La fitoterapia cinese: un importante strumento antidolorifico
30/8/10
Ho iniziato ad usare la fitoterapia cinese per trattare il dolore negli ultimi anni. Prima infatti mi incaponivo sul trattamento solo con l’agopuntura per ridurre al minimo l’assunzione di sostanze medicamentose, seppur naturali.
Il primo caso che mi ha fatto cambiare idea è stato quello di un paziente con una frattura di bacino a causa della quale non poteva spostarsi dal letto per eseguire trattamenti. Ho così iniziato a studiare le ricette più idonee per il mio paziente trovandone molte di antiche usate dai monaci shaolin per curare i traumi conseguenti ai combattimenti.
Ho quindi scoperto che la fitoterapia si pone nei confronti del dolore nella stessa identica ottica dell’agopuntura: far circolare l’energia nel punto del dolore e in particolare muovere il sangue.
Nelle ricette inoltre sono presenti dei prodotti che servono a drenare i liquidi che a causa dell’infiammazione si possono accumulare localmente e solo pochi prodotti hanno una azione antinfiammatoria nel senso di riduzione della risposta infiammatoria.
Ho iniziato ad usare queste ricette sui pazienti agofobici, che non sopportano neanche l’idea di essere trattati con l’agopuntura, piuttosto la morte! Prima cercavo di convincerli che un ago non poteva in nessun modo nuocere loro ma con gli anni ho imparato che in questi casi è meglio trovare un’altra soluzione.
Oggi al paziente agofobico non impongo più gli aghi ma lo tratto con la tecnica delle miofibrolisi e con l’ausilio della fitoterapia cinese oltre che con esercizi mirati e, devo dire, i risultati sono più che validi. Uno dei paziente trattato in questo modo è stato il marito di una mia collega agopunturista; il suo dolore alla spalla era iniziato già da diversi mesi ma il paziente non aveva proprio voluto saperne di trattarsi con l’agopuntura. Aveva quindi eseguito una visita ortopedica con diagnosi di tendinopatia inserzionale e lesione della cuffia dei rotatori, per il quale aveva poi subito intervento artroscopico.
Il decorso post operatorio era stato molto doloroso e aveva dovuto, nonostante tutto, accettare di sottoporsi ad alcuni trattamenti di agopuntura a scopo antalgico per riuscire a dormire e affrontare con più beneficio la riabilitazione. Ma, non appena iniziato a stare meglio, i trattamenti sono ovviamente stati sospesi. Permaneva comunque, anche dopo i canonici tre mesi dall’intervento un dolore notturno molto fastidioso, oltre che un limitato utilizzo funzionale, motivi per i quali aveva deciso di farsi operare.
Dopo un po’ di insistenza sono finalmente riuscita a prescrivergli una ricetta fitoterapica a scopo antidolorifico. Dopo una settimana il paziente riferiva di poter finalmente dormire bene di notte e di muoversi più liberamente, senza paura di sentire dolore, ma non ha voluto proseguire con la cura.
Dopo circa 8 mesi lamentava la comparsa di dolore alla spalla controlaterale, eseguiva nuovamente visita ortopedica che suggeriva un intervento artroscopico da programmare con calma, per tendinopatia inserzionale in assenza di lesioni conclamate.
Questa volta il paziente mi ha subito contattato e ha iniziato a prendere il suo rimedio fitoterapico con continuità, risolvendo completamente il dolore notturno alle spalle e migliorando anche la sua condizione generale. Oggi riferisce maggior stato di benessere e remissione della fastidiosa sindrome diarroica cronica inveterata. E’ entusiasta del risultato e alla recente visita ortopedica la sua condizione di benessere ha convinto anche il chirurgo a rinunciare all’intervento artroscopico anche se neanche un accenno è stato fatto da parte del paziente a proposito della terapia fitoterapica ancora in corso.
Da allora ogni paziente agofobico viene da me trattato con miofibrolisi, eventuale taping, esercizi di fisioterapia mirati e con l’aggiunta della ricetta fitoterapica antalgica che cerco di associare alla sua costituzione di base.
L’utilizzo della fitoterapia cinese in senso squisitamente antalgico è utilissima in associazione all’agopuntura in quei numerosi pazienti che, abitando troppo lontani, non possono eseguire trattamenti troppo ravvicinati e nei pazienti particolarmente acuti o con gravi dolori cronici presenti da oltre 20-30 anni che non possono o non desiderano assumere terapia antalgica tradizionale.
Infine offre uno strumento utile per mantenere gli effetti del trattamento durante la sospensione delle ferie e per quei pazienti ritardatari che decidono di iniziare il trattamento a ridosso della partenza per le vacanze.
Mi viene da sorridere pensando a tanti anni fa, quando il primo paziente mi diceva mentre lo trattavo con l’agopuntura:
La sindrome da arto fantasma è la percezione fisica, molto spesso fastidiosa e dolorosa, di un segmento del corpo in seguito ad amputazione dello stesso.
E già, lo sanno tutti gli uomini: avere pensieri per la testa può rendere difficile, se non impossibile, avere rapporti sessuali soddisfacenti. Per le donne è uguale: i pensieri riducono il desiderio e uccidono il piacere.
La vaginite cronica o recidivante affligge davvero moltissime donne. Tuttavia la statistica non è facile da stimare anche perché molte sono le donne che nascondono il fenomeno.
Succede molto spesso che ci si ricorda della odiosa cellulite quando si avvicina l’estate. Succede lo stesso anche con il seno; una mia conoscente senologa, mi riferisce un netto aumento di visite senologiche con l’avvicinarsi dell’estate, come se le donne si accorgessero di avere un seno solo prima dell’estate!
Ho partecipato come relatore al 24° Congresso Internazionale di Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese organizzato dall’AMAB (Associazione Medici Agopuntori Bolognesi) e dalla Scuola Italo Cinese di Agopuntura svoltosi Sabato 22 maggio a Bologna presso il Palazzo della Cultura.
In questi giorni di tempo assolutamente incerto e piovoso, ci ritroviamo nuovamente in prossimità della quinta stagione ovvero dell’ennesimo periodo di transizione, dalla primavera, che a dire il vero ancora non abbiamo visto un gran che, verso l’estate. Osservo in molti pazienti problematiche collegate alla funzionalità gastroenterica oltre che a quelle respiratorie.
Ecco un argomento che sicuramente va molto alla moda, l’antiaging. La prima cosa che tutti sanno è che gli anni bisogna non sentirseli. Vi ricordate il Gabbiano Jonathan Livingston quando vuole teletrasportarsi senza muovere le ali? Il trucco è “ essere già lì” e soprattutto crederci.
Secondo la medicina cinese l’esame della lingua, così come l’ascolto dei polsi, è un punto chiave della diagnosi. Entrambe queste manovre diagnostiche sono conosciute anche nella medicina occidentale come manovre di semeiotica tradizionale. Ma nella medicina cinese questi due esami sono estremamente soffisticati e chiarificatori.
Ebbene si; è una mia battuta ma in Italia questa è la triste situazione.
Sono in arrivo le stagioni più calde e quindi per le persone che soffrono di insufficienza venosa iniziano i primi disagi e problemi. Pesantezza e gonfiore agli arti inferiori sono il primo sintomo, la comparsa di telangectasie (capillari visibili sulla cute), ectasie venose e infine la formazione di varici sono il risultato finale. L’insufficienza venosa non trova nella medicina occidentale, ne farmacologica ne chirurgica, una vera cura risolutiva.
Il coraggio non si compra, e se si comprasse sono sicura che sarebbe esaurito, vista l’elevata richiesta del prodotto! E’ la domanda di una mia paziente e affezionata lettrice questa, e la risposta è degna di essere pubblica.
Le infezioni virali da herpes sono del tutto particolari, la famiglia degli herpes formata dal Simplex 1 o labialis, Simplex 2 o vaginalis, Simplex 1-2 a localizzazione mista e Varicella Zoster si muove in modo del tutto peculiare. Questi virus infatti una volta incontrato il corpo da infettare per la prima volta si annidano in esso e rimangono latenti a vita per risvegliarsi in condizioni esterne o interne specifiche.
Si, per i cinesi le stagioni sono 5 e non 4, come per Vivaldi e per il resto del pianeta. Ma direte voi, ’sti cinesi son proprio matti!
In Medicina Cinese il caldo e il freddo sono da sempre considerati fattori indispensabili per porre una corretta diagnosi e per capire come curare una determinata patologia in un determinato paziente. Si dice che il freddo e il caldo possono essere interni o esterni, da pieno o da vuoto.

