Giulio Picozzi

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Quello che siamo: by Giulio Picozzi

Catherine Bellwald Quello che siamo: by Giulio PicozziCosa determina la formazione della nostra persona? Un vecchio saggio cinese direbbe “le energie del cielo, della terra e dell’uomo”.

Ad uno sguardo superficiale questa potrebbe sembrare  la solita frasetta fumosa all’orientale, ma pensiamoci bene: quali  sono i  fattori e l’insieme delle circonstanze che ci hanno fatto  diventare quello che  siamo? Perché un nostro clone non sarà mai esattamente come noi siamo?

Sto scrivendo questo testo sorvolando un continente lontano a 12.000 metri di altezza dal suolo, ascolto musica classica composta nel ’800 con la mia cuffia con riduzione del rumore,  posso perfino collegarmi ad Internet e mettermi in linea con milioni di persone che avrebbero la possibilità leggermi. Se fossi nato solo nel 1860, invece che nel 1960, tutto questo non sarebbe  stato possibile.

All’inizio del ’900 avrei potuto viaggiare con macchine che toccavano a malapena  i 30 all’ora o andare in bicicletta su strade che sarebbero state  sterrate, e in una giornata, forse, sarei andato e  tornato, da  Saronno dove vivo ora, a Milano. Avrei scritto a mano queste  riflessioni, per farle leggere  a poche persone. Non avendo a disposizione fotocopiatrici o computer avrei dovuto passarle di mano in mano o ricopiarle in più copie. Forse qualche conoscente o amico (sempre che avessi avuto conoscenti o amici non analfabeti) avrebbe potuto leggermi.

Non vi è alcun dubbio; il tempo in cui viviamo determina quello che facciamo e chi siamo. Il tempo che potremmo considerare come le energie del cielo. E se vogliamo essere più raffinati l’ora, il giorno, e non solo l’anno della nostra nascita contano. Nella scienza astrologica è noto che anche pochi minuti  di differenza tra una nascita e l’altra, possono generare differenze molto significative nella costruzione del proprio Ba zi.

Per la medicina cinese l’istante corrisponde anche a quello che noi definiamo il nostro patrimonio genetico e che altro non è che una combinazione precisa di basi puriniche e piramidiniche avvenuta in un preciso momento.

Ma anche il  luogo in  cui  siamo nati e in cui viviamo è altrettanto importante. Lo spazio in  cui ci muoviamo, nutriamo e  cresciamo determina in  maniera fondamentale le caratteristiche  e  possibilità della nostra persona.  Sono le energie della terra. La stesso individuo, cresciuto a Roma  piuttosto che  a New York svilupperebbe delle  caratteristiche diverse a seconda dell’ambiente in cui viene  a trovarsi.

Se Leonardo da Vinci invece di nascere in Italia  fosse  nato in Sud America o tra  gli eschimesi non avrebbe certamente realizzato  le opere che conosciamo e forse  il  suo genio  si  sarebbe espresso solo  parzialmente.  Il  luogo  in  cui  viviamo  influenza  in  modo determinante la  persona  che  siamo  e  le nostre azioni. L’uomo è in stretta relazione con lo spazio in cui è immerso, non solo in senso climatico, la natura di un luogo è l’insieme delle sue caratteristiche.

Il feng shui studia  le regole e principi della armonia applicati all’ambiente domestico e non solo, per esempio anche i vestiti che indossiamo. Essi infatti, vengono intesi come  luogo in cui ci troviamo e anche loro possono influenzarci. Ecco perchè viene data  attenzione anche a questo particolare e ne viene ricercata l’armonia oltre che il significato.

Infine l’ambiente non è solo un luogo ma  anche  l’insieme delle persone che ci hanno formato, quelle con cui siamo vissuti e quelle  che  ci hanno inspirato. Il clima non è solamente quello solare, espressione di una latitudine e longitudine, è l’insieme delle influenze psicologiche, emozionali che riceviamo. In  questo caso il concetto di persona  va oltre la persona fisica.

Una persona può influenzare  milioni di altre  anche attraverso i suoi scritti, la sua musica o i suoi dipinti. Pensiamo l’influenza che possono avere avuto uomini quali Gesù, Buddha, Marx, Einstein, Beethoven o Michelangelo. Milioni di persone sono state plasmate da personaggi influenti non necessariamente conosciuti personalmente.  Più direttamente ognuno di noi  ha vissuto con  genitori, parenti, educatori, amici, nemici, maestri, partner  persone che, chi più chi meno hanno giocato  un ruolo preciso sulla sviluppo della nostra personalità.

Ecco  perché nessuno di noi è clonabile, la genetica non gioca che una piccola parte del nostro essere. Le nostre qualità genetiche  possono restare  totalmente nascoste e rimanere inespresse per una intera vita oppure venire scientificamente e appassionatamente coltivate per svilupparsi al meglio. Le possibilità dell’individuo  con il passare degli anni si possono mischiare e fondere ed essere esaltate oppure limitate dalle energie del cielo, della terra e dell’uomo.

L’ antica  saggezza è sempre attuale.

Per tutti questi motivi al di là di ogni credo religioso tutti gli esseri rimangono unici, irripetibili e quindi sacri.

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L’agopuntura come funziona? By Giulio Picozzi

Catherine Bellwald Lagopuntura come funziona? By Giulio Picozzi

Dall’età della pietra,  il dolore fisico  ha accompagnato l’esistenza dell’uomo:  incidenti di caccia, traumi e ferite o semplicemente  i lavori pesanti o l’esposizione alle intemperie  hanno da sempre provocato nell’uomo dolori muscolo-scheletrici.

La medicina cinese ha sviluppato fin dai suoi albori l’agopuntura come mezzo principale di trattamento della sintomatologia dolorosa. Si pensa che già tremila anni prima di Cristo venissero praticati trattamenti di agopuntura con aghi ricavati da ossa di animali.

Ogni popolazione di qualsiasi continente ha da sempre cercato di lenire il dolore, vuoi con dei trattamenti manuali oppure con delle pozioni a base di erbe o più recentemente con i farmaci.

L’unica cultura al mondo ad avere sviluppato un trattamento del dolore con gli aghi è stata  quella  cinese.

Dalla Cina l’agopuntura è  stata esportata in tutto l’oriente; si sono sviluppate  scuole e tradizioni in Giappone, Corea, Vietnam ed ognuna di queste scuole ha le sue caratteristiche e peculiarità. Nell’ultimo secolo l’agopuntura è stata via via praticata in  ogni continente  dall’America meridionale all’Oceania dall’Europa  all’America del nord all’Africa.

Senza ombra di dubbio possiamo affermare che al giorno d’oggi l’agopuntura è il trattamento antidolorifico più usato ogni giorno al mondo.

Anche se molti agopuntori usano preferenzialmente i punti locali del dolore come agopunti, l’agopuntura non nasce come  un trattamento locale, anzi i trattamenti a distanza distinguono il praticante che conosce approfonditamente  le relazioni fra  i canali energetici da quello che punge in maniera semplice e grossolana.

Non c’è alcun bisogno di studiare e arricchire le scuole di agopuntura  per quattro lunghi anni per poi limitarsi a trattare punti locali dolorosi  o adiacenti o per trattare semplicemente i canali direttamente coinvolti.

Se l’agopuntura si limitasse ad essere un trattamento della zona dolente o del canale interessato perderebbe moltissimo in efficacia e fascino.

Purtroppo ancora oggi molti sedicenti agopuntori utilizzano semplicemente questa metodica… fa male lì e lì ti metto un ago.  In questo modo si trattano solo quelli che la medicina moderna chiama  “trigger points” o punti grilletto.

Questi punti spesso coincidono con quelli dell’agopuntura e una volta stimolati possono dare un parziale sollievo  alla  sintomatologia dolorosa.

In realtà i “trigger points” più modernamente detti PAM (punti algici miofasciali ) vengono trattati  meglio da tecniche manuali, in particolar modo dalla miofibrolisi; questa tecnica sfrutta diversi strumenti metallici a punta per distruggere ed eliminare definitivamente questi punti che sono da considerare come delle zone di tessuto più compatte, come dei nodi, presenti nella compagine di diversi tessuti: muscolare, tendineo e legamentoso.

Dopo oltre vent’anni di lavoro e di insegnamento dell’agopuntura classica oggi  agli agopuntori insegno  tecniche di agopuntura antiche  che consentano di essere estremamente efficaci sul dolore, oltre che la tecnica della miofibrolisi che ho personalmente messo a punto partendo da diverse tecniche manuali antiche e codificato con l’aiuto del fisioterapista Virginio Mariani.

Con l’agopuntura è possibile agire efficacemente sul dolore, togliendo l’infiammazione e con la miofibrolisi è possibile rimuovere  i trigger point o PAM che costituiscono in un certo senso anche una memoria del dolore.

L’agopuntura permette all’agopuntore evoluto e consapevole di neutralizzare il dolore agendo su zone lontane da esso, solo apparentemente non collegate con la zona afflitta.

Ma come funziona allora l’agopuntura se l’ago è così lontano dal dolore vi chiederete voi?

Il dolore si riduce  a distanza attraverso tre meccanismi d’azione:

Inibizione della trasmissione del dolore tramite il sistema nervoso periferico

Aumento del flusso vascolare  nella zona colpita

Inibizione diretta del dolore tramite il rilascio di endorfine dal sistema nervoso centrale.

Quello che molti pazienti non sanno (e purtroppo anche molti agopuntori) è che l’agopuntura sul dolore dà  risultati immediati! Ovvero funziona ….da subito.!

Il  tempo di inserire l’ago e qualche secondo dopo il dolore si è modificato per intensità o localizzazione.

Non esiste terapia altrettanto veloce ! L’agopuntura è molto più veloce di qualsiasi farmaco; se eseguita correttamente è praticamente immediata.

Li gan jian yin dicono i cinesi “ pianta un palo e vedi l’ombra”!

Pungere è come andare a caccia! Quando si colpisce il bersaglio al centro… “bang!” il dolore sparisce, lo si colpisce di lato e il dolore migliora o si sposta. Allora bisogna riparare, quindi… mettere  altri aghi possibilmente fino a quando non abbiamo “ucciso il dolore”.

E’ per  questo che anticamente  si riteneva più bravo chi riusciva ad avere il risultato con meno aghi

Un ago = un colpo = dolore KO= grande maestro!

Questo è  anche  uno dei  motivi per cui  grandi maestri  si diventa con  esperienza  cioè  tanta, tantissima pratica.

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Evviva gli spaghetti allo scoglio! – by Giulio Picozzi

Catherine Bellwald Evviva gli spaghetti allo scoglio!   by Giulio PicozziLo scoglio,  non  quello degli spaghetti ma  quello della  vita,  lo troviamo tutti  e  lo troviamo in  ogni cosa facciamo.

Lo scoglio  fa  la differenza

Se non ci fosse  lo scoglio saremmo tutti uguali

Se non ci fosse lo scoglio sarebbe tutto uguale.

Lo scoglio è quello in cui ci imbattiamo una volta finito l’entusiamo iniziale per un nuovo interesse, per una nuova attività, per una nuova relazione, per un nuovo lavoro, per una nuova tecnica, per una nuova modalità terapeutica.

Lo scoglio è quello che fa  la selezione tra chi molla, chi si accontenta, e chi emerge.

Mollare è necessario e indispensabile; prima di tutto bisogna mollare  tutto quello che  ci distrae, quello che non ci appartiene, quello che ci fa essere ciò che non siamo, quello che ci porta in  un vicolo a fondo cieco!

Come si fa  a capire quello da mollare ?  E’ facile; qualsiasi cosa ci assorbe, ci impegna e non ci porta da nessuna parte, nonostante i nostri sforzi più genuini è da mollare. C’è poi chi molla  per  professione alla  prima difficoltà e continua a farlo collezionando una serie di inizi e mai una fine.

Accontentarsi è come mollare…Si accampano delle scuse per non cambiare e per accettare una situazione che non ci soddisfa. Spesso ci accontentiamo di riuscire a metà perché non abbiamo il coraggio di osare  di  più, di chiedere di più a noi stessi, perché non lottare è  più comodo. Non lottare fino in fondo ci fornisce sempre un alibi. Continua a leggere

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Progetto 2020…diventare il numero uno in…by Giulio Picozzi

Catherine Bellwald Progetto 2020...diventare il numero uno in...by Giulio PicozziCome ogni  anno, alla fine di ogni  anno,   per  quanto  duro, difficile,   bello e  affascinante sia stato,  facciamo dei  buoni propositi per l’anno che  deve  venire. 

Buoni propositi che si infrangono alle  prime difficoltà, proprio come quelli dei bimbi.

Diversi studi  e sondaggi ben informati ci dicono infatti,  che solo il 12%  di noi riesce  a mantenere i propositi appena  fatti e  che  per  S. Valentino l’80% ha  già mollato tutto.

Basta con  questo tipo di propositi piccoli e impossibili. Pensiamo in grande,  facciamo  propositi per il prossimo decennio, per  il 2020! 

Facciamo propositi per  diventare dei grandi  maestri in  quello che  più  ci  piace. Poniamoci obbiettivi importanti e di ampio respiro.

Ma cosa  ci  vuole  per  diventare dei “grandi”? Servono semplicemente  tre  cose : una passione indomabile, una pratica volontaria giornaliera  e almeno dieci anni o  dieci mila ore dedicate a migliorarci. Continua a leggere

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Punta su te tesso by Giulio Picozzi

Catherine Bellwald Punta su te tesso by Giulio Picozzi Pensaci, quale è la tua risorsa più preziosa? Cosa è veramente a prova di recessione?

Se pensi che sia la tua macchina o la tua casa o le tue azioni o i tuoi titoli, sbagli!

 La tua risorsa più valida sei tu stesso. Ciò che tu sei, la tua  salute  e il tuo benessere e quello che tu sai, le tue abilità e conoscenze,  sono le tue risorse e non hanno letteralmente prezzo.

Il loro valore  non può essere misurato in euro e centesimi, ma può essere misurato dal benessere e dal successo nella tua vita. Il tuo star  bene, la  tua  capacità  di “funzionare al massimo” e il tuo sapere  rendono  te stesso  una risorsa (o un peso per gli altri quando manca) unica e irripetibile.

 Quando ti trovi in tempi turbolenti e la situazione economica è cosi’ incerta, cosa rimane a cui affidarsi se non te stesso?

Considera le altre tue opzioni: i prezzi delle proprietà sono instabili, il mercato azionario si presenta come un lungo tunnel cupo senza luce al suo termine, anche il metodo provato  e testato di risparmiare come formichine  può dare  perdite quando i tassi di interesse sono più bassi che il tasso di inflazione!

Da quanto ho osservato, quando si verifica una recessione, una delle principali ragioni per cui molti rimangono in trappola e finiscono con l’impantanarsi o peggio,  è che si fermano ovvero recedono per l’appunto,  invece  di continuare ad andare avanti, il fatto è  che rimangono troppo presi nelle difficoltà giornaliere e hanno delle priorità sbagliate. In altre parole, non sono riusciti a cogliere e sfruttare l’essenziale.

Molti si concentrano  su cose poco importanti nella vita, tendono infatti a focalizzarsi su cose poco significative che portano benefici nel breve periodo o felicità di breve durata senza porre attenzione alle cose fondamentali che faranno  veramente la differenza nelle loro vite. Continua a leggere

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