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Archivio per: ‘medicina cinese’

L’ascolto dei polsi nella medicina e fitoterapia cinese

12/9/11

Catherine Bellwald Lascolto dei polsi nella medicina e fitoterapia cineseNella medicina occidentale l’ascolto del polso si effettua nella normale visita medica per ricercare alterazioni del ritmo cardiaco e valutare la frequenza del battito. La qualità del battito cardiaco si valuta invece con il fonendoscopio che permette di auscultare i battiti  e  i rumori cardiaci patologici.

Nella medicina cinese attraverso l’ascolto del polso è possibile percepire tutti gli organi dell’intero corpo.  Ogni polso possiede tre posizioni fondamentali di ascolto in collegamento con uno specifico organo.  A dx polmone, lo stomaco, il rene collegato con la funzione urinaria, e a sx troviamo il cuore, il fegato e il rene collegato con la funzione riproduttiva.

Durante l’ascolto si traduce la vibrazione tattile di ogni singola posizione del battito,  in una specifica forza, forma e consistenza, rispetto alla costituzione del paziente, alla sua età, alle condizioni in cui si trova e alle restanti posizioni del polso.

L’ascolto del polso è una delle pratiche mediche più antiche e difficili, richiede per essere usata decenni di esperienza e dedizione assidua e continuativa. All’inizio potrei dire che è difficile trasformare la percezione tattile e vibratoria  in una precisa forma e quindi in una specifica situazione energetica e organica. Non siamo abituati ad ascoltare la vibrazione, è un senso che normalmente non addestriamo.

Inoltre durante l’ascolto è indispensabile essere neutri in un certo senso  come trasparenti, infatti è facile, visto il collegamento fisico con il paziente, farsi oscurare e sviare dalle  emozioni personali del paziente e non sentire con sufficiente chiarezza. Solo con la pratica giornaliera e lo studio  continuo è possibile  spegnere se stessi per ascoltare e collegarsi  ai pazienti cogliendo anche in pochi minuti situazioni molto profonde e talora molto ben nascoste.

In questi anni ho osservato inoltre che è indispensabile per ascoltare correttamente i polsi essere in ottimo stato fisico ed emotivo; in assenza di queste condizioni la percezione viene totalmente alterata. Un lavoro molto più che difficile non solo di studio e di pratica continuativa di anni e di migliaia di pazienti ma anche un lavoro su se stessi di pulizia e concentrazione focalizzata.

L’ascolto dei polsi consente di verificare situazioni talora assolutamente non visibili ne con la valutazione della lingua e tanto meno con i sintomi.  Sono infatti molto pochi i sintomi inequivocabili di una diagnosi certa, quello che spesso accade è trovare casi  con segni ambigui di scompenso talora anche contraddittori tra di loro. I polsi forniscono quasi sempre la chiave di lettura dell’analisi diagnostica per poter agire con la fitoterapia. Ecco perchè prescrivere una ricetta di fitoterapia cinese è sempre un atto subordinato all’ascolto dei polsi.

In particolare una ricetta di fitoterapia cinese si costruisce sulla base dei sintomi, della costituzione del paziente e con i polsi. Una corretta valutazione dei polsi permette di individuare patologie infiammatorie  ma anche possibili predisposizioni verso patologie neoplastiche  molto prima che si siano formate e concretizzatate nel fisico. Un ottimo strumento di prevenzione che  usato correttamente diventa un mezzo per mantenere la salute anche nei confronti di patologie importanti.

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Il mese di Settembre e il Rene nella medicina cinese

8/9/11

Catherine Bellwald Il mese di Settembre e il Rene nella medicina cineseTra il 7-8 di settembre entriamo nel mese del metallo yin collegato all’organo rene,  al gallo come animale del calendario cinese e all’orario compreso tra le 17 e le 19.

Il crepuscolo quindi, non è un caso se il rene come organo nella medicina cinese è quello che determina e manifesta il processo fisiologico dell’invecchiamento considerato molto più che un organo emuntorio essenziale.

Dalla medicina occidentale sappiamo che un uomo può vivere con il 30% della capacità renale ecco che le donazioni di rene sono possibili restando in salute. Questo fa pensare al rene come a una riserva, un surplus non utilizzato,  un pò come per il cervello che tutti sappiamo essere utilizzato in modo estremamente limitato rispetto alle sue potenzialità.

Nella medicina cinese il rene è il serbatoio dell’energia definita prenatale ovvero non dovuta al cibo o agli sforzi quotidiani non che questi non incidano a lungo andare sulla sua integrità ma l’energia del rene è innanzitutto acquisita alla nascita e proviene dai nostri genitori.  La salute e l’età della madre e del padre naturali al momento del concepimento sono considerati di fondamentale importanza per costituire il potenziale del nostro serbatoio.

Per quanto riguarda l’organo rene, è utile sapere che i suoi rapporti interni sono innanzitutto con il cuore con il  quale forma un asse interno fondamentale chiamato Shao yin che corrisponde al livello o strato energetico piu profondo e nascosto del corpo, come la radice di una pianta per fare un esempio. Il rene si collega anche con il pericardio che lo segue nell’orologio, nel calendario e nella circolazione energetica; il pericardio è inteso come un organo interessato in modo più diretto dall’aspetto emotivo; appartiene a uno strato energetico che potremmo definire come una sorta di interfaccia con l’esterno.

Il rene è collegato ovviamente con la vescica urinaria e con il grosso intestino per mezzo dei quali elimina l’impuro e gli eccessi verso l’esterno. E’ interessante sapere che una idrocolonterapia eseguita in modo aggressivo può  scaricare sul rene un’importante quantità di acqua, con possibile insorgenza di renella che in questo caso diventa una sorta di pulizia del rene ottenuta attraverso il colon.

Infine il rene è in relazione diretta con il triplice riscaldatore che in termine pratici non corriponde a un organo preciso ma a una funzione dell’intero organismo capace di sviluppare e distribuire l’energia ai diversi organi interni. Non è un caso se con gli anni le ossa e la memoria si indeboliscono e si perdono i denti e l’udito, in quanto per la medicina cinese il rene è collegato con i midolli, con il tessuto scheletrico di cui fanno parte anche i denti e il suo organo sensoriale è l’orecchio. Ma al di là di queste notizie molto scolastiche l’invecchiamento porta a una riduzione di tutte le funzioni sensoriali: la vista, l’udito, anche l’olfatto e il gusto si modificano questo perchè ogni organo interno viene gradualmente a essere meno nutrito e quindi si indebolisce progressivamente.

Il rene vista la sua natura  non è normalmente in grado di rigenerarsi e con gli anni inesorabilmente, perde la sua energia e, come è facile comprendere, con  essa l’energia di tutto il corpo. Si ritiene che una vita molto frenetica con ritmi accelerati e sforzi prolungati consumi più velocemente questa energia. Allo stesso modo tecniche di respirazione e energetiche sono da sempre considerate degli strumenti per mantenere il serbatoio pieno e consumarlo più lentamente.

Antiche discipline come lo yoga, la meditazione, il tai chi chuan e molte altre non sono infatti discipline esclusivamente fisiche; il loro contenuto profondo e filosofico oggi è spesso messo da parte per limitarlo a semplici pratiche motorie salutistiche ma esse vanno intese come dei sistemi per attingere a una energia superiore accessibile a tutti, un sistema per caricare le pile con energia pulita al pari dell’energia solare!

L’energia del Rene nella medicina cinese è collegata anche alla capacità di procreare e alla capacità di avere una vita sessuale intensa. E’ fisiologico dopo i 45-50 anni avere desiderio di una sessualità più completa e appagante piuttosto che frenetica e quotidiana ed è altresì normale per le donne essere gradualmente meno fertili.

L’allungamento della vita, il sistema sociale nel quale viviamo hanno spostato e sembrano spostare il desiderio di maternità e paternità  sempre più avanti negli anni. Questo lascia pensare moltissimo ad un cambiamento di molti parametri; che si faccia o meno ricorso a farmaci e tecniche di inseminazione artificiali, potrebbe nel tempo generarsi una graduale riduzione di questa energia e quindi genericamente della capacità di procreare. Di fatto un problema già presente da alcuni anni e su cui la scienza medica certamente spinge sull’acceleratore per via dell’enorme richiesta e quantità di denaro che gravita intorno a questa esigenza.

Ritengo valga la pena di soffermarsi a pensarci su un attimo e magari  cercare di capire come fare a garantire più energia vitale sfruttando non solo le nuove acquisizioni della scienza molecolare medica ma andando a studiare, senza denaturarli e senza demonizzarli, gli antichi metodi e insegnamenti capaci di sfruttare al meglio le fonti  energetiche naturali e interiori di ogni essere umano.

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L’agopuntura è educazione al rilassamento

25/8/11

Catherine Bellwald Lagopuntura è educazione al rilassamentoIn questi anni di lavoro dedicati esclusivamente all’agopuntura ho potuto osservare che quando un trattamento produce un profondo rilassamento, il lavoro è sempre profondo e il risultato ottenuto più velocemente. E’ come se gli aghi trovassero più rapidamente la strada da compiere o la percorressero con minor intoppi e quindi più facilità.

Il rilassamento come conseguenza al trattamento è un ottimo segnale di efficacia. Attenzione: non vuole dire che se emergono ansia, emozioni come il pianto, la rabbia, decisioni da prendere, dolore  o altro il lavoro non è buono. In questi casi di solito il percorso passa da una epurazione, da una sorta di eliminazione verso l’esterno di tensioni emotive o fisiche.

Ma tornando al rilassamento come dicevo quando si produce è di solito un buon segno ma è giusto anche vedere  la questione dal lato opposto.

Produrre un rilassamento mentale ed emotivo prima di iniziare e durante la seduta sono infatti un ottimo aiuto e potenziamento all’agopuntura. Educare il paziente a effettuare una sorta di pulizia mentale prima di iniziare la seduta è un ottimo esercizio, come anche insegnarli che questo spazio di terapia è simile a uno spazio personale da proteggere.

Educare il paziente a spegnere il cellulare o silenziarlo a meno che non vi siano urgenze importanti ha questo significato. Imparare ad avere un atteggiamento positivo nei confronti della cura è altrettanto importante.  Usare il respiro ed espirare mentre si mettono gli aghi è un altro esempio per buttare fuori la tensione e accettare meglio e con più serenità la puntura percepita sulla pelle che in questo modo svanisce all’istante.

Ovviamente anche il medico deve entrare in questa ottica e all’inizio assecondare i bisogni del paziente, soprattutto se questi sente dolore e fatica a rilassarsi. Si possono usare aghi sottili, pungendo in modo graduale e veloce evitando di aggredire in modo eccessivo il paziente poco preparato che imparerà via via a lasciar andare.

Ritengo inoltre sia di fondamentale importanza dare rilievo alla cura dell’ambiente dove viene effetuato il trattamento. Il silenzio è fondamentale, quindi imparare a parlare sottovoce non è solo per la privacy ma anche per limitare l’inquinamento acustico e permettere al paziente di entrare in un ambiente protetto.

Anche con l’ agopuntura fatta in poltrona insieme ad altre persone questa attenzione consente di creare uno spazio comune dove l’esperienza e il rilassamento di uno aiuta quello delle altre persone meno esperte. Si tratta di una vera e propria esperienza condivisa che può in alcuni casi essere ancora più potente e profonda.

La scelta della luce è altrettanto importante, evitando una luce diretta che aggredisca gli occhi ma preferenedo piuttosto una penombra che favorisca un ambiente raccolto e di quiete. La stessa attenzione deve essere rivolta alla temperatura, il paziente rimanendo fermo con gli aghi spesso si raffredda e necessita di una protezione con coperte e una temperatura ambientale idonea.

Utilissima infine è la selezione musicale che in molti casi aiuta proprio il paziente a mollare lo spazio ristretto nel quale è prigioniera la sua mente e partire per un viaggio verso il proprio benessere fisico e mentale.

Il rilassamento in questo modo fa da guida  all’agopuntura e ne è guidato a sua volta; la capacità di restare fermi durante la seduta all’inizio può sembrare difficile ma diventa uno strumento utilissimo in molte situazioni della vita, si integra con il trattamento e potrà accompagnare il paziente alla ricerca e sperimentazione di questa esperienza terapeutica anche in altri ambienti e situazioni.

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E’ tempo di anguria.. ma attenzione!

18/8/11

Catherine Bellwald E tempo di anguria.. ma attenzione! Dopo vari andirivieni e indecisioni varie il caldo in questi giorni si fa sentire con decisione sia al sole che nelle città per la forte componente di umidità che vi si associa. Come tutti sapete l’anguria è un frutto tipicamente estivo, cresce e  viene usato soprattutto nei paesi dove vi è maggior calore.

Anche questo frutto arriva in Europa solo dopo l’invasione dei Mori e si ritiene che fosse coltivato già 5000 anni fa dagli Egiziani.

A parte il fatto che è un cibo leggerissimo e dietetico perchè molto ricco in acqua, l’anguria non è un frutto afrodisiaco come stanno cercando di vendercelo e il suo effetto Viagra è certamente alquanto discutibile quando lo si mangia normalmente. Infatti la  sostanza implicata in questo effetto è contenuta nella parte verde  o bianca del frutto che normalmente non si mangia.

La buccia e la polpa dell’anguria sono da milleni considerati per i cinesi dei veri e propri  rimedi non già per l’impotenza  ma per i colpi di calore, chiamati Xi Gua e Xi Gua Pi, letteralmente frutto dell’est  e buccia del frutto dell’est.  Questi rimedi vengono usati in decotto e in dosaggi alti insieme ad altre erbe in caso di  disuria e nei colpi di calore con nausea e rialzo febbrile così come per le dermatiti e ulcere della cavità orale anche topicamente.

Si ritiene che sia molto efficace anche nell’ accumulo di calore umidità e nel rigenerare i liquidi. Va usata con cautela  nei pazienti che hanno un freddo interno o che sono sempre stanchi. Gli anziani freddolosi per esempio non dovrebbero abusarne mentre i soggetti pletorici che hanno sempre troppo caldo sono invitati a mangiarla spesso al posto del dolce.

Il frutto  visto in questa ottica acquista un valore diverso, certamente mangiato fresco in quantità moderate resta solamente un ottimo strumento per combattere e difendersi dal  caldo e dal caldo umidità in quanto non solo idrata ma stimola anche la diuresi.

Al mare ma anche in città anche se è piuttosto faticosa da tagliare è un ottimo ausilio, attenzione però a non abusarne per golosità soprattutto se non avete preso caldo in modo diretto: i suoi effetti rinfrescanti potrebbero dare fastidio allo stomaco e all’intestino soprattutto se la vostra costituzione non è idonea.

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Fitoterapia cinese per la cistite acuta, cronica e ricorrente

11/8/11

Catherine Bellwald Fitoterapia cinese per la cistite acuta, cronica e ricorrenteUna delle classiche patologie estive è la cistite ovvero l’infiammazione o infezione della vescica urinaria. E’ successo  a tutti almeno una volta nella vita, di avere bruciore durante la minzione (disuria) , talora anche solo un bisogno di urinare frequente e scarso (pollachiuria) e in alcuni casi  algie al basso ventre e perdita di sangue con le urine (ematuria).

La popolazione femminile è più colpita e soffre maggiormente di questa patologia. Fra le cause possibili si considera la possibile contaminazione da parte dei batteri provenienti dal retto in effetti decisamente più vicini nell’anatomia femminile rispetto a quella maschile. La cistite una volta veniva considerata molto frequente durante il viaggio di nozze e si riteneva fosse dovuta a una irritazione dell’uretra causata dal primo rapporto sessuale.

Ma parliamoci chiaro: qualunque rapporto sessuale produce una sollecitazione meccanica dell’uretra sia essa maschile che femminile perchè mai dovrebbe aumentare proprio durante il primo?

Esistono  numerose  donne anziane che soffrono di cistite cronica o ricorrente che ricompare nonostante le cure antibiotiche protratte anche mirate.  In estate inoltre sono maggiormente frequenti le forme di cistite acuta rispetto all’inverno

Si ritiene che il calore e calore umidità generato dal costume-mutande e pantaloncini bagnati e dal sudore dei genitali siano i fattori predisponenti di queste cistiti estive oltre che di quelle del ciclista. Secondo la medicina cinese questa spiegazione è sicuramente convincente visto che per loro tutte le patologie da esterno sono dovute ad una entrata di calore o di freddo proveniente dall’esterno che definiscono “patogeno esterno”.

Nella medicina cinese anche un calore interno può essere una causa della cistite soprattutto se cronica o ricorrente. Può essere un calore pieno o calore vuoto come nel vuoto di yin della menopausa oppure un fuoco di cuore  protratto. Le cistiti ricorrenti nelle donne non sono secondo la medicina cinese dovute al deficit di estrogeni che ne giustifica la presenza sia nel climaterio che durante la gravidanza. In questo ultimo caso la frequenza di incidenza delle cistiti sembra dovuto alla compressione dell’utero sulla vescica ovvero a una causa meccanica che ne limita la normale circolazione di sangue e di energia, come avviene anche in corso di stitichezza e uso prolungato della bicicletta.

Non si può escludere  nelle forme acute di cistite che si possa trattare  di un fuoco interno magari  secondario a forti emozioni e associato a colpi di calore esterno. Il cuore come organo interno dello strato più profondo shao yin non risente  del calore esterno ovvero non si ammala con i cambi di clima (e meno male!) ma subisce influenze più interne. Secondo la medicina cinese il cuore è protetto dal pericardio che  lo avvolge e non a caso è lui che si ammala nella famosa quanto sfortunata pericardite virale.

Si ritiene che il calore del cuore che come abbiamo detto nasce squisitamente dall’ interno possa scaricarsi sull’asse shao yin, cuore-rene ed esteriorizzarsi sul viscere accoppiato al rene che è la vescica urinaria per l’appunto! E’ interessante anche sapere che il canale di vescica urinaria si trova sul grande canale o livello chiamato tai yang che corrisponde allo strato più superficiale del corpo, quello che si ammala velocemente con i colpi di freddo e di caldo e che decorre su tutta la parte dorsale del corpo.

Le forme di cistite possono essere come avrete potuto intuire molto diverse da caso a caso; da caldo esterno, da compressione o ristagno locale, da vuoto di yin, da calore interno su base alimentare o emozionale. Per la loro vicinanza con il vitale organo rene è giusto non sottovalutarle, e anche  trattarle genericamente con un antibiotico a largo spettro o con un0 mirato da urinocultura e antibiogramma può non essere sufficiente a liberarsi da questa patologia soprattutto se ricorrente o cronica.

La fitoterapia cinese possiede numerose ricette per eliminare il calore attraverso le urine, per muovere l’energia in caso di ristagno oltre che ricette mirate a trattare il calore di cuore e il vuoto di yin.

Un lavoro che necessita la competenza di un medico specializzato nella materia ma che, se correttamente mirato, non rischia di generare resistenze e offre anzi una valida ed efficace alternativa alle cure antibiotiche classiche usate per le infezioni e le infiammazioni delle vie urinarie.

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Agosto e la vescica urinaria nella medicina cinese

8/8/11

Catherine Bellwald Agosto e la vescica urinaria nella medicina cineseCon i giorni 8-9 di agosto secondo il calendario cinese entriamo quatti quatti e a piccoli passi nella stagione dell’autunno. Abbandoniamo l’elemento terra di transizione per entrare nell’elemento metallo e con esso usciamo dalla tanto amata estate.

In realtà l’autunno più della primavera è una stagione estremamente dolce e piacevolmente calda ma molto meno considerata e desiderata.

L’organo di questo mese è la vescica urinaria, il suo orario va dalle 15 alle 17 e il suo animale è la scimmia. La vescica urinaria  è un viscere collegato e accoppiato con l’organo rene.  La vescica urinaria svolge una funzione molto semplice  di eliminazione controllata  delle urine.

Il maggior interresse legato alla vescica urinaria è da considerarsi più che nella funzione urinaria nel decorso del suo canale esterno. La vescica urinaria segnata U.B da Urinary Bladder  è il  meridiano più lungo del corpo, il suo primo punto origina dall’angolo interno degli occhi e il suo ultimo punto il 67 si trova sull’angolo ungheale del 5 dito dei piedi.

Due punti questi estremamente famosi il primo nell’angolo dell’occhio si ritiene sia collegato al sonno e l0ultimo punto il 67 è usato ancora oggi per girare il feto che si presenta podalico.

Il canale di vescica urinaria decorre lungo tutta la parte posteriore del corpo passa sulla fronte, sul cranio, sulla nuca, lungo tutto il rachide cervicale-dorsale- lombare e sacrale sui glutei, cosce, polpacci e sul bordo esterno dei piedi. In questo lungo decorso vi sono punti considerati storici.

Il più storico è UB60 localizzato sul bordo interno del tendine di achille; si racconta che l’agopuntura sia nata in seguito ad un incidente avvenuto su questo punto. In tempi remoti un contadino che soffriva di sciatalgia, colpito accidentalmente da  freccia di pietra in regione achillea, riportava un miglioramento repentino del suo dolore che lo tormentava da tempo. Questo punto è definito nei tempi moderni punto aspirina e viene usato per diversi dolori fra cui la cefalea nucale.

Un altro punto storico è il punto UB40 localizzato sul retro delle ginocchia nel cavo chiamato popliteo ed è usato per molteplici patologie e dolori; in particolare è uno dei punti di elezione nel trattamento della lombalgia.

Un singolo punto però non fa un buon trattamento di agopuntura, se non in emergenza, e come dice il mio maestro il trattamento deve essere  come una composizione armonica di punti yin e punti yang capaci di generare una circuitazione energetica in grado di lavorare  sulle aree dolenti o sulla condizione patologica di fondo.

Il canale di vescica urinaria infine presenta lungo il suo decorso i cosiddetti punti shu corrispondenti a collegamenti diretti con gli organi interni. Trattando il canale di vescica urinaria è possibile trattare anche tutti gli organi interni. Ecco perchè in tutte le tecniche massoterapiche la schiena è sempre la regione più trattata non è solo perchè è piacevole, ma perchè è come avere un sistema topografico completo all’interno di un singolo canale.

La mappe di agopuntura sono come i frattali: ci sono sistemi nei sistemi come una serie di bambole russe; il ventre, il cranio, l’orecchio, i piedi ma anche la mano sono tutti considerati microsistemi topografici dell’intero corpo, ebbene il canale di vescica urinaria è il più conosciuto sistema topografico presente nel meridiano stesso.

Il canale di vescica urinaria insieme al meridiano di piccolo intestino fa parte del grande canale o livello definito Tai yang che corrisponde alla parte più esposta all’esterno; pensate a quando dovete proteggervi dal fuoco o da colpi: in che posizione vi mettete? Vi chiudete a uovo offrendo la superficie del canale di vescica urinaria in protezione. Tai yang significa appunto forza yang di superficie, il nostro scudo.

Tai yang è considerata la superficie corporea maggiormente sensibile al freddo e in particolare al vento freddo. La zona nucale viene definita la porta del vento ma tutto il rachide cervicale, dorsale e lombare è particolarmente sensibile al freddo e non va mai trattato con applicazioni di ghiaccio se non nell’immediato post trauma.

Anzi la schiena in toto va protetta soprattutto in questa stagione dove si tende a spogliarsi in caso di sudore e si passa repentinamente da ambienti condizionati ad ambienti molto caldi. Se poi si soffre di dolori ricorrenti al rachide si è più esposti di altri a questa sensibilità. E’ quindi indispensabile proteggersi sempre con magliette di ricambio, sciarpe e golfini di cotone da avere rigorosamente sempre in borsa o in macchina. Anche i capelli bagnati sono da evitare il più possibile soprattutto sulla nuca.

Infine la vescica urinaria  nel calendario e nell’orologio cinese si trova nel punto opposto al polmone e con esso è in diretto contatto. Ecco perchè troviamo ancora in questa stagione una particolare suscettibilità ai raffredamenti con sinusiti, riniti, faringiti e anche bronchiti per i più sensibili.

A maggior ragione l’aria condizionata spesso usata a dismisura ma anche i repentini cambiamenti di clima sono estremamente rischiosi e devono essere attentamente protetti  per non ammalarsi proprio in vacanza. Consiglio se possibile di non subirla passivamente ma di chiedere gentilmente di renderla meno aggressiva, facendo notare ai responsabili l’assurdità della cosa oltre che dello spreco di denaro.

I bagni di sole nelle ore giuste e nella quantità idonea alla nostra pelle e struttura fisica sono un toccasana proprio per questo motivo; ci aiutano a scaldarci e conservare un calore interno oltre che produrre una quantità di reazioni chimiche utilissime all’organismo.

Nella medicina cinese il nostro corpo  e  quindi la sua interfaccia con l’esterno è considerato come una pila o uno scudo solare. In altri termini più fisici potremmo paragonare il corpo a un bacino di acqua per l’esatezza a un circuito di liquidi; con i bagni di  sole  regolari si accumula gradualmente calore interno,  che verrà ceduto progressivamente al corpo durante l’inverno esatamente come fa il mare fungendo da regolatore termico.

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La memoria del dolore

1/8/11

Catherine Bellwald La memoria del doloreUna delle cose che mi stupisce sempre vedere è come il dolore tenda a sparire velocemente dalla nostra memoria. Ho seguito molti pazienti con dolori molto acuti. A distanza di tempo i pazienti stessi mi riferiscono che per loro è sempre più difficile ricordare l’intensità del dolore vissuto.

Come se con lo star sempre meglio la memoria ne sbiadisse gradualmente i contorni, fino a farli perdere anche quasi completamente. Restano solo un’idea e una consapevolezza dell’essere stati male ma non molto di più.

Per un medico che lavora sul dolore interrogare il paziente su di esso è una cosa molto importante che necessita un lavoro dedicato. La scala soggettiva del dolore è solo una prima partenza ma può aiutare. Si chiede di definirne l’intensità da 0 a 10 considerando 10 un dolore insopportabile e 0 l’assenza del dolore.

Questo lavoro è possibile in caso di dolore acuto e cronico di una certa intensità; su quello più lieve diventa difficile trovare una scala che consenta di studiare le sfumature presenti tra un’ ipotetico 3 e l’assenza di dolore.

Allora è necessario fare domande precise sulla durata del dolore, se dormono bene, e su cosa riescono a fare. In questo modo  è possibile valutare e far si che il paziente si accorga in modo più razionale del miglioramento anche quando questo non è consapevolizzato.

Una delle peculiarità del mio lavoro è proprio di capire dove e come si muove un dolore che può essere non solo di maggiore o minore intensità ma la cui percezione può variare di moltissimo al cambiare delle condizioni soggettive del paziente. La sua qualità traffittiva, urente e soprattutto il tempo con il quale il dolore si manifesta sono molto variabili.

Non è sempre facile fare questo anche perchè alcuni pazienti negano l’evidenza fino al completo miglioramento o non vogliono illudersi del possibile miglioramento. Mi è capitato un paziente che dopo alcune sedute entrò in studio dicendo ” mi dispiace ammetterlo ma sto molto meglio!”

Il corpo fisico invece ricorda tutto e molto bene, potremmo dire che ha una memoria da elefante! Interessante dare agli animali una memoria più acuta della nostra, si ritiene che gli animali ricordano a vita chi e cosa abbia  generato o eliminato la sofferenza.

I muscoli  e tutto il sistema miofasciale, dalla cute fino all’inserzione ossea dei tendini e legamenti mantiene come una memoria del dolore sopportato e condiziona il movimento ovviamente in una sorta di evitamento dello stesso.  Il corpo possiede una specie di memoria parallela a quella ordinaria che anzi direi  più profonda e permanente. Ogni trauma e dolore vengono registrati, non ha importanza se siano presenti o no nei nostri ricordi coscienti.

L’energia circola in modo scorretto nel punto del trauma e questo genera una specie di nodo o intoppo alla circolazione che può persistere anche molto tempo dopo l’evento traumatico, impedendo e ostacolando il naturale riequilibrio della parte offesa. Queste aree dolorose o trigger points possono essere definite anche aree di memoria del dolore. Si ritiene che possano generarsi anche con dei microtraumi ripetuti e con dei traumi emozionali.

Ecco perchè si trattano sempre le cicatrici e si deve cercare nel corpo, soprattutto dopo un trauma, la presenza di aree dolorose  alla palpazione. La loro eliminazione completa permette il recupero di un movimento più libero e naturale, riduce il dolore da esso generato e le riacutizzazioni del dolori dopo sforzi fisici o correnti d’aria.

Il dolore però  percepito o meno per quello che è realmente, condiziona fortemente il nostro comportamento e tutto il nostro modo di essere. L’intero nostro ambiente ne viene influenzato dalle rinunce fisiche da un lato alla accettazione di poter sopportare anche il dolore dall’altra.

Agendo con l’agopuntura ma anche con altre metodiche quali la miofibrolisi sui punti opportuni è possibile intervenire sul disequilibrio circolatorio, disperdendo l’energia in eccesso o ricanalizzandola e permettendone nuovamente il corretto fluire.

Diciamo che in un certo senso è come quando in psichiatria si porta alla luce un trauma emotivo per eliminare comportamenti aberranti conseguenti al fatto.

Solo che in questo caso la memoria da guarire è quella del corpo.

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Torcicollo e trigger points silenti

25/7/11

Catherine Bellwald Torcicollo e trigger points silenti Per torcicollo acuto voglio parlare non di situazioni post traumatiche o di pazienti che soffrono di cervicalgia in modo cronico, ma di tutti coloro che, dal pieno benessere, passano al blocco cervicale acuto all’improviso.

Il soggetto  non riesce più a girare la testa in modo normale, questa sindrome può essere molto dolorosa e invalidante e può colpire persone di tutte le età ma mediamente è la popolazione giovane che ne soffre maggiormente.

Il quadro classico è una persona con la mano sul collo e la testa girata e un pò piegata da un lato. Si tratta di una contrattura muscolare importante che comunemente coinvolge il muscolo sternocleidomastoideo e il  trapezio, di solito prevalentemente da un lato.

Niente di grave penserete voi ma perchè insorge e poi perchè alcune persone sono più predisposte di altre?

La teoria più accreditata è che si tratti di triggers points silenti  attivati o se preferite risvegliati e infiammati da un colpo d’aria, oppure da movimenti un pò più sostenuti, ma anche da una condizione emotiva. I trigger point silenti sono aree muscolari ma talora anche inserzionali di tessuto più compatto alla palpazione  che diventano dolorosi solo se se stimolati.

I trigger point silenti sono facilmente presenti in soggetti particolarmente tesi muscolarmente parlando o con posture scorrette oppure in esiti post traumatici anche di vecchia data. Sono una risposta fisica a una tensione di fondo oppure possono essere una memoria di un dolore o di un trauma anche lieve.

In medicina cinese questi punti vengono chiamati ashi point e rappresentano una sorta di blocco o di nodo energetico esterno, espressione di una cattiva circolazione non solo energetica ma anche del sangue. Il canale del piccolo intestino con la nomenclatura internazionale SI o Small Intestine è uno dei canali maggiormente coinvolti nel torcicollo acuto. Il suo decorso infatti passa  posteriormente sul collo decorre ampiamente sul territorio del trapezio e scende lungo l’arto superiore fino al mignolo bilateralmente.

E possibile lavorare direttamente sui punti trigger silenti e attivi andando prima di tutto a cercarli attraverso la palpazione attenta della muscolatura cervicale sia anteriore che posteriore. Una mano esperta li trova velocemente. Nella medicina cinese, nella posturologia e  in altre branche iperspecialistiche ma anche in molte tecniche manuali tramandate oralmente, i trigger points, una volta individuati, vengono eliminati con strumenti specifici, direttamente con le mani o con manovre fisiche.

Le fibre tessutali lavorate con le diverse tecniche vengono rese nuovamente meno compatte o contratte come pettinate e riordinate in modo corretto attraverso un lavoro fisico mirato.

I trigger points  possono essere  eliminati completamente attraverso diverse metodiche, fra cui  la tecnica della miofibrolisi,  la coppettazione e l’agopuntura. Queste tecniche, se ben applicate, sono estremamente  utili alla risoluzione non solo della fase acuta ma anche alla prevenzione di attacchi successivi e ricorrenti.

Un buon  lavoro per essere efficace deve essere globale ovvero lavorare all’esterno e sull’interno in quanto il disturbo può anche essere l’espressione di un disagio anche viscerale che si esprime esteriormente e che solo con un lavoro completo e profondo può essere totalmente rimosso. Un paziente ben trattato  non solo non avrà più dolore ricorrente ma anche dopo colpi di freddo e lavori fisici importanti non avrà più crisi dolorose e blocchi funzionali acuti; sarà quindi meno sensibile all’esterno avendo fortificato e rettificato anche il suo interno.



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A spasso col mal di piedi

21/7/11

Catherine Bellwald A spasso col mal di piediLe algie ai piedi sono patologie molto frequenti, un pò come le algie alle mani la loro presenza condiziona fortemente le persone che ne sono affette che tendono ad avere una vita sempre più sedentaria. Una bella passeggiata per loro diventa fonte di grande sofferenza. Rinunciano così a viaggi, uscite e gite fuori porta. Molti sport vengono accantonati fra cui sicuramente trekking e sci a causa delle calzature terribilmente scomode.

I dolori ai piedi possono essere il classico dolore al tallone talora in presenza di una borsite e talora in presenza dello sperone calcaneare che altro non è che la conseguenza di una infiammazione prolungata in questa area e non il contrario. Un altro tipico dolore è quello della cipolla ovvero della prima testa metatarsale. Il dolore al ditone si accompagna di solito alla comune deviazione di questo dito o alluce valgo ma è presente anche in condizioni di allineamento.  Il dolore in questa sede si pensa possa essere anche dovuto allo spostamento dei due piccoli ossicini chiamati sesamoidi sui quali la prima testa metarsale altrimenti detta ”cocca dell’alluce”  si appoggia come su un binario.

Ma ancora non è finita; le spiegazioni del dolore possono essere dovute al sovraccarico di questa zona del piede come conseguenza di un atteggiamento  scorretto del ginocchio in valgo ( in dentro)  tipico delle donne,  ma anche all’utilizzo eccessivo di tacchi; può esserci infine una predisposizione ereditaria alla deformazione del primo dito in valgo e anche una costituzione umidità che facilita il dolore in questa sede perchè l’umidità tende a localizzarsi in basso e in estate è più facile esporre i piedi anche al freddo per cercare un ristoro dal caldo.

E’ inoltre utile sapere che il primo dito e in particolare la cocca del primo dito del piede sono la sede del punto shu della milza, punto sorgente del canale di milza quindi. Un dolore localizzato in questa area può anche avere un significato più profondo e non solo meccanico del disturbo indicando una debolezza di questo organo che può essere  costituzionale oppure il segno di una stanchezza eccessiva in corso, quasi un campanello di allarme che ci indica “è ora di riposare!”

Altri tipici dolori dei piedi sono localizzati sulla pianta del piede tra il primo e secondo osso metatarsale  o tra il secondo e terzo osso in; questi casi è spesso presente una caduta delll’avampiede ovvero la volta del piede che, con il peso del corpo, lentamente cede con gli anni sovraccaricando quest’area specifica. Qui è facile trovare una zona di maggior callosità. In altri casi quando il ginocchio o l’anca sono in varo il peso del corpo carica maggiormente sulle ultime teste metatarsali, ovvero le cocche del 4 e 5 dito che saranno più callose rispetto alle altre dita.

Che fare? in primo luogo i dolori ai piedi come i dolori alle mani non iniziano a meno che non vi sia una infiammazione severa in modo acuto ma si fanno sentire gradualmente. Il segreto come in ogni cosa sta nell’ascoltarsi e nel prendersi cura tempestivamente del nostro corpo che ci parla. E non di arrivare ai limiti e poi ricorre a cure drastiche chirurgiche o farmacologiche.

Il sovrappeso corporeo è fondamentale e deve essere tenuto sotto controllo. Ma non basta ovviamente: anche la rigidità dei piedi è spesso trascurata. I piedi si toccano troppo poco, forse perchè sono lontani o forse perchè esiste una sorta di vergogna a esporli. I piedi trattengono molte tensioni fisiche e i tendini  estensori delle dita sono spesso accorciati, ne risulta che il dorso del piede e il dorso delle dita alla palpazione  appaiono rigidi alla mobilizzazione in flessione.

Bisogna muovere tutto il dorso del piede e le dita in flessione e massaggiarli. Molto utile e terapeutico è anche il massaggio del centro o pianta del piede che i posturologi considerano come una area definita di reset posturale. Questa zona, se massaggiata energicamente. lavorando bene anche tutte le teste metatarsali delle dita, ovvero le cocche, migliora l’appoggio del piede e la circolazione sanguigna locale evitando ristagni.

Questo massaggio è utile tutte le volte che avete male ai piedi e tutte le volte che fate sforzi o lunghe camminate con scarpe non idonee. Anche camminare su un ciottolato che sia un ruscello di montagna o una spiaggia è un ottimo massaggio della pianta e una stimolazione vascolare in grado di limitare il gonfiore dei piedi.

Molta attenzione alle scarpe, soprattutto se stiamo molto in piedi; in estate direi questa attenzione dovrebbe aumentare. Invece mi capita di vedere di tutto; le scarpe con il tacco dovrebbero essere usate per tempi limitati e per percorsi brevi soprattutto in estate per evitare il rigonfiamento dei piedi dovuto al caldo umidità. Le ciabatte troppo basse ovvero senza tacco sono altrettanto dannose e non possono essere usate per camminare a lungo soprattutto in assenza di chiusura posteriore.

A questo proposito le considero pericolose per tutti coloro che hanno una camminata incerta soprattutto se anziani. Insieme ai tappeti, le ciabatte sono la maggior causa di caduta a terra nella popolazione anziana. In caso di difetti di carico sono utilissimi i plantari su misura o i plantari magnetici a seconda della gravità del caso e ovviamente del suggerimento da parte di un esperto posturologo.

Infine i piedi troppo scoperti soprattutto alla sera e in ambiente umido come al mare o in montagna possono aumentare ancora i dolori per accumulo di freddo umidità articolari. I piedi vanno curati non solo esteticamente con una bella pedicure che li renda gradevoli alla vista e alla palpazione ma vanno considerati come una delle parti principali della macchina che ci porta in giro e che, se trascurata nel tempo, può limitare in modo sostanziale la nostra qualità di vita.

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Agopuntura e fitoterapia: un trattamento omeofisiologico

14/7/11

Catherine Bellwald Agopuntura e fitoterapia: un trattamento omeofisiologicoSono molti i post che ho dedicato all’ agopuntura e alla fitoterapia cinese, cercando di spiegare il loro meccanismo d’azione. Molta confusione esiste ancora su tutta l’area delle medicine chiamate complementari o alternative. Il rischio è che si metta tutto in un unico calderone senza ben capire le differenze tra una cura e l’altra.

Un argomento davvero interressante da analizzare è relativo a quello che potremmo definire il loro intervento omeofisiologico. Le cure omeofisiologiche agiscono in modo diverso rispetto  alla medicina occidentale e si discostano anche dalla medicina omeopatica.

La medicina occidentale, sia essa chirurgica che farmacologica, può essere definita antipatologica ovvero  si pone in opposizione con la malattia o con i sintomi della malattia da trattare, antiinfiammatori, antiacidi, antipertensivi, antitussigeni, antistaminici.

La medicina omeopatica invece usa il principio opposto ovvero cura usando un principio  di similitudine con la malattia stessa, per esempio se una particolare sostanza  assunta in modo eccessivo genera un disturbo simile a una specifica malattia ecco che la sua assunzione in dosi infinitesimali potrà curare quella specifica malattia.

L’agopuntura e la fitoterapia invece non lavorano sulla malattia  usando il simile e neanche il suo opposto, lavorano sulla fisiologia ovvero su come il corpo e la mente dovrebbero lavorare in condizioni ottimali.  La fisiologia d’altro canto  è un concetto di equilibrio mentre la patologia è un concetto di equilibrio perso.

La prima osservazione da fare è che l’agopuntura e la fitoterapia dovrebbero essere usate per prevenire le malattie, esse rappresentano infatti il principio della prevenzione in quanto capaci di conservare la fisiologia e quindi la salute.

Questo discorso che sta tanto a cuore a tutta la medicina occidentale non trova infatti nelle terapie farmacologiche una possibile risposta.  Le case farmaceutiche di questo si sono accorte e scimmiottano il concetto di cura naturale.

Rubando idee e fitoterapici, e chiamandoli con altri nomi e spesso cercando la molecola o il principio attivo del fitoterapico in questione da usare come farmaco, lo definiscono naturale ma il risultato è che il principio, prodotto artificialmente o staccato dal suo naturale contesto, perde tutta la sua natura omeofisiologica.

Un’idea da sfatare è quella di considerare  l’agopuntura e la fitoterapia come non  adatti a curare un quadro conclamato e avanzato di patologia. In alcuni casi è utile, anzi consigliato, soprattutto nel caso dell’agopuntura, non sospendere la terapia farmacologica in corso a maggior ragione  se assunta da molto tempo.

L’ ipnotico, l’ ansiolitico, l’ antidepressivo e gli antidolorifici possono essere sospesi gradualmente in seconda istanza quando il paziente inizia a sentire il beneficio del trattamento. I farmaci non sono assolutamente in antitesi con il lavoro omeofisiologico, le cure possono  essere associate soprattutto se funzionanti e utilizzate da tempo.

Facciamo un esempio; un paziente abituato a prendere diversi antidolorifici tutti i giorni inizia a trattare il suo dolore con l’agopuntura. In modo concomitante, i farmaci andranno diminuiti in modo graduale e progressivo, fino ad arrivare a quota zero se la patologia non è troppo avanzata o cronicizzata.

Per la fitoterapia il discorso è più complesso perchè ci possono essere delle interazioni tra le diverse sostanze soprattutto se i dosaggi terapeutici sono molto elevati. In questo caso vanno conosciuti tutti i farmaci assunti per considerare le varie possibilità di interazione indesiderata.

In sintesi il lavoro omeofisiologico dell’agopuntura e della fitoterapia possono essere una valida alternativa di cura in molte patologie ancora in fase iniziale ma anche un importante supporto in patologie severe anche in associazione ad altri tipi di terapia.

Il trattamento in alcune patologie croniche diventa una sorta di bastone che riduce la necessità di assunzione dei farmaci e ne controlla i sintomi con dosaggi minimi, riducendone così gli effetti collaterali indesiderati.

Naturalmente il tempo per cui protrarre il trattamento è direttamente proporzionale alla gravità e alla profondità della patologi; un dolore anche molto acuto presente da una settimana in assenza di franche lesioni organiche che devono essere necessariamente escluse, sarà trattato velocemente.

Un dolore più sordo presente da oltre 6 anni associato a posture e alterazioni fisiche varie necessiterà un tempo minimo di trattamento paria ad almeno 6 mesi di cure. Un paziente affetto da artrite reumatoide potrà giovare a tempo indeterminato dell’agopuntura per limitare l’assunzione giornaliera di farmaci.

Lo stesso discorso vale per la fitoterapia; un trattamento  per una bronchite o cistite acuta avrà dosaggi importanti e darà se ben prescritta risultati anche immediati. Un fitoterapico per curare l’ansia o le vampate darà subito dei risultati che però avranno bisogno di essere consolidati e migliorati con un trattamento prolungato nel tempo.

E’ quindi sbagliato pensare che i risultati sono assenti all’inizio. I risultati, soprattutto se la patologia è presente da molto tempo, saranno  piccoli all’inizio e aumenteranno con il passare del tempo. Si tratta di un percorso di cura dove, come in ogni cosa, ci sono momenti buoni e momenti meno buoni. Un pò come quando si sale su una montagna; ci sono momenti dove è facile vedere dove stiamo andando e la vetta sembra vicina e momenti in cui non si vede più la cima e la strada sembra persa.

Sta al medico condurre e spiegare con pazienza che queste fasi esistono fisiologicamente, come i piatti di una bilancia che tende verso un  equilibrio e che l’importante è comunque avvicinarci  sempre di più e costantemente al nostro obiettivoiniziale: la salute fisiologica.

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Fitoterapia cinese: per trattare l’iperidrosi o sudorazione eccessiva

23/6/11

Catherine Bellwald Fitoterapia cinese: per trattare liperidrosi o sudorazione eccessivaLa sudorazione è prodotta dalle ghiandole sudoripare presenti nel derma, per la medicina cinese questo secreto è considerato il secreto del cuore.

Questo non dovrebbe stupirci in quanto il cuore è un organo di fuoco come ben si dice nel bellissimo film il paziente inglese,  e come si apprende da molto più di 2000 anni dalla medicina cinese.

Il fuoco produce calore e sudore e può asciugare e bruciare esattamente come il sole.

Lavorare al caldo o stare al caldo si accompagna automaticamente al sudore. Pensate che  la sudorazione è considerata una forma di terapia per eliminare tossine e patogeni. Può essere indotta con calore esterno come con la sauna o per via interna attraverso fitoterapici ad azione mirata.

L’ eccessiva  sudorazione chiamata anche iperidrosi, produce a lungo andare una perdita eccessiva di liquidi, di minerali e secondo la medicina cinese  anche di energia e quindi soprattutto se estrema e in condizioni di debolezza deve essere contenuta.

L’ipersudorazione può essere considerata un segno di problematiche patologiche interne molto diverse tra loro e quindi necessita di un inquadramento e di una adeguata diagnosi prima di essere trattata.

Può essere il segno di una specifica costituzione fisica, che secondo il dott. Huang Huang necessita di una terapia mirata che lui individua nel prodotto Huang qi o Astragalo che si ritiene peraltro protegga la superficie dagli attacchi esterni e quindi dalla facile insorgenza di patologie da raffreddamento. Questo prodotto è infatti indicato nei pazienti che sudano molto e che tendono ad ammalarsi con facilità.

Una sudorazione eccessiva è considerata anche come la manifestazione di un’eccessiva sollecitazione emozionale  intesa come “debolezza emotiva” , che agisce sull’energia del cuore indebolendolo; in questa situazione  è l’organo cuore che deve essere sostenuto, si parla di tonificazione  dello yin di cuore o del sangue di cuore.

L’iperidrosi è anche una risposta ad un eccessivo calore esterno conseguente a una regolazione interna della temperatura. L’aumento del delta tra calore interno e esterno produce come risposta una sudorazione per evitare che il calore interno aumenti in modo eccessivo. In caso di colpo di calore ovvero di calore esterno fra i fitoterapici più usati citiamo Ju Hua,  il fiore di Crisantemo e  Bo he, la foglia di menta.

L’iperidrosi può essere anche una risposta positiva del corpo per contenere un aumento del calore interno. Se il calore interno è pieno è di solito la risposta a una infezione che si manifesta con rialzo febbrile, risultato di un innalzamento dei mediatori dell’infiammazione.  In questo caso saranno utili rimedi freddi  con azione antimicrobica come i tre bianchi: Huang Quin Radice Scutellaria, Huang Lian Rhizoma Coptidis, Huang Bo Cortex Phelodendri chinensis.

Nel caso di calore vuoto  come nelle classiche vampate della menopausa o post chemioterapiche è il vuoto di yin e di sangue il responsabile di un innalzamento dello yang verso l’alto e verso l’esterno.  Questo tipo di sudorazione peggiora la notte e viene anche chiamato il sudore dei ladri. In questo caso esistono rimedi fitoterapici specifici chiamati tonici dello yin e del sangue tra cui citiamo la più usata e conosciuta Shu di Huang Radix Rhemanniae Preparata

Infine un aumento della sudorazione può essere il segno di una debolezza dell’energia di superficie detta wei qi, tipicamente presente durante un periodo di convalescenza dopo una malattia come una polmonite per esempio quando il corpo ancora non ha ripreso le sue forze. Ovviamente anche in questo caso sono indicati tonici del qi magari mirati a un determinato organo piuttosto che a un altro.

Insomma l’iperidrosi  può essere il segno di un disturbo che merita di essere trattato con adeguata terapia fitoterapica; anche l’intolleranza al caldo  come l’intolleranza al freddo può essere il  segno di un disturbo ovvero di un calore interno che mal sopporta l’aggiunta del calore esterno e che vale la pena di essere corretto.

Quello che però frequentemente accade è che le persone non sopportano di sudare durante la stagione estiva per partito preso. Ci si vergogna spesso della propria sudorazione come se fosse un’onta o qualcosa da nascondere; il sudore viene spesso considerato segno di sporco o una mancanza di rispetto nei confronti del prossimo. Il sudore di una persona sana non dovrebbe essere maleodorante ne disturbante ma l’espressione di un impegno fisico o emotivo. E’ giusto lavarsi appena possibile ma diventa estremo il non voler sudare a tutti i costi, facendo ricorso a uso indiscriminato di aria condizionata.

Un corpo sudato dovrebbe esprimere bellezza e anche sensualità e non ribrezzo,  il sudore fresco su un corpo lavato e sano non dovrebbe essere vissuto come un problema ma come una possibilità di espellere tossine e di ricambiare i liquidi e soprattutto un espressione dell’organo più nobile che abbiamo: il cuore.

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Agopuntura nei casi complicati e nei disturbi multipli

20/6/11

Catherine Bellwald Agopuntura nei casi complicati e nei disturbi multipliI medici di base sanno benissimo che i comuni pazienti sopratutto se non più giovanissimi non hanno quasi mai un singolo problema o disturbo ma una serie di problematiche e patologie; più gli anni passano e più la lista si allunga.

Alcuni pazienti  per non iniziare oggi e rischiare di non aver finito entro domani,  censurano da soli e tagliano molti disturbi dal loro racconto anamnestico. Accade spesso che siano loro a decidere cosa dire e cosa no, dimenticandosi che il corpo è una unica entità e che problemi viscerali possono essere anche collegati a problemi più esterni.

Succede quindi e non di rado che alle domande non specifiche sul problema per il  quale il soggetto si rivolge a noi il paziente volutamente sorvoli e non risponda correttamente alle domande, pensando “tanto quel disturbo lo curo con quella medicina e con quello specialista”.

Per la medicina cinese molti organi sono collegati al di là della loro vicinanza  fisica o funzione biochimica fisiologica. Il rossore degli occhi per esempio in un soggetto con frequente cefalea ha un significato preciso. Lo stesso vale per dolori, bruciori o disturbi cutanei  presenti sullo stesso canale o su canali collegati.

Qualche giorno fa incontrando  un medico di base per strada  è emerso come invece per  la medicina occidentale i disturbi quando numerosi creino un vero e proprio disagio nella possibilità terapeutica. Troppe cure! Il medico specialista  si fa meno problemi mentre il medico di base a un certo punto non sa più cosa fare. E come questa collega finisce per pensare o dire” signora sono troppi! non posso fare niente per lei”. Il pericolo è quello di compilare liste interminabili di ricette mediche.

Oggi giorno i medici vengono penalizzati se prescrivono un numero troppo elevato di esami e di terapie fisiche è un metodo per contenere la spesa sanitaria pubblica. L’agopuntura non entra ancora nelle prestazioni sanitarie ma  in questi casi complessi diventerebbe un trattamento multifunzionale e soprattutto molto più economico.

Infatti l’agopuntura è un trattamento che potremmo definire globale ma meglio sarebbe definirlo omeofisiologico; non cura solo il sintomo ma avvicina la persona alla sua salute in senso più ampio. Non è necessario fare 10 sedute per ogni singolo dolore.

A differenza delle terapie fisiche o dei farmaci, gli aghi possono lavorare localmente sul dolore o problema specifico e contemporaneamente sulla radice del problema che il più delle volte è collegato ad altri disturbi anche se totalemnte diversi come localizzazione.

Quello che mi capita spesso di vedere è che i diversi dolori di una persona sono spesso l’espressione dello stesso disturbo di base. Succede infatti molto spesso che il dolore di una spalla dx,  di un ginocchio sx e di una caviglia dx si trovino su canali corrispondenti ai diversi collegamenti e rapporti tra canali. In questo modo trattando un disturbo si trattano anche gli altri due  senza neanche dover aggiungere aghi in più.

Inoltre aggiungendo qualche ago in più  si possono lavorare disturbi dolorosi diversi anche se non presenti sullo stesso canale o canali collegati così facendo è possibile trattare dolori e disturbi multipli durante la medesima seduta. Questo è una possibilità  da non sottovalutare nel paziente complesso e multicompromesso.

Non è assolutamente vero che non si può fare  niente quando i dolori sono tanti, certo il caso è più complicato sia nella scelta degli agopunti che nella comparsa dei risultati ma vale la pena provare, invece che tenerseli o, peggio, di assumere sostanze farmacologiche che spesso non solo non vanno  a sanare il disturbo alla sua origine ma in più rischiano di essere sempre di più numerosi e quindi potenzialmente dannosi oltre che sempre meno efficaci sul controllo del disturbo.

Un disturbo non corretto porta inevitabilmente altri disturbi e così via. E’ come se con la macchina iniziassimo lentamente ad allontanarci dal percorso stradale da seguire senza correggere la rotta tempestivamente. Con il passare del tempo non si trova più la strada giusta e si rischia di perdersi completamente girando a vuoto e rischiando di curare i sintomi che purtroppo non hanno più collegamenti diretti con la causa che li ha generati.

E’ come se i disturbi non curati corettamente generassero una sorta di labirinto. Il trattamento di agopuntura permette di trovare la strada per passare e avvicinarsi più o meno all’equilibrio di base. E’ per questo che talora pazienti molto complessi  dopo aver migliorato un disturbo passano da un disturbo all’altro come percorrendo un percorso a ritroso verso la salute.

Ed è  per questo che curando una spalla con l’agopuntura il paziente può migliorare la sua condizione di stabilità emotiva, di sonno, di lucidità mentale, di stitichezza o di gastropatia: sono effetti collaterali che potremmo chiamare positivi!

Vi rendete conto della differenza tra questa terapia e i farmaci oppure tra questa terapia e  altre terapie fisiche locali?

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Il mese di Giugno e il cuore

6/6/11

Catherine Bellwald Il mese di Giugno e il cuoreIn Giugno con il solstizio d’estate si passa anche per il calendario occidentale nella stagione più calda ovvero nella tanto attesa estate. Per il calendario cinese ci troviamo in questo momento nel pieno della stagione estiva, per entrambi i calendari nel periodo di massima espressione solare.

L’elemento come potrete intuire è il fuoco, in questo caso il fuoco yang rappresentato dall’immagine del sole. Il suo organo corrispondente è il cuore, la sua ora va dalle 11 del mattino alle 13 passando quindi dallo zenit.

Il suo animale di riferimento è il cavallo, ed è singolare pensare che il galoppo del cavallo assomiglia al battito del cuore.

L’emozione del cuore è la gioia, ecco perchè in questa stagione è più facile innamorarsi, aprirsi a nuove esperienze o semplicemente essere più leggeri. Non è solo perchè finisce la scuola  e quindi numerosi impegni! Essere più gioiosi è l’espressione sana di questo organo che in questo mese, cuor cuore della stagione estiva, la fa da imperatore.

Il sudore è considerato il suo secreto, come la bile è il secreto del fegato, ed è quindi del tutto normale in questa stagione sudare più abbondantemente.

Ma che dire del cuore senza entrare in concetti troppo specialistici? E’ l’ organo considerato il più nobile fra tutti e al quale molte poesie e situazioni emotive e spirituali sono collegate. Si dice che tutto gira intorno ai soldi ma a ben guardare la natura, forse sarebbe meglio dire che tutto gira intorno al cuore. E’ il cuore la vera calamita per qualunque movimento in senso fisico e non solo.  Il cuore fa da pompa al sangue che si distribuisce a tutto l’organismo. Consente  ai vari elementi nutrizionali indispensabili per mantenere la vita cellulare di raggiungere i diversi tessuti del corpo.

In senso fisiologico il battito del cuore definisce se un organismo è vivo o morto, giusto? Quando il sangue si ferma e non circola significa assenza di vita, genericamente potremmo dire che l’assenza del suo movimento genera morte cellulare è quello che succede durante un infarto. Il tessuto cardiaco, cerebrale o intestinale come qualunque tessuto se non riceve sangue va inizialmente in ischemia ovvero in sofferenza e successivamente in necrosi ovvero va incontro alla morte cellulare. Per farla breve e semplice, potremmo dire cuore significa vita esattamente come il sole per molti esseri viventi.

Ecco perchè oggi la prevenzione cardiovascolare viene considerata di primaria importanza. Si effettua lavorando sul  sangue cercando di renderlo più fluido e leggero, quindi più facile da far scorrere nei vasi sanguigni. La famosa cardioaspirina non si risparmia quasi più a nessuno il suo dosaggio ridotto ne limita al massimo gli effetti collaterali, garantendo una netta riduzione degli eventi ischemici. Il desiderio di abbassare il colesterolo con le statine voleva avere le stesse prerogative ma il farmaco purtroppo possiede un alto livello di tossicità che lo rende assai meno manegievole.

Infine sempre in ambito di prevenzione cardiovascolare si lavora sulla pressione del sangue limitandola e riducendo così lo sforzo del muscolo cuore, è importante considerare che la pressione bassa riduce lo sforzo del cuore ma potrebbe, se troppo bassa, non consentire l’irrorazione dei distretti più periferici e in particolare del cervello. A questo proposito è indispensabile non esagerare con il controllo pressorio soprattutto negli anziani e in particolare in estate quando il caldo da solo agisce come vasodilatatore e quindi naturalmente abbassa la pressione arteriosa in alcuni casi anche in modo brusco.

Il caldo non è di per se nocivo al cuore anzi il cardiopatico soffre il freddo che vasocostringe le coronarie, ma il caldo estremo può affaticarlo maggiormente proprio perchè a lui sta il compito di mantenere il livello pressorio e di spingere il sangue in tutti i distretti corporei. Ecco che un cuore già compromesso come quello degli anziani, dei pazienti in esiti di  infarto miocardico e nei quadri di franca insufficienza cardiaca il forte caldo può essere pericoloso e anche fatale.

Nella medicina cinese si parla di fuoco o calore di cuore alludendo a una alterazione inizialmente solo funzionale capace di dare tachicardia e ipersudorazione legata a una iperreattività emozionale. In questi casi l’elettrocardiogramma è normale, il paziente può soffrire di tachicardia definita benigna o eretismo cardiaco. Il paziente frequentemente si spaventa e teme per la sua salute. Si parla degli ormai famosi e poco graditi attacchi di panico che proprio per questo spesso possono portare il paziente in pronto soccorso.

In questo caso si dice che l’asse cuore rene che corrisponde al livello più profondo del corpo chiamato shao yin non è equilibrato ovvero l’acqua del rene non bilancia il fuoco del cuore. Per questo disturbo l’agopuntura oltre che l’aiuto di diversi fitoterapici possono essere un valido supporto per limitare o evitare di dover ricorrere alla classica terapia con ansiolitici.

E’ singolare osservare che quando il cuore si scompensa ovvero la sua insufficienza è francamente organica ovvero il cuore non è più capace di funzionare come pompa, la prima e grave conseguenza  è data dall’enfisema polmonare che corrisponde all’accumulo di liquidi nel polmone;  la terapia farmacologica d’urgenza per salvare la vita del paziente è data dall’utilizzo di diuretici ad alto dosaggio. Curiamo il cuore attraverso il rene. Se vogliamo pensare in termini di medicina cinese potremmo dire che agiamo sull’ asse cuore-rene.

In estate è consigliabile avere un sufficiente apporto d’acqua e di liquidi e soprattutto tenere sotto controllo la funzionalità renale nei pazienti a rischio di insufficienza cardiaca. Per fare ciò è importante osservare le gambe e il peso corporeo dei pazienti cardiopatici. Le gambe dei paziente scompensati oltre che gonfiarsi diventano particolarmente riconoscibili, la pelle diventa sottile e traslucida oltre che essere positiva al segno della fovea, ovvero premendo con un dito intorno alla caviglia si lascia un impronta ben visibile.

Anche il controllo del peso è un sistema che normalmente si utilizza per controllare i pazienti anziani affetti da quadri di insufficienza cardiaca; è decisamente più pratico rispetto alla misurazione delle urine nelle 24 ore. Un paziente che si scompensa può aumentare fino a 10 kg in pochi giorni e questo deve essere il campanello di allarme non solo per il personale medico ma anche per i parenti o asssistenti sanitari.

In estate è altresì importante tenere i valori pressori sotto attento controllo, aggiustando con l’aiuto del medico curante  la terapia farmacologica antipertensiva per non rischiare di abbassare troppo i valori durante i picchi di caldo esterno. A questo proposito raccomando di stare molto attenti ai prelievi di sangue e soprattutto alle donazioni di sangue che eviterei in questo periodo per il pericolo di  crisi ipotensiva anche severa.

Ma tornando ai soggetti con cuore sano e non trattati farmacologicamente quello che capita frequentemente è che ci si idrati decisamente troppo poco, talora ricordandoci di bere solo durante i pasti. Consiglio di misurare la quantità di liquidi che assumete portando con voi almeno un litro e mezzo di acqua e sorsegiandola durante la vostra giornata lavorativa. Meglio se l’ acqua è a basso residuo fisso e in bottiglia di vetro.

E’ possibile prepararsi un infuso molto leggero di menta cha ha potere rinfrescante oppure una tisana sempre molto leggera drenante o disintossicante. E’ meglio non improvvisare e andare in erboristerie specializzate acquistando  tisana preparata e bilanciata ad arte nelle sue diverse componenti fitoterapiche come si faceva una volta.  Il mio personale consiglio è di fare tisane o infusi molto leggeri e diluendo il dosaggio giornaliero raccomandato per due-quattro tazze  in circa un litro e mezzo circa di acqua. In questo modo avrete ottenuto una idratazione controllata e una azione rinfrescante, drenante o purificante a seconda dei casi, eviterei di zuccherarle  mantenendo così un leggero sapore amaro che è anche il sapore dell’organo cuore.

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Micosi e candida

23/5/11

Catherine Bellwald Micosi e candidaLe micosi sono infezioni da miceti definibili anche microrganismi funghini, dal greco mikos che significa fungo. La Candida è uno fra i miceti più diffusi  e in particolare il tipo Candida Albicans è la specie più comune  nelle infezioni da candida.

Queste infezioni sono estremamente comuni e possono colpire diversi tessuti superficiali: la pelle, la mucosa vaginale e orale e il letto ungueale.

Ma in condizioni più severe di compromissione organica questa patologia può colpire diversi organi interni e arrivare nel sangue; si parla allora di candidosi sistemica o di candidemia.

La presenza di infezione da candida interna, sistemica o di candidemia  post operatoria o in corso ad altre patologie severe è sempre un segno prognostico negativo spesso associato ad un aumento della mortalità. E’ altresì noto che anche altre forme di infezioni interne da fungo come la polmonite da aspergillo sono da considerare  segni di compromissione immunitaria anche severa.

Ma non spaventiamoci subito non è il caso.  Cerchiamo invece di capire qualcosa di più su questa patologia fantasma che insidia tutti chi più e chi meno e che possiede  risvolti semplici e fisiologici  come risvolti complicati e addirittura severi.

La prima cosa da dire è che la candida abita fisiologicamente l’intestino di tutti, piccoli e grandi, fa parte della flora saprofitica insieme a molti altri batteri. Il suo riscontro in tale sede quindi non deve stupire e tanto meno spaventare è assolutamente fisiologico ovvero corrisponde a una flora intestinale eubiotica. La candida è presente in piccole quantità anche in bocca e in vagina e sulla pelle e di nuovo il suo riscontro non è indicativo per allarmarsi o considerarlo patologico.

Ma questo fungo apparentemente innocuo si trasforma in invasore in condizioni a lui favorevoli, modificazioni del ph, della normale flora batterica dell’ambiente circostante, della risposta o sorveglianza immunitaria.

La candida in queste condizioni diventa aggressiva ovvero cambia natura; si moltiplica velocemente attraverso delle espansioni chiamate ife, la cui presenta nel terreno di  coltura è considerata positiva per porre la diagnosi di candidosi o infezione a candida così come il riscontro di un numero di colonie di miceti molto elelvate.

Partiamo dal neonato e dal bambino; è noto a tutti che sia facile per un piccolo soffrire della fastidiosa micosi da pannolino che si presenta sulla pelle  del  sederino del pupo costretta nel pannolino bagnato. Niente di drammatico fino ad ora giusto? Niente che non passi con una cura antimicotica locale o sistemica di breve durata.

Restiamo sulla pelle; in estate con l’arrivo del caldo sono tantissime le persone che soffrono di micosi da costume bagnato all’inguine per i maschi a causa del contatto tra costume e coscia dovuta alla prominenza dei testicoli, ma lo stesso accade alle persone grasse  che soffrono spesso di  micosi ascellare o sottomammaria, inguinale e di tutte le possibili pieghe cutanee causate dall’abbondanza del sottocunaneo perchè creano ambienti dove il sudore ristagna e si scalda. Ricordiamo anche le micosi delle persone con eccessiva sudorazione come quelle tra le dita dei piedi degli sportivi o di coloro ch indossano scarpe senza i calzini e le micosi che insorgono a causa di gessi o tutori, tutte situazioni che  trattengono il sudore creando un ambiente  caldo umido.

Queste micosi cutanee sono di solito rosse, più o meno pruriginose e possono talora bruciare perchè molto infiammate. Anche se antiestetiche  si tratta di forme assolutamente benigne che si risolvono contrastando l’ambiente umido cutaneo, asciugando più frequentemente la cute, portando calzini di cotone o scarpe aperte, cambiando il costume da bagno quando bagnato o interponendo  garze o  cotone  nelle pliche cutanee riducendo il contatto diretto tra cute e cute sudata. Quello che è interessante è che queste forme difficilmente regrediscono con il semplice utilizzo di antimicotico locale ma necessitano della rimozione dell’ambiente umido. Inoltre sono spesso recidivanti ovvero si ripresentano ogni estate nei soggetti predisposti.

E’ interressante osservare che queste micosi cutanee non si comportano come vere e proprie infezioni contagiose. Lo possiamo intuire perchè una lesione da un piede non passa alla natica o in regione sotto mammaria o inguinale solo perchè ci siamo toccati. Un’infezione cutanea altamente contagiosa come la tinea invece passa da persona a persona, per contatto indiretto e indiretto con gli indumenti,  è possibile contagiare tutto l’ ambiente famigliare o lavorativo e disseminare le lesioni su diverse parti anatomiche se non si interviene tempestivamente. La differenza è sostanziale.

Inoltre non sembra esserci una specie specifica ovvero non esiste  una specie di candida per ogni tipo di lesione come per l’herpes simplex dove il tipo 1 colpisce le labbra e il tipo 2 colpisce i genitali.

Arriviamo alle micosi delle mucose o quelle a cavallo tra la cute e la mucosa. Troviamo la cheilite angolare caratterizzata da taglietti e arrossamenti presenti al lato della bocca, la  micosi del glande  balanite o  balanopostite, la vulvite che può manifestarsi con taglietti tra le pieghe del clitoride,  la micosi perianale e infine la micosi vaginale  e orale, queste micosi per lo più sostenute dalla candida sono di solito  forme ricorrenti e sono legate non tanto a ambiente esterno umido ma piuttosto a una condizione interna che potremmo definire favorevole.

Cure antibiotiche, stanchezza, altre patologie concomitanti, stato di tensione o infiammazione protratta possono portare un’abbassamento della sorveglianza immunitaria nei confronti della candida e dare la partenza a queste insidiose  patologie dette “di porta” perchè si localizzano su aree corporee che potremmo definire appunto di porta tra l’interno e l’esterno.

Come tutti sanno per ottenere una buona stagione di funghi ci vuole la pioggia. Anche i miceti detti anche funghi per crescere e prosperare devono trovarsi  su un terreno adatto. In omeopatia la costituzione viene definita terreno, è facile intuire che ci sono terreni  più adatti e terreni meno favorevoli allo sviluppo dei miceti.

Secondo la medicina cinese tutte le micosi sono sempre collegate con una costituzione ovvero un terreno favorevole. Oggi anche la medicina occidentale considera che  il bacino di provenienza delle micosi da candida sia sempre intestinale e quindi squisitamente interno.

Rimuovere e cambiare un terreno di calore-umidità interno non è cosa facile, e questa considerazione   giustifica la ricorrenza delle micosi e in alcuni casi la loro cronicizzazione.  Gli antimicotici sono fra i 200 farmaci più venduti negli USA.

Le micosi da candida sono in netto aumento e diventano molto insidiose e pericolose nel post operatori e nel corso di patologie severe. Si ritiene che sia stato il largo utilizzo di antibiotici e di manovre invasive ad avere consentito questa espansione. Secondo il mio parere potrebbe anche essere stato lo stile di vita e il tipo di alimentazione ad avere inciso in modo determinante.

La patologia considerata più comune e difficile da debellare è la vaginite. E’ altresì vero che l’ambiente vaginale è forse l’ ambiente dove maggiormente è presente calore umidità oltre che una vicinanza fisica dall’intestino quindi una possibile continua fonte di contagio.

Eliminare i miceti con lunghe e protratte  cure antimicotiche ad uso interno ed esterno, disinfettando la biancheria intima, evitando per un periodo rapporti sessuali e per un periodo ancora più lungo rapporti senza preservativo non sono molto spesso misure ancora sufficienti a limitare ed evitare le recidive che frequentemente si dimostrano più gravi e durature della precedente infezione per la frequente comparsa di resistenze ai farmaci.

Oggigiorno anche la medicina occidentale come quella cinese consiglia un regime dietetico molto rigoroso con eliminazione totale di dolciumi, tutti i prodotti da forno perchè contenenti lieviti, caffe, vino, birra. Per la medicina cinese si consiglia anche di togliere qualunque farina,  latticino, prodotto in scatola, bibita, e frutta eccetto la mela e la banana per almeno 3-4 settimane.

Molta attenzione viene data alla somministrazione di antibiotici insieme ai quali oggi si consiglia sempre un ricolonizzazione con probiotici idonei. Viene inoltre consigliato l’uso di probiotici a cicli  regolari a scopo di prevenzione e contenimento delle colonie di candida da parte dei batteri che le tengono sotto controllo.

Si ritiene inoltre che il sistema immunitario sia normalmente fornito di un sistema di controllo di queste colonie e che anche questo possa essere stimolato e sostenuto oltre che certamente messo in difficoltà a causa di altre patologie in corso o di importante stato di stress psichico o di fatica fisica sui quali è indispensabile interagire.

Un problema questo complesso e difficile da sbrogliare anche per i più rigorosi. La fitoterapia cinese possiede  ricette fitoterapiche mirate a trattare il calore umidità interno e ricette che possiedono  anche un’azione antifungina riconosciuta. Il loro impiego può essere un grande aiuto e considerato una valida alternativa all’utilizzo protratto degli antimicotici che rischiano di produrre un aumento dei ceppi di candida resistenti.

Resta di fondamentale importanza considerare che per curare un terreno è necessario  un lavoro lungo e articolato, un percorso di guarigione dove tutto è importante, dalla dieta, allo stile di vita, allo stato emozionale.

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Come curare l’ansia da prestazione prima degli esami

19/5/11

Catherine Bellwald Come curare lansia da prestazione prima degli esamiTutti noi ci siamo passati e poca importanza viene data all’ansia da prestazione che precede  ogni esame e che precede l’esame degli esami ovvero l’esame di maturità. Questa sindrome spesso considerata normale diventa per alcune persone un ostacolo che può pregiudicare e non di poco l’esito dell’esame, della verifica o della gara.

Oggigiorno  i giovani sono sottoposti a maggiori attenzioni da parte dei propri genitori, e forse soffrono maggiormente di quello che possiamo definire genericamente “aspettative” e delle loro nefaste conseguenze. Infatti i giovani e giovanissimi iniziano molto presto con disagi tipici dell’età più adulta, quali cefalea del week end, insonnia, colon irritabile e molti altri.

Consiglio  in questo particolare periodo storico di non sottovalutare l’ansia da prestazione pre-esame. Possiamo aiutare i ragazzi senza dover ricorre allo psicologo o a farmaci potenzialmente dannosi ovvero senza medicalizzarli ma neanche rischiando di non dare il giusto peso ai disagi che l’ansia da prestazione può generare.

Non si tratta di farmaci ansiolitici o ipnotici che possono modificare la loro lucidità e  indurre una dipendenza sia fisica che psichica. Molte discipline orientali e attività sportive possono giungere in aiuto ma è troppo tardi per iniziare adesso; i risultati non arriverebbe in tempo. L’agopuntura, l’omeopatia e la fitoterapia, se ben usate, sono un ottimo strumento terapeutico afarmacologico che non richiede tempi di intervento troppo lunghi.

Gli esami e le gare sono un ottimo allenamento per gli uomini e strutturano realmente una personalità più forte. Toglierli, posticiparli o  dolcificarli per non traumatizzare i giovani non mi sembra la soluzione. Le prove sono di grande utilità per ottenere quello che si chiama intensità,  raggiungere una maggior sicurezza,  imparare a lottare e capire il proprio valore

Un grande aiuto viene dato dal prodotto omeopatico Gelsemium Sempervirens a dinamizzazioni medio alte, di solito  a partire da 30 CH fino a 200CH che raggiungono il livello emotivo in modo molto veloce; ho personalmentte usato questo prodotto dall’esame di anatomia in poi trovando sempre un grande giovamento. Lo ho poi studiato nei primi anni di medicina e prescritto per svariate forme di ansia da prestazioni che precedono un evento importante ottenendo sempre un grande aiuto.

Nel campo della fitoterapia spargyrica  un aiuto viene dato dall’Alloro, pianta che una volta veniva posta sul capo  dei vincitori delle gare. Si considera che l’effetto psichico di questa pianta  aiuti nel conseguimento di un obiettivo importante, consentendo di focalizzare l’attenzione e le proprie forze verso il traguardo da raggiungere. In questo caso si consiglia l’assunzione di pochissime gocce, da 3 a 5 al massimo al giorno. Questo dosaggio così basso, grazie al particolare metodo di produzione del prodotto riesce a lavorare quasi esclusivamente sul piano emotivo interferendo poco e niente sul piano fisico.

Infine, anche se molti hanno paura dell’ago, una seduta di agopuntura ben fatta e ben accettata permette rapidamente di raggiungere un maggior rilassamento fisico, una pronta lucidità mentale, una miglior qualità del sonno e una maggior energia in senso lato. Tutti elementi utilissimi per ridurre e controllare l’ansia da prestazione e affrontare al meglio la nostra prova.

La situazione é diversa e più complessa se oltre all’ansia e al disorientamento dovessero comparire disturbi fisici o somatizzazioni vere e proprie del disagio emotivo; palpitazioni, innapetenza, gastrite, cefalea, insonnia, colite. In questo caso il paziente va proprio inquadrato e trattato in modo più completo cercando in primis di risolvere i disturbi fisici e succesivamente di calmare lo stato d’ansia sottostante.

Se vostro figlio si trova in seria difficoltà non schernitelo o ancora non preoccupatevi solo per lui e basta usando una semplice pacca sulla spalla di conforto perchè potrebbe non bastare.  Non sottovalutate il potere devastante della mente impaurita dalla prospettiva di non riuscire o di deludere le aspettative altrui e personali. Ci sono ragazzi più fragili  di altri che con un piccolo aiuto spiccano il volo. Non fate l’errore di giudicare i ragazzi fragili considerando solo che studiare è un loro dovere  o peggio che loro, come avete fatto voi, devono riuscire da soli.

State loro vicino e se cogliete un’eccessiva ansia non abbiate timore e rivolgetevi a specialisti del settore.

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Deontologia medica nella cura della cellulite

16/5/11

Catherine Bellwald Deontologia medica nella cura della cellulite Cellulite che vergogna! Mi è capitato recentemente di sfogliare uno dei più rinomati giornali sulla salute, trovando un intero articolo dedicato alla cellulite dei Vips. Erano esposte con orgoglio le foto di famose donne del mondo dello spettacolo con cerchietti rossi e ingrandimenti dei cosiddetti punti antiestetici.

Foto prese da paparazzi in condizioni particolari ivi comprese gambe accavallate o sedute su una sedia. Ho trovato la cosa davvero deplorevole oltre che ingannevole. L’articolo sembrava cantare “anche  i vips hanno la cellulite rallegratevi!”. Beh… e allora?

Non si tratta di un modo per scherzare bonariamente sulla questione o sdrammatizzare questo difetto che colpisce ahimè molte donne ma un modo per metterlo ancor di più in evidenza.

E oggi con la ricerca della perfezione estetica che ci circonda diventa oltremodo un sistema  per mettere la cellulite  nel centro del mirino, fino a farla diventare un problema davvero grosso con il quale diventa difficile convivere serenamente, come si potrebbe, con alcune semplici regole, attenzioni e cure mirate.

La tanto odiata cellulite si trasforma così in un nemico da eliminare rapidamente anche a costo di rischiare sulla propria pelle.

Partiamo dall’inizio; si ritiene che la cellulite corrisponda a una malattia vera e propria; per essere precisi direi che si tratta del segno di una disfunzione che definirei cronica ovvero che non compare dall’oggi al domani, come un foruncolo, ma che ci accompagna per anni, magari  in forma leggera, dall’età adolescenziale all’età adulta per peggiorare drasticamente con l’avanzare degli anni e dopo la menopausa.

Come ogni malattia cronica la cura per essere efficace deve essere  tempestiva ovvero iniziare alle prime avvisaglie e quindi tenuta regolarmente sotto controllo oppure se presa in forma avanzata deve essere un percorso lento e graduale oltre che talora anche molto faticoso.

Il punto è che nessuno è davvero disposto a restare a dieta, fare attività motoria e applicare tecniche di attivazione della circolazione vascolare in modo regolare e continuativo, magari per anni o per tutta la vita, vogliamo tutto e subito e pure senza rischi!

Farmaci ad azione lipolitica, così come  ultrasuoni o  luce laser sono diventati negli ultimi tempi strumenti estremamente raffinati e potenti nel raggiungere il tessuto sottocutaneo con maggior profondità, cambiandone fisicamente la struttura. Le cellule adipose vanno incontro a una vera e propria distruzione.

Il  tessuto cellulitico, che non è altro che un tessuto adiposo infiammato, contiene intrappolate nella sua struttura una grande quantità di sostanze tossiche che il corpo nel corso degli anni  ha stoccato per comodità metabolica e per maggior sicurezza. Il rischio  di queste pratiche è quello di  riversare massicciamente grassi e un’enorme quantità di sostanze tossiche nel torrente ematico, ingolfandolo.

Se mettere un gatto nel forno a microonde per asciugarlo è vietato  perchè si cuoce e gli ultrasuoni, così come  il laser, sono mezzi fisici impiegati nell’industria bellica di tutto il mondo significa che sono strumenti con un forte potenziale lesivo e quindi di pericolosità.

Il rischio di formazione di emboli grassi ovvero  di sostanze adipose non adeguatamente disciolte è uno dei più conosciuti ma non è l’unico al quale un corpo va incontro in questa situazione di smantellamento di un tessuto immagazzinato da tempo; sono molte le reazioni  metaboliche che il corpo deve compiere per smaltire tutte le sostanze chimiche contenute nel tessuto grasso sottocutaneo stoccate per anni.

Si tratta quindi di interventi fisici e chimici di un certo peso e rilievo che possono seriamente mettere in difficoltà un organismo ma il cui effetto estetico è evidente oltre che rapido. In Francia molte di queste pratiche sono state vietate in quanto ritenute potenzialmente pericolose e come negarlo?  In Italia si cerca di scendere a compromessi istituendo delle regole che impogono dei controlli medici di routine, l’applicazione delle macchine  di ultima generazione  ad alta potenza da parte di personale esperto o solo medico.

Si tratta di un rapporto delicato tra dose dannosa e dose efficace. Come con ogni farmaco, quando il rapporto tra dose efficace e dose dannosa si avvicina alla parità si dice che un farmaco è poco maneggevole e se ne giustifica l’uso solo per curare malattie la cui gravità bilanci il rischio corso.

Ma non è così semplice, il paziente chiede  di raggiungere velocemente il  risultato desiderato e spesso il medico si piega a questa richiesta superando deontologicamente il concetto di salute. Un medico è bravo se ti fa raggiungere velocemente un risultato mettendo a rischio la tua salute oppure lo è se ti fa raggiungere il risultato a gradini e step successivi diluiti nel tempo facilitando l’organismo nello smaltire le sostanze liberate dal tessuto sottocutaneo in modo graduale? Cosa pensate che il paziente scelga?

Nessuno ha tempo, nessuno ha pazienza, nessuno ha denaro! E’ un dato di fatto e quindi quello che succede è che la domanda crea l’offerta! E’ un fatto di business; la branca della medicina estetica si muove rapidamente perchè spinta da un enorme interesse economico. Si cerca un compromesso tra rischio basso e risultato visibile in breve tempo. E’ questo il problema; in campo puramente estetico il rischio non basta che sia basso o molto basso in quanto non è controbilanciato da una gravità patologica che ne giustifichi l’utilizzo.

E’ vero che il rischio fa parte della vita, possiamo pensare di andare in macchina o in moto o in aereo senza correre rischi? No di certo, neanche passeggiare per la strada è poi così sicuro! Ma il fatto è che la medicina dovrebbe essere sempre un modo per limitare il rischio di ammalarsi e non per aumentarlo; è questo il problema. La deontologia medica non è un fatto morale quanto un assioma, un ideale da raggiungere.

Ci troviamo di fronte a una sorta di paradosso o di conflitto di interesse ed è forse su questo che la classe medica dovrebbe riflettere. Si parla tanto di Evidence Based Medicine ma la verità è che la medicina oggi sperimenta in continuo nuove frontiere,  nuove macchine, nuovi sistemi, nuovi farmaci, nuove combinazioni alla ricerca di gloria e denaro e quando fa comodo è disposta a chiudere non solo un occhio ma tutti e due!

E se invece invece fossimo disposti a considerare la cellulite una disfunzione metabolica da curare tempestivamente iniziando se necessario dalle giovanissime per continuare per tutta la vita delle donne, ricorrendo a tutte le possibili strategie terapeutiche omeofisiologiche considerate più efficaci?

Prima fra tutte la la comprensione e l’utilizzo della dieta più utile alla nostra costituzione fisica, agendo sapientemente sulla qualità calda e fredda degli alimenti, sulla loro possibilità di interferire sull’umidità, soprattutto equilibrando tutti i 5 sapori tra loro, evitando di indugiare troppo sul sapore dolce, limitando l’ utilizzo di carboidrati a basso costo e  dei latticini a favore di un apporto giornaliero di frutta e verdura per la loro capacità di moderare il sapore dolce con la loro intrinseca acidità.

Questo insieme ad esercizi motori aerobici da eseguire regolarmente con intensità variabile medio alta per stimolare il metabolismo rallentato degli zuccheri e dei liquidi e dal ricorso a strumenti fitoterapici per drenare i liquidi e  potenziare la circolazione e tonifcare la milza nella gestione del metabolismo di cui sopra.

E per finire tramite il ricorso a varie tecniche di massaggio per muovere il tessuto in profondità  magari anche facilitate da qualche strumento tecnico che  aumenta la potenza del movimento e della circolazione sanguigna locale.

Questo vademecum appare in prima analisi banale e troppo semplice ma in realtà rappresenta soluzioni la cui origine è molto profonda e nota da molto tempo, la cui applicazione diventa uno  stile di vita che per molti è  troppo impegnativo e non proponibile sul mercato di questa società che corre all’impazzata verso  la ricerca di risultati di facile conseguimento al costo di perdere il dono più prezioso, la propria salute.

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Fitoterapia cinese: favorire la diuresi in modo naturale

12/5/11

Catherine Bellwald Fitoterapia cinese: favorire la diuresi in modo naturale

E’ comune vedere persone, di solito over 40, iniziare ad utilizzare diuretici per limitare la ritenzione idrica nel corpo e in particolare nelle gambe dove facilmente si deposita l’acqua quando in eccesso. Il paziente  talora segue l’indicazione del suo medico di base o endocrinologo o dietologo ma accade frequentemente che il diuretico sia anche preso in autoprescrizione. Il paziente inizia con dosaggi piccoli magari anche a giorni alterni o assunzione bisettimanale per poi nel tempo andare verso dosaggi sempre più alti e frequenti.

Il grosso difetto dei comuni diuretici è proprio quella di rendere l’organo rene sempre più pigro nella sua funzione. In alcuni casi a lungo andare si alzano anche i valori di creatinina ematica che testimoniano di una iniziale insufficiena renale. Non parliamo del diuretico assunto dai pazienti cardiopatici severi con insufficienza cardiaca che devono gioco forza essere come diceva il mio primario tenuti asciutti come delle aringhe per non affaticare il cuore e neanche dei pazienti con evidente insufficienza renale conclamata.

Molti pazienti  iniziano ad assumere il diuretico con regolarità perchè  si sentono gonfi,  vogliono perdere qualche chilo  oppure solo perchè hanno  la pressione alta o tutte e tre questi problemi insieme. Il diuretico oggi non è più un farmaco di prima scelta per abbassare la pressione arteriosa fatta eccezione per le crisi acute dei soggetti anziani dove agisce in modo graduale limitando l’incidenza degli ictus ischemici causati da un repentino passaggio da un quadro di ipertensione a un quadro di ipotensione e quindi possibile ipoperfusione cerebrale.

Come dicevo i soggetti di cui parliamo sono soggetti che si approcciano al diuretico solo per stimolare la funzione urinaria che sentono un pò rallentata o pigra e  finiscono per non poterne più fare a meno e soprattutto per rendere il rene più pigro ancora.

Un problema da non sottovalure, l’effetto del diuretico è infatti veloce e gratifica in modo immediato colui che vuole pesare qualche chilo di meno, che vuole sentirsi più leggero e sgonfio o avere la pressione arteriosa più bassa ma l’attenzione va posta al futuro ovvero al suo impiego a lungo termine.

Questo aspetto non esiste nelle sostanze fitoterapiche ad azione diuretica. La sostanza di sintesi chimica, rispetto a molti rimedi fitoterapici  calibrati e prescritti a dovere, risulta come un gesto antiriabilitativo. Mi spiego: quando una persona fa fatica a compiere una determinata azione, farla al suo posto sembra in prima analisi un favore ma questa persona sarà sempre più incapace e dipendente da chi lo ha sostituito.

E’ un classico atteggiamento da madre iperprotettiva che vuole proteggere e dimostrare il suo amore al figlio che peròin questo modo non crescerà mai. Ebbene la sostanza chimica diuretica agisce esattamente in questo modo è comoda e veloce nel risultato immediato ma con un effetto tutt’altro che positivo a lungo termine. Ma noi dobbiamo guardare più in là del nostro naso, non solo controbilanciare la pigrizia del rene intesa come disturbo ma stimolare la funzione del rene e di tutto il sistema del metabolismo dell’acqua che non è da attribuire solo all’organo rene che in un certo senso agisce unicamente come filtro e eliminatore finale dell’eccesso di liquidi.

La fitoterapia, se ben usata, agisce come un rieducatore ben addestrato ovvero non si sostituisce ma stimola il conseguimento del risultato facilitandolo e rendendo con il tempo la funzione difficoltosa sempre più facile talora anche senza supporti esterni.

Sono davvero tantissimi gli alimenti e le sostanze naturali con blanda azione diuretica, fra i più conosciuti abbiamo: la betulla, l’equiseto, il ginepro e il faggio. Ognuna dotata di specifiche pecularietà che le rendono idonee a soggetti molto diversi tra loro.  La betulla si ritiene favorisca l’eliminazione dell’azoto, l’equiseto acido urico e il ginepro gli ossalati, mentre il faggio aumenta il volume della diuresi.

Un esempio di un fitoterapico cinese ad azione diuretica per eccelenza è data dal Fuling o Poria Coco; questo rimedio possiede diverse azioni a seconda del suo dosaggio  e nello stesso tempo tonifica l’azione del rene rendendolo quindi più forte e più efficace nella sua funzione escretrice. Fuling per la sua versatilità è uno dei rimedi più usati nelle ricette antiche, ed è presente in ben 50 ricette del testo “Discussion on Cold Damage” e 30 ricette del testo “Essentials from  the Golden Cabinet “entrambi  antichi testi di studio di  fitoterapia cinese.

I fitoterapici, esattamente come l’esercizio motorio e la fisioterapia, non sono sufficienti per ottenere un risultato, quello che serve è un terapeuta capace di dosare la terapia alla perfezione sulle esigenze del tutto personali di ogni paziente. Non esiste l’equazione “tot esercizio uguale tot risultato”, scordatevelo! Non è così semplice;  è un dialogo dinamico tra la terapia e la funzione da recuperare che solo un esperto o un cultore della materia può conseguire.

E come dicono gli antichi testi le erbe, a differenza degli aghi, non sono intelligenti e quindi non sanno quello che devono fare ma se chi le somministra le conosce, le sa maneggiare e dosare correttamente il risultato è decisamente accessibile per molteplici disturbi.

Inoltre  una qualunque sostanza naturale o fitoterapica non è detto che sia necessariamente utile e non potenzialmente anche dannosa esattamente come un esercizio fisico o fisioterapico. E’ vero che i prodotti in commercio o da banco contengono sempre dosaggi molto blandi e leggeri ma questo significa che sono poco efficaci tanto quanto poco dannosi.  Ma non è su questa apparente innocuità che si deve basare la vera fitoterapia quanto sulla specificità e  personalizzazione  del prodotto e del suo dosaggio.



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La milza e il mese di maggio nella medicina cinese

9/5/11

Catherine Bellwald La milza e il mese di maggio nella medicina cineseNel calendario cinese, con il 5-6 di Maggio entriamo nella stagione estiva detta Li Xia. L’estate per i cinesi occupa il mese di Maggio e tutto il mese di Giugno, e termina con Luglio, mesi dove il sole è presente per un numero massimo di ore.

La milza è l’organo di riferimento in Maggio, nella medicina occidentale questo organo riveste un ruolo molto poco considerato. La milza infatti è classificata come un organo emopoietico definito secondario. Si ritiene che sia come un organo di deposito e di pulizia del sangue.

La produzione vera e propria delle cellule del sangue sia della serie bianca che della serie rossa è nell’età adulta a carico prevalente del midollo spinale. L’asportazione della milza infatti non è determinante ai fini della sopravvivenza. Oggi si ritiene che la  funzione della milza non sia ancora del tutto chiarita; il suo ruolo fondamentale per ora sembra principalmente svolto nell’infanzia prima che il midollo osseo si sviluppi completamente.

Nella Medicina cinese la milza viene classicamente  associata all’elemento terra ma appartiene anche all’elemento fuoco che è l’elemento dominante della stagione estiva.  E’ interressante vedere che il bagua del canale di milza è lo stesso dell’elemento fuoco due linee intere che contengono al loro centro una linea spezzata. La sua ora è quella che va dalle 9 alle 11 del mattino.

La milza in inglese chiamata splen e in cinese Pi non corrisponde all’organo milza ma ad una funzione energetica molto più estesa, considerata localizzata al centro del corpo o jiao medio, esistente anche nei pazienti splenectomizzati ovvero senza milza. Il suo ruolo è molto vasto e, come  la sua posizione centrale, esso fa da perno all’energia di  tutto l’organismo.

La milza rappresenta il motore dell’energia che assumiamo attraverso l’alimentazione, ed è strettamente collegata con lo stomaco. Come indica il suo bagua pieno fuori e vuoto dentro esattamente come l’elemento fuoco, soffre di vuoto ovvero necessità di essere alimentato. Esso infatti è un fuoco yin che potremmo rappresentare con una candela, capendo che il nutrimento corretto di questa fiamma è indispensabile per mantenerla viva e allegra.

Potremmo definire la milza come l’ organo più facilmente esauribile ma anche più facilmente ricaricabile. Quando la milza è veramente esaurita come in alcune patologie acute, il paziente non ha appetito e riferisce una stanchezza di fondo associata al desiderio di andare a letto. In periodi di digiuno o di carestia o di superlavoro la milza è il primo organo a soffrire.

Si ritiene che la milza gestisca l’umidità di tutto il corpo e più di ogni altro organo soffre in particolare di un eccesso di umidità, sia essa interna proveniente dagli alimenti che esterna proveniente dal clima.  Quando l’umidità interna è troppo alta la milza si ingolfa nel vero senso della parola, la nostra fiammela si spegne e rischia di non accendersi perchè è come se avessimo lo stoppino bagnato! Questi pazienti sono spesso in sovrappeso corporeo, delicati nella digestione, che di solito è più lunga e laboriosa, possono soffrire  di micosi  ricorrenti, di ipotensione arteriosa e talora di ristagno di liquidi nelle gambe

La milza è collegata con l’organo polmone con il quale forma il grosso canale o livello chiamato tai yin, questo collegamento è anch’esso importante in quanto gestisce l’importante e vitale funzione respiratoria e quindi un’altra essenziale fonte di nutrimento: l’ossigeno. Un deficit della milza può essere collegato con forme asmatiche, di tosse nervosa o ancora di groppo in gola. Le persone riferiscono di avere una sorta di solletico o catarro in gola. In questi casi può sempre essere  coinvolto anche l’organo fegato anch’esso collegato direttamente con il polmone.

Infine nella circolazione energetica così come nel calendario la milza precede il cuore e con questo nobile organo è strettamente collegata e si ritiene intervenga nella produzione di sangue sia direttamente che indirettamente. Possiamo considerare il sangue come un organo strettamente collegato con le emozioni: non a caso hanno lo stesso prefisso: “emo”. E qui troviamo il collegamento con la nostra terza fonte di nutrimento: le emozioni. E’ facile capire come questo organo sia sensibile alle emozioni.  Per la salute della milza il nutrimento emozionale da evitare sono le preoccupazioni e le rimuginazioni.  Deficit dell’ organo milza possono essere manifestazioni quali ansie da prestazione  ma anche veri e propri attacchi di panico associati a palpitazioni e sudorazioni che sono manifestazioni legate all’organo cuore  in modo indiretto.

Cosa si può fare per sostenere questo importantissmo organo che sembra gestire i tre nutrimenti fondamentali dell’uomo: alimenti, ossigeno, emozioni? Tre sono le raccomandazioni principali:

Cura dell’alimentazione evitando di accumulare troppa umidità, attraverso una riduzione al minimo degli zuccheri e dei latticini . E’ utile altresì non cibarsi sempre di corsa o nelle ore meno indicate e se possibile stare alla larga dai gelati che sono purtroppo il cibo più nocivo per questo organo.

Ascolto della propria stanchezza fisica e capacità di fermarsi in tempo per ricaricare le pile, tralasciando il dovere e il sacrificio ad oltranza magari anche chiedendo aiuto quando serve, ricordandoci che non siamo supereroi anche se lo vorremo tanto!

Pulizia delle emozioni negative che inevitabilmente portano un lavorìo della mente con esaurimento e perdita di energia di questo organo. A questo proposito suggerisco di studiare la filosofia buddista per cercare di capire in che modo la nostra mente ci porta automaticamente verso il pensiero negativo.


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Le controindicazioni all’agopuntura

26/4/11

Catherine Bellwald Le controindicazioni allagopuntura

Come ho già scritto in precedenza l’agopuntura, in quanto terapia medica, non possiede vere e proprie controindicazioni e, anche se ancora  poco conosciuta e riconosciuta, è indicata nelle più svariate situazioni patologiche.

E’ utile non solo nelle patologie ansiose o a sfondo psicosomatico ma può essere una valida cura e sostegno in molteplici patologie croniche degenerative  tanto quanto  nelle situazioni  acute soprattutto se accompagnate da importanti quadri dolorosi.

Inoltre nelle patologie gravi come quelle neoplastiche può aiutare il paziente a sopportare il peso della chemioterapia. Infine è una terapia utilissima  nella prevenzione delle patologie ovvero per mantenere il più a lungo possibile un buono stato di salute.

Parlare oggi giorno del rischio infettivo degli aghi da agopuntura che sono, non solo sterili ma anche monouso e sottilissimi è davvero ridicolo oltre che vergognoso. Vuole dire non essere aggiornati e non sapere di cosa stiamo parlando. Non ho mai visto un solo punto infettarsi ma neanche arrossarsi, non stiamo parlando di cento anni fa quando l’agopuntura si faceva su pelli sporche con aghi vecchi e mal sterilizzati.

Per favore cerchiamo di restare con i piedi per terra, infezioni da camera operatoria e da punture intramuscolari ne esistono ancora ma sono rarissime. Ebbene le infezioni da agopuntura sono proporzionalmente da considerare eventi da fantascienza la cui entità non supera quella di un graffio microscopico. Non sfruttiamo questa paura umana per parlare di quello che non si conosce, abbiate almeno un pò di onestà.

Esiste però una controindicazione alla tecnica dell’agopuntura che deve essere segnalata; il paziente la deve “accettare”. In caso contrario sopporta malamente l’inserzione degli aghi che vive come una sorta di tortura capace solo di aggiungere sofferenza alla sua già poco accettata sofferenza sia essa fisica che psichica.

Ho detto più volte che l’agopuntura non agisce sulla psiche come molti credono ma sul corpo fisico; il rifiuto della cura non è solo un atteggiamento psichico ma si trasforma in  ostacolo fisico. Un trattamento di agopuntura può essere considerato un circuito elettrico capace di fare circolare aria fresca nella “casa corpo” riattivando l’iniziativa di ordine e pulizia degli abitanti della casa assopiti e asfittici.

La tensione psichica del rifiuto diventa facilmente tensione fisica o muscolare e questa si traduce in una sorta di chiusura delle porte del nostro circuito elettrico o della casa-corpo  impedendo all’aria di circolare e quindi di riattivare gli abitanti. Anche se è una semplice immagine o metafora la mia spiegazione vuole fare capire che stiamo ancora nel mondo fisico, magari non visibile ma decisamente non solo mentale.

E’ come se gli aghi reclutati al lavoro  dovessero continuare ad aprire sistematicamente le porte per passare e fare il loro dovere. Come poterete capire il trattamento risulta meno efficace non per il mancato effetto placebo che tanto piace decantare in caso di agopuntura e che dobbiamo considerare presente in qualunque terapia si pratichi ma per la presenza di un ostacolo vero e proprio prodotto dalla tensione del paziente.

La tensione mentale e fisica presente durante la seduta come ha sempre spiegato il mio maestro ostacola direttamente il lavoro degli aghi. Quello che accade  è che in questo modo il risultato viene rallentato mentre il paziente facilmente  sospende  anzitempo la sua cura vanificando completamente il risultato.

Che fare in questi casi? E’ utile e corretto provare comunque; sono molti i pazienti che arrivano in questa condizione ma, seduta dopo seduta, iniziano a rilassarsi e il risultato inevitabilmente arriva. E’ importante in questi casi una maggiore attenzione: più cura che la posizione non crei tensione, che la presenza di altre persone non dia fastidio, che la temperatura sia sufficientemente calda, che si usino  pochi aghi e molto sottili magari accompagnando la terapia con un massaggio o una chiacchierata.

In alcuni casi però queste attenzioni non bastano, il paziente neanche le vede, ha solo fretta di finire e in alcuni casi è quasi arrabbiato per il dover sopportare la puntura degli aghi. Per questi pazienti l’agopuntura è decisamente controindicata anche se potrebbe aiutarli a stare meglio.

Non è necessario crederci come molti sostengono, la fede  tenetela pure per  questioni più importanti ma serve una condizione diversa, per curarsi e per guarire serve  soprattutto una accettazione di sè e del proprio problema oltre che una dolcezza e determinazione non solo del medico ma anche del paziente.

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Menopausa e insonnia

14/4/11

Catherine Bellwald Menopausa e insonniaL’utilizzo di ipnotici ovvero di farmaci per facilitare l’addormentamento e indurre il sonno è una pratica largamente in uso nella popolazione femminile occidentale over 50.

L’insonnia nelle donne, in particolare dopo la menopausa, è un problema estremamente diffuso e purtroppo trattato forse un pò troppo superficialmente con il semplice uso di benzodiazepine.

Con questi farmaci l’insonnia e i disturbi del sonno classici si controllano infatti brillantemente nella maggior parte dei casi,  ma una volta iniziata la terapia difficilmente  le pazienti riescono a sospenderne l’utilizzo continuativo.

Con il passare degli anni sembra naturale iniziare una lenta e progressiva dipendenza dall’assunzione protratta di una lista sempre più lunga di farmaci considerati in un certo modo indispensabili.

Quello che non si pensa è che l’insieme di queste sostanze  si sommano nel loro aspetto metabolico soprattutto quando l’assunzione è quotidiana e protratta negli anni.

Le benzodiazepine come molti sanno sono un categoria di farmaci nota per dare una dipendenza  sia fisica che psichica. Cosa significa? Significa che dopo un periodo più o meno lungo di assunzione il corpo non può più farne a meno, ovvero non è più possibile dormire o riposare tranquillamente  senza assumerne. Ecco perché i medici di solito non le tolgono più, così avviene che più dell’80% delle donne ultrasettantacinquenni le assumono e le contengono nel loro elenco di farmaci.

Un vero guaio per chi ne fa uso, un vero affare per le industrie che le producono. Il ragionamento è il seguente: piuttosto che non dormire e stare male per la mancanza di sonno è meglio prendere un farmaco. Quello che non si considera è che il ragionamento fatto in questo modo è piuttosto incompleto e semplicistico.

Il fatto che la popolazione femminile over 50 sia la  maggior consumatrice di questi farmaci, non può non farci pensare alla possibile correlazione tra menopausa e insonnia. E’ noto a tutti che le famose vampate nella maggior parte dei casi peggiorano la notte causando risvegli frequenti e difficoltà a riaddormentarsi. Inoltre fra i diversi disturbi della menopausa vi sono frequenti alterazioni del tono dell’umore, ansia e spesso anche solo disturbi di insonnia o della qualità del sonno.

Molte donne pensano che le vampate si debbano tenere perchè fanno parte della menopausa e quindi ci si debba convivere. Altre, spinte dal loro ginecologo, assumono farmaci estroprogestinici di sostegno ultimamente rilanciati sul mercato come salvagiovinezza e salute, e infine altre pensano che l’ansia e l’insonnia siano problemi  a se stanti da trattare separatamente e distintamente.

E’ raro che il problema venga considerato nel suo insieme. Durante la menopausa non tutte le persone hanno gli stessi problemi alcune avranno più vampate, altre più insonnia e ansia, altre ancora più dolori, vertigini o cefalea o malessere generico. Il deficit di yin  nella medicina cinese, produce quello che si chiama calore vuoto, responsabile delle vampate ma anche di numerosi altri disturbi come l’ansia, l’insonnia, un aumento della pressione arteriosa  diastolica (la minima per capirci) e della frequenza cardiaca, vertigini e cefalea per fare un esempio o disturbi gastrici per farne un altro.

In realtà curando  le vampate  o altri disturbi insorti per l’appunto non proprio casualmente durante la menopausa attraverso la fitoterapia cinese, si lavora non sul sintomo e basta ma sul calore vuoto, ovvero si nutre la componente yin, di liquidi e sangue.

La diagnosi si farà con la valutazione dei sintomi, con l’ascolto dei polsi oltre che la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca che daranno informazioni  preziose. Una volta individuato il quadro di calore vuoto il trattamento fitoterapico della medicina cinese  lavorerà indirettamente sui diversi disturbi fisici e quindi anche sull’ insonnia, oltre che sugli altri disturbi correlati senza dover ricorrere all’uso di estroprogestinici ne di benzodiazepine.

La fitoterapia cinese, una volta ristabilito l’equilibrio alla base dei sintomi, andrà gradualmente sospesa senza diventare essa stessa un’altra forma di  terapia a vita. Un miglioramento della qualità di vita senza appesantire  a tempo indeterminato il nostro fegato.

In caso di assuefazione alle benzodiazepine ormai ben consolidato, è possibile sfruttare l’effetto dell’agopuntura usato non solo per smettere di assumere sostanze quali la nicotina ma efficace nel disintossicare il corpo da qualunque tipo di droga ivi compresi i farmaci. Il trattamento di agopuntura andrà eseguito con regolarità e tempo variabile a seconda del caso e del tempo di assunzione del farmaco, riducendo molto lentamente il dosaggio delle benzodiazepine  fino alla loro completa eliminazione.

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