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Il bisogno di mettere ordine

3/1/11

Catherine Bellwald Il bisogno di mettere ordineSuccede comunemente che, con l’inizio dell’anno, molte persone sentano la necessità, quasi il raptus, di mettere ordine in casa, in ufficio, in macchina. E così, al posto di godersi le vacanze, ci si mette a svuotare armadi, cassetti, sottoscala, mansarde, cantine, box.

Niente paura: non siete diventati matti. Non si tratta di una forma maniacale, è semplicemente un desiderio di ordine mentale che si trasforma in fisicità per manifestarsi in modo concreto nella vostra vita.

Non è necessario l’ordine fisico per avere un ordine mentale, ma certamente le due cose vanno bene insieme e si aiutano a vicenda. Non è sufficiente avere un ordine esterno per possedere un ordine mentale e, viceversa, non è detto che chi possiede un ordine mentale sia circondato da un ordine esterno.

Il desiderio di mettere ordine fisico però coincide con un desiderio di concretizzare nella materia un ordine che si desidera o si possiede anche internamente. E in un certo senso un desiderio di iniziare da capo, di fare un punto della situazione di trovarsi e di capire dove e come si vuole procedere. E se per fare questo passo può aiutare il fare ordine in casa… tranquilli: è un buon inizio. Fatelo senza timori anche se i parenti o amici vi diranno che siete matti.

Buttare il vecchio per fare spazio al nuovo è un passo importante, che fatto nella materia può consentirci di sperimentarlo anche mentalmente ed emotivamente. Si tratta di un desiderio di cambiamento e di miglioramento di se stessi. Questa condizione di ordine ci permette una visione più chiara della nostra esatta posizione e del nostro personale modo di essere e può diventare più facile prendere la mira sull’obiettivo che desideriamo raggiungere.

Buon lavoro  a tutti coloro che sentono questa necessità e state tranquilli: non vi stancherete più del necessario. Alcune volte il non far nulla stanca di più e produce tensioni, ma attenzione a come vi muovete; siate consapevoli del vostro corpo nel sollevare eventuali pesi e nel salire o scendere le scale. Imparate a lavorare ascoltandovi, curate il modo adeguato di usare la schiena e le diverse parti del corpo e soprattutto sentite quando è il momento di fermarvi.

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Capodanno 2011

1/1/11

Catherine Bellwald Capodanno 2011Per noi occidentali ci siamo; l’anno vecchio è finito e il nuovo è appena  iniziato.

Per una volta il calendario cinese che di solito è in anticipo su tutto, primavera, estate, autunno e inverno, questa volta è decisamente in ritardo! In effetti come tutti sanno il capodanno cinese viene festeggiato con Li Chuen ovvero il primo giorno di primavera che cade di solito tra la fine di gennaio e la prima settimana di Febbraio.

Noi occidentali quindi rispetto al calendario cinese almeno per una volta siamo in grande anticipo, le previsioni e le speranze per il nuovo anno sono scritte su tutti i rotocalchi e in tutte le trasmissioni televisive.

E’ interessante sapere che mentre per noi esistono i dodici segni zodiacali corrispondenti alle dodici costellazioni e lo studio della scienza astrologica, per i cinesi esistono  i dodici animali a tutti noti come: tigre, coniglio, drago, serpente, cavallo, capra, scimmia, gallo, cane, maiale, ratto e bue, ognuno dei quali corrisponde a un’ora precisa e a un mese preciso e ovviamente a un anno. Ogni animale corrisponde a uno dei 12 tronchi terrestri in relazione con uno dei 5 elementi e si accoppia con uno dei 10 rami celesti anch’essi in relazione con uno dei 5 elementi.

Ne consegue che ad ogni ora, giorno, mese e anno  corrisponde una precisa coppia e relazione tra due elementi. Essendo 12 i tronchi terrestri e 10 i rami celesti le combinazioni sono tantissime attraverso un meccanismo di ciclicità.

Per il calendario cinese il 2011 sarà l’anno Mao Xin che tradotto significa l’anno del coniglio associato al metallo yin, e abbiamo appena lasciato l’anno Chen Geng ovvero della tigre associata al metallo yang.

Queste particolari associazioni ricorrevano negli anni 1950-1951, che dire senza straparlare e fare i chiaroveggenti; il coniglio come la tigre appartengono all’elemento legno e al periodo della primavera ovvero a qualcosa che cresce e deve svilupparsi perchè ancora giovane, il metallo è il suo nonno ovvero il metallo controlla il legno. Un bambino o un giovane per svilupparsi bene di cosa ha bisogno?

Del nutrimento intenso come madre oppure del suo stesso elemento per fortificarsi. Il nonno invece con il nipotino è sempre meglio che non stiano troppo insieme. Il pericolo è che venga troppo controllato e si sviluppi con paure e poca sicurezza di sè.  Il metallo yin rispetto al metallo yang è più delicato, più raffinato, più elegante e prezioso, ne consegue che anche il controllo dovrebbe essere meno agressivo magari meno visibile ma sempre presente e magari più subdolo.

Se vogliamo pensare alla nostra situazione sociale ed economica è come se fossimo all’inizio di qualcosa di nuovo, di giovane  che però stenta a svilupparsi; le idee ci sono, così come una diffusa consapevolezza che molte cose non  possono più andare avanti come prima.  Ma manca ancora la forza per cambiare ed è come se si sentisse una sorta di insufficiente sicurezza per realizzare il nuovo che desidera manifestarsi.

Andiamo incontro al 2012 che sarà l’anno del Drago e acqua yang,  troveremo un segno di terra insieme all’acqua. la Terra in questo caso come nelle stagioni potrebbe essere considerata un periodo di transizione dall’elemento legno inteso come giovane all’elemento fuoco-acqua intesa come l’esperienza duale e spesso contrapposta dell’ uomo adulto.  La terra accompagnata dall’elemento acqua non è più controllata  bensì controllore, in quanto la terra controlla l’acqua. La terra bagnata da l’idea di qualcosa di fertile su cui poter coltivare.

Si tratta ovviamente di una semplice visione personale basata sull’applicazione della legge dei cinque elementi,  visione sicuramente parziale e incompleta ma che lascia speranze per il futuro non inteso in senso catastrofico ma di cambiamento e oserei dire di evoluzione e di crescita.

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Auguri a tutti per un 2011 fantastico!

31/12/10

Finisce l’anno della tigre e inizia quello del coniglio… siamo in transizione!

Catherine Bellwald Auguri a tutti per un 2011 fantastico!

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Come proteggersi dall’influenza in modo naturale

28/12/10

Catherine Bellwald Come proteggersi dallinfluenza in modo naturale Entri in una qualunque farmacia e vieni assalito da prodotti da banco per mal di gola, febbre e malattie invernali in genere.

Pastiglie aromatizzate all’arancio, al miele al pino, spray nasali di ogni foggia, preparati effervescenti  taluni anche in grado di mimare l’assunzione di una tisana calda e naturale!

Ci sono manifesti e slogan pubblicitari sparsi in vetrina e dentro la farmacia e confezioni a portata di mano sul bancone e un po’ ovunque, si tratta per lo più disinfettanti, antivirali, antinfiammatori e  antistaminici,  e infine i nuovissimi prodotti preventivi a base  di vitamina C, zinco e fermenti lattici. Sono tutti o quasi prodotti di sintesi dell’industria farmaceutica.

Viene voglia di comprarli o quanto meno di prenderli in mano,  un grandissimo business di prodotti farmacologici, oltre quello del  vaccino antinfluenzale, quest’anno molto meno pubblicizzato ma ancora seriamente raccomandato a una fascia molto estesa di persone.

L’influenza dovrebbe ormai essere vicina e anche se nella maggior parte dei casi è una patologia benigna è comunque consigliabile lavorare su una  prevenzione per quanto possibile priva di effetti potenzialmente negativi. Ci sono  numerose sostanze fitoterapiche, ovvero non sintetiche, che possono agire  in senso preventivo sulle patologie invernali.

Nella fitoterapia cinese, come ho già spiegato, esiste  un numero molto vasto di sostanze con azione mirata e specifica per ogni situazione; il freddo, per esempio, quando entra viene fatto uscire attraverso fitocomposti ad azione diaforetica. Questi prodotti però si devono assumere subito al momento della comparsa dei primi sintomi e devono poi essere modificati in base alla evoluzione del sintomo sotto la guida di un medico esperto nel settore.

Esistono poi fitoterapici  con una azione preventiva  per eccellenza ovvero che si prendono in pieno benessere e che possono rendere più forte quella che i cinesi chiamano la superficie dagli attacchi esterni. Nella fitoterapia cinese il prodotto chiave si chiama Huang Qi o Astragalo e può essere preso anche da solo in estratto pronto confezionato oggi in bustine o pastiglie.

La ricetta fitoterapica più usata a questo scopo è Yu Ping Feng San anche questa oggi si trova preparata e confezionata in pastiglie. Questa ricetta  tende un pò a scaldare ed è utile oltre che efficace  soprattutto per persone o bambini che sudano facilmente e che si ammalano  frequentemente  di raffredori e forme influenzali. Va presa con attenzione e sotto guida specialistica nelle costituzioni già calde o dove sono presenti  particolare patologie di fondo, in questo caso  deve essere dosato e aggiunto ad altre ricette individuali e mirate per agire al meglio.

Un altro fitoterapico in questo caso di casa nostra ovvero mediteranneo, decisamente conosciuto anche se ancora poco usato in prevenzione è il Timo o Thimus Vulgaris. E’ facilmente reperibile in tutte le farmacie anche non specializzate, così come nelle parafarmacie ed erboristerie. Le sue proprietà protettive nei confronti delle malattie da raffreddamento erano note già agli antichi Egizi che lo consideravano  capace di creare una specie di barriera protettiva nei confronti dell’esterno stimolando le difese nei confronti delle influenze negative anche in senso psichico.

Questo prodotto, controindicato solamente in gravidanza, può essere utilizzato continuativamente  fino a Febbraio riducendo il rischio  di esposizione a possibili attacchi da patologie influenzali e da raffredammento. Il Timo può essere assunto in tisane o infuso, la preparazione è semplice come quella di un tè, un po’ di acqua bollente, 2-3 minuti in infusione, senza esagerare e la tisana è pronta. Consiglio anche in questo caso di evitare il fai da te e di rivolgersi alla vostra erboristeria di fiducia. Se possibile acquistate prodotti misti composti ad hoc da specialisti del settore e usate marche con il marchio green product che sono altamente controllate.

Bevendo una tisana composita al timo dalle 2 alle 4 tazze al giorno al posto del solito tè o caffè farete un ottimo lavoro preventivo e eviterete di assumere dosi troppo elevate di caffeina o teina con la scusa che dovete scaldarvi. Il timo può essere usato in olio essenziale da disperdere nell’ambiente  attraverso un bruciaessenze o semplicemente aggiungendolo a poca acqua sul calorifero di casa o in ufficio.

Infine può anche essere  assunto  oralmente in macerato glicerico preso in poca acqua o quinta essenza meglio non direttamente sulla lingua  perché  troppo forte, queste ultime due tipologie di somministrazione sono più medicamentose  e tendo a lasciarle nei momenti di attacco o di patologia in corso insieme ad altri fitocomposti ad azione mirata sul sistema respiratorio e sui catarri.

L’utilizzo regolare della saune è un altro bel metodo di prevenzione molto utile ma attenzione non deve essere fatta quando il patogeno è già entrato. Fare una sauna quando abbiamo preso freddo e siamo infreddoliti e con la pelle d’oca è ottimo. La pelle d’oca è un sistema del corpo per combattere il freddo e tenerlo fuori; in questi casi il freddo è ancora in superficie e con la sauna possiamo combatterlo con successo.

Quando ci sentiamo la febbre invece vuol dire che il freddo è ormai entrato nel corpo,  la sauna in questa situazione in molti casi può peggiorare i sintomi.

L’utilizzo sapiente di alcuni punti di agopuntura  con la moxibustione,  con gli aghi e con le coppette, sono altri tre metodi di prevenzione stagionale delle patologie da raffreddamento,  utilizzabili a tutte le età senza alcuna controindicazione, e applicabili anche al proprio domicilio previa educazione. Si tratta di metodi preventivi millenari ed estremamente efficaci utilizzati largamente anche negli ospedali e su vasti territori quali; Cina, Tibet, Giappone, Vietnam, Corea, purtroppo  ancora troppo poco utilizzati in Italia.

Anche se la dieta diventa tonificante  nutrizionalmente parlando solo a lungo termine, la riduzione di zuccheri, latticini e  farine bianche sono un ottimo metodo di prevenzione in quanto si riduce l’infiammazione intestinale, potenziando le difese immunitarie che nell’intestino appunto sono maggiormente rappresentate. I latticini come le spremute di arancia possono inoltre aumentare il freddo e l’umidità interna, aggravando i dolori articolari e la formazione di catarri. Sono quindi da assumere con molta cautela soprattutto se avete preso freddo. Si deve invece favorire l’assunzione di cibi caldi con sapore piccante, come i cipollotti e lo zenzero, e imparare a utilizzare  le spezie come la cannella e il pepe.

Stiamo molto attenti soprattutto nei luoghi affollati, impariamo ad ascoltarci e ad agire tempestivamente. Evitiamo di rovinarci le vacanze di Natale e di farci sorprendere dai virus in agguato che  quando riescono a entrare molto spesso hanno la meglio e possono metterci in ginocchio anche di fronte alle più sofisticate tecnologie dell’industria farmaceutica.

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La bellezza delle luci di Natale

26/12/10

Catherine Bellwald La bellezza delle luci di NataleFino a qualche anno fa gli addobbi Natalizi nella maggior parte delle città italiane erano veramente scarsi e in alcuni casi anche un po’ squallidi.  Ma non è tutto; le città il giorno di Natale erano vuote, nessun mezzo pubblico, nessuna iniziativa, niente di niente, il deserto…tutti a tavola a mangiare e… digerire con calma!

Gli stati Uniti e tutti i paesi del nord addobbano tutto ovvero si dilettano a trovare nuovi modi per illuminare strade palazzi, alberi, finestre, balconi e chi più ne ha  ne metta!  Trasformano intere strade e zone metropolitane in piccoli gioielli luminosi, organizzano inoltre  attività e idee varie dalla pista di pattinaggio alla musica per mantenere  vitale e allegra la città nei giorni festivi.

Da qualche anno anche  Milano come numerose città italiane ha iniziato a lavorare su questa materia, quest’anno oltre alle lucine meravigliose che addobbano i palazzi più antichi e famosi del centro, si possono ammirare le vetrate del Duomo illuminate dall’interno. Era ora…. ma ‘sti meravigliosi disegni cosa ci stanno a fare se non si vedono mai? Abbiamo i palazzi e monumenti più belli di tutto il mondo e stiamo a lesinare sulle lucine a Natale?

Ma basta con l’ atteggiamento  moralistico del pensare che il senso religioso  deve per forza essere morigerato e discostarsi dall’esteriore. Possono convivere!

E poi a Natale non  deve lavorare nessuno perché è ingiusto? ma figuriamoci! Ho lavorato per anni e vi posso assicurare che non mi è mai capitato niente, anzi ho dei bei ricordi! Ieri il giorno di Natale  a Milano era possibile  vedere un quadro del Tiziano “La donna allo specchio”,  erano presenti bancarelle anche graziose in pieno centro, distese infinite di venditori abusvi marocchini; di cinture, borse, giacconi e un sacco di gente a spasso nonostante il tempo infame, di pioggia incessante da giorni. E vai! ci voleva la crisi per allargare i nostri orizzonti! E quando si dice non tutto il male vien per nuocere è proprio vero!

Finalmente  po’ di vita, moltissime persone sono uscite di casa a prendere una boccata d’aria con la famiglia e hanno piacevolmente passato il pomeriggio insieme senza necessariamente rinchiudersi al cinema.

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Attenzione alle nuove lettere a Babbo Natale!

23/12/10


Catherine Bellwald Attenzione alle nuove lettere a Babbo Natale!Quest’anno pare siano molte le lettere  pervenute via mail a  Babbo Natale  che dicono così:

Caro Babbo Natale… se neanche ‘sta volta riesci a farmi dimagrire… ti prego… fa almeno ingrassare i miei amici!”

e poi ci si stupisce perchè non si riesce a dimagrire… tempi duri questi.. ahi! ahi!



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L’obbligo del regalo a natale

22/12/10

Catherine Bellwald Lobbligo del regalo a nataleSi questa è la cosa più fastidiosa; un regalo, per essere un vero regalo, deve in primo luogo non essere un obbligo ma un piacere per chi lo fa e per chi lo riceve e non solo per uno dei due!

Ci risiamo!  E’ un rapporto tra due persone e funziona solo in entrambe le direzioni!

E’ come un rapporto amoroso: quando facciamo l’amore solo per accontentare il compagno e non ci importa nulla, state pure tranquilli che si vede e si sente! A meno che non si voglia donare piacere. In questo caso è diverso; il nostro piacere è nel dare piacere e in questo modo funziona; guarda un po’, è la stessa cosa con i regali!

La scusa del non avere soldi è solo un dettaglio; certo si vorrebbe regalare una cosa preziosa a chi si ama e, non avendo le tasche gonfie, si soffre del non poter fare un regalo importante e magari ricco, ma il vero valore del vostro regalo è il sentimento che provate e il modo in cui lo fate.  Una lettera, una poesia, una storia, un disegno sono cose che non si fanno più solo perché richiedono tempo e la voglia di esprimere qualcosa di personale o di intimo.

Un regalo in effetti dovrebbe essere una cosa  personale e quando non lo è diventa un fatto di business o di “si deve fare”.  Il vero regalo è anche un lavoro di ricerca, si deve pensare a quello che piace all’altro, quindi uscire dal mondo del sè per entrare nel mondo dell’altro, quasi come un gioco di ruolo. A mio parere il regalo, se non può essere una cosa preziosa per motivi di portafoglio, deve diventare preziosa in altro senso; per esempio qualcosa che  da soli non si arriva mai a comprare,  vuoi perché manca il tempo, vuoi perché ci sono sempre altre priorità, vuoi perchè è un’idea insolita. Oppure può essere un oggetto che con la sua presenza fisica testimonia il nostro affetto; in questo caso è necessario conoscere molto bene i gusti dell’altro per non sbagliare.

Non è cosa facile azzeccare il regalo anche nel caso di una stupidata, ecco perché molti rinunciano in partenza o con un bel niente oppure con la solita busta che così non si sbaglia, ricorrendo alla sempre attuale idea:”non fiori ma opere di bene!”

Regalare un massaggio va molto di moda negli ultimi tempi, ritengo sia una bella idea, è regalare del tempo per se stessi, magari non adatto per tutti ma per molti è una coccola, un momento che da soli difficilmente ci si prende, perchè sempre di corsa e poi i soldi per fare anche questo non avanzano mai! Un biglietto a teatro o per un concerto, conoscendo i gusti, è un’altra bellissima idea per lo stesso motivo. Si dice sempre ci andrei volentieri e poi non si riesce a organizzarsi per i troppi impegni. Un po’ come quando si regala un viaggio ma é più economico e alla portata di tasche più piccole.

Quello che poi a molti capita è di essere in ritardo anche su questo come su tutte le cose del resto, ovvero si lascia all’ultimo minuto il dedicarsi alla ricerca del regalo… e qui diventa una corsa all’ultimo urlo…una fatica terribile perché ci si muove come sempre tutti insieme, ultimi giorni e ultime ore.  Allora la ressa nei negozi è garantita, uno stress malsano, non si sceglie veramente ma si corre anche in questa attività come nel resto della vita, con il risultato che poi si compra la prima cosa che ci capita magari anche più cara del dovuto e del programmato.

Su questo i negozianti contano moltissimo, i gioiellieri in particolare mi raccontano che il massimo del fatturato lo raggiungono spesso il 23-24  ad opera di mariti  super indaffarati e con sensi di colpa. Aprendo il portafoglio all’ultimo minuto non è detto però che si riesca sempre a cogliere nel segno anche su oggetti costosi. Certo, non facciamo i moralisti: un rolex, un cartier,  non schifano nessuno!!!

Ma la verità è che sono davvero in pochi a potere contare solo sul denaro per soddisfare questo momento, e molti  darrebbero una gamba per arrivare al dopo le feste spingendo un bottone, risparmiando così fatica, denaro e  sicuri mal contenti.

Credo che anche se la crisi bussa a tutte le porte sia importante mantenere una certa attenzione a non essere troppo crudi e cinici esaltando invece il gesto e il significato del donare qualcosa agli altri. Donando soprattutto il nostro tempo che, come dice il protagonista del film Wall Street,  è il  valore più grande. Ma aggiungerei, se mi è permesso, che il nostro tempo acquista valore solo e soltanto se in quel tempo noi ci siamo veramente, concendendoci il lusso di ascoltare gli altri e noi stessi.

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Prevenzione neve e ghiaccio: siamo pratici

20/12/10

Catherine Bellwald Prevenzione neve e ghiaccio: siamo praticiSia la neve  che il ghiaccio riducono la nostra aderenza al suolo e il rischio di scivolare aumenta in modo esagerato. Di solito  nei giorni di neve e di ghiaccio il pronto soccorso si affolla di persone che hanno subito un trauma più o meno grave. Le raccomandazioni sono sempre le stesse, andate in treno se potete, obbligo di catene in macchina e per gli anziani, il consiglio di non uscire di casa.

Ma l’inverno è lungo e queste raccomandazioni possono portare un assenteismo diffuso che  sommato a quello dovuto alle patologie da freddo rischia di  danneggiare ulteriormente l’economia del nostro paese. Il pericolo è che ai primi fiocchi di neve si generi un eccessiva apprensione. Una cosa è la grande nevicata che da noi capita veramente in modo occasionale e allora tutto si ferma quasi per incanto, il grande freddo ha avuto il sopravvento su tutti i nostri doveri un po’ come quando si ha la febbre alta, un’altra cosa sono le piccole nevicate miste ad acqua.

Il discorso  in questo modo è riduttivo e troppo semplicistico, non si tratta di un lavoro di prevenzione serio e pure poco utile.

Per le machine potrebbe essere una ottima un idea, istituire  dei corsi di guida su terreno bagnato, innevato e ghiacciato, curve, frenate, salite e discese sotto la supervisione di esperti. Non basta dire andate piano è troppo facile è come dire ai ragazzi usate il preservativo e sciacquarsene le mani alla Ponzio Pilato! Ogni anno un ripassino a bassissimo costo con lezioni teoriche e pratiche fatte da persone competenti si intende. Il SUV e i pneumatici da neve non garantiscono una guida sicura, se chi guida non ha nessuna esperienza.

Per le cadute a piedi è lo stesso, dire non uscite di casa è facile ma nella pratica non è così semplice. La prima causa di caduta è la fretta, la seconda è avere scarpe non adatte e la terza una scarsa capacità di recuperare il proprio equilibrio, per avere il quale è necessario avere un corpo sciolto, tonico e scattante. Anche in questo caso si deve lavorare individualmente su muscoli e articolazioni evitando una vita sedentaria. Eseguire, soprattutto a una certa età o in caso di lesioni articolari alle caviglie o alle articolazioni degli arti inferiori, un training per l’equilibrio, camminare su terreno molle e accidentato, a occhi chiusi, tavolette mobili e strumenti tecnologici possono essere utili strumenti per migliorare l’equilibrio.

Per le scarpe possiamo dire che oggi si vendono dei gran stivali antifreddo larghi e morbidi, dove il piede è poco sostenuto e senza suola a carrarmato, sono delle calzature estremamente comode e antigelo ma non adatte a camminare su terreno scivoloso. Le scarpe per l’alta montagna infatti prevedono sempre una suola molto scolpita e l’intera calzatura sostiene la caviglia in modo da creare un tutt’uno in grado di  ottimizzare la risposta del corpo al recupero dell’equilibrio e riducendo al minimo la possibilità di scivolare.

Esattamente come le catene sui pneumatici, queste scarpe attualmente di gran moda sono poco adatte a superare le difficoltà di un terreno ghiacciato e scivoloso, senza metterci in seria difficoltà. Le calze per pneumatici o socks invece sono un invenzione dei Norvegesi e possono  farci arrivare a destinazione sani e salvi. Si indossano velocemente sui pneumatici senza bisogno di grandi manovre, possono viaggiare anche  su asfalto pulito come su asfalto coperto da uno strato minimo ma pericoloso di neve e o ghiaccio.

Mentre le catene come tutti sanno possono essere usate e diventano veramente utili solo quando  a terra la neve è discretamente alta, quindi se come succede spesso si passa da strade pulite a strade innevate dovremmo togliere e mettere le catene magari più e più volte prima di arrivare a casa. Il risultato è che poi quando servono non si mettono o peggio non si sanno neanche mettere perché non siamo stati addestrati a farlo.

E’ utile sapere che In Svizzera e Francia e in molti paesi nordici  si vendono comunemente nelle farmacie delle piccole catene da scarpe, sono in elastico e si adattano a qualunque scarpa, basta avere il numero giusto. Questi piccoli attrezzi, possono trasformare le vostre scarpe in  scarpe chiodate in men che non si dica, riducendo il rischio di scivolare in caso di ghiaccio importante, un piccolo ausilio di facile trasporto ma in alcuni casi… salva femore!

Pensiamo quindi alla prevenzione e alla nostra sicurezza in modo un po’ più articolato e completo, le catene  a bordo vanno bene ma prima impariamo a guidare, poi impariamo a metterle le catene e soprattutto teniamoci  a portata di mano i socks da pneumatici, dei guanti, coperte e strumenti per rimuovere il ghiaccio con facilità per l’emergenza. Per evitare le cadute a terra ricordiamoci di rimanere allenati e di fare eventuali training specifici se evidenziamo delle difficoltà di equilibrio. Acquistiamo scarpe adatte e, perché no, teniamoci in borsa i copri suola a catena o chiodati, potrebbero salvarci il femore !

Insomma cerchiamo di essere pratici, non facciamoci spaventare da due fiocchi di neve e nello stesso tempo  cerchiamo di non farci sorprendere dalla neve e dal ghiaccio; che diamine siamo in inverno!

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Ricette per mangiar sano: i non dolci alla cinese

16/12/10

Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: i non dolci alla cinesePer la medicina cinese il sapore dolce non corrisponde a quello che pensiamo noi. Il riso è dolce e tutti i cereali sono dolci. Il sapore che noi abitualmente definiamo come dolce  è per la medicina cinese, un estremo dolce. Come molti sanno  il dolce intenso è per molti una passione ma è da considerare un cibo da limitare in quanto appesantisce l’organo chiamato Milza aumentando l’umidità.

Nella medicina cinese ogni sapore è collegato a un organo in particolare,  così come lo sono anche le emozioni. L’eccesso della relativa emozione e sapore indeboliscono il loro  organo correlato.

La milza è l’organo collegato al sapore dolce e il suo ruolo è molto importante come  motore della digestione e  nella gestione dell’umido e dei catarri.

I pazienti deboli di milza sono il più delle volte attratti dai cibi dolci, preferiscono il risotto o la pizza alla carne. I bambini in genere hanno tutti una milza un pò debole o non ancora del tutto matura, ecco perché cercano la pasta, la pizza o i dolci.

La milza quindi cerca il sapore dolce che la sostiene, ma il suo eccesso la indebolisce. Per l’emozione è la stessa cosa; l’emotività eccessiva e in particolare il rimuginare o pensare troppo esaurisce l’energia della milza e di questi tempi diciamocelo chi non ne soffre scagli la prima pietra!

L’eccessiva umidità del cibo  così come l’eccesso di cibo  affaticano ulteriormente  questo organo. Ecco perchè alcuni cinesi ritengono che in assoluto la milza ai giorni nostri sia insieme al fegato uno degli organi più stressati ed esauriti.

Utilizzare il sapore dolce senza portarlo all’estremo è il modo migliore per tonificare la milza. Il riso, l’avena, il mais e tutti in cereali in genere e anche la soia, in chicco o in fiocchi possono essere utili a questo proposito. Possiamo abituarci a usare questi alimenti non solo come cibi salati ma anche come cibi delicatamente dolci ovvero sfruttando il loro sapore naturalmente dolce senza aggiungere zucchero  o aggiungendone una quantità molto ridotta magari usando la frutta.

Ho preparato  questi dolci pensando ai dolcetti di riso dei cinesi, rendendoli più variegati e nutrizionalmente ricchi. Potete usare a piacere diversi tipi di  fiocchi variandoli  a seconda del gusto e delle esigenze personali. Potete usare i fiocchi di riso, di mais, d’avena, di amaranto, di quinoa, di grano saraceno, di soia, il germe di grano, il latte di soia o di riso (si segnala che il latte di soia va acquistato in negozi specializzati e non al supermercato, la differenza del sapore è sostanziale), potete aggiungere vari semi; semi  di sesamo, pinoli, mandorle, noci. E dolcificare il sapore con la frutta fresca o secca a seconda dei gusti, la banana schiacciata e pera grattata sono ottime aggiunte, così come l’uva sultanina  e se avete proprio voglia di aumentare il sapore dolce un mezzo cucchiaino di estratto di dattero.

Mischiate il tutto come per fare un muesli molto denso, con due cucchiaini prendete  piccole dosi del composto e disponetele su una teglia coperta da carta da forno, mettete in forno a 200 gradi per 10-15 minuti per averli morbidi e fino a 20 minuti se li volete più asciutti.

Questi “non dolcetti” vi sembreranno un po’ insipidi all’inizio  ma un po’ alla volta li apprezzerete e sentirete quanto invece troppo eccessivamente dolci sono i biscotti e i comuni dolci in commercio. Sono molto adatti per la prima colazione e possono sostituire il muesli,  evitando il freddo del latte che in questa stagione può dare fastidio e  la consistenza molle del muesli che a molte persone da fastidio.

Potete darli con serenità ai bambini che chiedono sempre il dolce riducendo per quanto possibile l’assunzione di zuccheri e farine raffinate dannose purtroppo anche per loro.

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Il freddo interiore: la malattia del non essere

13/12/10

Catherine Bellwald Il freddo interiore: la malattia del non essereMolte persone sono abituate a lamentarsi continuamente; il tempo, il lavoro, il governo, i figli, il marito o la moglie. Non che manchino argomentazioni più che valide per lamentarsi ma il problema è che, lamentandosi, non cambia assolutamente nulla.

Lo stipendio non aumenta, i figli non studieranno di più, il marito non sarà più disponibile, le tasse non diminuiranno e così via…. Alla fine per fare una sintesi matematica, abbiamo dato aria ai denti e abbiamo appesantito ulteriormente noi stessi e chi ci è stato ad ascoltare.

Non dico che bisogna essere sempre contenti e felici di tutto e non farsi valere e sentire quando serve. Non sono le sfighe quotidiane che devono dare adito ai nostri dialoghi e alle nostre conversazioni, ma qualcosa d’altro, qualcosa che provenga da una parte un po’ più profonda di noi stessi.

Un altro modo comunemente usato per non comunicare nulla di sé è parlare solo di quello che faremo o abbiamo già fatto, senza mai considerare l’altro ma solo se stessi; in alcuni casi l’intento è quello di sottolineare  quanto pesantemente siamo impegnati, in altri il desiderio è quello di complimentarci con il nostro fare, i nostri viaggi, i nostri successi e così via, ve ne accorgete perché di solito non sono dialoghi ma monologhi. Insomma anche se non sembra,  si parla  solo di quello che si fa e mai di ciò che si prova  e tanto meno si cerca un confronto con l’ascolatore.

Sappiamo ascoltare chi ci sta vicino e chi diciamo di amare, sappiamo cogliere le sue sfumature e le sue più profonde qualità? Sappiamo dire e mostare quello che sentiamo e proviamo? Siamo  riconoscenti per la nostra salute e per la salute di chi amiamo? Ci rendiamo conto che domani tutto quello che abbiamo oggi potrebbe non esserci più, noi compresi? Ci diamo il tempo per ascoltare le nostre emozioni positive e non solo quelle negative?

Ho parlato del freddo interno inteso come fisicamente e se vogliamo materialmente presente nel corpo di chi ne soffre, in questo caso uso non a caso il termine interiorità, riferendomi alla sfera della personalità. Questi sono atteggiamenti, pose, abitudini talora  neanche sentiti veramente da noi, ovvero spesso molto dissimili dal nostro vero sè profondo. Sono quello che potremmo definire la schiuma di noi stessi e delle nostre emozioni, niente più.

Sempre di fretta, ci accontentiamo di presentare agli altri e purtroppo finiamo per farlo anche con i nostri cari e con noi stessi, questa carta d’identità falsa. La usiamo  come un  passe partout  per non metterci in gioco. Il vero problema è che  continuando a fare così  rischiamo di dimenticarci come si fa a entrare in contatto con noi stessi. L’interiore rischia di congelarsi lì, bloccato in questa falsa idea di sé,  del mondo e della vita.

E’ un pericolo enorme che rischia di tagliarci fuori ovvero farci vivere totalmente staccati dal nostro vero interiore, anche per un intera esistenza.

Non pensate che sia un pericolo solo per gli altri, tutti noi possiamo cascarci senza neanche accorgercene, fino a quando non succede qualcosa di davvero serio: una malattia grave, un lutto di una persona cara. Solo allora ci svegliamo da questo torpore e diventiamo nuovamente in grado apprezzare l’istante così come è, le persone così come sono, la vita come un dono che è e il tempo che abbiamo come il valore più grande, ovvero la nostra unica possibilità di esserci davvero e non come surrogati di noi stessi.

E’ come dare una fiammata, il ghiaccio non può che sciogliersi e la cosa davvero bella è che possiamo farlo in ogni momento e quando lo facciamo le persone intorno a noi non possono che esserne contagiate. “L’epidemia di esseri” si diffonde a macchia d’olio. Non esiste un vaccino contro questa “malattia del non essere”, patologia che potremmo definire dilagante in questi tempi moderni, complici il sentirsi sempre vittime e l’aspettarsi sempre qualcosa.

L’unico rimedio è rimanere in contatto con noi stessi il più  possibile, frequentare  persone in grado di richiamare in noi questa modalità e  dedicare del tempo a delle attività capaci non solo di nutrire il nostro portafoglio, gonfiare il nostro ego e  stimolare  nostri appetiti sessuali ma di toccarci dentro.

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Agopuntura e I Ching

9/12/10

Catherine Bellwald Agopuntura e I Ching

Tutti conoscono il famoso libro dei mutamenti I Ching (altrimenti scritto I King o Yi Jing ) considerato come un libro divinatorio consultabile secondo diversi metodi, dagli steli di millefoglie al più classico delle tre monetine.

Qualunque sia il metodo scelto, il risultato è un cosiddetto “esagramma“, ovvero un simbolo formato da sei segni, sei righe, che possono essere intere o spezzate in due segmenti.

Quello che però sono pochi a sapere è che questo libro, la cui origine nella forma attuale è datata intorno al II secolo a.C, è il risultato di principi quali la legge dello yin e dello yang e la legge dei 5 elementi.

Ogni riga dell’esagramma rappresenta simbolicamente la dualità yin-yang,  considerata yin se spezzata e yang  se intera.

I diversi esagrammi sono a loro volta costituiti da due trigrammi sovrapposti,  e ogni trigramma rappresenta simbolicamente uno dei cinque elementi.

I trigrammi di partenza sono 8 e si chiamano appunto ba gua.  Ma direte voi, come si passa  da  5 elementi a 8 trigrammi? A parte l’acqua e il fuoco che hanno una polarità sola, rispettivamente acqua yang e fuoco yin, gli altri tre elementi hanno una polarità doppia, una yin e una yang e così passiamo dai 5 elementi alla loro rappresentazione  in 8 simboli diversi, che tradotto in cinese produce appunto la parola  ba gua.

I due trigrammi sovrapposti ripropongono tutte le 4 diverse  relazioni tra i vari elementi, essere nutrito, nutrire, essere controllato e controllare, che poi si ritrovano in qualunque relazione esistente.

Possiamo così capire che ogni esagramma rappresenta una precisa situazione, in altri termini ogni situazione può essere rappresentata da un preciso esagramma. Gli esagrammi hanno 2 alla 6 possibili combinazioni, ovvero ci sono 64 esagrammi diversi, che rappresentano l’intera gamma di possibilità relazionali ecco perché anticamente venivano posizionati a cerchio, per figurare nuovamente la ciclicità o meglio la circolarità presente sia nella legge dello yin e dello yang, che nella legge dei 5 elementi.

Un altro aspetto praticamente sconosciuto (anche alla maggior parte degli agopuntori) è che gli stessi principi che stanno alla base di questo tipo di rappresentazione della vita, possono essere utilizzati per praticare agopuntura, sfruttando il modello e l’archetipo degli esagrammi dell’I ching.

Non si tratta affatto di una sorta di magia ma della applicazione di leggi e archetipi attraverso precisi strumenti deterministici. In realtà si tratta una una vera e propria scienza applicata.

Il mio maestro ama descrivere questo tipo di pratica come agopuntura digitale e, come nel caso della musica digitale rispetto a quella analogica, la definisce uno strumento terapeutico  più preciso e  sofisticato.

Personalmente uso questo metodo da 5 anni e, sulla base dei risultati ottenuti, lo considero uno strumento davvero efficace sia sul dolore che sulle patologie interne.

La prima cosa da dire è che ogni canale o meridiano principale è rappresentabile con un esagramma preciso. Ogni riga dell’esagramma corrisponde a un punto preciso dei cinque punti shu antichi, il sesto punto  non in ordine è dato dal punto luo per i canali yin e dal punto yuan per i canali yang di ogni canale. Anche ogni elemento corrisponde a un trigramma e quindi ogni esagramma diventa più o meno favorevole ai diversi elementi in base alla loro specifica posizione. L’acqua sopra il fuoco, ad esempio, tende a smorzare quest’ultimo, mentre il legno sopra il fuoco lo potenzierà; allo stesso modo potremmo dire se mettiamo il fuoco sopra il fuoco.

Questo tipo di rappresentazione simbolica, fornisce una possibilità terapeutica del tutto particolare; inserendo infatti un ago in uno dei 6 punti corrispondenti al suo esagramma di canale, si modifica la polarità della relativa linea, da piena a spezzata  e viceversa; pungendo un punto si modifica cioè simbolicamente  l’esagramma in un altro esagramma. In questo modo è possibile, conoscendo  i punti precisi di ogni canale e il significato dei diversi esagrammi corrispondenti, costruire una mappa simbolica dei trattamenti con un obiettivo preciso e mirato e renderli quindi molto più immediati nel risultato terapeutico.

E questo vale per il dolore così come per alcune patologie interne. In particolare per il dolore si l’utilizza la tecnica di mettere il canale o i canali da trattare in sintonia con la stagione in corso, per potenziarne l’effetto analgesico. Ma l’effetto più eclatante di questa tecnica avviene sulle sindromi ovvero sulle patologie interne. Ad esempio, “smorzare e spegnere il fuoco in un organo” diventa una tecnica preziosa in caso di infiammazione acuta.

L’utilizzo dell’esagramma favorevole alla stagione in corso può inoltre essere considerato un valido lavoro di prevenzione che si può utilizzare per esempio sugli organi più colpiti in quella determinata stagione per rinforzarli o sugli organi più deboli in quel determinato soggetto e costituzione. Questo metodo di agopuntura si chiama anche agopuntura stagionale

E’ interessante sapere che l’esagramma più favorevole alla stagione invernale, differisce dall’esagramma del canale di stomaco e di polmone per una singola riga, ovvero pungendo un singolo punto del canale di stomaco, per la precisione  il punto 36 ST e un solo punto del canale di polmone, nella fatti specie  il punto LU 9, possiamo trasformare rispettivamente i due canali nella configurazione più favorevole alla stagione invernale.

E altresì curioso sapere che il punto 36 di stomaco, storicamente raccomandato per tonificare le difese immunitarie, nell’antichità veniva usato in modo sistematico dai soldati prima di andare in guerra e prima di intraprendere un lungo viaggio. Questa informazione viene tramandata dagli antichi testi dove si indicava di applicare la moxa con insistenza fino ad ottenere addirittura una vera e propria ustione cutanea su questo punto.

Per il punto 9 di polmone non vi sono indicazioni così specifiche, ma essendo un punto sorgente è da tutti gli agopuntori conosciuto e considerato come un punto di tonificazione del polmone. E’ chiaro che questo significa irrobustire non solo l’organo ma  tutto l’apparato respiratorio che energeticamente fa capo ad esso.

Si può chiaramente intuire che il trattamento regolare di questi due punti possa essere considerato uno strumento afarmacologico per prevenire sinusiti, riniti, bronchiti, polmoniti e gastroenteriti ovvero le tipiche patologie di questa stagione, senza però rischiare nessun possibile effetto collaterale. Inoltre questo trattamento agisce non già come un vaccino nei confronti di un singolo virus o famiglia di virus ma come un ombrello nei confronti di tutti i possibili microrganismi patogeni.

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Moxibustione: la terapia termogenica più antica

6/12/10

Catherine Bellwald Moxibustione: la terapia termogenica più antica La pianta in questione è L’Artemisia (da cui il nome del mio Studio Medico) o Artemisia Millefollium, un rimedio fitoterapico da usare con molta attenzione ma che soprattutto è  da sempre la pianta  usata nella moxa o tecnica della moxibustione. La moxa può essere applicata a pezzettini sul mandrino dell’ago e in questo caso si parla di ago moxa; tale applicazione potenzia l’effetto dell’ago soprattutto se esiste un freddo interno.

La moxa può essere però eseguita anche senza aghi; vengono costruiti dei conetti più o meno grandi di lana di moxa da applicare  direttamente sulla pelle. I conetti vengono fatti bruciare usando come tramite un bastoncino di incenso con il quale si tocca delicatamente l’estremità superiore del conetto che viene rimosso velocemente quando il calore sta per diventare eccessivo, per poi essere nuovamente avvicinati alla cute.

Per evitare ustioni cutanee si deve essere esperti sia nella capacità di produrre dei conetti stabili sia nella manovra di rimozione che deve essere rapida e precisa. Posizionando una fettina di zenzero, o del sale tra la moxa e la pelle  se ne può potenziare l’effetto limitando al contempo il rischio di ustione cutanea. I cinesi, da tutti noti per la loro manualità, sono capaci di produrre connetti alla velocità della luce e tutti di grandezza e forma uguale come se usassero uno stampino.

Oggi, soprattutto in occidente, esistono in commercio conetti preconfezionati con una base di cartone adesivo, sono certamente meno potenti di quelli prodotti artigianalmente ma più sicuri e manneggevoli, basterà usarne un numero maggiore per arrivare alla stesso effetto.

La moxa viene anche commercializzata in sigari la cui applicazione viene eseguita a distanza di qualche centimetro dal punto da trattare; in questo caso è decisamente più facile non bruciarsi: quando fa troppo caldo si allontana il sigaro. Il sigaro può essere applicato fisso, in questo caso si dice “a becco di uccello” proprio perchè il sigaro viene allontanato e avviccinato alla pelle con la dinamica della beccata. Oppure il sigaro può essere usato su aree più ampie con movimenti rotatorii o longitudinali. L’attenzione in questo caso deve essere rivolta alla cenere che può accidentalmente cadere sulla pelle; per questo motivo è necessario avere sempre un posacenere accanto per scrollare bene l’apice del sigaro.

La moxa  viene usata  per il dolore da freddo o da umidità, sul quale è molto efficace,  sulle sinusiti da freddo caratterizzate da rinorrea di muco fluido e colante e sulle paralisi di Bell dette anche  paralisi a frigore, ma anche su patologie  croniche come le bronchiti ricorrenti nei bambini nel cui caso si usa in prevenzione. Può essere usato sulle diarree e vomito da freddo direttamente intorno all’ombelico. Si usa per far girare il bambino nel ventre della madre sull’ultimo punto di vescica urinaria e ancora per limitare un ciclo mestruale emorragico in una paziente anemica per esempio. Infine si può usare  sul calore tossico anche se sembra un contro senso; applicata su brufoli giganteschi e ascessi permette la loro maturazione e apertura esterna con svuotamento del pus, e su lesioni dovute a sostanze tossiche come i veleni, la moxa  limita il loro potere dannoso sui tessuti  favorendone una più rapida denaturazione.

Non vi ho raccontato che una piccola parte delle possibili  applicazioni di questa metodica, che a mio parere ha solo due grandi difetti: ci vuole  tempo  oltre  che una buona manualità per non fare danni ma più di tutto produce un odore molto forte nell’ambiente dove viene bruciata. Peraltro è giusto segnalare che il suo odore anche se sgradevole è benefico sia per la respirazione che per l’organismo in generale.

Consiglio la moxa come strumento terapeutico domiciliare sia preventivo che di sostegno per potenziare l’effetto dei trattamenti soprattutto se distanziati oppure per  affrontare alcune situazioni ricorrenti in particolare se lontano da casa. Nei soggetti che si ammalano facilmente di patologie da raffreddamento si consiglia di usarla sul 36ST e su diversi punti di tonificazione del polmone come 1LU, 9LU e 13 BL. Il costo è ininfluente, lo spazio per conservarla minimo e in molte circostanze  il suo effetto è davvero sorprendentemente efficace.

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L’inverno e la sua poesia

2/12/10

Catherine Bellwald Linverno e la sua poesiaQuesto periodo che va dal 21 novembre al 6 di gennaio, è costituito nel calendario cinese da tre parti di 15 giorni circa l’una, la prima si chiama  piccola neve o Xiao Xue, la seconda  grande neve o Da Xue e la terza  pieno inverno o Dong Zhi,  che inizia proprio il 21 dicembre con il solstizio d’inverno

In questi tre momenti che precedono la massima espressione dell’inverno, l’emotivo umano può vacillare.

Esattamente come durante la notte, ci sentiamo  più fragili e con meno certezze.

“Che ne sarà di noi e del nostro domani?” è possibile chiedersi.

La verità è che del domani non vi è davvero mai certezza anche in primavera e in pieno sole, questo è un mistero della vita che ci accompagnerà sempre, la differenza è che in alcuni momenti questa totale mancanza di certezze è più tangibile ed è più facile farsi aggredire dalla paura dell’ignoto e dal senso di solitudine.

Ci sono persone che in questi momenti crollano e non riescono a sopportare le  difficoltà della vita; dal freddo del clima al freddo di alcuni sentimenti e per molti anche per il freddo delle proprie finanze, la sofferenza può raggiunge il suo massimo.

Ma “Quando la notte è più buia l’alba è più vicina” , quando si tocca il fondo non si può che risalire quando si raggiunge la massima espressione del buio la luce è vicina è una legge applicabile a tutto questo universo. Possiamo esserne certi il sole continuerà a sorgere e lo stesso vale per la primavera. Sono poche le nostre certezze ma su queste dobbiamo confidare e prendere forza.

Impariamo a cogliere la bellezza dell’ignoto e del misterioso come fanno con facilità i bambini, senza porsi tante domande, alle quali non sappiamo rispondere non perché non esista una risposta ma semplicemente perché non la conosciamo.

Non siamo noi il centro del mondo, non conosciamo che un infinitesima parte di questo universo. Solo accettando  la nostra mancanza di conoscenza e di sicurezza possiamo riuscire a cogliere la magia e la poesia della notte esattamente come di questi mesi. Possiamo adoperare i profumi dell’inverno come il pino, l’arancio, la cannella tipici della tradizione nordica, gli oli essenziali da bruciare sul brucia essenze o da mettere sul termosifone in poca acqua, oppure comprare rami di pino freschi e ancora usare le bucce di arancio o di mandarino come si faceva una volta.

Possiamo poi far un uso attento e raffinato di candele, luminarie e decorazioni natalizie, ricercando suggestioni calde e sapori d’altri tempi, non solo perché si deve fare. Evitiamo alberelli spennacchiati e decorazioni squalide solo perché non ci sono bambini piccoli.  Usiamo il nostro gusto non solo per cucinare e comprare ogni sorta di golosità. Possiamo in tutto questo periodo rallegrare sia l’interno che l’esterno delle nostre abitazioni senza necessariamente  collegare questo gesto al concetto commerciale del natale ma per il desiderio di aumentare il senso di mistero e di magica poesia presente in questo particolare momento dell’anno.

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Ricette per mangiare sano: la polenta

29/11/10

Catherine Bellwald Ricette per mangiare sano: la polenta

Molti mangiano la polenta quando vanno in baita in montagna oppure al ristorante o trattoria. Questo accade come sempre per abitudine, la pasta è più veloce. La polenta si sa è lunga e poi ci vuole il tegame giusto oppure bisogna stare più di mezz’ora a girarla.

Quindi la soluzione più facile è mangiarla solo al ristorante oppure prenderla precotta o già fatta. La polenta pronta  per chi non l’avesse mai mangiata non assomiglia minimamente alla polenta fatta in casa un pò come il purè per gli amanti di questo piatto.

Lo stesso si può dire per la polenta precotta il sapore e la consistenza della farina e le propietà sono totalmente diverse.

Inoltre la farina macinata non industrialmente  conserva un numero maggiore di prorietà nutrizionali, ma è anche meno irritante per l’intestino oltre che avere un sapore squisito. Preparala non richiede ne tempi biblici ne pentole speciali.

E’  facile  basta una pentola antiaderente, prima si  fa bollire l’acqua, si aggiunge sale, olio e la farina di mais,  poi si mescola bene per evitare i grumi, infine si abbassa la fiamma al minimo e si copre con il coperchio, ogni tanto una girata per evitare che si incolli al fondo, tutto qua.  Il tempo di preparazione non supera quello di un risotto.

Il risultato è squisito, piace a grandi e piccini è buona calda e fredda e ancora più buona il giorno dopo passata in padella o al forno o  frullata e sciolta in una minestra.

Il mais o gran turco o granone come si dice da queste parti, non è da mangiare solo attraverso i moderni snack salati ricchi di grassi trans oppure in scatola aggiunto alle insalate , e neanche da considerare esclusivo cibo per animali solo perché è un cereale molto economico. La sua  coltivazione come cereale è probabilmente la più estesa sul pianeta.

All’estero mangiano le pannocchie bollite o alla griglia ma nel nostro paese la polenta è una tradizione culinaria popolare tipicamente contadina come molte tra le ricette più ghiotte italiane invidiateci da tutto il mondo, per la fantasia e la grande possibilità di variare i gusti e i sapori.

Dal punto di vista salutistico il mais non contiene glutine, lo sanno tutti celiaci,  e sicuramente avrete notato l’abbondanza di pane, pasta e biscotti a base di mais dedicati a questo disturbo. Si ritiene che abbia come il riso un effetto leggermente diuretico, e che abbia la particolarità di abbassare i livelli di acido urico e quindi prevenire la gotta e gli attacchi gottosi e anche la formazione di calcolosi urinaria.

La polenta è buona con le verdure,  con il formaggio, con qualsiasi tipo di carne, con il pesce, con le uova e soprattutto da sola. A me piace mangiarla con il coniglio in umido  o la selvaggina rappresenta soprattutto in inverno uno dei miei pranzetti preferiti della domenica. Di solito ne faccio in abbondanza e  il giorno dopo la taglio a dadini e la aggiungo alla zucca e ai broccoli cotti al vapore, butto il tutto in padella, aggiungo un pò di sale e di pepe e quattro pezzettini di speck o di pancetta o di lardo per insaporire il tutto e il piatto è davvero squisito.

Non dimentichiamoci di questo alimento la cui semplicità e versatilità può anche facilitare la vita in cucina. Inoltre ci consente di variare i sapori e  di ridurre l’assunzione di farine bianche, che purtroppo hanno un effetto irritante sull’intestino e possono determinare anche delle disbiosi intestinali capaci di limitare le nostre difese immunitarie rendendoci più delicati alle patologie da raffreddamento.

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Regolare la funzione della tiroide in modo naturale

25/11/10

Catherine Bellwald Regolare la funzione della tiroide in modo naturaleLe disfunzioni tiroidee sia in ipofunzionamento che in iperfunzionamento sono in aumento negli ultimi anni.

La Tiroide come tutti sanno funziona come gli organi sessuali ovvero secerne ormoni sotto l’influenza  dell‘asse ipotalamo ipofisario con una serie di meccanismi di controllo a feed back negativo.

Che vuol dire? Il capo ( l’ipotalamo) ordina al suo vice (l’ipofisi), di dare ordini al suo direttore di produzione (l’ipofisi), di far lavorare i suoi operai (cellule tiroidee), per produrre un gel lubrificante a base di iodio. Una volta prodotto la sua presenza arresta il sistema di richiesta.

La presenza del gel (ormoni tiroidei) facilita la velocità della nostra macchina riducendo l’attrito degli ingranaggi, se il gel è troppo la macchina rischia di accelerare senza controllo se è troppo poco si ingrippa e rallenta ben al di sotto del suo potenziale di motore!

La regolazione esatta della quantità di ormoni prodotti e presenti in circolo è per la nostra macchina corpo, di fondamentale importanza. Tutti sanno che un’insufficiente produzione di ormoni tiroidei determina sovrappeso, temperatura basale inferiore alla norma, facile affaticabilità e anche apatia e depressione del tono dell’umore, fino al mixedema pretibiale. Una sua eccessiva produzione e concentrazione ematica è responsabile di tachicardia, dimagramento eccessivo e fino ai quadri di esoftalmo. Questo non significa che tutti i soggetti grassi e depressi soffrono di ipotiroidismo  e tutti i pazienti magri e nervosi di ipertensione!

Gli ormoni tiroidei gestiscono il metabolismo e di conseguenza la temperatura corporea e il sistema catabolismo-anabolismo, ma la cosa non è così semplice. Le interferenze con questi sistemi sono molteplici: gli ormoni sessuali, il cortisolo, il glucagone e l’insulina. Infine la leptina che è un ormone di recente scoperta sembra poter agire direttamente sulla tiroide e sulla produzione di ormoni tiroidei superando e il feed back negativo ipotalamo ipofisario. Ogni ormone poi a sua volta varia con il variare di numerose altri ormoni e il network bioumorale si rende molto più complesso di quanto non si possa immaginare.

E’inoltre noto che le disfunzioni della tiroide sono più frequenti in menopausa e durante la gravidanza, questo legame tra funzione ormonale tiroidea e funzione ormonale riproduttiva sembra proprio sottolineare l’interferenza e l’interfaccia funzionale di questi ormoni. Anche la libido può modificarsi in corso di disfunzioni della tiroide .

Ricordiamo che alcune sostanze farmacologiche come il litio, l’ interferone, l’amiodarone, i mezzi di contrasto , ma anche conservanti oltre che alcuni saponi e dentifrici contenenti triclosan possono ridurre la funzionalità della tiroide. Molto rumore per niente fu data anche alla soia a questo proposito ma lavori scientifici hanno dimostrato che la soia non è dannosa per la tiroide neanche dei piccoli.

L’assunzione regolare di iodio con l’alimentazione è indispensabile per garantire la funzionalità della tiroide  proprio perché gli ormoni tiroidei contengono Iodio ed è necessaria una assunzione orale giornaliera pari a 150 mcg, dosi minime (pari o inferiori a 50mcg/die) prolungate nel tempo producono ipotiroimo e dosi elevate pari o superiori a 1000 mcg/die prolungate nel tempo producono ipertiroidismo.  Dal 2005 sono stati introdotti in Italia il sale iodato e l’aggiunta di iodio all’acqua potabile per limitare l’ipotiroidismo endemico, sempre per questo motivo si raccomanda l’utilizzo di pesce, alghe, noci di cocco nelle diete a basso contenuto di iodio.

Altri fattori noti per la capacità di modificare la funzionalità tiroidea sono  la temperatura e lo stress. In particolare se la temperatura si abbassa e se aumenta il livello di stress viene aumentata la produzione di ormoni tiroidei. A questo proposito il mantenere costante la temperatura attraverso ambienti riscaldati e climatizzati facilita il rallentamento e in un certo senso il torpore del meccanismo tiroideo. Vice versa una condizione permanente di stress sul luogo di lavoro o in casa produce una iperstimolazione tiroidea che inizia con un aumento del FSH.

Non uscire mai di casa o dal proprio ufficio e vivere intere giornate al chiuso senza vedere la luce naturale in atmosfere viziate a temperatura costantemente medio alta è di per sé causa di possibili alterazioni bioumorali. In effetti i bambini si portano fuori al parco almeno un’oretta al giorno e così per i cani. Ma chi pensa agli  uomini? No; loro devono lavare e basta! Ecco che praticare sport o attività aerobica all’aria aperta anche in inverno ovviamente se abbigliati in modo congruo consente di stimolare in modo naturale  questo misterioso e sofisticato organo.

Non è un caso se negli allevamenti intensivi di bestiame la temperatura è mantenuta  sistematicamente e costantemente invariata, per far ingrassare le bestie e rallentando il loro metabolismo basale e tutte le reazioni enzimatiche del complesso network biochimico del corpo. Quindi se potete almeno nei giorni festivi evitate di  rimanere costantemente blindati in casa con il riscaldamento a paletta!

Limitare lo stress è certamente la parola d’ordine di questo secolo ma non solo per la tiroide oggi tutti gli scienziati sono d’accordo nell’affermare che questa condizione se mantenuta a lungo può essere la causa principale di numerosi disturbi e patologie fra cui anche la possibile formazione di noduli tiroidei come risposta alla ipersollecitazione mediata dall’aumento del  TSH.

Le patologie autoimmuni sono un discorso a parte ma spesso colpiscono la tiroide un esempio è dato dalla  tiroidite di Hashimoto. Per alcuni studiosi le patologie autoimmuni sono considerate  il risultato di una sollecitazione  eccessiva del sistema immunitario, paragonabile a un poliziotto  psichicamente squilibrato capace di sparare con il mitra su chiunque usi il clacson per strada…insomma  non più un controllo contro la malavita ma un autentico pericolo latente pronto a scatenarsi.

L’utilizzo dei vaccini così come la continua irritazione dell’intestino sede della maggior parte della risposta immunitaria sono per alcuni la possibile causa di queste sempre più frequenti irritazioni del sistema immunitario che al posto di difenderci contro agenti esterni e alterazioni cancerogene attacca i propri  tessuti sani non riconoscendoli come tali.

Mantenere un assetto ormonale equilibrato è cosa molto complessa e il risultato di un network biochimico ancora sconosciuto, non basta sostituire l’ormone tiroideo mancante  o ipoprodotto o impedire farmacologicamente la sua attivazione per  risolvere il problema. La terapia non è sufficiente a ripristinare i delicati rapporti esistenti tra i diversi assetti ormonali e tanto meno a risolverne le cause di squilibrio.

Lo stile di vita, la dieta sono fondamentali così come la capacità di limitare lo stress sia cercando un atmosfera di lavoro e famigliare in sintonia con la nostra natura, che uscendo il più possibile  all’aria aperta, o praticando sport e possibilmente anche discipline orientali come lo yoga, il taichi, il chi gong, la meditazione  e molte altre.

L’agopuntura può  essere considerata un valido strumento per il ripristino di un equilibrio interno, perché non lavora  su un singolo ormone in modo diretto o chimico ma su l’intero assetto e network biochimico in modo indiretto. Infine numerosi fitoterapici possono essere utili per regolarizzare la funzionalità tiroidea, soprattutto nei casi di disfunzione subclinica.

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Resistere al botox!

22/11/10

Catherine Bellwald Resistere al botox!Avete mai fatto una foto dal fotografo? Non solo  scelgono la posizione  e l’inquadratura migliore, ma poi ritoccano la foto togliendo le piccole imperfezioni qua e là, una ruga in meno di lì, alla fine il risultato è esaltante…avete 20 anni di meno!

La tentazione di fare lo stesso andando al medico estetico esiste. Un filler su quella ruga lì, un pò di botox su quelle altre e il gioco è fatto!

Il  rischio,  a parte il possibile anche se raro effetto nocivo delle sostanze iniettate, è che poi una ruga tira l’altra, si finisce per modificare e sconvolgere la nostra espressione come hanno fatto molte donne dello spettacolo e non. Il risultato alla fine è tutt’altro che armonico.

Quello che si vede tristemente  in giro è la perdita del naturale, i volti assumono un aspetto  finto e irreale, come si sente dire in giro si rischia di indossare volontariamente il “burga di plastica“. Pensiamoci bene prima di fare iniziare con qualche ritocco, potremmo non saperci più fermare e indietro è difficile  tornare. In un certo senso è una sorta di compulsione esattamente come nell’uso di droghe, si inizia pensando di fermarsi e poi ci si casca dentro.

L’attrice  Giuliette Binoch afferma che il botox è una cosa per le donne insicure, come darle torto?

Siamo tutti d’accordo il nostro viso quando eravamo giovani era più bello e liscio. Ma tra un fiore non più fresco e un fiore finto, onestamente cosa preferite? Togliere i petali sgualciti e le foglie secche, cambiare l’acqua e magari ravvivare la composizione aggiungendo qualcosa di adatto mantenendola naturale è ben diverso che sostituirlo con un fiore di plastica, assolutamente perfetto non credete?.

Invecchiando poi la cosa peggiora, i visi troppo ritoccati assumo espressioni veramente senza senso e ridicole. Le mani il collo e gli occhi parlano della loro età anagrafica e fanno a cozze con la parte ritoccata.

E’ vero che il corpo dei giovani sprigiona armonia e bellezza da tutti i pori e che spesso questa armonia si perde gradualmente negli anni. Infatti il corpo memorizza tutti i traumi e tutte le sofferenze e molto spesso nel trascorrere degli anni il rischio è diventare  più pesanti non solo dai kili di troppo ma dal peso della vita. Ma la leggerezza della giovinezza non si riacquista togliendo le rughe!

Accettare le rughe di espressione  significa accettare il cambiamento e non restare attaccati al passato all’immagine  che abbiamo di noi riferita al passato.

L’attaccamento di cui tanto si parla nella religione Buddhista è in fin dei conti la nostra maggior fonte di sofferenza.

Dovremmo piangere ad ogni calar del sole e ratristarci ad  ogni fine estate! Qualcuno lo fa. Ma anche se la primavera è bellissima e spinge le persone all’estroversione, è  pur vero che ogni stagione ha la sua bellezza intrinseca. Sono  energie  diverse, la primavera  si sviluppa verso l’esterno e l’autunno si sviluppa verso l’interno.

La vita è in continuo mutamento, la legge dello yin e dello yang e dei cinque elementi confermano il continuo passaggio da una elemento all’altro. Non possiamo fare nulla per fermare il tempo. L’invecchiamento che purtroppo biologicamente inizia dopo i 30 anni, come la sera e come l’autunno sono inevitabili passaggi,  che la medicina cinese  considera sotto il segno dell’ elemento metallo.

La caratteristica dell’elemento metallo è quella di essere rigido ed è proprio la rigidità che dobbiamo  combattere perché non diventi un eccesso potenzialmente dannoso e patologico. La rigidità è in assoluto il miglior alleato dell’invecchiamento e va combattuto sia dal punto di vista fisico che mentale.

Cosa significa combattere la rigidità? Significa non pensare sempre allo stesso modo e per fare questo dobbiamo confrontare il nostro pensiero con altri pensieri, la lettura e l’arte possono molto in questa direzione ma non basta ancora.  Studiare  e farlo con l’aiuto di maestri è la cosa più importante. Lo studio apre la mente e non deve cessare quando si è raggiunta una posizione sociale e lavorativa soddisfacente ma proseguire per tutta la vita.

Con il corpo dobbiamo fare lo stesso lavoro  disciplinandolo con esercizi specifici, in questo campo l’ antica scienza  dello yoga non ha pari in possibilità di conservare nel tempo l’elasticità osteoarticolare di tutto il corpo ma potete scegliere l’attività fisica più adatta alla vostra indole.

E’ infine davvero interessante sapere che nella medicina cinese il  metallo yang è paragonato a uno strumento di lavoro, come  un aratro o una sega, e  il metallo yin a un gioiello. Possiamo intuire quanto sia importante durante questa delicata fase della vita, iniziare  a coltivare le nostre qualità yin, ovvero nutrire il nostro interiore e non solo l’esteriore, cercando per quanto possibile di raffinarci, eliminando tutto quello che non ci serve e non ci appartiene, come in una sorta di pulizia e purificazione alchemica. Il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di diventare noi stessi dei gioielli e la nostra presenza preziosa per gli altri.

Ricordando inoltre che un gioiello non arruginisce e mantiene la sua bellezza negli anni, una sega no!

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Fitoterapia cinese: I freddolosi si scaldano da dentro

18/11/10

Catherine Bellwald Fitoterapia cinese: I freddolosi si scaldano da dentroCredo siano  pochi a sapere che esiste; il freddo interno. Il freddo, a differenza del caldo interno, come il vuoto rispetto al pieno, da meno segno di sè ma quando presente i suoi disturbi correlati sono inequivocabili.

I freddolosi lo sanno! Molto  spesso vengono derisi e trattati come fobici, ” ma non fa mica freddo” viene detto loro, ma se qualcuno si prendesse la briga di toccare le mani, i piedi e il naso del freddoloso in questione, forse potrebbe capire che non si tratta di un modo di sentire o una presa di posizione o un’abitudine  ma di freddo bello e buono.

Le persone anziane che dicono di avere sempre freddo con le ginocchia e i piedi gelati, le persone (per lo più donne) che quando sono stanche non riescono a dormire fino a che non hanno i piedi caldi. In questi casi spesso non bastano le coperte ne una doccia calda ne un buon riscaldamento a scaldarle.

Attenzione non confondiamo il freddo interno con il freddo preso dall’esterno che si toglie facilmente scaldandosi appunto dall’esterno e non confondiamo neppure con quei soggetti molto ansiosi con mani e piedi freddi tutto l’anno. Questi due casi non sono la stessa cosa; nel  caso di freddo esterno, scaldarsi bene al fuoco di un camino o con un super riscaldamento così come bere o nutrirsi di alimenti piccanti oltre che caldi  con azione diaforetica permette di far uscire il freddo entrato dall’esterno. In queste cose i nordici e i montanari sono esperti e ci insegnano: il vin brulée come la sauna sono due esempi a tutti noti ma con funzioni molto precise oltre che terapeutiche per trattare il freddo esterno potenzialmente patogeno.

Mentre avere  mani e  piedi sempre freddi e il centro caldo, è un tipico problema dei soggetti  ansiosi è una tipologia ancora diversa, in questo caso il freddo si trova alle estremità non perché non vi è sufficiente calore interno o troppo freddo esterno ma perché non vi è sufficiente circolazione, il calore interno  resta bloccato al centro senza arrivare in periferia. E’ la stessa cosa che succede quando si subisce un trauma il corpo si raffredda per lo shock ovvero per la circolazione sanguigna bloccata.

Si tratta di tre tipi di freddo diversi che secondo la fitoterapia cinese  vanno curati con rimedi totalmente diversi.

Nel caso del freddo esterno i rimedi e la ricetta fitoterapica avranno carattere caldo, piccante e soprattutto diaforetico, l’obiettivo oltre che scaldare è quello di fare uscire il patogeno freddo dalla superficie quindi anche di fare sudare. La sudorazione però è un arma a doppio taglio e consente di aprire i pori e quindi di fare uscire ma anche entrare;  quindi il momento dell’assunzione deve essere ben calibrato e mirato, prescritta solo all’inizio del cosiddetto attacco di freddo e moderata a seconda della costituzione del paziente. Un paziente molto robusto e pletorico può essere fatto sudare senza problemi  ma un anziano o soggetto più debole devono essere fatti sudare con molta attenzione e delicatezza.

Ecco che si sceglieranno rimedi e dosaggi diversi a seconda del paziente,  Ma Huang o Herba Ephedrae per esempio è indicata nelle costituzioni forti e nella assenza di sudorazione ( è presente in 14 ricette antiche del testo Discussion on Cold Damage e ben 23 ricette del testo Essenzials from the Golden Cabinet), mentre Gui Zhi  o Ramulus Cinnamoni che si differenzia dalla corteccia di cannella chiamata Rou Gui  è più delicata e adatta alle costituzioni deboli (è pesente in ben 43 ricette del testo Discussion on Cold Damage e 66 ricette del testo Essenzials from the Golden Cabinet).

Il caso del freddo presente solo alle estremità per mancata circolazione prevede a differenza dei due precedenti che utilizzano  rimedi sintomatici, un rimedio che possiamo definire  costituzionale chiamato Chai Hu o Radix Bupleuri, rimedio utilizzatissimo per diversi disturbi su base ansioso emotiva.

Infine per il freddo interno vero e proprio al di la della possibile patologia da ipotiroidismo che va verificata e per la medicina cinese si tratta di un vuoto di qi e nei casi più gravi di yang che vanno corretti con rimedi che dovranno essere caldi e tonici. Tra i rimedi con caratteristiche calde e di tonificazione si possono scegliere una enorme varietà di fitocomposti, più o meno  maneggevoli da utilizzare, anche se bisognerà stare attenti a non usarli troppo a lungo per non asciugare  il paziente. Ecco perché bisogna dosarli sula costituzione del paziente e possibilmente utilizzare le ricette antiche che di solito riescono  a limitare i danni del singolo fitocomponente  moderandolo con altri ingredienti. Fra i più conosciuti possiamo citare Ren shen o Radix e Rhizoma Ginseng e Huang qi o Radix Astragali entrambi tonici del qi ovvero potenti ricostituenti come si dice in occidente, il primo usato in particolare negli stati di debilitazione e il secondo come protettivo e come rinforzo delle difese corporee.

Per il freddo interno infine possono essere utilizzati dei prodotti definiti tonici dello yang, fra questi il più discusso proprio perché delicato da utilizzare è il Fu zi o Radix Aconiti Praeparata questo rimedio possiede una elevata tossicità che lo rende poco maneggevole, in Italia non è possibile procurarlo mentre all’estero è prescrivibile con ricetta medica tanto quanto i farmaci della normale farmacopea. E’ un rimedio potente e unico come efficacia per trattare alcuni tipi di dolore sempre che lo si sappia dosare e adattare alla costituzione del paziente.

Insomma ho scritto un trattato scusatemi! L’intento non era di annoiare ma di far capire quanto ricco e poco conosciuto anche dagli stessi medici e naturopati sia  il panorama della fitoterapia cinese e quanto invece versatile ed efficace sia il suo utilizzo quando mirato e costruito sulle caratteristiche interne del paziente.

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Medicina cinese: L’inizio dell’inverno

15/11/10

Catherine Bellwald Medicina cinese: Linizio dellinvernoDal 7 novembre per il calendario cinese siamo entrati in Li Dong  che, tradotto, significa l’inizio o la salita dell’inverno, le  nebbie e le foschie sono ormai quotidiane  e la luce del giorno sempre più fioca.

In giro per le strade è facile trovare  persone vestite da grande freddo; piumini pesanti con tanto di cappuccio di piuma d’oca, sciarpe di lana fino al naso, guanti, pellicce. Un’esagerazione, considerando che almeno in pianura per la maggior parte della giornata siamo sopra i 10 gradi centigradi.

E’ altresì vero che l’umidità nell’aria tipica della nostra latitudine e altitudine, aumenta la percezione del freddo esattamente come aumenta la percezione del caldo in estate.  In estate si usa il ventilatore e si fa circolare l’aria, in inverno si scalda ma adesso non bisogna esagerare; è troppo presto.

L’elemento acqua è il miglior conduttore che ci sia, se vogliamo scongelare la carne in assenza di microonde la immergiamo in acqua, se vogliamo scaldarla, idem. L‘acqua per la medicina cinese è l’elemento dell’inverno.

L’acqua per l’uomo  intesa come liquidi interni è considerata un elemento yin  ed è associata all’organo rene. L’energia del rene è spesso collegata  al nutrimento più profondo dell’uomo, in relazione con la sue origini e con quella che viene anche chiamata energia prenatale.  Per i cinesi ogni essere nasce con una certa quantità di questa energia che non può essere rinnovata attraverso il cibo o la respirazione ma solo consumata durante l’arco della vita. Molte arti marziali e tecniche energetiche nascevano e si insegnavano proprio per consolidare e mantenere il più a lungo possibile  questa energia. In un certo senso potremmo dire che l’energia dell’acqua è collegata con l’aspetto meno manifesto della vita. L’acqua esiste, eppure non ha forma, è per così dire inafferabile e in continuo mutamento.

Secondo il calendario cinese è interessante sapere  che l’organo della stagione inverno,  è la vescica biliare per il mese di Novembre, il triplice riscaldatore per Dicembre e il fegato per Gennaio, e questi organi possiamo associare maggiormente ai disturbi riconducibili all’ irrequietezza, alle turbe del sonno e alla paura dell’ignoto.

Per il macrocosmo invece le cose si invertono, l’acqua diventa un elemento Yang, potremmo considerarlo come il mantello della Terra. E ricordando la sua enorme forza di impatto quando si manifesta in una tempesta e  quanto possa diventare incredibilmente dura all’impatto di un corpo sulla sua superficie non possiamo che approvare la sua natura fortemente yang.

Inoltre il trigramma dell’elemento acqua è ying-yang-ying, esattamente come l’esagramma dell’organo stomaco costituito dai due trigrammi ying-yang-ying sotto e ying-yang-ying sopra. Ritengo che sia lecito presumere che questa analogia non sia casuale come alcuni vogliono farci credere.  Lo stomaco è pieno di liquidi gastrici: acqua! E inoltre è  l’organo-viscere che maggiormente accumula e trasferisce calore e forza al corpo attraverso l’alimentazione; è il più yang degli organi yang.

Ma torniamo alle cose pratiche…

In questo particolare periodo dell’anno,  la cosa davvero importante è non bagnarsi ovvero non far entrare il freddo umido. Quindi la cosa più importante è munirsi di scarpe tecniche, con una suola che non faccia passare l’acqua e lo stesso per l’abbigliamento. Non serve vestirsi troppo pesanti ma  piuttosto indossare qualcosa che ci isoli bene dall’umido. Andate a vedere cosa vendono nei negozi di abbigliamento per la montagna, la tecnologia dei tessuti è cambiata negli ultimi anni, ci sono indumenti leggerissimi che proteggono dall’umido alla grande.

Qualche giorno fa mentre camminavo sotto alla pioggia battente, pensavo: ma che bello anche camminare sotto l’acqua, basta essere protetti. Certo se con una mano teniamo l’ombrello e dall’altra abbiamo la borsa pesantissima e squilla il telefonino e magari ci tocca anche tirar fuori il portafoglio, sfido chiunque a non imprecare!  Con un trolley  ovviamente di cordura, un auricolare bluetooth, una piccola borsa a tracolla per il portafoglio e le chiavi, la vita diventa più leggera anche sotto all’acqua battente, non trovate?

L’ideale  sarebbe  non dover tenere l’ombrello impegnando una mano! Che cavolo… siamo o non siamo nel 2010? Altro che odissea nello spazio! Vada per il tele trasporto ancora non funzionante ma l’ombrello telecomandato non dovrebbe mica già essere stato inventato?

A parte la fantasia e la voglia di scherzare, è giusto sapere che il freddo di questi giorni si può combattere anche con un’ alimentazione corretta, che non deve essere troppo  fredda ne umida: il latte, il burro, i succhi di frutta, gli agrumi e gli zuccheri in genere aumentano l’umidità. Nutrirsi esclusivamente di cibi freddi, per esempio, mangiando solo  insalatone e frutta è una scelta apparentemente salutista ma decisamente poco adatta alla stagione.

Se avete la sensazione di aver preso freddo stando fuori, quando entrate in casa scaldatevi e asciugatevi subito i capelli e la nuca con il phon, cambiate i vestiti umidi, soprattutto le calze, bevete qualcosa di caldo come un thè nero o una tisana magari anche speziata o con cannella oppure mangiate  qualcosa di caldo, preferibilmente una zuppa e aggiungete un po’ di pepe, vi aiuterà ad asciugare e buttar fuori il freddo umido immagazzinato.

E’ inoltre importante iniziare a pensare ad ausili naturali per aumentare  le difese immunitarie in prossimità delle future patologie da freddo quali le forme influenzali. Ci sono innumerevoli prodotti naturali anche da banco con azione preventiva specifica, consultatevi con specialisti del settore e preparatevi con intelligenza al freddo dei prossimi mesi.

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Agopuntura: funziona in modo diverso dai farmaci

11/11/10

Catherine Bellwald Agopuntura: funziona in modo diverso dai farmaciLa prima cosa che  distingue un farmaco da un trattamento di agopuntura è che usarlo per prevenire una patologia non è così semplice,  anche se le case farmaceutiche ci stanno provando a trovare farmaci preventivi e oggi si stanno buttando sulla fitoterapia di basso livello e su integratori generici con lo scopo di riuscire a vendere al maggior numero possibile di pazienti un prodotto da assumere vita natural durante!

Un farmaco per prevenire una malattia deve dimostrare che il suo NNT è davvero basso e il suo NNH molto alto ovvero ci vuole  un basso numero  di pazienti trattati  per prevenire una patologia e un numero davvero alto di pazienti trattati per ottenere un evento avverso. Qualunque sostanza, naturale o sintetica che sia, se ha degli effetti chimici di rilievo tali da curare  una malattia di solito possiede anche una certa tossicità intrinseca, ovvero non si può usare in modo indiscriminato.

Ecco che usare anche la fitoterapia come medicina preventiva non è azione scevra da pericoli.

L’agopuntura invece è la medicina preventiva per eccellenza; può, oltre che risolvere disturbi fisici e psichici, prevenire numerose patologie senza causare essa stessa una possibile patologia. L’agopuntura lavora su un concetto di equilibrio e di consolidamento di un equilibrio: quando l’equilibrio non c’è, tende a modificare l’assetto alla ricerca dell’equilibrio, quando l’equilibrio è presente lo mantiene e lo consolida.

Nei rari casi in cui l’agopuntura scatena un malessere questo si trovava latente e nascosto pronto a trasformarsi in qualcosa d’altro o spuntar fuori quando meno lo si aspettava. Questo significa che non si tratta di un effetto collaterale dell’agopuntura ma di un malessere in transizione talora neccessario per identificare un problema  e quindi per trattarlo.

Mi sono capitate in 10 anni di lavoro due pazienti che dopo aver eseguito i primi tre trattamenti di agopuntura riferivano un netto miglioramento dei dolori muscolari ma lamentavano la comparsa di un quadro ansioso di grado moderato o severo prima non segnalato.

In questo caso non è giusto dire che l’agopuntura ha scatenato una sindrome ansiosa come effetto collaterale ma piuttosto che l’ha portata alla luce ovvero l’ansia si nascondeva sotto i dolori muscolari, i dolori muscolari erano lo specchietto per le allodole del disturbo ansioso.

Il trattamento di agopuntura può spostare un dolore da un punto all’altro mostrandoci il vero luogo di origine del dolore, e la sua vera natura, talora in modo anche sorprendente.

Un caso recente di dolore infrascapolare presente da 6 mesi e non sensibile ai farmaci antinfiammatori, dopo solo due sedute di agopuntura si è trasformato in una vera e propria nevralgia presumibilmente erpetica interna evidenziando il decorso e i sintomi tipici di questa patologia. Il dolore non era muscolare e per questo non rispondeva ai comuni farmaci ne ai trattamenti massofisioterapici precedentemente eseguiti senza successo.

In questi casi non è certamente facile spiegare ai pazienti cosa sta succedendo ma se si riesce a far capire loro che il portare a galla un problema nascosto è il primo passo verso la sua soluzione, il lavoro è già mezzo riuscito. Per metttere in ordine una stanza in profondità, prima  bisogna pulire i cassetti e gli armadi e i ripostigli creando disordine e sporco e poi continuando si arriverà alla pulizia completa e totale e non solo superficiale.

Nello stesso identico modo  solo continuando il trattamento in modo intensivo, il cambiamento e la risoluzione dei disturbi fisici e psichici verrà conseguito in modo completo e soddisfacente.

Possiamo dire che l’agopuntura, a differenza del farmaco, nei rari casi in cui produce quello che definiamo un transitorio peggioramento, non va sospesa ma continuata aumentando se possibile l’intensità del trattamento ovvero il numero di sedute settimanali, discorso impensabile e totalmente assurdo per un farmaco ovviamente che invece deve essere immediatamente sospeso.

Un’altra sostanziale differenza tra farmaco e agopuntura è che, una volta che il paziente è guarito dalla patologia, il farmaco viene sospeso; l’antibiotico, l’antimicotico, il cortisonico o l’antistaminico non si usano più o quanto meno se ne riduce il dosaggio fino alla sua sospensione.

In agopuntura quando il paziente è guarito è utile non interrompere in modo completo. La totale regressione del sintomo non sempre coincide con la totale scomparsa delle cause che lo hanno generato. L’agopuntura a differenza del farmaco, lavora non solo sul sintomo chiamato  manifestazione ma anche sul disequilibrio presente alla sua origine chiamata radice  del disturbo.

Potrete capire che non sempre l’uno coincide con l’altro ci possono volere anche  anni prima che un disturbo interno  si manifesti in superficie, ecco che il lavoro per essere davvero completo non dovrebbe essere sospeso anche con la completa remissione dei sintomi, soprattutto se  presenti da numerosi anni.

Per  riportare una bilancia in equilibrio è necessario andare avanti finchè i due piatti non si trovano esattamente in equilibrio; sospendere prima anche poco prima consentirà al disequilibrio di manifestarsi nuovamente magari a distanza di tempo.

L’agopuntura non produce dipendenza anzi viene proprio usata per liberarsi da qualunque tipo di dipendenza sia fisica che psichica, dallo shopping compulsivo all’alimentazione eccessiva, dal fumo di sigaretta all’assuefazone a qualunque sostanza chimica. Non va quindi temuta perché punge e fa male; sono ben altre le terapie potenzialmente dannose e ricche di effetti collaterali che spesso non siamo in grado di capire o sentire.

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Legami e rapporti

8/11/10

Catherine Bellwald Legami e rapportiQuale è la differenza tra un legame e un rapporto? Per molti queste due parole sono considerate uguali, ma a parer mio esiste una importante differenza tra un rapporto e un legame.

Avere un rapporto di amicizia,  di coppia, sessuale o di lavoro, significa collaborare insieme alla costruzione  di qualcosa. Non ha importanza se nel rapporto i ruoli sono diversi, se uno dei due è dominante e l’altro più passivo, la cosa importante è che entrambi partecipano alla formazione di qualcosa, ognuno con la propria qualità. Un rapporto presuppone quindi uno scambio da uno all’altro, un passaggio di informazioni, di stimoli, capaci di modificarci, arrichirci in esperienza,  farci crescere  e maturare.

Il fatto che questo sembri una favola e non la realtà mi fa pensare. Le persone sono abituate a subire e rinunciano a questa idea di rapporto  per paura o forse anche per moralismo ideologico. E’ infatti facile pensare a chi sopporta come un santo e a chi cerca di cambiare le cose come un folle. Quando un essere costringe o sfrutta l’altro senza la sua partecipazione e senza la sua volontà si chiama abuso e non rapporto, esistono diverse forme di violenza, non solo quella fisica che costringe fisicamente al rapporto. Esistono forme subdole di costrizione dettate dal così fan tutti, dal senso di colpa come da una qualsivoglia forma di ricatto morale.

Cosa vuol dire questo? Vuol dire che sta a noi creare dei rapporti e non subire degli abusi, quando questo si verifica spetta sempre a noi metterci un freno e cambiare le cose  guardandole in faccia e affrontandole direttamente, a costo di pagarne le conseguenze. Certo se questi abusi si fanno su un bambino o su una persona del tutto incapace di ribellarsi purtroppo può segnare a vita la crescita e lo sviluppo equilibrato di quell’essere ma  grazie a Dio oggi un simile agire può essere denunciato come anticostituzionale.   Il non rapporto ovvero l’abuso non deve e non può essere tollerato in nessuna maniera  si presenti.

Il legame è qualcosa completamente diverso perché nasce  dai sentimenti. Attenzione non dal sentimentalismo ma dal concetto di amore. Si può essere legati a un animale a una nazione a una persona, è come un cordone ombelicale che non dipende da cosa si fa o non si fa, non dipende dalla vicinanza e dalla quantità di tempo che si è passato insieme. E’ come un filo che parte dal nostro cuore e si può allungare a dismisura, ci nutre e ci consola anche senza parole. Solo noi possiamo decidere di tagliarlo, da solo non si logora.

Si è soliti pensare al legame come qualcosa al quale si viene costretti, ma il legame non a niente a che vedere con le manette! e tanto meno con la prigione! Non sono i legami di cui bisogna avere paura e stare alla larga. Sono i rapporti logori e malsani che bisogna evitare  svuotano,  impoveriscono e rendendo chi li vive sterili ed emotivamente cinici.

Può esistere un rapporto senza legame? e vice versa può esistere un legame senza rapporto?

Va da se capire che il rapporto anche se sano  o magari prolungato nel tempo non crea automaticamente un legame. D’altro canto un legame può mantenersi anche senza un rapporto ma da un rapporto deve necessariamente partire.

La presenza di un legame tra due esseri associato  alla insufficienza di un rapporto,  può causare sofferenza e questo è giusto saperlo, perché ne siamo responsabili con la nostra assenza. Quando muore una persona il legame resta ma si può generare una sofferenza, in caso di lontananza fisica tra figli o tra amanti per esempio è la stessa cosa.

E’ giusto dire che se si ha la fortuna di avere un vero legame è sacrosanto alimentarlo, mantenendo e costruendo quanto possibile  un rapporto  solido e continuativo, perché è un dono prezioso che non ha prezzo.

Un rapporto di coppia o  sessuale o di qualsiasi altra natura può interrompersi tra due persone, facendo sopravvivere  un forte legame che non va confuso con il senso del dovere o il senso di colpa e può anche diventare un rapporto di autentica amicizia. Altri individui interrompono  il loro rapporto, troncando e tagliando volontariamente anche il legame quando realmente esistente.

Sta a noi costruire rapporti costruttivi e non subire abusi, cercando le compagnie a noi più adatte per arricchire la nostra esperienza, sta sempre  a noi  riconoscere i veri legami e coltivarli. Questa è la vera ricchezza di un individuo l’unica che abbia un valore.

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