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Archivio per: ‘Fisiatria’

L’ evitamento del dolore e la rigidità

3/3/10

 flessibili come una canna di bambùE’ frequente osservare che in seguito ad un trauma acuto senza lesioni tessutali, il dolore percepito dal soggetto in questione, per lo più causato dalla presenza di un ematoma spesso interno, è responsabile di una sorta di isolamento della parte traumatizzata.

E’ come se la nostra macchina corpo, una volta percepito un possibile danno strutturale, avesse abbassato le paratie per salvare l’intera nave.

Questo meccanismo di isolamento produce  in prima istanza un totale o parziale evitamento di numerose manovre fisiche che possono coinvolgere la parte colpita dal trauma.

Dal punto di vista mentale esiste poi una fitta protezione  volta a non percepire dolore fisico. In sostanza si crea un marcato rallentamento della circolazione sanguigna, e quindi energetica, in corrispondenza della parte danneggiata con rallentamento della guarigione.

Questo meccanismo ha una partenza prevalentemente mentale e nasce per lo più dalla paura di sentire dolore, questa è molto ridotta negli animali, limitata nei soggetti forti e sicuri  e molto più marcata nei soggetti ansiosi, insicuri e timorosi.

Ecco che lo stesso trauma, lo stesso intervento chirurgico, avranno un impatto completamente diverso non solo perchè è diversa la struttura fisica traumatizzata, ma lo è anche la struttura mentale di protezione messa in campo.

Ecco perchè in riabilitazione non è importante solo il cosiddetto “potenziale fisico”, che chiaramente considera la differenza tra il tessuto osseo  di un giovane e quello di un soggetto anziano, tra il recupero di  un soggetto sano  e il recupero di un paziente con patologie metaboliche e ovviamente tra il recupero di un soggetto allenato fisicamente rispetto ad un soggetto che non ha mai eseguito attività motoria.

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Gli addominali: pro e contro

29/1/10

Catherine Bellwald Gli addominali: pro e controIl rinforzo dei muscoli addominali è  un argomento decisamente interessante, in quanto non vi è palestra o allenamento fisico o centro fitness che non li proponga.

Il ventre è in assoluto il punto fisico dove maggiormente vorremmo essere in forma per mostrare la splendida tartaruga per gli uomini e un ventre magistralmente tonico per le donne.

Ma la parete addominale non è importante solo esteticamente, anche se sul fatto non si discute proprio!

E’ importante anche per l’assetto  posturale, ovvero contribuisce  al mantenimento corretto della postura, sia seduta che in piedi che durante qualunque spostamento fisico dinamico.

Il ventre, a ben guardare, è il centro della nostro corpo.

Dalla salute e tonicita dell’intestino dipendono la tonicita della parete addominale e viceversa. Possiamo dire che un intestino  gonfio e dilatato può influenzare  rilassando in modo eccessivo la parete addominale. E una parete addominale rilassata può non sostenere sufficientemente i visceri rallentandone e alterandone la funzione.

L’educazione posturale nasce durante la prima infanzia ed èfortemente condizionata dala personalità dell’individuo. Sono molte le discipline sportive, marziali e militari che educano a mantenere una postura eretta caratterizzata da un ventre ben controllato. Pensate alla posizione sull’attenti, pancia in dentro e petto in fuori.

Per avere un idea, provate a rientrare leggermente il ventre pensando di avvicinare l’ombelico alla colonna vertebrale,  sollevate la gabbia toracica aprendo lo sterno, e ascoltate come la colonna vertebrale si è magicamente alleggerita, sia a livello cervicale che lombare. Non è necessario gonfiare  lo stomaco o il petto, ne sollevare le spalle sembrando ingessati, il movimento in realtà è molto piccolo e poco visibile ma influenza tutto il sistema posturale sollevandolo come verso l’alto.

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Perdere i chili delle feste

15/1/10

perdere i kili delle festeDopo le feste è comune trovarsi addosso qualche chilo di troppo.

Quello che succede di solito è che si parte in quarta con diete estreme e propositi da record, di solito fallimentari, a breve termine; smetto di fumare, smetto di mangiare troppo, vado in palestra… eccetera.

Benissimo: iniziamo con una cosa alla volta, un passo dopo l’altro, questa è una stagione ancora difficile e il corpo deve essere stimolato adeguatamente.

Iniziamo con semplicità, ovvero proviamo a togliere quello che è troppo, riduciamo  il numero di caffe e di sigarette giornaliere, per quanto riguarda il cibo intanto è indispensabile non fare l’abitudinario bis magari per finire il piatto di portata.

E’  necessario prestare attenzione  a quando ci siede a tavola e non farlo in modo meccanico, non iniziate a mettere in bocca il pane e i grissini,  questa è solo un’abitudine.

State concentrati, chiedete una porzione piccola oppure cercate di non finire tutto quello che sta nel piatto e lasciate qualche boccone, senza rimorsi per il terzo mondo! Tanto non cambia se non lo ingoiate voi!

Rinunciate al pane e al dolce con fermezza e decisione e non temete: non mancheranno al vostro organismo.

Ma soprattutto alla sera dopo le diciotto evitate qualunque cibo calorico, pasta, cereali, biscotti, vino.

L’ideale è nutrisri di verdure cucinate in modo semplice ma gustoso, il brodo, il minestrone. 

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Pausa Relax: attenti a chi incontrate per strada…

9/1/10

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Il colpo della strega. Blocco lombare acuto.

4/12/09

colpo della stregaMolte persone hanno avuto la sfortuna di sperimentare questo disturbo caratterizzato da dolore lombare ad insorgenza brusca con rigidità che spesso impedisce al paziente anche di raggiungere la posizione eretta.

Esistono due grandi tipi di  blocco lombare acuto; il primo è relativamente innocuo, passa spontaneamente con il riposo,  di solito è sostenuto da una contrattura marcata della muscolatura lombare e può insorgere dopo stress importante o dopo colpo di freddo. Questo tipo di blocco lombare  ha una valenza costituzionale e spesso è collegato con l’interno o con l’aspetto piu’ viscerale ed emotivo  del paziente un po’ come il torcicollo acuto.

Il secondo invece è sostenuto da una discopatia di fondo, la sua origine è soprattutto meccanica, legata ad una sorta di ferita del disco che è stato pinzato da un movimento, di solito in flessione. In questo caso il dolore  è per lo più  centrale nella colonna, che risulta molto sensibile al test di pressione lombare, al test di vibrazione  così come alla tosse o a qualsiasi piccolo movimento del rachide.

Entrambi sono dolori molto forti ed invalidanti; possono coesistere delle deviazioni del rachide dette shift per cui il paziente appare anche storto e incapace di raddrizzarsi. Mettersi a letto con un fans e un miorilassante non è la cosa più indicata da fare per vari motivi; in primo luogo si rallenta il processo di guarigione e in secondo luogo si può anche trascurare la situazione trasformando a lungo andare la discopatia in un ernia conclamata ed  estrusa.

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Pausa relax. Procreazione assistita: attenzione…

28/11/09

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Le molteplici cause dell’epicondilite

25/11/09

Catherine Bellwald Le molteplici cause dellepicondiliteRecentemente mi è capitato un caso classico di epicondilite “da barista”. La paziente era una giovane donna di 40 anni di mestiere barista, addetta soprattutto alla mansione del caffè e cappuccino da banco.

Come ben potete immaginare la ripetizione della manovra di inseririmento del caffè nella macchina mette l’articolazione di polso, gomito e spalla a dura prova soprattutto se la persona è di piccola statura e di minuta muscolatura come in questo caso.

Il quadro si presentava quindi molto semplice; il dolore era ben localizzato all’inserzione dei muscoli estensori sull’epicondilo omerale destro, presente da venti giorni circa ormai anche a riposo e soprattutto durante la mobilizzazione del gomito e anche alla palpazione dell’epicondilo.

Il caso sembrava un classico quadro  di iper sollecitazione meccanica, responsabile di sovraccarico  e tensione muscolare al braccio destro e secondaria infiammazione tendinea inserzionale. Non potei comunque fare a meno di pensare che il dolore era comunque localizzato sul canale di intestino crasso in una paziente affetta da stitichezza cronica inveterata.

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La lotta contro l’asma

2/11/09

Catherine Bellwald La lotta contro lasmaL’asma è considerata come una maggior irritabilità bronchiale, responsabile di broncospasmo e successiva ostruzione respiratoria, condizione caratterizzata dalla così detta dispnea o fame d’aria che può arrivare nei casi gravi ad una vera e propria insufficienza respiratoria acuta.

Negli ultimi anni si sono fatti grandi passi in senso educativo e sono molte le indicazioni per ridurre al minimo i rischi di attacco asmatico, a partire dalla identificazione di possibili allergie con immunizzazione specifica, alla eliminazione degli agenti scatenanti come il fumo, lo smog, gli sforzi, le polveri, le emozioni eccessive.

Sempre  più sofisticate anche le attenzioni e le spiegazioni sull’addestramento al corretto utilizzo dei farmaci salva vita  in caso di emergenza in corso di episodio acuto complicato da insufficienza respiratoria acuta.

L’asma corrisponde alla patologia cronica infantile piu diffusa in Europa, la sua incidenza e circa del 10% della popolazione e sembra che il fenomeno sia in progressivo e continuo aumento.  Nella popolazione infantile asmatica, si riscontra nel  70-90 % dei casi una diatesi allergica, ovvero una ipereccitabilità del sistema immunitario nei confronti di vari antigeni di provenienza  alimentare o  respiratoria come i pollini e le polveri.

Un’ipotesi da non  sottovalutare sulle possibili cause di ipersensibilità del sistema immunitario potrebbe essere relativa al crescente utilizzo del taglio cesareo, oltre che alla riduzione dell’ allattamento al seno ed infine all’utilizzo eccessivo dei farmaci antibiotici, sia come atto terapeutico sia nell’assunzione involontaria mediata dal cibo animale a sua volta trattato con antibiotici.  Infine pensiamo solo alla pratica clinica ormai accettata come routine in ginecologia del trattamento antibiotico preparto per pulire il canale del parto da possibili agenti infettivi.

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E’ in linea il sito del mio studio: Artemisia

29/10/09

Studio Medico Artemisia, Agopuntura a Cremona e Milano - Dott. Catherine Bellwald - FisiatriaCon piacere posso dire che è finalmente in linea il mio sito. Lo potete raggiungere cliccando sull’ultima voce a destra del menù del blog.

Ricevo spesso richieste di informazioni, sia sul mio studio che sulla mia attività e questo mi ha portata a mettere in linea un sito apposito.

Nelle diverse sezioni potrete trovare il mio curriculum, indicazioni e informazioni sui metodi terapeutici da me utilizzati (agopuntura, fitoterapia, coppettazione, miobifbrolisi e altro) e anche indicazioni stradali per raggiungere entrambi gli studi in cui ricevo, lo Studio Medico Artemisia a Cremona, di cui sono titolare, e lo Studio Medico Il Melograno a Milano, la cui Titolare è la Dott. ssa Elena Rinaldi, validissima oncologa e agopuntrice, con cui collaboro da diversi anni.

Vi è inoltre una sezione interamente dedicata alle patologie trattate, con riferimenti ad articoli scritti in proposito nel blog e quindi in costante evoluzione.

In più, potete trovare una pagina con la mappa dello Studio Artemisia. Cliccando sulle diverse stanze potrete visitarle “virtualmente” in tre dimensioni, in modo da farvi un’idea dell’ambiente in cui lavoro.

Spero sia di vostro gradimento e utilità.

Buona navigazione!


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La spalla congelata: quando l’agopuntura fa il miracolo

2/7/09

Catherine Bellwald La spalla congelata: quando lagopuntura fa il miracoloMi è capitato recentemente un caso di una giovane donna con spalla congelata, in fase acuta, anzi direi iperacuta.

Il dolore era insorto gradualmente e subdolamente da alcune settimane e diventato nelle ultime 24 ore quasi insopportabile con completa incapacità di muovere anche di pochi gradi l’articolazione della spalla.

Un dolore cosi vivo, anche a riposo, da togliere il sonno nonostante l’assunzione di antidolorifici.

Il quadro era senza dubbio di spalla congelata che si differenzia dalle altre patologia della spalla proprio per la presenza di una brusca impotenza funzionale.

Nella spalla congelata l’articolazione della spalla appare rigida e ultra dolente anche alla mobilizzazione passiva e per di piu’ su tutti i piani di movimento; al paziente non è più possibile svolgere le normali mansioni e anche il sonno è disturbato dal dolore che peggiora con il riposo oltre che con tutti  i movimenti più banali dell’arto superiore.

Come spiegare scientificamente questi casi di blocco funzionale? In termini ortopedici vengono chiamati periartriti scapoloamerali acute ovvero condizioni di infiammazione delle strutture fibrose periarticolari, talora accompagnata nel tempo da ispessimento tessutale visibe all’ecografia e risonanza magnetica e da possibile formazione di aderenza della capsula articolare, caso in cui si parla di capsulite adesiva.

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L’umidità e i dolori articolari

28/5/09

Catherine Bellwald Lumidità e i dolori articolari Sono molte le persone soprattutto over 30 o 40 che soffrono di dolori articolari, problema che oltretutto peggiora con l’età. Vale quindi la pena esaminarlo attentamente.

Dal punto di vista prettamente anatomico si tratta per lo più di stati infiammatori che colpiscono l’anima dell’articolazione modificando la natura delle diverse strutture anatomiche che compongono l’articolazione.

L’articolazione è in giunto meccanico tra due ossa, senza articolazioni non ci sarebbe possibilità di muoverci. I capi ossei collegati sono accuratamente rivestiti da un materiale ad azione antiurto, la cartilagine, imbevuti da un liquido ad azione lubrificante e chiusi a scopo protettivo da un rivestimento chiamato sinovia e infine rivestiti da legamenti per garantire stabilità.

Esiste spesso molta confusione nei termini utilizzati per indicare i diversi tipi di dolore articolare. L’artrite per esempio è un evidente stato di infiammazione della sinovia con gonfiore, arrossamento e dolore articolare marcato sempre associato ad un rialzo dei valori della VES indicatore dello stato infiammatorio. Esistono diverse forme di artritre acuta o cronica e solo accurati test ematologici e del liquido sinoviale prescritti dallo specialista reumatologo potranno porre una diagnosi precisa.

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Cosa voglio fare da grande?

15/4/09

Catherine Bellwald Cosa voglio fare da grande?Questa domanda che si pongono i giovani non senza difficoltà e senza non essere purtroppo molto spesso fortemente influenzati dall’ambiente che li circonda, sembra essere una domanda retorica o da favola. Voglio dire che quando si dice questa frase sembra esserci un alone di ironia che la circonda, come se fosse un gioco, ma soprattutto come se i sogni fossero irrealizabili perchè sono dei sogni.

“Voglio fare il pilota di aerei!”. Perchè sorridere? perchè considerarlo già irrealizzabile? Esiste un percorso del tutto realizzabile per diventare piloti di aerei e allora che c’è di strano eppure queste richieste sono considerate quasi sempre dei sogni e quindi restano sogni per quasi tutti! Siamo noi che li facciamo diventare così, il nostro atteggiamento.

Non c’è niente che un uomo qualsiasi non sia in grado di imparare e di studiare, è la costanza nell’applicazione e il crederci che fa la differenza.

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Per il nuovo ci vuole il vuoto

7/4/09

Catherine Bellwald Per il nuovo ci vuole il vuotoSembra scontato ma capire questo concetto è di fondamentale importanza in quanto tutto, ma proprio tutto sulla terra, si muove seguendo questa Legge. Il vuoto tende a riempirsi e il pieno tende a svuotarsi. Ogni sistema vivente e non vivente dipende da questa Legge.

I Cinesi parlano di yin e yang come due principi intimamenti legati e dipendenti l’uno all’altro, configurati in un cerchio che indica proprio il movimento inniterrotto da uno verso l’altro.

Ogni sistema per vivere deve necessariamente avere un nutrimento, quindi riempirsi dall’esterno e liberarsi o svuotarsi verso l’esterno; quando questo meccanismo cessa avviene la stagnazione e il graduale deterioramento fino alla morte.

Pensate al corpo umano deve respirare, bere e mangiare; nessuna di queste attività  possono prescindere dalla sua vita ma lo stesso vale per il sistema urinario e intestinale, funzioni meno nobili forse ma di vitale importanza affinche la macchina corpo funzioni.

Questo meccanismo input-output, avviene anche nelle relazioni umane; il padre o la madre nutrono il figlio e il figlio quando diventarà padre nutrirà suo figlio: è naturale, e anche nelle più comuni relazioni esiste sempre uno che da e uno che riceve e questi ruoli possono essere fissi oppure fluidamente interscambiabili.

In psicologia si dice che è importante per chi ha un ruolo fisso di sostegno nei confronti del prossimo avere a sua volta un contenitore ovvero poter a sua volta contare sul sostegno di qualcun’altro.

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Yoga:imparare a respirare la vita

6/4/09

La respirazione è un atto fisiologico, meccanico come il battito cardiaco, che rappresenta una funzione di vitale importanza per la nostra sopravvivenza. Esiste quindi in ogni corpo un meccanismo anatomico fisiologico in grado di garantire la funzione respiratoria indipendentemente dalla  volontà, sostenuto dal sistema nervoso detto vegetativo.

Ma esiste la possibilità di interagire volontariamente sul respiro, potenziando e modulando la lunghezza delle diverse fasi respiratorie che sono quattro: l’inspiro, la pausa a polmoni pieni, l’espiro, la pausa a polmoni vuoti.

In questo filmato del Maestro Iyengar, considerato oggi uno dei più autorevoli maestri di yoga vivente, potete vedere  quanto è modulabile la possibilità di allungare l’inspiro e l’espiro. Il respiro come dice Iyengar  è il re della mente, in effetti il respiro interagisce immediatamente di essa, generando uno stato di stop della frenetica attività mentale.

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Il paradosso della chirurgia estetica

4/4/09

Catherine Bellwald Il paradosso della chirurgia esteticaE’ sempre più diffuso correggere chirurgicamente i segni del tempo sul corpo e sul viso. Nonostante la chirurgia estetica sia ogni giorno che passa più perfezionata e raffinata, le modificazioni apportate sono responsabili di un inadeguatezza a cascata delle restanti parti anatomiche.

Insomma è come quando ci compriamo un mobile nuovo, nel momento in cui lo inseriamo in un contesto vecchio del tutto armonico fino a poco prima, succede che immediatamente dopo non si possa più fare a meno di cambiare anche il resto dell’arredamento, perchè appare del tutto inadeguato.

Con  la chirurgia estetica il rischio è lo stesso, quando si inizia a modificare una parte, allora il resto ci sembra decadente e non più accettabile e si inizia così una serie interminabile di ritocchi fino a sconvolgere completamente l’armonia del nostro aspetto naturale.

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Pubblicità sanitaria:gli estremi

1/4/09

Catherine Bellwald Pubblicità sanitaria:gli estremiLa pubblicità sanitaria in Italia è davvero incredibilmente limitata, un medico per esempio può scrivere il suo nome o il nome dell’ambulatorio con le sue varie specializzazioni solo su una targa di dimensoni limitate a fianco alla porta di ingresso oppure su riviste o biglietti da visita.

E’ vietato per esempio sfruttare le finestre per scrivere “studio medico”, cosa che invece qualsiasi attività artigianale o commerciale può fare senza problemi di luogo  ne di dimensioni.

Per uno studio medico è vietato specificare le attività svolte e la modalità,  si possono nominare esclusivamente  le specializzazioni universitarie oppure quelle extrauniversitarie solo previa approvazione dell’ordine dei medici locale.

Mi sembra esagerato. Capisco che non si possa scrivere qualunque baggianata, capisco che si debba verificare l’effettivo conseguimento degli studi esposti, visto che è della salute che si parla. Ma considerare così spregevole per un medico farsi pubblicità mi sembra esagerato!

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Il metodo Pilates, la Danza e lo Yoga: mondi diversi

11/3/09

Catherine Bellwald Il metodo Pilates, la Danza e lo Yoga: mondi diversi Ho iniziato a fare Danza Classica  a 11 anni, molto tardi quindi rispetto al solito, ma l’amore per questa disciplina mi ha preso sempre più e crescendo era diventata una vera passione, tanto che all’università praticavo fino a 2-3 ore al giorno. Ma poi quel mondo alle soglie del professinismo mi era diventato stretto,  le ostilità si toccavano con mano, dovevo fare una scelta; Medicina o Danza, e così ho abbandonato la Danza, come si lascia un grande amore, da un giorno all’altro senza voltarmi in dietro!

Per anni non sono riuscita a guardare neanche uno spettacolo di danza, era troppo doloroso. Pensandoci ora mi viene da sorridere. La Danza è stato il mio primo strumento di lavoro su questo corpo, e devo riconoscere che mi ha dato molto,  ha contribuito a rendermi forte dentro e dolce fuori, precisa quando serve ma anche capace di cogliere la perfezione dell’istante, ma soprattutto costante e determinata nel conseguimento degli obiettivi da raggiungere.

Si, posso dire che il formarsi del mio carattere è stato fortemente guidato da questa disciplina: è per questo che consiglio a tutti i ragazzi che arrivano in studio di cercare uno sport che possa dare loro la stessa passione, seguendo la loro indole e magari valutando fisicamente quale attività sia più idonea al miglior sviluppo armonico sia fisico che mentale;  equitazione, scherma, arti marziali, danza, ginnastica artistica, corsa, nuoto, attività di squadra…

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L’origine del dolore

27/1/09

Catherine Bellwald Lorigine del doloreSul dolore e su tutte le sue sfaccettature si potrebbe scrivere un intero trattato. Questo per dire che il dolore è davvero una aspetto complesso della nostra percezione. E’ interressante sapere che il dolore può avere diverse origini: infiammatoria, viscerale e meccanica.

Per spiegare meglio, tutti avrete sperimentato che con la febbre possono insorgere dolori muscolari e articolari di natura squisitamente infiammatoria che si riducono  per l’appunto con l’assunzione di farmaci antinfiammatori, questo problema potrà essere presente  in forma acuta come nel colpo di freddo o in quadro cronico come avviene  nelle purtroppo sempre più frequenti patologie autimmunitarie, vedi l’artrite reumatoide, per nominare la più conosciuta. Potremmo dire che questa è la natura chimica del dolore.

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Il vizio nasce a scuola

23/1/09

Catherine Bellwald Il vizio nasce a scuolaOrmai si può dire  che il vizio posturale inizia a prendere forma già durante la prima infanzia, quando il corpo, ancora in crescita e poco strutturato dal punto di vista muscolare, inizia ad affacciarsi alla ribalta della vita sociale ed il bambino incomincia ad affrontare le sue prime guerre, le sue prime paure, i suoi  primi insuccessi. 

 Viene definita postura una posizione del corpo mantenuta per lungo tempo attraverso la contrazione tonica di numerosi muscoli, chiamati muscoli antigravitari. I muscoli antigravitari agiscono attraverso vie riflesse, contrastando in modo prolungato la forza di gravità. La posizione seduta e la posizione eretta, sono due tipiche posture. Si parla di vizio o difetto posturale quando sono presenti posture scorrette.

Queste, quando non costituzionali, nascono nella maggior parte dei casi come risposta ad un’insicurezza o instabilità emotiva che si traduce sul piano fisico con un’iniziale incapacità a contrastare efficacemente la forza di gravità. Questo stato psicofisico produce in alcuni distretti una progressiva debolezza muscolare, talora accompagnata da accorciamento o ispessimento del tessuto muscolare o tendineo.

Inoltre, occorre ricordare che la postura è anche fortemente condizionata proprio dall’aspetto squisitamente meccanico. Ed è proprio da questo che deriva la frase titolo di questo articolo: avete mai osservato un banco di scuola? Al confronto, i banchi dei primi del ‘900 erano più ergonomici: almeno il piano di appoggio era inclinabile! Oggi, dopo più di un secolo, sembra quasi che delle nostre conoscenze tecniche non ci importi nulla!

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La gravità non risparmia nessuno!

16/1/09

Catherine Bellwald La gravità non risparmia nessuno! La gravità è una forza alla quale non siamo abituati a dare peso, ma che ha un peso enorme sia sulla salute che sulla patologia. La gravità esercita sulle strutture portanti del nostro corpo, ossia sullo scheletro, una stimolazione continua.

In particolare la marcia produce una vibrazione che si ripercuote sul tessuto osseo, stimolandolo. Questa azione trofica è ben nota agli astronauti e ai pazienti allettati per lunghi periodi che vanno incontro a osteoporosi prematura. La gravità, di fatto, ci è necessaria.

Ma la stessa gravità nel corso del tempo, soprattutto se non contrastata adeguatamente da una buona muscolatura antigravitaria, oppure se appesantita da marcato sovrappeso, oppure da deformazioni dello scheletro, diventa a sua volta nociva.

Dall’alto in basso il carico del nostro peso viene portato da vertebre e rispettivi dischi intervertebrali, dalle anche, dalle ginocchia e dalla pianta del piede.

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    Attenzione. Con il caldo viene voglia di fare come questo Basset Hound ma anche in estate è possibile avere patologie da raffredamento, il che è un assurdo ma molto più frequente di quanto non si pensi. Torcicollo, cervicalgia, mal di gola, congiuntivite, otiti, paralisi di Bell, sono all'or
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