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Medicina cinese: come svegliarsi bene al mattino

1/11/10

Catherine Bellwald Medicina cinese: come svegliarsi bene al mattino

Sono le 07.00 del mattino, suona la sveglia e noi a fatica la sentiamo, poi mentre la ascoltiamo, la troviamo semplicemente insopportabile e saremmo disposti a fare un patto col diavolo per spegnerla all’istante e restare a letto ancora un po’ al caldo.

Dopo diverse lotte tra “ma dai ancora un minuto” e improperi di ogni genere, decidiamo finalmente oltre che a malincuore di alzarci.

Scendendo dal letto il  nostro corpo sembra non voler rispondere, rigido come un sasso e dolorante ci sentiamo come se avessimo 80 anni. La nostra mente è torbida e rallentata come immersa in una nuvola. Sentiamo la bocca e la lingua impastate e lo stomaco vuoto  chiamare soccorso. Per finire un bel senso di nausea che solo l’idea di mangiare o di sentire l’odore del cibo cucinato ci darebbe il voltastomaco.

Ecco che siamo contenti di bere solo un caffè così pensiamo erroneamente di non appesantirci con zuccheri e calorie, infine se siamo di quelli fortunati ci scarichiamo a casa subito dopo,  se invece apparteniamo alla classe di quelli un pò più sfortunati ci verrà lo stimolo magari in ufficio o comunque fuori casa.

Sono molte le persone  si svegliano in questo modo sistematicamente ogni mattino e pensano che sia una cosa normale.

Ebbene… non lo è! Sappiate che svegliarsi così è un segno, ovvero un sistema del nostro corpo per farci capire che qualcosa non va e va aggiustata o, meglio, “andrebbe” aggiustata!

Svegliarsi con l’oro in bocca si diceva una volta! ma  questo è svegliarsi con il piombo addosso e pure fuso!

Il più delle volte è sufficiente modificare la dieta e lo stile di vita per cambiare la qualità del sonno e soprattutto quella del risveglio.

Se vi svegliate in questo modo nella maggioranza dei casi avete mangiato troppo e vi siete alimentati in modo scorretto oppure c’è qualcosa d’altro che non riuscite a digerire!… che so il capufficio…il marito…la suocera…il vicino di casa arrogante?

Alla sera il corpo smaltisce con maggior fatica i cibi pesanti e quelli per lui indigesti. Può essere anche solo l’orario sbagliato, siamo infatti ormai abituati a prolungare le nostre giornate lavorative e posticipare sempre più l’orario della cena. Una volta al calare della sera in mancanza di elettricità molte attività si interrompevano, oggi il lavoro, le riunioni sembrano non finire mai. Cenare alle 20 è per molti un miraggio.

Molte persone inoltre saltano il pranzo proprio per il lavoro e alla sera arrivano affamati e in franca crisi ipoglicemica, ovvero con un picco di glucagone e  talora anche di cortisolo. Quando ci si trova quindi di fronte alla cena o al bar, allez… si butta giù di tutto senza stare a pensarci su tanto, il corpo è così stressato biochimicamente  che riesce ad ingurgitare qualsiasi schifezza senza batter ciglio.

A casa è la stessa cosa prima di sedersi a tavola, abbiamo già la bocca piena di formaggio acchiappato dal frigo, salsine sui crakers, grissini, e….chi più ne ha più ne metta!

Anche il vino alla sera cambia radicalmente il modo di svegliarsi alla mattina, sembra di rilassarsi di più con un bicchiere o due di vino ma non è sempre così! Per i giovani adolescenti un appello, state attenti a quello che bevete nei drink negli happy hour o nelle discoteche non solo può rendervi meno lucidi sulla strada e al risveglio come dicevamo ma può rallentare la vostra attività cerebrale e capacità di studiare.

Avete mai provato a mangiare alle ore 20 solo verdure cotte e bere solo della buona acqua o una tisana se fa tanto freddo? E  svegliarvi con una gran fame che vi butta giù dal letto?

Andare di corsa al bagno e dopo aver liberato la vescica urinaria e l’ampolla rettale, apprestarvi con gusto per fare una robusta colazione! farvi un bella doccia e mentre siete sotto l’acqua sentire e guardare  il vostro corpo sorprendendovi perché nonostante l’età vi sentite e sembrate ancora dei ragazzini? No, eh? E’ l’ora di provare a farlo!

Si chiama “dinner cancelling” è la dieta attualmente lanciata in Germania da Dieter Grabbe, personal coach e nutrizionista. Questa dieta prevede per due settimane, salvo indicazioni personali, la totale abolizione della cena sostituita solo da liquidi; si consiglia l’uso di tisane  e di bere due litri di acqua al giorno. La teoria di questa dieta  è quella di agire sull’organismo con effetto anti aging, azione mediata dalla stimolazione dell’epifisi e dall’aumento della secrezione di somatotropina e di melatonina.

Non dico di arrivare ad abolire la cena anche se non credo affatto possa nuocere alla salute, ma sicuramente richiede una notevole forza di volontà. E’ sufficiente  alleggerire e semplificare il più possibile l’ultimo pasto, magari con una merenda nel pomeriggio. Ricordate che secondo l’orologio cinese che segue la posizione del sole nel cielo, la sera inizia dopo le 15 e la notte dopo le 21.

Il giorno è fatto per lavorare e agire e la notte per riposare e meditare questo dovrebbe valere anche per il nostro organismo. Il vecchio  detto  cinese dice:” mangiate alla mattina come un principe, a pranzo come un mercante e alla sera come un povero”

Non è necessario farlo sempre, è sufficiente farlo durante la maggior parte delle sere dei giorni feriali e soprattutto quando siamo stanchi e indeboliti. Avete mai osservato che gli animali istintivamente si comportano così?  Questa abitudine  alimentare consentirà di mantenervi in buona salute risparmiando i soldi di dottori e medicine!

Inoltre anche se da ora in poi  l’ora solare ci ha fatto guadagnare un’ora di luce al mattino, il risveglio sarà comunque più difficile proprio perché per i più mattinieri sembrerà di svegliarsi in piena notte; teniamo duro, non facciamoci intimorire e conserviamo il sole dentro di noi anche aiutandoci con una dieta corretta .

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A Halloween usate la zucca!

29/10/10

Catherine Bellwald A Halloween usate la zucca!La festa pagana di Halloween certamente appare a noi europei e italiani come qualcosa di importato a scopo puramente commerciale e ovviamente lo è.

Ma non dimentichiamo che questa festa ha origini antichissime e non a caso Europee e sopratutto pre-cristiane.

Si dice che si festeggiava la sconfitta del sole da parte delle tenebre, anche se personalmente non la ritengo una sconfitta. Il sole si ritira, si allontana ma resta una cosa certa sulla quale possiamo contare tutti indiscriminatamente.

La sua potenza non svanisce ne abbiamo la conferma quando il cielo si schiarisce completamente e il sole ci illumina con forza cambiando radicalmente la visione delle cose.

Pertanto al 31 ottobre il giorno è davvero sempre più corto e il buio si prepara per la sua massima espressione da qui a due mesi con l’arrivo del solstizio di inverno.

Corrisponde anche alla festa delle messi o del raccolto e al ricovero del bestiame  in preparazione dell’inverno ormai alle porte, per il calendario cinese il primo giorno di inverno è Li Dong e coincide con il 7 novembre e come potete vedere e percepire anche con un minimo di capacità di ascolto… ci siamo! Non è più tempo di mezze maniche, finestre aperte e piatti freddi. L’autunno, come dicevo, vede la sua massima espressione con il 23 Settembre ma da lì in poi inizia il suo declino per lasciare il posto all’inverno.

La leggenda, di probabile origine Celtica, narra che in questa particolare data fosse più facile comunicare con i defunti come se vi fosse una avvicinamento delle due dimensioni. E’  piuttosto interessante vedere che molte persone proprio in questi giorni ricordano i loro cari estinti, sarà una forma pensiero collettiva o  altro non ci è dato di saperlo.

Resta il fatto che il 31 ottobre ha lasciato  una folkloristica abitudine molto sentita negli USA , mentre dai noi europei le feste religiose l’avevano totalmente trasformata e solo da qualche anno  il fenomeno  di Hallowen è arrivato sino a noi, per motivi indiscutibilmente di mercato.  Non dimentichiamo però il suo significato storico e culturale e i cristiani praticanti non si sentano  offesi o ridicolizzati dal clamore e dal gioco di questa festa e preghino i loro santi e morti sapendo che nulla viene tolto al rispetto del loro sentire religioso e ai loro cari estinti.

La zucca che è simbolo di questa festa pagana è frequentemente usata non solo a scopo decorativo e suggestivo ma anche culinario: ne approfitto per dire qualcosa in favore di questo vegetale da molti un po’ snobbato perché non facilissimo da preparare proprio per la sua forma ingombrante e spesso anche per la fatica e forza necessarie per tagliarla o togliere la buccia.

La Zucca, come la carota, con la quale divide il colore arancione e la ricchezza in Vitamina A oltre che molti altri minerali, è considerato estremamente  ipocalorico ma possiede un  indice glicemico discretamente alto; questo non deve scoraggiare dall’usare questo ortaggio. Pensate che apporta la stessa quantità di calorie della lattuga, meno delle zucchine per fare un altro esempio.

Nonostante il suo sapore intensamente dolce che ne consente l’utilizzo anche per i dolci, il suo alto contenuto in fibre solubili la rende un vegetale molto gradevole e saziante e assolutamente dietetico e se siete “zonisti ad oltranza” e volete abbattere il suo indice glicemico sarà sufficiente aggiungere altri cibi proteici e grassi, ma non eliminatelo dalla vostra dieta soprattutto in questa stagione. La zucca è un alimento ideale anche per i colitici e per i diversi disturbi gastroenterici; è leggera, emolliente ed esercita una azione  leggermente lassativa,  al vapore o al forno con un filo di olio di oliva e di sale è semplicemente squisita.

Buona Festa e long week end.

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Ricette per mangiar sano: gratin al germe di grano

28/10/10

Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: gratin al germe di granoL’importanza di mangiare verdure cotte in inverno è davvero sostanziale per la medicina cinese, così come l’accortezza di non bere acqua fredda e se possibile bere qualcosa di caldo.

Il calore  facilita il processo di digestione che, come avevo già spiegato, è un processo che avviene a caldo; ecco perché alcune persone cercano il vino rosso per digerire meglio o il caffé; entrambi hanno una qualità calda e possono scaldare un pasto  troppo freddo o consumato frettolosamente!

Ricordo che la qualità di un cibo calda o fredda non dipende dalla sua temperatura al momento dell’ingestione ma dalla sua natura interna, il te verde  e le verdure, per esempio, anche se ingerite calde non scaldano internamente ma  possono scaldare il processo di digestione proprio perché arrivano calde nello stomaco.

Il calore interno in medicina cinese può essere invece la causa di numerose patologie, fra cui emorroidi, stitichezza, ansia, insonnia, paradontopatie, psoriasi e numerose altre patologie infiammatorie.

Mangiare  verdure cotte come consigliato per non appesantire la digestione, fornisce carboidrati, fibre e minerali senza scaldare l’interno ma non significa mangiare come un malato, non è necessario avere cibi insapori e terribilmente tristi per mangiar bene. Perché mai?   Mi capita di osservare pazienti che mangiano in modo gioioso senza un minimo di attenzione e pazienti talmente attenti da eliminare qualivoglia piacere dalla tavola. Ma possibile che non si possa trovare una via di mezzo?

Le verdure cotte possono diventare squisite con semplici accorgimenti, il gratin può essere reso più digeribile evitando la besciamella, il burro e il formaggio o il pane generosamente grattato sopra.

E’ davvero semplice; pomodori, finocchi, zucchine, fiori di zucchine, asparagi, zucca sono semplicemente deliziosi e saporiti se cucinati  al forno con un po’ di fantasia. Basta salare o cospargerle di  gommasio (semi di sesamo salati in padella e salati), abbondare con le spezie da voi preferite origano, basilico, timo e come tocco finale cospargere le verdure con  il germe di grano, un pò di olio di oliva e il gioco è fatto.

Il germe di grano è l’embrione del grano ed è ricchissimo di macronutrienti; purtroppo si separa e viene eliminato durante i processi di lavorazione delle farine, ma si ottiene semplicemente passando il grano al setaccio. Attenzione: il germe di grano contiene glutine quindi ai celiaci non è adatto, in questo caso potete usare i fiocchi di grano saraceno.

Niente latte per gli intolleranti al lattosio, niente grassi trans, niente colesterolo, niente di sconsigliato ai più, solo verdure gustosissime e ghiotte.   Se poi usate la stagnola o la carta da forno niente pentola da pulire! Tempo di preparazione (compresa la pulizia delle verdure) 15-30 min al massimo!

Potete fare un mix di verdure o scegliere una verdura più amata o che si sposa meglio con il pesce che potete fare esattamente con la stessa procedura. Filetti di orata o di salmone per esempio sono ideali perché, essendo molto grassi, in forno si asciugano al punto giusto.

Sta a voi poi decidere se preferite le verdure un pò croccanti usando il grill a piacere o se le preferite un po’ più morbide magari bagnandole con un po’ d’acqua o anche un po’ di latte di soia o di riso.

Vi assicuro che in questo modo conquistate il peggiore dei salutisti e il più criminale dei golosoni in un colpo solo!

Voliamoci  bene. E’ facilissimo! Eddai…


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La dieta Zona: è davvero equilibrata?

25/10/10

Catherine Bellwald  La dieta Zona: è davvero equilibrata?Ho assistito ad una  conferenza della biochimica Dott essa Gigliola Braga sul Metodo Zona ideato dal Dott Barry Sears per  perdere stabilmente peso ma anche e soprattutto per mantenersi in buona salute attraverso un regime dietetico equilibrato.

E’ stata l’occasione per considerare in che modo la Dieta Zona sia stata adattata in modo intelligente non solo per noi Italiani  ma in senso anche più estensivo.

L’utilizzo di grandi quantità di verdure come fonte di carboidrati, di pesce come fonte primaria di proteine e grassi,  di olio di oliva, avocado e semi come fonte di grassi, oltre che una limitata e controllata assunzione di  pasta e pane sono un punto fermo e di notevole forza.

Questa che in un certo senso è stata definita la variante italiana  o mediterranea del metodo Zona è stata esposta in modo assolutamente elastico. Le note regole proporzionali dell’assunzione calorica 40-30-30, ovvero 40% delle calorie totali in carboidrati, 30% in proteine e 30 % in grassi vengono proposte senza nessun riferimento alla necessita di pesare il cibo, assoluta libertà ideologica religiosa o altro e l’utilità di ascoltarsi e di  fare proprio il modo utilizzare questi principi base seguendo la nostra tradizione alimentare e il nostro gusto personale.

La ricerca dell’equilibrio è il cardine di questa dieta e questo seduce; aveva sedotto anche me, soprattutto quando anni fa leggevo il libro di Sears. In particolare il fascino della biochimica così brillantemente esposta e il poter monitorare e mantenere appunto in zona l’insulina e il glucagone senza creare i  picchi ne di uno ne dell’altro, il fascino degli eicosanoidi intesi come ormoni ancestrali forse la chiave di volta della salute e della longevità.

Ma con gli anni ho imparato che non è tutto oro quello che brilla e i miei maestri, ai quali devo la capacità di ascoltare, mi hanno insegnato che la natura è essa stessa armonia e che l’equilibrio esattamente come la bellezza non si costruisce al tavolino in modo artificiale. La visione dell’equilibrio esclusivamente  biochimica è vera e oggettiva ma potenzialmente molto ristretta, alla stessa stregua della correzione chirurgica di un viso.

L’equilibrio che tutti vogliono e che io stessa vado  ricercando con l’agopuntura è qualcosa che trascende la biochimica pur passando attraverso di essa; è l’insieme di un’infinità di parametri. La grande pecca del metodo zona è la stessa di tutti i metodi riabilitativi conosciuti e non sta nel metodo in sè, utile da conoscere e da applicare ma nel modo di utilizzarlo da parte dei più.

Il pericolo, come sempre, sono i talebani, ovvero coloro che applicano la regola in modo fanatico e indiscriminato, come fosse una fede, senza vedere più nient’altro. La storia e il passato si cancellano con un colpo di spugna senza stare a pensarci su troppo e le caratteristiche del singolo individuo e specifiche situazioni con esse.

La piramide alimentare, per esempio, che ha sempre visto i  cereali posizionati alla base della piramide stessa, è considerata sbagliata e superata nel metodo Zona perché non fondata su basi scientifiche. Al di là del fatto che  questa frase viene usata quando fa comodo, per demolire tutto quello che  di sacro e di utile ci viene tramandato dal passato, vorrei ricordare che sono  molti i farmaci sbandierati come  scientificamente sicuri che dopo si rivelano potenzialmente pericolosi.

Se  da una vita la piramide alimentare è costruita in questo modo forse esistono motivazioni importanti intrinseche  che andrebbero analizzate: oltre all’indice ed al carico  glicemico degli alimenti forse sarebbe utile valutarne altre caratteristiche come per esempio la loro natura fredda o calda, considerando che i cereali non solo sono gli alimenti più facilmente conservabili e coltivabili sul globo ma sono anche quelli con qualità più neutra, mentre la frutta e la verdura sono tendenzialmente fresche e la carne tendenzialmente calda.

Il considerare  che la popolazione dei paesi industrializzati in genere stia aumentando di peso in maniera evidente solo come  risultato della piramide alimentare sbagliata forse è troppo facile. Dimostrare che alimentare  le mucche usando prevalentemente cereali è il miglior sistema per farle ingrassare mi sembra un po’ tendenzioso; se le mucche e tutti gli animali da allevamento diventano grassi è perché sono imbottiti di cibo e di farmaci fino alle orecchie ma soprattutto rimangono fermi tutto il giorno come delle statue in stalle a temperatura controllata. Il tutto è studiato per far prendere loro peso velocemente. Queste povere bestie degli allevamenti intensivi moderni sono non a caso  vegetariane di nascita e la storia delle mucca pazza dovrebbe averci insegnato qualcosa visto che l’utilizzo di farine animali è stato considerato una possibile causa della patologia.

Se l’America vanta il record assoluto di popolazione sovrappeso e questo fenomeno in continua crescita sta arrivando anche in Europa, se in Oriente il diabete come il sovrappeso, un tempo quasi sconosciuti, sembrano aver preso un rialzo esponenziale,  credo personalmente che sia giusto farsi due domande in più; non è forse il tipo di carboidrato o zucchero ad essere sbagliato e non solo la sua percentuale complessiva ed eccesso?

Una volta il dolce si mangiava alla domenica, oggi i dolci si mangiano continuamente; pensate che fino a qualche anno fa in Cina era talmente  limitata l’abitudine al dolce che la colazione nell’albergo dell’Università era un incubo tutto a base di riso cibo salato e te verde e molte caramelle erano  a base di strani sapori alieni non dolci.

Avete invece presente la colazione negli USA? Avete mai mangiato un muffin?  Il dolce è aumentato terribilmente insieme allo stress e ai cibi veloci o fast food a base di farine a basso costo e soprattutto grassi trans  o idrogenati. La questione della qualità dei cibi è ovviamente riferita anche da Barry Sears come la maggior responsabile della sindrome metabolica e delle sindromi da infiammazione silente. E aggiungerei, di non dimenticare l’eccesso di latticini, avete mai pasteggiato come  fanno frequentemente in America, sostituendo l’acqua con il latte o altre bevande improponibili?

Mettere al bando il riso e la gran parte dei cereali, alcune verdure come le carote e le patate  e la frutta in particolare la banana solo perché hanno un alto indice glicemico mi sembra eccessivo. Inoltre a lungo termine il rischio di mangiare troppe proteine animali esiste. Sono molti  gli studi che dimostrano una correlazione tra patologie tumorali e diete troppo ricche di carni rosse. Sono molti gli studiosi e le teorie secondo  cui le proteine animali, siano esse latticini che carni, debbano essere introdotte in modo limitato.  E’ inoltre da considerare che se aumenta il fabbisogno di proteine animali, aumenteranno gli allevamenti di bestiame e il modo insano di farle crescere velocemente.

Resta ovviamente utilissima l’informazione, prima assolutamente assente, dell’indice e carico glicemico degli alimenti,  dell’idea, anche se non nuova, di mischiare e variare gli alimenti oltre che di ridurre la quantità di carboidrati e di aumentare l’assunzione di grassi polinsaturi.

A mio parere  mangiamo sempre troppo per lo stile di vita che facciamo; pane, formaggio, carne e vino rosso, dopo aver lavorato al freddo, possono avere un senso che si può toccare con mano.  Il digiuno o le diete eccessivamente ipocaloriche  non servono a far perdere peso; è dimostrato dal riconosciuto effetto yo-yo, mentre possono essere considerate come diete  disintossicanti talora anche terribilmente pesanti per il fegato.

Ma personalmente credo sia eccessivo considerare uno svantaggio biochimico il fatto di non mangiare durante la notte o per un tempo superiore alle 3 ore, così come eseguire un allenamento fisico di grado moderato  magari al freddo, solo perché responsabile di  un calo della glicemia  e quindi di un possibile picco del glucagone e del cortisolo.

I picchi glicemici e i conseguenti sbalzi ormonali sono presenti nella natura esattamente come nel clima; è come se volessimo avere una unica stagione a temperatura moderata tutto l’anno, niente inverno, niente estate,  sempre la primavera, nessuna sofferenza, nessuna rinuncia…..ma non è reale!

Le piante mediterannee  piantate nei paesi tropicali  tendono ad esaurirsi velocemente perché non hanno mai riposo. Allo stesso modo, mantenere una eccessiva condizione di equilibrio biochimico artificiale, ritengo possa essere usata  a scopi terapeutici, ma non per una condizione abituale.

Una bilancia deve essere libera di oscillare attorno al fulcro, l’equilibrio in senso dinamico non corrisponde a bloccarne le braccia quando sono allo stesso livello, ma a passare regolarmente e ritmicamente da una situazione all’altra.

Insomma si rischia di  ricercare e costruire un equilibrio artificiale non scevro di possibili altri pericoli ma sopratutto dimenticare che l’equilibrio è contemplato nella natura che ci circonda, che a mio parere meno manipoliamo e meglio è.




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Come abbassare i valori di colesterolo in modo naturale

21/10/10

Catherine Bellwald Come abbassare i valori di colesterolo in modo naturaleApriamo un capitolo di grande interesse medico scientifico oltre che divulgativo:  per dislipidemie si intende un aumento della concentrazione plasmatica di grassi nel sangue, per lo più colesterolo e trigliceridi o entrambi.

Oggigiorno, con il miglioramento della biochimica, l’attenzione si è focalizzata non solo sull’aumento del colesterolo e dei trigliceridi presi singolarmente come si faceva una volta ma sul rapporto presente tra i diversi tipi di colesterolo e i trigliceridi.

I pazienti più aggiornati sanno che bisogna avere un buon rapporto tra colesterolo totale e HDL  compreso tra 4 e 5 per essere in buona salute. Secondo il biochimico Barry Sears anche il rapporto tra trigliceridi e HDL è fondamentale e deve essere inferiore a 4.

Ma torniamo un pò indietro cosa sono i trigliceridi e il colesterolo per il corpo umano?

Innanzi tutto sono grassi e su questo non si discute, quindi sono insolubili in acqua, questa caratteristica fa si che  i grassi presenti nel corpo non possano  essere assorbiti senza un processo di esterificazione mediato dai sali biliari, prodotti dal fegato e immagazinati nella colecisti e non possono viaggiare liberamente nel sangue senza essere legati alle lipoproteine a bassa o alta densità ( vedi LDL, VLDL, HDL)

La seconda cosa importante è  sapere che possiamo produrre lipidi in modo endogeno partendo sia da glucidi che da proteine, la fonte maggiore di produzione proviene certamente dai glucidi.

Si ritiene che ben l’80 % del colesterolo dipenda dalla produzione interna e non dalla quantità di colesterolo introdotto con l’alimentazione. Sono gli zuccheri in eccesso che aumentano la loro produzione e in particolare come dice alle sue conferenze il Dott Berry Sears sono i glucidi a basso costo e i grassi idrogenati o trans ad aumentare, attraverso l’alimentazione, la capacità di produrre il colesterolo endogeno dannoso ovvero LDL.

Un altro aspetto su cui è opportuno fare una riflessione è il considerare il colesterolo come un elemento di vitale importanza e non solo un pericolo; esso infatti entra nella costituzione di sostanze  complesse come gli ormoni steroidei, fra cui testosterone, cortisolo, estrogeno, progesterone e molte altre molecole altamente specializzate come la Vitamina D per fare un esempio.

Il livello di colesterolo nel paziente anziano è inoltre considerato come un importante  indice di salute. Nel paziente ultraottantenne infatti avere un colesterolo basso è strettamente collegato con una aumento della morbilità (possibilità di ammalarsi) e della mortalità (possibilità di morire) ed è considerato come un segno di fragilità.

Un altro fattore sul quale è utile riflettere è che il valore di allarme del colesterolo sembra abbassarsi sempre di più con il passare degli anni così come i valori di ipertensione arteriosa. Una volta il valore critico era 260 mg oggi è 200mg e per soggetti a rischio sembra scendere ulteriormente.

E’ di grande interesse la diatriba sui reali rischi ed efficacia della classe di farmaci più usati per ridurre il colesterolo: le statine. Le statine inducono una riduzione della produzione endogena di colesterolo attraverso un’azione diretta sull’ enzima che lo genera, un’azione parallela sarebbe però anche presente sul tessuto muscolare per analogia di molecola.

(continua…)

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La diagnosi in medicina: le trappole

18/10/10

Catherine Bellwald La diagnosi in medicina: le trappoleE stato per primo lo svizzero Jung a descrivere la fondamentale differenza tra individui, dividendoli in soggetti introversi ed estroversi.

All’alba di una nuova era di possibilità di comunicazioni dove il medico può essere interpellato via internet, questa distinzione tra persone introverse ed estroverse mi consente una riflessione che vale la pena di fare.

Oggi l’esistenza di queste due categorie di persone non lascia nessuno stupito, è diventata una acquisizione ormai consolidata nella mente dei più.

La distinzione tra soggetti introversi ed estroversi sembra una banalità, appare una cosa nota e risaputa sulla quale neanche valga più la pena soffermarsi come su tante cose d’altronde.

Ma questa differenza è fondamentale nel momento in cui si desideri comprendere un individuo. Come medico la considero preziosa e la ritengo acquisibile solamente attraverso una conoscenza diretta e più o meno approfondita del paziente.

Il paziente estroverso tende a raccontare tutto e dare  troppa importanza a piccoli indizi talora utili ma potenzialmente suscettibili di portare fuori strada un  medico (soprattutto se inesperto e ansioso) in quanto frutto di considerazioni già compiute e talora vere e proprie esteriorizzazioni di preoccupazioni e ansie personali.

Il più delle volte i disturbi di questi pazienti si risolvono velocemente con indicazioni e trattamenti, in quanto il disturbo è lieve e con una importante componente ansiogena.

Se diversamente il disturbo è serio o più grave il paziente con la sua descrizione tende egli stesso a portare il medico verso un necessità di eseguire ulteriori accertamenti e verifiche. Molta attenzione dovrà essere data all’evitare di sottovalutare un disturbo descritto come acuto in un paziente noto come molto ansioso. Questo purtroppo succede proprio perché il paziente si lamenta sempre molto per disturbi lievi e diventa difficile distinguere la comparsa di disturbi più seri. Vale comunque la pena di consigliare accertamenti ricorrenti in quei pazienti i cui disturbi non passano mai, anche perché può accadere che un sintomo possa diventare nel tempo una malattia conclamata anche seria.

Molto più pericolosi però sono i pazienti  introversi  magari poco conosciuti. Un mio collega ormai in pensione e geriatria di fama, definiva un certo tipo di donna capace di sopportare di tutto e di più, come  ”soggetti ad alto rischio”.

Quando questo tipo di paziente giunge dal medico di solito non lo fa per caso ma perché ha un insigth della sua gravità, purtroppo tende a dire poco e omettere dettagli importanti. Quando un paziente di questo tipo dice ” ho la sensazione di non strare mica tanto bene” ” oppure credo di essermi fatto male” di solito è meglio incalzare con domande e procedere ad una visita urgente per scongiurare il peggio.

Dare consigli medici al telefono o via internet senza conoscere il paziente e senza toccarlo è a parer mio un grosso rischio nel quale è meglio non entrare con troppa fiducia.

La possibilità di sapere quale  sia l’antibiotico più specifico in caso di bronchite da aria condizionata  oppure  quale sia l’antibiotico non foto sensibile per il quale sia possibile esporsi tranquillamente al sole o ancora quale siano i prodotti da prendere dopo un trattamento con antibiotico è certamente utile.

Ma la diagnosi per telefono o per via telematica è in assoluto la cosa più rischiosa che ci sia, l’anno scorso in Inghilterra hanno istituito un servizio telefonico medico per far fronte all’influenza suina, mi ricordo che poco clamore fu dato alla notizia che una bambina era morte di meningite perché le fu consigliato telefonicamente il riposo a casa  e la cura con antinfiammatori.

Purtroppo le meningiti sono assai rischiose e non sempre si fa in tempo a salvare il paziente, ma mi resta il dubbio che se un medico l’avesse visitata e mosso la testa e il collo e non solo misurato la febbre forse avrebbe potuto salvarla. In caso di febbre molto alta vale sempre la pena escludere una peritonite e una meningite.

Il toccare il paziente visitandolo è un modo per avere importanti informazioni cliniche ma alcune volte è l’intuizione ovvero una comunicazione senza parole ma che passa attraverso il corpo e che associata alle informazioni è utilissima nel fare da guida alla diagnosi.

Mi ricordo ancora di una notte in guardia medica quando un giovane paziente di circa 30 anni, sino a quel momento  del tutto asintomatico, nel cuore della notte si sveglia urlando che stava morendo e di chiamare urgentemente il medico.

Al momento del mio arrivo in casa diceva solo che stava morendo alla mia domanda sente dolore mi rispondeva solo mi porti in ospedale muoio.

Così come si fa con i pazienti troppo piccoli per parlare e con pazienti non lucidi ho iniziato a visitarlo con molta calma; appena messa la mano sulla pancia, anche se il paziente collaborava poco, ho subito pensato, alla possibilità di una colica renale, formulata la diagnosi verbalmente il paziente si è subito calmato, e ha iniziato a collaborare dando informazioni utili sul suo dolore confermando che di colica renale probabilmente si trattava.

A pochi minuti dall’iniezione di miorilassante e antidolorifico il quadro era totalmente scomparso e dopo 24 ore il paziente aveva eliminato il calcolo con le urine. L’informazione attraverso la parola era del tutto fuorviante solo il contatto fisico ha consentito il rapporto e la vera comunicazione.

Ad anni di distanza, conoscendo oggi la medicina cinese, potrei dire che il rene e tutte le patologie che coinvolgono questo organo sono spesso associate ad angosce e forti paure collegate alla morte, talora estreme da non sottovalutare nell’atto diagnostico.

Non è facile capire cosa nasconda un corpo attraverso i suoi sintomi, sensazioni ed emozioni e quanto le emozioni possano modificare la percezione delle sensazioni e dei sintomi fisici alcune volte si può essere tratti in inganno.

Anche le nostre emozioni possono condizionarci ecco che  conoscere  troppo da vicino un paziente o conoscerlo troppo poco  possono portare a conclusioni errate dalle quali è utile restare in guardia e ben accorti. La capacità di valutare anche la nostra tipologia e approccio emotivo è in realtà sostanziale. Ogni buon medico dovrebbe confrontarsi con altri medici e colleghi, ascoltarsi, conoscersi intimamente e anche curarsi come si usava fare in spicoanalisi.

Usiamo la tecnologia con intelligenza, facciamo tutti i controlli ed esami necessari quando sospettiamo di un problema serio anche se ormai la medicina di oggi sembra essersi specializzata solo nella diagnostica più che nella cura ma soprattutto non sottovalutiamo l’importanza del contatto fisico e dell’intuizione della comunicazione  empatica.

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La sindrome ansioso-depressiva nei cambi di stagione

14/10/10

Catherine Bellwald La sindrome ansioso depressiva nei cambi di stagioneI cambi di stagione, si sa, sono un momento di maggior difficoltà per chi soffre di disturbi del tono dell’umore. Sia l’ansia che la depressione hanno facilmente un andamento ciclico e  ricorrente talora associati ad altri sintomi come la gastrite,  disturbi digestivi in genere e talora anche insonnia.

Il cosiddetto cambio di stagione  corrisponde per la medicina cinese alla quinta stagione, collegata all’elemento Terra.  La quinta stagione è formata da 4 periodi annuali che sono rispettivamente: ottobre-transizione verso l’inverno,  gennaio- transizione verso la primavera,  aprile -transizione verso l’estate e  luglio-transizione verso l’autunno.

Questi 4 momenti dell’anno sono tutte transizioni stagionali del calendario cinese ovvero precedono l’inizio delle 4 stagioni. Ottobre e aprile sono comunemente mesi che consideriamo rispettivamente autunno e primavera in senso classico e occidentale del termine, e in questi mesi le persone sono abituate a percepire delle difficoltà che appunto attribuiscono alla primavera e all’autunno intesi come periodi più difficili.

In luglio e in gennaio non siamo abituati a farci caso ma sono riconoscibili disturbi ricorrenti nei pazienti già noti e più sensibili, la spiegazione classica per loro è attribuita all’eccessivo caldo estivo o all’eccessivo  freddo invernale che sono in effetti presenti in modo sistematico in questi due mesi dell’anno.

Gli organi collegati a questi 4 momenti sono pericardio, stomaco, fegato e piccolo intestino, senza entrare nel dettaglio del ruolo specifico di ognuno di questi organi, la cosa interessante  da sapere è che sono collegati  anzi, potremmo dire che sono parte di un unico elemento; sono come le 4 braccia di una croce celtica unite e collegate al centro. Diventa a questo punto facile comprendere come l’aspetto emozionale possa interferire direttamente sull’apparato gastroenterico.

La terra è l’elemento chiave di questa particolare stagione  ma non solo intesa come organo milza ma anche come pianeta e leggi ad esse collegate, 4 le sue fasi, a croce la sua rappresentazione grafica e sempre 4 il numero collegato alla materia.

Sui testi di moderna MTC si trovano riferimenti  alla quinta stagione solo per i soggetti con un evidente deficit di milza costituzionale, quelli sempre stanchi, che tendono sempre ad avere molti catarri, che digeriscono sempre con grande fatica,  di solito scarsi di appetito e con limitata capacità di cambiare abitudini alimentari. Le difficoltà in questa stagione non colpiscono solo questi soggetti.

La  rappresentazione grafica della quinta stagione è una croce, conduce al centro, in un certo senso conduce  al concetto di stabilità nella possibilità di ruotare, ecco che i soggetti più fragili e sensibili in questa stagione di passaggio e di transizione sono i soggetti emotivamente instabili, ovvero i soggetti che con poco si destabilizzano.

Cosa significa? sono quei soggetti cui basta davvero poco per avere la giornata rovinata; una frase, un sospetto, un dubbio, uno sguardo, un tono di voce sbagliato, sono tutti dettagli sufficienti a creare uno squilibrio in grado di destabilizzare queste persone in modo anche profondo e talora farle piombare nella loro insicurezza di fondo e in emozioni ansiogene-depressive o di autocommiserazione.

Nel mese di Ottobre, in particolare dopo la prima decade, è utile un certo  riguardo un po’ per tutti ma soprattutto per questi pazienti predisposti a questo genere di instabilità emotiva. Le emozioni negative hanno una loro particolare capacità seduttiva e dovranno invece essere attentamente riconosciute sul nascere e lasciate andare velocemente senza troppo indugiare su di esse.

E’ consigliabile un sostegno fitoterapico per equilibrare l’aspetto emotivo, trattamenti più ravvicinati di agopuntura e di psicoterapia per i più fragili e molta, molta attenzione per non perdere il nostro equilibrio e la nostra stabilità emotiva e non finire catturati e invischiati dalle più comuni emozioni negative.

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Medicina cinese: l’importanza del ritmo

11/10/10

Catherine Bellwald Medicina cinese: limportanza del ritmo

Il ritmo è fondamentale e rende il trascorrere della vita semplice e fluido come un corso d’acqua, esattamente come ben fanno la musica e la danza quando ben eseguite.

Saper sfruttare il ritmo nella vita consente di lavorare e raggiungere obiettivi con un minor consumo di energia, sfruttando alcune leggi fisiche come l’ energia potenziale e di nuovo la legge che potremmo definire universale, quella dello yin e dello yang.

Essere sempre in ritardo, avere sempre qualcosa che resta  indietro, ci porta ad essere continuamente di corsa, concludendo poco e niente. Equivale a non essere nel ritmo giusto ma sempre inesorabilmente una frazione di secondo in ritardo.

Avete mai notato che per battere le mani a ritmo bisogna non anticipare ma essere già lì pronti con le mani? Per partire al semaforo verde o frenare in tempo è la stessa cosa; non ti devi far sorprendere ma essere già pronto. E per essere pronti bisogna metterci la testa, conoscere o intuire quello che sta per accadere e soprattutto non dormire.

No non si tratta di fare sforzi di chiaroveggenza ma trucchi del mestiere, niente altro che seguire le leggi della natura e della materia in cui siamo immersi.

Esiste una sostanziale differenza tra prepararsi alla corsa, correre partendo in tempo perfetto, avere una prestazione più o meno buona, per poi riposare e infine ricominciare e invece correre sempre e arrivare sistematicamente a corsa già finita da un pezzo, per poi non riposare perché si deve continuare, un po’ per autopunizione un po’ perché si percepisce di non aver partecipato alla corsa.

Il primo c’era, il secondo non c’era ovvero i suoi sforzi non portano alcun risultato anche se talora anche maggiori.

Ci sono progetti che necessitano di tempo; avete visto la moda con che anticipo si pone con il tempo? Ci sono vetrine  allestite con capi invernali in agosto, giusto? E per Natale i commercianti si organizzano già a settembre, non è così?

Perché noi non facciamo lo stesso?

Il problema è che nessuno ci ha mai insegnato che per vincere una gara non è importante solo ll momento della gara stessa ma tutto l’allenamento che lo ha preceduto e lo stato emotivo con il quale il giorno della gara si arriva in spogliatoio, il momento che precede la partenza come focalizzazione mentale e la partenza esatta è fondamentale oltre che poi mantenere lo sforzo per tutta la durata della gara fino al traguardo ovviamente.

La gara inizia molto prima esattamente come con le stagioni  il 23 settembre  che corrisponde all’inizio dell’autunno è  per così dire come il momento della partenza dalla gara, Li  qio invece  il 9 agosto è il primo giorno di autunno per i cinesi  e possiamo considerarlo come la preparazione  atletica in programmazione della gara.

Un progetto inizia quando nasce il suo seme, la sua idea, poi germoglia più o meno lentamente prende forma e solo alla fine diventa il progetto visibile e riconoscibile da tutti. I tempi possono essere brevi e in questo caso è più facile vedere le scadenze e capire a che punto ci troviamo del percorso, mentre per i progetti a lungo termine è facile perdersi strada facendo solo perché non si sa più dove ci si trova, non si riconosce il percorso e non si hanno punti di riferimento.

E li che si perde il ritmo, se non sappiamo più dove siamo sul nostro percorso, non sapremo neanche prevedere quando arriveremo, abbiamo perso il tempo. Possiamo anche trovare scuse sul perché ciò è capitato ma è la lucidità che non deve mancare. Se arriviamo per correre una gara a corsa già finita, dobbiamo fermarci e pensare cosa è andato storto; chiedere della prossima gara e ricominciare in modo corretto.

Ci sono persone che non si fermano mai e ammucchiano ritardi su ritardi, senso di disagio e frustazione crescente. E poi quando si fermano per le fatidiche vacanze estive, per esempio, ci mettono magari anche uno o due mesi prima di tornare in pista a correre.

Si aspetta ottobre per iscriversi in palestra per esempio o per farsi curare  o per programmare altro. Non si sfrutta l’energia della vacanza per partire con il piede giusto, si tende a trascinare la vacanza che non è più vacanza, lamentandosi del fatto che non si è più in vacanza!

La ciclicità della vita e il ritmo ci permettono di poter riprogrammare il nostro obiettivo senza difficoltà aspettando un’occasione ideale per portare a termine il nostro progetto.

La maggior parte delle persone che affermano continuamente di non avere tempo, non sono persone che lavorano 24 ore su 24 non stop, semplicemente lo perdono  il tempo, non lo sanno gestire. La  loro incessante corsa, non consente loro di capire che stanno correndo a fianco alla vita senza mai cavalcarla, senza mai afferrare il ritmo giusto.

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Evviva il talento

10/10/10

Davvero incredibile cosa riesce a fare quest’uomo con colla e un po’ di sabbia.

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Il potere della banana!

7/10/10

Catherine Bellwald Il potere della banana!Senza voler nulla togliere agli altri frutti, questo frutto è davvero particolare; al di là dei giochi di parole e delle possibili battute per la sua forma indiscutibilmente fallica, la banana è in assoluto il frutto più consumato in tutto il mondo.

La banana comunemente commercializzata in America  del nord e nella comunità Europea è tutta di importazione e proviene per 2/3 dal monopolio statunitense delle piantagioni Latino Americane.

Le coltivazoni di banana sono forse le più antiche del mondo; pensate che alcuni sostengono che le prime risalgono addirittura  a 5000 se non 8000 anni a. c. La diffusione di questo frutto in America latina e in tutta l’Africa risale al 1600 circa ad  opera dei portoghesi.

Dal 1800 in poi la produzione di banane in America Latina è cresciuta  rappresentando negli anni ’30, insieme al caffe ed al cacao, uno dei prodotti agricoli maggiormente esportati al mondo.

Oggi il governo statunitense è il proprietario della maggior parte delle coltivazioni di banane sud americane e su queste coltivazioni vige un regime scandaloso di sfruttamento della popolazione e anche del lavoro minorile senza parlare dell’utilizzo indiscriminato di pesticidi altamente pericolosi usati per rendere la banana perfetta esteticamente, costringendo i lavoratori al contatto diretto con sostanze altamente tossiche e senza parlare dell’avvelenemento del terreno e delle acque delle aree coltivate.

La banana viene raccolta acerba e la sua maturazione si completa  grazie alla produzione di etilene da parte dello stesso frutto se mantenuto al chiuso e in ambiente protetto. Questo ne facilita fortemente il trasporto.

Partendo dalle considerazioni biochimiche tutti sanno che la banana contiene abbondanti quantità di potassio e di carboidrati, è un frutto gradito i cui macro costituenti agiscono positivamente in particolare sui disturbi intestinali, inoltre è molto nutriente e gradito e consigliato a  tutte le età.

Dal punto di vista della medicina cinese questo frutto a differenza degli altri frutti non fermenta ovvero non va incontro al processo di macerazione e putrefazione tipica di altri frutti e non fa muffe.

Gli agrumi sono i frutti che più  velocemente vanno incontro alla formazione di  muffe, avete presente i limoni e le arance che diventano verdi? Le muffe degli altri frutti sono diverse; albicocche, pere, fragole e uva si ricoprono di fine peluria biancastra, ci avete mai fatto caso?

Invece la banana  conservata fuori dal frigo in ambiente aerato prima diventa gialla poi si riempie progressivamente di puntini e macchie  nere e poi annerisce completamente esternamente,  la buccia si assottiglia, internamente diventa più dolce e di solito non marcisce e non fa muffe.

L’unico frutto che gli assomiglia in questa sua qualità è la mela che avvizzisce anch’essa e non marcisce. Non saprei dire chimicamente perché o da cosa dipenda questo fattore, ma so che  questi due frutti sono gli unici indicati per i pazienti che tendono a soffrire di micosi.

La banana in oriente è considerata alla pari di un cereale, viene infatti usata anche in farina e acerba, cucinandola insieme ad altri ingredienti. Per noi occidentali è difficile mischiare la frutta con carne e cereali, la banana cruda o cotta si sposa benissimo con il riso e con il pollo e con alcune spezie come il curry.

La banana schiacciata o passata in padella o tagliata a rondelle può decorare numerosi dolci.  Con l’aggiunta di spremuta di arance o di mirtillo o lampone o fragole e una spruzzata di cioccolato grattato diventa un vero e proprio  dessert  facile da preparare, fresco e sicuramente  sano.

Questo frutto è reperibile tutto l’anno e va mangiato maturo ovvero con la buccia gialla e non verde e se possibile con i puntini neri sulla buccia  non significano che è ormai marcia ma che la sua maturazione è buona.  La banana è anche il frutto  più economico presente sul mercato.

Recentemente la creazione di piccoli mercati indipendenti bio e di piccole coltivazioni di banane così come la vendita di banane selvatiche rischia di essere spazzata via da quella che è stata chiamata la guerra della banana; una precipitosa corsa al ribasso dei prezzi che si è abbattuta sull’ultimo anello della catena, i lavoratori sud americani il cui salario già inesistente si è visto ulteriormente ridotto.

Non possiamo considerare la banana come un frutto di stagione, resta un frutto esotico incapace di svilupparsi alle nostre latitudini, ma le cui proprietà sono uniche e davvero non paragonabili ad altri frutti. Acquistarlo è facile ma forse possiamo fare di più. Il suo prezzo è artificialmente economico a discapito di qualsivoglia  rispetto dei diritti umani e della terra che ci ospita.

Informarsi sulla provenienza delle banane, non  acquistare  le marche più famose e la ricerca  di prodotti  bio, e di mercati equo solidali, non è in questo caso  un’attenzione per la nostra salute, ma un modo per favorire lo sviluppo di un’agricoltura moderna più umana e rispettosa della terra. Senza sfruttare e calpestare ancora le popolazioni indigene esattamente come in tempo di schiavitù, ma dando loro la possibilità di coltivare e vivere dignitosamente e in salute con i beni della loro terra.

Solo la nostra richiesta potrà evitare che questo fenomeno di industrializzazione di un prodotto agricolo prenda il sopravvento anche su altri prodotti a discapito di qualsivoglia responsabilità sociale e dignità umana.

Volevo parlare solo della banana e delle sue  qualità e invece il discorso si è fatto più complesso. Acquistare le banane senza chiedersi perché sono così a buon mercato non si può più fare.

Il potere della banana  in realtà è il potere di chi compra e non di chi vende, possiamo vivere anche senza banane non credete?


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Fitoterapia cinese: un modo naturale di cercare un figlio

30/9/10

Catherine Bellwald  Fitoterapia cinese: un modo naturale di cercare un figlioLa Medicina cinese e in particolare la fitoterapia nascono, a differenza della nostra medicina, non già per curare una ferita o una patologia conclamata, ma per evitare di ammalarsi, per mantenere il più a lungo possibile la salute e la forza, nonché  sostenere la virilità nei maschi e la fertilità nelle donne.

Il Viagra non nasce in questo secolo! Lo hanno inventato prima in Cina! Sono  numerose le sostanze fitoterapiche cinesi vegetali e animali il cui obiettivo è proprio quello di aumentare la prestazione sessuali.

La più conosciuta è il Geko; in Cina dove  le sostanze fitoterapiche  animali non sono vietate come da noi è usatissima e l’amorevole bestiola viene allevata tanto quanto noi alleviamo piccoli animali commestibili come le lumache o le rane, quindi non scandalizzatevi.

Sono innumerevoli i testi antichi di medicina cinese dove si parla ripetutamente e reiteratamente  di spermatorrea, a molti medici è venuto il sospetto che  la traduzione dal cinese all’inglese e poi all’italiano abbia tradotto con il termine spermatorrea anzi che con eiculazione precoce. Infatti il problema molto circoscritto della spermatorrea intesa come svuotamento del seme durante il riposo notturno, assai normale nell’adolescente ancora non sessualmente attivo, non sembra rivestire quasi nessun interesse medico scientifico e tanto meno un significato patologico

Sono altrettanto numerose le sostanze fitoterapiche e in particolare le ricette antiche rivolte a facilitare l’ovulazione e il ritmo regolare del ciclo mestruale oltre che favorire la possibilità di essere fertili.

Per un imperatore la prole sana e la nascita del figlio maschio erano di fondamentale importanza per assicurare stabilità al suo regno. Per una concubina o una sposa non parliamone neanche, la possibilità di avere un figlio maschio dava alla donna un riconoscimento e delle attenzioni preziosissime così come l’infertilità assicurava la perdita di qualunque potere e ruolo all’interno della famiglia imperiale.

Possiamo capire come così tanta attenzione e studio siano stati dedicati a quell’epoca, al potenziamento della virilità maschile e ai diversi  disturbi del mestruo. L’anemia per esempio è un disturbo prettamente femminile, spesso sottovalutato e non correttamente curato dalla medicina occidentale che si limita a trattarla aggiungendo solo ferro o acido folico e solo nei casi gravi a utilizzare le trasfusioni.

Si considera la consistenza del sangue mestruale che non deve essere a grumi ne troppo acquoso, la quantità del sangue mestruale che non deve essere eccessiva rispetto alla costituzione della paziente e la durata del mestruo che non deve superare i 5-7 giorni. Il ritmo del ciclo regolare corretto è inteso con una variazione di 5 giorni al massimo quindi massimo di 32 giorni e minimo di 24 giorni, infine il mestruo che stenta ad iniziare  e le piccole perdite intermestruali, sono tutti  sintomi precisi assolutamente curabili.

Nella medicina occidentale e in particolare nella branca specialistica ginecologica non sono previsti trattamenti specifici per i diversi disturbi del mestruo. Gli strumenti terapeutici farmacologici sono limitati alla possibilità di utilizzo di sostanze ormonali con l’obiettivo di mettere a riposo l’ovaio in caso di cisti ovariche o di dismenorea (cicli dolorosi e disturbati) o in caso di ipermenorrea (cicli troppo abbondanti) o per sbloccare un’amenorrea. Una volta esclusa una patologia di possibile pertinenza chirurgica il trattamento ormonale non lavora sulle cause che lo hanno generato.

Infine, in caso di infertilità,  viene usata la terapia ormonale con l’obiettivo di facilitare l’ impianto assistito. Queste cure sono  pesanti per la donna che le accetta suo malgrado solo perché le considera l’unica soluzione possibile per soddisfare il suo desiderio di maternità. Essa andrà infatti incontro  a svariati disagi e malesseri fisici talora anche pesanti da sostenere se non assistita da altri farmaci come la cefalea, l’irritabilità  e la vaginite cronica. L’ovaio infatti viene iperstimolato in modo artificiale con gonadotropine allo scopo di portare un numero molto elevato di follicoli a  maturazione in contemporaneo, cosa del tutto innaturale e che talora in caso di fallimento della FIVET porta le donne a diversi mesi  di sospensione del ciclo probabilmente per recuperare il loro equilibrio ormonale.

Oggi il riflettore dell’infertilità  si accende anche sull’uomo che partecipa  alla così detta infertilità di coppia qualora si riscontri uno spermiogramma che evidenzia spermatozoi poco mobili o  poco numerosi o entrambi i problemi. Anche in questo caso non è una patologia o un sintomo ma un segno di uno scarsa vitalità per lo più associata a una   limitata circolazione  di sangue nella regione dei genitali talora  accompagnata dalla presenza di un varicocele ma anche in questo caso non esistono vere e proprie terapie se non il ricorso alla chirurgia.

Potremmo dire che la seconda  arma, o meglio la prima risposta della branca specialistica per affrontare l’infertilità è ancora quella chirurgica. Anche in questo caso si opera sul risultato della patologia e non sulla sua causa, rimuovendo quando presenti patologie conclamate come endometriosi, fibroma uterino, polipi o una stenosi delle tube e nell’uomo appunto il varicocele. Questi interventi sono molto utili in quanto determinano un significativo  miglioramento della circolazione sanguina e possono sbloccare una situazione ma talora non è ancora sufficiente proprio perchè la causa che le ha generate resta ancora presente.

Nella medicina cinese ogni disturbo collegato al ciclo mestruale è stato attentamento studiato; nel libro “Le acque lunari” la Ginecologa Dott. Alessandra Guli,  affronta in modo molto preciso tutti i disturbi del ciclo dando loro una spiegazione e un significato: il ciclo corto o lungo, il ciclo anticipato o ritardato, il ciclo doloroso, l’ansia, le afte , la diarrea e l’insonnia durante il ciclo, sono tutti argomenti di riflessione.

Ma non esiste un capitolo dedicato all’infertilità.

Ebbene questo deve far pensare, l’infertilita infatti è  un pò come la zoppia, un segno non un sintomo, ovvero il risultato di altri disturbi non trattati talora anche messi insieme.

La fitoterapia e l’agopuntura trattano i diversi disturbi del mestruo e in caso di desiderio di maternità forniscono un valido supporto per normalizzare e quindi ottimizzare la possibilità di essere fertili sia per l’uomo che per la donna. Le ricette fitoterapiche saranno calde in caso di diagnosi di utero freddo, in caso di anemia nutriranno  e muoveranno il sangue e in caso di circolazione  bloccata avranno lo scopo di muovere il sangue energicamente  in alcuni casi anche rimuovendo stasi e calore locali se presenti.

Pensate che esiste una sostanza fitoterapica il cui nome tradotto significa  nutri la madre o l’erba della madre e un agopunto chiamato la porta della vita ma questo è solo una briciola della possibilità di applicazioni terapeutiche offerta dalla antica scuola di medicina cinese.

Un modo naturale di cercare un figlio e allo stesso tempo il proprio benessere fisico e mentale.

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Ricette per mangiar sano: lo spezzatino

27/9/10

Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: lo spezzatinoPer settembre una ricetta con la carne rossa che, dosata soprattutto con l’arrivo dell’autunno e dei primi cambi di clima, può avere un senso.

Lo spezzatino è la ricetta con la quale stendo mio marito, nel senso che ha l’effetto di un balsamo lenitivo e  di un antidepressivo.

Forse la ricetta gli ricorda momenti affettuosi famigliari, una cosa è certa; quando voglio coccolarlo, vado a colpo sicuro.

Una volta si diceva “attenti alle donne che ti prendono per la gola” come se fosse una cosa disonesta!  Mettere all’ingrasso il proprio compagno così come i propri figli solo perché così ci sentiamo generosi e buoni nel non far loro mai mancare nulla è una cosa disdicevole ma conoscere intimamente i gusti del proprio compagno e centrare al momento giusto il bersaglio del piacere del palato è un’attenzione e a mio parere solo un gesto d’amore.

Gli uomini in realtà sono esseri molto semplici e meno contorti delle donne spesso più calcolatrici. Alcune volte basta davvero poco per trasformare la loro giornata in un momento di vacanza. Preparare e servire il loro piatto preferito, con attenzione e la magia è già a portata di mano, perché no.

Mangiar sano è importante e talora richiede di eliminare e sacrificare  alcuni piccoli piaceri come il pane, la pasta, i dolci e il vino sistematico. Il piacere della tavola può essere capire i gusti personali e, senza esagerare, colpire nel segno.

La scelta della carne è importante; di solito preferisco un taglio di vitello come la noce o il pesce che poi taglio da sola piuttosto che le confezioni già tagliate a pezzettini; sono di solito di miglior qualità.

Importante sarebbe avere un macellaio di fiducia che utilizzi carni allevate in modo naturale senza cibi contenenti carni animali, riducendo  gli additivi e farmaci. Oggi queste attenzioni sono sempre più a portata di mano e quella volta che ci concediamo la carne vale la pena di prenderla buona, anche se sicuramente non è economica.

Una volta tagliata la carne con un coltello ben affilato,  si passa in padella con un filo di olio di oliva e cipolla. Di solito utilizzo un wok di grandi dimensioni per poter aggiungere  le verdure in abbondanza. Una volta che la carne ha preso un minimo di colore dorato aggiungo carote, patate, piselli, zucca e due confezioni di pomodori pelati o sugo o pomodorini.

Si aggiungono sale, maggiorana, basilico, pepe e si lascia cuocere a fuoco basso con coperchio per circa mezz’ora, dipende dalla grandezza del vostro taglio di carne e dalla quantità delle verdure.

Consiglio di lasciar riposare per un’altra mezzora, meglio se per un tempo maggiore perché il piatto acquista sapore e gusto. Servire tiepido o a temperatura ambiente con  olio di oliva a crudo sul piatto. Può essere un antipasto o un secondo o un piatto unico: dipende dal vostro appetito, dalle vostre esigenze dietetiche e magari anche dalla stagione in corso.

In questa stagione può essere un piatto unico magari accompagnato da un bel  grappolo d’ uva, mentre in inverno può accompagnarsi a riso e polenta, per esempio. A voi la capacità di mischiare i sapori ma anche di capire quali siano le sostanze nutrizionalmente più idonee per i diversi  momenti della vita.

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L’equinozio d’autunno: i disturbi correlati

23/9/10

Catherine Bellwald Lequinozio dautunno: i disturbi correlatiIl 23 settembre è l’equinozio d’autunno; per noi occidentali questa data corrisponde all’inizio dell’autunno, per i cinesi corrisponde alla massima espressione dell’autunno iniziata in sordina il 7 agosto con Li Qio.

In autunno  l’organo imperatore è il polmone e in effetti in questa stagione non sono poche le persone che hanno avuto difficoltà di questo organo vuoi con sinusiti, bronchiti e talora gastroenteriti. Che c’entra direte voi?

Il polmone si correla a tutto l’albero respiratorio ma è anche direttamente collegato all’intestino quindi le patologie di questo organo possono essere considerate ancora una sua debolezza e viceversa.

Le allergie ovviamente ne sono un esempio ma anche le forme virali e in questa stagione anche le infezioni batteriche veicolate facilmente tramite i filtri degli apparecchi di aria condizionata non adeguatamente disinfettati per incuria o dimenticanza.

In questa particolare stagione  è facile stancarsi e soffrire anche di una maggior tendenza alla depressione del tono dell’umore, il polmone si ritiene sia collegato come emozione alla tristezza coloro che facilmente incedono in questa emozione o che hanno sofferto di una perdita o di un forte cambiamento possono essere più fragili anche da questo punto di vista.

Il polmone in un certo senso  si collega con la nostra prima difesa dall’esterno, pelle, naso, bocca sono gli accessi più comuni delle patologie veicolate dall’esterno, anche se l’occhio è collegato al fegato può essere colpito anche lui sia per vicinanza e collegamento fisico diretto che per collegamento interno tra fegato e polmone.

Ma non è finita; i colpi della strega ovvero i dolori lombari improvvisi da movimenti scorretti o colpi di freddo possono essere un altro punto delicato, soprattutto per alcuni soggetti già predisposti per tipologia fisica o tipo di attività lavorativa.  La schiena corrisponde alla parte esterna più estesa e può risentire degli sbalzi di temperatura, inoltre il canale di vescica urinaria corrispondente è collegato anch’esso internamente con il polmone attraverso un legame molto stretto di livello; tai yin per il polmone e tai yang per la vescica urinaria entrambi corrispondenti al livello più superficiale rispettivamente dello yin e dello yang.

Insomma in questa stagione è necessario avere più attenzioni,  gli eccessivi sbalzi di temperatura soprattutto quando siete stanchi e poco protetti dovranno essere evitati. Evitiamo però di coprirci troppo in quanto il sudore apre le porte all’esterno e facilita ulteriormente l’entrata della patologia da esterno sia essa virale che batterica.

Evitiamo l’aria condizionata, non è davvero più necessaria e facciamola controllare prima di accenderla la prossima stagione. Evitiamo si sollevare pesi senza farci aiutare pensando di essere forti come Maciste.

Per chi è debole in questo organo esistono fitoterapici mirati specifici molto utili per irrobustire il polmone e fronteggiare l’arrivo del freddo senza difficoltà.

Mangiamo correttamente evitando soprattutto i dolci e il pane che irritano l’intestino e iniziamo a limitare i cibi freddi soprattutto alla sera.

L’agopuntura può essere indirizzata in favore e a sostegno del polmone ma anche su tutti i suoi organi e canali collegati, attraverso un lavoro di riarmonizazzione con la stagione autunno.

Buon equinozio

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Tracce di Profumo: Il tempo è adesso – by Valeria

17/9/10

Catherine Bellwald Tracce di Profumo: Il tempo è adesso   by ValeriaCi sono istanti della nostra vita di completa espansione durante i quali noi, immersi in una sorta di tempo senza tempo, assorbiamo ogni goccia del presente che ci circonda portandolo all’interno, dilatandolo. Momenti in cui non abbiamo occhi abbastanza per guardare, polmoni sufficienti ad inspirare.

Sembra la descrizione di uno stato alterato della mente tanto ci siamo disabituati a viverlo.

Eppure, cercando nel nostro passato, lontano passato, possiamo facilmente ricordare di averli sperimentati.

Ricordo un pomeriggio piovoso, a casa di una zia. Attraverso i vetri delle finestre della sua cucina guardavo il giardino fiorito ed il melo carico di frutta. Nella stanza si diffondeva il profumo che la terra restituisce quale ringraziamento alla pioggia che la nutre, la disseta, la irrora.

L’ambiente si era riempito della gioia sprigionata dal terreno, dai fiori bellissimi, dall’albero che levava i suoi rami, se possibile, ancora più in altro, e da ciascun filo d’erba che aveva intensificato la sua verde colorazione.

E noi ridevamo. Io bambina, lei anziana. Complici, agli antipodi della vita e proprio per questo entrambe capaci di ascoltare quella gioia. Lei perché non aveva più nulla da perdere, io perché avevo ancora tutto da scoprire.

Quel momento non aveva confini, non aveva ne impegni ne pesi, non aveva paure ne aspettative.

Era solamente l’attimo. E bastava a se stesso.

Poi la vita prende ad accelerare. Prima nella ricerca di sempre nuove esperienze, poi nella fuga da nuove possibili delusioni.

Ma accelera. E noi perdiamo ogni goccia di profumo. Qualcuno vive nel ricordo, molti hanno del tutto dimenticato.

Carichi di pesi e frustrazioni viaggiamo portando fardelli che hanno completamente sostituito la gioia del presente.

Come sistemi chiusi non comunichiamo più con l’esterno, non ascoltiamo più la forza misteriosa della vita.

Ma se potessimo riappropriarci qualche volta, anche per soli pochi minuti, di istanti di completa immersione nel presente, produrremmo un contatto talmente profondo e intimo con noi stessi da toccare corde da tempo assopite e vibranti del piacere di esistere.

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Perchè la medicina cinese resta attuale?

14/9/10

Catherine Bellwald Perchè la medicina cinese resta attuale?Il libro della guerra di Sun Tzu è ancora oggi uno dei  libri  più letti di tutto il mondo, peccato non prendere le royalties! La sua applicazione  è sfruttata ai più alti livelli decisionali, da manager ed economisti di tutto il mondo. Questo libro nonostante abbia un’età superiore a qualunque altro testo di lettura, resta di grande attualità e  sembra non avere tempo. Vi siete mai chiesti perchè?

E’ così anche per la medicina cinese; nonostante abbia più di duemila anni resta infatti un punto di riferimento immortale per le profondità delle leggi alle quali si rifà, pieno-vuoto, caldo-freddo, interno-esterno, sono semplici concetti  che diventano indispensabili per poter trattare con efficacia qualsiasi patologia, sia essa ginecologica, ortopedica o otorinolaringoiatrica.

Lo stesso apparente dolore lombare può essere una forma di vuoto o di pieno, anche un’anemia che corrisponde indubbiamente a un vuoto di sangue può essere  calda o fredda, da interno o da esterno e la terapia di queste diverse forme sarà totalmente diversa a seconda della tipologia e non già della patologia tout court.

Anche se in Cina è stato evidenziato un aumento del ricorso alla medicina occidentale, non vedo cosa ci sia da stupirsi; alcune patologie conclamate come il diabete o l’ipertensione arteriosa non possono di certo rinunciare alla terapia farmacologica ma bisogna sottolineare che sono i giovani medici cinesi che non hanno più la formazione completa della loro stessa medicina,  molto è andato perso con la rivoluzione cinese e poi  goffamente ricostruito a tavolino in modo standardizzato e pratico.

Ma a tutt’oggi in Italia non c’è cinese che si rivolga al pronto soccorso o che venga ricoverato; si curano tra di loro, probabilmente attraverso una tradizione orale che forse non prevede neanche la laurea in medicina.

Le basi della medicina cinese, esattamente come l’arte della guerra di Sun tzu, possono essere applicate alle situazioni più varie e disparate con grandi possibilità di interagire su di esse proprio perché interamente comprese nella loro essenza e radice.

Una gastrite non verrà trattata con antiacidi o antispastici o magari i due farmaci insieme ma verrà considerata come il risultato di un equilibrio alterato la cui origine è strettamente collegata con altri organi come il pericardio e quindi le emozioni e il diaframma e ancora con il fegato anche questo collegato alle tensioni emotive. Le relazioni tra organi e sistemi e la loro ciclicità spiegano molti sintomi e alcuni dettagli come per esempio il perché ci si sveglia o si soffre di insonnia sempre in un orario ben preciso.

Le basi della medicina cinese  ci  danno la spiegazioni  di molte frasi che ci sono state insegnate per il loro significato religioso.

“Come in alto così in basso”

“Gli ultimi saranno i primi”

Sono frasi che sembrano sottolineare  l’ugualianza e la giustizia, come la parità dei diritti,   spesso  usate come stendardo del moralismo più comune. Queste frasi se le guardiamo onestamente da vicino e le spogliamo da tutto quello che ci è stato insegnato, seguono  semplicemente la legge dello yin e dello yang, ovvero si rifanno ad un concetto naturale di ciclicità, vita-morte, felicità-sofferenza e così via.  Il mese di gennaio, che nel calendario solare è il primo dell’anno, per il calendario cinese diventa l’ultimo; possiamo capire come anche qui non si tratti affatto un caso o di un errore.

Infine la possibilità di applicare queste leggi a tutta la nostra vita,  saper aspettare e soprattutto non considerare il fallimento di un intento come un evento definitivo e di cui farsi interamente colpevoli è di vitale importanza per la nostra salute.  Non ritenere sempre noi stessi al centro di ogni evento ma considerarlo il frutto di un insieme di fattori anche indipendenti dalla nostra volontà.

Non siamo noi a far girare il mondo, il mondo gira  e continuerà a girare anche senza di noi.

Togliersi questa importanza, o meglio questa responsabilità, ci consente di essere molto più leggeri; sapere che ogni situazione può anche finire da un giorno all’altro, compresa la nostra stessa esistenza, ci deve dare il piacere del viverla punto e basta. La morte o la fine di qualsiasi situazione è sempre in agguato. Il saperla accettare sta solo a noi.

La flessibilità dell’acqua che vince su tutto sta proprio nella possibilità di cambiare e di adeguarsi alle circostanze esterne. Vi ricordate il bellissimo film “la leggenda del pianista sull’oceano”? Il protagonista, detto Novecento, è un genio del pianoforte e sembra essere dotato di una sensibilità al di sopra della norma ma è completamente incapace di pensare e di vivere in un contesto diverso da quello della nave che lo ha visto nascere e  ospitato per tutta la vita fino a decidere di morire con essa. Un finale che ritengo tristissimo ma che purtroppo rappresenta la sofferenza  e difficoltà del non voler cambiare.

Molte sono infatti le persone, eccessivamente critiche nei confronti di loro stesse, che sono anche convinte tristemente che ogni giorno sarà uguale all’altro e che non cambierà mai niente. E’ questa rigidità mentale ad impedire loro di vivere qualsiasi cambiamento.

Il cambiamento è parte della natura che ci circonda, talora può anche sembrare di tornare indietro ma resta il passaggio di un percorso che invece va sempre avanti.

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Il momento migliore per mangiare l’uva

9/9/10

Catherine Bellwald Il momento migliore per mangiare luva L’uva si può ormai mangiare in tutte le stagioni dell’anno, ma in questo particolare periodo, ovvero tra fine agosto e settembre, l’uva rappresenta un frutto di grande capacità nutrizionale e terapeutica.

Variare il cibo significa anche utilizzare a pieno le risorse delle specifiche stagioni. Inoltre consideriamo che l’Italia è la maggior produttrice di uva da tavola e  anche le risorse del luogo dove si abita hanno una specifica ragion d’essere anche economica.

Per i cinesi l’autunno inizia in agosto con Li Qio  e il suo mese centrale  è settembre, il mese dell’uva.

Questo frutto contiene una grande quantità di acqua, dal 74% al 86%, circa e il minerale più presente è il potassio, questo consente di ripristinare le perdite di liquidi che il caldo estivo può aver determinato. Contiene una grande varietà di zuccheri monosaccaridi e disaccaridi che certamente vanno comunque considerati in corso di regime dietetico ipocalorico o ipoglicemico.

La sua caratteristica è inoltre è quella di contenere elevatissime quantità di polifenoli e di flavonoidi, con azione antiossidante, antinfiammatoria, oltre che fluidificante del sangue.  In particolare contiene importanti quantità di resveratrolo sostanza attualmente inserita in alcuni integratori alimentari proprio per il suo importante ruolo antiossidante e per la sua azione protettrice sul sistema cardiovascolare. Sono inoltre in corso numerosi studi in campo antitumorale, ancora non conclusi, ma che hanno evidenziato azioni mirate in vitro di questa sostanza nei confronti di alcune patologie neoplastiche.

L’uva ha un potere leggermente lassativo e diuretico e questo contribuisce a renderla ideale per contrastare il caldo che tende da un lato ad asciugare, talora aumentando la stitichezza in chi già è predisposto e dall’altro a facilitare la ritenzione idrica negli arti inferiori sempre in chi è già predisposto costituzionalmente.

Per i cinesi il calore dal corpo si drena primariamente attraverso le feci e le urine.

Inoltre l’uva è un frutto facile da mangiare fuori casa senza rischiare di sbrodolarsi! Una volta sciacquato il grappolo, staccati gli acini e deposti in un qualsiasi contenitore, piattino o ciotola  il lavoro è già fatto! Insieme a un pezzetto di pecorino e qualunque snack salato o dolce diventa un ottimo spuntino ed è ideale anche per la  prima colazione. Alcuni acini  sono perfetti come frutto di chiusura sia a pranzo che a cena e possono essere offerti per rinfrescare la bocca a qualunque ora del giorno e della notte in guisa del classico cioccolatino.

Nutrirsi solo di uva per una o due  settimane è  da molti considerata una terapia depurativa, ma senza arrivare agli estremi, e cercando sempre l’equilibrio, proviamo ad ascoltare il nostro corpo e cosa ci chiede.

In questa stagione scegliere l’uva come frutto al posto delle fragole, del melone, dell’anguria e delle pesche significa armonizzarsi con la stagione esattamente come alcune antiche tecniche di agopuntura. Possiamo con la tecnologia generare figli a menopausa inoltrata, possiamo modificare il DNA di alcuni alimenti e farli crescere in qualsiasi stagione dell’anno, ma il ritmo e la ciclicità  della natura anche se non più imposti  hanno una loro ragione d’essere e una loro intrinseca relazione tra microcosmo e macrocosmo.

Cerchiamo quindi al rientro dalle vacanze di non andare a far la spesa con la testa nel sacco, comprando sempre le stesse cose per comodità, abitudine e pigrizia mentale. Insegnamo ai nostri figli a mangiare la frutta di stagione.

Sfruttiamo quindi le potenzialità  benefiche di questo meraviglioso frutto nella sua stagione per apprezzarne a fondo le qualità depurative e terapeutiche.

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L’agopuntura non è psicoterapia

6/9/10

Catherine Bellwald Lagopuntura non è psicoterapiaAccade molto spesso che il paziente che viene a fare agopuntura, una volta sdraiato o accomodato sulla poltrona, senta la necessità di parlare al medico agopuntore con la stessa modalità dell’incontro con lo psicoterapeuta.

Tutti i miei Maestri hanno sempre precisato che l’agopuntura nulla ha a che fare con un trattamento di psicoterapia e tanto meno gli assomiglia. L’agopuntura lavora senza bisogno  di alcuna fede e tanto meno necessita della parola.

L’antica arte medica dell’agopuntura lavora con la conoscenza degli agopunti e delle diverse tecniche di agopuntura. Si ritiene importante anche l’energia dell’agopuntore e del paziente. Tradotto in termini semplici e pratici, potremmo dire che conta anche l’intensità e l’ intenzione da parte dell’agopuntore nonché la disponibilità del paziente come in qualunque atto terapeutico e non.

Facciamo un banale esempio: un cuoco deve sapere cucinare e avere una certa esperienza con i fornelli, ma molto importante sarà che nel momento in cui si dedica a cucinare lo faccia con passione e rinnovato entusiamo, ma se il piatto viene servito a un soggetto inappetente o magari desideroso di mangiare altro cibo potrà risultare non gradito e non avrà portato alcun piacere.

Per i cinesi un atto non è giusto o non giusto; è l’insieme delle circostanze a renderlo perfetto.

Ecco che un agopuntore non dovrà solo praticare molto e studiare dai migliori insegnanti ma dovrà mantenersi in salute e coltivare le proprie energie affinché la sua focalizzazione ed energia non si disperdano.

Il paziente dal canto suo, dovrà cercare di considerare lo spazio e il tempo che dedica all’agopuntura come qualcosa all’interno del quale poter rigenerare le proprie energie e trovare tranquillità. Indossare indumenti comodi, morbidi e non stretti è un’ attenzione utile. Spegnere o silenziare il cellulare, a meno che non si aspetti una telefonata importante, è altresì di fondamentale importanza.

Imparare a rilassarsi durante il trattamento favorisce il lavoro degli aghi accelerando il risultato. Il mio maestro Dr Tan considera questo ingrediente non indispensabile per il risultato ma dimezza il numero delle sedute necessarie al conseguimento dello stesso.Ecco che il dilungarsi in discorsi non sempre è indicato.

Peraltro il risparmio o la mancanza assoluta di parola se poteva avere un senso per gli orientali, non è sempre adatta agli occidentali.

Personalmente ritengo che sia necessario condurre il paziente in modo dolce alla possibilità di trovare un proprio equilibrio, imparando a rilassarsi, anche attraverso l’uso della parola, talora anche con l’utilizzo di tecniche manuali come il massaggio. Oltre che capire, anche se in modo molto semplice, su cosa stiamo lavorando e in che modo.

Una mia paziente, mamma e nonna dolcissima, nonché donna attenta ed estremamente sensibile,  ascoltando le mie parole mi diceva “peccato che queste cose non le scriva”. Il mio blog è nato proprio come risposta a questa sua affermazione.

Alcune parole al momento giusto possono dare molto, di questo dobbiamo essere consapevoli, allo stesso tempo troppe parole possono essere inutili e dispersive per il paziente e per l’agopuntore. Solo l’esperienza e il continuo lavorare su di se permette di trovare l‘equilibrio perfetto, tra il detto e il non detto.

Ho aperto il blog scrivendo un post in cui indicavo un libro come una medicina, e in questa ottica quest’anno sono partita per il mare con libri totalmente diversi  dal solito.

I tradizionali libri da spiaggia, dal romanzo storico di Valerio Massimo Manfredi, alle avventure del super figo Dirk Pitt di Clive Cussler, per finire con i thriller di Robert Ludlum sono stati soppiantati da libri di saggistica!

L’obiettivo era trovare altri libri da consigliare ai pazienti in difficoltà, semplici da leggere e utili per fare capire quali dinamiche perverse e malsane si nascondono dietro alla frequente quanto spesso radicata tendenza alla autocommiserazione.

In particolare ho trovato splendido il libro di Paolo Crepèt dal titolo “Sull’amore”; la sua è una sintesi lucida e molto chiara dei meccanismi mentali che consentono ad alcuni di vivere l’amore e ad altri di passarci costantemente vicino.

La distinzione e definizione di infatuazione, innamoramento e amore, sono precise e permettono di capire la grande differenza tra queste tre fasi del rapporto di coppia. Mi hanno affascinata le squisite spiegazioni del fenomeno della gelosia come mancanza di sicurezza e di stima personale così come di totale antitesi all’amore che deve basarsi invece sulla complicità. Oltre che la considerazione che l’indifferenza è la fine dell’amore in senso lato.

Un libro da leggere, da consigliare a giovani e meno giovani, e a tutti coloro che  usano difendersi con il cinismo  sentimentale e hanno congelato il proprio cuore per paura di soffrire. Un aiuto per considerare la propria maturità sentimentale come punto fondamentale per vivere e non solo sopravvivere e per imparare a volersi bene e ad amare.

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Ma è mai possibile che…

2/9/10

Catherine Bellwald Ma è mai possibile che...Ma è mai possibile che i bagni pubblici siano tanto antifemminili, antigienici e poco pratici?

La prima cosa che immancabilmente manca in un bagno pubblico è la carta igienica, ma a questo siamo preparate e portiamo in tasca se siamo fortunate almeno un fazzoletto di carta per l’emergenza.

La seconda mancanza un po’ più pesante è che molto facilmente manca un qualsivoglia appendi abiti o appendi borsetta. La soluzione diventa più complessa, se si è in compagnia niente problema si scarica al compagno o compagna borsa, giacca, eventuale casco o altro, in caso contrario soprattutto in inverno, può diventare un vero gioco di maestria; tenere tutto in mano senza appoggiarsi in possibili punti non igienici.

Ma  non è finita… le porte dei bagni sono spesso fatte in modo da aprirsi verso l’interno, immagino per evitare in spazi ristretti di atterrare con una porta in faccia al primo malcapitato che passa di lì. Ma gli spazi dei bagni sono talora così ristretti, da far passare la porta a pochi centimetri dal water, uno spazio talmente ridotto da costringere ad avvicinarsi al water quasi a doverlo toccare.

Se indossate una gonna vi assicuro che l’idea di spolverare l’asse del water con il bordo è assolutamente agghiacciante, quindi una mano dovrà occuparsi all’istante di questo dettaglio.. oltre che della borsa e della giacca, ovviamente.

Ancora la lista non è affatto finita, questi problemi sono gli inconvenienti classici dei bagni presenti nei luoghi affollati da molte persone, vedi autogrill o cinema. La cosa è diversa nei locali, dove di solito è presente un antibagno e un bagno per signore e un bagno per signori. Il bagno delle signore è normalmente in comunione con quello per disabili.

Anche qui il problema sembra stupido ma è più serio di quanto non si possa pensare. Gli accessori per facilitare il disabile prevedono che il water sia rialzato di oltre 20 cm rispetto al normale, le donne mediamente più basse degli uomini, hanno spesso anche la sfortuna di non essere dotate come i fratelli maschi di alcun ausilio per fare la pipì a distanza non ravvicinata. Sedersi senza toccare l’asse è la classica manovra femminile. Con quell’altezza, non toccare l’asse senza  essere troppo sul bordo e quindi magari non riuscire a centrare il water è per le donne più piccole di statura una vera impresa.

Per le bambine e i bambini in genere un problema da non sottovalutare. Se è vero che i bambini piccoli vengono accompagnati  al bagno dagli adulti, qui le dimensioni ristrette  di cui sopra diventano estreme. Inoltre esiste un età di svezzamento e in questo caso l’altezza del water per  disabili per una bambina  può essere un problema insormontabile.

Insomma un vero disastro, avete poi mai notato che in caso di affollamento la coda per i bagni delle donne è semplicemente dalle quattro alle dieci volte più lunga che per i bagni maschili? Niente da ridere cari signori, primo le donne sono di più numericamente parlando e poi hanno un’uretra decisamente più corta, il che significa che in caso di vescica urinaria piena la resistenza è inferiore; infine non possiamo mediamente farla sul bordo della strada!

Ma allora dopo tutte queste semplici e banali considerazioni, possibile… dico… possibile che a nessuno venga in mente di cambiare le cose?

Basterebbe davvero poco, intanto dimensioni più grandi o porte a soffietto, appendi abiti sistematici, altezza medio bassa dei water o ricorso alle turche, un numero maggiore di bagni femminili rispetto ai maschili, oppure nessuna distinzione tra maschi e femmine; che diamine siamo adulti e se proprio vogliamo mantenere i vespasiani aperti per i nostalgici lo facciamo in luogo separato.

Infine i bagni per disabili sono un discorso ancora più delicato e importante; se da un lato ormai è obbligatoria la loro presenza è anche vero che questi bagni sono tutto fuorché utilizzati e utilizzabili dai disabili. Dovrebbero essere molto più puliti o igienizzabili ricordiamo le maniglie e il water molto alto prevedono appunto che ci si debba appoggiare a pieno.

All’estero sono comunemente presenti dei dispenser con salviette disinfettanti per pulire l’asse e la carta igienica è sempre presente, oltre che gli appoggi e appendi abiti, senza parlare dell’igiene nel suo insieme.

Non ditemi che è un problema di spesa, non è vero, è che da noi si fa così e nessuno pensa di fare in modo diverso. Ci vuole un disegno di legge anche per questo? Il buon senso e le novità in questo campo non possono bastare?

La fitoterapia cinese: un importante strumento antidolorifico

30/8/10

Catherine Bellwald La fitoterapia cinese: un importante strumento antidolorifico

Ho iniziato ad usare la fitoterapia cinese per trattare il dolore negli ultimi anni. Prima infatti mi incaponivo sul trattamento solo con l’agopuntura per ridurre al minimo l’assunzione di sostanze medicamentose, seppur naturali.

Il primo caso che mi ha fatto cambiare idea è stato quello di un paziente con una frattura di bacino a causa della quale non poteva spostarsi dal letto per eseguire trattamenti. Ho così iniziato a studiare le ricette più idonee per il mio paziente trovandone molte di antiche usate dai monaci shaolin per curare  i traumi conseguenti ai combattimenti.

Ho quindi scoperto che la fitoterapia si pone nei confronti del dolore nella stessa identica ottica dell’agopuntura: far circolare l’energia nel punto del dolore e in particolare muovere il sangue.

Nelle ricette inoltre sono presenti dei prodotti che servono a drenare i liquidi che a causa dell’infiammazione  si possono accumulare localmente e solo pochi prodotti hanno una azione antinfiammatoria nel senso di riduzione della risposta infiammatoria.

Ho iniziato  ad usare queste ricette sui  pazienti agofobici, che non sopportano neanche l’idea di essere trattati con l’agopuntura, piuttosto la morte!  Prima cercavo di convincerli che un ago non poteva in nessun modo nuocere loro ma con gli anni ho imparato che in questi  casi è  meglio  trovare un’altra soluzione.

Oggi  al paziente agofobico non impongo più gli aghi ma lo tratto con la tecnica delle miofibrolisi e con l’ausilio della fitoterapia cinese oltre che con esercizi mirati e, devo dire, i risultati sono più che validi. Uno dei paziente trattato in questo modo è stato il marito di una mia collega agopunturista; il suo dolore alla spalla era iniziato già da diversi mesi ma il paziente non aveva proprio voluto saperne di trattarsi con l’agopuntura. Aveva quindi eseguito una visita ortopedica con diagnosi di tendinopatia inserzionale e lesione della cuffia dei rotatori, per il quale aveva poi subito intervento artroscopico.

Il decorso post operatorio era stato molto doloroso e aveva dovuto, nonostante tutto, accettare di sottoporsi ad alcuni trattamenti di agopuntura a scopo antalgico per riuscire a dormire e affrontare con  più beneficio la riabilitazione. Ma, non appena  iniziato a stare meglio, i trattamenti sono ovviamente stati sospesi.  Permaneva comunque, anche dopo i canonici tre mesi dall’intervento un dolore notturno molto fastidioso, oltre che un limitato utilizzo funzionale, motivi per i quali aveva deciso di farsi operare.

Dopo un po’ di insistenza sono finalmente riuscita a prescrivergli una ricetta fitoterapica a scopo antidolorifico. Dopo una settimana il paziente riferiva di poter finalmente dormire bene di notte e di muoversi più liberamente, senza paura di sentire dolore, ma non ha voluto proseguire con la cura.

Dopo circa  8 mesi  lamentava la comparsa di dolore alla spalla controlaterale, eseguiva nuovamente visita ortopedica che suggeriva un intervento artroscopico da programmare con calma, per tendinopatia inserzionale in  assenza di lesioni conclamate.

Questa volta il paziente  mi ha subito contattato e ha iniziato a prendere il suo rimedio fitoterapico con continuità, risolvendo completamente il dolore notturno alle spalle e migliorando anche la sua condizione generale. Oggi riferisce  maggior stato di benessere e remissione della fastidiosa sindrome diarroica cronica inveterata. E’ entusiasta del risultato e alla recente visita ortopedica la sua condizione di benessere ha convinto anche il chirurgo a rinunciare all’intervento artroscopico anche se neanche un accenno è stato fatto da parte del paziente a proposito della terapia fitoterapica ancora in corso.

Da allora ogni paziente agofobico viene da me trattato con miofibrolisi, eventuale taping, esercizi di fisioterapia mirati e con l’aggiunta della ricetta fitoterapica antalgica che cerco di associare alla sua costituzione di base.

L’utilizzo della fitoterapia cinese in senso squisitamente antalgico  è utilissima in associazione all’agopuntura in quei numerosi pazienti che, abitando troppo lontani,  non possono eseguire trattamenti troppo ravvicinati  e nei pazienti particolarmente acuti o con gravi dolori cronici presenti da oltre 20-30 anni  che non possono o non desiderano assumere terapia antalgica tradizionale.

Infine offre uno strumento utile per mantenere gli effetti del trattamento durante la sospensione delle ferie e per quei pazienti ritardatari che  decidono di iniziare il trattamento a ridosso della partenza per le vacanze.

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L’agopuntura di oggi: un trattamento poco aggressivo

26/8/10

Catherine Bellwald Lagopuntura di oggi: un trattamento poco aggressivoMi viene da sorridere pensando a  tanti anni fa, quando  il primo paziente mi diceva mentre lo trattavo con l’agopuntura:

“Ma dottoressa… lei si diverte!”

Ancora  professionalmente acerba, mi ricordo di non aver gradito la battuta e di aver risposto che avevo altri modi per divertirmi.

A distanza di quasi 10 anni capisco da cosa possa scaturire una simile affermazione, che ancora oggi si ripete frequentemente.

Proprio ieri un paziente mi diceva: “Quando prende gli aghi in mano le “sberlusigano” gli occhi!”.

In effetti a  me piace davvero  il mio lavoro e presumo si veda chiaramente; gli aghi e gli strumenti della miofibrolisi sono la continuazione delle mie dita e le mie preziose e amate  armi per combattere il nemico numero uno: il dolore. A loro sono grata come a tutti gli insegnanti e maestri che ho avuto o che il mondo ha avuto affinché questa arte potesse arrivare fino a me.

Questo amore si vede e alcuni lo scambiano per sadismo ma si chiama in realtà intensità; è la stessa che proviamo quando si fa uno sport o un hobby che ci piace. La caccia,per esempio, avete mai visto un cacciatore non amare i sui fucili e non amare andare a caccia? Ecco è la stessa cosa,e lo stesso vale per altre passioni come lo sci o la vela. Ho potuto trasformare la mia passione nel mio lavoro e devo dire che questa è un grande fortuna perché riduce in modo assolutamente incredibile il carico e la fatica legati alla professione medica.

E’ anche molto interessante vedere come negli anni il mio modo di pungere sia via via diventato sempre più delicato e meno aggressivo. In particolare al rientro dal soggiorno e master in  Cina avevo imparato a pungere alla cinese. Prediligevo gli aghi grossi e lunghi, stimolazioni dirette sull’ago, l’utilizzo dell’elettroagopuntura e anche i sanguinamenti.

In Cina i pazienti anziani chiedevano espressamente ai medici di sentire l’effetto dell’ago in maniera forte. Un detto popolare presente anche da noi: più brucia e meglio è! Per un cinese essere punto da una dottoressa bionda metteva a disagio e dovevi in un certo modo dimostrare che sapevi maneggiare gli aghi con disinvoltura e grinta per essere accettata.

Tutti noi oggi sappiamo che non è affatto necessario che un disinfettante bruci per essere attivo sui germi e lo stesso vale per gli aghi. Anche in agopuntura abbiamo scoperto che  non è vero che più l’ago è grosso o più  è stimolato e più funziona, è una leggenda!  Oggi la produzione industriale degli aghi consente di avere a disposizione  aghi  monouso e sterili e soprattutto sempre più sottili.

Tenete conto che gli aghi che utilizzo oggi sono dalle 10 alle 20 volte più piccoli dei comuni aghi da prelievo ematologico. Certo con questi aghi non è possibile ottenere un  sanguinamento o esercitare una forte stimolazione diretta sull’ago, come non è possibile applicare gli elettrodi o pezzi di moxa perchè gli aghi non sopporterebbero il loro peso.

E’ però possibile utilizzare tecniche molto antiche di agopuntura dove solo la scelta di una specifica combinazione di punti costituisce l’anima del trattamento in assenza di qualunque altro strumento.  E’ sufficiente una bustina di aghi e niente altro. Niente fumo o odore di moxa che ti resta addosso a vita, niente sangue, niente fili o scariche elettriche. Un lavoro semplice, pulito e raffinato

Il mio maestro Dott Tan diceva ” per spegnere una lampadina potete romperla con un sasso  o molto elegantemente spegnere l’interruttore …. se sapete dove si trova!”

I giapponesi sono stati i primi a produrre questi aghi sottili e come sempre a raffinare il lavoro dei cinesi, ma oggi sono prodotti su larga scala e  basso costo anche in Cina dove stanno arrivando ma con un po’ di ritardo. Infatti loro sono rimasti ad un’agopuntura un po’ più grezza, ottenuta soprattutto dal recupero della fetta più superficiale della loro antica  tradizione millenaria che con la rivoluzione cinese ha rischiato di andare persa completamente.

L’agopuntura più occulta però si è salvata attraverso la trasmissione orale da padre a figlio come avveniva una volta e, non ci crederete, i migliori agopuntori cinesi e coreani oggi sono tutti residenti in America.

Non ho niente contro l’utilizzo dell’ agomoxa, dell’elettroagopuntura  e dei sanguinamenti; ho praticato queste tecniche per tanti anni ma dopo aver imparato a spegnere le lampadine con l’interruttore non posso più tornare in dietro! Con questa antica metodica si costruiscono dei trattamenti che, oltre che essere molto più tollerati sono anche esteticamente eleganti quasi come una composizione floreale o un piatto di sushi.

E se il dolore coinvolge la parte tendinomuscolare o osteoarticolare  aggiungo  la tecnica della miofibrolisi e l’applicazione di esercizi specifici e mirati.  Come ho esposto al convegno di agopuntura di Bologna  gli strumenti metallici della miofibrolisi ricalcano in modo sorprendente le diverse forme dei Guasha ancora usati nella medicina orientale popolare ma andati in disuso per la forte reazione infiammatoria della cute.

l vantaggi di questi nuovi strumenti sono innanzitutto di consentire la sterilità e la possibilità di eseguire un lavoro preciso e  specifico, capace di raggiungere i diversi tessuti anche quelli più profondi come le inserzioni periostiali dove spesso di annidano le tensioni più interne.

Anche la conoscenza sul movimento e delle leggi meccaniche di ogni singolo muscolo sono state sviscerate nell’ultimo secolo in modo preciso da numerosi fisioterapisti. Dal generico “non stia fermo ma muova pure la parte dolente” oggi si può aggiungere in modo preciso, quale esercizio è indicato e quale no e come farli nel modo più conveniente  con l’obiettivo di allungare o distendere un determinato distretto tendinomuscolare piuttosto che un altro.

Il massaggio, il movimento, la dieta e la fitoterapia erano da sempre incluse nelle arti mediche orientali, aggiungere nozioni precise sui componenti biochimici o muscolari piuttosto che utilizzare strumenti più sicuri dal punto di vista della sterilità ma anche della accettazione del paziente mi sembra un buon passo nella direzione giusta.

Ovvero unire e integrare le antiche conoscenze mediche orientali con le nuove  aquisizioni della medicina occidentale.

Usare l’agopuntura non significa essere non aggiornati sulle nuove scoperte in campo scientifico e neanche essere dei masochisti. Avete mai notato che nei i film  dove fanno vedere trattamenti di agopuntura i pazienti sono leteralmente ricoperti da aghi, oppure l’agopuntura è rilegata a un mondo magico e di occultismo?

L’agopuntura non è una fede e non è in grado di trascinare i pazienti verso la via della perdizione religiosa come sono convinti alcuni cristiani evangelisti.

L’agopuntura è una tecnica antichissima di medicina la cui applicazione moderna ne consente un utilizzo estremamente poco invasivo ed assolutamente sicuro e la cui efficacia ne permette una applicazione  molto più vasta di quanto non si pensi anche su casi impegnativi e presenti da lungo tempo.



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