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	<title>Uno Due Tre&#187; Attenti a..</title>
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	<description>Volersi bene è già curarsi</description>
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    <title>Uno Due Tre</title>
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		<title>Lo Yoga può far male?</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 06:00:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; uscito recentemente sulla Repubblica un articolo di Federico Rampini sui possibili effetti dannosi di questa antica disciplina. Nell&#8217;articolo in questione si sottolinea lo svilupparsi di una crescente e cosiddetta  allarmante &#8220;sindrome da incidenti di yoga&#8221; che io definirei sindrome da malpratica di yoga e che anche Rampini  stesso riconosce come tale nello svilupparsi del suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images37.jpeg" rel="lightbox[6920]"><img class="alignleft size-full wp-image-6933" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images37.jpeg" alt="Catherine Bellwald Lo Yoga può far male?" width="220" height="229" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Lo Yoga può far male?" /></a>E&#8217; uscito recentemente sulla Repubblica <a href="http://rampini.blogautore.repubblica.it/2012/01/10/allarme-dagli-usa-lo-yoga-puo-anche-far-male/" target="_blank">un articolo di Federico Rampini </a>sui possibili effetti dannosi di questa antica disciplina. Nell&#8217;articolo in questione si sottolinea lo svilupparsi di una crescente e cosiddetta  allarmante &#8220;sindrome da incidenti di yoga&#8221; che io definirei <strong><em>sindrome da malpratica di yoga</em></strong> e che anche Rampini  stesso riconosce come tale nello svilupparsi del suo articolo.</p>
<p>L&#8217;argomento è in effetti interessante e diventa più che legittimo affrontarlo con serietà e competenza senza ritenerlo un tabù ma cercando di chiarire alcuni aspetti importanti di questa questione: può lo yoga far male?</p>
<p>Pratico yoga da oltre 30 anni e in tutto questo tempo non mi è mai capitato di avere problematiche fisiche correlate con la mia pratica; semmai posso dire con onestà che lo yoga mi ha consentito di mantenere un&#8217;attenzione e consapevolezza corporea anche su altri sport come la corsa, l&#8217;equitazione, il trekking e lo sci  che portano a frequenti incidenti e disturbi fisici da ipersollecitazione meccanica. Quando non sto bene so esattamente quali esercizi non fare e quali fare e questo è assolutamente vero.</p>
<p>Certamente un caso come il mio non rappresenta nessuna incidenza e tanto meno può far testo per il fatto che possiedo nozioni di anatomia, fisiologia, recupero motorio, conseguiti con i miei studi in medicina e riabilitazione e con il mio lavoro. E&#8217; altrettanto vero però che  <strong>i numeri segnalati nell&#8217;articolo di Rampini non danno realmente la dimensione del problema</strong> in quanto non sono associati al numero di praticanti totali ne&#8217; al numero di praticanti che non solo stanno bene ma che dalla pratica hanno tratto benefici.</p>
<p>Ovvero non emerge una percentuale di danno e tanto meno si confronta con altri sport o discipline e questo non consente di avere una visione completa ma solo parziale e oserei dire &#8220;direzionabile&#8221; e impressionabile. L&#8217;affermazione  che &#8220;<em>molte persone non sono adatte alla pratica dello yoga e farebbero meglio a smettere</em>&#8221; e la conclusione che &#8220;<em>per praticare yoga bisogna essere in ottima salute</em>&#8221; mi sembrano un pò eccessive e tendenziose.</p>
<p><strong>Lo yoga è innanzitutto una via</strong>, non solo uno sport, ovvero <strong>una possibilità di sviluppare qualcosa di unico e di individuale utile su diversi piani dell&#8217;individuo</strong>. Una buona pratica consente di arrivare al silenzio e alla <strong>possibilità di creare un vuoto dentro di sè</strong> . I  pensieri meccanici hanno la possibilità di sgretolarsi  liberando la nostra mente ad un mondo decisamente più espanso dove il pensiero può svilupparsi, elevarsi  e viaggiare molto più liberamente, <strong>come attingendo a qualcosa di superiore.</strong></p>
<p>Queste esperienze possono arricchire il praticante di yoga che in questa era soffre più che in ogni altra epoca per il senso di assenza di libertà. L&#8217;individuo moderno di oggi come non mai sente di essere prigioniero dei propri pensieri meccanici e di molteplici condizionamenti esterni.</p>
<p><strong>Lo yoga visto sotto questo profilo interno e interiorizzato può essere considerato come un unguento, una medicina per molte malattie dell&#8217;anima</strong> compresa la depressione e l&#8217;ansia di cui tanto si parla in giro. E&#8217; da considerare che molti sport possono a loro volta diventare una via. L&#8217;alpinismo di Messner, per fare un esempio, non è solo uno sport ma diventa, nel modo in cui lui lo pratica, una vera e propria via, un modo per evolvere, per andare oltre ai propri limiti e al proprio modo di pensare,   creando qualcosa di nuovo come lui ha prodotto.</p>
<p>Ma come lui stesso  dice: quello che va bene a me non va bene ad altri, anzi può essere nocivo e pericoloso</p>
<p>Nella mia esperienza <strong>non vi è nulla che sia una medicina uguale per tutti e per tutto</strong>.  Come  per la fitoterapia cinese se un rimedio fitoterapico è efficace per una patologia specifica, lo stesso rimedio può, se assunto erroneamente, diventare dannoso per altri individui. Il fatto di essere naturale non lo rende meno nocivo, è infantile e puerile ragionare in questo modo.</p>
<p>Come sempre si tratta di <strong>conoscere la materia in modo approfondito, non solo studiando ma anche praticando</strong>. <strong>Ogni postura ha degli effetti fisici e meccanici che, se eseguiti su soggetti con problematiche fisiche specifiche possono aver bisogno di correzioni e personalizzazioni individuali non sempre già codificate sui libri.</strong></p>
<p>Inoltre <strong>lo yoga come molte discipline orientali e come molte religioni tendono a  restare condizionate dalla tradizione, &#8220;si faceva così e così dobbiamo fare</strong>&#8220;. L&#8217;insegnamento rischia di diventare qualcosa di morto, il cui valore  oggi non ha lo stesso valore e la stessa efficacia di quella che poteva avere a quei tempi. Ricordiamo che anticamente il praticante di yoga veniva selezionato da bambino e  cresceva dedicando allo yoga una vita intera.  Oggi non è più così; inoltre si traducono i testi antichi, cercando di applicarli e capirne il significato <strong>non senza il rischio di interpretare.</strong></p>
<p>Ma ancora non è tutto. Per esperienza posso affermare che la pratica dello yoga non è tale se non si arriva a un certo tipo di intensità. <strong>E&#8217; l&#8217;intensità della pratica a renderla efficace</strong>. Si tratta, come per molti farmaci e per  la fisioterapia, di un &#8220;delta di azione efficace&#8221; talora molto piccolo e a volte vicino al limite del potenzialmente nocivo. Il che rende necessario da parte di chi prescrive farmaci, pratica la fisioterapia ma anche di chi guida una pratica di yoga e di chi la esegue, una  <strong>notevole attenzione e capacità di ascolto per non rischiare di passare dalla pratica all&#8217;acqua di rose a quella dissennata e dannosa.</strong></p>
<p>Ci addentriamo così in una dimensione che può diventare pericolosa, quando chi  insegna o chi  pratica yoga entra in una condizione di fanatismo e di incapacità di essere equilibrato. Ma cerchiamo di non farci fregare dal modo di pensare di questa nuova nostra società moderna che vorrebbe etichettare tutto come sicuro, come  la carne che si compra al supermercato: non è così semplice.</p>
<p>Di chi è la responsabilità se, durante una lezione, il praticante di yoga che lavora al supermercato sollevando pesi ha avvertito per tutta la settimana un dolore sciatico ingravescente, e durante la lezione ha insistito facendo tutte le posture  pur sentendo male fino a sentire chiaramente una fitta di dolore nella posizione della pinza (pascimottasana), procurandosi o peggiorando una discopatia lombare: dell&#8217;insegnante o dell&#8217;allievo?</p>
<p>Io da allieva dico: è mancata consapevolezza dell&#8217;allievo, come del runner che si procura una meniscopatia o tendinopatia delle ginocchia perchè non si è fermato in tempo. Non si è ascoltato, ha superato per ego o per distrazione il suo limite fisico e ne paga le conseguenze.</p>
<p>L&#8217;insegnante di yoga diventa responsabile delle conseguenze quando il suo allievo lo avverte del suo dolore e lui non lo ascolta oppure gli dice di proseguire senza aver paura del dolore e senza una reale consapevolezza dei veri limiti del praticante: questa diventa omissione di responsabilità. E&#8217; vero che molti medici senza conoscere lo yoga potrebbero dire di sospendere questa pratica in quanto causa di dolore, senza badare troppo al sottile e magari distruggendo anni di lavoro positivi. Ma è altrettanto vero che <strong>l&#8217;insegnante di yoga potrebbe non essere in grado di capire che alcuni esercizi in quel determinato caso e situazione infiammatoria possono diventare pericolosi:</strong> una anterolistesi lombare per esempio può peggiorare con esercizi di estensione, e una rettilinizzazione lombare o cervicale con protrusioni discali può peggiorare con esercizi di flessione soprattutto se mantenuta a lungo e questi ultimi sono casi molto frequenti e quasi sempre prodotti dalla vita sedentaria o da altre condizioni lavorative.</p>
<p>Un buon insegnante o maestro di yoga deve si aver studiato lo yoga e il corpo umano ma anche e soprattutto aver praticato a lungo e insegnato altrettanto a lungo.  E  anche lui come l&#8217;allievo e come molti medici  non deve cadere nel delirio di onnipotenza conferitogli dal suo ruolo e cercare di mantenere un giudizio più oggettivo possibile.</p>
<p>Federico Rampini si stupisce del fatto che molti maestri soffrono di disturbi fisici; perchè no? dico io; il fatto di insegnare yoga non li rende per questo motivo invulnerabili. Tensioni emotive viscerali e momenti di inconsapevolezza motoria possono colpire anche loro. Aver conseguito una consapevolezza individuale  in uno specifico campo non significa averla mantenuta a 360 gradi e in modo continuativo.</p>
<p><strong>Molti dolori sono espressioni di  tensioni interne e il riflesso di disturbi viscerali profondi e possono emergere durante la pratica</strong>. Discernere in quali casi ci si trova non è facile. Correre dall&#8217;ortopedico al primo piccolo e transitorio dolore di spalla  senza aspettare di vedere cosa succede, oppure perseverare con mesi o anni di lombosciatalgia senza rivolgersi a uno specialista del settore, meglio se medico e  con competenze specifiche, sono entrambi errori, il primo da eccesso di paura e il secondo da omissione di responsabilità.</p>
<p>L&#8217;equilibrio, il giusto agire e parlare, sono l&#8217;obbiettivo da raggiungere; qualcuno è ancora molto lontano, qualcuno è già vicino; errare è più che comprensibile per entrambi.</p>
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		<title>Correzione posturale: attenti alla vista</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 06:00:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un altro serio problema spesso poco considerato quando si parla di postura è la vista. La presenza di un severo difetto della vista, soprattutto da vicino, produce sul corpo una postura viziatissima che potremmo definire secondaria. Ovvero non è essa stessa un atteggiamento dovuto al carattere della persona ma una risposta a una difficoltà; di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images36.jpeg" rel="lightbox[6396]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6605" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images36-150x139.jpg" alt="Catherine Bellwald Correzione posturale: attenti alla vista" width="236" height="220" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Correzione posturale: attenti alla vista" /></a>Un altro serio problema spesso poco considerato quando si parla di postura è la vista.</p>
<p>La presenza di un severo <strong>difetto della vista</strong>, soprattutto da vicino, produce sul corpo una <strong>postura viziatissima</strong> che potremmo definire <strong>secondaria</strong>. Ovvero non è essa stessa un atteggiamento dovuto al carattere della persona ma una risposta a una difficoltà; di solito quella nel leggere.</p>
<p>Il paziente di solito non avvicina il giornale o il pc agli occhi ma avvicina il volto! In questo modo il tratto cervicale si trova in anteroposizione con tendenza alla <strong>cifosi del tratto inferiore e rettilinizzazione del tratto superiore.</strong></p>
<p>Inoltre l&#8217;asse di allineamento  della testa è totalmente perso e i<strong>l peso del cranio  grava interamente sui muscoli cervicali </strong>scaleni, trapezi e talora anche sui muscoli strenocleidomastoidei che  inevitabilmente si contraggono in modo anomalo.</p>
<p>Ne consegue, nel migliore dei casi, una <strong>cervicalgia muscolotensiva </strong>e nel peggiore un  <strong>quadro di discopatie cervicali </strong>anche severo con possibilità di protrusioni multiple, ernie estruse o frammenti erniari a cui possono accompagnarsi dolori chiamati brachialgie, non solo cervicali ma irradiati alle braccia e alle mani; questi sintomi sono spesso molto dolorose e fastidiosi in quanto corrispondono a vere e proprie nevralgie.</p>
<p>La cosa più logica è certamente correggere il difetto visivo con una valutazione oculistica completa, ma non basta; resta comunque l&#8217;atteggiamento che in questo caso è una memoria corporea o psicomotoria ovvero anche se ci sono gli occhiali correttivi più idonei <strong>il corpo ricorda la schema di movimento che è diventato un atteggiamento automatico.</strong></p>
<p>La persona tende così a ripetere quegli schemi corporali, prima conseguenti alla patologia visiva, e che rimangono in atto anche dopo che il difetto visivo è stato corretto, continuando ad aggravare la situazione cervicale muscolare e osteoarticolare.</p>
<p>L&#8217;unico modo per agire su di essi è in primo luogo <strong>consapevolizzare e osservare il difetto posturale acquisito,</strong> successivamente correggerlo continuamente fino a <strong>riprogrammare lo schema corporeo</strong>.</p>
<p>E&#8217; sbagliato affermare &#8220;io sono così&#8221; pensando di non poter modificare la situazione oppure ancora peggio offendersi se qualcuno ci fa osservare la nostra posizione scorretta: ben venga qualcuno che ce la fa osservare; la consapevolezza della propria postura non è infatti, nella gran parte dei casi, qualcosa con cui si nasce, ma va costruita giorno per giorno.</p>
<p>Come per ogni cosa bisogna impegnarsi e lavorarci sopra con energia magari facendosi aiutare da specialisti del settore rieducativo e posturale.</p>
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		<title>La correzione posturale: attenti alle pose</title>
		<link>http://www.unoduetre.eu/2011/10/20/la-correzione-posturale-attenti-alle-pose/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 05:00:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le pose sono tutte le posizioni che il nostro corpo assume per apparire o sentirsi in una determinata maniera. In realtà molte posizioni sono anche delle pose e molte pose si assumono per abitudine. Diventa quindi difficile poi discernere come una posa si costituisca e si mantenga al di là del voler apparire o percepirsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6485" class="wp-caption alignleft" style="width: 264px"><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-103.jpeg" rel="lightbox[6393]"><img class="size-thumbnail wp-image-6485" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-103-150x150.jpg" alt="Catherine Bellwald La correzione posturale: attenti alle pose" width="254" height="254" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu La correzione posturale: attenti alle pose" /></a><p class="wp-caption-text">tipica postura scorretta</p></div>
<p><strong>Le pose sono tutte le posizioni che il nostro corpo assume per apparire o sentirsi in una determinata maniera</strong>. In realtà molte posizioni sono anche delle pose e molte pose si assumono per abitudine. Diventa quindi difficile poi discernere come una posa si costituisca e si mantenga al di là del voler apparire o percepirsi in un modo piuttosto che in un altro.</p>
<p>Non ci crederete ma <strong>le pose sono uno dei nemici numero uno della postura corretta</strong>.</p>
<p><strong>Le gambe incrociate da seduti </strong>per fare un esempio<strong> </strong>sono un tipico gesto a valenza sia maschile che femminile,  sicuramente nocivo al rachide lombare quando protratto e ripetuto. Questo perchè l&#8217;incrocio favorisce il cedimento in cifosi del tratto lombare. Questa posa credetemi è davvero difficile da togliere in quanto la posizione a gambe incrociate è sexy per la donna e trasmette anche in un ambito lavorativo  un senso di disinvoltura e di amicizia talora indispensabili.</p>
<p>Nei pazienti con note discopatie lombari o cervicali e ricorrenti algie, oltre a eseguire sedute di agopuntura che hanno una grande possibilità di togliere l&#8217;infiammazione senza dover ricorrere al corstisonico, <strong>insisto molto sulla correzione posturale soprattutto quando riconosco il ripetersi di alcune pose nocive al rachide.</strong></p>
<p>Le raccomandazioni sono ben conosciute agli addetti ai lavori e non: non sollevare pesi, chinarsi piegando le gambe, sedersi tenendo i piedi appoggiati a terra e la regione lombare sostenuta. Pertanto la correzione delle gambe incrociate è spesso la più difficile e sfugge sistematicamente al controllo anche dei pazienti più attenti. E&#8217; frequente che in una singola seduta <strong>la mia correzione di questa posa si ripeta più e più volte beccando il paziente &#8220;sul fatto&#8221; come con le dita nella marmellata!</strong></p>
<p>Ci sono poi pose meno comuni ma altretanto deleterie, anzi forse molto più pericolose; fra queste citiamo quella di <strong>tenere la testa leggermente inclinata da un lato in segno di ascolto o di condivisione</strong>,  tipica del personaggio Orazio della serie televisiva CSI Miami tanto per fare un esempio concreto. Questa semplice e apparentemente innocua posa, quando protratta e ripetuta sistematicamente nel tempo, può generare una scoliosi funzionale capace di stabilizzarsi. Ne possono seguire algie cervicali e cervicobrachiali, talora sostenute da quadri di discopatie cervicali più o meno marcate.</p>
<p>Correggere questo tipo di posa è ancora più difficile; è necessario attivare un sistema di vigilanza e di consapevolezza posturale continuativa per cogliere la posa e correggerla sul nascere. A peggiorare la situazione succede che <strong>il paziente non si accorge </strong><strong>della sua posa </strong><strong>se non attraverso uno specchio o una foto</strong>. L&#8217;unico modo è quello di scattarsi mentalmente delle foto e osservarsi meticolosamente.</p>
<p>Allo stesso modo è utile osservare quale emozione si collega alla posa per individuarla più facilmente. Un lavoro molto complesso, spesso poco accetto dal paziente ma in alcuni casi indispensabile per ottenere la risoluzione completa del dolore.</p>
<p><strong>Attenti quindi quando vedete nascere una posa; ricordatevi che poi non è facile  rimediare ai danni che si possono causare al rachide, almeno non con la stessa facilità con cui si può togliere una ruga dal volto!</strong></p>
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		<title>Come abbassare i valori di colesterolo in modo naturale</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 05:00:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Apriamo un capitolo di grande interesse medico scientifico oltre che divulgativo:  per dislipidemie si intende un aumento della concentrazione plasmatica di grassi nel sangue, per lo più colesterolo e trigliceridi o entrambi. Oggigiorno, con il miglioramento della biochimica, l&#8217;attenzione si è focalizzata non solo sull&#8217;aumento del colesterolo e dei trigliceridi presi singolarmente come si faceva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4498" title="colesterolo" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/colesterolo.jpg" alt="Catherine Bellwald Come abbassare i valori di colesterolo in modo naturale" width="288" height="228" />Apriamo un capitolo di grande interesse medico scientifico oltre che divulgativo:  per dislipidemie si intende un aumento della concentrazione plasmatica di grassi nel sangue, per lo più <strong>colesterolo e trigliceridi o entrambi.</strong></p>
<p>Oggigiorno, con il miglioramento della biochimica, l&#8217;attenzione si è focalizzata non solo sull&#8217;aumento del colesterolo e dei trigliceridi presi singolarmente come si faceva una volta ma sul r<strong>apporto presente tra i diversi tipi di colesterolo e i trigliceridi.</strong></p>
<p>I pazienti più aggiornati sanno che bisogna avere un buon rapporto tra colesterolo totale e HDL  compreso tra 4 e 5 per essere in buona salute. Secondo il biochimico Barry Sears anche il rapporto tra trigliceridi e HDL è fondamentale e deve essere inferiore a 4.</p>
<p>Ma torniamo un pò indietro cosa sono i trigliceridi e il colesterolo per il corpo umano?</p>
<p>Innanzi tutto sono grassi e su questo non si discute, quindi sono insolubili in acqua, questa caratteristica fa si che  i grassi presenti nel corpo non possano  essere assorbiti senza un processo di esterificazione mediato dai sali biliari, prodotti dal fegato e immagazinati nella colecisti e non possono viaggiare liberamente nel sangue senza essere legati alle lipoproteine a bassa o alta densità ( vedi LDL, VLDL, HDL)</p>
<p>La seconda cosa importante è  sapere che possiamo <strong>produrre lipidi in modo endogeno</strong> partendo sia da glucidi che da proteine, la fonte maggiore di produzione proviene certamente dai glucidi.</p>
<p>Si ritiene che ben <strong>l&#8217;80 % del colesterolo dipenda dalla produzione interna e non dalla quantità di colesterolo introdotto con l&#8217;alimentazione.</strong> Sono gli zuccheri in eccesso che aumentano la loro produzione e in particolare come dice alle sue conferenze il Dott Berry Sears sono i glucidi a basso costo e i grassi idrogenati o trans ad aumentare, attraverso l&#8217;alimentazione, la capacità di produrre il colesterolo endogeno dannoso ovvero LDL.</p>
<p>Un altro aspetto su cui è opportuno fare una riflessione è il considerare il colesterolo come un elemento di vitale importanza e non solo un pericolo; esso infatti <strong>entra nella costituzione di sostanze  complesse come gli ormoni </strong>steroidei, fra cui testosterone, cortisolo, estrogeno, progesterone e molte altre molecole altamente specializzate come la Vitamina D per fare un esempio.</p>
<p>Il livello di colesterolo nel paziente anziano è inoltre considerato come un<strong> importante  indice di salute</strong>. Nel <strong>paziente ultraottantenne</strong> infatti avere un colesterolo basso è strettamente collegato con una aumento della morbilità (possibilità di ammalarsi) e della mortalità (possibilità di morire) ed è considerato come un segno di fragilità.</p>
<p>Un altro fattore sul quale è utile riflettere è che <strong>il valore di allarme del colesterolo sembra abbassarsi sempre di più con il passare degli anni </strong>così come i valori di ipertensione arteriosa. Una volta il valore critico era 260 mg oggi è 200mg e per soggetti a rischio sembra scendere ulteriormente.</p>
<p>E&#8217; di grande interesse la diatriba sui reali rischi ed efficacia della classe di farmaci più usati per ridurre il colesterolo: <strong>le statine.</strong> Le statine inducono una <strong>riduzione della produzione endogena di colesterolo attraverso un&#8217;azione diretta sull&#8217; enzima che lo genera,</strong> un&#8217;azione parallela sarebbe però anche presente sul tessuto muscolare per analogia di molecola.</p>
<p><span id="more-4458"></span></p>
<p>Le ultime metanalisi hanno messo insieme i dati della <strong>prevenzione primaria </strong>(pazienti aventi solo un colesterolo alto) e <strong>della prevenzione secondaria</strong> (pazienti con ipercolesterolemia e pregressi eventi cardiologici o neurologici come un infarto o un ictus per intenderci) e secondo il parere di numerosi medici  del settore questo dato ha  alterato significativamente i valori di<strong> NNT</strong> (Number needed to treat) ovvero <strong>quanti pazienti devo trattare per evitare un evento patologico.</strong></p>
<p>I valori di NNT sono discordanti; alcuni parlano di valori fino a 71 altri dati di valori compresi tra 20-40, per tempi compresi tra 3-5 anni di terapia.  In parole povere significa che avrò trattato nel primo caso 70 pazienti per 3-5 anni senza aver riscontrato alcun beneficio comprovabile.</p>
<p>Inoltre il <strong>NNH</strong> (Number needed to harm) ovvero <strong>dopo quanti pazienti trattati insorge un evento collaterale indesiderato</strong> è davvero notevole: i valori  per la rabdomiolisi conclamata sembrano alti e non sono certi (si intende per rabdomiolisi un evento grave capace di condurre a morte il paziente per distruzione del tessuto muscolare), ma ci sono cifre molto più basse per altri eventi come insufficienza renale (434),miopatia in senso lato(259), alterazione della funzionalità epatica (136) e cataratta (33).</p>
<p>Da alcuni lavori sembra che la popolazione femminile così come quella con età superiore a 65 anni non abbia gli stessi benefici rispetto alla popolazione maschile sotto i 65 anni con episodi ischemici pregressi.</p>
<p>E&#8217; inoltre ormai accettato che la somministrazione di statine <strong>riduce la concentrazione di Coenzima Q10 nell&#8217;organismo</strong> anche fino al 40%, favorendo <strong>lo stress ossidativo</strong> da parte delle cellule  in senso lato e molti sono i medici che consigliano di assumere coenzima Q10 a tutti i pazienti in terapia con statine per bilanciare questo problema.</p>
<p>Il biochimico Barry Sears sostiene che le statine aumentino anche l&#8217; AA ovvero l&#8217;Acido Arachidonico inteso come fonte primaria di eicosanoidi detti &#8220;cattivi&#8221;, considerati come degli ormoni prodotti dalle cellule dell&#8217;intero organismo in grado di promuovere la distruzione cellulare. Il loro eccesso sembra essere stato riconosciuto appunto alla base dello sviluppo delle malattie croniche.</p>
<p>Infine le <strong>associazioni farmacologiche con le statine sono molto pericolose</strong> e possono aumentare il rischio di rabdomiolisi, anche per farmaci apparentemente innocui come gli antibiotici e la cimetidina. Purtroppo queste associazioni sono difficili da  sorvegliare e limitare nei pazienti anche per una scarsa informazione da parte loro e talora anche sottostima del pericolo da parte del medico che  somministra le statine.</p>
<p>La correzione farmacologica mediata dalle statine è attualmente <strong>in rivalutazione;</strong> se da un lato è provato che diminuisca il rischio di infarto nei soggetti ad alto rischio, alcuni sostengono che possa essere aumentato il rischio di cardiopatia congestizia legata ad una minor funzionalità del muscolo cardiaco e altri che la terapia sia troppo rischiosa in caso di sola prevenzione di pazienti sani.</p>
<p>Le statine rappresentano per l&#8217;industria farmacologica <strong>il più grande business di questi ultimi tempi</strong>, sono i farmaci più venduti e con maggior incasso al mondo. Sono moltissmi i medici che richiedono un&#8217;ulteriore metanalisi che divida bene la prevenzione primaria da quella secondaria.</p>
<p>Prima di trattare un soggetto sano senza storia di patologie ischemiche solo perche ha dei valori alti di colesterolo è necessario pensarci bene, in particolare se si tratta di donne o di pazienti con età superiore a 65 anni.</p>
<p>Inoltre la possibilità di evitare questi farmaci esiste; si tratta di ragionare in modo diverso, non introdurre sostanze che interferiscano così drasticamente sulla capacità di produrre il colesterolo tout court, ma lavorare sulla possibilità di aumentare il colesterolo HDL e ridurre il coletesrolo LDL attraverso <strong>modificazioni del regime alimentare e dello stile di vita.</strong></p>
<p>Non solo limitarsi ad <strong>e</strong><strong>vitare  di assumere dosi elevate di alimenti contenenti colesterolo</strong> come le ostriche,  e il rosso dell&#8217;uovo e i formaggi ma soprattutto, <strong>eliminare  l&#8217;assunzione di grassi trans</strong> e <strong>limitare l&#8217;ingestione di eccessive quantità di carboidrati sotto forma di glucidi a basso costo ovvero farine e zuccheri lavorati industrialmente</strong>.</p>
<p>Consigliare di mangiare cibo spazzatura insieme a una bella pastiglia di statina come abbiamo sentito dai giornali, sembra  una battuta ma c&#8217;è chi ragiona in questo modo ed è assolutamente in linea con il modo di pensare di molte persone e delle case farmaceutiche!</p>
<p>L&#8217;utilizzo della soia per esempio, al di là degli slogan allarmistici anti soia presenti sulla rete, che hanno un sentore di anti propaganda guidata presumibilmente da interessi economici. Questo alimento è considerato fra i più poveri. La soia è usata in Asia da secoli come ingrediente base della dieta  sembra aver dimostrato da recenti studi non solo di limitare l&#8217;assorbimento di colesterolo ma anche di aumentare la frazione di HDL.</p>
<p>Gli steroli e polifenoli sono anche queste categorie di sostanze presenti in numerose specie di <strong>verdura e frutta</strong> , assunte regolarmente ogni giorno dalle 3 alle 5 porzioni,  hanno la caratteristica di ridurre  lo stress ossidativo in modo significativo.</p>
<p>L&#8217;assunzione di <strong>olio di pesce </strong>oltre che alimentarsi regolarmente con dosi di <strong>pesce </strong>di vario tipo, è  un altro utilissimo sistema per modificare  i valori di di LDL e di colesterolo totale.</p>
<p>Anche l&#8217;<strong>allenamento fisico regolare</strong> di grado medio sembra poter limitare la concentrazione di colesterolo LDL.</p>
<p>E infine anche la fitoterapia può essere un valido aiuto per limitare la produzione di colesterolo endogeno, il <strong>Monascus  o Hong qu o riso rosso</strong>, è il riso fermentato dalla presenza di un lievito che ne conferisce il colore rosso appunto. Da secoli in Oriente questo prodotto è considerato sia un alimento che un fitoterapico.</p>
<p>Il Monascus è capace di ridurre i valori di colesterolo endogeno, per il suo contenuto naturale di lovastatina e per questo  andrà comunque dosato e somministrato con attenzione e cura ma con una maggior maneggevolezza e limitata tossicità rispetto alle statine sintetiche in commercio.</p>
<p>La scelta di assumere statine in prevenzione primaria deve essere a mio parere eseguita solo dopo il fallimento di queste metodiche, suggerimenti dietetici, stile di vita e utilizzo di fitoterapici.</p>
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		<title>Grassi idrogenati: danni e pericoli.</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 05:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti conoscono la fama del colesterolo, inteso come grasso pericoloso per il sistema circolatorio e quindi come fattore di rischio per le patologie cardiocircolatorie in genere. Forse sono meno le persone in grado di sapere che esistono anche altri grassi estremamente pericolosi con una ridotta fama popolare, sono i grassi trans, detti anche grassi idrogenati. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-4174" style="border: 5px solid white;" title="25-margarina" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/25-margarina-300x217.jpg" alt="Catherine Bellwald Grassi idrogenati: danni e pericoli." width="300" height="217" />Tutti conoscono la fama del colesterolo, inteso come grasso pericoloso per il sistema circolatorio e quindi come fattore di rischio per le patologie cardiocircolatorie in genere.</p>
<p>Forse sono meno le persone in grado di sapere che esistono anche altri grassi estremamente pericolosi con una ridotta fama popolare, sono i<strong> grassi trans</strong>, detti anche <strong>grassi idrogenati.</strong></p>
<p>In America, e in particolare  a New York, esiste una battaglia molto spinta per far eliminare dai ristoranti e dalle industrie alimentari questi nocivi e nuovi ingredienti. In termini semplici sono acidi grassi per lo più di origine vegetale che attraverso la cottura ad alte temperature o attraverso sistemi di lavorazione chimica vengono trattati mediante idrogenazione, modificano così la loro struttura chimica dalla quella naturale in &#8220;cis&#8221; a quella artificialmente prodotta in&#8221;trans&#8221;.</p>
<p>Grazie al metodo con il quale dagli inizi del xx secolo vengono prodotte numerose margarine di origine vegetale, si sono creati in questo modo grassi a basso costo che hanno invaso l&#8217;industria alimentare a macchia d&#8217;olio. Biscotti, merendine, focacce, pizzette, e <strong>quasi tutti i prodotti confezionati possono contenerli</strong> e tutte le fritture ne sono ricchissime. Pensate che le tanto amate patatine fritte ne contengono un quantitativo pari al 45% del loro peso. Esistono grassi trans naturali presenti per esempio nel latte vaccino e in alcuni vegetali ma il loro effetto biochimico dannoso non è neppure lontanamente paragonabile a quello delle forme trans ottenute chimicamente.</p>
<p>Pensate che l&#8217;Institute of Medicine of the National Academies of Sciences, (IOM) ha proposto per i grassi trans la <strong>tolleranza zero</strong>.</p>
<p>Questo significa che dovrebbero essere aboliti dalla produzione. Secondo numerosi ricercatori i grassi trans  sono responsabili di una rilevante alterazione sul metabolismo dei lipidi <strong>abbassano il colesterolo HDL e alzano quello LDL, aumentano  il numero degli adipociti ovvero delle cellule di tessuto adiposo, la produzione di radicali liberi, la produzione di insulina e riducono il metabolismo degli omega 3. </strong>Sono poi  molte altre le interferenze biochimiche e le implicazioni sui delicati sistemi interni, in particolare sul <strong>sistema ormonale</strong> e <strong>su quello immunitario.</strong></p>
<p><span style="font-weight: normal;">In particolare, dal lavoro condotto dal biochimico Barry Sears, emerge</span> che i grassi trans, allo stesso modo dei &#8220;fans&#8221; (farmaci antinfiammatori non steroidei) bloccano la produzione di alcuni ormoni detti eicosanoidi, deputati alla rigenerazione cellulare, alterando l&#8217;equilibrio tra quelli rigeneranti e quelli proinfiammatori deputati alla distruzione cellulare.  Ne consegue uno <strong>stato infiammatorio silente cronico</strong>.</p>
<p><span id="more-4158"></span>Inoltre i grassi trans, innalzando i l<strong>ivelli di insulina,</strong> cosa che avviene anche con l&#8217;assunzione  di carboidrati specialmente con quelli ultra raffinati, sono responsabili da un lato di un aumento di un altro ormone di recente scoperta detto endocannabinoide che contribuisce al senso di fame percepito dall&#8217;individuo e quindi alla continua ricerca di cibo. Dall&#8217;altro l&#8217;insulina stessa aumentando di concentrazione nel sangue esattamente come tutte le sostanze chimiche complesse produce una sorta di resistenza recettoriale progressiva con secondaria richiesta di sempre maggior quantita di insulina in circolo. Ecco che i carboidrati  specialmente quelli raffinati diventano una sorta di droga.</p>
<p>Non solo: molti ricercatori sostengono che sia proprio l&#8217;iperinsulinemia a determinare quella che viene descritta come <strong>sindrome metabolica</strong>, costituita da sovrappeso caratterizzato da aumento di tessuto adiposo in regione addominale, aumento di trigliceridi nel sangue, riduzione del colesterolo buono (HDL) e spesso anche ipertensione arteriosa. Molti sostengono che questa sindrome sia il primo campanello di allarme di un possibile sviluppo di diabete mellito o di II tipo</p>
<p>I carboidrati  da sempre considerati come la maggior fonte di energia ovvero la base della piramide alimentare, attraverso la lavorazione e  produzione industriale, si sono trasformati in prodotti altamente dannosi per la salute. E&#8217; praticamente impossibile andare al supermercato e non farne un carrello pieno da portare a casa!</p>
<p>Si dice con grande orgoglio che gli americani e i tedeschi mangiano male ma in Italia la famosa dieta mediterranea sta lasciando lentamente il posto a pasti a base di carboidrati raffinati e grassi idrogenati. La pizza, le focacce, il pane che non fa più il panettiere in modo tradizionale, insiame alla pasta, anche questa prodotta industrialmente, senza parlare dei primi piatti pronti. Insomma non si fa più antipasto, primo, secondo e contorno, no signori non c&#8217;è nessuno che abbia i soldi o il tempo per preparare tanti piatti diversi.  E  tra un primo e un secondo si sceglie il primo perchè sazia e soddisfa di più il palato ed è sicuramente  più a buon mercato. E&#8217; l&#8217;era del mono piatto!</p>
<p>I gelati confezionati  ma anche molti gelati sciolti sono ancora fonte di grandi quantità sia di zuccheri che di grassi idrogenati e spesso sono anche considerati sani e possono sostituire un pasto convinti di aver fatto una scelta sana.</p>
<p>Noi mediterranei dobbiamo tornare alla vera dieta mediterannea, l&#8217;antipasto, il primo, il secondo il contorno e la frutta non intesi come una grande abbuffata ma intesa come la possibilità di variare quotidianamente i nostri alimenti, di prepararli a casa usando olio di oliva e ingredienti più possibile freschi e mischiarli tra di loro evitando un massiccio introito di soli carboidrati e grassi idrogenati.</p>
<p>Frutta e verdura non solo non devono mai mancare ma devono variare ogni giorno, come l&#8217;utilizzo di semi come mandorle, semi di zucca o di sesamo, spezie e buon olio di oliva. I cereali anch&#8217;essi devono variare e possibilmente  essere il meno raffinati possibile e mangiati in piccole dosi e non come piatto forte e basta. Infine le proteine più idonee restano quelle del pesce. Anche questo alimento dovrà variare, possibilmente sfruttando i pesci più piccoli. In questo modo si riduce la possibilità di eccedere con l&#8217;assunzione di mercurio.</p>
<p>Ricordo però a questo proposito  che la possibilità di assumere  tossine attraverso i cibi è sempre  alta  e non si salva nessuno:  frutta, verdura, latticini, carni e pesci e persino l&#8217;acqua, è quindi sempre richiesta attenzione ma non si può demonizzare tutto il cibo a scopo cautelativo.</p>
<p>Il pesce azzurro come le alici e  le acciughe ma anche  le sogliole, lo sgombero, il tonno e il pesce spada contengono inoltre discrete quantità di <strong>omega 3</strong>. Questi grassi essenziali ovvero introducibili solo con la dieta e non sintetizzabili dal corpo umano, entrano nella produzione degli ormoni eicosanoidi e in particolare consentono di <strong>mantenere in equilibrio</strong> il numero di eicosanoidi proinfiammatori e il numero di quelli anti-infiammatori <strong>limitando gli effetti dannosi degli acidi grassi trans e dei farmaci antinfiammatori (fans) </strong>di cui spesso si fa uso (o abuso) a scopo terapeutico.</p>
<p>Anche se ormai anche da noi non esiste quasi più la figura della donna di casa che fa la spesa tutti i giorni, scegliendo con cura dove comprare ogni ingrediente e prepara con amore magari anche la pasta e il pane oltre che piatti sempre diversi. Bisogna fare un passo indietro, anche  se ai figli piace la pasta ed è più facile da cucinare, riduciamola e passiamo del tempo in più a pulire  le verdure e il pesce azzurro e pensare  a nuove ricette sfiziose e sane anziché stare magari ore  davanti alla tv o al pc.</p>
<p>Questo discorso, ovviamente, vale sia per gli uomini che per le donne!</p>
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		<title>Perdere i chili delle feste</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 11:46:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo le feste è comune trovarsi addosso qualche chilo di troppo. Quello che succede di solito è che si parte in quarta con diete estreme e propositi da record, di solito fallimentari, a breve termine; smetto di fumare, smetto di mangiare troppo, vado in palestra&#8230; eccetera. Benissimo: iniziamo con una cosa alla volta, un passo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3415" style="border: white 5px solid;" title="perdere i kili delle feste" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/perdere-i-kili-delle-feste-300x254.jpg" alt="Catherine Bellwald Perdere i chili delle feste" width="300" height="254" />Dopo le feste è comune trovarsi addosso qualche chilo di troppo.</p>
<p>Quello che succede di solito è che si parte in quarta con diete estreme e propositi da record, di solito fallimentari, a breve termine; smetto di fumare, smetto di mangiare troppo, vado in palestra&#8230; eccetera.</p>
<p>Benissimo: iniziamo con una cosa alla volta, un passo dopo l&#8217;altro, questa è una stagione ancora difficile e il corpo deve essere stimolato adeguatamente.</p>
<p>Iniziamo con semplicità, ovvero proviamo a togliere quello che è troppo, riduciamo  il numero di caffe e di sigarette giornaliere, per quanto riguarda il cibo intanto è indispensabile non fare l&#8217;abitudinario bis magari per finire il piatto di portata.</p>
<p>E&#8217;  necessario prestare attenzione  a quando ci siede a tavola e non farlo in modo meccanico, non iniziate a mettere in bocca il pane e i grissini,  questa è solo un&#8217;abitudine.</p>
<p>State concentrati, chiedete una porzione piccola oppure cercate di non finire tutto quello che sta nel piatto e lasciate qualche boccone, senza rimorsi per il terzo mondo! Tanto non cambia se non lo ingoiate voi!</p>
<p>Rinunciate al pane e al dolce con fermezza e decisione e non temete: non mancheranno al vostro organismo.</p>
<p>Ma soprattutto alla sera dopo le diciotto evitate qualunque cibo calorico, pasta, cereali, biscotti, vino.</p>
<p>L&#8217;ideale è nutrisri di verdure cucinate in modo semplice ma gustoso, il brodo, il minestrone. <span id="more-3411"></span>Per arrivare a fare questo serenamente, quando rincasate, dovete innanzitutto aver già pensato, indipendentemente dall&#8217;ora di rientro,  a cosa cucinare e meglio ancora averlo già cucinato in anticipo. Se invece arrivate a casa stanchi e senza questi accorgimenti, è inevitabile,  cadrete sul cibo piu veloce e casualmente più dannoso o calorico che ci sia (leggi: salumi e formaggi)!</p>
<p>La seconda cosa importante è quella di non arrivare affamati alla sera; mangiare bene a colazione, a pranzo mangiare in modo equilibrato possibilmente sia carboidrati che proteine e  anche a metà pomeriggio lo snack è importantissimo, anzi: indispensabile per non abbuffarsi alla sera. Ma attenzione: nutrirsi di solo frutta e insalate per tutto il giorno, in questa stagione, è solo il modo migliore per arrivare alla sera infreddoliti e con una fame da lupi!</p>
<p>Un altro trucco per la sera è bere moltissima acqua o, meglio ancora, qualche tisana a voi gradita; aiuta a non sentire lo stomaco vuoto soprattutto dalle ventidue a mezzanotte.</p>
<p>Se riuscirete a resistere, al mattino sarete pieni di vigore, avrete finalmente voglia di far colazione e non solo di buttar giù un caffe di corsa e così facendo farete girare il  vostro orologio biologico e stimolerete in modo fisiologico il vostro organismo.</p>
<p>Troverete l&#8217;energia  per portare a termine delle decisioni importanti, già dal mattino sarete lucidi e potrete preparere la borsa della palestra o il necessario per la vostra attività motoria, i cibi pronti, la frutta, gli snack adatti al vostro gusto e ai vostri ritmi. Una volta usciti di casa e in ufficio sarete immersi nel rimo della giornata e non ci sarà che il tempo per rinunciare ai buoni propositi, ma se sarete  pronti con armi e bagagli, potrete farcela!</p>
<p>Ricordate che l&#8217;inverno le giornate finiscono presto e cosi dovremmo fare anche noi, purtroppo a volte per dovere, altre per passione, si lavora e si rimane impegnati fino a tardi, ma almeno mettiamo a riposo il sistema digestivo.</p>
<p>Il mio Maestro di Zen diceva circa vent&#8217;anni fa (e continua a ripeterlo oggi):</p>
<blockquote><p style="text-align: center;">&#8221; Alla sera, più siete stanchi e meno dovete mangiare&#8221;</p>
</blockquote>
<p>e noi facciamo esattamente il contrario; più siamo stanchi e più  apriamo il frigorifero come degli automi, ingoiando con l&#8217;inconsapevolezza più belluina tutto quello che sappiamo per certo non essere adatto a noi.</p>
<p>E&#8217; certamente un esercizio di volontà, una focalizzazione mentale che volutamente  direzioniamo nei nostri confronti. Non cadiamo nell&#8217;idea bigotta che si tratti di egoismo fine a se stesso, è solo volersi bene ed il primo passo per trovarsi e per esserci veramente anche per gli altri.</p>
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		<title>Pausa Relax: attenti a chi incontrate per strada&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 08:48:06 +0000</pubDate>
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		<title>Pausa relax. Procreazione assistita: attenzione&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 06:00:48 +0000</pubDate>
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		<title>Cosa voglio fare da grande?</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 08:05:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questa domanda che si pongono i giovani non senza difficoltà e senza non essere purtroppo molto spesso fortemente influenzati dall&#8217;ambiente che li circonda, sembra essere una domanda retorica o da favola. Voglio dire che quando si dice questa frase sembra esserci un alone di ironia che la circonda, come se fosse un gioco, ma soprattutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/pilota.jpg" rel="lightbox[1232]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1235" style="border: white 5px solid;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/pilota-300x220.jpg" alt="Catherine Bellwald Cosa voglio fare da grande?" width="300" height="220" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Cosa voglio fare da grande?" /></a>Questa domanda che si pongono i giovani non senza difficoltà e senza non essere purtroppo molto spesso fortemente influenzati dall&#8217;ambiente che li circonda, sembra essere una domanda retorica o da favola. Voglio dire che quando si dice questa frase sembra esserci un alone di ironia che la circonda, come se fosse un gioco, ma soprattutto come se i sogni fossero irrealizabili perchè sono dei sogni.</p>
<p>&#8220;Voglio fare il pilota di aerei!&#8221;. Perchè sorridere? perchè considerarlo già irrealizzabile? Esiste un percorso del tutto realizzabile per diventare piloti di aerei e allora che c&#8217;è di strano eppure queste richieste sono considerate quasi sempre dei sogni e quindi restano sogni per quasi tutti! Siamo noi che li facciamo diventare così, il nostro atteggiamento.</p>
<p>Non c&#8217;è niente che un uomo qualsiasi non sia in grado di imparare e di studiare, è la costanza nell&#8217;applicazione e il crederci che fa la differenza.</p>
<p><span id="more-1232"></span>Ma quello che stupisce ancora di più è che da grandi nessuno si fa più questa domanda. Cosa voglio fare da grande? E&#8217; come se, avendo noi già fatto delle scelte o intrapreso delle strade, non potessimo più cambiare la direzione. Insomma sto guidando verso Bologna ma volevo andare a Trento, perchè non provare a fermarsi e vedere se in un modo o nell&#8217;altro possiamo cambiare rotta, uscire dall&#8217;autostrada e avvicinarci a Trento?</p>
<p>Quello che succede è che la maggior parte delle persone lo considera impossibile, &#8220;ormai sono qua&#8221;, &#8220;la pensione me la merito&#8221;, la paura di non avere abbastanza soldi. Insomma: ci si accontenta; non è quello che vogliamo e non ci piace neanche un pò ma non si fa niente per cambiare. Si aspetta e ci si lamenta.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;educazione che abbiamo ricevuto che ci ha rovinato, vorrai mica essere anche felice? L&#8217;erba del vicino è sempre più verde ma se è più verde perchè non dovrei volerla verde anch&#8217;io? Buttata via come una bambola vecchiai ma cosa c&#8217;è di male? Perchè non cambiarla con una nuova? Non fare il passo più lungo della gamba! cosa significa, che non posso anche correre? Certo che posso e se mi alleno posso farlo anche per ore!</p>
<p>Ci viene inserito un bel senso di colpa e voilà il gioco è fatto. Se poi malaugaratamente succede una qualsiasi sfiga nel cercare qualcosa di meglio, il gioco è fatto! Te l&#8217;ho avevo detto che era pericoloso, che non era sicuro e che non poteva funzionare. Ti devi accontentare!</p>
<p>Attenzione, il gioco è subdolo e insidioso e si nasconde sotto mentite spoglie di perbenismo e apparentemente corretta educazione sociale. Il mio consiglio è quello di iniziare a considerare i sogni nostri ma anche quelli dei nostri cari in modo diverso, provare a dare loro ascolto in modo serio cioè capendo da cosa nascono e come fare per avvicinarsi ad essi anche se solo un passo dopo l&#8217;altro.</p>
<p>E di beccarci in castagna ogni volta che ci comportiamo come quei genitori che alla risposta &#8220;pilota di aerei&#8221; sorridono divertiti e superbi, &#8220;Ma guarda quello come se la tira&#8221;!</p>
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		<title>Per il nuovo ci vuole il vuoto</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 06:36:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembra scontato ma capire questo concetto è di fondamentale importanza in quanto tutto, ma proprio tutto sulla terra, si muove seguendo questa Legge. Il vuoto tende a riempirsi e il pieno tende a svuotarsi. Ogni sistema vivente e non vivente dipende da questa Legge. I Cinesi parlano di yin e yang come due principi intimamenti legati e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/mani_lunga.gif" rel="lightbox[1164]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1170" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/mani_lunga.gif" alt="Catherine Bellwald Per il nuovo ci vuole il vuoto" width="248" height="266" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Per il nuovo ci vuole il vuoto" /></a>Sembra scontato ma capire questo concetto è di fondamentale importanza in quanto tutto, ma proprio tutto sulla terra, si muove seguendo questa Legge. Il vuoto tende a riempirsi e il pieno tende a svuotarsi. Ogni sistema vivente e non vivente dipende da questa Legge.</p>
<p>I Cinesi parlano di yin e yang come due principi intimamenti legati e dipendenti l&#8217;uno all&#8217;altro, configurati in un cerchio che indica proprio il movimento inniterrotto da uno verso l&#8217;altro.</p>
<p>Ogni sistema per vivere deve necessariamente avere un nutrimento, quindi riempirsi dall&#8217;esterno e liberarsi o svuotarsi verso l&#8217;esterno; quando questo meccanismo cessa avviene la stagnazione e il graduale deterioramento fino alla morte.</p>
<p>Pensate al corpo umano deve respirare, bere e mangiare; nessuna di queste attività  possono prescindere dalla sua vita ma lo stesso vale per il sistema urinario e intestinale, funzioni meno nobili forse ma di vitale importanza affinche la macchina corpo funzioni.</p>
<p>Questo meccanismo input-output, avviene anche nelle relazioni umane; il padre o la madre nutrono il figlio e il figlio quando diventarà padre nutrirà suo figlio: è naturale, e anche nelle più comuni relazioni esiste sempre uno che da e uno che riceve e questi ruoli possono essere fissi oppure fluidamente interscambiabili.</p>
<p>In psicologia si dice che è importante per chi ha un ruolo fisso di sostegno nei confronti del prossimo avere a sua volta un contenitore ovvero poter a sua volta contare sul sostegno di qualcun&#8217;altro.</p>
<p><span id="more-1164"></span></p>
<p>Il dare-avere che gli esperti nel settore dell&#8217;economia ben conoscono, è un delicato equilibrio in continuo movimento; nel mondo emozionale la cosa diventa interessante in quanto l&#8217;uomo tende a trattenere a se il passato, accumulando oggetti che non userà mai più per paura di restare senza, inoltre è abituato a trattenere le emozioni, in particolare quelle negative, forse per ricordare chi ci ha fatto soffrire o chi abbiamo tanto amato.</p>
<p>Ecco che dal punto di vista emozionale il sistema si ingolfa e non siamo pronti per il nuovo. Quando viviamo un&#8217;emozione stringiamo i pugni per non perderla ma così facendo le  mani non possono più aprirsi, non possiamo più prendere. Non siamo vuoti e non siamo disponibili al nuovo.</p>
<p>Questo meccanismo avviene anche con la mente; quando abbiamo appreso qualcosa siamo convinti di sapere e così non siamo più disposti a lasciare entrare altre nozioni. Molte volte non leggiamo e non ascoltiamo, cioè non lo facciamo veramente, perchè già crediamo di sapere.</p>
<p>Il mio Maestro ha sempre detto &#8221; entrate nelle cose, toccate, poi lasciate andare, imparate a voltare pagina&#8221; ,  mi ricordo ancora un pomeriggio in cui ci fece ascoltare pezzi di musica bellissimi e prima che ogni singolo brano finisse cambiava brano, per la prima volta capii quanta sofferenza riuscivo a produrre attraverso l&#8217;attaccamento, ad ogni pezzo mi lasciavo andare ad ogni cambiamento vivevo la sofferenza della perdita e così via per ore, ma quanta sofferenza inutile! </p>
<p>Dobbiamo imparare a svuotarci, è come  se soffrissimo tutti di stitichezza, psicologicamente e mentalmente. Possiamo agire sulle nostre emozioni, comprendendo che le emozioni negative assumono un fascino del tutto particolare e insidioso, perchè essendo più forti, direi dense, ci danno la sensazione di sentire noi stessi. Ma non è così! Sentiamo solo un falso, un golem che pretende di essere noi, fingendo di essere al nostro servizio mentre invece si serve di noi.</p>
<p>Per purgarci da questo il lavoro è un po&#8217; difficile. Occorre sintonizzare in qualche modo il nostro pensiero solo su cose belle, dichiarando una guerra senza quartiere al fascino malato del negativo.</p>
<p>Oppure più semplicemente lasciare andare queste emozioni, osservandole come se fossero un piccolo bambino capriccioso che pesta i piedi gridando &#8220;Io esisto!&#8221;. </p>
<p>Vabbè, esisti, e allora? Tanti saluti a casa. </p>
<p>Un modo più semplice, direi propedeutico a quello sopra, è quello di intraprendere una bella, sana e faticosa attività fisica, di quelle che ti fanno sudare come una bestia. Va bene tutto, purchè si tratti di esercizi dinamici, che implichino cioè molto movimento. </p>
<p>E&#8217; un buon inizio, e dopo una trentina di minuti, ci troveremo a guardare il moccioso di cui sopra cominciare ad allontanarsi con la coda tra le gambe!</p>
<p>Buttiamo via i nostri scheletri nell&#8217;armadio, ed allo stesso modo, svuotiamo gli armadi di casa da tutte quelle cianfrusaglie inutili che, non si sa perchè, campeggiano vittoriose tutte le volte che apriamo le ante alla ricerca della nostra camicetta preferita. </p>
<p>Buttare il vecchio per far posto al nuovo, ricordate? Insomma: vogliamo farle &#8216;ste pulizie di Pasqua, o no? </p>
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		<title>Il paradosso della chirurgia estetica</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 09:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Medicina estetica]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; sempre più diffuso correggere chirurgicamente i segni del tempo sul corpo e sul viso. Nonostante la chirurgia estetica sia ogni giorno che passa più perfezionata e raffinata, le modificazioni apportate sono responsabili di un inadeguatezza a cascata delle restanti parti anatomiche. Insomma è come quando ci compriamo un mobile nuovo, nel momento in cui lo inseriamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/nefertiti-grid-small.jpg" rel="lightbox[1115]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1143" style="border: white 5px solid;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/nefertiti-grid-small-300x300.jpg" alt="Catherine Bellwald Il paradosso della chirurgia estetica" width="240" height="240" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Il paradosso della chirurgia estetica" /></a>E&#8217; sempre più diffuso correggere chirurgicamente i segni del tempo sul corpo e sul viso. Nonostante la chirurgia estetica sia ogni giorno che passa più perfezionata e raffinata, le modificazioni apportate sono responsabili di un inadeguatezza a cascata delle restanti parti anatomiche.</p>
<p>Insomma è come quando ci compriamo un mobile nuovo, nel momento in cui lo inseriamo in un contesto vecchio del tutto armonico fino a poco prima, succede che immediatamente dopo non si possa più fare a meno di cambiare anche il resto dell&#8217;arredamento, perchè appare del tutto inadeguato.</p>
<p>Con  la chirurgia estetica il rischio è lo stesso, quando si inizia a modificare una parte, allora il resto ci sembra decadente e non più accettabile e si inizia così una serie interminabile di ritocchi fino a sconvolgere completamente l&#8217;armonia del nostro aspetto naturale.</p>
<p><span id="more-1115"></span>Nel mondo dello spettacolo questo fenomeno è ben visibile, i volti di numerose donne e di un crescente numero di uomini iniziano ad assomigliarsi sempre più e, lasciatemelo dire, perdono davvero tanto in termini di bellezza. A ben guardarli la prima cosa che salta all&#8217;occhio è la stranezza dei lineamenti, non si riesce a definire cosa non va, ma si percepisce che c&#8217;è qualcosa di sbagliato nell&#8217;architettura di quel volto.</p>
<p>Certo, le rughe e la ridotta tonicità della pelle non piacciono a nessuno, tanto meno a me, ma trovo molto più attraente una donna capace di portare in modo fiero e con orgoglio i segni del tempo sul proprio corpo,  piuttosto che questa serie di nuovi volti trattati con filler, botulino, lifting o altro, soprattutto quando si inizia intorno ai 30 anni a fare i primi interventi e si arriva ai 45 completamente denaturati.</p>
<p>A mio parere la chirurgia estetica che opera in campo antiaging, paradossalmente al suo scopo non è in grado di potenziare la bellezza in senso assoluto, ma a lungo andare anzi la sovverte, producendo risultati molto spesso discutibili. </p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Pubblicità sanitaria:gli estremi</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 12:10:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La pubblicità sanitaria in Italia è davvero incredibilmente limitata, un medico per esempio può scrivere il suo nome o il nome dell&#8217;ambulatorio con le sue varie specializzazioni solo su una targa di dimensoni limitate a fianco alla porta di ingresso oppure su riviste o biglietti da visita. E&#8217; vietato per esempio sfruttare le finestre per scrivere &#8220;studio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/img_0028.jpg" rel="lightbox[1076]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1149" style="border: white 5px solid;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/img_0028-273x300.jpg" alt="Catherine Bellwald Pubblicità sanitaria:gli estremi" width="218" height="240" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Pubblicità sanitaria:gli estremi" /></a>La pubblicità sanitaria in Italia è davvero incredibilmente limitata, un medico per esempio può scrivere il suo nome o il nome dell&#8217;ambulatorio con le sue varie specializzazioni solo su una targa di dimensoni limitate a fianco alla porta di ingresso oppure su riviste o biglietti da visita.</p>
<p>E&#8217; vietato per esempio sfruttare le finestre per scrivere &#8220;studio medico&#8221;, cosa che invece qualsiasi attività artigianale o commerciale può fare senza problemi di luogo  ne di dimensioni.</p>
<p>Per uno studio medico è vietato specificare le attività svolte e la modalità,  si possono nominare esclusivamente  le specializzazioni universitarie oppure quelle extrauniversitarie solo previa approvazione dell&#8217;ordine dei medici locale.</p>
<p>Mi sembra esagerato. Capisco che non si possa scrivere qualunque baggianata, capisco che si debba verificare l&#8217;effettivo conseguimento degli studi esposti, visto che è della salute che si parla. Ma considerare così spregevole per un medico farsi pubblicità mi sembra esagerato!</p>
<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/scoliosi.jpg"></a></p>
<p><span id="more-1076"></span>All&#8217;estero e in particolare negli USA il problema è diametralmente opposto! Si trovano pubblicità assolutamente forvianti su farmaci e interventi chirurgici.</p>
<p>I medici si trovano a dover prescrivere farmaci e interventi solo per rispondere alla sempre maggior insistenza del paziente e non alla reale indicazione medica.</p>
<p>Questa del Baylor Scoliosis Center mi è saltata al naso: riporto testuali parole</p>
<p><cite>My scoliosis wasn&#8217;t visible, so even though i didn&#8217;t like I had, I hurt. Depressing, Painful. Exhuasting. Just some of the words that people live with everyday. Scoliosis, which affects over 12 million people worldwide, can lead to progressive deformity in the spine as well as incapacitating pain. Too often people are told there is nowhere to turn&#8230;but there is. </cite></p>
<p>Per capirci meglio parliamo di intervento chirurgici di correzione del rachide ovvero di interventi estemamente impegnativi poichè per correggere una curva è necessario lavorare su un segmento molto lungo di schiena:dalle 4 alle 10 vertebre almeno che vengono fissate con viti e placche perdendo la mobilità di quel segmento di colonna.</p>
<p>Magari dal punto di vista chirurgico, visto l&#8217;avanzare della tecnica, l&#8217;intervento sarà anche perfetto, la schiena meravigliosamente allineata e la cicatrice quasi invisibile. Ma far passare come messaggio subliminale che il paziente non avrà più dolori mi sembra ingannevole, soprattutto proporlo ai casi di scoliosi non visibili dell&#8217;adulto, ovvero ai casi lievi e ben stabilizzati. Questi pazienti, con una buona educazione motoria e magari con adeguate cure antalgiche non chirurgiche,  possono sicuramente convivere benissimo con la loro scoliosi.</p>
<p>Si deve inoltre considerare che questi interventi sono debilitanti per l&#8217;organismo in quanto sono lunghi e fanno perdere molto sangue e liquidi al paziente. Senza parlare delle possibili, anche se rare, reazioni avverse  all&#8217;anestesia generale o delle possibili infezioni post chirurgiche. Purtroppo mi è capitato di vedere una giovane donna con paresi agli arti inferiroi da mielite secondaria ad una correzione chirurgica del rachide.</p>
<p>Sono casi rari ma purtroppo possono succedere, niente di strano: si tratta di interventi invasivi e vanno lasciati ai casi gravi e suscettibili di un  peggioramento, non proposti come una passeggiata e certamente senza aver fatto ricorso prima a trattamenti conservativi mirati e pecialistici.</p>
<p>Insomma la pubblicità in campo sanitario fa fatica a trovare un equilibro espressivo, e si trova ai due estremi, decisamente insufficiente in Italia, ma incredibilmente  spinta e potenzialmente fuorviante negli Stati Uniti.</p>
<p>Sarebbe auspicabile trovare una via di mezzo, un modo maturo di informare il paziente o il pubblico proponendo le diverse alternative in modo completo e senza far leva sulle debolezze umane. <br class="spacer_" /></p>
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		<title>Attenti a cani e figli&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 17:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembra una battuta ma non è così! La nostra schiena, in particolare la regione lombare, già duramente messa alla prova da una vita troppo sedentaria,  soffre moltissimo quando prendendoci cura di un bambino piccolo o di un cane siamo continuamente chinati verso di lui. Mettere e togliergliere i vestiti al piccolo,  sistemargli la sciarpina, tenerlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://germylove.altervista.org/cane.htm" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-134" style="border: white 5px solid;" title="pupo" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/pupo.jpg" alt="Catherine Bellwald Attenti a cani e figli..." width="167" height="162" /></a>Sembra una battuta ma non è così!</p>
<p style="text-align: left;">La nostra schiena, in particolare la regione lombare, già duramente messa alla prova da una vita troppo sedentaria,  soffre moltissimo quando prendendoci cura di un bambino piccolo o di un cane siamo continuamente chinati verso di lui.</p>
<p style="text-align: left;">Mettere e togliergliere i vestiti al piccolo,  sistemargli la sciarpina, tenerlo per mano, ascoltarlo e guardarlo in faccia richiedono movimenti del rachide sempre in avanti.</p>
<p>Lo stesso quando vogliamo prenderci cura di una cane, accarezzarlo, comunicare con lui, mettergli il guinzaglio&#8230; sono manovre altrettanto a rischio.</p>
<p><span id="more-130"></span></p>
<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/cani.bmp" rel="lightbox[130]"><img class="size-medium wp-image-133 alignright" style="border: white 5px solid;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/cani.bmp" alt="Catherine Bellwald Attenti a cani e figli..." width="124" height="93" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Attenti a cani e figli..." /></a>Figurati se poi iniziamo a doverli sollevare di peso&#8230; pupo, passeggino e magari le scarpe con l&#8217;altra mano!</p>
<p>Oppure dobbiamo portare il cane dal veterinario: lo solleviamo e lo mettiamo in macchina&#8230; molto semplicemente.</p>
<p>Tutti questi movimenti in avanti e il sollevamento dei pesi associati alla vita sedentaria tipica degli adulti diventano una combinazione bomba per la lombalgia.</p>
<p>Che fare? I nostri figli e i nostri animali domestici sono pezzi di cuore! Sono pezzi del nostro cuore!  ma la nostra salute dovrebbe starci a cuore nello stesso modo, senza per questo sentirci egoisti!</p>
<p>Basta davvero poco: innanzitutto, appena possibile, scendere sulle ginocchia accucciati tenendo la schiena dritta tutte le volte che ci dobbiamo abbassare anche solo per dargli un bacio.</p>
<p>Usiamo le gambe:  si fortificheranno e la schiena ci ringrazierà.</p>
<p>E&#8217; un&#8217;attenzione nei nostri riguardi che non toglie alcunche al nostro amore. Poi, questo si sa, solleviamoli con cautela e attenzione, sempre usando le gambe, e cerchiamo di farlo con entrambe le mani libere e il minor numero di volte possibile.</p>
<p>Anche qui sembra di dire cose banali, ma non è così: abbiamo fretta, sempre fretta e poi forse un po&#8217; fare le vittime ci piace pure!</p>
<p>Ma ricordate: per costruire una buona abitudine ci vogliono volontà, attenzione e amore verso noi stessi. In compenso per distruggerci ci vuole davvero poco!</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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