Il valore dell’autotrattamento
E’ sorprendente vedere come per ogni disturbo fisico esistano semplici gesti e manovre da eseguire in autotrattamento. Certo, in assenza di una conoscenza del corpo e delle leggi meccaniche, fisiologiche ed energetiche insite nel nostro corpo, è difficile trovare i movimenti e le posture corrette per i diversi problemi.
L’automassaggio, per esempio, è conosciuto e praticato da milenni in moltissime discipline orientali come riscaldamento propedeutico al movimento, ma anche come vero e proprio lavoro personale.
Tutti i pazienti sanno quanto possa essere rilassante un massaggio, ma troppo spesso non c’è il tempo e anche l’aspetto economico contribuisce a ridurre la frequenza di questa meravigliosa pratica che già nell’antichità veniva utilizzata e consigliata agli atleti e ai nobili.
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L’agopuntura nell’acuto
Sono pochi a sapere che l’agopuntura è un ottimo strumento terapeutico nelle patologie acute, molti pazienti mi chiamano dicendo “oggi non posso venire perchè ho preso una bronchite” oppure “ho un attacco di diarrrea” oppure “sono stato dal dentista, il dolore è così forte che non posso venire”.
Ebbene è un vero peccato, perchè il trattamento di agopuntura sull’episodio acuto è un vero tocca sana.
Un torcicollo acuto, un blocco lombare detto colpo della strega, un blocco acuto della spalla, una crisi di nevralgia del trigemino e come ho scritto sopra anche molte patologie su base infiammatoria o anche infettiva migliorano con il trattamento di agopuntura.
Anche se nei primi anni di lavoro preferivo sempre evitare pazienti acuti, perchè stando davvero male sono più difficili da muovere ed essendo sensibilissimi a causa del dolore sono quasi intrattabili, con il passare del tempo ho scoperto che i pazienti più sono acuti, più riescono a trovare un riconosciuto beneficio anche dal primo trattamento.
Insomma è un modo per toccare con mano e vedere quello che normalmente non ci è dato di vedere.
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Agopuntura in gravidanza. Utile ma ignorata.
Quello che pochi ancora sanno è che l’agopuntura è riconosciuta scientificamente per avere la possibilità di aumentare la fertilità.
Questo perchè sono stati condotti numerosissimi studi scientifici su topini da laboratorio ed è stato dimostrato che il trattamento con un solo agopunto consente di aumentare la produzione ormonale e la fertlità delle suddette cavie.
Purtroppo se ne parla molto poco e l’utilizzo dell’agopuntura è solo un raro strumento ausiliario nei casi di infertilità di coppia, spero non per il fatto che il business dell’inseminazione artificiale è più redittizio.
E altresì sorprendente l’atteggiamento cautelativo in cui si pone l’agopuntura ufficiale nei confronti della gravidanza; semplicemente si evita.
Ho avuto la possibilità di trattare solo due pazienti “in attesa” e devo dire che i risultati sono stati brillanti e rapidi; una paziente soffriva di cefalea continua da oltre 5 mesi, ovvero dall’inizio della sua gravidanza ed era sull’orlo di una depressione e convinta di avere sviluppato un tumore cerebrale. Il dolore è passato dopo una singola seduta. L’altro caso era ormai a una settimana dal termine e soffriva di torcicollo acuto da circa 3 giorni ben risolto con 3 sedute di agopuntura.
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Agopuntura:il coraggio di proporla
Il mio maestro di agopuntura Richard The Fu Tan sostiene alle sue lezioni che una delle cose più importanti da fare nei confronti del nostro paziente sia quella di educarlo ad un lavoro lungo ovvero ad un vero e proprio percorso di guarigione.
In effetti il paziente chiede sempre indipendentemente dalla sua malattia, “ma dottore quante volte dovrò venire?” e noi agopuntori cui manca l’esperienza di quarant’anni di un Tan (e soprattutto quella dei relativi “avi”) cadiamo nella trappola di volerlo accontentare subito, “dalle 3 alle 6 volte per un primo risultato tangibile e dalle 6 alle 10 volte per ottenere un beneficio significativo” ci scappa di dire.
Vogliamo tutti il conseguimento del risultato: il paziente ovviamente perchè così ha risparmiato tempo e denaro e investito in modo costruttivo e noi medici perchè facendoci pagare ci sentiamo bene se il paziente sta meglio subito. Ma come in ogni cosa ci vuole del tempo e il paziente questo tempo deve imparare a prenderselo. Inoltre cosa c’ è di peggio di una aspettativa disillusa, i pazienti sono tutti diversi non esiste una regola, alcuni migliorano dopo il primo trattamento alcuni dopo il sesto o anche dopo il decimo.
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La natura è una insegnante esperta per i disturbi emotivi
Molti pazienti riferiscono disturbi ansio-depressivi. Questi due frequentissimi stati emotivi vanno infatti spesso a braccetto anche se in alcuni prevale un l’aspetto ansioso mentre in altri quello depressivo.
Tutti indistintamente descrivono comunque stati di agitazione mentale caratterizzati da pensieri angosciosi riferiti alla propria persona o a parenti, alle loro incapacità, al futuro incerto, talora anche alla mancanza di un senso della vita stessa.
In alcuni casi si possono presentare palpitazioni, insonnia, alterazioni digestive, dell’alvo o dell’appetito.
Credo che il lavoro, diventando sempre più mentale, sia responsabile di un aumento di questi stati e alterazioni, soprattutto neI soggetti particolarmente intelligenti e sensibili
Molti di loro mi chiedono: “Ma come fa l’agopuntura ad aiutarmi?”
Come per dire il problema è nella mia testa e questa non posso cambiarla!
E’ importante spiegare che l’agopuntura certamente non cambierà la testa, ma darà la possibilità di essere semplicemente emotivamente più stabili e mentalmente più lucidi, cosa che porterà a cogliere quali siano le influenze esterne in grado di alterare lo stato emotivo e quali sianno realmente i veri sentimenti e possibilità.
Utilizzo spesso l’analogia climatica delle perturbazioni del tempo, perchè sono eventi comuni ai quali siamo abituati. Per le emozioni è la stessa cosa; ci sono molti i fattori esterni, che possiamo chiamare perturbazioni e che possono colpirci: un lutto in famiglia, un amico che non si fa mai vivo, un problema di salute, i soldi che non bastano mai, il lavoro che non piace e molti altri.
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Il vento e i disturbi primaverili
E’ risaputo da tutti che la stagione primaverile è un periodo molto delicato. Sono molti i pazienti e tipiche le patologie che tendono a peggiorare in primavera; l’irritabilità o l’ansia, gli attacchi di panico, la depressione dell’umore, le gastriti e le esofagiti, le cefalea e le vertigini, sono tutti disturbi che peggiorano in primavera.
La primavera secondo la Medicina Cinese è collegata all’organo fegato, il suo colore è il verde, il suo sapore acido, il suo elemento il legno, la sua emozione la collera, la sua caratteristica atmosferica il vento.
Non è un caso se molte patologie si acutizzano proprio nei giorni di vento. E’ statisticamente dimostrato un aumento degli ictus nei giorni ventosi e anche questo, anche se più complesso da spiegare, non è affatto un caso.
Il fegato, secondo la medicina occidentale, è il laboratorio chimico del corpo; le medicine e molte sostanze naturali, come l’acido lattico prodotto dopo uno sforzo fisico, vengono metabolizzati dal fegato. Il suo viscere accoppiato, la vescica biliare, detta colecisti, raccoglie la bile prodotta dal fegato per digerire gli alimenti, in particolare i grassi.
Il fegato soffre quando deve lavorare in eccesso, quindi con un’alimentazione troppo ricca di grassi o di sostanze chimiche varie, per esempio della famosa pillola contraccettiva, ma anche delle sostanze etiliche ovvero con l’alcol.
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Case farmaceutiche a caccia di brevetti!
E’ forse poco noto a tutti quanto le case farmaceutiche, vedendo l’interesse crescente per le sostanze naturali, decidano di acquistare o accaparrarsi i diritti o brevetti su ricette antiche o singole sostanze naturali come se avessero inventato qualcosa.
Vada per la biotecnologia, in grado di creare composti attivi in estratti secchi e prodotti di sempre di più facile utilizzo. Immaginate la fatica di dovere fare un decotto e poi applicarlo sulla pelle, una volta si faceva così, erano necessarie dosi importanti di sostanze naturali e la preparazione poteva anche richiedere ore di lavoro per non parlare dell’applicazione locale!
Viene riportato su La Stampa un bellissimo articolo che riferisce appunto della vittoria del governo Indiano nei confronti di multinazionali farmaceutiche che avevano abusato di brevetti e diritti su sostanze naturali e antiche ricette, non solo ayurvediche. Dopo anni di lavoro oggi queste sostanze sono dichiarate patrimonio universale, e viene offerta una traduzione in diverse lingue dei testi antichi a disposizione di chiunque la voglia utilizzare con coscienza.
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Infezioni: una battaglia ad armi pari
Si parla di infezione quando un certo numero di microrganismi, siano virus, batteri, funghi, si riproducono allegramente nel nostro corpo a discapito della nostra salute.
Le forme acute sono di solito forme dovute a patogeni virulenti ovvero a microrganismi forti che una volta in contatto con il malcapitato organismo, sia esso sano o debilitato, tendono ad invaderlo entrando in profondità nel corpo. In questi casi il trattamento con farmaci mirati è direi un salvavita. Prima dell’era degli antibiotici le polmoniti, le meniginti, le setticemie, erano malattie potenzialmente letali.
Esistono anche patologie acute, dovute soprattutto ad una scarsa risposta di difesa del corpo più che al potere infettante del microrganismo, ma il più delle volte quando il corpo è debilitato, ovvero non in grado di difendersi adeguatamente, insorgono le cosidette infezioni croniche, ricorrenti o saprofitiche.
Fa parte, ad esempio di questi casi la Candida, fungo o micete assai comune che abita normalmente in modo innocuo il notro corpo, ma che, quando le nostre risorse sono scarse, se ne approfitta, moltiplicandosi all’eccesso e creando disturbi assai complessi e fastidiosi.
In queste patologie croniche o saprofitiche è necessaria cautela nel ricorrere a farmaci antimicotici, antibiotici o antivirali a seconda del tipo di infezione; usandoli a sproposito o per tempi non sufficientemente lunghi si rischia infatti di creare colonie di microrganismi sempre più resistenti.
E soprattutto vale la pena ricordare che è possibile agire anche diversamente.
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Fitoterapia e farmacologia: effetti avversi in entrambe
E’ recente le notizia di casi di probabile epatopatia dopo l’assunzione di prodotti della famosa marca Herbalife, cosa che ha trovato un immediato risalto presso certa stampa.
Al di là del caso specifico, questa eco anomala si ripete ogni volta che c’è la possibilità di denigrare qualsiasi piattaforma terapeutica la cui provenienza non sia quella standard tradizionale; lo stesso clamore difficilmente viene infatti sollevato nei confronti delle molto più frequenti, e spesso gravi, reazioni avverse a farmaci anche di uso comune.
Non dimentichiamo che non esiste un farmaco di sintesi senza effetti collaterali più o meno dannosi: l’efficacia di un farmaco di questo genere è sempre determinata dal rapporto tra benefici ed effetti negativi.
A tal proposito, ritengo quindi necessario chiarire alcune premesse prima di bandire dalla testa dei consumatori la possibilità di curarsi con metodologie fitoterapiche.
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Ma quando inizia la primavera?
La primavera tanto attesa da tutti, in questi giorni freddi e ventosi, sembra avere una tempistica sostanzialmente diversa tra il calendario gregoriano e il calendario cinese.
Secondo il primo infatti, la primavera inizia tra il 21 e 23 Marzo al momento dell’equinozio, ovvero quando il sole sorge esattamente a est e tramonta esattamente a ovest, dando 12 ore precise di luce.
Secondo il calendario lunare cinese invece quest’anno la primavera è iniziata il 29 Gennaio e di solito cade tra il 21 Gennaio e il 19 Febbraio in coincidenza della prima luna nuova dopo l’entrata del sole nel segno dell’acquario.
Due visioni sostanzialmente diverse, accomunate dal fatto che entrambe le festività erano in relazione con il concetto di fertilità e caratterizzate da importanti festeggiamenti, in occidente questo culto pagano è poi stato sostituito dalla festività cattolica dell’annunciazione o immacolata concezione.
Al di là di questo comunque tra le date delle due visioni, ovvero tra il 21 di Marzo del calendario gregoriano e il 29 Gennaio di quello cinese, passano ben 51 giorni, oltre 7 settimane; una bella differenza!
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Il dolore non è una colpa
Torniamo a parlare di dolore, ma questa volta affrontiamo una tematica nuova, il dolore come colpa, il dolore come espiazione.
Ci avete mai pensato?
Sembra assurdo ma osservo ancora molto questa problematica nel comportamento di moltissimi pazienti e purtroppo anche da parte di molti medici.
Una volta esclusa una patologia tumorale o una patologia grave di altra natura, ovvero una volta passati oltre alla diagnosi, se il dolore resta è usanza non preoccuparsene più di tanto.
Si provano i farmaci antidolorifici ma se il dolore non se ne va, il passaggio successivo è l’accettazione del dolore cronico. Allora si sentono dire frasi come ”Signora cosa vuole, se lo deve tenere”, come dire “deve già essere contenta di non avere niente di peggio !!!”.
Nel mio studio arrivano pazienti, sopratutto anziani, che soffrono di dolori fortissimi da oltre 10 anni senza avere mai fatto o tentato nessun trattamento.
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Sani e belli con l’agopuntura
E’ interessante sapere che in Cina e soprattutto negli USA, vanno alla grande i corsi di agopuntura estetica con protocolli di lavoro in questo campo sempre più sofisticati, per far fronte all’ aumento delle richieste di trattamenti estetici afarmacologici come nuova frontiera della medicina estetica.
L’agopuntura viene usata con grande efficacia nel trattamento delle rughe: con l’utilizzo di aghi sottilissimi, si solleva meccanicamente il letto della ruga ottenendo così in loco un’ attivazione trofica del tessuto cutaneo per mediazione chimica. Molto valido anche il trattamento della cellulite e dell’accumulo di adipe localizzato, dove con l’azione degli aghi si ottiene una maggior circolazione vascolare ed energetica locale.
Non deve stupire questo interesse in campo estetico; di fatto non esistono pillole per le rughe, non esistono pillole per la cellulite. Non esistono pillole per non avere peli superflui (sono sicura che se esistessero, la depilazione sarebbe in disuso). Continua a leggere
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Agopuntura e metodo scientifico: parte seconda
Uno degli aspetti da affrontare quando si parla di lavori scientifici in agopuntura è il tema del “gruppo di controllo”.
Un lavoro scientifico, per essere tenuto in considerazione, deve innanzi tutto raccogliere un numero significativo di partecipanti più possibile omogenei ed avere un gruppo di controllo.
Vale a dire che i partecipanti vengono suddivisi casualmente in due gruppi, ognuno dei quali viene trattato diversamente, per fornire un riferimento. In questo caso si tratta di studio randomizzato e controllato. Quando nei pazienti ne i medici sanno quale tipo di terapia venga somministrata ad un gruppo e quale all’altro, si parla di “studio a doppio cieco”.
Già nel caso degli studi sui farmaci è un criterio estremamente difficile da applicare. Nel caso dell’agopuntura diventa impossibile.
Possiamo infatti selezionare 2 gruppi omogenei e trattarli uno con l’agopuntura e l’altro con altri metodi: farmaci, TENS, ultrasuoni, massaggi o altro. Va da sè comprendere che un simile lavoro è realizzabile solo in una struttura sanitaria pubblica ove si pratichi abitualmente l’agopuntura cioè non in Italia.
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Agopuntura e media: sul Corriere un articolo a dir poco fuorviante.
E’ da poco uscito questo articolo sul Corriere. Lo considero quantomeno fuorviante, per non dire fazioso. Un esempio di come certa stampa riesca a manipolare dati oggettivi per fornire una personalissima quanto alterata interpretazione, evidentemente volta a screditare come sempre qualsiasi terapia non goda della “benedizione” della scienza ufficiale, sempre più legata a quella delle grandi case farmaceutiche.
Tanto per cominciare la fonte citata: si tratta di questo articolo apparso su Cochrane, una stimata rivista scientifica medica. Purtroppo è in inglese, ma vi posso assicurare che i risultati riportati sono esattamente contrari a quanto sembra voglia far credere l’articolo del Corriere.
Questo il testo in inglese, nella sezione “Conclusioni” dell’articolo:
In the previous version of this review, evidence in support of acupuncture for tension-type headache was considered insufficient. Now, with six additional trials, the authors conclude that acupuncture could be a valuable non-pharmacological tool in patients with frequent episodic or chronic tension-type headaches
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L’origine del dolore
Sul dolore e su tutte le sue sfaccettature si potrebbe scrivere un intero trattato. Questo per dire che il dolore è davvero una aspetto complesso della nostra percezione. E’ interressante sapere che il dolore può avere diverse origini: infiammatoria, viscerale e meccanica.
Per spiegare meglio, tutti avrete sperimentato che con la febbre possono insorgere dolori muscolari e articolari di natura squisitamente infiammatoria che si riducono per l’appunto con l’assunzione di farmaci antinfiammatori, questo problema potrà essere presente in forma acuta come nel colpo di freddo o in quadro cronico come avviene nelle purtroppo sempre più frequenti patologie autimmunitarie, vedi l’artrite reumatoide, per nominare la più conosciuta. Potremmo dire che questa è la natura chimica del dolore.
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Un trauma come un uragano
La condizione di trauma si può considerare come un evento esterno, un vento così forte da causare una lesione dei tessuti coinvolti.
Un uragano, che passando distrugge o danneggia più o meno severamente tutto quello che trova sul suo cammino.
La reazione del corpo a questo insulto esterno è mediata dal sangue e dai liquidi corporei, che imbibiscono la zona del trauma per travaso diretto o per mediazione chimica.
Questa reazione naturale è responsabile però a sua volta, di un ulteriore rallentamento della circolazione sia sanguigna che energetica, già duramente compromessa dal trauma diretto.
Potremmo dire che il corpo risponde con l’acqua. Con l’arrivo dell’uragano, tutti gli abitanti si sono messi in macchina, rallentando la circolazione, con l’arrivo dell’acqua la strada piena di detriti e di fango diventa così, impraticabile.
Ci vuole la protezione civile e la volontà dei cittadini per rimuovere dalla strada i detriti, ci vogliono i vigili per dirigere il traffico, affinché la strada sia nuovamente percorribile. Successivamente ci vuole il tempo perché la terra assorba l’acqua e infine ci vogliono risorse ben direzionate affinchè si ricostruiscano e riparino le case distrutte con materiale nuovo. Un costo enorme per lo stato!
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Perchè l’agopuntura fa tanta paura?
I possibili effetti collaterali delle medicine allopatiche più in uso sono noti ormai a tutti: l’aspirina può portare gastrite emorragica e la recente formulazione in polvere può danneggiare anche la mucosa dell’esofago; i vaccini antinfluenzali possono portare febbre e malessere generale, così come la pillola anticoncezionale può aumentare notevolmente la cefalea.
Se guardiamo il bugiardino (il foglietto incluso nelle confezioni dei farmaci), scopriamo che sono infiniti i possibili effetti collaterali che, ormai per legge, le case farmaceutiche sono costrette a comunicare; e se si leggono con attenzione c’è da sentirsi male!
Ma anche le medicine non convenzionali, come l’omeopatia, le manipolazioni e la fitoterapia possono, se usate in modo sbagliato, creare dei problemi anche seri. E’ più raro, ma succede.
Nel caso dell’agopuntura, nell’efficacia del trattamento, gioca un ruolo primario l’abilità del terapeuta dato che proprio la preparazione e l’attitudine personali di quest’ultimo fanno la differenza tra un trattamento efficace ed uno inutile.
Per quanto riguarda gli eventuali, rari, effetti indesiderati, l’agopuntura invece possiede una grande fortuna: l’effetto dell’ago è in qualche modo “autogestito”, quasi sapesse da solo sa cosa fare. In passato si diceva che sono gli aghi ad essere intelligenti mentre l’uomo è stupido. Se esiste un pieno nel corpo, un “accumulo” di energia, allora dall’ago si ha una dispersione della stessa. Se invece esiste un vuoto, dall’ago avviene una tonificazione.
L’agopuntura, quando praticata con cognizione e criterio, è strutturata in modo che gli aghi creino sempre un equilibrio e un’armonia tra loro e la condizione dell’organismo ospite.
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Scacco al tabacco
Lo abbiamo chiamato così, il nostro progetto multidisciplinare volto ai tabagisti.
Con il nuovo anno i nuovi propositi e certamente la scomessa di poter smettere di fumare sono sempre validi per tutti.
In primo luogo visto il periodo di crisi certamente l’aspetto economico non è da sottovalutare. Riducendo le sigarette un fumatore medio dalle 10 sigarette al giorno, risparmia oltre 800 euro all’anno, senza parlare del costo degli accendini, delle sigarette offerte agli amici scrocconi, dell’aumento del consumo di caffe e di caramelle varie secondario alla sigaretta.
E infine non abbiamo parlato del possibile costo del dentista per sbiancare i denti.
In media siamo ben oltre 1000 euro all’anno per fumatore medio, e fino a 2000 euro per un forte fumatore. Insomma ci si va a Cuba con quello che si risparmia!
A parte l’aspetto economico che non è da poco direi, vale la pena considerare veramente che il fumo è davvero nocivo, quando si legge sul pacchetto il fumo uccide ci viene quasi da sorridere.
L’intelligenza del Doctor House non è intelligenza!
Lo conoscete tutti il famoso e scontroso ma super mega intelligente Doctor House.
Un uomo totalmente dedito al suo lavoro, un eroe al servizo della medicina, una mente in grado di diagnosticare patologie talmente subdole e rare che veramente non si può non inchinarsi a un tale genio.
Ma a ben guardare il mitico Dr House si comporta come idiota patentato!
Non possiede vita privata, non possiede vita di relazione ne con l’altro sesso ne con amici, non ha sogni, ne piaceri. E sul fronte del volersi bene e del curarsi proprio non ci siamo! Insomma un esempio da non seguire!
La sua zoppia in primo luogo è un affronto al buon senso, un affronto alla medicina e a tutti medici più o meno specialisti in riabilitazione e non.
Avete mai notato quanto sia goffa la sua camminata? E’ semplice: il Dottor House usa il bastone dal lato sbagliato! Ovvero, utilizza il bastone dal lato della gamba ammalata.





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