Il freddo interiore: la malattia del non essere
Molte persone sono abituate a lamentarsi continuamente; il tempo, il lavoro, il governo, i figli, il marito o la moglie. Non che manchino argomentazioni più che valide per lamentarsi ma il problema è che, lamentandosi, non cambia assolutamente nulla.
Lo stipendio non aumenta, i figli non studieranno di più, il marito non sarà più disponibile, le tasse non diminuiranno e così via…. Alla fine per fare una sintesi matematica, abbiamo dato aria ai denti e abbiamo appesantito ulteriormente noi stessi e chi ci è stato ad ascoltare.
Non dico che bisogna essere sempre contenti e felici di tutto e non farsi valere e sentire quando serve. Non sono le sfighe quotidiane che devono dare adito ai nostri dialoghi e alle nostre conversazioni, ma qualcosa d’altro, qualcosa che provenga da una parte un po’ più profonda di noi stessi.
Un altro modo comunemente usato per non comunicare nulla di sé è parlare solo di quello che faremo o abbiamo già fatto, senza mai considerare l’altro ma solo se stessi; in alcuni casi l’intento è quello di sottolineare quanto pesantemente siamo impegnati, in altri il desiderio è quello di complimentarci con il nostro fare, i nostri viaggi, i nostri successi e così via, ve ne accorgete perché di solito non sono dialoghi ma monologhi. Insomma anche se non sembra, si parla solo di quello che si fa e mai di ciò che si prova e tanto meno si cerca un confronto con l’ascolatore.
Sappiamo ascoltare chi ci sta vicino e chi diciamo di amare, sappiamo cogliere le sue sfumature e le sue più profonde qualità? Sappiamo dire e mostare quello che sentiamo e proviamo? Siamo riconoscenti per la nostra salute e per la salute di chi amiamo? Ci rendiamo conto che domani tutto quello che abbiamo oggi potrebbe non esserci più, noi compresi? Ci diamo il tempo per ascoltare le nostre emozioni positive e non solo quelle negative?
Ho parlato del freddo interno inteso come fisicamente e se vogliamo materialmente presente nel corpo di chi ne soffre, in questo caso uso non a caso il termine interiorità, riferendomi alla sfera della personalità. Questi sono atteggiamenti, pose, abitudini talora neanche sentiti veramente da noi, ovvero spesso molto dissimili dal nostro vero sè profondo. Sono quello che potremmo definire la schiuma di noi stessi e delle nostre emozioni, niente più.
Sempre di fretta, ci accontentiamo di presentare agli altri e purtroppo finiamo per farlo anche con i nostri cari e con noi stessi, questa carta d’identità falsa. La usiamo come un passe partout per non metterci in gioco. Il vero problema è che continuando a fare così rischiamo di dimenticarci come si fa a entrare in contatto con noi stessi. L’interiore rischia di congelarsi lì, bloccato in questa falsa idea di sé, del mondo e della vita.
E’ un pericolo enorme che rischia di tagliarci fuori ovvero farci vivere totalmente staccati dal nostro vero interiore, anche per un intera esistenza.
Non pensate che sia un pericolo solo per gli altri, tutti noi possiamo cascarci senza neanche accorgercene, fino a quando non succede qualcosa di davvero serio: una malattia grave, un lutto di una persona cara. Solo allora ci svegliamo da questo torpore e diventiamo nuovamente in grado apprezzare l’istante così come è, le persone così come sono, la vita come un dono che è e il tempo che abbiamo come il valore più grande, ovvero la nostra unica possibilità di esserci davvero e non come surrogati di noi stessi.
E’ come dare una fiammata, il ghiaccio non può che sciogliersi e la cosa davvero bella è che possiamo farlo in ogni momento e quando lo facciamo le persone intorno a noi non possono che esserne contagiate. “L’epidemia di esseri” si diffonde a macchia d’olio. Non esiste un vaccino contro questa “malattia del non essere”, patologia che potremmo definire dilagante in questi tempi moderni, complici il sentirsi sempre vittime e l’aspettarsi sempre qualcosa.
L’unico rimedio è rimanere in contatto con noi stessi il più possibile, frequentare persone in grado di richiamare in noi questa modalità e dedicare del tempo a delle attività capaci non solo di nutrire il nostro portafoglio, gonfiare il nostro ego e stimolare nostri appetiti sessuali ma di toccarci dentro.
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Agopuntura e I Ching

Tutti conoscono il famoso libro dei mutamenti I Ching (altrimenti scritto I King o Yi Jing ) considerato come un libro divinatorio consultabile secondo diversi metodi, dagli steli di millefoglie al più classico delle tre monetine.
Qualunque sia il metodo scelto, il risultato è un cosiddetto “esagramma“, ovvero un simbolo formato da sei segni, sei righe, che possono essere intere o spezzate in due segmenti.
Quello che però sono pochi a sapere è che questo libro, la cui origine nella forma attuale è datata intorno al II secolo a.C, è il risultato di principi quali la legge dello yin e dello yang e la legge dei 5 elementi.
Ogni riga dell’esagramma rappresenta simbolicamente la dualità yin-yang, considerata yin se spezzata e yang se intera.
I diversi esagrammi sono a loro volta costituiti da due trigrammi sovrapposti, e ogni trigramma rappresenta simbolicamente uno dei cinque elementi.
I trigrammi di partenza sono 8 e si chiamano appunto ba gua. Ma direte voi, come si passa da 5 elementi a 8 trigrammi? A parte l’acqua e il fuoco che hanno una polarità sola, rispettivamente acqua yang e fuoco yin, gli altri tre elementi hanno una polarità doppia, una yin e una yang e così passiamo dai 5 elementi alla loro rappresentazione in 8 simboli diversi, che tradotto in cinese produce appunto la parola ba gua.
I due trigrammi sovrapposti ripropongono tutte le 4 diverse relazioni tra i vari elementi, essere nutrito, nutrire, essere controllato e controllare, che poi si ritrovano in qualunque relazione esistente.
Possiamo così capire che ogni esagramma rappresenta una precisa situazione, in altri termini ogni situazione può essere rappresentata da un preciso esagramma. Gli esagrammi hanno 2 alla 6 possibili combinazioni, ovvero ci sono 64 esagrammi diversi, che rappresentano l’intera gamma di possibilità relazionali ecco perché anticamente venivano posizionati a cerchio, per figurare nuovamente la ciclicità o meglio la circolarità presente sia nella legge dello yin e dello yang, che nella legge dei 5 elementi.
Un altro aspetto praticamente sconosciuto (anche alla maggior parte degli agopuntori) è che gli stessi principi che stanno alla base di questo tipo di rappresentazione della vita, possono essere utilizzati per praticare agopuntura, sfruttando il modello e l’archetipo degli esagrammi dell’I ching.
Non si tratta affatto di una sorta di magia ma della applicazione di leggi e archetipi attraverso precisi strumenti deterministici. In realtà si tratta una una vera e propria scienza applicata.
Il mio maestro ama descrivere questo tipo di pratica come agopuntura digitale e, come nel caso della musica digitale rispetto a quella analogica, la definisce uno strumento terapeutico più preciso e sofisticato.
Personalmente uso questo metodo da 5 anni e, sulla base dei risultati ottenuti, lo considero uno strumento davvero efficace sia sul dolore che sulle patologie interne.
La prima cosa da dire è che ogni canale o meridiano principale è rappresentabile con un esagramma preciso. Ogni riga dell’esagramma corrisponde a un punto preciso dei cinque punti shu antichi, il sesto punto non in ordine è dato dal punto luo per i canali yin e dal punto yuan per i canali yang di ogni canale. Anche ogni elemento corrisponde a un trigramma e quindi ogni esagramma diventa più o meno favorevole ai diversi elementi in base alla loro specifica posizione. L’acqua sopra il fuoco, ad esempio, tende a smorzare quest’ultimo, mentre il legno sopra il fuoco lo potenzierà; allo stesso modo potremmo dire se mettiamo il fuoco sopra il fuoco.
Questo tipo di rappresentazione simbolica, fornisce una possibilità terapeutica del tutto particolare; inserendo infatti un ago in uno dei 6 punti corrispondenti al suo esagramma di canale, si modifica la polarità della relativa linea, da piena a spezzata e viceversa; pungendo un punto si modifica cioè simbolicamente l’esagramma in un altro esagramma. In questo modo è possibile, conoscendo i punti precisi di ogni canale e il significato dei diversi esagrammi corrispondenti, costruire una mappa simbolica dei trattamenti con un obiettivo preciso e mirato e renderli quindi molto più immediati nel risultato terapeutico.
E questo vale per il dolore così come per alcune patologie interne. In particolare per il dolore si l’utilizza la tecnica di mettere il canale o i canali da trattare in sintonia con la stagione in corso, per potenziarne l’effetto analgesico. Ma l’effetto più eclatante di questa tecnica avviene sulle sindromi ovvero sulle patologie interne. Ad esempio, “smorzare e spegnere il fuoco in un organo” diventa una tecnica preziosa in caso di infiammazione acuta.
L’utilizzo dell’esagramma favorevole alla stagione in corso può inoltre essere considerato un valido lavoro di prevenzione che si può utilizzare per esempio sugli organi più colpiti in quella determinata stagione per rinforzarli o sugli organi più deboli in quel determinato soggetto e costituzione. Questo metodo di agopuntura si chiama anche agopuntura stagionale
E’ interessante sapere che l’esagramma più favorevole alla stagione invernale, differisce dall’esagramma del canale di stomaco e di polmone per una singola riga, ovvero pungendo un singolo punto del canale di stomaco, per la precisione il punto 36 ST e un solo punto del canale di polmone, nella fatti specie il punto LU 9, possiamo trasformare rispettivamente i due canali nella configurazione più favorevole alla stagione invernale.
E altresì curioso sapere che il punto 36 di stomaco, storicamente raccomandato per tonificare le difese immunitarie, nell’antichità veniva usato in modo sistematico dai soldati prima di andare in guerra e prima di intraprendere un lungo viaggio. Questa informazione viene tramandata dagli antichi testi dove si indicava di applicare la moxa con insistenza fino ad ottenere addirittura una vera e propria ustione cutanea su questo punto.
Per il punto 9 di polmone non vi sono indicazioni così specifiche, ma essendo un punto sorgente è da tutti gli agopuntori conosciuto e considerato come un punto di tonificazione del polmone. E’ chiaro che questo significa irrobustire non solo l’organo ma tutto l’apparato respiratorio che energeticamente fa capo ad esso.
Si può chiaramente intuire che il trattamento regolare di questi due punti possa essere considerato uno strumento afarmacologico per prevenire sinusiti, riniti, bronchiti, polmoniti e gastroenteriti ovvero le tipiche patologie di questa stagione, senza però rischiare nessun possibile effetto collaterale. Inoltre questo trattamento agisce non già come un vaccino nei confronti di un singolo virus o famiglia di virus ma come un ombrello nei confronti di tutti i possibili microrganismi patogeni.
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Moxibustione: la terapia termogenica più antica
La pianta in questione è L’Artemisia (da cui il nome del mio Studio Medico) o Artemisia Millefollium, un rimedio fitoterapico da usare con molta attenzione ma che soprattutto è da sempre la pianta usata nella moxa o tecnica della moxibustione. La moxa può essere applicata a pezzettini sul mandrino dell’ago e in questo caso si parla di ago moxa; tale applicazione potenzia l’effetto dell’ago soprattutto se esiste un freddo interno.
La moxa può essere però eseguita anche senza aghi; vengono costruiti dei conetti più o meno grandi di lana di moxa da applicare direttamente sulla pelle. I conetti vengono fatti bruciare usando come tramite un bastoncino di incenso con il quale si tocca delicatamente l’estremità superiore del conetto che viene rimosso velocemente quando il calore sta per diventare eccessivo, per poi essere nuovamente avvicinati alla cute.
Per evitare ustioni cutanee si deve essere esperti sia nella capacità di produrre dei conetti stabili sia nella manovra di rimozione che deve essere rapida e precisa. Posizionando una fettina di zenzero, o del sale tra la moxa e la pelle se ne può potenziare l’effetto limitando al contempo il rischio di ustione cutanea. I cinesi, da tutti noti per la loro manualità, sono capaci di produrre connetti alla velocità della luce e tutti di grandezza e forma uguale come se usassero uno stampino.
Oggi, soprattutto in occidente, esistono in commercio conetti preconfezionati con una base di cartone adesivo, sono certamente meno potenti di quelli prodotti artigianalmente ma più sicuri e manneggevoli, basterà usarne un numero maggiore per arrivare alla stesso effetto.
La moxa viene anche commercializzata in sigari la cui applicazione viene eseguita a distanza di qualche centimetro dal punto da trattare; in questo caso è decisamente più facile non bruciarsi: quando fa troppo caldo si allontana il sigaro. Il sigaro può essere applicato fisso, in questo caso si dice “a becco di uccello” proprio perchè il sigaro viene allontanato e avviccinato alla pelle con la dinamica della beccata. Oppure il sigaro può essere usato su aree più ampie con movimenti rotatorii o longitudinali. L’attenzione in questo caso deve essere rivolta alla cenere che può accidentalmente cadere sulla pelle; per questo motivo è necessario avere sempre un posacenere accanto per scrollare bene l’apice del sigaro.
La moxa viene usata per il dolore da freddo o da umidità, sul quale è molto efficace, sulle sinusiti da freddo caratterizzate da rinorrea di muco fluido e colante e sulle paralisi di Bell dette anche paralisi a frigore, ma anche su patologie croniche come le bronchiti ricorrenti nei bambini nel cui caso si usa in prevenzione. Può essere usato sulle diarree e vomito da freddo direttamente intorno all’ombelico. Si usa per far girare il bambino nel ventre della madre sull’ultimo punto di vescica urinaria e ancora per limitare un ciclo mestruale emorragico in una paziente anemica per esempio. Infine si può usare sul calore tossico anche se sembra un contro senso; applicata su brufoli giganteschi e ascessi permette la loro maturazione e apertura esterna con svuotamento del pus, e su lesioni dovute a sostanze tossiche come i veleni, la moxa limita il loro potere dannoso sui tessuti favorendone una più rapida denaturazione.
Non vi ho raccontato che una piccola parte delle possibili applicazioni di questa metodica, che a mio parere ha solo due grandi difetti: ci vuole tempo oltre che una buona manualità per non fare danni ma più di tutto produce un odore molto forte nell’ambiente dove viene bruciata. Peraltro è giusto segnalare che il suo odore anche se sgradevole è benefico sia per la respirazione che per l’organismo in generale.
Consiglio la moxa come strumento terapeutico domiciliare sia preventivo che di sostegno per potenziare l’effetto dei trattamenti soprattutto se distanziati oppure per affrontare alcune situazioni ricorrenti in particolare se lontano da casa. Nei soggetti che si ammalano facilmente di patologie da raffreddamento si consiglia di usarla sul 36ST e su diversi punti di tonificazione del polmone come 1LU, 9LU e 13 BL. Il costo è ininfluente, lo spazio per conservarla minimo e in molte circostanze il suo effetto è davvero sorprendentemente efficace.
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L’inverno e la sua poesia
Questo periodo che va dal 21 novembre al 6 di gennaio, è costituito nel calendario cinese da tre parti di 15 giorni circa l’una, la prima si chiama piccola neve o Xiao Xue, la seconda grande neve o Da Xue e la terza pieno inverno o Dong Zhi, che inizia proprio il 21 dicembre con il solstizio d’inverno
In questi tre momenti che precedono la massima espressione dell’inverno, l’emotivo umano può vacillare.
Esattamente come durante la notte, ci sentiamo più fragili e con meno certezze.
“Che ne sarà di noi e del nostro domani?” è possibile chiedersi.
La verità è che del domani non vi è davvero mai certezza anche in primavera e in pieno sole, questo è un mistero della vita che ci accompagnerà sempre, la differenza è che in alcuni momenti questa totale mancanza di certezze è più tangibile ed è più facile farsi aggredire dalla paura dell’ignoto e dal senso di solitudine.
Ci sono persone che in questi momenti crollano e non riescono a sopportare le difficoltà della vita; dal freddo del clima al freddo di alcuni sentimenti e per molti anche per il freddo delle proprie finanze, la sofferenza può raggiunge il suo massimo.
Ma “Quando la notte è più buia l’alba è più vicina” , quando si tocca il fondo non si può che risalire quando si raggiunge la massima espressione del buio la luce è vicina è una legge applicabile a tutto questo universo. Possiamo esserne certi il sole continuerà a sorgere e lo stesso vale per la primavera. Sono poche le nostre certezze ma su queste dobbiamo confidare e prendere forza.
Impariamo a cogliere la bellezza dell’ignoto e del misterioso come fanno con facilità i bambini, senza porsi tante domande, alle quali non sappiamo rispondere non perché non esista una risposta ma semplicemente perché non la conosciamo.
Non siamo noi il centro del mondo, non conosciamo che un infinitesima parte di questo universo. Solo accettando la nostra mancanza di conoscenza e di sicurezza possiamo riuscire a cogliere la magia e la poesia della notte esattamente come di questi mesi. Possiamo adoperare i profumi dell’inverno come il pino, l’arancio, la cannella tipici della tradizione nordica, gli oli essenziali da bruciare sul brucia essenze o da mettere sul termosifone in poca acqua, oppure comprare rami di pino freschi e ancora usare le bucce di arancio o di mandarino come si faceva una volta.
Possiamo poi far un uso attento e raffinato di candele, luminarie e decorazioni natalizie, ricercando suggestioni calde e sapori d’altri tempi, non solo perché si deve fare. Evitiamo alberelli spennacchiati e decorazioni squalide solo perché non ci sono bambini piccoli. Usiamo il nostro gusto non solo per cucinare e comprare ogni sorta di golosità. Possiamo in tutto questo periodo rallegrare sia l’interno che l’esterno delle nostre abitazioni senza necessariamente collegare questo gesto al concetto commerciale del natale ma per il desiderio di aumentare il senso di mistero e di magica poesia presente in questo particolare momento dell’anno.
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Ricette per mangiare sano: la polenta

Molti mangiano la polenta quando vanno in baita in montagna oppure al ristorante o trattoria. Questo accade come sempre per abitudine, la pasta è più veloce. La polenta si sa è lunga e poi ci vuole il tegame giusto oppure bisogna stare più di mezz’ora a girarla.
Quindi la soluzione più facile è mangiarla solo al ristorante oppure prenderla precotta o già fatta. La polenta pronta per chi non l’avesse mai mangiata non assomiglia minimamente alla polenta fatta in casa un pò come il purè per gli amanti di questo piatto.
Lo stesso si può dire per la polenta precotta il sapore e la consistenza della farina e le propietà sono totalmente diverse.
Inoltre la farina macinata non industrialmente conserva un numero maggiore di prorietà nutrizionali, ma è anche meno irritante per l’intestino oltre che avere un sapore squisito. Preparala non richiede ne tempi biblici ne pentole speciali.
E’ facile basta una pentola antiaderente, prima si fa bollire l’acqua, si aggiunge sale, olio e la farina di mais, poi si mescola bene per evitare i grumi, infine si abbassa la fiamma al minimo e si copre con il coperchio, ogni tanto una girata per evitare che si incolli al fondo, tutto qua. Il tempo di preparazione non supera quello di un risotto.
Il risultato è squisito, piace a grandi e piccini è buona calda e fredda e ancora più buona il giorno dopo passata in padella o al forno o frullata e sciolta in una minestra.
Il mais o gran turco o granone come si dice da queste parti, non è da mangiare solo attraverso i moderni snack salati ricchi di grassi trans oppure in scatola aggiunto alle insalate , e neanche da considerare esclusivo cibo per animali solo perché è un cereale molto economico. La sua coltivazione come cereale è probabilmente la più estesa sul pianeta.
All’estero mangiano le pannocchie bollite o alla griglia ma nel nostro paese la polenta è una tradizione culinaria popolare tipicamente contadina come molte tra le ricette più ghiotte italiane invidiateci da tutto il mondo, per la fantasia e la grande possibilità di variare i gusti e i sapori.
Dal punto di vista salutistico il mais non contiene glutine, lo sanno tutti celiaci, e sicuramente avrete notato l’abbondanza di pane, pasta e biscotti a base di mais dedicati a questo disturbo. Si ritiene che abbia come il riso un effetto leggermente diuretico, e che abbia la particolarità di abbassare i livelli di acido urico e quindi prevenire la gotta e gli attacchi gottosi e anche la formazione di calcolosi urinaria.
La polenta è buona con le verdure, con il formaggio, con qualsiasi tipo di carne, con il pesce, con le uova e soprattutto da sola. A me piace mangiarla con il coniglio in umido o la selvaggina rappresenta soprattutto in inverno uno dei miei pranzetti preferiti della domenica. Di solito ne faccio in abbondanza e il giorno dopo la taglio a dadini e la aggiungo alla zucca e ai broccoli cotti al vapore, butto il tutto in padella, aggiungo un pò di sale e di pepe e quattro pezzettini di speck o di pancetta o di lardo per insaporire il tutto e il piatto è davvero squisito.
Non dimentichiamoci di questo alimento la cui semplicità e versatilità può anche facilitare la vita in cucina. Inoltre ci consente di variare i sapori e di ridurre l’assunzione di farine bianche, che purtroppo hanno un effetto irritante sull’intestino e possono determinare anche delle disbiosi intestinali capaci di limitare le nostre difese immunitarie rendendoci più delicati alle patologie da raffreddamento.
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Regolare la funzione della tiroide in modo naturale
Le disfunzioni tiroidee sia in ipofunzionamento che in iperfunzionamento sono in aumento negli ultimi anni.
La Tiroide come tutti sanno funziona come gli organi sessuali ovvero secerne ormoni sotto l’influenza dell‘asse ipotalamo ipofisario con una serie di meccanismi di controllo a feed back negativo.
Che vuol dire? Il capo ( l’ipotalamo) ordina al suo vice (l’ipofisi), di dare ordini al suo direttore di produzione (l’ipofisi), di far lavorare i suoi operai (cellule tiroidee), per produrre un gel lubrificante a base di iodio. Una volta prodotto la sua presenza arresta il sistema di richiesta.
La presenza del gel (ormoni tiroidei) facilita la velocità della nostra macchina riducendo l’attrito degli ingranaggi, se il gel è troppo la macchina rischia di accelerare senza controllo se è troppo poco si ingrippa e rallenta ben al di sotto del suo potenziale di motore!
La regolazione esatta della quantità di ormoni prodotti e presenti in circolo è per la nostra macchina corpo, di fondamentale importanza. Tutti sanno che un’insufficiente produzione di ormoni tiroidei determina sovrappeso, temperatura basale inferiore alla norma, facile affaticabilità e anche apatia e depressione del tono dell’umore, fino al mixedema pretibiale. Una sua eccessiva produzione e concentrazione ematica è responsabile di tachicardia, dimagramento eccessivo e fino ai quadri di esoftalmo. Questo non significa che tutti i soggetti grassi e depressi soffrono di ipotiroidismo e tutti i pazienti magri e nervosi di ipertensione!
Gli ormoni tiroidei gestiscono il metabolismo e di conseguenza la temperatura corporea e il sistema catabolismo-anabolismo, ma la cosa non è così semplice. Le interferenze con questi sistemi sono molteplici: gli ormoni sessuali, il cortisolo, il glucagone e l’insulina. Infine la leptina che è un ormone di recente scoperta sembra poter agire direttamente sulla tiroide e sulla produzione di ormoni tiroidei superando e il feed back negativo ipotalamo ipofisario. Ogni ormone poi a sua volta varia con il variare di numerose altri ormoni e il network bioumorale si rende molto più complesso di quanto non si possa immaginare.
E’inoltre noto che le disfunzioni della tiroide sono più frequenti in menopausa e durante la gravidanza, questo legame tra funzione ormonale tiroidea e funzione ormonale riproduttiva sembra proprio sottolineare l’interferenza e l’interfaccia funzionale di questi ormoni. Anche la libido può modificarsi in corso di disfunzioni della tiroide .
Ricordiamo che alcune sostanze farmacologiche come il litio, l’ interferone, l’amiodarone, i mezzi di contrasto , ma anche conservanti oltre che alcuni saponi e dentifrici contenenti triclosan possono ridurre la funzionalità della tiroide. Molto rumore per niente fu data anche alla soia a questo proposito ma lavori scientifici hanno dimostrato che la soia non è dannosa per la tiroide neanche dei piccoli.
L’assunzione regolare di iodio con l’alimentazione è indispensabile per garantire la funzionalità della tiroide proprio perché gli ormoni tiroidei contengono Iodio ed è necessaria una assunzione orale giornaliera pari a 150 mcg, dosi minime (pari o inferiori a 50mcg/die) prolungate nel tempo producono ipotiroimo e dosi elevate pari o superiori a 1000 mcg/die prolungate nel tempo producono ipertiroidismo. Dal 2005 sono stati introdotti in Italia il sale iodato e l’aggiunta di iodio all’acqua potabile per limitare l’ipotiroidismo endemico, sempre per questo motivo si raccomanda l’utilizzo di pesce, alghe, noci di cocco nelle diete a basso contenuto di iodio.
Altri fattori noti per la capacità di modificare la funzionalità tiroidea sono la temperatura e lo stress. In particolare se la temperatura si abbassa e se aumenta il livello di stress viene aumentata la produzione di ormoni tiroidei. A questo proposito il mantenere costante la temperatura attraverso ambienti riscaldati e climatizzati facilita il rallentamento e in un certo senso il torpore del meccanismo tiroideo. Vice versa una condizione permanente di stress sul luogo di lavoro o in casa produce una iperstimolazione tiroidea che inizia con un aumento del FSH.
Non uscire mai di casa o dal proprio ufficio e vivere intere giornate al chiuso senza vedere la luce naturale in atmosfere viziate a temperatura costantemente medio alta è di per sé causa di possibili alterazioni bioumorali. In effetti i bambini si portano fuori al parco almeno un’oretta al giorno e così per i cani. Ma chi pensa agli uomini? No; loro devono lavare e basta! Ecco che praticare sport o attività aerobica all’aria aperta anche in inverno ovviamente se abbigliati in modo congruo consente di stimolare in modo naturale questo misterioso e sofisticato organo.
Non è un caso se negli allevamenti intensivi di bestiame la temperatura è mantenuta sistematicamente e costantemente invariata, per far ingrassare le bestie e rallentando il loro metabolismo basale e tutte le reazioni enzimatiche del complesso network biochimico del corpo. Quindi se potete almeno nei giorni festivi evitate di rimanere costantemente blindati in casa con il riscaldamento a paletta!
Limitare lo stress è certamente la parola d’ordine di questo secolo ma non solo per la tiroide oggi tutti gli scienziati sono d’accordo nell’affermare che questa condizione se mantenuta a lungo può essere la causa principale di numerosi disturbi e patologie fra cui anche la possibile formazione di noduli tiroidei come risposta alla ipersollecitazione mediata dall’aumento del TSH.
Le patologie autoimmuni sono un discorso a parte ma spesso colpiscono la tiroide un esempio è dato dalla tiroidite di Hashimoto. Per alcuni studiosi le patologie autoimmuni sono considerate il risultato di una sollecitazione eccessiva del sistema immunitario, paragonabile a un poliziotto psichicamente squilibrato capace di sparare con il mitra su chiunque usi il clacson per strada…insomma non più un controllo contro la malavita ma un autentico pericolo latente pronto a scatenarsi.
L’utilizzo dei vaccini così come la continua irritazione dell’intestino sede della maggior parte della risposta immunitaria sono per alcuni la possibile causa di queste sempre più frequenti irritazioni del sistema immunitario che al posto di difenderci contro agenti esterni e alterazioni cancerogene attacca i propri tessuti sani non riconoscendoli come tali.
Mantenere un assetto ormonale equilibrato è cosa molto complessa e il risultato di un network biochimico ancora sconosciuto, non basta sostituire l’ormone tiroideo mancante o ipoprodotto o impedire farmacologicamente la sua attivazione per risolvere il problema. La terapia non è sufficiente a ripristinare i delicati rapporti esistenti tra i diversi assetti ormonali e tanto meno a risolverne le cause di squilibrio.
Lo stile di vita, la dieta sono fondamentali così come la capacità di limitare lo stress sia cercando un atmosfera di lavoro e famigliare in sintonia con la nostra natura, che uscendo il più possibile all’aria aperta, o praticando sport e possibilmente anche discipline orientali come lo yoga, il taichi, il chi gong, la meditazione e molte altre.
L’agopuntura può essere considerata un valido strumento per il ripristino di un equilibrio interno, perché non lavora su un singolo ormone in modo diretto o chimico ma su l’intero assetto e network biochimico in modo indiretto. Infine numerosi fitoterapici possono essere utili per regolarizzare la funzionalità tiroidea, soprattutto nei casi di disfunzione subclinica.
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Resistere al botox!
Avete mai fatto una foto dal fotografo? Non solo scelgono la posizione e l’inquadratura migliore, ma poi ritoccano la foto togliendo le piccole imperfezioni qua e là, una ruga in meno di lì, alla fine il risultato è esaltante…avete 20 anni di meno!
La tentazione di fare lo stesso andando al medico estetico esiste. Un filler su quella ruga lì, un pò di botox su quelle altre e il gioco è fatto!
Il rischio, a parte il possibile anche se raro effetto nocivo delle sostanze iniettate, è che poi una ruga tira l’altra, si finisce per modificare e sconvolgere la nostra espressione come hanno fatto molte donne dello spettacolo e non. Il risultato alla fine è tutt’altro che armonico.
Quello che si vede tristemente in giro è la perdita del naturale, i volti assumono un aspetto finto e irreale, come si sente dire in giro si rischia di indossare volontariamente il “burga di plastica“. Pensiamoci bene prima di fare iniziare con qualche ritocco, potremmo non saperci più fermare e indietro è difficile tornare. In un certo senso è una sorta di compulsione esattamente come nell’uso di droghe, si inizia pensando di fermarsi e poi ci si casca dentro.
L’attrice Giuliette Binoch afferma che il botox è una cosa per le donne insicure, come darle torto?
Siamo tutti d’accordo il nostro viso quando eravamo giovani era più bello e liscio. Ma tra un fiore non più fresco e un fiore finto, onestamente cosa preferite? Togliere i petali sgualciti e le foglie secche, cambiare l’acqua e magari ravvivare la composizione aggiungendo qualcosa di adatto mantenendola naturale è ben diverso che sostituirlo con un fiore di plastica, assolutamente perfetto non credete?.
Invecchiando poi la cosa peggiora, i visi troppo ritoccati assumo espressioni veramente senza senso e ridicole. Le mani il collo e gli occhi parlano della loro età anagrafica e fanno a cozze con la parte ritoccata.
E’ vero che il corpo dei giovani sprigiona armonia e bellezza da tutti i pori e che spesso questa armonia si perde gradualmente negli anni. Infatti il corpo memorizza tutti i traumi e tutte le sofferenze e molto spesso nel trascorrere degli anni il rischio è diventare più pesanti non solo dai kili di troppo ma dal peso della vita. Ma la leggerezza della giovinezza non si riacquista togliendo le rughe!
Accettare le rughe di espressione significa accettare il cambiamento e non restare attaccati al passato all’immagine che abbiamo di noi riferita al passato.
L’attaccamento di cui tanto si parla nella religione Buddhista è in fin dei conti la nostra maggior fonte di sofferenza.
Dovremmo piangere ad ogni calar del sole e ratristarci ad ogni fine estate! Qualcuno lo fa. Ma anche se la primavera è bellissima e spinge le persone all’estroversione, è pur vero che ogni stagione ha la sua bellezza intrinseca. Sono energie diverse, la primavera si sviluppa verso l’esterno e l’autunno si sviluppa verso l’interno.
La vita è in continuo mutamento, la legge dello yin e dello yang e dei cinque elementi confermano il continuo passaggio da una elemento all’altro. Non possiamo fare nulla per fermare il tempo. L’invecchiamento che purtroppo biologicamente inizia dopo i 30 anni, come la sera e come l’autunno sono inevitabili passaggi, che la medicina cinese considera sotto il segno dell’ elemento metallo.
La caratteristica dell’elemento metallo è quella di essere rigido ed è proprio la rigidità che dobbiamo combattere perché non diventi un eccesso potenzialmente dannoso e patologico. La rigidità è in assoluto il miglior alleato dell’invecchiamento e va combattuto sia dal punto di vista fisico che mentale.
Cosa significa combattere la rigidità? Significa non pensare sempre allo stesso modo e per fare questo dobbiamo confrontare il nostro pensiero con altri pensieri, la lettura e l’arte possono molto in questa direzione ma non basta ancora. Studiare e farlo con l’aiuto di maestri è la cosa più importante. Lo studio apre la mente e non deve cessare quando si è raggiunta una posizione sociale e lavorativa soddisfacente ma proseguire per tutta la vita.
Con il corpo dobbiamo fare lo stesso lavoro disciplinandolo con esercizi specifici, in questo campo l’ antica scienza dello yoga non ha pari in possibilità di conservare nel tempo l’elasticità osteoarticolare di tutto il corpo ma potete scegliere l’attività fisica più adatta alla vostra indole.
E’ infine davvero interessante sapere che nella medicina cinese il metallo yang è paragonato a uno strumento di lavoro, come un aratro o una sega, e il metallo yin a un gioiello. Possiamo intuire quanto sia importante durante questa delicata fase della vita, iniziare a coltivare le nostre qualità yin, ovvero nutrire il nostro interiore e non solo l’esteriore, cercando per quanto possibile di raffinarci, eliminando tutto quello che non ci serve e non ci appartiene, come in una sorta di pulizia e purificazione alchemica. Il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di diventare noi stessi dei gioielli e la nostra presenza preziosa per gli altri.
Ricordando inoltre che un gioiello non arruginisce e mantiene la sua bellezza negli anni, una sega no!
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Fitoterapia cinese: I freddolosi si scaldano da dentro
Credo siano pochi a sapere che esiste; il freddo interno. Il freddo, a differenza del caldo interno, come il vuoto rispetto al pieno, da meno segno di sè ma quando presente i suoi disturbi correlati sono inequivocabili.
I freddolosi lo sanno! Molto spesso vengono derisi e trattati come fobici, ” ma non fa mica freddo” viene detto loro, ma se qualcuno si prendesse la briga di toccare le mani, i piedi e il naso del freddoloso in questione, forse potrebbe capire che non si tratta di un modo di sentire o una presa di posizione o un’abitudine ma di freddo bello e buono.
Le persone anziane che dicono di avere sempre freddo con le ginocchia e i piedi gelati, le persone (per lo più donne) che quando sono stanche non riescono a dormire fino a che non hanno i piedi caldi. In questi casi spesso non bastano le coperte ne una doccia calda ne un buon riscaldamento a scaldarle.
Attenzione non confondiamo il freddo interno con il freddo preso dall’esterno che si toglie facilmente scaldandosi appunto dall’esterno e non confondiamo neppure con quei soggetti molto ansiosi con mani e piedi freddi tutto l’anno. Questi due casi non sono la stessa cosa; nel caso di freddo esterno, scaldarsi bene al fuoco di un camino o con un super riscaldamento così come bere o nutrirsi di alimenti piccanti oltre che caldi con azione diaforetica permette di far uscire il freddo entrato dall’esterno. In queste cose i nordici e i montanari sono esperti e ci insegnano: il vin brulée come la sauna sono due esempi a tutti noti ma con funzioni molto precise oltre che terapeutiche per trattare il freddo esterno potenzialmente patogeno.
Mentre avere mani e piedi sempre freddi e il centro caldo, è un tipico problema dei soggetti ansiosi è una tipologia ancora diversa, in questo caso il freddo si trova alle estremità non perché non vi è sufficiente calore interno o troppo freddo esterno ma perché non vi è sufficiente circolazione, il calore interno resta bloccato al centro senza arrivare in periferia. E’ la stessa cosa che succede quando si subisce un trauma il corpo si raffredda per lo shock ovvero per la circolazione sanguigna bloccata.
Si tratta di tre tipi di freddo diversi che secondo la fitoterapia cinese vanno curati con rimedi totalmente diversi.
Nel caso del freddo esterno i rimedi e la ricetta fitoterapica avranno carattere caldo, piccante e soprattutto diaforetico, l’obiettivo oltre che scaldare è quello di fare uscire il patogeno freddo dalla superficie quindi anche di fare sudare. La sudorazione però è un arma a doppio taglio e consente di aprire i pori e quindi di fare uscire ma anche entrare; quindi il momento dell’assunzione deve essere ben calibrato e mirato, prescritta solo all’inizio del cosiddetto attacco di freddo e moderata a seconda della costituzione del paziente. Un paziente molto robusto e pletorico può essere fatto sudare senza problemi ma un anziano o soggetto più debole devono essere fatti sudare con molta attenzione e delicatezza.
Ecco che si sceglieranno rimedi e dosaggi diversi a seconda del paziente, Ma Huang o Herba Ephedrae per esempio è indicata nelle costituzioni forti e nella assenza di sudorazione ( è presente in 14 ricette antiche del testo Discussion on Cold Damage e ben 23 ricette del testo Essenzials from the Golden Cabinet), mentre Gui Zhi o Ramulus Cinnamoni che si differenzia dalla corteccia di cannella chiamata Rou Gui è più delicata e adatta alle costituzioni deboli (è pesente in ben 43 ricette del testo Discussion on Cold Damage e 66 ricette del testo Essenzials from the Golden Cabinet).
Il caso del freddo presente solo alle estremità per mancata circolazione prevede a differenza dei due precedenti che utilizzano rimedi sintomatici, un rimedio che possiamo definire costituzionale chiamato Chai Hu o Radix Bupleuri, rimedio utilizzatissimo per diversi disturbi su base ansioso emotiva.
Infine per il freddo interno vero e proprio al di la della possibile patologia da ipotiroidismo che va verificata e per la medicina cinese si tratta di un vuoto di qi e nei casi più gravi di yang che vanno corretti con rimedi che dovranno essere caldi e tonici. Tra i rimedi con caratteristiche calde e di tonificazione si possono scegliere una enorme varietà di fitocomposti, più o meno maneggevoli da utilizzare, anche se bisognerà stare attenti a non usarli troppo a lungo per non asciugare il paziente. Ecco perché bisogna dosarli sula costituzione del paziente e possibilmente utilizzare le ricette antiche che di solito riescono a limitare i danni del singolo fitocomponente moderandolo con altri ingredienti. Fra i più conosciuti possiamo citare Ren shen o Radix e Rhizoma Ginseng e Huang qi o Radix Astragali entrambi tonici del qi ovvero potenti ricostituenti come si dice in occidente, il primo usato in particolare negli stati di debilitazione e il secondo come protettivo e come rinforzo delle difese corporee.
Per il freddo interno infine possono essere utilizzati dei prodotti definiti tonici dello yang, fra questi il più discusso proprio perché delicato da utilizzare è il Fu zi o Radix Aconiti Praeparata questo rimedio possiede una elevata tossicità che lo rende poco maneggevole, in Italia non è possibile procurarlo mentre all’estero è prescrivibile con ricetta medica tanto quanto i farmaci della normale farmacopea. E’ un rimedio potente e unico come efficacia per trattare alcuni tipi di dolore sempre che lo si sappia dosare e adattare alla costituzione del paziente.
Insomma ho scritto un trattato scusatemi! L’intento non era di annoiare ma di far capire quanto ricco e poco conosciuto anche dagli stessi medici e naturopati sia il panorama della fitoterapia cinese e quanto invece versatile ed efficace sia il suo utilizzo quando mirato e costruito sulle caratteristiche interne del paziente.
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Medicina cinese: L’inizio dell’inverno
Dal 7 novembre per il calendario cinese siamo entrati in Li Dong che, tradotto, significa l’inizio o la salita dell’inverno, le nebbie e le foschie sono ormai quotidiane e la luce del giorno sempre più fioca.
In giro per le strade è facile trovare persone vestite da grande freddo; piumini pesanti con tanto di cappuccio di piuma d’oca, sciarpe di lana fino al naso, guanti, pellicce. Un’esagerazione, considerando che almeno in pianura per la maggior parte della giornata siamo sopra i 10 gradi centigradi.
E’ altresì vero che l’umidità nell’aria tipica della nostra latitudine e altitudine, aumenta la percezione del freddo esattamente come aumenta la percezione del caldo in estate. In estate si usa il ventilatore e si fa circolare l’aria, in inverno si scalda ma adesso non bisogna esagerare; è troppo presto.
L’elemento acqua è il miglior conduttore che ci sia, se vogliamo scongelare la carne in assenza di microonde la immergiamo in acqua, se vogliamo scaldarla, idem. L‘acqua per la medicina cinese è l’elemento dell’inverno.
L’acqua per l’uomo intesa come liquidi interni è considerata un elemento yin ed è associata all’organo rene. L’energia del rene è spesso collegata al nutrimento più profondo dell’uomo, in relazione con la sue origini e con quella che viene anche chiamata energia prenatale. Per i cinesi ogni essere nasce con una certa quantità di questa energia che non può essere rinnovata attraverso il cibo o la respirazione ma solo consumata durante l’arco della vita. Molte arti marziali e tecniche energetiche nascevano e si insegnavano proprio per consolidare e mantenere il più a lungo possibile questa energia. In un certo senso potremmo dire che l’energia dell’acqua è collegata con l’aspetto meno manifesto della vita. L’acqua esiste, eppure non ha forma, è per così dire inafferabile e in continuo mutamento.
Secondo il calendario cinese è interessante sapere che l’organo della stagione inverno, è la vescica biliare per il mese di Novembre, il triplice riscaldatore per Dicembre e il fegato per Gennaio, e questi organi possiamo associare maggiormente ai disturbi riconducibili all’ irrequietezza, alle turbe del sonno e alla paura dell’ignoto.
Per il macrocosmo invece le cose si invertono, l’acqua diventa un elemento Yang, potremmo considerarlo come il mantello della Terra. E ricordando la sua enorme forza di impatto quando si manifesta in una tempesta e quanto possa diventare incredibilmente dura all’impatto di un corpo sulla sua superficie non possiamo che approvare la sua natura fortemente yang.
Inoltre il trigramma dell’elemento acqua è ying-yang-ying, esattamente come l’esagramma dell’organo stomaco costituito dai due trigrammi ying-yang-ying sotto e ying-yang-ying sopra. Ritengo che sia lecito presumere che questa analogia non sia casuale come alcuni vogliono farci credere. Lo stomaco è pieno di liquidi gastrici: acqua! E inoltre è l’organo-viscere che maggiormente accumula e trasferisce calore e forza al corpo attraverso l’alimentazione; è il più yang degli organi yang.
Ma torniamo alle cose pratiche…
In questo particolare periodo dell’anno, la cosa davvero importante è non bagnarsi ovvero non far entrare il freddo umido. Quindi la cosa più importante è munirsi di scarpe tecniche, con una suola che non faccia passare l’acqua e lo stesso per l’abbigliamento. Non serve vestirsi troppo pesanti ma piuttosto indossare qualcosa che ci isoli bene dall’umido. Andate a vedere cosa vendono nei negozi di abbigliamento per la montagna, la tecnologia dei tessuti è cambiata negli ultimi anni, ci sono indumenti leggerissimi che proteggono dall’umido alla grande.
Qualche giorno fa mentre camminavo sotto alla pioggia battente, pensavo: ma che bello anche camminare sotto l’acqua, basta essere protetti. Certo se con una mano teniamo l’ombrello e dall’altra abbiamo la borsa pesantissima e squilla il telefonino e magari ci tocca anche tirar fuori il portafoglio, sfido chiunque a non imprecare! Con un trolley ovviamente di cordura, un auricolare bluetooth, una piccola borsa a tracolla per il portafoglio e le chiavi, la vita diventa più leggera anche sotto all’acqua battente, non trovate?
L’ideale sarebbe non dover tenere l’ombrello impegnando una mano! Che cavolo… siamo o non siamo nel 2010? Altro che odissea nello spazio! Vada per il tele trasporto ancora non funzionante ma l’ombrello telecomandato non dovrebbe mica già essere stato inventato?
A parte la fantasia e la voglia di scherzare, è giusto sapere che il freddo di questi giorni si può combattere anche con un’ alimentazione corretta, che non deve essere troppo fredda ne umida: il latte, il burro, i succhi di frutta, gli agrumi e gli zuccheri in genere aumentano l’umidità. Nutrirsi esclusivamente di cibi freddi, per esempio, mangiando solo insalatone e frutta è una scelta apparentemente salutista ma decisamente poco adatta alla stagione.
Se avete la sensazione di aver preso freddo stando fuori, quando entrate in casa scaldatevi e asciugatevi subito i capelli e la nuca con il phon, cambiate i vestiti umidi, soprattutto le calze, bevete qualcosa di caldo come un thè nero o una tisana magari anche speziata o con cannella oppure mangiate qualcosa di caldo, preferibilmente una zuppa e aggiungete un po’ di pepe, vi aiuterà ad asciugare e buttar fuori il freddo umido immagazzinato.
E’ inoltre importante iniziare a pensare ad ausili naturali per aumentare le difese immunitarie in prossimità delle future patologie da freddo quali le forme influenzali. Ci sono innumerevoli prodotti naturali anche da banco con azione preventiva specifica, consultatevi con specialisti del settore e preparatevi con intelligenza al freddo dei prossimi mesi.
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Agopuntura: funziona in modo diverso dai farmaci
La prima cosa che distingue un farmaco da un trattamento di agopuntura è che usarlo per prevenire una patologia non è così semplice, anche se le case farmaceutiche ci stanno provando a trovare farmaci preventivi e oggi si stanno buttando sulla fitoterapia di basso livello e su integratori generici con lo scopo di riuscire a vendere al maggior numero possibile di pazienti un prodotto da assumere vita natural durante!
Un farmaco per prevenire una malattia deve dimostrare che il suo NNT è davvero basso e il suo NNH molto alto ovvero ci vuole un basso numero di pazienti trattati per prevenire una patologia e un numero davvero alto di pazienti trattati per ottenere un evento avverso. Qualunque sostanza, naturale o sintetica che sia, se ha degli effetti chimici di rilievo tali da curare una malattia di solito possiede anche una certa tossicità intrinseca, ovvero non si può usare in modo indiscriminato.
Ecco che usare anche la fitoterapia come medicina preventiva non è azione scevra da pericoli.
L’agopuntura invece è la medicina preventiva per eccellenza; può, oltre che risolvere disturbi fisici e psichici, prevenire numerose patologie senza causare essa stessa una possibile patologia. L’agopuntura lavora su un concetto di equilibrio e di consolidamento di un equilibrio: quando l’equilibrio non c’è, tende a modificare l’assetto alla ricerca dell’equilibrio, quando l’equilibrio è presente lo mantiene e lo consolida.
Nei rari casi in cui l’agopuntura scatena un malessere questo si trovava latente e nascosto pronto a trasformarsi in qualcosa d’altro o spuntar fuori quando meno lo si aspettava. Questo significa che non si tratta di un effetto collaterale dell’agopuntura ma di un malessere in transizione talora neccessario per identificare un problema e quindi per trattarlo.
Mi sono capitate in 10 anni di lavoro due pazienti che dopo aver eseguito i primi tre trattamenti di agopuntura riferivano un netto miglioramento dei dolori muscolari ma lamentavano la comparsa di un quadro ansioso di grado moderato o severo prima non segnalato.
In questo caso non è giusto dire che l’agopuntura ha scatenato una sindrome ansiosa come effetto collaterale ma piuttosto che l’ha portata alla luce ovvero l’ansia si nascondeva sotto i dolori muscolari, i dolori muscolari erano lo specchietto per le allodole del disturbo ansioso.
Il trattamento di agopuntura può spostare un dolore da un punto all’altro mostrandoci il vero luogo di origine del dolore, e la sua vera natura, talora in modo anche sorprendente.
Un caso recente di dolore infrascapolare presente da 6 mesi e non sensibile ai farmaci antinfiammatori, dopo solo due sedute di agopuntura si è trasformato in una vera e propria nevralgia presumibilmente erpetica interna evidenziando il decorso e i sintomi tipici di questa patologia. Il dolore non era muscolare e per questo non rispondeva ai comuni farmaci ne ai trattamenti massofisioterapici precedentemente eseguiti senza successo.
In questi casi non è certamente facile spiegare ai pazienti cosa sta succedendo ma se si riesce a far capire loro che il portare a galla un problema nascosto è il primo passo verso la sua soluzione, il lavoro è già mezzo riuscito. Per metttere in ordine una stanza in profondità, prima bisogna pulire i cassetti e gli armadi e i ripostigli creando disordine e sporco e poi continuando si arriverà alla pulizia completa e totale e non solo superficiale.
Nello stesso identico modo solo continuando il trattamento in modo intensivo, il cambiamento e la risoluzione dei disturbi fisici e psichici verrà conseguito in modo completo e soddisfacente.
Possiamo dire che l’agopuntura, a differenza del farmaco, nei rari casi in cui produce quello che definiamo un transitorio peggioramento, non va sospesa ma continuata aumentando se possibile l’intensità del trattamento ovvero il numero di sedute settimanali, discorso impensabile e totalmente assurdo per un farmaco ovviamente che invece deve essere immediatamente sospeso.
Un’altra sostanziale differenza tra farmaco e agopuntura è che, una volta che il paziente è guarito dalla patologia, il farmaco viene sospeso; l’antibiotico, l’antimicotico, il cortisonico o l’antistaminico non si usano più o quanto meno se ne riduce il dosaggio fino alla sua sospensione.
In agopuntura quando il paziente è guarito è utile non interrompere in modo completo. La totale regressione del sintomo non sempre coincide con la totale scomparsa delle cause che lo hanno generato. L’agopuntura a differenza del farmaco, lavora non solo sul sintomo chiamato manifestazione ma anche sul disequilibrio presente alla sua origine chiamata radice del disturbo.
Potrete capire che non sempre l’uno coincide con l’altro ci possono volere anche anni prima che un disturbo interno si manifesti in superficie, ecco che il lavoro per essere davvero completo non dovrebbe essere sospeso anche con la completa remissione dei sintomi, soprattutto se presenti da numerosi anni.
Per riportare una bilancia in equilibrio è necessario andare avanti finchè i due piatti non si trovano esattamente in equilibrio; sospendere prima anche poco prima consentirà al disequilibrio di manifestarsi nuovamente magari a distanza di tempo.
L’agopuntura non produce dipendenza anzi viene proprio usata per liberarsi da qualunque tipo di dipendenza sia fisica che psichica, dallo shopping compulsivo all’alimentazione eccessiva, dal fumo di sigaretta all’assuefazone a qualunque sostanza chimica. Non va quindi temuta perché punge e fa male; sono ben altre le terapie potenzialmente dannose e ricche di effetti collaterali che spesso non siamo in grado di capire o sentire.
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Legami e rapporti
Quale è la differenza tra un legame e un rapporto? Per molti queste due parole sono considerate uguali, ma a parer mio esiste una importante differenza tra un rapporto e un legame.
Avere un rapporto di amicizia, di coppia, sessuale o di lavoro, significa collaborare insieme alla costruzione di qualcosa. Non ha importanza se nel rapporto i ruoli sono diversi, se uno dei due è dominante e l’altro più passivo, la cosa importante è che entrambi partecipano alla formazione di qualcosa, ognuno con la propria qualità. Un rapporto presuppone quindi uno scambio da uno all’altro, un passaggio di informazioni, di stimoli, capaci di modificarci, arrichirci in esperienza, farci crescere e maturare.
Il fatto che questo sembri una favola e non la realtà mi fa pensare. Le persone sono abituate a subire e rinunciano a questa idea di rapporto per paura o forse anche per moralismo ideologico. E’ infatti facile pensare a chi sopporta come un santo e a chi cerca di cambiare le cose come un folle. Quando un essere costringe o sfrutta l’altro senza la sua partecipazione e senza la sua volontà si chiama abuso e non rapporto, esistono diverse forme di violenza, non solo quella fisica che costringe fisicamente al rapporto. Esistono forme subdole di costrizione dettate dal così fan tutti, dal senso di colpa come da una qualsivoglia forma di ricatto morale.
Cosa vuol dire questo? Vuol dire che sta a noi creare dei rapporti e non subire degli abusi, quando questo si verifica spetta sempre a noi metterci un freno e cambiare le cose guardandole in faccia e affrontandole direttamente, a costo di pagarne le conseguenze. Certo se questi abusi si fanno su un bambino o su una persona del tutto incapace di ribellarsi purtroppo può segnare a vita la crescita e lo sviluppo equilibrato di quell’essere ma grazie a Dio oggi un simile agire può essere denunciato come anticostituzionale. Il non rapporto ovvero l’abuso non deve e non può essere tollerato in nessuna maniera si presenti.
Il legame è qualcosa completamente diverso perché nasce dai sentimenti. Attenzione non dal sentimentalismo ma dal concetto di amore. Si può essere legati a un animale a una nazione a una persona, è come un cordone ombelicale che non dipende da cosa si fa o non si fa, non dipende dalla vicinanza e dalla quantità di tempo che si è passato insieme. E’ come un filo che parte dal nostro cuore e si può allungare a dismisura, ci nutre e ci consola anche senza parole. Solo noi possiamo decidere di tagliarlo, da solo non si logora.
Si è soliti pensare al legame come qualcosa al quale si viene costretti, ma il legame non a niente a che vedere con le manette! e tanto meno con la prigione! Non sono i legami di cui bisogna avere paura e stare alla larga. Sono i rapporti logori e malsani che bisogna evitare svuotano, impoveriscono e rendendo chi li vive sterili ed emotivamente cinici.
Può esistere un rapporto senza legame? e vice versa può esistere un legame senza rapporto?
Va da se capire che il rapporto anche se sano o magari prolungato nel tempo non crea automaticamente un legame. D’altro canto un legame può mantenersi anche senza un rapporto ma da un rapporto deve necessariamente partire.
La presenza di un legame tra due esseri associato alla insufficienza di un rapporto, può causare sofferenza e questo è giusto saperlo, perché ne siamo responsabili con la nostra assenza. Quando muore una persona il legame resta ma si può generare una sofferenza, in caso di lontananza fisica tra figli o tra amanti per esempio è la stessa cosa.
E’ giusto dire che se si ha la fortuna di avere un vero legame è sacrosanto alimentarlo, mantenendo e costruendo quanto possibile un rapporto solido e continuativo, perché è un dono prezioso che non ha prezzo.
Un rapporto di coppia o sessuale o di qualsiasi altra natura può interrompersi tra due persone, facendo sopravvivere un forte legame che non va confuso con il senso del dovere o il senso di colpa e può anche diventare un rapporto di autentica amicizia. Altri individui interrompono il loro rapporto, troncando e tagliando volontariamente anche il legame quando realmente esistente.
Sta a noi costruire rapporti costruttivi e non subire abusi, cercando le compagnie a noi più adatte per arricchire la nostra esperienza, sta sempre a noi riconoscere i veri legami e coltivarli. Questa è la vera ricchezza di un individuo l’unica che abbia un valore.
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Il mondo sconosciuto delle coppette
La coppettazione è la traduzione dall’inglese cupping e dal cinese Baguan o Huo Baguan o Bahuoguan ( i cinesi hanno sempre modi diversi di dire la stessa cosa!)
E’ una metodica fisica antichissima usata in Cina per trattare non solo i dolori ma anche la febbre e i colpi di calore e di freddo. Questa tecnica è usata in diverse tradizioni popolari occidentali e si ritrova ancora in alcune campagne del nord europa e dell’est.
E’ una tecnica assai poco conosciuta soprattutto dal mondo medico di oggi. Recentemente è uscito un film in cui si vede la loro applicazione e la loro efficacia antalgica sto parlando del remake di Karate Kid , film peraltro graziosissimo, recitato bene e ambientato in modo molto realistico nella Cina di oggi.
Le coppette di fuoco le chiama così il giovane protagonista del film, infatti l’effetto a ventosa della coppetta si realizza grazie all’utilizzo di un fiamma che, creando una depressione all’interno della coppetta, determina un effetto a ventosa più o meno forte. Le coppette possono essere di vetro o di bambù. Il vetro permette di controllare il colore delle pelle e il grado di forza della coppetta stessa sul tessuto cutaneo. Le coppette di bambù invece, ancora molto usate in Cina, possono essere preparate in specifici infusi di erbe medicinali per potenziarne l’effetto antalgico.
Recentemente vengono proposte coppette dotate di una pompetta o di una pistola capace di toglierne il contenuto in aria senza l’utilizzo della fiamma, ma sono certamente meno efficaci anche se più sicure rispetto al metodo classico.
Questa metodica necessita. come per tutto, di una notevole esperienza e valida manualità da parte di chi la pratica; usata con sapienza costituisce un metodo sorprendentemente efficace e rapido di cura utilizzabile non solo da parte dei medici ma anche da massaggiatori e fisioterapisti. L’unico effetto indesiderato può essere la comparsa di ematomi chiamati anche petecchie emorragiche sulla pelle, come quando si fa un succhiotto.
Questi segni a cerchio possono essere più o meno evidenti con colore che va dal rosso chiaro al violaceo scuro a seconda della forza e del tempo di applicazione e del tipo di congestione presente a livello del tessuto da trattare.
Le coppette applicate in modo troppo forte e per tempi lunghi su pelli sensibili possono arrivare a generare anche delle piccole bolle come quando ci si brucia, è quindi molto importante controllare il tempo di applicazione a seconda del paziente, di solito da un minimo di 10 minuti a un massimo di 30. La tecnica non deve essere usata su pelli troppo sottili e già irritate o con lesioni, non deve essere usata su patologie tumorali ne su nei.
Questi ematomi da coppette, anche molto visibili, spariscono completamente in media in 5- 7 giorni, ma possono spaventare coloro che non li conoscono. Ecco che quando si usano è giusto avvisare il paziente anche perché potrebbe non gradire la sorpresa e magari avere un lavoro che non gli consente di esibire con piacere questi cerchietti colorati sulla schiena.
Sono spesso i parenti, amici ma soprattutto i medici che, quando il paziente si spoglia si spaventano e si turbano.
Avvisare quindi anche i compagni e i figli che non siamo stati picchiati dal medico è di fondamentale importanza!
Per quello che riguarda i fisioterapisti e soprattutto i medici, in particolare quelli scettici nei riguardi della medicina cinese, ebbene è di solito per loro un’occasione per affondare il coltello…e colpire. Proprio ieri una paziente molto carina mi diceva ” le devo far vedere qualcosa”, mostrandomi intimorita il segno della coppetta presente sul collo dopo che il suo medico chirurgo dal quale era in cura l’aveva spaventata dicendole che ci sarebbe voluto come minimo un mese per farlo andare via! Vi posso assicurare che alla seduta successiva il segno era totalmente sparito.
Alcune volte al primo trattamento il paziente incalza con domande di ogni tipo e preoccupazioni sulla sua salute e può essere insufficiente la spiegazione e la preparazione psicologica all’ematoma da coppetta, anche perché non lo hanno mai visto prima e non sempre il paziente ascolta.
In passato mi ricordo una paziente che aveva un attacco di cervicale acuto con brachialgia (dolore irradiato al braccio), dopo un solo trattamento di coppettazione e agopuntura il sintomo era regredito completamente ma mi chiamava dicendo che non avrebbe più fatto alcun trattamento per via dei segni per i quali era andata in tilt completo e dir suo aveva dovuto disdire le vacanze al mare organizzate da lì a 15 giorni.
Per capire la gravità della situazione descritta al telefono chiedevo alla paziente di farsi vedere da me al più presto, così dopo solo 5 giorni dal mio trattamento, i segni delle coppette erano quasi scomparsi, la signora si era calmata ma era irremovibile, non sarebbe mai più tornata sui suoi passi nonostante l’evidente efficacia sul dolore, la sua mente si era fissata solo ed esclusivamente sui segni cutanei.
Avevo visto con i miei occhi che i segni delle coppette erano assolutamente nella norma e che da lì a due giorni sarebbero scomparsi del tutto dando la possibilità alla paziente non solo di partire per le vacanze ma anche di farlo senza dolore. Ho preferito non discutere, in alcuni casi è del tutto inutile; queste cure non sono per tutti, ne avevo avuto la conferma.
Oggi prima di iniziare la coppettazione soprattutto se i miei pazienti sono giovani e attraenti e se siamo in prossimità dell’estate chiedo sempre con chiarezza a quando la partenza per il mare o se ci sono serate speciali in vista e se eventuali segni sulla pelle possono essere accettabili per qualche giorno.
Grazie a Dio ci sono pazienti che non si fermano al colore della pelle ma ascoltano l’immediato beneficio prodotto da questa incredibile tecnica, in grado di rilassare la muscolatura in modo molto profondo e agire anche sull’ansia, oltre che sull’assetto posturale globale. Le coppette usate sapientemente possono rimuovere traumi anche molto vecchi e alleggerire i disturbi dolorosi osteomuscolari con rapidità e, in ultima analisi, essere molto efficaci per combattere la cellulite.
E se il paziente le accetta di solito le ama e le richiede, alcuni si inventano storie fantastiche e divertenti: “il mio medico si chiama Giotto e mi disegna così”, oppure ”mi sono fatto tatuare il simbolo delle olimpiadi sulla schiena”, diventa un occasione per farsi due risate e per giocare.
Quindi niente panico e tranquilli ma mi raccomando: andate da un terapeuta esperto.
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Medicina cinese: come svegliarsi bene al mattino

Sono le 07.00 del mattino, suona la sveglia e noi a fatica la sentiamo, poi mentre la ascoltiamo, la troviamo semplicemente insopportabile e saremmo disposti a fare un patto col diavolo per spegnerla all’istante e restare a letto ancora un po’ al caldo.
Dopo diverse lotte tra “ma dai ancora un minuto” e improperi di ogni genere, decidiamo finalmente oltre che a malincuore di alzarci.
Scendendo dal letto il nostro corpo sembra non voler rispondere, rigido come un sasso e dolorante ci sentiamo come se avessimo 80 anni. La nostra mente è torbida e rallentata come immersa in una nuvola. Sentiamo la bocca e la lingua impastate e lo stomaco vuoto chiamare soccorso. Per finire un bel senso di nausea che solo l’idea di mangiare o di sentire l’odore del cibo cucinato ci darebbe il voltastomaco.
Ecco che siamo contenti di bere solo un caffè così pensiamo erroneamente di non appesantirci con zuccheri e calorie, infine se siamo di quelli fortunati ci scarichiamo a casa subito dopo, se invece apparteniamo alla classe di quelli un pò più sfortunati ci verrà lo stimolo magari in ufficio o comunque fuori casa.
Sono molte le persone si svegliano in questo modo sistematicamente ogni mattino e pensano che sia una cosa normale.
Ebbene… non lo è! Sappiate che svegliarsi così è un segno, ovvero un sistema del nostro corpo per farci capire che qualcosa non va e va aggiustata o, meglio, “andrebbe” aggiustata!
Svegliarsi con l’oro in bocca si diceva una volta! ma questo è svegliarsi con il piombo addosso e pure fuso!
Il più delle volte è sufficiente modificare la dieta e lo stile di vita per cambiare la qualità del sonno e soprattutto quella del risveglio.
Se vi svegliate in questo modo nella maggioranza dei casi avete mangiato troppo e vi siete alimentati in modo scorretto oppure c’è qualcosa d’altro che non riuscite a digerire!… che so il capufficio…il marito…la suocera…il vicino di casa arrogante?
Alla sera il corpo smaltisce con maggior fatica i cibi pesanti e quelli per lui indigesti. Può essere anche solo l’orario sbagliato, siamo infatti ormai abituati a prolungare le nostre giornate lavorative e posticipare sempre più l’orario della cena. Una volta al calare della sera in mancanza di elettricità molte attività si interrompevano, oggi il lavoro, le riunioni sembrano non finire mai. Cenare alle 20 è per molti un miraggio.
Molte persone inoltre saltano il pranzo proprio per il lavoro e alla sera arrivano affamati e in franca crisi ipoglicemica, ovvero con un picco di glucagone e talora anche di cortisolo. Quando ci si trova quindi di fronte alla cena o al bar, allez… si butta giù di tutto senza stare a pensarci su tanto, il corpo è così stressato biochimicamente che riesce ad ingurgitare qualsiasi schifezza senza batter ciglio.
A casa è la stessa cosa prima di sedersi a tavola, abbiamo già la bocca piena di formaggio acchiappato dal frigo, salsine sui crakers, grissini, e….chi più ne ha più ne metta!
Anche il vino alla sera cambia radicalmente il modo di svegliarsi alla mattina, sembra di rilassarsi di più con un bicchiere o due di vino ma non è sempre così! Per i giovani adolescenti un appello, state attenti a quello che bevete nei drink negli happy hour o nelle discoteche non solo può rendervi meno lucidi sulla strada e al risveglio come dicevamo ma può rallentare la vostra attività cerebrale e capacità di studiare.
Avete mai provato a mangiare alle ore 20 solo verdure cotte e bere solo della buona acqua o una tisana se fa tanto freddo? E svegliarvi con una gran fame che vi butta giù dal letto?
Andare di corsa al bagno e dopo aver liberato la vescica urinaria e l’ampolla rettale, apprestarvi con gusto per fare una robusta colazione! farvi un bella doccia e mentre siete sotto l’acqua sentire e guardare il vostro corpo sorprendendovi perché nonostante l’età vi sentite e sembrate ancora dei ragazzini? No, eh? E’ l’ora di provare a farlo!
Si chiama “dinner cancelling” è la dieta attualmente lanciata in Germania da Dieter Grabbe, personal coach e nutrizionista. Questa dieta prevede per due settimane, salvo indicazioni personali, la totale abolizione della cena sostituita solo da liquidi; si consiglia l’uso di tisane e di bere due litri di acqua al giorno. La teoria di questa dieta è quella di agire sull’organismo con effetto anti aging, azione mediata dalla stimolazione dell’epifisi e dall’aumento della secrezione di somatotropina e di melatonina.
Non dico di arrivare ad abolire la cena anche se non credo affatto possa nuocere alla salute, ma sicuramente richiede una notevole forza di volontà. E’ sufficiente alleggerire e semplificare il più possibile l’ultimo pasto, magari con una merenda nel pomeriggio. Ricordate che secondo l’orologio cinese che segue la posizione del sole nel cielo, la sera inizia dopo le 15 e la notte dopo le 21.
Il giorno è fatto per lavorare e agire e la notte per riposare e meditare questo dovrebbe valere anche per il nostro organismo. Il vecchio detto cinese dice:” mangiate alla mattina come un principe, a pranzo come un mercante e alla sera come un povero”
Non è necessario farlo sempre, è sufficiente farlo durante la maggior parte delle sere dei giorni feriali e soprattutto quando siamo stanchi e indeboliti. Avete mai osservato che gli animali istintivamente si comportano così? Questa abitudine alimentare consentirà di mantenervi in buona salute risparmiando i soldi di dottori e medicine!
Inoltre anche se da ora in poi l’ora solare ci ha fatto guadagnare un’ora di luce al mattino, il risveglio sarà comunque più difficile proprio perché per i più mattinieri sembrerà di svegliarsi in piena notte; teniamo duro, non facciamoci intimorire e conserviamo il sole dentro di noi anche aiutandoci con una dieta corretta .
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A Halloween usate la zucca!
La festa pagana di Halloween certamente appare a noi europei e italiani come qualcosa di importato a scopo puramente commerciale e ovviamente lo è.
Ma non dimentichiamo che questa festa ha origini antichissime e non a caso Europee e sopratutto pre-cristiane.
Si dice che si festeggiava la sconfitta del sole da parte delle tenebre, anche se personalmente non la ritengo una sconfitta. Il sole si ritira, si allontana ma resta una cosa certa sulla quale possiamo contare tutti indiscriminatamente.
La sua potenza non svanisce ne abbiamo la conferma quando il cielo si schiarisce completamente e il sole ci illumina con forza cambiando radicalmente la visione delle cose.
Pertanto al 31 ottobre il giorno è davvero sempre più corto e il buio si prepara per la sua massima espressione da qui a due mesi con l’arrivo del solstizio di inverno.
Corrisponde anche alla festa delle messi o del raccolto e al ricovero del bestiame in preparazione dell’inverno ormai alle porte, per il calendario cinese il primo giorno di inverno è Li Dong e coincide con il 7 novembre e come potete vedere e percepire anche con un minimo di capacità di ascolto… ci siamo! Non è più tempo di mezze maniche, finestre aperte e piatti freddi. L’autunno, come dicevo, vede la sua massima espressione con il 23 Settembre ma da lì in poi inizia il suo declino per lasciare il posto all’inverno.
La leggenda, di probabile origine Celtica, narra che in questa particolare data fosse più facile comunicare con i defunti come se vi fosse una avvicinamento delle due dimensioni. E’ piuttosto interessante vedere che molte persone proprio in questi giorni ricordano i loro cari estinti, sarà una forma pensiero collettiva o altro non ci è dato di saperlo.
Resta il fatto che il 31 ottobre ha lasciato una folkloristica abitudine molto sentita negli USA , mentre dai noi europei le feste religiose l’avevano totalmente trasformata e solo da qualche anno il fenomeno di Hallowen è arrivato sino a noi, per motivi indiscutibilmente di mercato. Non dimentichiamo però il suo significato storico e culturale e i cristiani praticanti non si sentano offesi o ridicolizzati dal clamore e dal gioco di questa festa e preghino i loro santi e morti sapendo che nulla viene tolto al rispetto del loro sentire religioso e ai loro cari estinti.
La zucca che è simbolo di questa festa pagana è frequentemente usata non solo a scopo decorativo e suggestivo ma anche culinario: ne approfitto per dire qualcosa in favore di questo vegetale da molti un po’ snobbato perché non facilissimo da preparare proprio per la sua forma ingombrante e spesso anche per la fatica e forza necessarie per tagliarla o togliere la buccia.
La Zucca, come la carota, con la quale divide il colore arancione e la ricchezza in Vitamina A oltre che molti altri minerali, è considerato estremamente ipocalorico ma possiede un indice glicemico discretamente alto; questo non deve scoraggiare dall’usare questo ortaggio. Pensate che apporta la stessa quantità di calorie della lattuga, meno delle zucchine per fare un altro esempio.
Nonostante il suo sapore intensamente dolce che ne consente l’utilizzo anche per i dolci, il suo alto contenuto in fibre solubili la rende un vegetale molto gradevole e saziante e assolutamente dietetico e se siete “zonisti ad oltranza” e volete abbattere il suo indice glicemico sarà sufficiente aggiungere altri cibi proteici e grassi, ma non eliminatelo dalla vostra dieta soprattutto in questa stagione. La zucca è un alimento ideale anche per i colitici e per i diversi disturbi gastroenterici; è leggera, emolliente ed esercita una azione leggermente lassativa, al vapore o al forno con un filo di olio di oliva e di sale è semplicemente squisita.
Buona Festa e long week end.
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Ricette per mangiar sano: gratin al germe di grano
L’importanza di mangiare verdure cotte in inverno è davvero sostanziale per la medicina cinese, così come l’accortezza di non bere acqua fredda e se possibile bere qualcosa di caldo.
Il calore facilita il processo di digestione che, come avevo già spiegato, è un processo che avviene a caldo; ecco perché alcune persone cercano il vino rosso per digerire meglio o il caffé; entrambi hanno una qualità calda e possono scaldare un pasto troppo freddo o consumato frettolosamente!
Ricordo che la qualità di un cibo calda o fredda non dipende dalla sua temperatura al momento dell’ingestione ma dalla sua natura interna, il te verde e le verdure, per esempio, anche se ingerite calde non scaldano internamente ma possono scaldare il processo di digestione proprio perché arrivano calde nello stomaco.
Il calore interno in medicina cinese può essere invece la causa di numerose patologie, fra cui emorroidi, stitichezza, ansia, insonnia, paradontopatie, psoriasi e numerose altre patologie infiammatorie.
Mangiare verdure cotte come consigliato per non appesantire la digestione, fornisce carboidrati, fibre e minerali senza scaldare l’interno ma non significa mangiare come un malato, non è necessario avere cibi insapori e terribilmente tristi per mangiar bene. Perché mai? Mi capita di osservare pazienti che mangiano in modo gioioso senza un minimo di attenzione e pazienti talmente attenti da eliminare qualivoglia piacere dalla tavola. Ma possibile che non si possa trovare una via di mezzo?
Le verdure cotte possono diventare squisite con semplici accorgimenti, il gratin può essere reso più digeribile evitando la besciamella, il burro e il formaggio o il pane generosamente grattato sopra.
E’ davvero semplice; pomodori, finocchi, zucchine, fiori di zucchine, asparagi, zucca sono semplicemente deliziosi e saporiti se cucinati al forno con un po’ di fantasia. Basta salare o cospargerle di gommasio (semi di sesamo salati in padella e salati), abbondare con le spezie da voi preferite origano, basilico, timo e come tocco finale cospargere le verdure con il germe di grano, un pò di olio di oliva e il gioco è fatto.
Il germe di grano è l’embrione del grano ed è ricchissimo di macronutrienti; purtroppo si separa e viene eliminato durante i processi di lavorazione delle farine, ma si ottiene semplicemente passando il grano al setaccio. Attenzione: il germe di grano contiene glutine quindi ai celiaci non è adatto, in questo caso potete usare i fiocchi di grano saraceno.
Niente latte per gli intolleranti al lattosio, niente grassi trans, niente colesterolo, niente di sconsigliato ai più, solo verdure gustosissime e ghiotte. Se poi usate la stagnola o la carta da forno niente pentola da pulire! Tempo di preparazione (compresa la pulizia delle verdure) 15-30 min al massimo!
Potete fare un mix di verdure o scegliere una verdura più amata o che si sposa meglio con il pesce che potete fare esattamente con la stessa procedura. Filetti di orata o di salmone per esempio sono ideali perché, essendo molto grassi, in forno si asciugano al punto giusto.
Sta a voi poi decidere se preferite le verdure un pò croccanti usando il grill a piacere o se le preferite un po’ più morbide magari bagnandole con un po’ d’acqua o anche un po’ di latte di soia o di riso.
Vi assicuro che in questo modo conquistate il peggiore dei salutisti e il più criminale dei golosoni in un colpo solo!
Voliamoci bene. E’ facilissimo! Eddai…
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La dieta Zona: è davvero equilibrata?
Ho assistito ad una conferenza della biochimica Dott essa Gigliola Braga sul Metodo Zona ideato dal Dott Barry Sears per perdere stabilmente peso ma anche e soprattutto per mantenersi in buona salute attraverso un regime dietetico equilibrato.
E’ stata l’occasione per considerare in che modo la Dieta Zona sia stata adattata in modo intelligente non solo per noi Italiani ma in senso anche più estensivo.
L’utilizzo di grandi quantità di verdure come fonte di carboidrati, di pesce come fonte primaria di proteine e grassi, di olio di oliva, avocado e semi come fonte di grassi, oltre che una limitata e controllata assunzione di pasta e pane sono un punto fermo e di notevole forza.
Questa che in un certo senso è stata definita la variante italiana o mediterranea del metodo Zona è stata esposta in modo assolutamente elastico. Le note regole proporzionali dell’assunzione calorica 40-30-30, ovvero 40% delle calorie totali in carboidrati, 30% in proteine e 30 % in grassi vengono proposte senza nessun riferimento alla necessita di pesare il cibo, assoluta libertà ideologica religiosa o altro e l’utilità di ascoltarsi e di fare proprio il modo utilizzare questi principi base seguendo la nostra tradizione alimentare e il nostro gusto personale.
La ricerca dell’equilibrio è il cardine di questa dieta e questo seduce; aveva sedotto anche me, soprattutto quando anni fa leggevo il libro di Sears. In particolare il fascino della biochimica così brillantemente esposta e il poter monitorare e mantenere appunto in zona l’insulina e il glucagone senza creare i picchi ne di uno ne dell’altro, il fascino degli eicosanoidi intesi come ormoni ancestrali forse la chiave di volta della salute e della longevità.
Ma con gli anni ho imparato che non è tutto oro quello che brilla e i miei maestri, ai quali devo la capacità di ascoltare, mi hanno insegnato che la natura è essa stessa armonia e che l’equilibrio esattamente come la bellezza non si costruisce al tavolino in modo artificiale. La visione dell’equilibrio esclusivamente biochimica è vera e oggettiva ma potenzialmente molto ristretta, alla stessa stregua della correzione chirurgica di un viso.
L’equilibrio che tutti vogliono e che io stessa vado ricercando con l’agopuntura è qualcosa che trascende la biochimica pur passando attraverso di essa; è l’insieme di un’infinità di parametri. La grande pecca del metodo zona è la stessa di tutti i metodi riabilitativi conosciuti e non sta nel metodo in sè, utile da conoscere e da applicare ma nel modo di utilizzarlo da parte dei più.
Il pericolo, come sempre, sono i talebani, ovvero coloro che applicano la regola in modo fanatico e indiscriminato, come fosse una fede, senza vedere più nient’altro. La storia e il passato si cancellano con un colpo di spugna senza stare a pensarci su troppo e le caratteristiche del singolo individuo e specifiche situazioni con esse.
La piramide alimentare, per esempio, che ha sempre visto i cereali posizionati alla base della piramide stessa, è considerata sbagliata e superata nel metodo Zona perché non fondata su basi scientifiche. Al di là del fatto che questa frase viene usata quando fa comodo, per demolire tutto quello che di sacro e di utile ci viene tramandato dal passato, vorrei ricordare che sono molti i farmaci sbandierati come scientificamente sicuri che dopo si rivelano potenzialmente pericolosi.
Se da una vita la piramide alimentare è costruita in questo modo forse esistono motivazioni importanti intrinseche che andrebbero analizzate: oltre all’indice ed al carico glicemico degli alimenti forse sarebbe utile valutarne altre caratteristiche come per esempio la loro natura fredda o calda, considerando che i cereali non solo sono gli alimenti più facilmente conservabili e coltivabili sul globo ma sono anche quelli con qualità più neutra, mentre la frutta e la verdura sono tendenzialmente fresche e la carne tendenzialmente calda.
Il considerare che la popolazione dei paesi industrializzati in genere stia aumentando di peso in maniera evidente solo come risultato della piramide alimentare sbagliata forse è troppo facile. Dimostrare che alimentare le mucche usando prevalentemente cereali è il miglior sistema per farle ingrassare mi sembra un po’ tendenzioso; se le mucche e tutti gli animali da allevamento diventano grassi è perché sono imbottiti di cibo e di farmaci fino alle orecchie ma soprattutto rimangono fermi tutto il giorno come delle statue in stalle a temperatura controllata. Il tutto è studiato per far prendere loro peso velocemente. Queste povere bestie degli allevamenti intensivi moderni sono non a caso vegetariane di nascita e la storia delle mucca pazza dovrebbe averci insegnato qualcosa visto che l’utilizzo di farine animali è stato considerato una possibile causa della patologia.
Se l’America vanta il record assoluto di popolazione sovrappeso e questo fenomeno in continua crescita sta arrivando anche in Europa, se in Oriente il diabete come il sovrappeso, un tempo quasi sconosciuti, sembrano aver preso un rialzo esponenziale, credo personalmente che sia giusto farsi due domande in più; non è forse il tipo di carboidrato o zucchero ad essere sbagliato e non solo la sua percentuale complessiva ed eccesso?
Una volta il dolce si mangiava alla domenica, oggi i dolci si mangiano continuamente; pensate che fino a qualche anno fa in Cina era talmente limitata l’abitudine al dolce che la colazione nell’albergo dell’Università era un incubo tutto a base di riso cibo salato e te verde e molte caramelle erano a base di strani sapori alieni non dolci.
Avete invece presente la colazione negli USA? Avete mai mangiato un muffin? Il dolce è aumentato terribilmente insieme allo stress e ai cibi veloci o fast food a base di farine a basso costo e soprattutto grassi trans o idrogenati. La questione della qualità dei cibi è ovviamente riferita anche da Barry Sears come la maggior responsabile della sindrome metabolica e delle sindromi da infiammazione silente. E aggiungerei, di non dimenticare l’eccesso di latticini, avete mai pasteggiato come fanno frequentemente in America, sostituendo l’acqua con il latte o altre bevande improponibili?
Mettere al bando il riso e la gran parte dei cereali, alcune verdure come le carote e le patate e la frutta in particolare la banana solo perché hanno un alto indice glicemico mi sembra eccessivo. Inoltre a lungo termine il rischio di mangiare troppe proteine animali esiste. Sono molti gli studi che dimostrano una correlazione tra patologie tumorali e diete troppo ricche di carni rosse. Sono molti gli studiosi e le teorie secondo cui le proteine animali, siano esse latticini che carni, debbano essere introdotte in modo limitato. E’ inoltre da considerare che se aumenta il fabbisogno di proteine animali, aumenteranno gli allevamenti di bestiame e il modo insano di farle crescere velocemente.
Resta ovviamente utilissima l’informazione, prima assolutamente assente, dell’indice e carico glicemico degli alimenti, dell’idea, anche se non nuova, di mischiare e variare gli alimenti oltre che di ridurre la quantità di carboidrati e di aumentare l’assunzione di grassi polinsaturi.
A mio parere mangiamo sempre troppo per lo stile di vita che facciamo; pane, formaggio, carne e vino rosso, dopo aver lavorato al freddo, possono avere un senso che si può toccare con mano. Il digiuno o le diete eccessivamente ipocaloriche non servono a far perdere peso; è dimostrato dal riconosciuto effetto yo-yo, mentre possono essere considerate come diete disintossicanti talora anche terribilmente pesanti per il fegato.
Ma personalmente credo sia eccessivo considerare uno svantaggio biochimico il fatto di non mangiare durante la notte o per un tempo superiore alle 3 ore, così come eseguire un allenamento fisico di grado moderato magari al freddo, solo perché responsabile di un calo della glicemia e quindi di un possibile picco del glucagone e del cortisolo.
I picchi glicemici e i conseguenti sbalzi ormonali sono presenti nella natura esattamente come nel clima; è come se volessimo avere una unica stagione a temperatura moderata tutto l’anno, niente inverno, niente estate, sempre la primavera, nessuna sofferenza, nessuna rinuncia…..ma non è reale!
Le piante mediterannee piantate nei paesi tropicali tendono ad esaurirsi velocemente perché non hanno mai riposo. Allo stesso modo, mantenere una eccessiva condizione di equilibrio biochimico artificiale, ritengo possa essere usata a scopi terapeutici, ma non per una condizione abituale.
Una bilancia deve essere libera di oscillare attorno al fulcro, l’equilibrio in senso dinamico non corrisponde a bloccarne le braccia quando sono allo stesso livello, ma a passare regolarmente e ritmicamente da una situazione all’altra.
Insomma si rischia di ricercare e costruire un equilibrio artificiale non scevro di possibili altri pericoli ma sopratutto dimenticare che l’equilibrio è contemplato nella natura che ci circonda, che a mio parere meno manipoliamo e meglio è.
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Come abbassare i valori di colesterolo in modo naturale
Apriamo un capitolo di grande interesse medico scientifico oltre che divulgativo: per dislipidemie si intende un aumento della concentrazione plasmatica di grassi nel sangue, per lo più colesterolo e trigliceridi o entrambi.
Oggigiorno, con il miglioramento della biochimica, l’attenzione si è focalizzata non solo sull’aumento del colesterolo e dei trigliceridi presi singolarmente come si faceva una volta ma sul rapporto presente tra i diversi tipi di colesterolo e i trigliceridi.
I pazienti più aggiornati sanno che bisogna avere un buon rapporto tra colesterolo totale e HDL compreso tra 4 e 5 per essere in buona salute. Secondo il biochimico Barry Sears anche il rapporto tra trigliceridi e HDL è fondamentale e deve essere inferiore a 4.
Ma torniamo un pò indietro cosa sono i trigliceridi e il colesterolo per il corpo umano?
Innanzi tutto sono grassi e su questo non si discute, quindi sono insolubili in acqua, questa caratteristica fa si che i grassi presenti nel corpo non possano essere assorbiti senza un processo di esterificazione mediato dai sali biliari, prodotti dal fegato e immagazinati nella colecisti e non possono viaggiare liberamente nel sangue senza essere legati alle lipoproteine a bassa o alta densità ( vedi LDL, VLDL, HDL)
La seconda cosa importante è sapere che possiamo produrre lipidi in modo endogeno partendo sia da glucidi che da proteine, la fonte maggiore di produzione proviene certamente dai glucidi.
Si ritiene che ben l’80 % del colesterolo dipenda dalla produzione interna e non dalla quantità di colesterolo introdotto con l’alimentazione. Sono gli zuccheri in eccesso che aumentano la loro produzione e in particolare come dice alle sue conferenze il Dott Berry Sears sono i glucidi a basso costo e i grassi idrogenati o trans ad aumentare, attraverso l’alimentazione, la capacità di produrre il colesterolo endogeno dannoso ovvero LDL.
Un altro aspetto su cui è opportuno fare una riflessione è il considerare il colesterolo come un elemento di vitale importanza e non solo un pericolo; esso infatti entra nella costituzione di sostanze complesse come gli ormoni steroidei, fra cui testosterone, cortisolo, estrogeno, progesterone e molte altre molecole altamente specializzate come la Vitamina D per fare un esempio.
Il livello di colesterolo nel paziente anziano è inoltre considerato come un importante indice di salute. Nel paziente ultraottantenne infatti avere un colesterolo basso è strettamente collegato con una aumento della morbilità (possibilità di ammalarsi) e della mortalità (possibilità di morire) ed è considerato come un segno di fragilità.
Un altro fattore sul quale è utile riflettere è che il valore di allarme del colesterolo sembra abbassarsi sempre di più con il passare degli anni così come i valori di ipertensione arteriosa. Una volta il valore critico era 260 mg oggi è 200mg e per soggetti a rischio sembra scendere ulteriormente.
E’ di grande interesse la diatriba sui reali rischi ed efficacia della classe di farmaci più usati per ridurre il colesterolo: le statine. Le statine inducono una riduzione della produzione endogena di colesterolo attraverso un’azione diretta sull’ enzima che lo genera, un’azione parallela sarebbe però anche presente sul tessuto muscolare per analogia di molecola.
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La diagnosi in medicina: le trappole
E stato per primo lo svizzero Jung a descrivere la fondamentale differenza tra individui, dividendoli in soggetti introversi ed estroversi.
All’alba di una nuova era di possibilità di comunicazioni dove il medico può essere interpellato via internet, questa distinzione tra persone introverse ed estroverse mi consente una riflessione che vale la pena di fare.
Oggi l’esistenza di queste due categorie di persone non lascia nessuno stupito, è diventata una acquisizione ormai consolidata nella mente dei più.
La distinzione tra soggetti introversi ed estroversi sembra una banalità, appare una cosa nota e risaputa sulla quale neanche valga più la pena soffermarsi come su tante cose d’altronde.
Ma questa differenza è fondamentale nel momento in cui si desideri comprendere un individuo. Come medico la considero preziosa e la ritengo acquisibile solamente attraverso una conoscenza diretta e più o meno approfondita del paziente.
Il paziente estroverso tende a raccontare tutto e dare troppa importanza a piccoli indizi talora utili ma potenzialmente suscettibili di portare fuori strada un medico (soprattutto se inesperto e ansioso) in quanto frutto di considerazioni già compiute e talora vere e proprie esteriorizzazioni di preoccupazioni e ansie personali.
Il più delle volte i disturbi di questi pazienti si risolvono velocemente con indicazioni e trattamenti, in quanto il disturbo è lieve e con una importante componente ansiogena.
Se diversamente il disturbo è serio o più grave il paziente con la sua descrizione tende egli stesso a portare il medico verso un necessità di eseguire ulteriori accertamenti e verifiche. Molta attenzione dovrà essere data all’evitare di sottovalutare un disturbo descritto come acuto in un paziente noto come molto ansioso. Questo purtroppo succede proprio perché il paziente si lamenta sempre molto per disturbi lievi e diventa difficile distinguere la comparsa di disturbi più seri. Vale comunque la pena di consigliare accertamenti ricorrenti in quei pazienti i cui disturbi non passano mai, anche perché può accadere che un sintomo possa diventare nel tempo una malattia conclamata anche seria.
Molto più pericolosi però sono i pazienti introversi magari poco conosciuti. Un mio collega ormai in pensione e geriatria di fama, definiva un certo tipo di donna capace di sopportare di tutto e di più, come ”soggetti ad alto rischio”.
Quando questo tipo di paziente giunge dal medico di solito non lo fa per caso ma perché ha un insigth della sua gravità, purtroppo tende a dire poco e omettere dettagli importanti. Quando un paziente di questo tipo dice ” ho la sensazione di non strare mica tanto bene” ” oppure credo di essermi fatto male” di solito è meglio incalzare con domande e procedere ad una visita urgente per scongiurare il peggio.
Dare consigli medici al telefono o via internet senza conoscere il paziente e senza toccarlo è a parer mio un grosso rischio nel quale è meglio non entrare con troppa fiducia.
La possibilità di sapere quale sia l’antibiotico più specifico in caso di bronchite da aria condizionata oppure quale sia l’antibiotico non foto sensibile per il quale sia possibile esporsi tranquillamente al sole o ancora quale siano i prodotti da prendere dopo un trattamento con antibiotico è certamente utile.
Ma la diagnosi per telefono o per via telematica è in assoluto la cosa più rischiosa che ci sia, l’anno scorso in Inghilterra hanno istituito un servizio telefonico medico per far fronte all’influenza suina, mi ricordo che poco clamore fu dato alla notizia che una bambina era morte di meningite perché le fu consigliato telefonicamente il riposo a casa e la cura con antinfiammatori.
Purtroppo le meningiti sono assai rischiose e non sempre si fa in tempo a salvare il paziente, ma mi resta il dubbio che se un medico l’avesse visitata e mosso la testa e il collo e non solo misurato la febbre forse avrebbe potuto salvarla. In caso di febbre molto alta vale sempre la pena escludere una peritonite e una meningite.
Il toccare il paziente visitandolo è un modo per avere importanti informazioni cliniche ma alcune volte è l’intuizione ovvero una comunicazione senza parole ma che passa attraverso il corpo e che associata alle informazioni è utilissima nel fare da guida alla diagnosi.
Mi ricordo ancora di una notte in guardia medica quando un giovane paziente di circa 30 anni, sino a quel momento del tutto asintomatico, nel cuore della notte si sveglia urlando che stava morendo e di chiamare urgentemente il medico.
Al momento del mio arrivo in casa diceva solo che stava morendo alla mia domanda sente dolore mi rispondeva solo mi porti in ospedale muoio.
Così come si fa con i pazienti troppo piccoli per parlare e con pazienti non lucidi ho iniziato a visitarlo con molta calma; appena messa la mano sulla pancia, anche se il paziente collaborava poco, ho subito pensato, alla possibilità di una colica renale, formulata la diagnosi verbalmente il paziente si è subito calmato, e ha iniziato a collaborare dando informazioni utili sul suo dolore confermando che di colica renale probabilmente si trattava.
A pochi minuti dall’iniezione di miorilassante e antidolorifico il quadro era totalmente scomparso e dopo 24 ore il paziente aveva eliminato il calcolo con le urine. L’informazione attraverso la parola era del tutto fuorviante solo il contatto fisico ha consentito il rapporto e la vera comunicazione.
Ad anni di distanza, conoscendo oggi la medicina cinese, potrei dire che il rene e tutte le patologie che coinvolgono questo organo sono spesso associate ad angosce e forti paure collegate alla morte, talora estreme da non sottovalutare nell’atto diagnostico.
Non è facile capire cosa nasconda un corpo attraverso i suoi sintomi, sensazioni ed emozioni e quanto le emozioni possano modificare la percezione delle sensazioni e dei sintomi fisici alcune volte si può essere tratti in inganno.
Anche le nostre emozioni possono condizionarci ecco che conoscere troppo da vicino un paziente o conoscerlo troppo poco possono portare a conclusioni errate dalle quali è utile restare in guardia e ben accorti. La capacità di valutare anche la nostra tipologia e approccio emotivo è in realtà sostanziale. Ogni buon medico dovrebbe confrontarsi con altri medici e colleghi, ascoltarsi, conoscersi intimamente e anche curarsi come si usava fare in spicoanalisi.
Usiamo la tecnologia con intelligenza, facciamo tutti i controlli ed esami necessari quando sospettiamo di un problema serio anche se ormai la medicina di oggi sembra essersi specializzata solo nella diagnostica più che nella cura ma soprattutto non sottovalutiamo l’importanza del contatto fisico e dell’intuizione della comunicazione empatica.
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La sindrome ansioso-depressiva nei cambi di stagione
I cambi di stagione, si sa, sono un momento di maggior difficoltà per chi soffre di disturbi del tono dell’umore. Sia l’ansia che la depressione hanno facilmente un andamento ciclico e ricorrente talora associati ad altri sintomi come la gastrite, disturbi digestivi in genere e talora anche insonnia.
Il cosiddetto cambio di stagione corrisponde per la medicina cinese alla quinta stagione, collegata all’elemento Terra. La quinta stagione è formata da 4 periodi annuali che sono rispettivamente: ottobre-transizione verso l’inverno, gennaio- transizione verso la primavera, aprile -transizione verso l’estate e luglio-transizione verso l’autunno.
Questi 4 momenti dell’anno sono tutte transizioni stagionali del calendario cinese ovvero precedono l’inizio delle 4 stagioni. Ottobre e aprile sono comunemente mesi che consideriamo rispettivamente autunno e primavera in senso classico e occidentale del termine, e in questi mesi le persone sono abituate a percepire delle difficoltà che appunto attribuiscono alla primavera e all’autunno intesi come periodi più difficili.
In luglio e in gennaio non siamo abituati a farci caso ma sono riconoscibili disturbi ricorrenti nei pazienti già noti e più sensibili, la spiegazione classica per loro è attribuita all’eccessivo caldo estivo o all’eccessivo freddo invernale che sono in effetti presenti in modo sistematico in questi due mesi dell’anno.
Gli organi collegati a questi 4 momenti sono pericardio, stomaco, fegato e piccolo intestino, senza entrare nel dettaglio del ruolo specifico di ognuno di questi organi, la cosa interessante da sapere è che sono collegati anzi, potremmo dire che sono parte di un unico elemento; sono come le 4 braccia di una croce celtica unite e collegate al centro. Diventa a questo punto facile comprendere come l’aspetto emozionale possa interferire direttamente sull’apparato gastroenterico.
La terra è l’elemento chiave di questa particolare stagione ma non solo intesa come organo milza ma anche come pianeta e leggi ad esse collegate, 4 le sue fasi, a croce la sua rappresentazione grafica e sempre 4 il numero collegato alla materia.
Sui testi di moderna MTC si trovano riferimenti alla quinta stagione solo per i soggetti con un evidente deficit di milza costituzionale, quelli sempre stanchi, che tendono sempre ad avere molti catarri, che digeriscono sempre con grande fatica, di solito scarsi di appetito e con limitata capacità di cambiare abitudini alimentari. Le difficoltà in questa stagione non colpiscono solo questi soggetti.
La rappresentazione grafica della quinta stagione è una croce, conduce al centro, in un certo senso conduce al concetto di stabilità nella possibilità di ruotare, ecco che i soggetti più fragili e sensibili in questa stagione di passaggio e di transizione sono i soggetti emotivamente instabili, ovvero i soggetti che con poco si destabilizzano.
Cosa significa? sono quei soggetti cui basta davvero poco per avere la giornata rovinata; una frase, un sospetto, un dubbio, uno sguardo, un tono di voce sbagliato, sono tutti dettagli sufficienti a creare uno squilibrio in grado di destabilizzare queste persone in modo anche profondo e talora farle piombare nella loro insicurezza di fondo e in emozioni ansiogene-depressive o di autocommiserazione.
Nel mese di Ottobre, in particolare dopo la prima decade, è utile un certo riguardo un po’ per tutti ma soprattutto per questi pazienti predisposti a questo genere di instabilità emotiva. Le emozioni negative hanno una loro particolare capacità seduttiva e dovranno invece essere attentamente riconosciute sul nascere e lasciate andare velocemente senza troppo indugiare su di esse.
E’ consigliabile un sostegno fitoterapico per equilibrare l’aspetto emotivo, trattamenti più ravvicinati di agopuntura e di psicoterapia per i più fragili e molta, molta attenzione per non perdere il nostro equilibrio e la nostra stabilità emotiva e non finire catturati e invischiati dalle più comuni emozioni negative.
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Medicina cinese: l’importanza del ritmo

Il ritmo è fondamentale e rende il trascorrere della vita semplice e fluido come un corso d’acqua, esattamente come ben fanno la musica e la danza quando ben eseguite.
Saper sfruttare il ritmo nella vita consente di lavorare e raggiungere obiettivi con un minor consumo di energia, sfruttando alcune leggi fisiche come l’ energia potenziale e di nuovo la legge che potremmo definire universale, quella dello yin e dello yang.
Essere sempre in ritardo, avere sempre qualcosa che resta indietro, ci porta ad essere continuamente di corsa, concludendo poco e niente. Equivale a non essere nel ritmo giusto ma sempre inesorabilmente una frazione di secondo in ritardo.
Avete mai notato che per battere le mani a ritmo bisogna non anticipare ma essere già lì pronti con le mani? Per partire al semaforo verde o frenare in tempo è la stessa cosa; non ti devi far sorprendere ma essere già pronto. E per essere pronti bisogna metterci la testa, conoscere o intuire quello che sta per accadere e soprattutto non dormire.
No non si tratta di fare sforzi di chiaroveggenza ma trucchi del mestiere, niente altro che seguire le leggi della natura e della materia in cui siamo immersi.
Esiste una sostanziale differenza tra prepararsi alla corsa, correre partendo in tempo perfetto, avere una prestazione più o meno buona, per poi riposare e infine ricominciare e invece correre sempre e arrivare sistematicamente a corsa già finita da un pezzo, per poi non riposare perché si deve continuare, un po’ per autopunizione un po’ perché si percepisce di non aver partecipato alla corsa.
Il primo c’era, il secondo non c’era ovvero i suoi sforzi non portano alcun risultato anche se talora anche maggiori.
Ci sono progetti che necessitano di tempo; avete visto la moda con che anticipo si pone con il tempo? Ci sono vetrine allestite con capi invernali in agosto, giusto? E per Natale i commercianti si organizzano già a settembre, non è così?
Perché noi non facciamo lo stesso?
Il problema è che nessuno ci ha mai insegnato che per vincere una gara non è importante solo ll momento della gara stessa ma tutto l’allenamento che lo ha preceduto e lo stato emotivo con il quale il giorno della gara si arriva in spogliatoio, il momento che precede la partenza come focalizzazione mentale e la partenza esatta è fondamentale oltre che poi mantenere lo sforzo per tutta la durata della gara fino al traguardo ovviamente.
La gara inizia molto prima esattamente come con le stagioni il 23 settembre che corrisponde all’inizio dell’autunno è per così dire come il momento della partenza dalla gara, Li qio invece il 9 agosto è il primo giorno di autunno per i cinesi e possiamo considerarlo come la preparazione atletica in programmazione della gara.
Un progetto inizia quando nasce il suo seme, la sua idea, poi germoglia più o meno lentamente prende forma e solo alla fine diventa il progetto visibile e riconoscibile da tutti. I tempi possono essere brevi e in questo caso è più facile vedere le scadenze e capire a che punto ci troviamo del percorso, mentre per i progetti a lungo termine è facile perdersi strada facendo solo perché non si sa più dove ci si trova, non si riconosce il percorso e non si hanno punti di riferimento.
E li che si perde il ritmo, se non sappiamo più dove siamo sul nostro percorso, non sapremo neanche prevedere quando arriveremo, abbiamo perso il tempo. Possiamo anche trovare scuse sul perché ciò è capitato ma è la lucidità che non deve mancare. Se arriviamo per correre una gara a corsa già finita, dobbiamo fermarci e pensare cosa è andato storto; chiedere della prossima gara e ricominciare in modo corretto.
Ci sono persone che non si fermano mai e ammucchiano ritardi su ritardi, senso di disagio e frustazione crescente. E poi quando si fermano per le fatidiche vacanze estive, per esempio, ci mettono magari anche uno o due mesi prima di tornare in pista a correre.
Si aspetta ottobre per iscriversi in palestra per esempio o per farsi curare o per programmare altro. Non si sfrutta l’energia della vacanza per partire con il piede giusto, si tende a trascinare la vacanza che non è più vacanza, lamentandosi del fatto che non si è più in vacanza!
La ciclicità della vita e il ritmo ci permettono di poter riprogrammare il nostro obiettivo senza difficoltà aspettando un’occasione ideale per portare a termine il nostro progetto.
La maggior parte delle persone che affermano continuamente di non avere tempo, non sono persone che lavorano 24 ore su 24 non stop, semplicemente lo perdono il tempo, non lo sanno gestire. La loro incessante corsa, non consente loro di capire che stanno correndo a fianco alla vita senza mai cavalcarla, senza mai afferrare il ritmo giusto.




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