Allergia all’Ambrosia: come finire ko al rientro dalle ferie
23/8/10
Ebbene si: tutti gli anni sono sempre di più i soggetti, in particolare i Lombardi, che al rientro dalle loro attese ferie estive si fanno mettere in ginocchio dalla famigerata Ambrosia.
Tutti gli anni ci cascano! Si, tutti gli anni pensano “forse ’stavolta mi risparmierà” e così facendo non si mettono al lavoro con il dovuto anticipo per limitare la fatidica allergia.
Dai dati regionali la stima di soggetti lombardi allergici all’Ambrosia è pari al 10% della popolazione e si ritiene che sia in continua crescita.
L’Ambrosia, a differenza delle altre piante potenzialmente allegeniche come il nocciolo, l’ontano, il frassino, le graminacee e l’artemisia, è considerata come infestante ovvero cresce in modo incontrollato e tende ad invadere sia campi incolti che coltivati.
Inoltre il suo polline è considerato uno dei più potentemente allergenici per le sue minuscole dimensioni che ne consentono l’inalazione in profondità da parte dell’uomo. L’ambrosia, infine, è capace di produrre un’elevata quantità di pollini e la sua concentrazione massima viene raggiunta tra metà agosto e metà settembre, quindi esattamente al rientro dalle ferie dei malcapitati soggetti allergici.
Oculoriniti e asma bronchiale sono le sintomatologie più comuni ed estremamente fastidiose che costano alla stato una crescente spesa e impegno sanitario da non sottovalutare.
La prima considerazione che viene da fare è che non bisogna aspettare agosto o settembre per urlare al pericolo e pensare a questo grave inconveniente con il dovuto anticipo.
Studiare per esempio come limitare la divulgazione della suddetta Ambrosia, incentivare i coltivatori e i proprietari di terreni al controllo della pianta infestante, lanciare sul territorio giardinieri e tagliaerbe in formazioni compatte antiambrosia e non solo pensare a come costruire le aiuole fiorite più belle nel proprio comune di residenza.
Insomma, come al solito è a monte che si dovrebbero prendere decisioni serie e non solo con slogan pubblicitari sparsi negli aeroporti o in altri luoghi pubblici per lavarsene le mani.
In condizioni climatiche ideali ovvero caldo, secco e vento, il polline potrebbe diventare davvero pericoloso per molti bambini e molti soggetti già allergici. Ma noi che possiamo fare?
Tutti gli individui allergici ai pollini e tutti i bambini più predisposti dovrebbero mettersi al riparo con un po’ di anticipo. Per i bambini è semplice: basta tenerli lontani dalla pianura fino alla seconda o terza settimana di settembre, il mare e la montagna sono per ora esenti da questa pianta infestante, quindi se avete bambini ad alto rischio cercate di orientare le loro ferie in questo periodo. Per gli adulti il discorso è più complesso da organizzare ma ugualmente possibile.
Infine è possibile eseguire un lavoro di prevenzione dell’attacco allergico lavorando sul paziente sensibile attraverso un adeguato lavoro di desensibilizzazione da eseguire almeno tre mesi prima e meglio sei ,del contatto con l’allergene. Sono sempre più numerosi i prodotti omeopatici mirati e studiati a questo proposito. Infine è indispensabile lavorare sull’intestino che è da sempre conosciuto dalla medicina cinese come direttamente collegato con le vie respiratorie.
Sono state riscontrate numerose allergie crociate tra alcuni cibi e molti pollini, in particolare sono frequenti per l’ambrosia le allergie crociate con alcuni frutti come la banana, il kiwi e il melone. E da ormai tempo sappiamo che nell’intestino si trova la fonte primaria maggiore della modulazione delle risposte immunitarie.
Una dieta mirata all’allontanamento di tutti i possibili fattori irritanti per l’intestino, oltre che l’utilizzo di specifici probiotici è un lavoro raccomandabile. Infine anche la fitoterapia cinese può essere un valido strumento sia per limitare gli attacchi in fase acuta che per lavorare in prevenzione sulla sensibilizzazione dell’apparato respiratorio.
Questi lavori ovviamente non sostituiscono l’effetto del cortisonico e dell’antistaminico, che nell’attacco acuto di asma possono essere considerati come farmaci salvavita e devono quindi essere sempre tenuti a portata di mano, ma ne possono fortemente limitare l’utilizzo e il ricorso, riducendo i fastidiosi effetti collaterali di questi farmaci, come la ritenzione idrica e la riduzione delle difese immunitarie e l’osteoporosi per i cortisonici e l’aumento di appetito e la sonnolenza per gli antiistaminici.
I farmaci sono quindi armi utilissime ma meglio sarebbe poterne fare a meno lavorando e impegnandosi sulla riduzione della concentrazione crescente dei pollini di ambrosia sul territorio e intervenendo sull’individuo attraverso un lavoro di desensibilizzazione progressiva della risposta immunitaria proallergenica.
Si tratta in entrambi i casi di prendersi cura con largo anticipo del problema e non una corsa ai ripari dell’ultimo momento che, purtroppo, non vede, al di là dei comuni farmaci, molte altre valide e significative soluzioni.
La sindrome da arto fantasma è la percezione fisica, molto spesso fastidiosa e dolorosa, di un segmento del corpo in seguito ad amputazione dello stesso.
La vaginite cronica o recidivante affligge davvero moltissime donne. Tuttavia la statistica non è facile da stimare anche perché molte sono le donne che nascondono il fenomeno.
Ho partecipato come relatore al 24° Congresso Internazionale di Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese organizzato dall’AMAB (Associazione Medici Agopuntori Bolognesi) e dalla Scuola Italo Cinese di Agopuntura svoltosi Sabato 22 maggio a Bologna presso il Palazzo della Cultura.
Ebbene si; è una mia battuta ma in Italia questa è la triste situazione.
Sono in arrivo le stagioni più calde e quindi per le persone che soffrono di insufficienza venosa iniziano i primi disagi e problemi. Pesantezza e gonfiore agli arti inferiori sono il primo sintomo, la comparsa di telangectasie (capillari visibili sulla cute), ectasie venose e infine la formazione di varici sono il risultato finale. L’insufficienza venosa non trova nella medicina occidentale, ne farmacologica ne chirurgica, una vera cura risolutiva.
Il coraggio non si compra, e se si comprasse sono sicura che sarebbe esaurito, vista l’elevata richiesta del prodotto! E’ la domanda di una mia paziente e affezionata lettrice questa, e la risposta è degna di essere pubblica.
Le infezioni virali da herpes sono del tutto particolari, la famiglia degli herpes formata dal Simplex 1 o labialis, Simplex 2 o vaginalis, Simplex 1-2 a localizzazione mista e Varicella Zoster si muove in modo del tutto peculiare. Questi virus infatti una volta incontrato il corpo da infettare per la prima volta si annidano in esso e rimangono latenti a vita per risvegliarsi in condizioni esterne o interne specifiche.
Si, per i cinesi le stagioni sono 5 e non 4, come per Vivaldi e per il resto del pianeta. Ma direte voi, ’sti cinesi son proprio matti!
In Medicina Cinese il caldo e il freddo sono da sempre considerati fattori indispensabili per porre una corretta diagnosi e per capire come curare una determinata patologia in un determinato paziente. Si dice che il freddo e il caldo possono essere interni o esterni, da pieno o da vuoto.
Esistono diversi modi di praticare agopuntura: l’auricolopuntura, la craniopuntura e l’addominoagopuntura; sono tutte e tre metodiche riferite a somatotopismi specifici delle corrispondenti zone corporee: padiglione auricolare, cranio e, naturalmente, addome.
Sembra una affermazione strana, in particolare nel nostro paese, dove pochi sono i medici che si accostano a questa disciplina se non attraverso piccoli corsi o comunque dedicando poche ore del loro lavoro a questa tecnica terapeutica.
Trovare un buon medico è difficile, siamo tutti d’accordo, per questo motivo molti ricorrono ad altre figure perchè traumatizzate da pregresse esperienze.
Da oltre un ventennio dalle nostre parti in occidente si fa un gran parlare di disfunzione erettile e consumo e vendita di farmaci mirati a questo problema sono in continua crescita.
Proprio ieri ero nel mio studio a Milano e mi sono accorta di aver finito gli aghi che uso abitualmente, molto più piccoli come diametro di quelli comunemente usati.
Questa sottile e importantissima differenza tra sentire la febbre e avere la febbre è sostanziale. Nel nostro paese e in tutto l’occidente si considera la febbre come il segnale indiscutibile di malattia in corso. L’assenza di febbre significa assenza di malattia dimostrabile e verificabile o addiritura inganno. Insomma se non hai almeno 38°gradi di temperatura non hai niente di serio!
L’eiaculazione precoce, anche nota come E.P, sembra estremamente diffusa come problematica insieme alla disfunzione erettile.

