Agopuntura - Uno Due Tre
Pagina 1 di 6123456»

Agopuntura

La polivalenza terapeutica

Catherine Bellwald La polivalenza terapeuticaMe l’ha insegnata la Professoressa Morosini questa possibilità di mischiare le tecniche riabilitative a seconda  delle specifiche necessità del paziente trasformando la riabilitazione in una tecnica nuova e soprattutto viva, ricca e in continua trasformazione evolutiva.

Ecco che i cosiddetti puristi Bobathiani, Perfettiani, Mulleriani, Mc Kenziani bravi e preparati certamente nella singola tecnica riabilitativa nulla avevano a che vedere con la nostra possibilità di creare al paziente un programma di esercizi che potesse al meglio stimolare le potenzialità residue come appunto un vestito su misura e non semplicemente una marca seppur famosa e valida.

Oggi a distanza di quasi 30 anni questa possibilità di unire le varie tecniche terapeutiche è nuovamente affiorata nel mio modo di lavorare. Non solo unendo le diverse possibilità di utilizzare e scegliere di volta in volta le svariate tecniche di agopuntura, cranio puntura, abdomino puntura, auricolo puntura, di equilibrio dinamico dei meridiani, di bilanciamento stagionale degli stessi e molte altre; a seconda del caso unisco di volta in volta tecniche che possono essere riabilitative e di movimento articolare da eseguire come lavoro personale a casa tra una seduta e l’altra ma anche durante il trattamento stesso, lasciando il segmento da mobilizzare libero dagli aghi e in comunicazione con gli altri canali a distanza.

E’ possibile nei casi che invece devono lavorare sull’ansia, praticare un rilassamento guidato durante la seduta di agopuntura, ponendo il paziente in ascolto del proprio respiro e dei diversi segmenti corporei da rilassare via via come nella tecnica dello yoga nidra.

E’ inoltre possibile praticare delle visualizazioni mirate ai diversi disturbi,che possono essere svariati: tensione e chiusura alla gola, tensione al basso ventre e allo stomaco e in tutti i dolori. Si guida il paziente alla consapevolezza del proprio potere mentale che non può essere solo negativo e potenzialmente distruttivo ma anche il suo esatto contrario. Imparare l’utilizzo della visualizzazione di una corrente di luce o di acqua fresca veicolata e aiutata dagli aghi a liberare e far scorrere scorie e blocchi presenti nei diversi distretti da trattare diventa uno strumento di cura talora molto più potente di quanto non si possa pensare.

Un lavoro anche questo praticabile dal paziente a casa e in qualunque momento della sua giornata. Una possibilità che se messa in atto con continuità non può che essere un grande aiuto e sostegno terapeutico capace di rendere il paziente indipendente ma soprattutto sempre più a suo agio e partecipe del suo percorso di guarigione.

Una possibilità tutta nuova di utilizzare l’arte millenaria dell’agopuntura senza impoverirla a una singola e sterile tecnica ma piuttosto arrichendola di sfumature e forza attingendo da altre medicine tibetane, indiane ed europee talune estremamente antiche altre provenienti dall’inizio del ’900.

Un sistema questo per creare qualcosa di nuovo attraverso la propria sensibilità e conoscenza senza cercare di ripetere come degli automi robotizzati quello che abbiamo appreso da libri e dai nostri maestri, ai quali saremo sempre eternamente e instancabilmente riconoscenti e grati per  l’inesauribile ricchezza che ci hanno regalato.

Articoli Correlati:

Medicina tradizionale cinese: due curiosi casi di sinusite

Catherine Bellwald Medicina tradizionale cinese: due curiosi casi di sinusite Catherine Bellwald Medicina tradizionale cinese: due curiosi casi di sinusite Recentemente mi sono capitati due casi molto curiosi di sinusite che vale la pena di descrivere per la loro peculiarità.

Il primo caso è un ragazzo di 20 anni con famigliarità positiva per cefalea. Sin da bambino soffriva di crisi cefalalgiche ricorrenti frontali e sovra orbitarie e pollinosi stagionale, in seguito ad un recente episodio influenzale  sviluppa un dolore molto acuto localizzato alla radice del naso. Questo dolore che possiamo definire  continuo  non lo abbandona più neanche di notte per quasi 3 mesi nonostante le diverse cure specialistiche intrapprese.

Esegue diversi cicli di antibiotici e cortisonici, cure termali e in parallelo segue una terapia antistaminica ma senza ottenere alcun beneficio sul dolore che iniziava a compromettere la sua capacità di studiare e il tono del suo umore.

Ad ogni seduta di agopuntura il dolore che veniva registrato inizialmente come VNS 8 scendeva gradualmente e dopo 8 sedute di agopuntura eseguite  due volte alla settimana, il giovane ragazzo finalmente arriva sorridendo dicendo che il dolore è finalmente sparito.

Per me un altro esempio di come i giovani non solo rispondono bene alla terapia con agopuntura ma soprattutto di come la accettano con piacere e senza fare tante moine, rilassandosi completamente e profondamente agli aghi come se l’intelligenza del corpo in loro fosse più viva.

Una comprensione più profonda e naturale non ostacolata dall’inganno della mente e dal continuo desiderio di voler capire soppesare e comprendere con la testa, impedendo al corpo di comunicare la sua esperienza nel presente.

Un secondo caso davvero curioso è stato un paziente in cura con agopuntura per una epicondilite acuta, un programmatore di computer che dopo 6 sedute di agopuntura oltre ad avere un beneficio progressivo sul dolore al gomito mi riferisce un netto miglioramento del suo olfatto compromesso da anni da una forma di sinusite cronica che gli impediva non solo di sentire gli odori ma anche di percepire i sapori.

Dopo questa rivelazione continuo a trattare il gomito e aggiungo qualche ago specifico per la sinusite,  insegno al paziente esercizi di auto-massaggio dei seni paranasali e contemporaneamente prescrivo una ricetta fitoterapia cinese mirata alla sinusite cronica capace di muovere l’energia e il sangue e rimuovere il calore in regione nasale ottenendo una netto miglioramento non solo dell’olfatto ma soprattutto del gusto.

Un esempio questo di come i cosiddetti effetti collaterali positivi dell’agopuntura possano essere   oltremodo soddisfacenti oltre che rappresentare vere e proprie inattese, piacevoli sorprese sia per il paziente che per il suo curante.

Due casi che definirei curiosi e completamente diversi tra di loro ma che mostrano come la medicina cinese sia come agopuntura che come fitoterapia cinese costituisca per la sinusite uno strumento efficace anche in casi poco responsivi alle comuni terapie farmacologiche  o cronicizzati da tempo.

Articoli Correlati:

Agopuntura e fitoterapia cinese nel fibroma uterino

Catherine Bellwald Agopuntura e fitoterapia cinese nel fibroma uterinoIl fibroma uterino è una formazione assolutamente benigna che colpisce il tessuto muscolare dell’utero. Si tratta di uno dei tumori più benigni e più comuni nella popolazione femminile. Un tempo chi ne soffriva veniva sistematicamente operato con isterectomia ovvero con resezione uterina completa non senza provocare disturbi a carico dell’intero pavimento pelvico come il prolasso vaginale  oppure incontinenza urinaria precoce.

Oggi l’isterectomia totale è sostituita quando possibile da interventi di isterectomia parziali e mirati sul tessuto fibromatoso eccedente.  L’intervento chirurgico è consigliato soprattutto nelle donne che presentano voluminosi fibromi oppure in caso di fibromi anche più ridotti ma che potrebbero aumentare nel corso di una gravidanza ingombrando lo spazio fetale.

Non sarebbe a parere di numerosi ginecologi invece indicata l’operazione chirurgica solo per trattare le menorragie ovvero le perdite ematiche uterine troppo abbondanti o troppo prolungate.  Sono frequentissime le donne con fibromi anche piccoli che soffrono di cicli emorragici definiti metrorragie o di cicli mestruali interminabili debilitanti sia per la salute che per il tono dell’umore.

Lo stilicidio contino anche se di poche gocce come la perdita massiccia di sangue sono entrambe responsabili con il tempo di forme più o meno severe di anemia che in fase di premenopausa possono anche peggiorare ulteriormente diventando francamente invalidanti.

La ridotta quantità di sangue e di emoglobina può  influenzare il tono dell’umore oltre che le risposte immunitarie in senso lato e generare non solo stanchezza e spossatezza ma anche patologie di altra natura. Nella medicina cinese poco sangue genera a sua volta una incapacità di controllarne le perdite e quindi una sorta di circolo vizioso anemizzante. Inoltre poco sangue uguale poca energia e poca possibilità di movimento e quindi di circolazione è frequente osservare una sorta di calore vuoto simile a quello della menopausa, con vampate e agitazione; questi disturbi sono di grado variabile a seconda della costituzione dalla paziente.

Correggere questo importante vuoto di sangue  è comunque in qualunque modo lo si voglia vedere  fondamentale per la salute fisica e mentale della donna che ne soffre. La fitoterapia cinese è un ottimo rimedio per facilitare la ricostruzione del sangue e dell’energia persa esistono ricette mirate non solo al vuoto di sangue cronico ma anche al vuoto dovuto a perdite come in questo caso. Inoltre esistono numerose ricette antiche mirate alla circolazione energetica in regione pelvica capaci di limitare la stasi e il ristagno di sangue in utero.

Lo stesso risultalto di potenziamento della sintesi di nuovo sangue e di ridotta predisposizione a perderlo si può ottenere attraverso l’agopuntura e le due terapie fatte simultaneamente sono in grado di allungare il ciclo che tende ad accorciarsi in modo eccessivo spesso sotto ai 21 giorni e limitarne la durata frequentemente superiore ai i 7-10 giorni e la quantità di sangue complessivamente perso.

Esistono infine ricette fitoterapiche specifiche per arrestare l’emorragia uterina in corso e trattamenti di agopuntura mirati anch’essi all’arresto dell’eccessiva perdita di sangue mestruale entrambi applicabili al bisogno.

Il miglioramento dell’emocromo ottenuto con la fitoterapia cinese è riscontrabile in meno di 20 giorni con semplici esami del sangue e a confronto di una terapia a base di  ferro è decisamente più tollerata e più veloce oltre che garante di un risultato più duraturo nel tempo. La paziente si sente subito meglio e meno stanca e con il passare delle sedute di agopuntura il ciclo inizia velocemente a ritornare meno lungo, meno abbondante e meno ravvicinato al precedente.

Sono in pochi i ginecologi a considerare queste terapie  di supporto che possono invece se fatte correttamente  limitare l’uso di terapie farmacologiche poco tollerate e soprattutto evitare l’intervento chirurgico in particolare nei fibromi di piccola dimensione e quando ormai manca poco all’arrivo della menopausa e  quindi alla cessazione dei sintomi mestruali.

E’ infine giusto considerare che questa possibilità  terapeutica non agisce solo sui sintomi ma se prolungata per un tempo sufficientemente lungo può ridurre  le dimensioni dei fibromi o quanto meno di limitarne l’evoluzione e questi dati sono riscontrabili facilmente con semplici controlli ecografici che anche il ginecologo più dubbioso non potrà che confermare.

Strumenti antichissimi creati per le donne e a disposizione delle donne, che le donne dovrebbero conoscere per sentirsi più libere.

 

Articoli Correlati:

Perché non curare l’insonnia con l’agopuntura?

Catherine Bellwald Perché non curare linsonnia con lagopuntura?L’insonnia una volta veniva collocata prevalentemente come disfunzione della sfera psichica. Dalla fine dell’ottocento alla prima metà del novecento la psicologia studiava fervidamente il mondo onirico con il suo maestro e pioniere il Dott Freud.

Oggi l’inquadramento del disturbo del sonno è completamente diverso e molto più esteso, esistono medici specializzati unicamente in questo specifico settore  della medicina neurologica e cliniche o centri interamente dedicati a questo disturbo diffusissimo che si considera largamente sottovalutato, sottostimato e non sufficientemente trattato.

Infatti chi soffre di insonnia  continua ad attribuirne  significati e motivazioni prevalentemente alla sfera psicologica oppure considera di avere questa caratteristica costituzionale senza potervi porre rimedio alcuno. Nel moderno inquadramento dei disturbi del sonno esistono diverse possibili cause biochimiche molto varie e diversificate tra di loro.

A partire dai disturbi respiratori come le comuni sindromi ostruttive, a problematiche circolatorie o cardiache come i disturbi del ritmo cardiaco, alterazioni ormonali come nella menopausa, cause farmacologiche derivanti dall’uso di farmaci come i diuretici, gli antipertensivi, gli antidepressivi, la dopamina e molti altri che possono modificare il sonno.

L’insonnia viene in un certo senso inquadrata come un alterato equilibrio  del complesso network biochimico umano. Qualunque sostanza farmacologica e molteplici quadri sindromici in un certo senso sono in grado di causare uno squilibrio tale da generare un disturbo del sonno che può essere transitorio, ricorrente o cronico.

Ecco che la sistematica assunzione di un ipnotico non è più raccomandata ma spesso procrastinata e se possibile limitata al minimo perché genera dipendenza fisica e non solo psichica; è come se la molecola di benzodiazepina a lungo andare generasse essa stessa insonnia!

Pertanto l’insonnia deve essere trattata perchè altera fortemente il piacere della vita in senso lato: la capacità lavorativa, la possibilità di far fronte lucidamente al pericolo e alle difficoltà quotidiane, il desiderio sessuale sono solo un esempio delle sue  implicazioni secondarie.

Possiamo dire che essa stessa genera un alterato equilibrio biochimico umorale e ormonale a sua volta causa di ulteriori patologie come l’ipertensione per esempio o l’ipotiroidismo  ma anche la depressione e l’ansia che possono essere le figlie di un insonnia e non solo la causa!

E’ piuttosto complicato considerare in modo completo le migliaia di interrazioni interne di uno squilibrio biochimico quando si manifesta.  Non solo emozioni che definiamo negative  ma anche abitudini alimentari, farmacologiche e comportamentali oltre che costituzionali ovviamente possono essere tutte la causa prima di un squilibrio che una volta generato difficilmente siamo in grado di  reimpostare al tavolino senza squilibrarlo ulteriormente.

Questo nuova estesa consapevolezza della nostra complessità biochimica è un grande passo avanti della medicina moderna che incredibilmente si avvicina alla medicina tradizionale cinese che da sempre considera una disfunzione come il risultato di patologie e disfunzioni completamente diverse e apparentemente non collegate tra di loro.

Il network biochimico in realtà è la controparte fisica della complessa rete energetica che collega i diversi organi e meridiani tra di loro. Meno abitudini scorrette riusciamo a costruire, meno farmaci riusciamo ad assumere in modo continuativo e meno alteriamo questo sensibile sistema interno che ci compone.

Ecco che non solo le indicazioni sull’orario di assunzione di molti farmaci e  il dosaggio mirato di alcuni di essi possono fare la differenza ma anche la possibilità di considerare l’agopuntura come una cura che lavora sull’intero sistema biochimico-energetico cercando il suo equilibrio e non solo sulla singola funzione alterata.

Una cura quella dell’agopuntura oggi un pò snobbata da molti medici specialisti che non la conoscono se non per sentito dire ma che rappresenta in realtà un modello di cura ottimale per le nostre nuove acquisizioni scientifiche perché interagisce con il network biochimico senza sbilanciarlo ma riportandolo verso il suo normale equilibrio.

 

Articoli Correlati:

Agopuntura Ospedale Sacco di Milano: nuovo ambulatorio

Catherine Bellwald Agopuntura Ospedale Sacco di Milano: nuovo ambulatorioIn attesa di ottenere approvazioni dai vertici dirigenziali e amministrativi sulle  proposte di studi scientifici nel campo delle medicine complementari organizzate e dirette dalla dottoressa Antonella Sparaco, il nuovo ambulatorio di libera professione in agopuntura e medicina cinese è iniziato con successo per ora con il lunedì ad orario continuato dalle  11 alle 19  circa per favorire i lavoratori che in questo modo  non dovranno chiedere permessi speciali per uscire dal lavoro in tempo utile.

Le nuove tariffe sono state aggiornate ma restano comunque ridotte rispetto al servizio e al tipo di trattamento erogati oggi in esclusiva libera professione.

E’ corretto avvisare  i pazienti che ogni seduta può variare  volta per volta a seconda della situazione raggiunta e che si tratta di un trattamento di agopuntura completo e personalizzato della durata minima di 60 minuti ( talora anche 90) e non un protocollo ripetitivo di 2/5 aghi per orecchio per 30 o 45 minuti come  in alcuni protocolli preconfezionati.

Ogni seduta di agopuntura permette di interagire con il medico e  lavorare insieme con dei progetti comuni di trattamento che possono includere l’eventuale  modificazione della terapia farmacologica o fitoterapica, il controllo e l’aggiustamento di esercizi mirati e di manovre di autotrattamento da eseguire a casa oppure la verifica e la stimolazione alla prosecuzione dei difficili ma necessari cambiamenti di abitudini posturali e alimentari.

L’obiettivo, con il passare del tempo, è quello di trasferire un po’ alla volta al paziente nel corso delle  varie sedute strumenti di autotrattamento, di controllo e di ascolto personale che consentano di allungare i tempi tra una seduta e l’altra,  creando da un lato un’autonomia nella gestione del proprio benessere e dall’altro una spesa non solo equa ma sempre più sostenibile.

Articoli Correlati:

Agopuntura per trattare l’ansia

Catherine Bellwald Agopuntura  per trattare lansiaL’ansia è una parola divenuta di uso quasi comune. Questa sindrome (appunto definita “sindrome ansiosa” in quanto contiene un corollario di possibili e diversificati sintomi piuttosto svariati che vanno da quelli fisici come il mal di stomaco a quelli più psicologici come il timore del futuro), con l’inizio  e lo svilupparsi della psicologia era esclusivamente di pertinenza psicologica.

Oggi dopo quasi 100 anni sono comparse a fianco degli psicologi diverse scuole di pensiero e di coaching intese come educazione al corretto modo di porsi di fronte al proprio vissuto e a ciò che ci accade nel presente.

Sono moltissimi i farmaci ansiolitici  usati, che oggi vengono prescritti nella maggioranza dei casi dal  medico di base per fronteggiare diversi disturbi correlati all’ansia a partire dalla categoria dei giovanissimi fino agli ultraottantenni passando ovviamente da uomini e donne di media età.

Le molecole più conosciute e dibattute sono le benzodiazepine o BZN definite appunto ansiolitici. Questi farmaci sono entrati nella pratica clinica negli anni 50 e tutt’ora sono considerati estremamente efficaci per ridurre i disturbi ansiosi.

Sono però moltissimi gli effetti collaterali attribuiti a queste molecole; in primis la loro nota capacità di creare dipendenza, come di molti farmaci se ne raccomanda l’esclusivo utilizzo a breve termine. Per questo motivo oggi i farmaci più usati sono preferibilmente antidepressivi ad azione ansiolitica utilizzati a lungo termine .

Tutti sanno peraltro che i disturbi psicologici non durano pochi mesi, non a caso anche le terapie psicologiche vanno avanti anni. La casistica dei pazienti ansiosi che vedo più frequentemente è formata da persone in terapia da anni con farmaci e psicoterapia che di solito arrivano per risolvere disturbi apparentemente fisici, pazienti ansiosi che non hanno mai assunto farmaci e che non vogliono assumerli, pazienti ansiosi con molteplici problemi fisici che focalizzano la loro mente unicamente sui disturbi fisici.

Inutile dire che i pazienti che più velocemente risolvono i disturbi ansiosi sono quelli che arrivano a capire in primo luogo di essere tali, vogliono quindi limitare i farmaci, se possibile farne a meno e, nel caso migliore, non assumerli affatto. Questi soggetti con poche sedute di agopuntura, in media dalle 6 alle 10, cambiano radicalmente perchè hanno per così dire un disturbo non strutturato nel corpo fisico.

Ecco che l’ideale sarebbe prescrivere il farmaco ansiolitico e immeditamente iniziare il più presto possibile la terapia con agopuntura; questo consentirebbe di limitare al minimo l’assunzione del farmaco ansiolitico togliendolo e sostituendolo il più velocemente possibile con una terapia più naturale  e con semplici consigli comportamentali. Solo nei casi più complessi che devono elaborare un vissuto e che hanno un atteggiamento evidentemente non sano sarà indispensabile associare un lavoro psicologico di sostegno di gruppo o individuale.

Per tutti gli altri che invece hanno strutturato disturbi fisici veri e propri e che di solito tendono a cronicizzare nel tempo l’agopuntura è un grande aiuto per ristabilire un equilibrio ma necessita di un trattamento a lungo termine che dovrebbe essere inserito in un lavoro multidisciplinare in grado di lavorare sul corpo e sulla mente in modo coordinato, sfruttando all’interno della seduta di agopuntura anche tecniche di respirazione e di rilassamento guidato che faciliteranno il raggiungimento di un nuovo equilibrio psicofisico.

 

Articoli Correlati:

Ernia Iatale, agopuntura e fitoterapia: la cura secondo la medicina tradizionale cinese

Catherine Bellwald Ernia Iatale, agopuntura e fitoterapia: la cura secondo la medicina tradizionale cineseUn argomento questo dell’ernia iatale molto frequentemente discusso ma dove a mio parere restano enormi lacune e  informazioni parziali talora anche decisamente fuorvianti.

Alcuni giorni fa una mia paziente che appunto soffre di ernia iatale mi parlava come se la sua condizione fosse definitiva, una sorta di patologia  permanente e senza possibile terapia al di fuori della correzione chirurgica.

Facciamo due passi indietro: per ernia si intende la dislocazione di un tessuto organico in una sede non fisiologica; in quasi tutte le altre forme di ernia in effetti non vi è la possibilità del ritorno in sede in assenza di un intervento chirurgico. Un’ernia discale per esempio è caratterizzata dalla fuoriuscita del nucleo polposo presente nel centro del disco intervertebrale; una vuolta fuori questa parte tende a degenerare e non può in nessun modo ritornare nel centro; è come la marmellata di una brioche: se schiacciando la marmellata è uscita, non vi è modo di rimetterla dentro!

Nel caso di un’ernia ombelicale o inguinale si tratta di un cedimento della parete muscolare addominale con tendenza alla fuoriuscita, seppur contenuta dalla parete interna, di una piccola parte dell’intestino; anche in questo caso una volta che la parete è ceduta per forza di gravità il contenuto dell’addome tenderà sempre a uscire come quando una gomma si consuma molto in un punto e lascia che la camera d’aria si intraveda e possa anche sporgere con i rischi che ne possono derivare.

Nel caso dell’ernia iatale lo stomaco risale verso l’alto ovvero contro la fisiologica gravità! Certamente il suo dislocamento in mediastino può far si che lo iato esofageo si allarghi e per così dire diventi più consenziente, ma in assenza delle cause patologiche che per così dire spingono lo stomaco verso l’alto questo disturbo soprattutto se in fase iniziale e di piccole dimensioni può regredire anche totalmente.

Per la medicina cinese lo stomaco dovrebbe  avere un’energia che scende verso il basso; la nausea,  il gonfiore con eruttazioni, il reflusso e ovviamente la risalita dello stomaco verso l’alto sono tutte forme di un energia patologica controcorrente chiamata genericamente “qi ni”.

Lavorando in modo mirato sullo stomaco con l’agopuntura e la fitoterapia e non solo con indicazioni dietetiche è possibile agire direttamente sulle sue varie forme di disfunzione. Genericamente si dice che lo stomaco soffre più frequentemente di forme da pieno ovvero di calore; ecco perchè le indicazioni dietetiche sono importanti anche se insufficienti nei quadri conclamati di calore pieno dello stomaco.

Il calore prolungato e altre cause possono poi generare con il tempo un ulteriore problema definito “deficit della componente yin” che difficilmente potrà regredire con la sola dieta ma esistono numerose ricette di fitoterapia cinese specifiche per questo particolare disturbo  in grado di ripristinare l’equilibrio di questo importante viscere che si pone al centro della digestione e al centro del nostro corpo.

La milza che è l’organo che si accoppia con lo stomaco formando la coppia organo-viscere milza-stomaco invece dal canto suo soffre più frequentemente di forme da vuoto: la stanchezza, le rimuginazioni mentali e le preoccupazioni possono esaurirla. Lo stress è considerato come un fattore diretto di disfunzione della coppia milza-stomaco; si dice che il legno  controlla in modo eccessivo la terra, aggredendola.

I disturbi quali reflusso gastoesofageo con conseguente esofagite ovvero infiammazione della parete dell’esofago data dai succhi gastrici che in quella sede non dovrebbero trovarsi, la gastrite cronica data da un eccesso di secrezione gastrica e deficit digestivi non sono in questa ottica da considerare come delle conseguenze dell’ernia iatale ma piuttosto come un unico disturbo, tutti sintomi di una coppia milza- stomaco  che non funziona nel modo corretto ma che, adeguatamente trattata da medici esperti nel settore, può ritornare in equilibrio e alla sua fisiologica funzionalità digestiva che si dirige del tutto naturalmente verso il basso.

Ripristinando una funzionalità digestiva sana tonificando la milza quando in vuoto e calmando e pacificando lo stomaco quando in pieno questo viscere può sgonfiarsi, rilassarsi e riposizionarsi  nella sua fisiologica sede scivolando semplicemente verso il basso. A meno che il disturbo non sia ovviamente molto esteso e cronicizzato da tempo.

Una possibilità terapeutica che a mio parere vale la pena di affrontare anche perchè lo stomaco spingendosi attraverso lo iato esofageo  in regione mediastinica può causare problemi anche severi; tachicardia e alterazioni del ritmo cardiaco, senza parlare del possibile dolore epigastrico che può arrivare a mimare un infarto del miocardio con tutta l’ansia e lo shock che il paziente può vivere e le cure mediche di urgenza che devono necessariamente essere erogate in queste frequenti sintomi acuti.

L’agopuntura e la fitoterapia cinese se ben mirate allo specifica diagnosi di medicina cinese  lavorano non solo sui diversi sintomi ma sono in grado di ripristinare la normale funzione della coppia stomaco milza mettendola in equilibrio con il resto dell’organismo, una medicina questa che dovrebbe come il nome che ha essere complementare alle normali cure  farmacologiche soprattutto in questi casi.

Articoli Correlati:

Perchè le vampate aumentano in questo periodo?

Catherine Bellwald Perchè le vampate aumentano in questo periodo?In questa ultima settimana molte donne in menopausa lamentano un aumento dei disturbi in particolare delle vampate, inoltre ho evidenziato anche un aumento dei sintomi ansiosi e di disagio psichico nei pazienti emotivamente più fragili.

Ma come si spiega questo fenomeno? Per il calendario cinese siamo usciti definitivamente dalla stagione invernale ovvero dall’elemento acqua passando dall’elemento terra definita un segmento della quinta stagione in transizione dall’inverno alla primavera.

Ora nell’elemento acqua-inverno e terra in transizione dall’inverno alla primavera domina il freddo e in particolare il freddo umido. Dobbiamo inoltre considerare che sia l’acqua che la terra sono entrambi  elementi in grado di spegnere il fuoco.

I disturbi della vampate ma anche i disturbi ansiosi sono in realtà considerati dalla medicina cinese come dei fuochi. Nel caso delle donne in menopausa si tratta di un fuoco definito vuoto ovvero secondario a un deficit di yin che esalta la qualità calda dello yang per mancanza del suo bilanciamento fisiologico. Nei casi di ansia o attacchi di panico ci può essere  un fuoco vero causato da eventi stressogeni che può colpire gli organi considerati appartenenti all’elemento fuoco, cuore e pericardio.

Il passaggio in primavera significa passaggio all’elemento legno, caratterizzato dall’elemento atmosferico vento. Ora sia il legno che il vento possono solo alimentare il fuoco anche quando questo è sopito. E’ solo la prima settimana di primavera ma quasi tutte le mie pazienti sensibili e in menopausa hanno risentito di una variazione anche se lieve delle vampate, dei disturbi del sonno e dell’ansia.

Un esempio di come la stagione che cambia non è solamente percepibile dalle vistose modificazioni climatiche; fa ancora freddissimo e la primavera sembra ancora un miraggio e un sogno che tutti aspettiamo ma il nostro corpo così come il regno animale e vegetale non aspettano il 21 marzo per esprimere i cambiamenti di questa nuova e amata stagione .

Gli alberi non hanno forse già messo tutte le gemme in bella mostra? Gli uccellini e sicuramente anche cani e gatti  hanno  già iniziato a ad essere più attenti  agli odori e al richiamo dell’altro sesso! E anche noi risentiamo delle modificazioni soprattutto in alcuni casi dove sintomi di calore-fuoco sono presenti o nascosti .

In questo caso come prima raccomandazione è utile non alimentarsi con cibi caldi come carne e crostacei ma preferire pesce, verdure e frutta, evitare il caffé e il vino rosso e ovviamente la cioccolata oltre a cercare situazioni emozionali più distese e meno conflittuali.

Sono estremamente utili trattamenti mirati di agopuntura e di fitoterapia fatta da medici specializzati in fitoterapia e non in autoprescrizione per prepararsi al meglio alla stagione estiva.

 

 

Articoli Correlati:

Agopuntura all’Ospedale Sacco di Milano: progetto di ricerca scientifica

Catherine Bellwald Agopuntura allOspedale Sacco di Milano: progetto di ricerca scientificaSperiamo venga approvato a breve dalla Regione Lombardia un nuovo progetto di ricerca scientifica presentato oggi sul dolore poliarticolare, con il quale desideriamo partecipare come  medicina complementare con un gruppo di pazienti  da trattare con sedute settimanali di agopuntura a fianco ad un gruppo seguito con trattamenti ayurvedici e un ultimo gruppo seguito con terapia farmacologica classica.

Da un lato ci rallegra il poter offrire gratuitamente i trattamenti ad un numero speriamo significativo di pazienti che non dovranno mettere tasca al loro portafoglio per ricevere un ciclo di sedute di agopuntura e dall’altro contiamo direi ambiziosamente di dimostrare che l’agopuntura può essere una valida alternativa di trattamento in quei pazienti definiti multitrattati e complessi.

Cercheremo di dimostrare che il trattamento con agopuntura nei pazienti anziani con patologie multiple non solo ha un senso ma è un valido sostegno terapeutico sul quale poter contare a costi relativamente ridotti.

Useremo l’azione antalgica dell’agopuntura per trattare i dolori, consapevoli di lavorare su una patologia degenerativa cronica definita artrosi polidistrettuale con la visione da un lato di sfruttare la nota liberazione di sostanze endorfiniche per agire sulla percezione del dolore e dall’altra per  rallentare anche se in modo forse impercettibile il processo degenerativo a carico delle cartilagini articolari, fornendo alle diverse aree da trattare una migliore circolazione sanguigna e quindi un miglior trofismo tessutale.

Siamo consapevoli che in molti pazienti già affetti da altre patologie la componente di dolore  aggrava sempre quello che in riabilitazione possiamo definire il potenziale di salute, ovvero riduce il tono dell’umore, l’autonomia funzionale e conseguentemente lo stato del paziente nel suo insieme.

Inoltre il dolore produce a sua volta una sorta di disadattamento posturale generando una componente dolorosa su base muscolo tensiva che aggrava la situazione complessiva di disagio e dolore.

Ci proponiamo due obiettivi: il primo è quello di migliorare la percezione di benessere riducendo al minimo l’assunzione di farmaci e dei loro ben noti effetti collaterali e i costi sanitari legati appunto alla sintomatologia dolorosa ingravescente riduceno quindi  visite specialistiche, terapie fisiche, ricoveri riabilitativi e prescrizioni.

Il secondo obiettivo forse un po’ ambizioso  al quale però teniamo molto è quello di dimostrare che oltre al miglioramento della sintomatologia dolorosa i pazienti potranno beneficiare di quelli che chiameremo “effetti collaterali positivi dell’agopuntura”.

Per la medicina cinese molti organi sono collegati al di là della loro vicinanza  fisica o funzione biochimica fisiologica, si dice che l’agopuntura può lavorare sulla radice del disturbo detta “ben” e non solo sul suo “ramo” inteso come manifestazione chiamata “biao”. Quello che accade nella pratica clinica è che dopo un ciclo di agopuntura i pazienti molto spesso migliorano sintomi non trattati direttamente ma indirettamente come la tosse stizzosa, l’insonnia, l’ansia, la capacità digestiva, la stitichezza, solo per fare alcuni esempi.

Inoltre l’agopuntura, a differenza delle classiche terapie fisiche, è un trattamento globale e non solamente locale, gli aghi possono lavorare contemporaneamente su un dolore alla spalla e un dolore all’anca senza bisogno di separare i trattamenti in due distinti, ne consegue che per dolori multipli non serve un trattamento per ogni singolo dolore.

Questa differenza va a nostro parere sottolineata considerando il benessere complessivo del paziente politrattato e multi compromesso e il vantaggio che anche economicamente questa metodica potrebbe fornire per il trattamento e la cura di questi pazienti che abitualmente consideriamo di difficile gestione.

Articoli Correlati:

Agopuntura per trattare e agire sul presente

Catherine Bellwald Agopuntura per trattare e agire sul presenteSuccede molto frequentemente che il paziente in corso di  una seduta di agopuntura fatta per trattare uno specifico disturbo non faccia menzione alcuna dello stato fisico o mentale nel quale si trova quando non apparentemente collegato al suo disturbo primario.

Per esempio se un paziente che viene seguito per una cefalea  avverte mal di schiena oppure uno stato influenzale o altri sintomi non collegati alla sua cefalea è molto frequente che segnalerà i diversi disagi da lui considerati non attinenti, solo alla fine della sua seduta di agopuntura.

Penso che non ci sia niente di più sbagliato; il paziente va trattato nel presente ovvero facendo riferimento ai disturbi che avverte e alla situazione che vive in quel preciso momento, fosse anche uno stato ansioso o depressivo legato a un litigio oppure a una cattiva notizia, uno strappo muscolare legato a un recente sforzo per spalare la neve come a un mal di gola da possibile stato influenzale.

Sono tutte informazioni utili per eseguire un trattamento che segua il presente e che sia personalizzato al paziente già noto per le sue problematiche  ma anche  alla situazione contingente. Se da un lato ogni seduta di agopuntura non può essere una nuova visita è vero anche il suo contrario ovvero ogni seduta non dovrebbe essere  eseguita meccanicamente come una batteria di agopunti da applicare in serie in modo acefalico e ripetitivo.

Bastano poche informazioni che si possono raccogliere in meno di 5 minuti, modificando di conseguenza il singolo trattamento.  Possono cambiare il numero di aghi  per trattare uno specifico disturbo, aggiungersene altri mirati ad altre situazioni contingenti, possono cambiare i tempi del trattamento accorciandosi in caso di marcata stanchezza o debilitazione fisica oppure allungarsi in caso di dolore acutizzato.

L’agopuntura è un trattamento globale di armonizzazione complessiva: essa non agisce solo su una sede specifica del corpo ma su tutto il complesso psicofisico del paziente inserito nel suo tempo e viceversa. Essa è tanto più efficace quanto più si adatta alle esigenze concrete e reali di quello specifico paziente inserito in uno specifico contesto temporale. Non è un caso se il mio maestro, il Dott.  Tan, considera come estremamente efficace il trattamento stagionale ovvero la scelta dei punti non solo collegati alla sede del dolore e alla specifica disfunzione organica ma anche alla stagione in corso.

Si può dire che l’agopuntura cura il presente e necessita per agire al suo meglio di una presenza da parte di chi la esegue e di chi la riceve. Come anticamente si diceva: “Pianta un palo e guarda l’ombra” questo è un principio di terapia indispensabile per orientarsi nel trattamento rendendolo dinamico ed incredibilmente più efficace.

 

 

Articoli Correlati:

Agopuntura: un caso di dispepsia severa in gravidanza

Catherine Bellwald Agopuntura: un caso di dispepsia severa in gravidanzaSono molti i colleghi agopuntori in Italia che non amano pungere le donne in gravidanza soprattuttto nei primi mesi. Tutti sanno che le prime  8 settimane sono delicate. La mia collega ginecologa afferma che la gravidanza da molti medici viene vissuta quasi come una malattia, dove ogni più piccola decisione anche di normale buon senso viene relegata esclusivamente allo specialista ginecologo.

Il caso che vado ad esporre è quello di una giovane donna di 29 anni, che arriva nel mio studio in 14° settimana dopo 5 settimane di dispepsia severa ovvero caratterizzata da fortissima scialorrea, frequenti episodi di vomito in media 8-9 al giorno e ben 3 ricoveri ospedalieri eseguiti per  vomito incoercibile alla terapia farmacologica.

Al suo primo incontro arrivava accompagnata dal marito e dalla madre e sembrava sconvolta e impaurita. Portava con se un sacchetto dove sputava la saliva ripetutamente, senza mai deglutire. Il viso era molto pallido, segnalava anche grande stitichezza estrema debolezza fisica e insonnia. Oltre che un evidente ansia per il futuro del suo bambino che aveva cercato da tempo.

Già dalla prima seduta di agopuntura durata solo 30 minuti la paziente si staccava a fatica dal suo sacchetto, ma si alzava con molta meno nausea e salivazione e più sollevata.

Alla seconda seduta arrivava ancora con il “sacchetto sputacchiera” ma non lo usava quasi più, segnalava di non aver avuto nessun episodio di vomito negli ultimi 3 giorni successivi alla nostra seduta e di aver finalmente mangiato qualcosa.

Alla terza seduta arrivava senza sacchetto e con passo molto più sicuro di sé accoglieva il trattamento con grande piacere e raccontava di avere appetito e di iniziare a sentirsi bene. Regredite anche la stitichezza e l’insonnia.

Alla quarta e ultima seduta la paziente decideva di raggiungere sua madre in Calabria, entrava in studio con sicurezza esibendo il suo pancino che iniziava a vedersi.

Sono assolutamente sicura dell’effetto equilibrante dell’agopuntura su nausea e vomito, non solo per la presenza di lavori scientifici a riguardo ma proprio come esperienza personale. Inoltre mi stupisco sempre per la impareggiabile efficacia dell’agopuntura sulle donne in gravidanza. Quello che normalmente ottengo in 6 sedute si raggiunge in 1 seduta.   In 3 sedute mediamente il risultato è quasi consolidato.

Come sensazione intuitiva trattare una donna in gravidanza è come  indicare a una persona agitata che corre in cerchio in una stanza senza sapere dove andare quale è la strada da prendere o la porta da varcare e vedere lei da sola che fa il resto. Una conferma a pare mio non tanto dell’aspetto suggestivo e dell’effetto placebo attribuito spesso erroneamente all’agopuntura quanto del fatto che stiamo veramente lavorando con l’energia e con che energia!

L’energia potenziale per eccellenza, l’energia della creazione,  che si creda in qualcosa di sovraumano o no, possiamo considerarla come il massimo dell’energia. Lavorare con essa è molto facile perchè possiede una sua intrinseca forza e intelligenza. La futura mamma poi lo sente e lo capisce senza che  le si spieghi alcunché.

Ecco che la giovane mamma titubante al nostro primo incontro non aveva dubbi sul ritornare finchè non si fosse sentita a posto. Lo leggevo nei suoi occhi anche se la comunicazione verbale non era stata fatta.

Prima di congedarla però essendo la paziente una infermiera di sala operatoria assunta all’ospedale la pregavo di informare il ginecologo che la aveva seguita in precedenza che il successo del nostro trattamento  non era da attribuirsi a un fenomeno psichico ma fisico, legato all’energia della vita che portava dentro e che questa da adesso in poi si sarebbe manifestata sempre più.

Fu a quel punto che la futura mamma cambiò espressione del volto e mi confidò che durante i ricoveri ospedalieri era stata seguita da una psicologa che aveva attribuito l’intera sua dispepsia a un rifiuto della nascita. Questi colloqui e per così dire aiuti psicologici l’avevano ovviamente buttata in uno sconforto e senso di colpa ancora maggiore essendo lei convinta sinceramente di desiderare la nascita di suo figlio.

Una conclusione facile da trarre questa del rifiuto psichico ma assai frustrante per chi la vive considerato poi il fatto che non migliora affatto il disturbo. Secondo la  medicina cinese inoltre l’iperemesi gravidica ha tutta una sua connotazione nosografica funzionale. Per essere semplici  è  riconducibile  a una sorta di  momentaneo squilibrio energetico interno tra diversi organi, fra cui rene, fegato e milza.

Non è la prima volta che non capendo alcuni sintomi fisici la medicina occidentale li considera squisitamente di pertinenza psichica. L’arto fantasma ne è un  caso evidente: per anni è stato considerato solo psichico e ancora oggi la terapia di molti dolori viene trattata con farmaci usati anche per trattare nevrosi e disturbi della personalità. Meno male che in gravidanza i farmaci sono quasi tutti vietati e limitati al minimo, resta forse l’unica branca della medicina che non desidera trovare farmaci sui quali fare lavori scientifici, in caso contrario non oso pensare quali sarebbero state le possibili prescrizioni.

Peccato che si consideri ancora poco scientifica l’agopuntura nonostante siano crescenti i lavori presentati in ambito clinico a forte sostegno e nel contempo strano che alla stessa stregua non si consideri altretanto poco scientifico l’approccio psicologico che invece viene proposto. Ritengo che in un caso di iperemesi severa come questo, forse sia giusto porsi il dubbio se non sia maggiore il rischio abortivo di aspettare la 14 settimana per eseguire l’agopuntura piuttosto che farla il prima possibile.

Articoli Correlati:

Agopuntura per trattare gli incubi e non solo

Catherine Bellwald Agopuntura per trattare gli incubi e non soloDa anni sento dire dai miei pazienti non solo che dormono di più ma che dormono meglio dopo le sedute di agopuntura. Non cambia quindi solamente la durata ma soprattutto la qualità del sonno che viene percepita come più profonda e piacevole.

E’ recentissimo il caso di una mia paziente che dopo sole 6 sedute di agopuntura eseguite per migliorare la sua fertilità in preparazione di una inseminazione assistita riferisce non solo di sentirsi molto più tranquilla e serena ma soprattutto di non soffrire più dei ricorrenti incubi o sogni  di angoscia e di tensione di cui soffriva in modo quasi costante.

In particolare sognava sempre un cane che mordeva i suoi cari o situazioni di pericolo e di forte stress che al mattino le lasciavano sempre una sensazione sgradevole che ci metteva un bel po’ ad allontanarsi dal suo pensiero. La medicina omeopatica associa un prodotto a questo tipo di sogno ricorrente ( se non mi sbaglio patognomonico per l’arnica) mentre la medicina cinese attribuisce a hun l’intero mondo onirico.

Dai testi classici si legge “Hun di giorno vive negli occhi, di notte risiede nel fegato; quando vive negli occhi esso vede, quando dimora nel fegato esso sogna“. Interessante non credete? E’ come se lo hun fosse una capacità dell’uomo di avere una visione. Dove visione corrisponde non solo all’atto di vedere ma anche di saper cogliere, intuire, percepire  ben al di là delle forme e dei colori ma nel loro profondo significato. Ecco che di giorno sapremo con uno sguardo capire una situazione e di notte con un sogno potremmo intuire messaggi più profondi. Questo ovviamente solo quando siamo in completa armonia e salute ovvero quasi mai.

Leggiamo sempre dai classici che “Lo hun segue lo shen, se lo shen non è tranquillo, integrato, ben radicato, lo hun va errando“; lo Shen è qualcosa di difficile da tradurre ma potremmo considerarlo come strettamento collegato con la vitalità e con la spiritualità  e con tutto quello che attiene al pensiero creativo. Ecco che i francesi e gli americani lo traducono in “ésprit“  e “spirit“  ovvero spirito e gli anglossassoni in “mind“  cioè mente. Lo shen risiede nel cuore e si esprime con le emozioni, ma allo stesso modo governa l’intelligenza, la consapevolezza, il pensiero lucido e la coscienza,  funzioni queste abitualmente ritenute essere confinate nella mente.

Potremmo considerare lo Shen come l’intelligenza del cuore oppure come a me piace pensare l’intelligenza del corpo dove per corpo si intende un tutto collegato con il tutto. Pensate che dai testi si diceva che un medico abile è colui che è in grado di vedere lo shen del suo paziente e che non è possibile curare un paziente se non possiede shen. Potremmo disquisire a lungo intellettualmente e filosoficamente sulle molteplici funzioni, significati e relazione dello shen. Ma quello che è importante cogliere è che ognuno di noi deve curarsi di quest’aspetto non solo quando si ammala ma sempre perchè lo shen è collegato con l’energia, il sangue e gli organi tutti.

L’uomo percepisce di essere malato solo quando i suoi sintomi si aggravano, ma la sua condizione di non completa salute o se volete armonia lo accompagna quasi sempre anche se in modo del tutto inconsapevole. Vedete in questo modo il concetto di prevenzione significa di già curarsi, muoversi verso una maggior armonia ed equilibrio.

La qualità del sonno è  importante tanto quanto la sua quantità per ogni individuo. Svegliarsi in modo irrequieto e ancora stanchi è già un sintomo che dovrebbe far suonare un campanello di “allarme salute”. Non dobbiamo aspettare di non dormire per andare  cercare delle soluzioni. Pensate poi che ci sono persone che vivono anni di insonnia prima di cercare una cura afarmacologica.

Questo in parte succede perché dalla medicina classica la cura è sempre a base di ansiolitici  a cui  mediamente si preferisce non ricorrere per non diventarne dipendenti oppure si ricorre  alla psicoterapia e a maggior ragione finchè non esistono sintomi psichici decisamente più importanti di solito si evita e spesso anche lo stesso psicologo ci dirà “ma cosa è venuto a fare da me?”oppure inizierà con l’interpretazione dei sogni a dare delle possibili spiegazioni che molto spesso troveremo solo sensate.

Invece dobbiamo imparare ad ascoltare e riconoscere che il nostro sonno turbato o non ristoratore ci segnala un disagio che deve essere corretto. L’agopuntura è un ottimo strumento per pacificare il fegato, ma anche per armonizzare i diversi organi tra di loro; il corpo  riuscirà allora a dare alla mente e alla nostra intelligenza del cuore degli spunti per ripartire e adattarsi al nuovo. Un trattamento quello dell’agopuntura che non agisce attraverso  la mente ma attraverso l’intelligenza del corpo.

Ricercare le proprie radici, nutrire il proprio cuore di emozioni positive, collegarsi a un sentire  più ampio ed esteso non confinato nella nostra piccola testa ma a qualcosa che trascende la natura squisitamente materiale, questo è già curarsi. Allentare le corde della mente e tendere le corde del cuore diceva ancora Osho. Un’ottima ricetta universale che ognuno può cercare di realizzare nel modo più congeniale.

Articoli Correlati:

La medicina cinese e la saggezza del corpo: uno per tutti, tutti per uno

Catherine Bellwald La medicina cinese e la saggezza del corpo: uno per tutti, tutti per unoQuale è l’organo più importante del corpo? Tutti risponderanno: il cuore! In effetti un corpo senza un cuore ben funzionante è morto o destinato a vita breve!

Il cuore è fondamentale per la vita, ma a ben guardare anche il rene pur essendo doppio può essere indispensabile se consideriamo la funzionalità renale un’unica entità, così la funzionalità polmonare, e quella epatica.

L’unico organo della medicina cinese che si potrebbe considerare non fondamentale per la sopravvivenza è la milza ma essa non va  intesa come organo ma come l’insieme delle capacità digestive e quindi come un insieme di sistemi localizzati in diversi distretti fisici assolutamente fondamentali per il nutrimento del corpo.

In sintesi ognuno di questi cinque organi o funzioni organiche è fondamentale per il corpo. Ritornando al cuore semplicisticamente potremmo considerare che ogni organo e tessuto serve a far funzionare bene il cuore e il cuore serve a far funzionare bene tutti gli organi e tessuti dell’intero corpo. Un sistema dove non esiste un concetto di separazione ma di unità, il lavoro di ogni singolo organo è svolto non per sé stessi ma per gli altri: in poche parole in equilibrio e in armonia con tutto il resto.

Questa è l’intelligenza del corpo, l’intelligenza che la nostra mente ancora non riesce neanche lontanamente a concepire. Si perché la mente  usa schemi che finiscono per essere  o troppo fissi o semplicemente disordinati e caotici. La mente, come dice Osho, non solo è sempre estremamente tesa ma vive solo di estremi e non conosce la via di mezzo.

Nella medicina cinese in ogni stagione dell’anno uno dei cinque organi principali diventa a turnazione imperatore e svolge il ruolo centrale. Lo stesso sembra accadere in modo più limitato ma altrettanto significativo ogni mese e ogni 2 ore  secondo il calendario e l’orologio cinese dove secondo antichi insegnamenti l’energia sembra scorrere a turni nei 12 meridiani del corpo. Ogni organo poi è collegato agli altri attraverso relazioni che possiamo definire di parentela; ne consegue che esiste un ruolo preciso per ogni momento.

Un momento per dare e un momento per prendere uno per controllare e uno per essere controllati. Il tutto in un sistema circolare dove la legge dei cinque elementi e dello yin e yang non sono affatto un concetto filosofico ma leggi inserite profondamente nella materia dando al ritmo e al tempo un significato fondamentale.

Un sistema complesso nel quale ogni organo dipende inevitabilmente dallo stato funzionale di tutti gli altri. Una banalità forse ma oggi nello studio della medicina la tendenza è quella di guardare solo il piccolo orticello di ogni singola specialità avendo totalmente perso di vista l’insieme del corpo.

Il dentista penserà solo ai denti, alle gengive e alle ossa mascellari e mai al collegamento con lo stomaco e con i visceri interni nella cura del suo paziente anche se la parola stomatologico non a caso attiene a stomaco, dove  “stomia” corrisponde all’apertura esterna dello stesso. La bocca quindi intesa come l’apertura esterna dello stomaco: niente di tanto strano eppure ci siamo allontanati così tanto che per un dentista non ha spesso nessun senso valutare la salute dello stomaco dei suoi pazienti.

Lo stesso vale per il dermatologo che non si preoccupa della salute dell’intestino prima di avviare una cura antibiotica per l’acne che può durare mesi. E i ginecologi dal canto loro  non possono collegare le molteplici cause di irregolarità mestruale e di disturbi collegati con il mestruo con l’organo fegato perchè l’unica cosa che sanno è che l’organo è un serbatoio di sangue  e un laboratorio chimico ma non possono conoscere i collegamenti interni e funzionali esistenti tra fegato e genitali.  Questo solo per fare due esempi classici.

Quello che voglio dire è che è fantastico che ogni specialista sappia tutto del distretto corporeo di cui si occupa e dei farmaci più recenti proposti dal mercato della farmaindustria ma il collegamento fisico e funzionale tra i diversi organi dovrebbe essere enfatizzato non solo nei primissimi anni di medicina con lo studio di anatomia, embriologia, istologia e fisiologia ma anche con il sapere di antiche medicine che collegano appunto i diversi organi tra loro dando spiegazioni talora estremamente semplici dei più comuni malesseri  per i quali spesso non è necessario un intervento farmacologico così aggressivo e purtroppo molto spesso solo sintomatico.

La separazione in specialità dovrebbe infatti prevedere un continuo lavoro e studio atto a mantenere unita la visione e la salute dell’intero corpo.  ”Uno per tutti e tutti per uno” sembra un concetto ideologico e romantico di tempi ormai lontani ma se il nostro corpo funziona così perché mai la medicina che si occupa della salute del corpo dovrebbe comportarsi diversamente? I medici di base con sempre meno responsabilità e i medici specialisti sempre più rinchiusi in visioni e trattamenti che non prevedono la visione completa del paziente ma la sua frammentazione.

Un sistema questo dello studio della medicina che resta a tutti gli effetti a scatola chiusa e che infatti  trova sempre più ostacoli nella cura di patologie disfunzionali che tendono a cronicizzare.  Il medico non dovrebbe  fornire  farmaci ma trovare valide soluzioni per mantenere il benessere evitando per quanto possibile di prescrivere farmaci il più a lungo possibile. Una filosofia che oggi  va sempre meno di moda e che viene sempre meno insegnata e perseguita oltre che quasi messa da parte e ostacolata per il suo evidente scarso rendimento economico.

A mio parere, all’interno del corso di studi di una qualsiasi scuola di medicina, dovrebbero essere introdotte l’antica visione e cultura della medicina cinese, in parallelo con le più moderne acquisizioni biochimiche e funzionali della medicina più avanzata. Il tutto non solo come corso facoltativo ma come struttura fondamentale, propedeutica ad un più profondo lavoro di integrazione di dati ed informazioni che oggi non ha pià senso tenere separati.

Arrivati al 2012 la medicina dovrebbe integrare il nuovo con l’antico, creando un nuovo modo di studiare e insegnare la medicina  arricchendola di contenuti e legami che dovrebbero unificarsi lungo tutto il percorso formativo di un medico e dovrebbe poi proseguire  a vita in modo continuo ma non sostenuto dagli evidenti interessi della farmaindustria.

Altrimenti il rischio (che poi coincide con la realtà attuale) è quello di andare verso una visione da “tutti per uno e l’uno solo per sé stesso” .

Articoli Correlati:

L’agopuntura è una questione di fisica e non di fede


Catherine Bellwald Lagopuntura è una questione di fisica e non di fedeSuccede molto spesso di sentire persone anche di una certa cultura affermare con fierezza ” io all’agopuntura ci credo” oppure viceversa ” io all’agopuntura non ci credo” . Si tratta di affermazioni del tutto prive di una esperienza personale  o di un processo mentale proprio.

Tutt’altra cosa infatti è quella di affermare  che siamo  dell’idea che l’agopuntura abbia un fondamento per un qualsiasi motivo, così come dichiarare che ci sembra che questa tecnica abbia una ragion d’essere  anche se non ne comprendiamo i fondamenti.

Nel primo caso partiamo da un pregiudizio, nel secondo da un’idea personale fondata su ragioni culturali o di sensibilità individuale. Direi che tra le due passa una bella differenza.

Ai pazienti che arrivano nel mio studio perchè ormai disperati che mi confidano sotto voce “ Dottoressa, io  all’agopuntura non ci credo ma le ho provate tutte e proverei anche questa…”  rispondo “Ok, tanto la fede non serve, preferisco che sia il suo corpo a sentire se la terapia funziona oppure no!”.

E’ paradossale come alcuni pazienti poi fanno i salti mortali per non dovere ammettere di stare meglio. Proprio ieri a un paziente al suo 3° trattamento chiedevo prima di iniziare “come va?”. Risposta: “male sempre male come prima!..niente non è migliorato niente” e dopo alcune insistenze e domande precise ”Beh dopo l’ultima seduta (che poi era la seconda) per un’oretta non ho sentito niente e ho pensato a un miracolo..e  ancora il dolore adesso è diverso ma non saprei dire in che modo”. 

Mi ricordo poi di un paziente dichiaratamente scettico che al suo quarto appuntamento mi diceva addirittura “Non vorrei ammetterlo ma mi sembra di stare meglio!”. Ma dai! riuscite a capire?

Per sottoporsi a una cura di agopuntura la fede proprio non serve ma neanche lo scetticismo. Entrambi sono due ostacoli alla percezione di quello che attraverso il nostro corpo è possibile cogliere. Capita a molte persone  di sentire come dell’elettricità o dell’acqua scorrere  tra gli aghi. Alcuni hanno un immediato cambiamento di stato fisico e mentale subito dopo l’infissione degli stessi; meno dolore, meno agitazione, freddo o caldo, senso di leggerezza o di  pesantezza. Altri sentono un formicolio, alcuni un dolore che aumenta oppure che si sposta in un altro punto. Può succedere di avere un improvviso sonno, alcuni piangono, altri sbadigliano, altri si spaventano o si agitano.

Insomma sono tantissime le reazioni personali perché tante sono le situazioni patologiche e diversi i modo di reagire di ognuno ma una cosa si può affermare con certezza: qualcosa succede. Chiunque si metta in una condizione di ascolto durante il proprio trattamento potrà percepire il lavoro degli aghi su di sé.  Non serve  capire esattamente cosa succede perché succederà. Dopo avere preso un antidolorifico non serve conoscere quale sia la molecola chimica del farmaco perchè esso si metta in funzione. Lo stesso avviene per l’agopuntura: non serve sapere esattamente quale sia il processo elettrico e il meridiano che abbiamo sollecitato perchè ci sia una risposta del corpo.

Intanto è importante capire che l’agopuntura agisce sul corpo e sulla mente attraverso un’ azione terapeutica a base squisitamente fisica, in grado in seconda istanza di generare delle reazioni chimiche in distretti distanti dal luogo dell’infissione. Un ago posizionato sul polso può agire sullo stomaco e sul senso di nausea in modo diretto. Questo avviene principalmente per la conoscenza  di precise relazioni esistenti tra i diversi meridiani e anche per la presenza di particolari collegamenti tra alcuni distretti corporei rispetto ad altri. Relazioni e collegamenti complessi da spiegare, tanto quanto l’azione a 360 °di una molecola chimica antidolorifica che peraltro è anch’essa non totalmente conosciuta.

A tutti coloro che vi derideranno perchè avete pensato a curarvi con l’agopuntura, rispondete che è vero non è facile da capire ne dimostrare come funziona, ma che sono molte le sostanze chimiche che si introducono nel corpo la cui azione  non è totalmente nota e i cui effetti sono decisamente potenzialmente più pericolosi.

L’agopuntura è un concetto di cura più astratto rispetto a quello a cui siamo abituati con la medicina occidentale. La medicina cinese infatti si basa sul principio di corpo-mente come insieme e tutt’uno e su di esso lavora risolvendo e considerando i sintomi locali come l’espressione di un disagio più complesso e articolato, che coinvolge diversi organi e sistemi anche molto distanti tra di loro.

Ma l’essere umano non è forse tutt’altro che semplice da capire? E soprattutto… occhio! Come dice Albert Einstein “Non tutto ciò che può essere contato conta, non tutto ciò che conta può essere contato.» 

 

Articoli Correlati:

Agopuntura in gravidanza

Catherine Bellwald Agopuntura in gravidanza

Partorire un figlio forte e sano (ovviamente maschio) era una fra le motivazioni che spingevano nell’antichità le donne  cinesi a sottoporsi alle appropriate cure del medico di corte. Insieme alla fitoterapia, alla dietetica e alle indicazioni motorie, l’agopuntura rappresenta ancora oggi una fra le terapie più praticate in corso di gravidanza in numerosi paesi stranieri.

L’agopuntura viene usata nelle donne ad alto rischio di aborto, con trattamenti previsti concentrati soprattutto nelle prime 12 settimane.  La tecnica mediata dagli aghi viene usata per controllare e prevenire  numerosi disturbi correlati con la gravidanza come la nausea e l’iperemesi gravidica (vomito incontrollato), la stitichezza, l’edema, le emorroidi, la stanchezza, l’insonnia, l’ansia, la depressione, le cistiti o vaginiti ricorrenti, le lombosciatalgie, le riniti, il tunnel carpale e molte altre patologie che insorgono in gravidanza.

Può essere utilizzata per trattare disturbi preesistenti come le allergie, la dipendenza dal fumo o da altre droghe o farmaci dai quali in corso di gravidanza è meglio astenersi. Sono numerosi gli ospedali negli USA dove la terapia con agopuntura è di grande supporto per sostenere mamme tossicodipendenti nel corso di una gravidanza

Ma ancora non è finita;  in Canada e nel Quebec è consigliata anche alle mamme sane con trattamenti mensili, esistono in particolare dei punti che sono favorevoli allo sviluppo sano di un bambino e che si ritiene siano utili anche nel limitare il passaggio delle tossine dalla madre al feto durante il parto e per limitare il passaggio ereditario di alcune patologie considerate ancestrali.

Infine in numerosissimi paesi europei fra cui la Svizzera esiste il protocollo pre-parto ovvero il ginecologo invia la sua paziente al medico agopuntore per facilitare la nascita. Il trattamento viene eseguito dopo la 36° settimana sotto completa copertura assicurativa della medicina di base con una seduta ogni sette giorni e consente al perineo e alla cervice uterina di rilassarsi al meglio favorendo un parto spontaneo entro il termine. Dopo la 40 ° settimana le sedute possono aumentare da 2 a 3 volte alla settimana. Tale trattamento consente  secondo gli esperti un travaglio moderatamente  protratto nel tempo ( si ritiene ridotto di almeno 4-6 ore nelle primipare) e ben tollerato.

In Quebec da oltre 10 anni  gli agopuntori si trovano sistematicamente in sala parto dove il trattamento prosegue allo scopo di stimolare un travaglio veloce e indolore limitando gli interventi farmacologici e chirurgici. Pensate che l’agopuntura consente anche di eseguire un parto cesareo completamente indolore, in assenza di sostanze farmacologiche e con la completa partecipazione cosciente della paziente.

I vantaggi  sanitari per le mamme e i neonati ma soprattutto il risparmio in senso sanitario sul fronte ginecologico sono da molti esperti considerati  di grande portata e vanno dalla semplice riduzione delle ore in sala parto e delle ore/ giorni di degenza post parto, alla riduzione di farmaci somministrati sia alle mamme che ai neonati. Una grande possibilità per la quale si batte da anni l’associazione Agopuntura Senza Frontiere, che si occupa  di inviare nei paesi del terzo mondo medici in grado di istruire il personale medico e paramedico in tale senso.

Un mondo che ancora in Italia non sfiora la scrivania della maggioranza dei ginecologi che inviano le loro pazienti gravide dal medico agopuntore solo nei casi estremi di dolore e che nella maggioranza dei casi sconsigliano la terapia per trattare le patologie più comuni come la nausea, la stanchezza o la stitichezza, figuriamoci poi in un’ottica di prevenzione o di facilitazione di un parto naturale. Siamo ancora molto lontani da una pratica abituale e di routine di agopuntura per la donna in gravidanza; nemmeno le scuole di agopuntura italiane prevedono una formazione in tal senso.

Un campo ancora poco esplorato nel nostro paese, ma sono sempre di più le donne che affrontano la gravidanza in modo sempre più consapevole e maturo non fosse altro che per una sempre più elevata età delle donna primipara.

Donne che affrontano una gravidanza spesso oltre i 40 anni, magari dopo aver insistito per anni o dopo una inseminazione artificiale e che vogliono quindi godere al massimo di questa esperienza  e che desiderano per quanto possibile una gravidanza naturale nella quale i farmaci siano usati il meno possibile e solo in corso di necessità reale.

Donne quindi che vanno a studiare e informarsi personalmente sulle reali potenzialità di questa antica medicina.

Articoli Correlati:

Tecniche di agopuntura di facile utilizzo per le crisi di cefalea

Catherine Bellwald Tecniche di agopuntura di facile utilizzo per le crisi di cefaleaL’agopuntura è una delle tecniche afarmacologiche più efficaci per trattare la cefalea di tipo emicranico detta anche cefalea vasomotoria.

Il trattamento di questo tipo di cefalea prevede che il paziente esegua un ciclo di agopuntura più o meno lungo dove l’agopuntura viene eseguita regolarmente anche in assenza delle crisi e se possibile continui anche dopo che il quadro si sia stabilizzato a una limitata ricorrenza e dolore contenuto con un lavoro di  mantenimento di durata variabile a seconda dei casi.

Quello che però è meno risaputo è che l’agopuntura eseguita in fase acuta può essere estremamente efficace per ridurre i sintomi e quindi limitare al minimo i disagi e l’assunzione di farmaci. Qualche giorno fa, alla fine della mia giornata di lavoro, rientrando da Milano, dopo quasi 6 anni dall’ultimo espisodio di questo genere, mi sono sorpresa a non vedere in modo perfetto con un occhio e ho immediatamente pensato…  sarà mica in arrivo uno scotoma? Da lì a 15 minuti circa  compariva il cosiddetto scotoma scintillante sul solito occhio destro con la sua solita forma a zigozago.

Prima ancora di vederlo comparire in tutto il suo splendore mi sono messa in macchina e rovistando nella borsa ho tirato fuori la mia bustina di “emergenza aghi” dalla borsetta e svelta mi sono infilata in testa una decina di aghi senza stare troppo a tergiversare. Lo scotoma è cessato quasi subito e la testa è nuovamente sembrata più lucida. Ho così potuto iniziare il mio viaggio di ritorno verso casa serenamente in compagnia solo di una lieve pesantezza al capo.

Una volta a casa mi sono messa sdraiata sul divano, la cefalea era comparsa in modo molto leggero, mi sono allora punta sui piedi tenendo gli aghi per almeno un’ora e sono andata a letto tenendo gli aghi in testa per tutta la notte pensando che l’indomani sicuramente avrei dovuto fare a cazzotti con la cefalea. Ma niente: il giorno di lavoro seguente, di solito pesante, è passato senza problemi e con buona energia senza un velo di dolore. Ho così tenuto gli aghi in testa per altre 24 ore e li ho rimossi completamente solo dopo due giorni pensando che l’ avevo scampata.

Gli anni di lavoro mi hanno resa molto sicura e veloce nel mettere gli aghi e la familiarità con questi strumenti è ovviamente una cosa che non ci si può aspettare in un paziente che se la debba cavare da solo. Certamente lasciare gli aghi in testa ai pazienti non è facilmente accettato e lo faccio solo se conosco il soggetto, e se so che non ci sono problemi emotivi. Ma in casi acuti chiedo sempre ai miei pazienti di non farsi problemi e di capitare in studio anche senza appuntamento programmato, ma non è mai così facile  da organizzare perchè la cefalea spesso non avvisa prima.

Esistono però altri trucchetti del mestiere, facilmente applicabili da chiunque, che normalmente insegno ai miei pazienti  nei casi di emergenza.  Il materiale necessario è minimo, bastano qualche pungito per diabetici sterili, una salviettina disinfettante,  un pacchetto di fazzolettini e uno specchio di fronte al quale cercherete con cura i punti esatti da pungere.

In caso di attacco acuto di cefalea potete pungere in 3-5 punti tutti localizzati esattamente sulla linea dell’attaccatura dei capelli, nella parte situata esattamente al centro del volto ( sopra il naso per capirci). Dopo aver disinfettato la cute, la sollevate a pinza prendendola con due dita, la pungete con rapidità come si fa con il dito del paziente diabetico,  spremete da ogni punto da 1 a 3 goccie di sangue e  asciugate con un fazzoletto. Lo stesso potete fare sulla sommità della testa e sulla punta dell’orecchio.

Per l’orecchio  disinfettate prima la punta, poi trovare il punto esatto, prendete con la mano il padiglione auricolare e chiudetelo in avanti piegandolo come fosse un libro, il punto più alto dove si piega l’orecchio  è la parte da pungere, basta una sola puntura per lato fatta con molta velocità, spremete qualche goccia di sangue su un fazzoletto, e successivamente disinfettate bene.

Per trovare il punto da pungere sulla sommità della testa, con i pollici toccate le punte delle vostre orecchie,  e poi unite le dita dei medi o degli indici formando come un cerchietto con le mani,  il punto di contatto tra i due indici sulla testa è il punto da pungere.

Se usate la mani pulite, pungidita sterili e i fazzolettini disinfettanti prima e dopo aver punto non vi è nessun rischio di infezione cutanea. Non temete di perdere troppo sangue, gli aghi sono sottili. Anzi le prime volte ne esce troppo poco. Per questo è utile prima fare un piccolo massaggio della pelle da pungere. Manovra utile sia per disinfettare bene la pelle che per richiamare più sangue localmente. L’unico problema è che esiste una forte esitazione nel pungersi da soli per paura di sentire male, emozione assolutamente sana.

Consiglio di iniziare con calma in presenza di un familiare eseguendo le punture più semplici che sono quelle dell’attaccatura dei capelli. Poi un po’ alla volta come il diabetico che si punge senza neanche guardare farete sempre più esperienza, è sempre meglio e raccomandato essere  istruiti personalmente da un agopuntore di fiducia che vi può fare vedere bene e capire come farlo al meglio.

Le punture non sono simpatiche ma se fatte con mano veloce non ve ne accorgete neanche ma soprattutto è necessario agire tempestivamente come si fa con il farmaco ovvero alle prime avvisaglie. Solo in questo modo è possibile agire in modo efficace sull’ondata di vasocostrizione e vasodilatazione responsabili del dolore.

Non è la stessa cosa che avere gli aghi a permanenza come ho potuto sperimentare su me stessa. Questa pratica di piccoli sanguinamenti controllati non sostituisce un trattamento di agopuntura completo, ma può essere un complemento e  un bel sollievo limitando la crisi e il dosaggio di farmaci necessari a farvela passare. Se poi vi fate seguire con un buon ciclo di agopuntura e magari una ricetta fitoterapica personalizzata è possibile che l’insieme delle terapie possa definitivamente eliminare i farmaci dalla vostra borsetta e dal cassetto del comodino.

Articoli Correlati:

Agopuntura e fitoterapia per prevenire e curare la cinetosi

Catherine Bellwald Agopuntura e fitoterapia per prevenire e curare la cinetosiLa cinetosi definita anche mal di movimento  è un insieme di distubi fisici che vanno dal malessere, alla nausea, al vomito. Disturbi causati  secondo il parere di numerosi neurofisiologi dalla contraddizione tra stimoli visivi e vestibolari.

Il vestibolo è un organo localizzato nell’orecchio in grado di percepire e informare il cervello sull’accelerazione del corpo e sulla sua posizione nello spazio.

Sono molte le persone che soffrono di questi disturbi; mal d’auto, mal di mare, mal d’aereo e via dicendo. In momenti che precedono le vacanze, le persone  colpite in passato da un episodio più o meno forte di cinetosi sono talora spaventate alla sola idea di dover viaggiare. Si crea spesso un’aspettativa di malessere, ovvero una paura di soffrire o di vedere soffrire un parente, che talora limita la possibilità di andare in vacanza dove si vorrebbe e come si vorrebbe.

Una cosa davvero curiosa è l’aspetto psicologico collegato con la cinetosi che corrisponde appunto al non lasciarsi andare, al resistere in questo caso al movimento, al moto. Osservate i bambini quando giocano e quando si divertono, diventano il movimento stesso e non c’è cibo o modo di farli star male perchè è un gioco e loro ne fanno parte; ci sono entrati totalmente.

Diversa è invece la situazione quando si ha paura e quando il corpo e la mente entrano in opposizione con il movimento. La prima cosa da evitare è quella di leggere oppure di usare gli occhi per fare altro . In questo caso lo stimolo visivo si oppone ancora più vigorosamente a quello vestibolare imposto dal movimento del nostro corpo.

Rilassarsi, lasciarsi andare al movimento, seguirlo con gli occhi e con la mente sono i consigli classici e se seguiti correttamente funzionano assai bene. Certo quando la stimolazione diventa estrema come in curve a grandissima velocità oppure in pieno mare mosso, la cosa diventa più complessa: in primo luogo perchè la stimolazione diventa molto forte e in secondo luogo perchè è comprensibile nonché umano avere paura, oppure un sentimento di timore per la propria salute.

Bere poco o niente liquidi e mangiare cibo tendenzialmente asciutto e salato sono le raccomandazioni dei marinai  per limitare oppure evitare la cinetosi.  In dietetica cinese si dice che il salato asciuga. In fitoterapia il rimedio nonché cibo più conosciuto per asciugare al livello gastrico e favorire la digestione in genere in particolare dei cibi grassi e freddi è lo zenzero fresco detto anche rizhoma zingiberis recens.

Questa sostanza viene consigliata nell’ematemesi gravidica, nella digestione rallentata e anche nella prevenzione della cinetosi. Il decotto o infuso di zenzero fresco si può assumere il giorno prima della partenza stando ovviamente attenti anche al tipo di alimentazione che dovrà evitare i latticini, i grassi e i dolciumi. Un modo in realtà molto semplice per ridurre l’umidità presente nello stomaco e favorire la sua funzione regolare che è quella di far scendere l’energia verso il basso.

Lo zenzero fresco oggi si può acquistare in qualunque supermercato e fruttivendolo, è sufficiente sbucciarlo, farlo a fettine sottili che metterete in acqua fredda che porterete ad ebollizione nel caso del decotto  ( si consiglia di bollire fino al dimezzamento della parte liquida) oppure in infuso aggiungendolo in acqua già bollente. Per 200ml circa di acqua considerate una porzione di circa 5 cm di zenzero.

Un altro rimedio molto usato in caso di cinetosi è l’olio essenziale oppure la quintessenza di menta; questo rimedio può essere se molto puro usato anche per via inalatoria messo in un fazzoletto oppure con un  leggero massaggio è possibile usarlo in punti specifici di agopuntura;  al livello dello sterno su Ren Mai  che decorre sulla linea mediana del petto e ancora sulla parte volare dei polsi a due pollici (cun ) dalla piega del polso su PC 6.

Questo ultimo punto è infatti conosciuto come il più direttamente efficace per trattare la nausea e il vomito considerate come qi ni di stomaco ovvero come energie opposte al normale. Il fatto che il pericardio sia così efficace per trattare lo stomaco non è affatto un’ osservazione empirica data dall’esperienza ma dal fatto che il pericardio, corrispondendo al canale rispettivamente più lontano rispetto allo stomaco, è il suo “opposite clock” in termini di localizzazione sull’orologio e sul calendario cinese.

Esistono  in commercio nelle comuni farmacie ben fornite dei braccialetti di spugna e di gomma formate da un piccolo magnete che si localizza esattamente sul punto Pc6. Un sistema per eseguire con facilità un trattamento di agopuntura senza aghi ma altrettanto efficace e soprattutto ben tollerato oltre che afarmacologico e quindi totalmente innocuo e senza effetti collaterali.

Un sistema per mettersi in viaggio con serenità e con alcuni supporti di facile applicazione contro i possibili malesseri da cinetosi.

Articoli Correlati:

Il lavoro di agopuntura a Lugano è finalmente iniziato

Catherine Bellwald Il lavoro di agopuntura a Lugano è finalmente iniziatoDa circa un mese ormai il lavoro è finalmente iniziato a Lugano, qualche prolungamento di tempo in più  non previsto per avere il numero di concordato e per avere tutti i diplomi riconosciuti dallo stato elvetico.

Ma lo studio dove settimanalmente ricevo è davvero delizioso. Inserito in una bellissima palestra super attrezzata con thermarium e piscina, ristorante interno e dulcis in fundo…il parcheggio.

I fisioterapisti, la segretaria e i diversi operatori sono sempre sorridenti e la cosa che è davvero sorprendente è che per arrivare da Cremona a Lugano in orari giusti ci metto esattamente 2 ore, poco più del tempo che impiego per arrivare nello studio a Milano.

Lo studio di Fisioterapia dove sono inserita assomiglia al mio studio, pavimento in legno, attenzione all’ordine e alla pulizia, nessun aspetto asettico o pomposo tipico degli studi medici, molti lettini separati e riservati dove poter trattare  in tutta privacy. Una lavanderia interna con lavatrice e asciugatrice consente di avere asciugamani sempre puliti e evitare l’uso della odiosa carta per  rivestire i lettini, un sistema che apparentemente sembra più dispendioso ma che facendo i conti potrebbe essere più economico.

Un’altra cosa davvero simpatica è che i pazienti della fisioterapia sono per lo più giovani sportivi professionisti e l’ambiente è sempre allegro e festoso nonostante si lavori sodo. Infine la farmacia che si occupa di fitoterapia cinese sulla quale mi appoggio da anni, perchè estremamente rigorosa e con molteplici preparazioni e ricette pronte già in casa, si trova a 10 minuti in linea d’aria. Preparare una ricetta anche in urgenza non sarà più così complicato.

Sto imparando a usare un programma per la fatturazione  online con il tariffario nazionale  e per settembre sarò pronta a spedire alle  casse malati di medicina di base e complementare le mie prime fatture. Un percorso inizialmente complicato ma che, una volta acquisito, dovrebbe invece accorciare i tempi burocratici e i lavori di segreteria.

Lo studio non si trova vista lago come inizialmente avevo sperato ma le sue finestre danno su un prato dove talora pascolano delle mucche (non fate gli spiritosi: non sono viola!) e anche se sembra strano è completamente diverso che avere a perdita d’occhio un panorama di cemento e palazzi anche se  di città storiche e di grande fascino e bellezza.

Parto quindi per le vacanze di agosto molto contenta e soddisfatta di questo, se pur primo, passo ma nella direzione nella quale volevo andare. E auguro a tutti buone vacanze e l’energia per andare nella direzione nella quale veramente si desidera.

 

 

 

Articoli Correlati:

Agopuntura: le diverse strade per arrivare allo stesso traguardo

Catherine Bellwald Agopuntura: le diverse strade per arrivare allo stesso traguardoIn agopuntura il traguardo significa raggiungere l’obiettivo della cura: vuoi la cessazione del dolore, dell’ansia, della nausea e della infertilità.  Come con qualunque altro viaggio esiste la possibilità di raggiungere la meta con sistemi diversi.

Esistono i metodi più veloci  e quelli più lenti. Soprattutto in agopuntura esistono un infinità di possibili combinazioni efficaci per raggiungere l’obiettivo. Questa affermazione è usata da coloro che non sono convinti dell’efficacia della tecnica per screditarla ma in realtà rappresenta esattamente la realtà del sistema naturale che l’agopuntura utilizza; la natura.

Pensateci su bene, per andare da un punto all’altro del pianeta possiamo usare un infinità di sistemi di trasporto oltre che un infinità di strade ma questo non toglie il fatto che ci siamo andati e che ci siamo realmente spostati da dove eravamo per poi magari ritornarci.

In agopuntura si possono mettere aghi direttamente sul dolore, oppure su canali distanti ma collegati, oppure su sistemi a mappa somatotopica come sull’orecchio, sulla pancia, sul cranio e questo per dire solo i più conosciuti. Gli aghi possono essere messi simmetrici oppure no, tantissimi oppure pochissimi.

L’efficacia di un metodo non implica la non  efficacia dell’altro metodo.

Restando sull’analogia del viaggio esistono percorsi più brevi e veloci come  l’autostrada che in alcuni casi è da preferire alla stradina statale, soprattutto se si ha fretta. Peraltro è pur vero che raggiungere lo stesso posto usando strade diverse facilità l’orientamento e la capacità di conoscere esattamente una regione che può essere maggiormente estesa rispetto al traguardo e basta.

Ecco che usando gli aghi e conoscendo diverse tecniche è possibile scegliere e usare quelle più utili per i diversi obiettivi. Di solito se una sequenza di aghi funziona bene tendo a ripeterla, squadra che vince non si cambia! Ma quando il risultato è consolidato è possibile fare delle varianti. E allo stesso modo se con una tecnica è difficile produrre un risultato sufficientemente efficace, vale la pena di modificare la sequenza e il tipo di tecnica per raggiungere l’obiettivo più velocemente, cosa che il paziente ovviamente desidera.

E’ molto importante sapere mantenere l’obiettivo e la costanza nell’intenzione finale ma anche saper modificare il percorso e i mezzi per arrivare al traguardo a seconda delle necessità e delle diversità esistenti tra un soggetto e un altro. Se ci sono diversi dolori in contemporanea, se il dolore è ben localizzato oppure se è esteso, se esiste uno stato ansioso oppure no, se esistono disfunzioni viscerali associate o situazioni contingenti come anche la fobia degli aghi per fare un esempio.

La scelta dei punti da usare può cambiare di volta in volta tanto quanto può restare la stessa, questo però non deve essere il motivo per giudicarne la serietà del fondamento terapeutico sottostante

 

Articoli Correlati:

Agopuntura per il trattamento e la prevenzione dell’encefalopatia

Catherine Bellwald Agopuntura per il trattamento e la prevenzione dellencefalopatia Per encefalopatia si intende la sofferenza del tessuto cerebrale nervoso. Questa può essere secondaria a un evento acuto vuoi infettivo (encefalite virale o batterica) oppure traumatico sia interno che esterno ( emorragia cerebrale acuta) oppure all’improvvisa ischemia del tessuto come nel’ictus ischemico.

La sofferenza cronica invece del tessuto nervoso cerebrale è un processo lento e graduale da cui conseguono un progressivo  malfunzionamento e una graduale morte cellulare  e distruzione del tessuto stesso. Da diversi anni si tende a dividere l’encefalopatia senile  in due grandi branche; quella vascolare cronica e quella degenerativa.

L’encefalopatia vascolare cronica è dovuta a un insufficiente apporto di sangue al tessuto cerebrale da cui segue la formazione di aree microischemiche; questa patologia è spesso anche collegata con altre patologie come il diabete, l’ipercolesterolemia, l’ipertensione e l’ipotensione arteriosa e molte altre e la sua incidenza aumenta con l’età e con la perdita della salute e le condizioni di salute globali del paziente.

L’encefalopatia degenerativa invece è una patologia assestante che può colpire un soggetto anche in pieno benessere; è  chiamata malattia di Alzheimer, si tratta di una  malattia estremamente studiata ma la cui eziologia (intesa come causa iniziale) ancora non è chiarita. Il tessuto cerebrale va incontro a un fenomeno che potremmo considerare di infiammazione cronica progressivo e ingravescente che si caratterizza dal deposito di una proteina (la betaamiloide) che agirebbe da collante cellulare causando la formazione di placche di tessuto la cui funzione viene gradualmente alterata e persa. L’incidenza dell’Alzheimer aumenta esponenzialmente con gli anni.

In entrambi i casi il risultato è comunque lo stesso: una perdita della capacità chiamata cognitiva che comprende la memoria, l’attenzione, talora il ritmo sonno veglia, i tratti della personalità e del comportamento, il tono dell’umore, fino ad arrivare a disturbi quali l’incontinenza urinaria e fecale e disturbi motori più o meno gravi più comuni questi nelle encefalopatie vascolari.

Chiunque di noi avendo visto da vicino qualche parente anziano con questi disturbi si augura di non dovere mai soffrire di questa patologia per non perdere l’autonomia e la lucidità mentale e non dover dipendere totalmente da altri e soprattutto non finire per pesare così gravemente sull’economia famigliare e sociale.

Quando dai giornali ho saputo della recente truffa e dei maltrattamenti sulla ormai 90enne Cecilia Morosini definita dai giornali “incapace di intendere” ho avuto un brivido. Me la ricordavo ancora sui 70 anni, così brillante con i suoi molteplici anelli alle mani, le sue calze a rete che spuntavano dai pantaloni a sigaretta da dove si intravedevano le unghie elegantemente dipinte. Una donna dal  carattere forte e un pò mascolino ma anche femminile.

Pipa alla bocca e grande grande classe oltre che cultura ed intelligenza sopraffine. La considero ancora la mia prima e vera Maestra di vita, alla quale dopo la laurea avevo scritto una lettera e regalato un cristallo di rocca come gesto simbolico di quello che lei aveva rappresentato per me: una solida e intramontabile fonte di luce dalle molteplici sfaccettature.

Avevo solo 24 anni e lei all’epoca ne aveva 76 quando  fui rapita dal suo modo di visitare e di lavorare assolutamente unico e di forte impatto psicologico. Non a caso non solo conosceva le diverse tecniche riabilitative quando ancora in Italia non si sapeva cosa fossero ma era esperta in psichiatria e in neuropsichiatria, oltre che nel linguaggio del corpo. Fu lei per prima in Italia a parlare dell’atmosfera riabilitativa e dell’influenza dell’ambiente sul paziente da riabilitare.

Trasgressiva  e antimoralista mi ricordo di aver portato la mia tesi sperimentale ancora da leggere a casa sua alle 22, lei con la pipa accesa mi aveva accolto nel suo studio personale, adiacente a casa sua, l’aveva letta tutta di un fiato senza alzare il naso dai fogli, facendo tra un foglio e una pipata e alcuni versi per me incomprensibili, mentre io palpitavo di ansia nell’attesa di un suo cenno di consenso.

Alla fine di circa un’ora e mezzo di lettura, che mi sembrò un tempo interminabile, finita l’ultima pagina, aveva chiuso dicendomi: “Va bene, molto bene. Questa si che è una tesi, brava! Mi raccomando alla discussione non si faccia intimidire, parli bene davanti al microfono con la bocca vicina al gelato, come se dovesse fare un pompino! E  poi è ovvio si metta una bella camiccetta scollata!

Ero rossa come un peperone ma così divertita e contenta della sua approvazione, che quel viaggio di rientro a casa delle 24 me lo ricordo ancora come fosse ieri. Che donna! E che testa, pensai! Ma gli anni passano e anche le menti più forti possono cedere all’encefalopatia.

Tra le varie terapie di supporto utili per prevenire e rallentare un’encefalopatia cronica, l’agopuntura anche se ancora così poco conosciuta in Italia è una tecnica medica che potremmo considerare estremamente utile e senza alcun effetto collaterale.

Per l’esatezza esiste un punto chiamato Baihui o Du 20 o GV20 che si localizza sul vertice della testa. Lo si può facilmente localizzare tracciando una linea immaginaria che parte dalla punta delle orecchie, il punto si trova nel centro esatto della linea mediana del corpo. Questo punto è considerato uno dei tesori dell’agopuntura, il suo nome letteralmente significa cento congiunzioni o cento riunioni, inteso come punto utile per trattare cento patologie. Un punto quindi utile non solo per l’encefalopatia senile ma anche per trattare le possibili altre patologie associate.

La bellezza di questo punto è che si dice nutra il cervello, letteralmente “Porta su il puro e fa scendere l’impuro”, con questa frase si allude al fatto che è versatile e si può usare in caso di deficit di sangue e di energia come nel caso dell’encefalopatia vascolare e in caso di eccesso come si potrebbe considerare la malattia di Alzheimer. GV 20 trova un riscontro e applicazione pratica anche in molte le tecniche energetiche di respirazione e di yoga, di qi cong e di tai chi.

Baihui  può essere stimolato anche manualmente e con la moxa, previo training. Un punto  che da solo potrebbe entrare senza difficoltà nella pratica preventiva di questa triste malattia che purtroppo può colpire chiunque nel corso della sua vita.

Articoli Correlati:

Translator

Mailing List:

Email:

Un post a caso

  • L'avidità e il pensare in piccolo

    Non conoscevo il significato di questa parola finche non ho incominciato a farmi due domande sul perchè di molte situazioni tipicamente umane. Non è il talento, il coraggio di rischiare con il proprio e l'attività individuale che creano il grosso divario economico; è l'avidità della mente um

Facebook

Commenti Recenti:

  • Loading...