotomia, ma soprattutto tutti gli interventi a cuore aperto di bypass aortocoronarico o di sostituzione valvolare, sono interventi sempre più frequenti e sicuri rispetto solamente a pochi anni fa ma possono dare importanti problemi  posturali.

Gli interventi addominali a cielo aperto sulla linea mediana sono in invece in riduzione rispetto a un tempo, il taglio cesareo per esempio oggi si fa prevalentemente orizzontalmente e non più verticalmente, le resezioni gastriche per ulcera sono solo un ricordo e molti interventi addominali si possono fare in laparoscopia che prevede piccole cicatrici normalmente non fatte sulla linea mediana.

La linea mediana anteriore del corpo è per la medicina cinese un importantissimo meridiano chiamato Ren Mai o Vaso Concezione, si tratta di un meridiano definito straordinario collegato con molteplici organi interni.

Non affronterò in questo articolo le possibili conseguenze energetiche di un taglio chirurgico e della sua cicatrice in questa delicata sede ma vorrei ricordare semplicemente che trattare correttamente una cicatrice è fondamentale per il ripsristino della normale circolazione energetica. Questo vale per qualunque cicatrice: un lavoro mirato si traduce con un effetto superficiale ovvero un miglioramento del risultato estetico, un effetto nascosto  sui diversi organi interni coinvolti in modo indiretto e soprattutto un effetto sulla postura in genere.

Una ferita tende per sua natura a cicatrizzare con un tessuto che, a differenza della cute sana, è formato con un maggior quantità di fibre elastiche rispetto alla matrice fondamentale e al collagene. Per questo motivo  per sua natura questo tessuto  tende ad accorciarsi e contrarsi come un elastico.

Quando una ferita localizzata sulla linea mediana produce dolore, la risposta è la chiusura in avanti del tronco che definiamo cifotizzazione. Questo atteggiamento di chiusura e di protezione che ovviamente può avere anche un significato psicologico di difesa ad una maggior sensibilità e debolezza non è vistoso ma subdolo per questo motivo spesso passa inosservato ai non addetti ai lavori.

Quello che però è importante capire al di là delle motivazioni è che la postura scorretta faciliterà il retrarsi e accorciarsi del tessuto cicatriziale che a sua volta continuerà se non trattato a peggiorare inevitabilmente la postura, il tutto instaurando un circolo vizioso che in alcuni casi  può solo peggiorare e cronicizzare fino a strutturarsi in modo fisico con una cicatrice così accorciata e compatta che impedirà al paziente di raggiungere la posizione di allineamento corretta.

In poche parole un meccanismo lento al quale spesso non si da inizialmente molta importanza in quanto le priorità sono culturalmente e tradizionalmente  dedicate ad altro; come la prevenzione delle infezioni e il controllo delle funzioni in oggetto.  Un atteggiamento sanitario giustificato dalla gravità delle condizioni cliniche in generale ma che potrebbe con una giusta educazione posturale fisioterapica e massofisioterapica essere totalmente prevenuto, evitando le conseguenze che a distanza di anni possono facilmente causare dolore e complicazioni osteoarticolari anche severe in diversi distretti corporei.

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Agopuntura per trattare gli incubi e non solo

Catherine Bellwald Agopuntura per trattare gli incubi e non soloDa anni sento dire dai miei pazienti non solo che dormono di più ma che dormono meglio dopo le sedute di agopuntura. Non cambia quindi solamente la durata ma soprattutto la qualità del sonno che viene percepita come più profonda e piacevole.

E’ recentissimo il caso di una mia paziente che dopo sole 6 sedute di agopuntura eseguite per migliorare la sua fertilità in preparazione di una inseminazione assistita riferisce non solo di sentirsi molto più tranquilla e serena ma soprattutto di non soffrire più dei ricorrenti incubi o sogni  di angoscia e di tensione di cui soffriva in modo quasi costante.

In particolare sognava sempre un cane che mordeva i suoi cari o situazioni di pericolo e di forte stress che al mattino le lasciavano sempre una sensazione sgradevole che ci metteva un bel po’ ad allontanarsi dal suo pensiero. La medicina omeopatica associa un prodotto a questo tipo di sogno ricorrente ( se non mi sbaglio patognomonico per l’arnica) mentre la medicina cinese attribuisce a hun l’intero mondo onirico.

Dai testi classici si legge “Hun di giorno vive negli occhi, di notte risiede nel fegato; quando vive negli occhi esso vede, quando dimora nel fegato esso sogna“. Interessante non credete? E’ come se lo hun fosse una capacità dell’uomo di avere una visione. Dove visione corrisponde non solo all’atto di vedere ma anche di saper cogliere, intuire, percepire  ben al di là delle forme e dei colori ma nel loro profondo significato. Ecco che di giorno sapremo con uno sguardo capire una situazione e di notte con un sogno potremmo intuire messaggi più profondi. Questo ovviamente solo quando siamo in completa armonia e salute ovvero quasi mai.

Leggiamo sempre dai classici che “Lo hun segue lo shen, se lo shen non è tranquillo, integrato, ben radicato, lo hun va errando“; lo Shen è qualcosa di difficile da tradurre ma potremmo considerarlo come strettamento collegato con la vitalità e con la spiritualità  e con tutto quello che attiene al pensiero creativo. Ecco che i francesi e gli americani lo traducono in “ésprit“  e “spirit“  ovvero spirito e gli anglossassoni in “mind“  cioè mente. Lo shen risiede nel cuore e si esprime con le emozioni, ma allo stesso modo governa l’intelligenza, la consapevolezza, il pensiero lucido e la coscienza,  funzioni queste abitualmente ritenute essere confinate nella mente.

Potremmo considerare lo Shen come l’intelligenza del cuore oppure come a me piace pensare l’intelligenza del corpo dove per corpo si intende un tutto collegato con il tutto. Pensate che dai testi si diceva che un medico abile è colui che è in grado di vedere lo shen del suo paziente e che non è possibile curare un paziente se non possiede shen. Potremmo disquisire a lungo intellettualmente e filosoficamente sulle molteplici funzioni, significati e relazione dello shen. Ma quello che è importante cogliere è che ognuno di noi deve curarsi di quest’aspetto non solo quando si ammala ma sempre perchè lo shen è collegato con l’energia, il sangue e gli organi tutti.

L’uomo percepisce di essere malato solo quando i suoi sintomi si aggravano, ma la sua condizione di non completa salute o se volete armonia lo accompagna quasi sempre anche se in modo del tutto inconsapevole. Vedete in questo modo il concetto di prevenzione significa di già curarsi, muoversi verso una maggior armonia ed equilibrio.

La qualità del sonno è  importante tanto quanto la sua quantità per ogni individuo. Svegliarsi in modo irrequieto e ancora stanchi è già un sintomo che dovrebbe far suonare un campanello di “allarme salute”. Non dobbiamo aspettare di non dormire per andare  cercare delle soluzioni. Pensate poi che ci sono persone che vivono anni di insonnia prima di cercare una cura afarmacologica.

Questo in parte succede perché dalla medicina classica la cura è sempre a base di ansiolitici  a cui  mediamente si preferisce non ricorrere per non diventarne dipendenti oppure si ricorre  alla psicoterapia e a maggior ragione finchè non esistono sintomi psichici decisamente più importanti di solito si evita e spesso anche lo stesso psicologo ci dirà “ma cosa è venuto a fare da me?”oppure inizierà con l’interpretazione dei sogni a dare delle possibili spiegazioni che molto spesso troveremo solo sensate.

Invece dobbiamo imparare ad ascoltare e riconoscere che il nostro sonno turbato o non ristoratore ci segnala un disagio che deve essere corretto. L’agopuntura è un ottimo strumento per pacificare il fegato, ma anche per armonizzare i diversi organi tra di loro; il corpo  riuscirà allora a dare alla mente e alla nostra intelligenza del cuore degli spunti per ripartire e adattarsi al nuovo. Un trattamento quello dell’agopuntura che non agisce attraverso  la mente ma attraverso l’intelligenza del corpo.

Ricercare le proprie radici, nutrire il proprio cuore di emozioni positive, collegarsi a un sentire  più ampio ed esteso non confinato nella nostra piccola testa ma a qualcosa che trascende la natura squisitamente materiale, questo è già curarsi. Allentare le corde della mente e tendere le corde del cuore diceva ancora Osho. Un’ottima ricetta universale che ognuno può cercare di realizzare nel modo più congeniale.

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Le code e gli ingorghi e il processo delle malattie

Catherine Bellwald Le code e gli ingorghi e il processo delle malattieAndando in campagna al venerdì o sabato per passare il fine settimana con un clima meno torrido ci si trova volenti o nolenti in code e rallentamenti talora pericolosi ma quasi sempre dovuti al principio dell’imbuto, ovvero ai caselli autostradali.

Se ci pensate i caselli non sono altro che una supplementare tassa che dobbiamo pagare per la manutenzione delle autostrade ma perchè non pagare una tassa annuale? Oppure perchè non usrare tutti il telepass? Si perchè attenzione le code sono esclusivamente a carico del pedaggio in monete e ben più piccole per il pedaggio con carta di credito.

Rallentamenti che in realtà con la tecnologia attuale potrebbero essere serenamente eliminati riducendo lo stress che a ciascun cittadino che voglia passare il fine settimana fuori città tocca regolarmente e supinamente subire suo malgrado.

Mentre ero in coda per raggiungere il casello autostradale mi veniva molto chiaro come molte malattie assomiglino esattamente a questo principio di ingorgo della circolazione. Ovvero non è nulla che realmente sia inizialmente ammalato come nelle strade non vi è in realtà un problema da attribuire a un incidente oppure a un difetto della strada come una frana o altro. Semplicemente ci sono troppe macchine per quel sistema stradale!

Si crea un sovraccarico strutturale che inesorabilmente porta a un rallentamento della circolazione. La maggioranza dei miei pazienti arriva in studio dopo aver eseguito accertamenti clinici, affermando “Dottoressa dagli esami non si spiega come mai io stia così male!”Insomma non hanno praticamente niente di francamente patologico, niente che giustifichi il loro malessere fisico.

Come l’autostrada in realtà! Si tratta di un rallentamento, di un ingorgo, di un sovraccarico strutturale niente di più …ma le macchine non circolano e in termini pratici o fisici… il sistema non funziona. Analogamente in termini clinici quando un sistema non funziona come dovrebbe, lo stomaco, l’intestino, le ovaia, i muscoli e i tendini non funzionano come dovrebbero.

Insorgono stati di infiammazione che causano disagi diversi a seconda della localizzazione della disfunzione organica colpita che pottremmo considerare primaria. Per i muscoli e i tendini il sovraccarico avverrà per esempio con movimenti ripetuti o scorretti con minor margine di errore e di recupero spontaneo. Ma lo stesso vale per gli altri organi che come abbiamo detto non sono ancora malati fisicamente ma solo funzionalemente.

Per tutte queste patologie non ancora consolidate l’agopuntura è uno strumento fantastico e insostituibile in quanto da solo e con facilità è sufficiente a ripristinare la funzione attraverso una risoluzione dell’ingorgo e del rallentamento della circolazione.

E’ altresì chiaro che se l’ingorgo è dovuto a uno stato emozionale che il paziente continua a vivere non sarà sufficiente alla risoluzione, lo stesso vale per una schiena che solleva pesi eccessivi senza fare compensazioni, oppure uno stomaco che si alimenta continuamente di cibi inadeguati e irritanti o tossici.

Ma se il paziente riesce a capire, a costruirsi delle sue regole e una specie di igiene di vita personali che vanno dall’alimentazione, al comportamento motorio e fisico, al comportamento emozionale, cogliendo e riducendo al minimo i danni e tamponando le situazioni a rischio quando necessario, ecco che l’agopuntura anche fatta in modo occasionale diventa insieme al resto un ottimo alleato nella prevenzione delle malattie che potremo definire da sovraccarico interno o viscerali.

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Agopuntura e fitoterapia per prevenire e curare la cinetosi

Catherine Bellwald Agopuntura e fitoterapia per prevenire e curare la cinetosiLa cinetosi definita anche mal di movimento  è un insieme di distubi fisici che vanno dal malessere, alla nausea, al vomito. Disturbi causati  secondo il parere di numerosi neurofisiologi dalla contraddizione tra stimoli visivi e vestibolari.

Il vestibolo è un organo localizzato nell’orecchio in grado di percepire e informare il cervello sull’accelerazione del corpo e sulla sua posizione nello spazio.

Sono molte le persone che soffrono di questi disturbi; mal d’auto, mal di mare, mal d’aereo e via dicendo. In momenti che precedono le vacanze, le persone  colpite in passato da un episodio più o meno forte di cinetosi sono talora spaventate alla sola idea di dover viaggiare. Si crea spesso un’aspettativa di malessere, ovvero una paura di soffrire o di vedere soffrire un parente, che talora limita la possibilità di andare in vacanza dove si vorrebbe e come si vorrebbe.

Una cosa davvero curiosa è l’aspetto psicologico collegato con la cinetosi che corrisponde appunto al non lasciarsi andare, al resistere in questo caso al movimento, al moto. Osservate i bambini quando giocano e quando si divertono, diventano il movimento stesso e non c’è cibo o modo di farli star male perchè è un gioco e loro ne fanno parte; ci sono entrati totalmente.

Diversa è invece la situazione quando si ha paura e quando il corpo e la mente entrano in opposizione con il movimento. La prima cosa da evitare è quella di leggere oppure di usare gli occhi per fare altro . In questo caso lo stimolo visivo si oppone ancora più vigorosamente a quello vestibolare imposto dal movimento del nostro corpo.

Rilassarsi, lasciarsi andare al movimento, seguirlo con gli occhi e con la mente sono i consigli classici e se seguiti correttamente funzionano assai bene. Certo quando la stimolazione diventa estrema come in curve a grandissima velocità oppure in pieno mare mosso, la cosa diventa più complessa: in primo luogo perchè la stimolazione diventa molto forte e in secondo luogo perchè è comprensibile nonché umano avere paura, oppure un sentimento di timore per la propria salute.

Bere poco o niente liquidi e mangiare cibo tendenzialmente asciutto e salato sono le raccomandazioni dei marinai  per limitare oppure evitare la cinetosi.  In dietetica cinese si dice che il salato asciuga. In fitoterapia il rimedio nonché cibo più conosciuto per asciugare al livello gastrico e favorire la digestione in genere in particolare dei cibi grassi e freddi è lo zenzero fresco detto anche rizhoma zingiberis recens.

Questa sostanza viene consigliata nell’ematemesi gravidica, nella digestione rallentata e anche nella prevenzione della cinetosi. Il decotto o infuso di zenzero fresco si può assumere il giorno prima della partenza stando ovviamente attenti anche al tipo di alimentazione che dovrà evitare i latticini, i grassi e i dolciumi. Un modo in realtà molto semplice per ridurre l’umidità presente nello stomaco e favorire la sua funzione regolare che è quella di far scendere l’energia verso il basso.

Lo zenzero fresco oggi si può acquistare in qualunque supermercato e fruttivendolo, è sufficiente sbucciarlo, farlo a fettine sottili che metterete in acqua fredda che porterete ad ebollizione nel caso del decotto  ( si consiglia di bollire fino al dimezzamento della parte liquida) oppure in infuso aggiungendolo in acqua già bollente. Per 200ml circa di acqua considerate una porzione di circa 5 cm di zenzero.

Un altro rimedio molto usato in caso di cinetosi è l’olio essenziale oppure la quintessenza di menta; questo rimedio può essere se molto puro usato anche per via inalatoria messo in un fazzoletto oppure con un  leggero massaggio è possibile usarlo in punti specifici di agopuntura;  al livello dello sterno su Ren Mai  che decorre sulla linea mediana del petto e ancora sulla parte volare dei polsi a due pollici (cun ) dalla piega del polso su PC 6.

Questo ultimo punto è infatti conosciuto come il più direttamente efficace per trattare la nausea e il vomito considerate come qi ni di stomaco ovvero come energie opposte al normale. Il fatto che il pericardio sia così efficace per trattare lo stomaco non è affatto un’ osservazione empirica data dall’esperienza ma dal fatto che il pericardio, corrispondendo al canale rispettivamente più lontano rispetto allo stomaco, è il suo “opposite clock” in termini di localizzazione sull’orologio e sul calendario cinese.

Esistono  in commercio nelle comuni farmacie ben fornite dei braccialetti di spugna e di gomma formate da un piccolo magnete che si localizza esattamente sul punto Pc6. Un sistema per eseguire con facilità un trattamento di agopuntura senza aghi ma altrettanto efficace e soprattutto ben tollerato oltre che afarmacologico e quindi totalmente innocuo e senza effetti collaterali.

Un sistema per mettersi in viaggio con serenità e con alcuni supporti di facile applicazione contro i possibili malesseri da cinetosi.

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La ludomania

Catherine Bellwald La ludomaniaE’ una patologia ormai riconosciuta anche dal sistema sanitario, non si tratta di una spasmodica incapacità di vivere attaccati alle gonne di Ludovica o ai pantaloni di Ludovico ma della triste dipendenza dal gioco e da altre attività ludiche.

Si va dalle corse dei cavalli, al gioco da tavolo, ai giochi via rete, oppure ai giochi delle macchinette ma se vogliamo allargare la visione possiamo inglobare anche lo shopping o la ricerca di sesso a pagamento.

Il problema non è cosa si fa; il problema sta nel fatto che non si riesce a fermarsi, ci si trova di fronte a impulsi irrefrenabili; si tratta di una compulsione responsabile di un inevitabile e inesorabile  rovina sul piano economico.

Persone che perdendo importanti somme di denaro, sono poi disposte a tutto per nasconderlo ai loro cari, e perdono per questo per prima cosa la stima di loro stessi. Da questa situazione di squilibrio possono seguire altre dipendenze di conforto come alcolici, cibo in eccesso e altre malsane abitudini che sembrano aiutare ad  andare avanti ma che spesso conducono l’individuo alla perdita e disgregazione anche del mondo affettivo e di intere famiglie.

Questa patologia è difficile da vedersi dall’esterno in quanto le attività possono sembrare del tutto lecite, ovvero non si tratta di assunzione di droghe, ne di cibo in eccesso, ne di accumulare oggetti in casa fino a non poterci più vivere. Non si vede a meno che uno non conosca i diversi estratti conto e le entrate e uscite mensili. Il paziente talora è il primo a non rendersene conto. Ovvero pensa di non essere malato e tanto meno di aver bisogno di cure esattamente come nella maggioranza dei casi di disturbi mentali e del comportamento.

Inoltre  osare corrisponde  a una cosa che molti uomini temono e l’atteggiamento più frequente e comune è proprio quello di accumulare denaro nella paura di non averne abbastanza, lavorando a testa bassa per tutta la vita, concedendosi il minimo e sgobbando come dei muli. E di solito è sempre chi più possiede a far fatica a concedersi piaceri anche minimi ci avete fatto caso?

In realtà  la maggioranza delle persone tende sistematicamente a rinunciare ad alcuni piaceri rimandandoli sempre in avanti, lasciando il piacere personale sempre in coda al dovere che purtroppo incalza in continuazione. Ecco che queste persone in realtà sembrano più libere e meno attaccate delle altre al denaro e alla materia in senso lato, in un certo senso più sane

La difficoltà come in tutto è sempre nell’equilibrio tra distruggere e costruire. Sono due forze opposte ma entrambe necessarie. Se vogliamo creare una statua dobbiamo accumulare delle materie prime per darle una forma ma poi dobbiamo anche eliminare quello che non serve per definire la forma che desideriamo o che ci piace di più.

Accumulare oggetti in casa come alcune persone fanno senza mai eliminare quello che non serve proprio più produce un accumulo di oggetti che può impedire se portato all’eccesso poi di vivere in una casa ordinata ed esteticamente piacevole.

Lo stesso vale per il contrario, eliminare sempre quello che oggi non ci piace più e cambiare e cercare sempre il meglio del meglio in continuazione potrebbe portare all’incapacità di avere una casa finita che resta sempre incompleta e vuota come se fossimo sempre in trasloco o precari.

Ci troviamo sempre a dover ricorrere all’equilibrio. La nostra mente e il nostro emotivo sono fortemente bisognosi di questo concetto. Entrambe le azioni, costruire e distruggere, sono indispensabili per ottenere quello che desideriamo, per creare qualcosa. E’ altresì importante capire che per distruggere ci vuole molto poco e per costruire ci vuole spesso molto tempo.

Quel che accade è che chi sa costruire bene spesso resta attaccato alla sua costruzione e teme di distruggere. Chi non sa costruire continua a distruggere con facilità come fanno i bambini non per scarso attaccamento ma per incapacità di costruire e di valutare la costruzione.

Ecco che alterazione del comportamento con compulsioni che potremmo definire distruttive come  nel caso della ludomania sono in realtà un’incapacità di costruire, forse anche per paura di non riuscirci o per paura di perdere ciò che si costruisce. Nella medicina cinese il denaro e i possedimenti sono controllati dall’educazione sia essa formale che non formale, ovvero dal vissuto esperienziale e dallo studio vero e proprio inteso come conoscenza culturale e impoveriti da un eccesso di autorità che può anche rappresentare la figura paterna in senso stretto.

In quest’ottica credo possa essere molto utile a queste persone essere vicini a una figura maschile carismatica di cui avere fiducia e stima che possa fare da guida o da maestro con la M maiusciola oppure ritornare a studiare nel vero senso della parola con corsi di approfondimento e corsi serali di vario genere. Inoltre è l’individuo a controllare i propri possessi quindi per avere un buon controllo è necessario avere forza personale, cosa che possiamo avvicinare al concetto classico di autostima.

In sostanza uno squilibrio comportamentale che necessita di cure che a parer mio dovrebbero essere fornite su diversi fronti; da quello psicologico a quello ottenibile con sistemi fisici afarmacologici che possono andare dalla attività motorie, alla bioenergetica  e tecniche come la mindfullness fino all’agopuntura con l’intenzione di generare un equilibrio interno, stabilità emotiva, energia direzionabile e possibilità di imparare a costruire.

Molte sostanze fitoterapiche possono dare un contributo anche sul piano emotivo senza essere per forza degli psicofarmaci, ma è indispensabile agire in modo mirato e individuale per poter arrivare a un risultato che insieme al resto del lavoro potrà garantire un miglioramento. Anche l’utilizzo di psicofarmaci non è da escludere a priori quando con gli strumenti naturali il risultato è da considerare insufficiente.  I diversi orientamenti terapeutici non sono in antitesi gli uni con gli altri ma dovrebbero essere uno a sostegno dell’altro con un unico scopo: ottenere il miglior risultato possibile per ripristinare la salute e l’equilibrio dell’individuo.

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Il potere terapeutico della meditazione

Catherine Bellwald Il potere terapeutico della meditazione Qualche giorno fa, durante una meditazione, il lama che la conduceva cercava  di spiegare come questa pratica che in realtà appartiene a molte religioni e non solo al buddhismo tibetano sia in realtà non una condotta religiosa ma una tecnica utile a tutti coloro che sono interessati a migliorare la propria esistenza senza per questo essere relegati al credo della religione buddhista ma restando tranquillamente aderenti a qualunque appartenenza religiosa o filosofica si desideri.

La meditazione è un sistema sperimentabile da ogni essere  umano, utile per affrontare le questioni interiori dall’interno e non dall’esterno come siamo abituati a fare.  Il mondo tecnologico, la possibilità di comunicare e di viaggiare di questi tempi  ci portano sempre più  verso l’esterno e  meno verso l’interno. Molte persone oggi non sono più abituate ad ascoltare il silenzio perchè produce disagio in quanto facilita l’ascolto di sè, al quale nessuno più ci ha educati da tempo.

L’utilizzo di alcune tecniche respiratorie codificate da millenni serve per facilitare l’equilibrio delle energie interne talora non sufficientemente equilibrate dalla presenza di emozioni quali rabbia, orgoglio e altre emozioni negative. La pratica respiratoria corretta è inizialmente come accendere una sorta di motore interno che permette di rimuovere i blocchi e gli squilibri interiori e di eliminare le scorie accumulate appunto da queste emozioni negative. Una volta ottenuta questa pulizia e equilibrio interni è possibile fare il passo successivo, richiamare dentro di noi la similitudine con la nostra essenza più spirituale o essere,  svilupparlo e sentirlo come una parte integrante di noi stessi il cui principio e scopo è unicamente muoversi nella completa armonia e quindi nell’amore verso gli altri.

ll Lama diceva “Ci sono Lama come me che sono meno buddhisti di persone che non sono buddhiste!”, intendendo con questo dire che essere buddhisti è una attitudine volta a migliorare se stessi per gli altri.  Ricercare per gli altri è considerato il livello più alto di pratica ma praticare semplicemente  per stare meglio con se stessi, migliorare la propria  salute fisica e psichica è il primo passo  per vivere con meno sofferenza.

Come per qualunque altra tecnica ci vuole pratica e dedizione per far crescere e germogliare il seme dell’equilibrio e dell’armonia che abita in ognuno di noi. Non si tratta di assimilare dogmi o applicare condotte  strane ma di cercare  al contrario di cogliere dalle usanze nostre e di altre culture quali sono le motivazioni e le spiegazioni che hanno un senso.

La filosofia, come  dice  anche Steiner, è la possibilità di usare e sviluppare attraverso il nostro pensiero ciò che leggiamo o studiamo facendolo nostro, interiorizzandolo e cogliendone il significato profondo, non una accettazione e imitazione cieca da bambini.

Non serve solamente  leggere e studiare e neanche  sedersi in posizione perfetta e basta: è l’insieme di queste azioni che genera la perfetta possibilità di crescere interiormente; da una parte usare il proprio pensiero in modo costruttivo cercando di cogliere il significato profondo e le relazioni tra i diversi pensieri filosofici e dall’altra eseguire le tecniche da seduti. Nell’insieme si tratta di ricercare una sorta di collegamento con  leggi  superiori al regno umano, un modo per aprirsi alla luce e disgregare le ombre dell’ignoranza.

Un lavoro nel quale la  nostra mente bambina, abituata a essere al centro dell’attenzione e a cambiare interesse in continuazione senza riposo, lentamente  cresce, si arricchisce, si struttura e  si stabilizza sempre più in un centro che si avvicina a quello che veramente siamo e diventa capace di ascoltare quello che intorno a noi semplicemente esiste:  ci si armonizza con il creato.

All’inizio è necessario stare attenti a non cadere nei classici atteggiamenti che rendono impossibile entrare in uno stato di meditazione, come ad esempio la sonnolenza o il continuo chiaccericcio del pensiero automatico di una mente che, al posto di stare ferma, si agita  guardando verso l’esterno anziché dentro di noi.

Impariamo a guardare a “Noi stessi come la fonte della nostra la cura e noi stessi come la fonte della nostra malattia” , un  prezioso alleato per curarsi da dentro educando la nostra mente a svilupparsi e radicarsi.

Un modo infine per trovare la bellezza naturale che alberga dentro ognuno di noi, una bellezza che da fuori si vede (altro che trattamenti anti aging!)  e che poi ci aiuta in tutto: dal lavoro ai rapporti umani, dalla crescita personale a quella professionale.

 

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Catherine Bellwald I catarri e il flegma nella medicina cineseI catarri sono nell’opinione comune confinati alle vie respiratorie e sono l’espressione di uno stato infiammatorio o infettivo acuto o cronico. Essi sono il risultato di una eccessiva produzione di muco da parte delle cellule chiamate mucipare caliciformi presenti nel rivestimento epiteliale di numerose mucose del tratto respiratorio e digerente.

Ecco che compare un altro apparato dove potenzialmente si può accumulare il muco ed è l’intestino crasso. Infatti in numerose coliti è possibile avere feci rivestite da un eccesso di muco.

In medicina cinese i catarri detti anche “tan” hanno una localizzazione e un significato molto più esteso. Ecco che la traduzione di tan non è catarro o flegma ma un concetto che potremmo considerare come il risultato  di un errore del metabolismo dei liquidi.

I tan possono avere una forma e si parla di muco ma possono anche essere invisibili e partecipare alla creazione di sintomi e patologie croniche anche molto severe potenzialmente presenti in tutti i distretti corporei.

Niente paura, comunque: i catarri prodotti con una patologia acuta delle vie respiratorie non sono potenzialmente pericolosi, in quanto il buon funzionamento del sistema immunitario consente di combattere contro i patogeni e l’energia degli organi colpiti consente gradualmente di smaltire i catarri con una completa guarigione.

Diverso è il quadro di una patologia cronica e appunto croniche sono le forme patologiche che generano i tan invisibili. In questi casi abbiamo sempre un rallentamento della circolazione energetica e un quadro che potremmo genericamente associare ad una infiammazione cronica di fondo .

Inoltre si genera come un circolo vizioso; il tan tende a produrre un ulteriore rallentamento della circolazione, con possibile aumento del calore locale e aumento degli stessi tan fino alla formazione di una stasi di sangue e di energia e nei casi più avanzati alla formazione di masse.

Per la medicina cinese la patologia tumorale diventa la manifestazione finale di un  processo patologico che inizia con un rallentamento della circolazione e coinvolge sempre la formazione graduale di tan in altre parole più occidentali è il risultato di uno stato infiammatorio prolungato: niente di tanto diverso dalle moderne conoscenze. L’esempio che mi viene in mente è sempre quello di un torrente dove l’acqua scorre velocemente chiara, limpida e fresca, che si contrappone a una pozza di acqua dove l’acqua si ferma e si sporca sempre più .

Un eccesso di umidità interna può essere dovuto a una particolare costituzione di deficit di milza come nei bambini; in questo caso avremo solamente una maggior suscettibilità a formare catarri e a ammalarci più facilmente con gli sbalzi di temperatura in questi casi non si parla di tan mucosità.

I tan invisibili o tan calore sono forme più subdole  è possibile  anche in questi casi avere una predisposizione costituzionale ma l’alimentazione e le disarmonie emozionali possono a loro volta accentuare il problema in quanto aumentano l’umidità e il calore interno  oltre che la costrizione energetica in senso lato.

Ancora niente di nuovo ovvero attraverso il cibo fisico ed emozionale possiamo fare prevenzione anche della patologia più temuta da tutti quella neoplastica ed è per questo che  l’agopuntura viene da sempre  intesa come uno strumento terapeutico di prevenzione creatosi dalla sua possibilità intrinseca di generare armonia interna.

Quando i tan invisibili invece sono già formati  la fitoterapia cinese diventa uno strumento terapeutico insostituibile. La diagnosi può essere fatta anche solo con l’ascolto dei polsi in grado di evidenziare i tan sui diversi organi ma anche su alcuni sintomi e disturbi fra cui le vertigini, gli acufeni, i gonfiori e i noduli articolari, le cisti ovariche o tiroidee.

Tutte patologie che in Cina vengono trattate quasi esclusivamente con la fitoterapia come tutte le patologie da raffredamento delle vie respiratorie. Ci sono numerose ricette antiche dedicate ai catarri e ai tan visibili e invisibili, alcune capaci di muovere il sangue e il qi con vigore, alcune specifiche per drenare l’umidità e il calore attraverso le urine o le feci ma senza aggredire i reni o l’intestino come fanno i diuretici e i lassativi comuni.

Una delle tante sostanze  che si può trovare in molte ricette come rimedio dell’umidità articolare è il seme di orzo o  Lacrime di Giobbe, in latino Coix Lacrhryma Jobi, in cinese Yiyiren. E’ un rimedio molto maneggevole  che si può usare a lungo in quanto tonifica anche la milza  e  si può introdurre anche per uso alimentare. Terapie purtroppo ancora troppo poco conosciute in Italia e con effetti collaterali molto inferiori rispetto ai farmaci antinfiammatori comunemente usati.

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Il mese di Ottobre e il Pericardio nella medicina cinese

Catherine Bellwald Il mese di Ottobre e il Pericardio nella medicina cineseCon il 9 di Ottobre siamo entrati nuovamente nelle Quinta Stagione, per l’esattezza è iniziato il terzo periodo di Terra dell’anno, ricordiamo che il quarto periodo di terra è quello di Gennaio che per il calendario cinese corrisponde all’ultimo mese dell’anno lunare.

Entreremo per la seconda volta nella Terra yang,  il suo organo correlato è il Pericardio, il suo orario è quello compreso tra le 19 e le 21, il suo animale il cane.

Questa stagione contiene dei rami celesti associati al metallo e al fuoco yin e quindi all’estate e all’autunno e ai caratteri più delicati  di entrambe queste stagioni, in particolare dell’autunno di cui ancora fa parte.

Si tratta però del periodo di transizione verso la prossima stagione: l’inverno. Per molti aspetti è storicamente la stagione più dura: meno luce, meno calore, meno alimenti prodotti dalla terra. Un tempo gli uomini come gli animali  si preparavano con cura al duro inverno perchè solo i più ricchi e forti riuscivano a sopravvivere. Un periodo questo in cui ritengo valga la pena di convogliare le proprie energie indirizzandole consapevolmente  verso gli obiettivi da raggiungere.

Che dire del pericardio; per la medicina occidentale è una membrana sierosa e non un organo vero e proprio. Anatomicamente parlando lo si può considerare come la protezione del cuore, organo questo per eccellenza il più nobile,  la cui importanza è cruciale per sopravvivenza, perchè alla base della circolazione sanguigna e quindi del nutrimento di ogni singola cellula del corpo.

In termini simbolici potremmo associare il pericardio a una sorta di struttura di protezione del nostro interno. Quando qualcosa ci ferisce o ci turba prima di colpire il cuore colpisce il pericardio. Analogamente è possibile considerarla come un sistema atto a tamponare alcune situazioni in modo da preservare  il nostro interno ovvero la nostra intima natura.

In medicina cinese trattare il pericardio significa lavorare sul diaframma e sulla respirazione. Il pericardio  insieme al Fegato forma un livello energetico intermedio definito Jue Yin, che viene sistematicamente trattato in medicina cinese in tutte le patologie dove vi sia uno stato di tensione muscolare, emotiva o viscerale.

Il pericardio è associato al triplice riscaldatore come relazione interno-esterno e quindi al motore che consente all’energia di circolare in tutto il corpo. In medicina cinese è comune dire quando vi è tensione che vi è una stasi del qi di fegato, inteso come un blocco a questo livello, le mani e piedi freddi sono la prima e frequente espressione di questa stasi energetica.

Il pericardio è strettamente collegato  con lo stomaco non solo per la vicinanza anatomica, ma anche perchè si trova nel punto opposto rispetto al calendario lunare, lo stomaco correlato al mese di Aprile è infatti la prima Terra yang dell’anno lunare. Non è quindi un caso se il pericardio in agopuntura si utilizzata per trattare tutti i disturbi gastrici acuti e cronici soprattutto se su base psico emotiva, in primis citiamo la nausea o ipermemesi, ma anche i vari disturbi del comportamento alimentare.

Infine il pericardio è in relazione con il Rene che lo precede nel calendario e nell’orologio cinese; anche in questo caso il pericardio in agopuntura viene utilizzato per trattare  molteplici disturbi di fertilità sia maschili che femminili soprattutto se associati a una componente psicoemotiva.

Il mese di Ottobre come tutti i periodi di transizione è un momento di maggior fragilità, soprattutto per un certo gruppo di persone che potremmo definire costituzionalmente più fragili o meno stabili emotivamente.

A queste persone è indicato in questa stagione un trattamento di prevenzione e di aiuto per non perdere troppo velocemente le energie accumulate nell’estate.

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Medicina cinese: il pericolo di fama e successo

Catherine Bellwald Medicina cinese: il pericolo di fama e successoE’ comune pensare che il successo e la fama possano portare problemi anche molto severi all’individuo che ne viene colpito. Tutti li vogliono ma a ben guardare sono davvero tanti gli esempi nel mondo dello spettacolo in primis (ma non solo) a mostrare come il successo possa diventare un fardello pesante talora autodistruttivo.

L’esempio della recente morte di Amy Winehouse è l’ultimo in ordine di tempo, ma sono moltissimi i personaggi dello spettacolo che abusano di droghe di vario genere, eccessi di ogni tipo e si sostengono con cocktail massicci di farmaci fino a distruggersi.

Ma come mai, viene da chiedersi, questi hanno tutto eppure riescono a vivere così male e essere spesso così infelici? Dalla legge dei 5 elementi è possibile avere una risposta che giustifichi come mai questo fenomeno accada così spesso.

Ogni individuo, per mezzo della legge dei 5 elelementi e del ciclo di generazione e controllo, sostiene 5 tipi diversi di relazioni. Ogni elemento ne genera uno e ne controlla un’altro ed è generato  e controllato da altri due elementi, determinando un cerchio chiuso. Il legno genera il fuoco, il fuoco genera la terra, la terra genera il metallo, il metallo genera l’acqua e l’acqua genera il legno e si ricomincia. E poi il legno controlla la terra, la terra controlla l’acqua, l’acqua controlla il fuoco, il fuoco controlla il metallo, il metallo controlla il legno e così via. Si formano in altri termini relazioni di parentela. Partendo da un qualunque elemento, avremo suo figlio, suo nipote, suo nonno e sua madre per arrivare nuovamente all’elemento di partenza.

La prima relazione è quella nei confronti di ciò che ci nutre, corrisponde all’elemento che ci genera, al di là dell’infanzia e dell’importante ruolo della madre, il nutrimento in senso lato proviene poi dallo studio, dall’intelligenza e dalla capacità appunto di imparare da ogni cosa.

La seconda relazione proviene da noi stessi e dai nostri simili ovvero persone a noi affini, chimicamente della nostra stessa pasta o elemento. Possono essere parenti ma anche amici, intesi come spalle su cui appoggiarsi e farsi forza. Queste prime due relazioni ci danno forza e ci sostengono e simbolicamente sono la madre e noi stessi.

La terza è la relazione nei confronti di  qualcosa che da noi nasce, possono essere i figli ma soprattutto i talenti, mentre la quarta è la relazione con  il mondo del denaro e dei possedimenti : il nipote. Quest’ultimo rappresenta l’elemento che corrisponde al successo e alla fama intesi anche come figli del talento.  Simbolicamente troviamo il figlio che corrisponde al talento e il nipote al successo dell’elemento in esame, due relazioni che, a differenza delle due precedenti, tendono a impoverire l’elemento di partenza.

Si dice che i figli vanno nutriti e i nipoti controllati e ciò richiede energia; lo stesso vale per il talento e per il denaro: ci vuole energia per produrre talento e per amministrare il proprio denaro e i propri possessi.

Partiamo dall’elemento legno; per fare un esempio se avrà molto fuoco ovvero “figlio”, tenderà ad impoverirsi questo è facile da capire, d’altro canto tanto legno ovvero se stesso e molta acqua lo fanno crescere e lo rendono forte, anche questo è facile da capire. Ma la terra che è figlia del fuoco, ovvero nipote del legno, e che corrisponde proprio alla fama perchè mai dovrebbe impoverire il legno? Semplice: la terra, essendo figlia del fuoco, lo indebolisce. Si dice che la terra spegne il fuoco e il fuoco a sua volta cerca nutrimento nella madre ovvero nel legno che si impoverisce ulteriormente.

Ecco spiegato con la legge dei 5 elementi come mai la fama estrema e improvvisa è potenzialmente pericolosa in quanto capace di generare uno squilibrio nei 5 elementi e nelle loro rispettive relazioni. Ma analizzando ulteriormente è facile intuire che se il legno è molto forte lo squilibrio e l’impoverimento saranno inferiori e l’equilibrio generale verrà preservato.

Ecco che un legno molto forte e sostenuto, ovvero ricco di acqua (educazione, studio, intelligenza) e magari in compagnia di altro legno (amici, parenti a lui affini e simili come qualità e  su cui fare affidamento) anche se con molto fuoco/talento e molto successo/terra resterà forte e stabile. Se invece abbiamo un legno debole la presenza di molto fuoco/talento lo indeboliranno, e lo stesso sarà per la terra/fama quando molto importanti. In questo caso si dice che il nipote si ribella per eccesso di forza e si sovvertono i rapporti di controllo, ovvero il legno non controlla più la terra, ma è la terra a controllare il legno.

Infine un eccesso di fuoco (talento) può creare un eccessivo controllato del metallo (autorità), il che, tradotto nell’esempio sopra, significa che il troppo talento può produrre una sorta di controllo sull’autorità e sui valori; ecco che può diventare lecito il normalmente illecito e  si può perdere l’orientamento di ciò che è giusto e non giusto fare, soprattutto se l’elemento metallo, ovvero l’autorità, è già di suo debole o poco rappresentato.

Tutto è sempre relativo ovviamente; un eccesso di controllo dato da un’importante presenza di metallo beneficia del fuoco per essere limitata,  come avrete capito non sono regole da applicare a tavolino in quattro e quattro otto ma da valutare nel loro insieme.

L’applicazione della legge dei 5 elementi anche in questo caso ci permette di  capire quanto, sia il talento che la fama possano, quando molto sviluppati, essere la causa di un forte disagio della persona e del suo rapporto con la società, al punto da produrre dei danni, soprattutto se la persona in questione è debole.

La fama quindi non è da augurare a tutti perchè non tutti sono in grado di sopportarla.

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Il mese di Settembre e il Rene nella medicina cinese

Catherine Bellwald Il mese di Settembre e il Rene nella medicina cineseTra il 7-8 di settembre entriamo nel mese del metallo yin collegato all’organo rene,  al gallo come animale del calendario cinese e all’orario compreso tra le 17 e le 19.

Il crepuscolo quindi, non è un caso se il rene come organo nella medicina cinese è quello che determina e manifesta il processo fisiologico dell’invecchiamento considerato molto più che un organo emuntorio essenziale.

Dalla medicina occidentale sappiamo che un uomo può vivere con il 30% della capacità renale ecco che le donazioni di rene sono possibili restando in salute. Questo fa pensare al rene come a una riserva, un surplus non utilizzato,  un pò come per il cervello che tutti sappiamo essere utilizzato in modo estremamente limitato rispetto alle sue potenzialità.

Nella medicina cinese il rene è il serbatoio dell’energia definita prenatale ovvero non dovuta al cibo o agli sforzi quotidiani non che questi non incidano a lungo andare sulla sua integrità ma l’energia del rene è innanzitutto acquisita alla nascita e proviene dai nostri genitori.  La salute e l’età della madre e del padre naturali al momento del concepimento sono considerati di fondamentale importanza per costituire il potenziale del nostro serbatoio.

Per quanto riguarda l’organo rene, è utile sapere che i suoi rapporti interni sono innanzitutto con il cuore con il  quale forma un asse interno fondamentale chiamato Shao yin che corrisponde al livello o strato energetico piu profondo e nascosto del corpo, come la radice di una pianta per fare un esempio. Il rene si collega anche con il pericardio che lo segue nell’orologio, nel calendario e nella circolazione energetica; il pericardio è inteso come un organo interessato in modo più diretto dall’aspetto emotivo; appartiene a uno strato energetico che potremmo definire come una sorta di interfaccia con l’esterno.

Il rene è collegato ovviamente con la vescica urinaria e con il grosso intestino per mezzo dei quali elimina l’impuro e gli eccessi verso l’esterno. E’ interessante sapere che una idrocolonterapia eseguita in modo aggressivo può  scaricare sul rene un’importante quantità di acqua, con possibile insorgenza di renella che in questo caso diventa una sorta di pulizia del rene ottenuta attraverso il colon.

Infine il rene è in relazione diretta con il triplice riscaldatore che in termine pratici non corriponde a un organo preciso ma a una funzione dell’intero organismo capace di sviluppare e distribuire l’energia ai diversi organi interni. Non è un caso se con gli anni le ossa e la memoria si indeboliscono e si perdono i denti e l’udito, in quanto per la medicina cinese il rene è collegato con i midolli, con il tessuto scheletrico di cui fanno parte anche i denti e il suo organo sensoriale è l’orecchio. Ma al di là di queste notizie molto scolastiche l’invecchiamento porta a una riduzione di tutte le funzioni sensoriali: la vista, l’udito, anche l’olfatto e il gusto si modificano questo perchè ogni organo interno viene gradualmente a essere meno nutrito e quindi si indebolisce progressivamente.

Il rene vista la sua natura  non è normalmente in grado di rigenerarsi e con gli anni inesorabilmente, perde la sua energia e, come è facile comprendere, con  essa l’energia di tutto il corpo. Si ritiene che una vita molto frenetica con ritmi accelerati e sforzi prolungati consumi più velocemente questa energia. Allo stesso modo tecniche di respirazione e energetiche sono da sempre considerate degli strumenti per mantenere il serbatoio pieno e consumarlo più lentamente.

Antiche discipline come lo yoga, la meditazione, il tai chi chuan e molte altre non sono infatti discipline esclusivamente fisiche; il loro contenuto profondo e filosofico oggi è spesso messo da parte per limitarlo a semplici pratiche motorie salutistiche ma esse vanno intese come dei sistemi per attingere a una energia superiore accessibile a tutti, un sistema per caricare le pile con energia pulita al pari dell’energia solare!

L’energia del Rene nella medicina cinese è collegata anche alla capacità di procreare e alla capacità di avere una vita sessuale intensa. E’ fisiologico dopo i 45-50 anni avere desiderio di una sessualità più completa e appagante piuttosto che frenetica e quotidiana ed è altresì normale per le donne essere gradualmente meno fertili.

L’allungamento della vita, il sistema sociale nel quale viviamo hanno spostato e sembrano spostare il desiderio di maternità e paternità  sempre più avanti negli anni. Questo lascia pensare moltissimo ad un cambiamento di molti parametri; che si faccia o meno ricorso a farmaci e tecniche di inseminazione artificiali, potrebbe nel tempo generarsi una graduale riduzione di questa energia e quindi genericamente della capacità di procreare. Di fatto un problema già presente da alcuni anni e su cui la scienza medica certamente spinge sull’acceleratore per via dell’enorme richiesta e quantità di denaro che gravita intorno a questa esigenza.

Ritengo valga la pena di soffermarsi a pensarci su un attimo e magari  cercare di capire come fare a garantire più energia vitale sfruttando non solo le nuove acquisizioni della scienza molecolare medica ma andando a studiare, senza denaturarli e senza demonizzarli, gli antichi metodi e insegnamenti capaci di sfruttare al meglio le fonti  energetiche naturali e interiori di ogni essere umano.

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Fitoterapia cinese per la cistite acuta, cronica e ricorrente

Catherine Bellwald Fitoterapia cinese per la cistite acuta, cronica e ricorrenteUna delle classiche patologie estive è la cistite ovvero l’infiammazione o infezione della vescica urinaria. E’ successo  a tutti almeno una volta nella vita, di avere bruciore durante la minzione (disuria) , talora anche solo un bisogno di urinare frequente e scarso (pollachiuria) e in alcuni casi  algie al basso ventre e perdita di sangue con le urine (ematuria).

La popolazione femminile è più colpita e soffre maggiormente di questa patologia. Fra le cause possibili si considera la possibile contaminazione da parte dei batteri provenienti dal retto in effetti decisamente più vicini nell’anatomia femminile rispetto a quella maschile. La cistite una volta veniva considerata molto frequente durante il viaggio di nozze e si riteneva fosse dovuta a una irritazione dell’uretra causata dal primo rapporto sessuale.

Ma parliamoci chiaro: qualunque rapporto sessuale produce una sollecitazione meccanica dell’uretra sia essa maschile che femminile perchè mai dovrebbe aumentare proprio durante il primo?

Esistono  numerose  donne anziane che soffrono di cistite cronica o ricorrente che ricompare nonostante le cure antibiotiche protratte anche mirate.  In estate inoltre sono maggiormente frequenti le forme di cistite acuta rispetto all’inverno

Si ritiene che il calore e calore umidità generato dal costume-mutande e pantaloncini bagnati e dal sudore dei genitali siano i fattori predisponenti di queste cistiti estive oltre che di quelle del ciclista. Secondo la medicina cinese questa spiegazione è sicuramente convincente visto che per loro tutte le patologie da esterno sono dovute ad una entrata di calore o di freddo proveniente dall’esterno che definiscono “patogeno esterno”.

Nella medicina cinese anche un calore interno può essere una causa della cistite soprattutto se cronica o ricorrente. Può essere un calore pieno o calore vuoto come nel vuoto di yin della menopausa oppure un fuoco di cuore  protratto. Le cistiti ricorrenti nelle donne non sono secondo la medicina cinese dovute al deficit di estrogeni che ne giustifica la presenza sia nel climaterio che durante la gravidanza. In questo ultimo caso la frequenza di incidenza delle cistiti sembra dovuto alla compressione dell’utero sulla vescica ovvero a una causa meccanica che ne limita la normale circolazione di sangue e di energia, come avviene anche in corso di stitichezza e uso prolungato della bicicletta.

Non si può escludere  nelle forme acute di cistite che si possa trattare  di un fuoco interno magari  secondario a forti emozioni e associato a colpi di calore esterno. Il cuore come organo interno dello strato più profondo shao yin non risente  del calore esterno ovvero non si ammala con i cambi di clima (e meno male!) ma subisce influenze più interne. Secondo la medicina cinese il cuore è protetto dal pericardio che  lo avvolge e non a caso è lui che si ammala nella famosa quanto sfortunata pericardite virale.

Si ritiene che il calore del cuore che come abbiamo detto nasce squisitamente dall’ interno possa scaricarsi sull’asse shao yin, cuore-rene ed esteriorizzarsi sul viscere accoppiato al rene che è la vescica urinaria per l’appunto! E’ interessante anche sapere che il canale di vescica urinaria si trova sul grande canale o livello chiamato tai yang che corrisponde allo strato più superficiale del corpo, quello che si ammala velocemente con i colpi di freddo e di caldo e che decorre su tutta la parte dorsale del corpo.

Le forme di cistite possono essere come avrete potuto intuire molto diverse da caso a caso; da caldo esterno, da compressione o ristagno locale, da vuoto di yin, da calore interno su base alimentare o emozionale. Per la loro vicinanza con il vitale organo rene è giusto non sottovalutarle, e anche  trattarle genericamente con un antibiotico a largo spettro o con un0 mirato da urinocultura e antibiogramma può non essere sufficiente a liberarsi da questa patologia soprattutto se ricorrente o cronica.

La fitoterapia cinese possiede numerose ricette per eliminare il calore attraverso le urine, per muovere l’energia in caso di ristagno oltre che ricette mirate a trattare il calore di cuore e il vuoto di yin.

Un lavoro che necessita la competenza di un medico specializzato nella materia ma che, se correttamente mirato, non rischia di generare resistenze e offre anzi una valida ed efficace alternativa alle cure antibiotiche classiche usate per le infezioni e le infiammazioni delle vie urinarie.

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Torcicollo e trigger points silenti

Catherine Bellwald Torcicollo e trigger points silenti Per torcicollo acuto voglio parlare non di situazioni post traumatiche o di pazienti che soffrono di cervicalgia in modo cronico, ma di tutti coloro che, dal pieno benessere, passano al blocco cervicale acuto all’improviso.

Il soggetto  non riesce più a girare la testa in modo normale, questa sindrome può essere molto dolorosa e invalidante e può colpire persone di tutte le età ma mediamente è la popolazione giovane che ne soffre maggiormente.

Il quadro classico è una persona con la mano sul collo e la testa girata e un pò piegata da un lato. Si tratta di una contrattura muscolare importante che comunemente coinvolge il muscolo sternocleidomastoideo e il  trapezio, di solito prevalentemente da un lato.

Niente di grave penserete voi ma perchè insorge e poi perchè alcune persone sono più predisposte di altre?

La teoria più accreditata è che si tratti di triggers points silenti  attivati o se preferite risvegliati e infiammati da un colpo d’aria, oppure da movimenti un pò più sostenuti, ma anche da una condizione emotiva. I trigger point silenti sono aree muscolari ma talora anche inserzionali di tessuto più compatto alla palpazione  che diventano dolorosi solo se se stimolati.

I trigger point silenti sono facilmente presenti in soggetti particolarmente tesi muscolarmente parlando o con posture scorrette oppure in esiti post traumatici anche di vecchia data. Sono una risposta fisica a una tensione di fondo oppure possono essere una memoria di un dolore o di un trauma anche lieve.

In medicina cinese questi punti vengono chiamati ashi point e rappresentano una sorta di blocco o di nodo energetico esterno, espressione di una cattiva circolazione non solo energetica ma anche del sangue. Il canale del piccolo intestino con la nomenclatura internazionale SI o Small Intestine è uno dei canali maggiormente coinvolti nel torcicollo acuto. Il suo decorso infatti passa  posteriormente sul collo decorre ampiamente sul territorio del trapezio e scende lungo l’arto superiore fino al mignolo bilateralmente.

E possibile lavorare direttamente sui punti trigger silenti e attivi andando prima di tutto a cercarli attraverso la palpazione attenta della muscolatura cervicale sia anteriore che posteriore. Una mano esperta li trova velocemente. Nella medicina cinese, nella posturologia e  in altre branche iperspecialistiche ma anche in molte tecniche manuali tramandate oralmente, i trigger points, una volta individuati, vengono eliminati con strumenti specifici, direttamente con le mani o con manovre fisiche.

Le fibre tessutali lavorate con le diverse tecniche vengono rese nuovamente meno compatte o contratte come pettinate e riordinate in modo corretto attraverso un lavoro fisico mirato.

I trigger points  possono essere  eliminati completamente attraverso diverse metodiche, fra cui  la tecnica della miofibrolisi,  la coppettazione e l’agopuntura. Queste tecniche, se ben applicate, sono estremamente  utili alla risoluzione non solo della fase acuta ma anche alla prevenzione di attacchi successivi e ricorrenti.

Un buon  lavoro per essere efficace deve essere globale ovvero lavorare all’esterno e sull’interno in quanto il disturbo può anche essere l’espressione di un disagio anche viscerale che si esprime esteriormente e che solo con un lavoro completo e profondo può essere totalmente rimosso. Un paziente ben trattato  non solo non avrà più dolore ricorrente ma anche dopo colpi di freddo e lavori fisici importanti non avrà più crisi dolorose e blocchi funzionali acuti; sarà quindi meno sensibile all’esterno avendo fortificato e rettificato anche il suo interno.



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Il mese di luglio e il piccolo intestino nella medicina cinese

Catherine Bellwald Il mese di luglio e il piccolo intestino nella medicina cinese Con il 7-8 di Luglio entriamo secondo il calendario cinese nell’ultima parte dell’estate e usciamo dall’elemento fuoco per entrare in quello della terra in transizione verso la stagione successiva, l’autunno.

L’organo di questo mese è il piccolo intestino, il suo orario va dalle 11 alle 13 e il suo animale è la capra.

Quando si parla di intestino tutti pensano al colon ovvero al grosso intestino e alla sua funzione di produzione e evacuazione delle feci.

Il piccolo intestino è altrettanto importante  per il corpo umano in quanto in esso si realizza la possibilità di digerire e assorbire le sostanze nutritive utili all’organismo, facendole entrare nel torrente ematico ovvero nel sangue.

Il grosso intestino corrisponde al principio di eliminazione mentre il piccolo  intestino a quello di assimilazione. Sia il piccolo che il grande intestino decorrono come canali energetici sulle braccia passando per la spalla ecco perchè spesso un problema di spalla può nascondere un problema viscerale dell’intestino.

Un organo stranamente  poco considerato e conosciuto ma di vitale importanza in quanto base della possibilità di nutrirsi e di nutrire direttamente il sangue. E’ possibile vivere senza stomaco ma non è possibile vivere eradicando completamente il piccolo intestino.

Il piccolo intestino è l’organo più lungo di tutto il corpo ben 7 metri di lunghezza, il suo interno è ricoperto di pieghe e villi e microvilli, pensate che si considera la superficie assorbente pari a 300 mq. Senza dubbio si tratta anche se vitualmente dell’organo più grande del corpo, non credete?

Il piccolo intestino è diviso in tre porzioni, il duodeno che circonda la testa del pancreas e  riceve il succo pancreatico e la bile attraverso il dotto pancreatico e il dotto biliare e il succo gastrico e salivare attraverso il rapporto diretto con lo stomaco. L’intestino tenue prosegue poi con il digiuno e termina con l’ileo che continua con il primo segmento del colon chiamato cieco.

Per la medicina cinese il piccolo intestino come lo stomaco, il fegato, il pericardio sono organi collegati all’elemento terra. La terra  come centro, come materia, come stabilità. Questi quattro organi gestiscono la digestione del cibo inteso come alimentazione ma anche come emozione. Ecco perchè il piccolo intestino come il suo alleato stomaco sono i visceri che maggiormente si destabilizzano con le emozioni

Il piccolo intestino è  il viscere accoppiato con il cuore e viene trattato in agopuntura in tutte le patologie emozionali; ansia, attacchi di panico, palpitazioni, agitazione ma anche nelle cistiti, nelle cervicalgie e nei torcicolli ricorrenti.

Strano penserete voi  collegare il cuore all’intestino!  Ma basta pensare al sangue. Il piccolo intestino nutre il sangue di sostanze nutritive e il cuore lo distribuisce a tutto l’organismo, sono parenti nella funzione di portare nutrimento al corpo. Inoltre ricordiamo che il piccolo intestino interviene massicciamente con le placche del Peyer nella produzione di linfociti che sono a tutti gli effetti cellule della linea bianca del sangue.

Un importante collegamento esiste anche tra piccolo intestino e  fegato non solo per la loro vicinanza anatomica ma anche per il loro rapporto diretto mediato dal dotto biliare con il quale il piccolo intestino riceve direttamente il suo secreto, la bile. Inoltre sull’orologio e sul calendario cinese il fegato si trova in corrispondenza  opposta al piccolo intestino. Il fegato nel mese di gennaio alla fine dell’inverno e in transizione verso la primavera e il piccolo intestino alla fine dell’estate in transizione verso l’autunno.

Troverete interessante osservare che gli orari di questi quattro organi legati all’elemento terra sono tutti in corrispondenza di momenti dedicati all’alimentazione. Lo stomaco dalle 7 alle 9 del mattino, il piccolo intestino dalle 13 alle 15, il pericardio dalle 19 alle 21, troviamo rispettivamente l’orario della prima colazione, del pranzo e della cena. Per l’orario del fegato che va dalle 1 alle 3 di notte credo si possa intuire che l’importanza del riposo in questa particolare fascia oraria possa corrispondere a una sorta di nutrimento.

Sempre facendo queste analogie è possibile considerare che in questi quattro periodi dell’anno, luglio, ottobre, gennaio e aprile il corpo possa avere una maggior necessità di trovare momenti di nutrimento intesi come momenti di rigenerazione, di relax e di arricchimento interiore.

A mio parere in questo particolare periodo dell’anno è importante nutrirsi di altro e non solo di cibo. Inoltre in questo periodo il caldo è di solito più forte e meno sopportabile per chi resta in città. Ricercare il contatto con la natura, stare con le persone care e coltivare le proprie passioni è di fondamentale importanza anche solo per brevi momenti della giornata: insomma questo è il miglior momento per una pausa… è tempo di  vacanza!

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Come curare l’ansia da prestazione prima degli esami

Catherine Bellwald Come curare lansia da prestazione prima degli esamiTutti noi ci siamo passati e poca importanza viene data all’ansia da prestazione che precede  ogni esame e che precede l’esame degli esami ovvero l’esame di maturità. Questa sindrome spesso considerata normale diventa per alcune persone un ostacolo che può pregiudicare e non di poco l’esito dell’esame, della verifica o della gara.

Oggigiorno  i giovani sono sottoposti a maggiori attenzioni da parte dei propri genitori, e forse soffrono maggiormente di quello che possiamo definire genericamente “aspettative” e delle loro nefaste conseguenze. Infatti i giovani e giovanissimi iniziano molto presto con disagi tipici dell’età più adulta, quali cefalea del week end, insonnia, colon irritabile e molti altri.

Consiglio  in questo particolare periodo storico di non sottovalutare l’ansia da prestazione pre-esame. Possiamo aiutare i ragazzi senza dover ricorre allo psicologo o a farmaci potenzialmente dannosi ovvero senza medicalizzarli ma neanche rischiando di non dare il giusto peso ai disagi che l’ansia da prestazione può generare.

Non si tratta di farmaci ansiolitici o ipnotici che possono modificare la loro lucidità e  indurre una dipendenza sia fisica che psichica. Molte discipline orientali e attività sportive possono giungere in aiuto ma è troppo tardi per iniziare adesso; i risultati non arriverebbe in tempo. L’agopuntura, l’omeopatia e la fitoterapia, se ben usate, sono un ottimo strumento terapeutico afarmacologico che non richiede tempi di intervento troppo lunghi.

Gli esami e le gare sono un ottimo allenamento per gli uomini e strutturano realmente una personalità più forte. Toglierli, posticiparli o  dolcificarli per non traumatizzare i giovani non mi sembra la soluzione. Le prove sono di grande utilità per ottenere quello che si chiama intensità,  raggiungere una maggior sicurezza,  imparare a lottare e capire il proprio valore

Un grande aiuto viene dato dal prodotto omeopatico Gelsemium Sempervirens a dinamizzazioni medio alte, di solito  a partire da 30 CH fino a 200CH che raggiungono il livello emotivo in modo molto veloce; ho personalmentte usato questo prodotto dall’esame di anatomia in poi trovando sempre un grande giovamento. Lo ho poi studiato nei primi anni di medicina e prescritto per svariate forme di ansia da prestazioni che precedono un evento importante ottenendo sempre un grande aiuto.

Nel campo della fitoterapia spargyrica  un aiuto viene dato dall’Alloro, pianta che una volta veniva posta sul capo  dei vincitori delle gare. Si considera che l’effetto psichico di questa pianta  aiuti nel conseguimento di un obiettivo importante, consentendo di focalizzare l’attenzione e le proprie forze verso il traguardo da raggiungere. In questo caso si consiglia l’assunzione di pochissime gocce, da 3 a 5 al massimo al giorno. Questo dosaggio così basso, grazie al particolare metodo di produzione del prodotto riesce a lavorare quasi esclusivamente sul piano emotivo interferendo poco e niente sul piano fisico.

Infine, anche se molti hanno paura dell’ago, una seduta di agopuntura ben fatta e ben accettata permette rapidamente di raggiungere un maggior rilassamento fisico, una pronta lucidità mentale, una miglior qualità del sonno e una maggior energia in senso lato. Tutti elementi utilissimi per ridurre e controllare l’ansia da prestazione e affrontare al meglio la nostra prova.

La situazione é diversa e più complessa se oltre all’ansia e al disorientamento dovessero comparire disturbi fisici o somatizzazioni vere e proprie del disagio emotivo; palpitazioni, innapetenza, gastrite, cefalea, insonnia, colite. In questo caso il paziente va proprio inquadrato e trattato in modo più completo cercando in primis di risolvere i disturbi fisici e succesivamente di calmare lo stato d’ansia sottostante.

Se vostro figlio si trova in seria difficoltà non schernitelo o ancora non preoccupatevi solo per lui e basta usando una semplice pacca sulla spalla di conforto perchè potrebbe non bastare.  Non sottovalutate il potere devastante della mente impaurita dalla prospettiva di non riuscire o di deludere le aspettative altrui e personali. Ci sono ragazzi più fragili  di altri che con un piccolo aiuto spiccano il volo. Non fate l’errore di giudicare i ragazzi fragili considerando solo che studiare è un loro dovere  o peggio che loro, come avete fatto voi, devono riuscire da soli.

State loro vicino e se cogliete un’eccessiva ansia non abbiate timore e rivolgetevi a specialisti del settore.

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La milza e il mese di maggio nella medicina cinese

Catherine Bellwald La milza e il mese di maggio nella medicina cineseNel calendario cinese, con il 5-6 di Maggio entriamo nella stagione estiva detta Li Xia. L’estate per i cinesi occupa il mese di Maggio e tutto il mese di Giugno, e termina con Luglio, mesi dove il sole è presente per un numero massimo di ore.

La milza è l’organo di riferimento in Maggio, nella medicina occidentale questo organo riveste un ruolo molto poco considerato. La milza infatti è classificata come un organo emopoietico definito secondario. Si ritiene che sia come un organo di deposito e di pulizia del sangue.

La produzione vera e propria delle cellule del sangue sia della serie bianca che della serie rossa è nell’età adulta a carico prevalente del midollo spinale. L’asportazione della milza infatti non è determinante ai fini della sopravvivenza. Oggi si ritiene che la  funzione della milza non sia ancora del tutto chiarita; il suo ruolo fondamentale per ora sembra principalmente svolto nell’infanzia prima che il midollo osseo si sviluppi completamente.

Nella Medicina cinese la milza viene classicamente  associata all’elemento terra ma appartiene anche all’elemento fuoco che è l’elemento dominante della stagione estiva.  E’ interressante vedere che il bagua del canale di milza è lo stesso dell’elemento fuoco due linee intere che contengono al loro centro una linea spezzata. La sua ora è quella che va dalle 9 alle 11 del mattino.

La milza in inglese chiamata splen e in cinese Pi non corrisponde all’organo milza ma ad una funzione energetica molto più estesa, considerata localizzata al centro del corpo o jiao medio, esistente anche nei pazienti splenectomizzati ovvero senza milza. Il suo ruolo è molto vasto e, come  la sua posizione centrale, esso fa da perno all’energia di  tutto l’organismo.

La milza rappresenta il motore dell’energia che assumiamo attraverso l’alimentazione, ed è strettamente collegata con lo stomaco. Come indica il suo bagua pieno fuori e vuoto dentro esattamente come l’elemento fuoco, soffre di vuoto ovvero necessità di essere alimentato. Esso infatti è un fuoco yin che potremmo rappresentare con una candela, capendo che il nutrimento corretto di questa fiamma è indispensabile per mantenerla viva e allegra.

Potremmo definire la milza come l’ organo più facilmente esauribile ma anche più facilmente ricaricabile. Quando la milza è veramente esaurita come in alcune patologie acute, il paziente non ha appetito e riferisce una stanchezza di fondo associata al desiderio di andare a letto. In periodi di digiuno o di carestia o di superlavoro la milza è il primo organo a soffrire.

Si ritiene che la milza gestisca l’umidità di tutto il corpo e più di ogni altro organo soffre in particolare di un eccesso di umidità, sia essa interna proveniente dagli alimenti che esterna proveniente dal clima.  Quando l’umidità interna è troppo alta la milza si ingolfa nel vero senso della parola, la nostra fiammela si spegne e rischia di non accendersi perchè è come se avessimo lo stoppino bagnato! Questi pazienti sono spesso in sovrappeso corporeo, delicati nella digestione, che di solito è più lunga e laboriosa, possono soffrire  di micosi  ricorrenti, di ipotensione arteriosa e talora di ristagno di liquidi nelle gambe

La milza è collegata con l’organo polmone con il quale forma il grosso canale o livello chiamato tai yin, questo collegamento è anch’esso importante in quanto gestisce l’importante e vitale funzione respiratoria e quindi un’altra essenziale fonte di nutrimento: l’ossigeno. Un deficit della milza può essere collegato con forme asmatiche, di tosse nervosa o ancora di groppo in gola. Le persone riferiscono di avere una sorta di solletico o catarro in gola. In questi casi può sempre essere  coinvolto anche l’organo fegato anch’esso collegato direttamente con il polmone.

Infine nella circolazione energetica così come nel calendario la milza precede il cuore e con questo nobile organo è strettamente collegata e si ritiene intervenga nella produzione di sangue sia direttamente che indirettamente. Possiamo considerare il sangue come un organo strettamente collegato con le emozioni: non a caso hanno lo stesso prefisso: “emo”. E qui troviamo il collegamento con la nostra terza fonte di nutrimento: le emozioni. E’ facile capire come questo organo sia sensibile alle emozioni.  Per la salute della milza il nutrimento emozionale da evitare sono le preoccupazioni e le rimuginazioni.  Deficit dell’ organo milza possono essere manifestazioni quali ansie da prestazione  ma anche veri e propri attacchi di panico associati a palpitazioni e sudorazioni che sono manifestazioni legate all’organo cuore  in modo indiretto.

Cosa si può fare per sostenere questo importantissmo organo che sembra gestire i tre nutrimenti fondamentali dell’uomo: alimenti, ossigeno, emozioni? Tre sono le raccomandazioni principali:

Cura dell’alimentazione evitando di accumulare troppa umidità, attraverso una riduzione al minimo degli zuccheri e dei latticini . E’ utile altresì non cibarsi sempre di corsa o nelle ore meno indicate e se possibile stare alla larga dai gelati che sono purtroppo il cibo più nocivo per questo organo.

Ascolto della propria stanchezza fisica e capacità di fermarsi in tempo per ricaricare le pile, tralasciando il dovere e il sacrificio ad oltranza magari anche chiedendo aiuto quando serve, ricordandoci che non siamo supereroi anche se lo vorremo tanto!

Pulizia delle emozioni negative che inevitabilmente portano un lavorìo della mente con esaurimento e perdita di energia di questo organo. A questo proposito suggerisco di studiare la filosofia buddista per cercare di capire in che modo la nostra mente ci porta automaticamente verso il pensiero negativo.


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Gli alti e bassi nella filosofia cinese

Catherine Bellwald Gli alti e bassi nella filosofia cineseSiamo abituati a dire che ci sono degli alti e dei bassi. Tutti noi lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle: un giorno buono, un altro nero, un momento positivo e produttivo e altri no, anche nella stessa giornata. Per molti questo è un caso oppure è dovuto alle circostanze esterne indipendenti da noi.

Per la filosofia cinese esiste una spiegazione al modo in cui ci sentiamo e un motivo che giustifica questi soggettivi e personalissimi alti e bassi.

Partiamo dall’inizio; ogni anno, mese, giorno, ora corrispondono  a un elemento anzi a una coppia di elementi. Gli elementi sono 5, il metallo, l’acqua, il legno, il fuoco, la terra, tutti con una possibile valenza yang o yin che ne modifica la caratteristica.

L’anno, il mese, il giorno e l’ora della nostra nascita formano i Ba zi ovvero i nostri 8 elementi di base  formati da 4 coppie di elementi. L’insieme ovvero la combinazione di  questi 8 elementi costituisce rapporti di rinforzo o di debolezza nei confronti dell’elemento  di base, che corrisponde a quello del giorno di nascita. Una persona può essere un legno yang e essere nata in un mese terra e in un anno acqua e in un’ora fuoco.

Si dice che un Ba zi favorevole dovrebbe contenere tutti i cinque elementi in proporzioni più o meno equilibrate, la posizione dei rispettivi 8 elementi  conferisce caratteristiche diverse in base alle 4 possibili relazioni esistenti tra i 5 elementi: nutrire, essere nutrito, controllare, essere controllato.

L’elemento primario a seconda della sua natura yin o yang e della presenza e vicinanza con gli altri 4 elementi può essere forte o debole a seconda del caso. Per fare un esempio un fuoco yin circondato da acqua sarà molto debole e necessiterà di una importante e continua fonte di nutrimento ovvero del elemento legno. In questo caso un qualsiasi elemento terra o acqua potranno indebolire questo fuoco debole, ricordate l’acqua e la terra spengono il fuoco!

Viceversa un elemento molto forte magari perchè già yang in partenza e per giunta circondato da elementi che lo nutrono o dal suo stesso elemento, non soffre a nutrire ne a controllare ma ne trae beneficio in qualità di controllo e moderazione della propria forza, invece se nutrito potrebbe esagerare nelle sue caratteristiche e diffetti. Un fuoco yang  forte trae beneficio dalla vicinanza con gli  elementi terra e  acqua.

Il fuoco yin è rappresentato dalla fiamma di una candela è facile intuire quanto possa essere facile spegnerla. Un fuoco yang è rappresentato da un sole in questo caso è altretanto elementare capire che un suo eccesso può bruciare e creare dei danni anche severi. I rispettivi ruoli di questi due fuochi sono  completamente diversi, entrambi utili e preziosi in specifiche situazioni.

I diversi elementi  nella stessa giornata si alternano ogni  ora, oltre che variare ogni  giorno, così come ogni  mese  e ogni anno. E come avrete capito le variazioni  sono individuali e assolutamente diverse anche per le persone nate nello stesso anno,  nello stesso mese o  nella stessa ora. E’ la combinazione di questi 4  elementi che conduce alla differenza.

Possiamo considera la combinazione dei nostri Ba zi  come un  analogo  della combinazioni delle  4 basi azotate  che creano la nostra mappa genetica e quindi le nostre caratteristiche fisiche. Parlando delle diverse combinazioni  del DNA siamo nel mondo della scienza sinonimo di  concreto e di logico, mentre parlando delle diverse combinazione di elementi siamo nel mondo della fantascienza.

In effetti la teoria dei 5 elementi e la legge dello yin e dello yang pur essendo ultramillenarie non hanno la possibilità di essere verificate in nessun modo. Non possediamo un macroscopio che le possa individuare e riconoscere con certezza. Ci resta solo la possibilità di studiarle e di osservare se esiste una corrispondenza riscontrabile nel nostro concreto.

E’  innegabile considerare  che all’interno della stessa giornata viviamo degli alti e dei bassi. A fine giornata o di primo mattino possiamo essere in piena forma alcuni giorni si e altri no,  e questo spesso indipendentemente dalle situazioni vissute, dalla nostra costituzione di base,  dalle condizioni climatiche e sociali esistenti in quel momento.

Magari in quel dato momento l’elemento è favorevole alla nostra precisa situazione individuale, esattamente come il pezzetto di puzzle che si incastra alla perfezione, è un lavoro che sto cercando di osservare in prima persona come base di studio e di approfondimento personale.

Anche nella relazione tra individui è ancora la stessa cosa, esistono precise ricette di elementi che consentono di fonderci l’uno nell’altro con facilità estrema. Le parole fluiscono da sole, l’intesa è semplicemente perfetta, senza uno screzio o una sbavatura. Si è uno complementare all’altro. E’ sempre  una ricetta la cui combinazione di sapori è un’alchimia talora perfetta talora anche un vero disastro.

Vi è mai capitato di non riuscire a sopportare una persona? spesso non dipende da cosa fa o ha fatto è così e basta e voi per primi non riuscite a capirlo. Oppure vi è mai capitato che per lunghe ore anche quasi giornate intere non squilli il telefono ne arrivi un messaggio?  E poi quando siete occupati per 20 secondi vi cercano tutti in quel preciso momento?

E’ un esempio  applicato delle famose leggi di Murphy che  non sono a mio  parere, come molti credono, solo frasi umoristiche  o detti popolari occidentali. Gli amanti della matematica ben sanno che se un evento è considerato improbabile, non solo è probabile che avvenga ma è sicuro! In altri termini quando la curva è discendente è facile che comicamente in quel momento, tutte le sfighe del pianeta si mettono d’accordo per rompere le scatole proprio a voi!

Quando si dice che i pensieri negativi attragono altri pensieri negativi, è come una calamita! A una determinata tendenza negativa si possono associare altre tendenze negative, in questo modo l’onda si fa più grande e trascina con se anche altre sfighe vaganti che avrebbero anche potuto  passarvi vicino!

Insomma quando va tutto bene è un miracolo di elementi che si mischiano a formare una cosa semplicemente perfetta. Il concepimento  è tutto questo ed è facile per chiunque  capirlo  ma anche la nostra stessa vita, il nostro cuore che batte, il nostro corpo che funziona, sono tutte  alchimie perfette. Il semplice stare al mondo è già di per sè un miracolo!

E lo stesso vale anche per le sfighe, siano esse piccole o gigantesche, una strada che crolla, un fulmine, un terremoto sono  combinazioni distruttrici perfette che possono arrivare in qualunque momento.

Ritengo sia davvero importante imparare a rimanere stabili e non farsi trascinare da emozioni troppo forti, siano esse positive che negative. Se è vero che una sfiga chiama altre sfighe cerchiamo di tirarci sù il più in fretta possibile. Quanto ai successi non esaltiamoci troppo, così che quando l’onda cala, perché è normale che succeda, non si rischi di cadere bruscamente con il culo per terra! Impariamo a stare al mondo conoscendo la sua natura formata da alti e da bassi rispecchiando la forma elicoidale  del nostro DNA.

Per questo allenarsi alla stabilità emotiva è un esercizio utile, tanto quanto quello muscolare,  e sapersi meravigliare e godere di ogni istante di salute e benessere  come sanno fare i bambini, diventa un atto di conoscenza e  saggezza da non relegare alla sola visione occidentale o religiosa ma a un modo di pensare universale e riconosciuto da tutti.

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Fisiatria essenziale nei disturbi osteoarticolari

Catherine Bellwald Fisiatria essenziale nei disturbi osteoarticolariLa mia passione per la riabilitazione nasceva circa 25 anni fa quando incontrava la Dott.ssa Morosini; il mondo Universitario mi aveva fatto perdere la voglia di diventare medico, i pazienti erano buoni solo quando potevano entrare in un protocollo terapeutico, non contavano le loro esigenze e necessità terapeutiche individuali. La fisiatria praticata e insegnata dalla professa Morosini mi ha permesso di ritrovare quella dimensione umana di cui sentivo l’esigenza per continuare i miei studi.

A lei devo il fatto di non aver buttato via 5 anni di Medicina e di aver proseguito innamorandomi dell’essere umano inteso come complesso fisico, psichico e sociale e alla possibilità di individuare nella fisiatria come nella medicina cinese il modo di trovare per ognuno un percorso terapeutico che consenta di riportare l’intero individuo verso l’equilibrio inteso come il suo massimo potenziale di salute.

Oggi il mio modo di vedere le problematiche muscoloscheletriche  disegna tre grandi quadri patologici osteoarticolari  che trovano una corrispondenza con  tre atteggiamenti psichici sostanziali molto frequenti.

La rigidità: si manifesta dal punto di vista articolare con  muscoli e strutture tendinee accorciate e contratte. In questo categoria si collocano tutti gli esiti di traumi e microtraumi ripetuti come se da un lato vi fosse una memoria corporea dell’avvenuto  trauma e dall’altro il corpo si difendesse attraverso una sorta di resistenza. Dal punto di vita strettamento psichico i soggetti rigidi,  sono persone che non cambiano volentieri e  si discostano poco o niente dal loro modo di essere e pensare.  Di solito non amano e talora temono il nuovo e anche le sorprese perché incapaci di adattarsi ad esse. All’estremo di questo atteggiamento troviamo persone che ripropongono sempre le stesse dinamiche e ruoli nei diversi rapporti sociali. Questa caratteristica segna alcuni individui in modo particolare e si manifesta in tutto il suo splendore durante la vecchiaia.

La passività: dal punto di vista fisico corrisponde alla difficoltà di resistere attivamente, diversi muscoli sono ipotonici e ipotrofici ovvero hanno una limitata forza. I soggetti passivi cedono inanzittutto alla gravità e si lasciano progressivamente andare, incapaci di restare diritti opponendo una resistenza attiva. In questa categoria inseriamo i cosiddetti vizi posturali, le spalle incurvate in avanti, il tratto cervicale e lombare che perdono la loro lordosi fino a una inversione della curva o il tratto dorsale che invece aumenta la sua cifosi fino alla presenza nei casi più gravi di tutti tre i problemi. In questi casi si parla anche di insufficienza vertebrale; il paziente non riesce più a mantenere una posizione eretta senza incurvarsi in avanti. Dal punto di vista psichico possiamo considerare queste persone come appesantite da un fardello immaginario che grava loro addosso e che nei casi estremi può limitare fortemente il loro senso di libertà in senso anche mentale oltre che operativo.

Infine abbiamo l’ instabilità, dal punto di vista fisico corrisponde alla mancanza  non tanto di forza muscolare ma alla presenza di strutture tendinee e legamentose troppo lasse. Questa categoria è la meno conosciuta e talora la più difficile da curare e individuare proprio perché  il paziente ha una buona mobilità e flessibilità e non evidenzia uno specifico vizio posturale. Manca la possibilità di essere stabili, ovvero vi è un continuo passare da uno stato a un altro;  muscolarmente possiamo trovare delle tensioni anche molto forti e quindi spesso dei dolori inspiegabili. Dal punto di vista psichico  ritroviamo la stessa incapacità di  conseguire un obbiettivo cambiando meta e direzione magari a un passo dal risultato desiderato o l’incapacità di reggere a uno stress importante per instabilità emotiva.

Queste tre patologie fisiche e psichiche si ritrovano in quasi tutte le problematiche umane. quello che è interessante sapere è che molte arti marziali e lo yoga, se ben analizzate, sono strutturate per limitare al meglio questi diffetti.

Il lavoro costante sulla scioltezza del movimento e sull’elasticità articolare è noto a tutti, come lo è il lavoro sulla forza muscolare e sulla forza di volontà di molte discipline fisiche e motorie. Ma il lavorare sulla stabilità è un concetto meno noto; il principio della circolarità del respiro e dei movimenti di molte discipline orientali così come l’utilizzo di una palla o la ciclicità degli allenamenti hanno in realtà gli stessi denominatori comuni.

La possibilità di superare la paura del nuovo e del cambiamento, la percezione della propria leggerezza e possibilità di attingere alla proria interiorità sollevandosi  verso una dimensione più spirituale e infine la ricerca di una stabilità e di un centro che ci consentano  di sperimentare lo spazio e il tempo senza perderci in essi ma ritrovando la nostra personale dimensione.

Non si tratta di una visione new age anche se attuale, un atteggiamento  superficiale di vedere le cose, e tanto meno di uno scopiazzamento di nozioni prese qua e là da altri autori o libri come spesso si trova in giro. Queste nozioni, anche se esposte in modo molto semplice, sono il sunto di 25 anni di esperienza, di studio e pratica della materia in questione.

Ecco perchè molto spesso, individuato un determinato difetto, consiglio la pratica dello yoga su guida di un istruttore esperto  e non 10 sedute di fisioterapia. In base all’obiettivo da raggiungere e al quadro di partenza del paziente, si possono  selezionare esercizi particolarmente adatti e evitare  o modificare quelli potenzialmente dannosi. Inoltre vengono inseriti e utilizzati alcuni esercizi prettamente fisioterapici, di solito mai più di tre da integrare con il lavoro globale, ottimizzando il conseguimento del risultato desiderato.

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Febbraio, l’inzio della primavera e il capodanno cinese

Catherine Bellwald Febbraio, linzio della primavera e il capodanno cineseOggi  3 Febbraio 2011 in Cina si festeggia finalmente il capodanno e l’entrata ufficiale nell’anno del coniglio metallo Mao Xin, ma per il calendario cinese il capodanno è anche il primo giorno di primavera chiamato Li Chuen che significa l’inizio o la risalita della primavera.

Sembra assurdo pensare alla primavera oggi, avete tutti ragione da vendere!!! Per quello che sono riuscita a capire è come se il tempo inteso come condizione climatica ovvero come la percezione del tempo sul corpo e sulla natura arrivasse con un ritardo di circa 20-40 giorni.

Quando scaldiamo dell’acqua magari bella gelida con una fiamma, il calore arriverà all’acqua dopo un lasso di tempo variabile rispetto all’accensione della fiamma, ebbene il principio è lo stesso, all’inizio l’acqua resta terribilmente e sgradevolvente gelataaa!

Più filosoficamente si tratta del concetto del seme inteso come  una manifestazione non ancora espressa ma potenziale. Il presente consapevole e cosciente del suo divenire, il sapere in che direzione andare e non già un futuro ipotetico, irreale e onirico, ma una successione dell’oggi.

Qualcosa che non si vede ma che è già presente e saperlo fiutare significa  non farsi sorprendere ma cavalcare il tempo.

Il  segno di questo mese è la Tigre elemento legno yang, collegato quindi con l’organo fegato come il  mese che precede  ma anche con l’organo polmone specifico di Febbraio.

Il sapore dell’ organo polmone è il piccante. Questo sapore assunto moderatamente  tonifica il polmone mentre  il suo eccesso  lo indebolisce,  stesso discorso del sapore acido per il fegato.

Il polmone soffre con il freddo ma soffre anche di secchezza. Difficile direte voi con l’umidità che si trova in giro, vero anzi verissimo. Una sola raccomandazione possiamo farla per il riscaldamento eccessivo, ovvero il permanere tutto il giorno in ambiente superriscaldato equivale a rimanere troppo tempo fuori casa al freddo umido. Nel primo caso il polmone si danneggia o si indebolisce per l’eccessiva secchezza e nel secondo caso si indebolisce  per la penetrazione del freddo  nel corpo.

La raccomandazione resta sulla vigilanza delle condizioni climatiche e del proprio sentire e percepire caldo o freddo, ascoltandoci. E’ consigliabile, se state molto al chiuso, di umidificare l’ambiente con una semplice vaschetta con due gocce di olio essenziale di Timo o altre essenze a voi gradite o meglio consigliate. Potete anche  utilizzare sofisticati ionizzatori o vaporizzattori. Se desiderate ridurre o smettere di fumare questo è un ottimo mese.

E’ consigliabile continuare con un adeguato regime alimentare per disintossicare e pulire il fegato,  molta verdura e frutta se possibile bio, pochissimi alcolici, evitate i grassi idrogenati e la cioccolata, attenzione ai farmaci che appesantiscono il fegato, il lavoro sull’alimentazione sarà ancora più utile se tale assunzione è protratta nel tempo per motivi di salute o se il vostro fegato ha subito un infezione.

Il fegato e il polmone sono direttamente in contatto, la salute o debolezza di uno si ripercuote sull’altro, la tosse in particolare quella secca, può essere l’espressione di un malessere di entrambi questi organi.

Un’altra cosa molto importante è sapere che il polmone è collegato con l’emozione  della tristezza, attenzione quindi ai nostalgici e a tutti coloro che hanno subito una perdita dolorosa. Evitate di aprire la ferita facendovi del male, cercate di sanarla con dei balsami protettivi il che equivale a  ricordare ciò che abbiamo avuto con piacere e non ciò che non abbiamo più con dispiacere. Favorire i ricordi positivi di un vissuto che oggi non abbiamo più senza alimentare il disagio di questa mancanza ma solo richiamando alla memoria la bellezza e la ricchezza di quell’esperienza anche se ormai passata.

Un’attenzione questa volta non solo alimentare ma soprattutto emozionale; addestratevi a riconoscere quando la vostra mente vi conduce alle tipiche emozioni negative e stroncatele sul nascere. Eh no! …Eh no! Eh..no!

Attivate “l’emotional control” non si fa su Skype mi dispiace, non esiste un abbonamento, ma si può fare! E’ necessario anche in questo caso un certo addestramento e consapevolezza per riuscire in questa raffinata attività mentale.

Il controllo emozionale non significa diventare freddi e cinici anzi commuoversi e anche piangere sono una altra cosa. Quello che si richiede è solo di tagliare tutto quello che danneggia, soffocando e mettendo nell’ ombra.  E’ come fare una pulizia interiore, si devono togliere e rimuovere costantemente le erbacce,  permettendo ai  fiori del nostro giardino di fiorire sani e rigogliosi.

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