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Tracce di Profumo. Pensiero impossibile – Un collegamento – By Valeria

17/8/10

Catherine Bellwald Tracce di Profumo. Pensiero impossibile   Un collegamento   By ValeriaIo ho un caro amico. A dire il vero non si sono mai fatte lunghe chiacchierate assieme, ci siamo sempre incontrati… da lontano.

Infondo lo conosco poco, non so esattamente dove abita, non so come sia fatta la sua casa, non so nemmeno che stipendio guadagna.

So così poco di lui che nessuno mi crederebbe se io dicessi che è un amico.

Eppure io sento così.

Ci sono persone che conosciamo da tanto tempo, sappiamo di loro tante cose, ma ciò che vediamo è solo lo strato superficiale.

Non le sentiamo e loro non sentono noi anche se magari si sbracciano in saluti affettuosi quando ci incontrano; ma non ci stanno vedendo, non veramente.

Incontriamo persone e stabiliamo rapporti umani a volte anche di tutto rispetto, ma esse sono e resteranno per sempre delle sconosciute.

Questo perché non abbiamo ascoltato il loro cuore, e loro non hanno ascoltato il nostro. Abbiamo riso e scherzato con loro. A volte litigato. Ma l’immagine che ne abbiamo è come quella impressa su una lastra fotografica: a due dimensioni.

Magari non ci piace ammetterlo per timore della solitudine. Ma quella solitudine, anche se non possiamo accettarla, c’è tutta.

Raramente può capitare un incontro straordinario, ma potremmo rimanere indifferenti perché il più delle volte non lo sappiamo ascoltare.

Non sappiamo ne vogliamo guardare in profondità: restare in superficie è più facile, meno doloroso.

Gli addii non costano nulla, gli incontri non temono le inevitabili, successive, separazioni.

Ciascuno rimane chiuso nel proprio guscio, ancorato all’idea che ha elaborato dell’altro. E tutto si consuma lì, sulla superficie.

Gioie e dolori sono solo immagini della fantasia. È sufficiente infatti un piccolo evento, un’emozione nuova, per spostare tutta l’attenzione altrove e chi credevamo amico scompare rapidamente nell’ombra, uscendo inesorabilmente dai nostri pensieri, dal nostro campo di percezione.

Ma con gli amici veri, quelli “del cuore”, il collegamento non s’interrompe mai.

Loro rimangono accanto a noi, anche se non ce lo diciamo, o non lo manifestiamo apertamente.

Loro lo sanno, noi lo sappiamo, e tanto basta.

Voi ci credereste che esistono amicizie di questa natura?


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Tracce di Profumo. Nelle mie mani petali di rosa – By Valeria

28/7/10

Catherine Bellwald Tracce di Profumo. Nelle mie mani petali di rosa   By ValeriaIl profumo si spande nell’aria come un’offerta.

Ne osservo l’intenso colore rosso, la forma morbida e regolare, la superficie vellutata; sembrano piccole onde che si propagano nel palmo della mano.

La vita ha toni accesi, così forti che solo un cuore ardito ne può sostenere la vista.

Quell’ardimento ciascuno di noi lo ha portato in se stesso quando era fanciullo ma il tempo, poi, lo ha trasformato.

Le intemperie, le delusioni, la noia, il rumore di quest’epoca che non accorda una tregua, non concede pause o silenzi, hanno trasformato il desiderio di farsi attraversare dalla vita in paura di esserne toccati, anche solo sfiorati.

Ma nell’ascolto immoto, raccolto, a volte lo si può ritrovare, soltanto lasciando che il silenzio agisca a suo modo.

E nel lasciarlo espandere, può affiorare un ricordo lontano, memoria di tempi remoti, traghettatore di un antico messaggio.

Dal profondo del proprio essere emerge qualcosa; una sorta di relitto che riaffiora portando con se il sapore di epoche austere nelle quali bellezza, forza, tragedia, volontà, tutto era contenuto in pochi gesti, in pochi atti decisi e semplici.

Allora sopraggiunge la certezza che… si, si può fare.

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Tracce di Profumo. E’ come volare nella nebbia – By Valeria

24/5/10

Catherine Bellwald Tracce di Profumo. E come volare nella nebbia   By Valeria

È soltanto acqua, in una delle sue tante forme… È costituita da minuscole goccioline sospese nell’aria.

Gli oggetti sono avvolti in un alone biancastro e la visibilità risulta ridotta, le forme appaiono quasi ammorbidite, il tempo sembra subire una breve sospensione.

Una sensazione di silenzio si diffonde attorno a noi e ci raggiunge anche all’interno.

Quando la nebbia è molto fitta produce un misto di disorientamento, piacere, senso del mistero.

Osservo attraverso un ricordo ma non riesco a vedere nitidamente, i particolari sfumano nelle pieghe del tempo; vorrei sapere, ma non so. Vorrei capire, ma non capisco.

Qualcosa che non avevamo previsto arriva talvolta come una semplice brezza marina e può dissolvere la foschia, mostrare verità dimenticate, far vibrare corde assopite.

Può possedere un potere sorprendente. Le immagini si fanno più nitide, le linee nette.

Alzarsi in volo allora consente di cogliere con lo sguardo ogni cosa, i dettagli rimpiccioliscono ma il mondo si manifesta in tutta la sua ampiezza, e bellezza.

Un ampio respiro ci riempie i polmoni, ampio come tutto ciò che gli occhi riescono a abbracciare, ampio come tutto ciò che il cuore riesce a percepire.

Passato, futuro e ogni distanza sembrano, per un istante, raccogliersi in un unico punto, e una gioia incontenibile ci pervade.

L’aria rarefatta e fredda ha un sapore marziale.

Noi siamo, e soltanto siamo, sospesi nell’aria senza un dubbio, con la sola forza dell’intensità.

Ma poi la brezza cala, la nebbia si sparge ovunque, e di nuovo un timore ci assale. Quando si perde l’orizzonte, tutte le comunicazioni devono essere in chiaro.

Fa che il mio cuore non perda la traccia affinché il ritorno mi conduca all’antica dimora.

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Tracce di Profumo. Sostanza emotiva. By Valeria

3/5/10

Catherine Bellwald Tracce di Profumo. Sostanza emotiva. By ValeriaL’ambra è una resina fossile.

Milioni di anni fa, colando lungo il tronco delle conifere, imprigionava insetti ed altri animali di piccole dimensioni soffocandoli e conservandoli nel tempo pressoché intatti.

Come insetti inclusi nell’ambra, noi viviamo inglobati in una densa, fluida sostanza emotiva. Ci nutriamo di emozioni, ne gioiamo e ne soffriamo, rimanendone costantemente invischiati.

Ne risulta impedito qualsiasi movimento.

La vita attorno a noi è continuo mutamento eppure noi sostiamo in ciò che siamo sempre stati, solamente con qualche ferita e qualche ruga in più.

L’indurimento della resina e la sua trasformazione in ambra è un particolarissimo processo di fossilizzazione che la rende trasparente abbastanza da consentire, spesso, di vedere anche a occhio nudo gli organismi conservati al suo interno.

Anche noi, come insetti intrappolati, fluttuiamo nella nostra sostanza emotiva della quale, trovandoci completamente immersi, non abbiamo percezione.

Non sappiamo modificare nel tempo i nostri gesti meccanici, le nostre reazioni, il linguaggio che adoperiamo, la percezione che abbiamo del mondo.

Qualsiasi trasformazione è inibita.

Se fosse possibile emergere, anche solo per pochi momenti, potremmo renderci conto della terribile sensazione di attrito che questa “materia densa” produce, come un immenso centro attrattore nel quale tutta l’energia vitale si dissolve.

In conseguenza di ciò, ogni azione “alternativa” a quanto rientra nei nostri schemi psichici appare impossibile, irrealizzabile; ogni evoluzione solo una possibilità posticipata a domani.

Non appena si emerge, la vita riprende movimento, vigore.

Passione, intensità, volontà, prendono il sopravvento sulle convinzioni della mente, sulle paure e i sui nostri assoluti.

La nostra esistenza allora si trasforma dall’impossibile al possibile, dal “domani forse accadrà” al “io sono adesso”, “il nuovo è soltanto ora”.

Questo è un piccolo passo per un uomo ma un grande balzo per l’umanità” (Neil Armstrong)


Tracce di Profumo: Ombra e Polvere. By Valeria

7/4/10

Catherine Bellwald Tracce di Profumo: Ombra e Polvere. By ValeriaQuanto tempo calpestato, quanti passi mossi a caso nel mio passato…

Un nuovo anno è giunto, con tutto il suo carico di aspettative, con le sue zavorre e i buoni propositi.

Adesso, per un attimo, cala un silenzio particolare nel quale posso muovermi liberamente, posso raccogliere le idee e fare il punto dei miei luoghi comuni.

Un torrente ha la strada segnata, segue il percorso di minor resistenza.

Scenderà a valle secondo un tracciato che non ha scelto lui, che segue precise leggi, che sarà influenzato da gravità, attrito, ostacoli, permeabilità o meno del terreno, pendenza e da molti altri fattori.

Proseguirà la sua corsa nel medesimo letto per lungo tempo e, nel tempo, scaverà sempre più nel terreno scavando così senza sosta il solco del suo destino.

Forse soltanto un’onda di piena, una spaventosa, imprevedibile onda di piena gli consentirà di rompere qualche argine naturale e il torrente allora potrà scendere libero verso valle, dividersi in mille rivoli, riunirsi, riprendere compatto la sua corsa lungo nuovi sentieri, verso altri avvallamenti ed altre praterie.

Ma quanto dolore in quell’onda di piena che avrà fatto scempio dei luoghi in cui, tranquillo, il torrente è transitato per tanto tempo.

Metafora della vita? Forse si.

Per anni e anni incontriamo persone, luoghi, avvenimenti, ostacoli, novità interessanti o seducenti eppure tutto questo soltanto sporadicamente induce una mutazione interiore.

Le nostre “mappe interiori” rimangono sostanzialmente immutate, i nostri schemi mentali identici, ogni nuova esperienza la useremo sostanzialmente per convalidare la nostra visione soggettiva del mondo, le nostre convinzioni già radicate e le nostre paure.

Soltanto un solco in più. Un altro irrigidimento.

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Tracce di profumo. Bolle di sapone – By Valeria

28/1/10

Catherine Bellwald Tracce di profumo. Bolle di sapone   By ValeriaPasso dopo passo, giorno dopo giorno, profumo di pioggia e di bosco, fragranza della notte, il terreno si inerpica e io salgo; faticosamente, ma salgo.

Mi domando dove vado; dove il destino, silenziosamente, mi sta conducendo.

Mi sento come un cieco che prosegue il suo viaggio nel cuore della notte e non sa perché.

Muove il bastone nel vuoto e si convince solo di quel che il bastone tocca.

Il resto semplicemente non sa che c’è.

Incontro tante persone in cammino, come me…

Ciascuno è chiuso nella propria “bolla di soggettività”, ciascuno convinto del proprio punto di vista, della propria interpretazione, a volte solo temporanea (e passa dunque da una convinzione ad un’altra), altre permanente.

Come bolle di sapone, si scontrano, rimbalzano, a volte scoppiano ma i loro cuori non si toccano mai.

Ci sono solo gradi diversi di convincimenti.

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Tracce di Profumo. Cercando un libro. By Valeria

29/12/09

Catherine Bellwald Tracce di Profumo. Cercando un libro. By Valeria

Ho sognato che stavo cercando un libro.

Un antico libro dalle pagine ingiallite e fragili, profumate di polvere e umidità.

Mi trovavo in una affollata libreria del centro cittadino, bersagliata da una esplosione di colori, improbabili best seller, inutili oggetti regalo, rumore del continuo vociferare e musica diffusa in sottofondo.

La gente collezionava pacchetti natalizi; una affannata raccolta di regali dell’ultimo momento da scartare sotto un albero senza poesia ne calore, senza gioia ne vera intenzione.

Una tradizione ormai privata del potere magico del rituale e trasformata in operazione commerciale.

Quella congestione di oggetti, emozioni, frustrazioni e tanta fretta mi impediva di orientarmi, di capire dove cercare.

Mi rivolsi ad una commessa che, a giudicare dall’espressione, aveva perduto ogni possibilità di contatto con i clienti e perfino con se stessa; agiva come un automa e, su mio suggerimento, digitò sulla tastiera di un computer una parola chiave per individuare la collocazione del libro.

Ma l’esito della ricerca fu piuttosto confuso, uscirono argomenti e titoli correlati, voci simili e testi suggeriti. Lei mi guardò assente e disse: “Provi da quella parte”.

Con un sospiro rassegnato iniziai a girovagare a caso nella libreria sperando più che altro in un colpo di fortuna.

D’improvviso mi trovai di fronte una porta che conduceva ad una sala semideserta e silenziosa.

Entrai.

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Tracce di profumo. Recuperare la vista – by Valeria

22/12/09

Catherine Bellwald Tracce di profumo. Recuperare la vista   by Valeria

La prima volta che sentii qualcuno sostenere che le persone fondamentalmente “dormono” sinceramente mi domandai perché non dovrebbero.

Mi sembrava che “addormentarsi” di continuo potesse costituire un buon anestetico per non soffrire troppo.

La sofferenza è di tutti, anche dei ricchissimi e dei fortunati che comunque dovranno fare i conti con le delusioni, le malattie e infine la morte.

Non trovai allora, di fronte a quelle parole, motivi sufficientemente validi per considerare utile aprire gli occhi più che tanto e guardarsi attorno con maggiore attenzione.

Mi venne in mente, invece, un film visto molti anni fa: un bambino cieco avrebbe potuto recuperare la vista se sottoposto ad un delicato e costoso intervento chirurgico; la famiglia non disponeva del denaro necessario ma in qualche modo riuscì a racimolare l’intera somma, l’intervento fu eseguito e riuscì perfettamente.

Il chirurgo raccomandò poi il ragazzo di non fissare a lungo il sole perché l’intensità luminosa avrebbe reso vana l’operazione rendendolo nuovamente cieco.

Ma in pochi giorni quel bambino vide molte cose brutte attorno a se che la sua cecità gli aveva risparmiato.

E così decise di fissare il sole abbastanza a lungo da perdere la vista nuovamente e irrimediabilmente.

Trovo che la metafora sia molto aderente a quel che facciamo tutti (o quasi) ogni giorno.

In fondo (ritenevo allora) sapere, avere una visione più nitida degli eventi della vita, aggiunge dolore al dolore.

Devo dire che nel tempo mi sono profondamente ricreduta.

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Tracce di profumo: Notturno. By Valeria

7/12/09

Catherine Bellwald Tracce di profumo: Notturno. By ValeriaE’ un punto, un piccolo punto che si espande più velocemente di quanto io non riesca a razionalizzare.

È un istante, un magico istante durante il quale tutto si trasforma: l’emotivo vuole la sua parte in questa storia e in un attimo io mi trovo a camminare per strada rapita da un sogno.

Cerco di riportare l’attenzione al rumore dei miei passi sul selciato. Non basta, allora ascolto il respiro, lo porto in basso, mi guardo le mani…

Io sono qui accidenti; qui, non lì. Ma è difficile.

L’emotivo si annoia e vuole giocare. Ma lo so per esperienza che poi tutto scappa dalle mani troppo in fretta; la pretesa di governare un’emozione liberata sembra perfino assurda.

Torno con la mente al presente, al qui e ora.

È solo un sogno, mi dico, non correrci dietro, non ha alcun senso.

Ma il mio cuore è gonfio e ha voglia di ridere.

Com’è che alla fine tutto si riduce sempre e soltanto a un dovere?

Guadagnare uno stipendio, interagire con tanta gente ingrigita e spenta, e poi fare le solite cose; tutti i giorni uguali a se stesse.

Ma perché non concedersi un attimo di riposo? Una piccola vacanza simbolica? Perché non regalarsi un sogno ad occhi aperti mentre lo sguardo si posa su un nulla qualsiasi oltre i vetri della finestra e la pioggia scende copiosa?

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Tracce di profumo: l’ultimo treno. By Valeria

30/11/09

Ultimo TrenoLa mia immagine è riflessa nell’acqua… Io chi sono?

Per molto tempo mi sono specchiata in occhi estranei cercando di scorgervi frammenti della mia anima.

Ma vi trovavo soltanto turbolenze della mente; oggi in un modo, domani in un altro.

Un cammino tortuoso e incomprensibile, una intricata foresta di opinioni, giudizi, preconcetti, convenienze…

E dunque, io chi sono? Tutto brulica di vita, ma io questa vita non la capisco.

Le urla di bambini durante il gioco… bimbi che ad occhi adulti sembrano tanto innocenti… Ma in molti di loro già dimorano i semi della crudeltà.

Provo ad immaginare il pianeta Terra visto da lontano; un puntolino blu nell’universo che ruota nel silenzio degli spazi siderali.

Da quell’immensità silenziosa è impossibile capire questo brulicare scomposto che ogni giorno si compie sotto il sole.

Io questo gioco crudele davvero non lo comprendo… Un giorno ho incontrato occhi nei quali non riuscivo a specchiarmi.

Speravo di trovare lì delle risposte e invece quegli occhi non davano ne segni di incoraggiamento e nemmeno di celato rimprovero.

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Tracce di Profumo: l’angolo di Valeria

23/11/09

Catherine Bellwald Tracce di Profumo: langolo di ValeriaAppassionata di montagna, chimica esperta, praticante di Yoga da diversi anni, Valeria ha anche il piacere di scrivere. Collabora con altri Blog e ho pensato di ospitare anche qui i suoi articoli, in una rubrica dedicata.

La trovate nel menu, in alto a destra, prima del link al sito di Artemisia.

I suoi articoli passeranno come gli altri in home page, ma verranno raccolti nella pagina a lei dedicata, che si chiama, appunto, “TRACCE DI PROFUMO”.

Il perchè del titolo, sia del primo articolo che della rubrica, lo spiega lei, qui di seguito. Vi lascio quindi alla lettura.

Grazie mille Valeria e in bocca al lupo.

Cathe

TRACCE DI PROFUMO

A volte accade che stiamo convogliando gran parte delle nostre energie nel rincorrere qualcosa che riteniamo vitale per noi.

Poi un giorno, per pura fatalità, può capitare l’occasione di impegnarci in qualcos’altro di totalmente diverso e del tutto inatteso.

Potremmo allora scoprire che a questa attività ci dedichiamo con sorprendente quanto insospettabile piacere.

La scrittura riveste un fascino particolare ma ciò che fin dal tempo in cui ero molto giovane ho sempre trovato estremamente seducente è l’idea delle combinazioni e della casualità.

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Direttore d’orchestra – by Valeria

25/9/09

Catherine Bellwald Direttore dorchestra   by Valeria

In un soleggiato pomeriggio di molti anni fa entrai in casa di mia nonna. Tornavo dal giardino sudata e felice dopo aver giocato per diverse ore.

Allora avvertivo ogni parte del mio corpo non come mondi scollegati fra loro bensì come un tutt’uno saldo e forte, uno strumento dove ciascun componente trova il suo specifico compito, non meno importante di qualsiasi altro …

A quel tempo ero assai piccola e ritenevo che le varie parti che compongono il corpo umano decidessero autonomamente quale movimento compiere e quando; in armonia con tutto l’organismo.

La mia nonna mi spiegò che no, non era in questo modo che funzionavo; mi disse che era sempre il cervello a “decidere”, cioè ad inviare l’impulso a un braccio o a una gamba, ad un organo interno o a un muscolo.

Provai in quel momento una sorta di profonda, dolorosa e probabilmente ingiustificata, delusione.

Lei parve intuire il mio disappunto e per dimostrarmi la veridicità della sua affermazione mi spiegò che senza una gamba o senza un braccio è possibile sopravvivere, senza il cervello che direziona pensiero e movimento no.

Per la prima volta guardai le mie mani come se non mi appartenessero più. Osservai piedi e gambe con la sensazione che mi fosse stata tolta una possibilità.

E mi sembrò che alla mente venisse improvvisamente attribuita una responsabilità troppo grande.

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Equilibrio instabile – by Valeria

3/9/09


Catherine Bellwald Equilibrio instabile   by ValeriaAvete mai cercato di mettere in equilibrio una biglia di vetro sulla sommità di un rilievo? Magari anche ci riuscite!

Dai fisici questa condizione viene definita “posizione di equilibrio instabile” perché è sufficiente che una minima perturbazione agisca sulla pallina affinché questa rotoli giù lungo il crinale…

Quando però la biglia raggiunge il fondo dell’avvallamento, verrà a trovarsi in una “posizione di equilibrio stabile”; infatti, se una perturbazione la sposterà dalla posizione raggiunta, essa tenderà a tornare spontaneamente nella posizione iniziale (a meno che, naturalmente, la perturbazione non abbia energia sufficiente da far superare alla pallina il dislivello tra il fondo dell’avvallamento e l’apice del rilievo).

Questo fenomeno, nella sua semplicità, mi colpì moltissimo quando a suo tempo lo studiai.

Mi domandavo se qualcosa di simile accada anche nella nostra mente.

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Fuggire… ma da cosa? By Valeria

27/8/09


Catherine Bellwald Fuggire... ma da cosa? By ValeriaCi sono momenti della propria vita durante i quali si vorrebbe abbandonare tutto; prendere con se giusto l’indispensabile, dire a tutti “me ne vado”, sbattere la porta rumorosamente per ricominciare da un’altra parte.

Ci si porta appresso, però, il bagaglio più pesante, quello più oneroso, quello che costituisce l’ostacolo più grande; lo si sente pesare sulle spalle e lo si deve sorreggere qualunque sia il luogo di destinazione: se stessi.

Si tratta quindi di trovare non tanto un posto dove andare bensì un percorso alternativo a ciò che ci impongono le nostre idee di giusto/sbagliato, bianco/nero, si/no, posso/non posso.

I processi alternativi sono lì davanti ai nostri occhi eppure la vita è per noi esclusivamente quel che sappiamo percepire. Nient’altro.

Una possibilità alternativa al nostro agire ordinario c’è nostro malgrado, anche se noi non riusciamo a coglierla, ad espanderla, a comprenderne il potenziale, a svilupparla.

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Il profumo della notte

19/8/09

Catherine Bellwald Il profumo della notteNel piccolo paese in cui mi trovo, sperduto fra le valli del Cadore, la notte è profumata.
Forse perché quando il sole è tramontato il paese vive ancora.

Non mi riferisco ai pochi che prendono l’automobile e vanno a trascorrere la serata in qualche locale bensì proprio al paese nel suo insieme: le persone dopo cena escono nuovamente dalle loro case, passeggiano, si incontrano, scambiano qualche parola e poi, salutandosi, si augurano la buona notte.

Insomma dopo la cena non è ancora giunto il momento di dire addio al giorno che volge al termine, di dimenticarlo poco dopo il pasto serale cadendo addormentati davanti alla tv.
La sera è invece un’altra occasione della giornata, un altro momento necessario. Ha una sua ragione d’essere. 
Anche chi è rimasto in casa, la mattina successiva lo si può sentir dire: “hai visto ieri sera che bellissimo cielo stellato?”, oppure “hai visto che luna stupenda sopra i monti?”.

Ecco, il paese quando ormai è calato il buio, continua a vivere e forse per questa ragione, quando scende la notte, quasi mai vengo sopraffatta dalla nostalgia ma, anzi, avverto quel momento come il più intenso e magico dell’intera giornata.

Le persone più rabbiose, rancorose, percepiscono a quell’ora un particolare bisogno di calore, un bisogno di raccoglimento che unisce anche gli animi più ostili.
Per qualche ora dunque cedono le armi, rinviano i loro problemi al giorno successivo e regna la particolare tranquillità del tempo della tregua.

Molti infatti anziché addormentarsi frettolosamente portando nell’inconscio le nevrosi della giornata, all’imbrunire e poi col buio (particolarmente intenso e silenzioso) rivisitano i loro conflitti con un atteggiamento che definirei indulgente e che persuade a cercare un contatto col prossimo e a godere per un po’ di una lieta quiete.

Forse è questo il motivo per il quale, quando mi addormento tra queste valli, sento il buio della notte avvolgermi come un magico dono. 


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La differenza non sta nei fatti bensì nelle persone.

27/7/09

Ospito volentieri questo articolo di Valeria che ringrazio.

Catherine Bellwald La differenza non sta nei fatti bensì nelle persone.

Ho ricevuto da alcuni giorni un sms di una cara amica.

Mi comunica una notizia agghiacciante che io ricevo come un pugno in piena faccia. Dolore e sbigottimento sono parole che possono dare solo un’idea molto vaga di quella che è stata la mia prima reazione.

Trascorrono le ore e mi domando: ma perché?

Capisco poco la violenza in generale, cosa la muove, quale molla scatta quando un individuo ne aggredisce un altro.

Ma meno ancora riesco a comprendere la violenza su una donna da parte di un uomo che ha dichiarato di amarla, che l’ha avvolta, abbracciata. Tanto innamorato da non poter tollerare un abbandono e che, per questa ragione, si sente legittimato ad aggredire, perfino uccidere.

Questo patetico pretesto sull’amore che travolge al punto da portare a compiere azioni incontrollate rischia di giustificare tutto; si incorre nel pericolo di legittimare moralmente qualsiasi azione violenta ed estrema di chi adduca scuse sfrontate a giustificazione dell’incapacità di gestire il proprio orgoglio ferito e l’odio che da questo scaturisce.

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