L’agopuntura nella terza età
20/7/09
Ho lavorato per oltre 8 anni come aiuto in un reparto di riabilitazione geriatrica a fianco ad un primario geriatra e la delicatezza del paziente anziano e la sua fragilità mi sono famigliari, così come il concetto di comorbilità e di politerapia.
Ormai per anziani non parliamo più di soggetti al di sopra dei 65 anni, ma di ultra ottantenni. Diventa comprensibile per chiunque capire quanto sia difficile trovare a quell’età pazienti con un singola patologia e terapia.
Trattare in uno studio privato pazienti ultraottanteni è per me affascinante ma si deve tener conto che a quell’età può accadere di tutto. Intanto è necessario un accompagnatore ed è nessaria una minima assistenza per salire e scendere dal lettino oltre che per spogliarsi e secondariamente se al paziente dovesse accadere per pura casualità di essere giunti al termine della propria esistenza, sono sicura che i media non perderebbero l’occasione per infangare la situazione e lanciare insidiosi dubbi sulla causa del fatale decesso!
Ma a parte questa possibilità che fa parte della vita ed è un rischio che è inevitabile correre e che purtroppo può capitare, la mia esperienza attraverso l’agopuntura in questa fascia di età è soprendentemente positiva.
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