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	<title>Uno Due Tre&#187; Cathe</title>
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	<description>Volersi bene è già curarsi</description>
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    <title>Uno Due Tre</title>
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		<title>Febbraio e il polmone nella medicina cinese</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 06:00:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal calendario cinese con il 4 Febbraio entriamo in Li chun che significa inizio della primavera e primo giorno del nuovo anno. La visione di iniziare l&#8217;anno con l&#8217;inizio della primavera ha una sua logica nel dare all&#8217;anno la stessa ciclicità e dinamismo di tutti gli esseri viventi. Il ciclo dell&#8217;anno esattamente come il ciclo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-64.jpeg" rel="lightbox[7007]"><img class="alignleft size-full wp-image-7012" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-64.jpeg" alt="Catherine Bellwald Febbraio e il polmone nella medicina cinese" width="194" height="259" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Febbraio e il polmone nella medicina cinese" /></a>Dal calendario cinese con il 4 Febbraio entriamo in <strong>Li chun</strong> che significa <strong>inizio della primavera</strong> e <strong>primo giorno del nuovo anno</strong>. La visione di iniziare l&#8217;anno con l&#8217;inizio della primavera ha una sua logica nel dare all&#8217;anno la stessa ciclicità e dinamismo di tutti gli esseri viventi.</p>
<p>Il ciclo dell&#8217;anno esattamente come il ciclo della vita: un primo tempo di sviluppo e crescita con la primavera, di massima espressione solare con l&#8217;estate, di iniziale rallentamento e decadimento con l&#8217;autunno e infine di interiorizzazione e morte con l&#8217;inverno.</p>
<p>L&#8217;organo collegato al mese di Febbraio è il <strong>polmone</strong>, il suo animale correlato è la <strong>tigre</strong> e il suo orario è compreso tra le <strong>3 e le 5</strong> del mattino.</p>
<p><strong>Con un inspiro si viene al mondo con un espiro si lascia questo mondo. </strong>La respirazione è collegata con la vita del corpo umano e anche con <strong>l&#8217;aspetto più materiale della vita: la dualità </strong>che altro non è che la legge dello yin e dello yang. Se non si accettano e utilizzano entrambe le componenti, si perde l&#8217;equilibrio e la forza. Un tempo per inspirare-uno per espirare, un tempo per fare-uno per non fare, un tempo per ogni cosa ascoltandosi e senza cadere nella meccanicità dell&#8217;atto ma sfruttando la sua potenzialità.</p>
<p>La respirazione è da sempre considerata il fulcro più importante di lavoro di tutte le più antiche arti marziali, del qi qong e dello yoga. Pur essendo una funzione automatica del corpo viene eseguita  mediante l&#8217;utilizzo della volontà e della concentrazione e a tutt&#8217;oggi ancora poco considerata e utilizzata nella comune educazione occidentale.</p>
<p>Cha dire della Tigre,  nella mitologia classica rappresenta esotericamente la dualità bene-male, creazione-distruzione. Mentre nella filosofia cinese con il famoso detto &#8220;<strong>cavalcare la tigre</strong>&#8220;, si considera la possibilità di <strong>sfruttare la nostra natura aggressiva, domando l&#8217;animale pericoloso e rendendolo mansueto.</strong> Un atto di controllo completo, di grande forza potenziale e di scelta, nulla a che vedere con la visione dell&#8217; agnello che nulla altro può fare che essere mansueto. Un obiettivo che in ogni arte marziale è racchiuso: mettere la violenza al servizio della non violenza.</p>
<p>Infine anche l&#8217;orario è particolare; è l&#8217;ora in cui l&#8217;alba si sente arrivare ma è ancora lontana oppure solo parziale la sua luce. I<strong>n questo orario moltissime persone si svegliano e non riescono più a riprendere sonno.</strong>  Non credo sia un caso, potremmo considerarla come una impazienza del corpo a risvegliarsi presumibilmente data da un sovraccarico o sovreccitazione o iperstimolazione.</p>
<p>Il polmone è il primo canale della circolazione energetica e riceve la staffetta dal canale che lo precede, quello di fegato che, come abbiamo visto nel mese precedente, è quello che maggiormente trattiene e tende ad andare in tensione e quindi in eccesso. <strong>Per lavorare su questo tipo di insonnia è necessario lavorare sul fegato e sui suoi organi correlati</strong> e non solo sul polmone esattamente come in tutte le forme asmatiche.</p>
<p>Le <strong>patologie da raffreddamento</strong> che colpiscono il polmone sono aiutate dal trattamento diretto del canale polmonare. Pensate che con il semplice punto LU 9 (punto shu  del canale di polmone) (in inglese Lung meridian), si esegue un <strong>trattamento stagionale invernale</strong> secondo il metodo degli I Ching applicato al canale del polmone, <strong>utilissimo come prevenzione</strong>.</p>
<p>Nei casi acuti è utile  lavorare in associazione con <strong>la milza</strong> con la quale il polmone forma il grande canale detto <strong>Tai yin</strong> ovvero lo strato più superficiale dello yin sul quale è  possibile trattare <strong>le forme catarrose e con eccessiva produzione di muco</strong>. Ricordiamo che il polmone è collegato direttamente anche con il <strong>grosso intestino</strong> con il quale forma un legame di organo-viscere, interno-esterno e con il quale è possibile facilitare <strong>l&#8217;eliminazione  attraverso le feci del calore in eccesso</strong> formato a causa della patologia acuta.</p>
<p>Infine il polmone è collegato con la <strong>vescica urinaria</strong>, che rappresenta il suo opposite clock rispetto all&#8217;orologio cinese o se preferite al calendario. Il trattamento in fase acuta anche di questo canale può nuovamente <strong>favorire l&#8217;eliminazione dell&#8217;eccesso di calore attraverso le urine</strong>, drenandolo e riequilibrandolo esattamente come fanno i rimedi fitoterapici mirati sulle forme acute dell&#8217;albero respiratorio.</p>
<p>Come ho detto in altri post  questo organo incredibile che è il <strong>polmone soffre il freddo, la secchezza e la tristezza che è la sua emozione.</strong> Un modo per aiutarlo è sicuramente quello di limitare e se possibile <strong>evitare il fumo e lo smog e respirare aria pulita</strong>. E ancora di <strong>evitare l&#8217;eccessiva secchezza causata dai termosifoni</strong> che in questa stagione spesso sono a manetta. Infine di <strong>non alimentare l&#8217;emozione della tristezza</strong> come atto di attaccamento nei confronti di quello che abbiamo perso. In sintesi non stringiamo i pugni per tentare di recuperare ciò che nella mano non c&#8217;è più.</p>
<p>Lasciamo andare e facciamo scorrere anche la sofferenza qualcosa d&#8217;altro colmerà non solo le nostre mani  ma anche il nostro interiore esattamente come fa l&#8217;aria nei polmoni.</p>
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		<title>I veleni</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 06:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per veleno si intende una sostanza in grado di produrre attraverso un meccanismo chimico effetti dannosi transitori o permanenti, il quadro può arrivare alla morte cellulare dei tessuti coinvolti fino ad essere letale per l&#8217;organismo in toto. E&#8217; interessante vedere che la maggior parte delle persone identifica i veleni con poche sostanze  altamente dannose per l&#8217;uomo, presenti anche nel regno naturale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/nola-spariti-fondi-destinati-a-quartiere-dei-veleni.png" rel="lightbox[6757]"><img class="alignleft size-full wp-image-6977" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/nola-spariti-fondi-destinati-a-quartiere-dei-veleni.png" alt="Catherine Bellwald I veleni" width="250" height="250" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu I veleni" /></a>Per <strong>veleno</strong> si intende una sostanza in grado di produrre attraverso un meccanismo chimico effetti dannosi transitori o permanenti, il quadro può arrivare alla morte cellulare dei tessuti coinvolti fino ad essere letale per l&#8217;organismo in toto.</p>
<p>E&#8217; interessante vedere che la maggior parte delle persone identifica i veleni con poche sostanze  altamente dannose per l&#8217;uomo, presenti anche nel regno naturale animale e vegetale dalle quali è sufficiente stare alla larga il più possibile: non ingerire, non inalare, non toccare e siamo protetti!</p>
<p>Molta attenzione oggi viene posta al cibo come fonte primaria di possibile intossicazione da esterno, ecco che quasi tutti gli alimenti in vendita vengono spesso trattati con sostanze disinfettanti e controllati con numerosi test specifici.</p>
<p>L&#8217;aria che respiriamo nelle città e nell&#8217;hinterland delle aree metropolitane è inoltre sempre più ai limiti superiori di tollerabilità come contenuto in idrocarburi e  polveri tossiche, ma il controllo del riscaldamento da parte dei cittadini e dei luoghi commerciali non esiste, l&#8217;unico provvedimento è dato dalla limitazione del traffico urbano con targhe alterne e limiti di velocità che sembrano avere effetti minimi sul contenimento del problema.</p>
<p>Il concetto di veleno e di tossina è invece un concetto chimico molto più esteso che si ritrova in una  elevata quantità di sostanze provenienti dal regno vegetale, animale e minerale. Le conseguenze più temibili  di molteplici patologie infettive a carico di microorganismi sono in realtà il risultato degli effetti delle tossine prodotte dai microrganismi e dalla reazione di difesa del nostro corpo.</p>
<p>Il nostro stesso corpo è in grado di produrre tossine in situazioni patologiche specifiche, o meglio sarebbe dire che alcune sostanze prodotte normalmente dal corpo, quando prodotte o presenti per motivi patologici in modo eccessivo possono diventare esse stesse tossiche per l&#8217;organismo.</p>
<p>Per fare un semplice esempio in caso di insufficienza renale l&#8217;urea si accumula nel sangue diventando tossica, in caso insufficienza polmonare l&#8217;anidride carbonica si accumula nel sangue diventando tossica, in caso di diabete il glucosio si accumula nel sangue diventando tossico. In caso di infiammazione vengono liberate un gran numero di sostanze chimiche che possono avere un  effetto tossico.</p>
<p>Ecco che semplificando in modo estremo possiamo avere due grosse categorie di intossicazione autoprodotta, da deficit ovvero da insufficienza di una qualunque funzione fisiologica interna oppure da eccesso di una funzione che possiamo definire difensiva: l&#8217;infiammazione.</p>
<p>Da ormai oltre 70 anni sempre più dettagli vengono apportati allo studio dei numerosi e vari mediatori dell&#8217;infiammazione e della complessa catena di reazioni chimiche da essi prodotta e molte sono ormai le correlazioni tra infiammazione cronica e cancerogenesi.  Molti sono i biologi e ricercatori che nello studio di questi mediatori sono alla ricerca di importanti risposte.</p>
<p>Quello che è davvero curioso sapere è che circa 4000 anni fa, nei testi di medicina e di fitoterapia cinese, si parlava di veleni e di tossico nel sangue alludendo a patologie non solo acute ma anche croniche.  Sono tantissimi i fitoterapici e le ricette fitoterapiche antiche nella cui specificità terapeutica è segnato&#8221;toglie il tossico dal sangue&#8221;, oppure &#8220;toglie il tossico del fuoco e del calore&#8221;.</p>
<p>I veleni che possiamo produrre sono in effetti la causa delle  patologie più difficili e subdole da trattare. Non stupisce neanche pensare che le emozioni negative da sole siano in grado attraverso un meccanismo di eccesso e di infiammazione di produrre dei veleni. Quando si dice &#8220;non avvelenarti il sangue&#8221; oppure non &#8220;avvelenarti la vita&#8221;, il significato è ancora quello per cui emozioni contratte, sentimenti repressi e shock affettivi possono, non solo simbolicamente, generare dei veleni. Da questi veleni tanto quanto da quelli provenienti dal cibo malsano e dalle polveri sottili presenti nell&#8217;aria dobbiamo stare molto in guardia.</p>
<p>Sull&#8217;inquinamento abbiamo poca possibilità di interagire se abitiamo in un centro urbanizzato; sugli alimenti possiamo fare qualcosa, selezionandoli e diventando sempre più esigenti ma dovendo affrontare costi superiori.</p>
<p>Sulle emozioni invece possiamo agire direttamente senza costi aggiuntivi: tocca a noi la pulizia delle emozioni negative come esercizio regolare e costante esattamente come dobbiamo fare con la manutenzione e cura di qualunque oggetto o luogo.</p>
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		<title>Emorroidi: rimedi naturali e cause</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 06:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avere le emorroidi significa in termini tecnici avere le emorroidi infiammate, dolenti e talora sanguinanti; il termine stesso evoca la perdita di sangue. Pertanto in senso tecnico le emorroidi sono considerate oggi come strutture anatomiche vascolari assolutamente fisiologiche ricche di innervazioni nervose, che partecipano attivamente alla possibilità di contenere attraverso lo sfintere anale gas, liquidi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6997" style="border: 5px solid white;" title="uomo_sorridente" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/uomo_sorridente.jpg" alt="Catherine Bellwald Emorroidi: rimedi naturali e cause" width="272" height="220" />Avere le emorroidi significa in termini tecnici avere le emorroidi infiammate, dolenti e talora sanguinanti; il termine stesso evoca la perdita di sangue.</p>
<p>Pertanto in senso tecnico le emorroidi sono considerate oggi come strutture anatomiche vascolari assolutamente fisiologiche ricche di innervazioni nervose, che partecipano attivamente alla possibilità di contenere attraverso lo sfintere anale gas, liquidi e feci in modo volontario e ben controllato.</p>
<p>Oggi si ritiene che le emorroidi in sè non siano la patologia ma il risultato di una patologia e questo è già un passo avanti. Nella medicina cinese ogni patologia è il risultato di una situazione patologica nascosta che la ha originata. In medicina occidentale anche se si conoscono molti fattori eziologici e fattori  predisponenti sono a tutt&#8217;oggi innumerevoli le  patologie ad eziologia sconosciuta.</p>
<p>In particolare la corrente di pensiero odierna non considera più le emorroidi come patologiche e la rimozione completa del plesso emorroidario come l&#8217;intervento chirurgico più efficace, bensì il contrario, ovvero l&#8217;intervento cerca di limitare l&#8217;asportazione di tessuto emorroidario al minimo per non  danneggiare il complicato sistema della continenza fecale.</p>
<p>La tecnologia ci ha permesso di osservare che la mucosa anale dei soggetti con emorroidi infiammate è spesso prolassata e la considera come la causa dell&#8217;infiammazione. Ma ritengo sia legittimo chiedersi: l&#8217;infiammazione delle emorroidi, facendo gonfiare il tessuto vascolare e i cosiddetti cuscinetti emorroidari, non può essa stessa causare uno scivolamento della mucosa anale?</p>
<p>I rami pieni di frutta matura di un albero non cedono forse verso il basso?</p>
<p>La spiegazione meccanica che considera il prolasso della mucosa come la causa principale non è per questo sbagliata, anzi le emorroidi delle partorienti e dei soggetti fortemente stitici hanno esattamente  questa spiegazione, ovvero nell&#8217;atto di spingere con forza durante l&#8217;evacuazione fecale e durante il parto, la mucosa anale può cedere verso il basso causando un&#8217;infiammazione dei cuscinetti emorroidari. Ma possiamo anche pensare che e la gravidanza e le masse fecali ristagnanti sono causa di una circolazione sanguigna più compromessa per effetto meccanico e compressivo diretto sulle strutture venose.</p>
<p>Anche la posizione statica mantenuta a lungo può essere considerata una causa predisponente allo sviluppo di emorroidi. Ma possiamo considerare la stipsi come l&#8217;unica causa? Sono tanti i pazienti che soffrono di emorroidi e non soffrono di stipsi.</p>
<p>Nella medicina cinese le emorroidi sono molto spesso segno di calore interno, soprattutto se sanguinano e se bruciano o prudono e se sono accompagnate da polsi pieni e forti. Non  a caso rispondono molto bene alla fitoterapia mirata sul calore interno e sulla stasi di sangue, essa stessa fonte di calore. Inoltre la stipsi è frequentemente segno di calore interno.</p>
<p>Il fatto che la popolazione adulta soffra così tanto di questo problema soprattutto maschile è indiscusso. Anzi credo che l&#8217;incidenza di uomini che soffrono occasionalmente o riccorrentemente di emorroidi sia molto più alta di quanto non si possa trovare sui testi. Sono molti infatti gli uomini che non lo confessano neanche al proprio medico di fiducia.</p>
<p>Gli uomini in un certo senso soffrono di emorroidi nella stessa misura in cui le donne soffrono frequentemente di vaginite o di cistite. Ci sono casi di donne con emorroidi e di uomini con cistiti e prostatiti, ovviamente, non facciamo generalizzazioni estreme. Quello che volevo dire è che l&#8217;incidenza di  emorroidi nell&#8217;uomo sembra avere  lo stesso peso dell&#8217;incidenza delle infezioni e infiammazioni urogenitali nelle donne.</p>
<p>Se consideriamo l&#8217;apparato urogenitale maschile rispetto a quello femminile possiamo considerarlo esterno e quindi in teoria meno sensibile al calore interno rispetto al femminile. Ipotizzando che condizioni emotive, costituzionali ed alimentari possano aumentare una condizione di stasi e di calore interno potremmo anche estrapolare che nell&#8217;uomo questa condizione possa maggiormente riflettersi sul plesso emorroidario e nella donna sull&#8217;apparato urogenitale.</p>
<p>La cura e la prevenzione non possono quindi essere limitate ai consigli alimentari che prevedono solo la presenza di dosi più elevate di fibre nella propria dieta, meglio se provenienti da alimenti vegetali freschi ma anche un&#8217;attenzione all&#8217;idratazione e soprattutto alla limitazione di cibi fortemente riscaldanti come la carne, il peperoncino, il cioccolato, i formaggi fermentati e gli insaccati.</p>
<p>Il movimento fisico inteso come fonte di movimento di sangue e di energia in senso lato, consente l&#8217; eliminazione attraverso il sudore di calore e tossine ma anche di tensioni interne, diventando in questa ottica una cura e una prevenzione.</p>
<p>L&#8217;educazione alla contrattura e rilassamento delle muscolatura anale, se fatta regolarmente, diventa un ottimo strumento terapeutico in quanto sia l&#8217;eccessivo spasmo dello sfintere (segno di tensione viscerale) che il rilassamento della muscolatura anale, possono peggiorare l&#8217;infiammazione locale. Oggi si parla di riabilitazione del pavimento pelvico ma ricordiamo che una intera sezione del pranayama e alcune asanas dello yoga prevedono l&#8217;utilizzo insieme alla respirazione della contrattura di alcuni distretti viscerali fra i quali quello anale, tramite la tecnica chiamata mula bandha.</p>
<p>Nei casi più complicati l&#8217;agopuntura è un valido aiuto in quanto non riduce  solo le tensioni emotive ma il modo in cui il corpo le somatizza. Infine la fitoterapia cinese, quando mirata e calibrata sulla persona, può in pochi giorni togliere il calore e la stasi in modo molto più efficace e con meno effetti collaterali di quanto non lo possano fare la terapia steroidea e i farmaci flebostatici.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il grande freddo è arrivato difendiamoci</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 06:00:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal calendario cinese entriamo dopo la seconda metà del mese di gennaio nella piccola stagione lunare detto Da Han o Grande Freddo iniziato quest&#8217;anno precisamente il  20 gennaio. Non possiamo non essere d&#8217;accordo, il termometro parla chiaro, si va in molti momenti del giorno e della notte vicino e sotto gli zero gradi centigradi. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-132.jpeg" rel="lightbox[6961]"><img class="alignleft  wp-image-6966" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-132.jpeg" alt="Catherine Bellwald Il grande freddo è arrivato difendiamoci" width="301" height="204" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Il grande freddo è arrivato difendiamoci" /></a>Dal calendario cinese entriamo dopo la seconda metà del mese di gennaio nella piccola stagione lunare detto Da Han o Grande Freddo iniziato quest&#8217;anno precisamente il  20 gennaio.</p>
<p>Non possiamo non essere d&#8217;accordo, il termometro parla chiaro, si va in molti momenti del giorno e della notte vicino e sotto gli zero gradi centigradi. E il corpo umano come quello delle piante e dello stesso pianeta inizia ad aver sempre meno risorse di calore interno e quindi a sentire e soffrire di più il freddo.</p>
<p>Il buio e il freddo non sono malattie o fenomeni da rifiutare o di cui avere paura, sono fenomeni della natura che hanno un loro perchè e che fanno il loro decorso ciclico. Non bisogna quindi   chiudersi in casa e al riparo nella nostra casuccia. Diventa però in questo periodo molto rischioso  sfidare il freddo, per esempio aprendo le finestre di casa per cambiare l&#8217;aria come fosse primavera!</p>
<p>Avevo una paziente che faceva le pulizie di casa e i letti con le finestre spalancate lamentando una ricorrente  lombalgia, completamente regredita dopo che con suo grande rammarico le ho vietato di fare i letti nella corrente in camicia da notte!</p>
<p>Non ci si ascolta! Non si ascolta il corpo durante i movimenti per capire quando fermarsi e non si ascolta il corpo per modulare la temperatura corporea a seconda delle necessità e delle circostanze che possono cambiare anche molto velocemente la nostra capacità di resistere al freddo: umidità, stanchezza fisica e mentale, stato generale, digestione  in corso, rilassamento e abbandono, oppure azione ed espansione.</p>
<p>Tutti  stati completamente diversi che possono modificare di molto la nostra capacità di resistere al freddo. E&#8217; quindi necessario avere una grande consapevolezza anche della propria capacità di percepire il freddo senza consentirgli di entrare ma solo di restare in superficie e anche di togliere e metttere indumenti a seconda del clima esterno oppure semplicemente bere o mangiare qualcosa di caldo al momento giusto.</p>
<p>Come sempre e ancora una volta è necessario ascoltare il corpo e porre rimedio e non fare le orecchie da mercanti. Certamente i rischi non sono gravi: una contrattura muscolare oppure uno stato influenzale o un semplice raffreddore che però possono essere molto fastidiosi e indebolire le nostre energie.</p>
<p>E&#8217; quindi importante capire quando si prende freddo e porre immediato rimedio senza subirlo passivamente aspettando che il freddo entri nel corpo.</p>
<p>Una particolare attenzione è raccomandabile alla gola e al naso, queste due zone sono una apertura ai virus. Quando sentite chiaramente un prurito alle narici, al velo pendulo o alla gola è un sintomo da non sottovalutare. Per i cinesi il prurito è un segno di vento e il vento è il vettore con il quale il freddo e per parlare in termini più occidentali i virus o microorganismi possono farsi strada.</p>
<p>In queste particolarissime situazioni se siete attenti e vigili, potete porre un immediato rimedio.   Una inalazione di timo in olio essenziale e magari una spuzzata di propoli in gola possono essere semplici ed efficaci rimedi  ma solo se  eseguiti tempestivamente. Strumenti banali reperibili in qualunque erboristeria, farmacia e parafarmacia oggi presenti ad ogni angolo di strada che consiglio di portare in borsetta o in tasca se preferite.</p>
<p>Vi sono poi rimedi più specifici  che possono aiutare a proteggere la superficie come la ricetta Yu ping feng sang che  viene tradotto in Jade windscreen powder ovvero Polvere di parabrezza di giada. Nome come sempre molto romantico ma decisamente significativo. Per tutti coloro che sono andati in moto è possibile capire come il parabrezza ci difenda in modo efficace dal vento e dalle intemperie: immaginate di non averlo!</p>
<p>Una ricetta fitoterapica cinese  antichissima e molto maneggevole che può darci una mano a superare indenni anche questa stagione più fredda meglio ancora se mischiata ad altre ricette idonee alla nostra specifica costituzione ma che può essere  preso anche da sola.</p>
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		<title>Lo Yoga può far male?</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 06:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; uscito recentemente sulla Repubblica un articolo di Federico Rampini sui possibili effetti dannosi di questa antica disciplina. Nell&#8217;articolo in questione si sottolinea lo svilupparsi di una crescente e cosiddetta  allarmante &#8220;sindrome da incidenti di yoga&#8221; che io definirei sindrome da malpratica di yoga e che anche Rampini  stesso riconosce come tale nello svilupparsi del suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images37.jpeg" rel="lightbox[6920]"><img class="alignleft size-full wp-image-6933" style="border-width: 5px; border-color: white; border-style: solid;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images37.jpeg" alt="Catherine Bellwald Lo Yoga può far male?" width="220" height="229" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Lo Yoga può far male?" /></a>E&#8217; uscito recentemente sulla Repubblica <a href="http://rampini.blogautore.repubblica.it/2012/01/10/allarme-dagli-usa-lo-yoga-puo-anche-far-male/" target="_blank">un articolo di Federico Rampini </a>sui possibili effetti dannosi di questa antica disciplina. Nell&#8217;articolo in questione si sottolinea lo svilupparsi di una crescente e cosiddetta  allarmante &#8220;sindrome da incidenti di yoga&#8221; che io definirei <strong><em>sindrome da malpratica di yoga</em></strong> e che anche Rampini  stesso riconosce come tale nello svilupparsi del suo articolo.</p>
<p>L&#8217;argomento è in effetti interessante e diventa più che legittimo affrontarlo con serietà e competenza senza ritenerlo un tabù ma cercando di chiarire alcuni aspetti importanti di questa questione: può lo yoga far male?</p>
<p>Pratico yoga da oltre 30 anni e in tutto questo tempo non mi è mai capitato di avere problematiche fisiche correlate con la mia pratica; semmai posso dire con onestà che lo yoga mi ha consentito di mantenere un&#8217;attenzione e consapevolezza corporea anche su altri sport come la corsa, l&#8217;equitazione, il trekking e lo sci  che portano a frequenti incidenti e disturbi fisici da ipersollecitazione meccanica. Quando non sto bene so esattamente quali esercizi non fare e quali fare e questo è assolutamente vero.</p>
<p>Certamente un caso come il mio non rappresenta nessuna incidenza e tanto meno può far testo per il fatto che possiedo nozioni di anatomia, fisiologia, recupero motorio, conseguiti con i miei studi in medicina e riabilitazione e con il mio lavoro. E&#8217; altrettanto vero però che  <strong>i numeri segnalati nell&#8217;articolo di Rampini non danno realmente la dimensione del problema</strong> in quanto non sono associati al numero di praticanti totali ne&#8217; al numero di praticanti che non solo stanno bene ma che dalla pratica hanno tratto benefici.</p>
<p>Ovvero non emerge una percentuale di danno e tanto meno si confronta con altri sport o discipline e questo non consente di avere una visione completa ma solo parziale e oserei dire &#8220;direzionabile&#8221; e impressionabile. L&#8217;affermazione  che &#8220;<em>molte persone non sono adatte alla pratica dello yoga e farebbero meglio a smettere</em>&#8221; e la conclusione che &#8220;<em>per praticare yoga bisogna essere in ottima salute</em>&#8221; mi sembrano un pò eccessive e tendenziose.</p>
<p><strong>Lo yoga è innanzitutto una via</strong>, non solo uno sport, ovvero <strong>una possibilità di sviluppare qualcosa di unico e di individuale utile su diversi piani dell&#8217;individuo</strong>. Una buona pratica consente di arrivare al silenzio e alla <strong>possibilità di creare un vuoto dentro di sè</strong> . I  pensieri meccanici hanno la possibilità di sgretolarsi  liberando la nostra mente ad un mondo decisamente più espanso dove il pensiero può svilupparsi, elevarsi  e viaggiare molto più liberamente, <strong>come attingendo a qualcosa di superiore.</strong></p>
<p>Queste esperienze possono arricchire il praticante di yoga che in questa era soffre più che in ogni altra epoca per il senso di assenza di libertà. L&#8217;individuo moderno di oggi come non mai sente di essere prigioniero dei propri pensieri meccanici e di molteplici condizionamenti esterni.</p>
<p><strong>Lo yoga visto sotto questo profilo interno e interiorizzato può essere considerato come un unguento, una medicina per molte malattie dell&#8217;anima</strong> compresa la depressione e l&#8217;ansia di cui tanto si parla in giro. E&#8217; da considerare che molti sport possono a loro volta diventare una via. L&#8217;alpinismo di Messner, per fare un esempio, non è solo uno sport ma diventa, nel modo in cui lui lo pratica, una vera e propria via, un modo per evolvere, per andare oltre ai propri limiti e al proprio modo di pensare,   creando qualcosa di nuovo come lui ha prodotto.</p>
<p>Ma come lui stesso  dice: quello che va bene a me non va bene ad altri, anzi può essere nocivo e pericoloso</p>
<p>Nella mia esperienza <strong>non vi è nulla che sia una medicina uguale per tutti e per tutto</strong>.  Come  per la fitoterapia cinese se un rimedio fitoterapico è efficace per una patologia specifica, lo stesso rimedio può, se assunto erroneamente, diventare dannoso per altri individui. Il fatto di essere naturale non lo rende meno nocivo, è infantile e puerile ragionare in questo modo.</p>
<p>Come sempre si tratta di <strong>conoscere la materia in modo approfondito, non solo studiando ma anche praticando</strong>. <strong>Ogni postura ha degli effetti fisici e meccanici che, se eseguiti su soggetti con problematiche fisiche specifiche possono aver bisogno di correzioni e personalizzazioni individuali non sempre già codificate sui libri.</strong></p>
<p>Inoltre <strong>lo yoga come molte discipline orientali e come molte religioni tendono a  restare condizionate dalla tradizione, &#8220;si faceva così e così dobbiamo fare</strong>&#8220;. L&#8217;insegnamento rischia di diventare qualcosa di morto, il cui valore  oggi non ha lo stesso valore e la stessa efficacia di quella che poteva avere a quei tempi. Ricordiamo che anticamente il praticante di yoga veniva selezionato da bambino e  cresceva dedicando allo yoga una vita intera.  Oggi non è più così; inoltre si traducono i testi antichi, cercando di applicarli e capirne il significato <strong>non senza il rischio di interpretare.</strong></p>
<p>Ma ancora non è tutto. Per esperienza posso affermare che la pratica dello yoga non è tale se non si arriva a un certo tipo di intensità. <strong>E&#8217; l&#8217;intensità della pratica a renderla efficace</strong>. Si tratta, come per molti farmaci e per  la fisioterapia, di un &#8220;delta di azione efficace&#8221; talora molto piccolo e a volte vicino al limite del potenzialmente nocivo. Il che rende necessario da parte di chi prescrive farmaci, pratica la fisioterapia ma anche di chi guida una pratica di yoga e di chi la esegue, una  <strong>notevole attenzione e capacità di ascolto per non rischiare di passare dalla pratica all&#8217;acqua di rose a quella dissennata e dannosa.</strong></p>
<p>Ci addentriamo così in una dimensione che può diventare pericolosa, quando chi  insegna o chi  pratica yoga entra in una condizione di fanatismo e di incapacità di essere equilibrato. Ma cerchiamo di non farci fregare dal modo di pensare di questa nuova nostra società moderna che vorrebbe etichettare tutto come sicuro, come  la carne che si compra al supermercato: non è così semplice.</p>
<p>Di chi è la responsabilità se, durante una lezione, il praticante di yoga che lavora al supermercato sollevando pesi ha avvertito per tutta la settimana un dolore sciatico ingravescente, e durante la lezione ha insistito facendo tutte le posture  pur sentendo male fino a sentire chiaramente una fitta di dolore nella posizione della pinza (pascimottasana), procurandosi o peggiorando una discopatia lombare: dell&#8217;insegnante o dell&#8217;allievo?</p>
<p>Io da allieva dico: è mancata consapevolezza dell&#8217;allievo, come del runner che si procura una meniscopatia o tendinopatia delle ginocchia perchè non si è fermato in tempo. Non si è ascoltato, ha superato per ego o per distrazione il suo limite fisico e ne paga le conseguenze.</p>
<p>L&#8217;insegnante di yoga diventa responsabile delle conseguenze quando il suo allievo lo avverte del suo dolore e lui non lo ascolta oppure gli dice di proseguire senza aver paura del dolore e senza una reale consapevolezza dei veri limiti del praticante: questa diventa omissione di responsabilità. E&#8217; vero che molti medici senza conoscere lo yoga potrebbero dire di sospendere questa pratica in quanto causa di dolore, senza badare troppo al sottile e magari distruggendo anni di lavoro positivi. Ma è altrettanto vero che <strong>l&#8217;insegnante di yoga potrebbe non essere in grado di capire che alcuni esercizi in quel determinato caso e situazione infiammatoria possono diventare pericolosi:</strong> una anterolistesi lombare per esempio può peggiorare con esercizi di estensione, e una rettilinizzazione lombare o cervicale con protrusioni discali può peggiorare con esercizi di flessione soprattutto se mantenuta a lungo e questi ultimi sono casi molto frequenti e quasi sempre prodotti dalla vita sedentaria o da altre condizioni lavorative.</p>
<p>Un buon insegnante o maestro di yoga deve si aver studiato lo yoga e il corpo umano ma anche e soprattutto aver praticato a lungo e insegnato altrettanto a lungo.  E  anche lui come l&#8217;allievo e come molti medici  non deve cadere nel delirio di onnipotenza conferitogli dal suo ruolo e cercare di mantenere un giudizio più oggettivo possibile.</p>
<p>Federico Rampini si stupisce del fatto che molti maestri soffrono di disturbi fisici; perchè no? dico io; il fatto di insegnare yoga non li rende per questo motivo invulnerabili. Tensioni emotive viscerali e momenti di inconsapevolezza motoria possono colpire anche loro. Aver conseguito una consapevolezza individuale  in uno specifico campo non significa averla mantenuta a 360 gradi e in modo continuativo.</p>
<p><strong>Molti dolori sono espressioni di  tensioni interne e il riflesso di disturbi viscerali profondi e possono emergere durante la pratica</strong>. Discernere in quali casi ci si trova non è facile. Correre dall&#8217;ortopedico al primo piccolo e transitorio dolore di spalla  senza aspettare di vedere cosa succede, oppure perseverare con mesi o anni di lombosciatalgia senza rivolgersi a uno specialista del settore, meglio se medico e  con competenze specifiche, sono entrambi errori, il primo da eccesso di paura e il secondo da omissione di responsabilità.</p>
<p>L&#8217;equilibrio, il giusto agire e parlare, sono l&#8217;obbiettivo da raggiungere; qualcuno è ancora molto lontano, qualcuno è già vicino; errare è più che comprensibile per entrambi.</p>
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		<title>Il rotore nell&#8217;autotrattamento per le algie muscoloscheletriche</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 06:00:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il rotore è un importante strumento della tecnica della miofibrolisi integrata, si tratta di uno strumento formato da anelli rotanti ricoperti da piccolissime punte.  In realtà il rotore è il primo strumento di apertura di qualunque lavoro di miofibrolisi in quanto lavora sulla superficie cutanea richiamando sangue in grandi quantità grazie alle punte. Ma in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6923" style="border: 5px solid white;" title="miofibrolisi rotore autotrattamento" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/miofibrolisi-rotore-autotrattamento.jpg" alt="Catherine Bellwald Il rotore nellautotrattamento per le algie muscoloscheletriche" width="250" height="227" />Il rotore è un importante strumento della tecnica della miofibrolisi integrata, si tratta di uno strumento formato da anelli rotanti ricoperti da piccolissime punte.  In realtà il rotore è il primo strumento di apertura di qualunque lavoro di miofibrolisi in quanto lavora sulla superficie cutanea richiamando sangue in grandi quantità grazie alle punte.</p>
<p>Ma in realtà, come dicono i cinesi &#8220;lontano lontano vicino vicino&#8221;, ovvero lavorando apparentemente lontano dal problema spesso si lavora molto più vicino di quanto non si pensi. La cute come involucro protettivo esterno è in realtà in collegamento con le parti più interne e profonde del corpo. I meridiani della medicina cinese ne sono un esempio ma anche i metameri della medicina occidentale riflettono questo principio di  collegamento embriologico interno-esterno, così come le irradiazioni dolorose viscerali a distanza.</p>
<p>Il rotore permette di lavorare in breve tempo, e senza dover compiere manovre particolarmente difficili, l&#8217;intero territorio di innervazione dell&#8217;area dolorosa colpita, oppure tutto il meridiano di agopuntura da trattare. Il trattamento antalgico diventa quindi non già una terapia locale come tutte le diverse terapie fisiche conosciute ma qualcosa di completamente diverso. Le terapie fisiche come l&#8217;ultrasuono e il laser producono, attraverso un calore endogeno, un aumento della circolazione sanguigna; lo stesso meccanismo che in questo caso otteniamo attraverso una azione meccanica che potremmo definire di microfrizione diretta.</p>
<p>Chiunque abbia una certa esperienza della mifibrolisi integrata sa che il lavoro completo si deve fare nei diversi livelli di profondità partendo dal più superficiale e andando via via verso gli strati più profondi del dolore. Ma è altrettanto vero che il lavoro superficiale iniziale è quello che da solo spesso porta via il grosso del dolore e che, se fatto su un dolore fresco o ancor meglio su un dolore già lavorato in profondità e con cura, diventa uno strumento terapeutico di mantenimento del benessere raggiunto soprattutto sui dolori cronici o sui dolori dovuti a microtraumi ripetuti, utile in particolare ai soggetti artrosici o con schiene particolamente compromesse da cifosi o discopatie degenerative ma anche nei soggetti sportivi a scopo preventivo.</p>
<p>Il rotore è un attivatore della circolazione sanguigna ed è utilissimo come terapia di supporto nel trattamento degli inestetismi della cellulite dove diventa un ottimo strumento per far assorbire maggiormente le sostanze dalla cute  rendendo più efficaci le diverse creme e gel dedicate alla problematica estetica.</p>
<p>Il trattamento viene poi costruito sulle esigenze del paziente, utilizzando il criterio del trattamento locale ovvero sul dolore, il criterio della simmetria, ma anche il criterio della morfologia dei muscoli, lavorando così sulle inserzioni e sulle origini dei muscoli da trattare.  E&#8217; possibile applicare con il rotore il criterio della circolazione energetica e lavorare sul decorso dell&#8217;intero canale coinvolto o selezionato;  infine è possibile lavorare su aree fisiche lontane ma aventi un somatotopismo per la regione da trattare presenti sulle mani sulle orecchie ma anche sulla pancia agendo in questo modo in maniera indiretta sul dolore da trattare.</p>
<p>Un sistema apparentemente fin troppo semplice ma non per questo poco efficace che, associato a due o tre esercizi specifici per ogni singolo disturbo, diventa uno strumento terapeutico molto valido. Ecco che il rotore per autotrattamento diventa uno strumento personale riprodotto  in materiale plastico e non in acciaio con costi accessibili e senza rischi di graffiare la pelle e soprattutto leggerissimo. L&#8217;unico accorgimento deve essere quello della manutenzione che non deve prevedere sostanze in grado di alterare la plastica ma un semplice spazzolino da passare tra le punte.</p>
<p>Uno strumento antichissimo una volta costruito in pietra diventa oggi un supporto ultra maneggevole e di facile autoapplicazione per curarsi e volersi bene.</p>
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		<title>Agopuntura: agire con forza e determinazione</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 06:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Accade molto spesso che il paziente giunga a visita in uno stato avanzato della sua patologia e del suo disagio fisico e molto spesso anche in un momento in cui la situazione sembra aver preso il sopravvento con forza e aggressività;  per una nevralgia del trigemino, ad esempio, che diventa insopportabile, si è pronti a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-58.jpeg" rel="lightbox[6408]"><img class="alignleft  wp-image-6784" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-58-150x150.jpg" alt="Catherine Bellwald Agopuntura: agire con forza e determinazione" width="216" height="216" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Agopuntura: agire con forza e determinazione" /></a>Accade molto spesso che il paziente giunga a visita in uno stato avanzato della sua patologia e del suo disagio fisico e molto spesso anche in un momento in cui la situazione sembra aver preso il sopravvento con forza e aggressività;  per una nevralgia del trigemino, ad esempio, che diventa insopportabile, si è pronti a cambiare la strategia terapeutica intrapresa fino a quel momento e provarne un&#8217;altra: l&#8217;agopuntura.</p>
<p>Questi pazienti sono i più complessi, sia perchè hanno addosso un carico di disperazione dovuta alla sopportazione del dolore sia perchè sono &#8220;acuti&#8221;.</p>
<p>Per la mia esperienza è necessario aggredire i sintomi con la stessa forza con la quale il dolore si mostra. E&#8217; come nuotare o remare contro corrente; se la corrente è forte è necessario remare con molta grinta, esiste un momento in cui ancora non si vede il risultato ovvero sembra di restare fermi e di non procedere.</p>
<p>Questo è un momento molto delicato perchè è necessario non perdersi d&#8217;animo e perseverare fino a quando non ci si accorge di fare dei progressi e di avvicinarsi, seppur con fatica, a destinazione. A quel punto remare o nuotare con forza diventa più facile perchè si coglie il successo dell&#8217;impresa e non si molla finchè non si arriva a destinazione.</p>
<p>Interrompendo la nuotata o rallentandola in presenza di una corrente così forte comporta ritrovarsi velocemente al punto di partenza, lo sforzo compiuto completamente vanificato. Lo stesso vale per l&#8217;agopuntura; nei casi acuti 3 sedute alla settimana sono necessarie, 2 sedute sono appena sufficienti. Ma mollare per un qualunque motivo anzitempo anche di solo una settimana, produce un fallimento preannunciato.</p>
<p>Quello che accade è che il paziente peggiora velocemente a quel punto ritrovandosi sulla spiaggia dalla quale è partito, difficilmente ci riproverà. Non è la tecnica che non produce effetti ma il modo permissivo e soft in cui  la si applica a non essere all&#8217;altezza del compito. In caso di dolore così acuto inevitabilmente si rivolgerà nuovamente ad altre sostanze chimche o farmacologiche non ancora provate o di nuova sintesi.</p>
<p>Diventa difficile, sia per motivi economici che per motivi di impegni lavorativi o famigliari, richiedere questa frequenza e questa continuità, ma nei casi davvero gravi e acuti, come le nevralgie acute post herpetiche, nevralgie da discopatie conclamate, sindromi da arto fantasma oppure quadri di nevralgia del trigemino, è l&#8217;unico modo per ottenere un risultato concreto.</p>
<p>Quando il dolore è così acuto e insopportabile,  la battaglia è già iniziata, senza esclusione di colpi; decidere di entrare in guerra ha senso solo se consapevoli della forza e della strategia necessaria per vincere. Un eccessivo permessivismo da parte del medico può essere la causa dell&#8217;insuccesso.</p>
<p>&#8220;Questa settimana non posso perchè arriva l&#8217;idraulico&#8230;&#8221; saremmo tentati di dire: ci vediamo la prossima .. e invece è necessario essere molto rigidi, almeno all&#8217;inizio e nei casi più acuti, si intende.</p>
<p>Solo con l&#8217;esperienza è possibile riuscire a capire quanto dobbiamo essere determinati e capaci di quantificare lo sforzo necessario affinchè la faatica, il tempo e il denaro del paziente possano essere ricompensati dal successo del trattamento.</p>
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		<title>Il fegato e il mese di gennaio nella medicina cinese</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 06:00:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ultimo mese del calendario cinese e l&#8217;ultimo organo della circolazione energetica anche se il primo mese del nostro calendario solare. Il mese lunare che inizia con il 6 gennaio detto Xiao Han ovvero piccolo freddo è collegato con l&#8217;organo fegato. Il suo animale è il bue e il suo orario è compreso tra le 1 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-171.jpeg" rel="lightbox[6891]"><img class="alignleft size-full wp-image-6902" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-171.jpeg" alt="Catherine Bellwald Il fegato e il mese di gennaio nella medicina cinese" width="169" height="298" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Il fegato e il mese di gennaio nella medicina cinese" /></a>L&#8217;ultimo mese del calendario cinese e l&#8217;ultimo organo della circolazione energetica anche se il primo mese del nostro calendario solare. Il mese lunare che inizia con il 6 gennaio detto Xiao Han ovvero piccolo freddo è collegato con l&#8217;organo fegato.</p>
<p>Il suo animale è il bue e il suo orario è compreso tra le 1 e le 3 del mattino; si dice anticamente che per un buon riposo fisico è meglio addormentarsi prima delle 3 e possibilmente anche prima dell&#8217;1 di notte, presumibilmente per lasciare maggiormente riposare questo importante organo, il cui ruolo è semplicemente fondamentale e insostituibile.</p>
<p>Il fegato è una sorta di grande laboratorio chimico del sangue oltre che una ghiandola esocrina che produce la bile  utile alla digestione dei grassi. Per questo motivo si considera sia endocrina che esocrina.</p>
<p>Il fegato riceve sangue ossigenato dal sistema arterioso come tutti gli organi e sangue venoso detto portale  proveniente dal sistema gastrointestinale ricco di tutte le sostanze ingurgitate  digerite e assorbite. Tutte queste sostanze di fresco assorbimento passano quindi dal fegato dove subiscono una trasformazione. Il glucosio in eccesso viene trasformato in glicogeno e messo in riserva pronta per il suo utilizzo in caso di ipoglicemia, il glucosio inoltre viene prodotto a partire da amminoacidi, glicerolo e acido lattico.</p>
<p>Il fegato presiede inoltre la sintesi del colesterolo e dei trigliceridi detta sintesi endogena ovvero riguardante quelli non provenienti dai grassi assunti con la dieta ma ottenuta a partire da zuccheri e proteine degradati in glucosio e amminoacidi e successivamente in acetilcoenzima A. La lipogenesi può essere prodotta in qualunque cellula ma è più spiccata nelle cellule epatiche e questo avviene quando le riserve di glicogeno sono sature. Si parla di steatosi o di fegato grasso riscontrabile con un esame ecografico e sempre segno di una dieta eccessivamente ricca.</p>
<p>Molte sostanze tossiche vengono demolite o modificate, l&#8217;ammoniaca per esempio proveniente dal catabolismo si trasforma in urea  e viene eliminata con le urine. Tutti i farmaci transitano dal fegato a meno che non si inalino o non si assorbano dalla mucosa orale; in questo caso bypassano il sistema portale, si parla del metabolismo dei farmaci ovvero i farmaci si modificano passando dal fegato talora in metaboliti più efficaci di quelli assunti per via orale come nel caso della vitamina D, talora in metaboliti più tossici.</p>
<p>Per la medicina cinese quando si parla di fegato è possibile che si intenda non solo il complesso organo fegato di cui sopra ma l&#8217;associazione fegato-pancreas intesi come un tutt&#8217;uno il che complica ulteriormente il discorso vista l&#8217;importanza di questo organo.</p>
<p>I cinesi  ben oltre 2000 anni fa sapevano quanto il fegato fosse collegato con il sangue e quanto questo legame fosse forte, un fegato si dice debba essere morbido per essere sano. Nel feto  il fegato  è deputato alla sua sintesi emopoietica e nell&#8217;adulto alla sua pulizia; le cellule vecchie vengono rimosse e distrutte. Il fegato è la riserva di ferro e di  vitamina B12  indispensabili per la sua sintesi.</p>
<p>Il fegato è una sorta di filtro del sangue e quindi ne è ricchissimo, si ritiene che  il flusso sia di circa 2, 5 litri al minuto, il colore rosso violaceo dell&#8217;organo resecato ne mostra l&#8217;intensa stasi ematica. <strong>La stasi di qi di fegato come dicono in medicina cinese è in assoluto fra le diagnosi più frequenti </strong>e corrisponde a una sorta di rallentamento della circolazione energetica e di sangue in questo organo; non a caso posto sotto il costato e collegato con una <strong>respirazione costretta</strong> a sua volta in relazione diretta con <strong>costrizione emotiva</strong> che possiamo sintetizzare con la parola:<strong> trattenere.</strong></p>
<p>Il trattenere non solo la rabbia come molti pensano ma anche tutto il resto, l&#8217;ipercontrollo esteriore è spesso causa di una <strong>costrizione di qi di fegato</strong>. Il voler trattenere qualunque situazione significa non accettare il cambiamento  oppure volerlo a tutti i costi tenere sotto il nostro controllo assoluto e indiscusso.  Il trattenere è figlio di un pensiero logico e lineare e non circolare che mai come in questo periodo ha avuto maggior sopravvento su tutto.</p>
<p>Per avere un fegato sano è indispensabile  un buon regime alimentare moderatamente ricco, una limitazione dei farmaci o sostanze tossiche ma anche u<strong>na corretta capacità di esteriorizzare e pacificare le proprie emozioni e di sbloccare le tensioni fisiche.</strong></p>
<p>Un buon <strong>aiuto psicologico</strong> fatto  da un esperto del settore  oppure  fatto dalla semplice possibilità di confrontarsi con altre persone può essere di grande aiuto per metabolizzare le nostre emozioni e mollare quello che non serve. Sono altresì utili <strong>attività sportive</strong> che muovono il sangue, attività come lo <strong>yoga</strong> che muovono e amplificano  la respirazione. In casi più seri e con disturbi correlati che possono andare da disturbi gastrici e intestinali si dice in questi casi che il fegato attacca lo stomaco e l&#8217;intestino, ma anche insonnia, ansia, dismenorrea e molti altri, l&#8217;utilizzo dell&#8217;<strong>agopuntura e della fitoterapia</strong> può drenare e liberare il fegato dalla costrizione.</p>
<p>In agopuntura il fegato è collegato alla <strong>vescica biliare</strong> e al <strong>triplice riscaldatore,</strong> entrambi del grande canale o livello definito <strong>shao yang</strong> e con il <strong>pericardio </strong>con il quale forma il canale o livello <strong>jue yin</strong> entrambi considerati come strati intermedi ovvero centrali del corpo dove sia le patologie esterne  che interne possono rimanere incastrate.</p>
<p>Altri due collegamenti molto utili e meno conosciuti sono quelli con il <strong>piccolo intestino</strong>, e con il <strong>polmone</strong> rispettivamente opposit clock e neighbour clock. Nella pratica clinica è possibile curare delle spalle dolorose lavorando non direttamente sul meridiano coinvolto del piccolo intestino ma liberandolo a distanza usando punti del canale di fegato.</p>
<p>Infine  è possibile lavorare su tosse e asma sempre con punti di fegato perchè il polmone è il canale che segue nella circolazione ovvero il primo; non a caso si nasce con un vagito mi diceva una paziente sorprendendomi qualche giorno fa.</p>
<p>E in un certo senso potremmo considerare <strong>il fegato come la cristalizzazione del nostro attrito con la vita ma soprattutto del nostro ego.</strong></p>
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		<title>Riabilitare</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 06:00:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cosa serve per riabilitare una funzione persa? Conoscenza specifica del disturbo in questione,  esperienza in campo e tanta, tanta passione. I più grandi riabilitatori  non erano grandi scienziati e molto spesso non erano neanche medici ma erano persone interessate a risolvere in modo pratico uno specifico problema funzionale e, per diamine, ci riuscivano con successo! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-162.jpeg" rel="lightbox[5211]"><img class="alignleft size-full wp-image-6875" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-162.jpeg" alt="Catherine Bellwald Riabilitare" width="275" height="183" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Riabilitare" /></a>Cosa serve per riabilitare una funzione persa? Conoscenza specifica del disturbo in questione,  esperienza in campo e tanta, tanta passione. I più grandi riabilitatori  non erano grandi scienziati e molto spesso non erano neanche medici ma erano persone interessate a risolvere in modo pratico uno specifico problema funzionale e, per diamine, ci riuscivano con successo!</p>
<p>Nel film &#8220;Il discorso del Re&#8221; si narra la storia di Re Giorgio VI d&#8217;Inghilterra che soffriva di balbuzie, ma il cui regno è stato di grande rilievo durante la seconda guerra mondiale. Curioso come in quel frangente al vertice del comando militare britannico anche Winston Churchill soffrisse di balbuzie  e  al vertice del potere Americano il presidente Roosvelt fosse da parte sua colpito da una importante  disabilità motoria agli arti inferiori da molti ritenuta una poliomielite e da altri una paralisi di Guillan Barrè.</p>
<p>Tre uomini che hanno fatto la storia e che hanno  avuto ruoli decisionali  oltre che  di impegno pubblico importantissimi, tutti con una disabilità importante che in nessun modo li ha limitati nello svolgimento del loro lavoro anzi li ha forse resi più forti e determinati nello svolgimento del loro importante lavoro sociale.</p>
<p>Riabilitare in effetti significa recuperare per quanto possibile la funzione persa o deficitaria ma, più di ogni altra cosa, significa vivere e mantenere un ruolo adeguato alle nostre possibilità e potenzialità indipendentemente dalle nostre difficoltà o disabilità. Questa possibilità è data dal lavoro fisico e specifico sulla disabilità vera e propria ma soprattutto sulla accettazione e valorizzazione di se stessi più di ogni altra cosa.</p>
<p>Nel rispetto e considerazione delle forze e debolezze di ognuno, un gioiello non potrà essere usato come un&#8217;arma o un ascia. La consapevolezza dei propri veri limiti può essere sfruttata e diventare un punto di forza. Nello stesso modo l&#8217;abbattimento dei limiti anche solo nella nostra mente può permettere il superamento degli stessi.</p>
<p>Un lavoro quindi non solo fisico ma anche psicologico e mentale sulla possibilità di indirizzare la propria energia nella direzione giusta. Un lavoro che oggi si può ottenere non solo con un fisioterapista ma anche con figure talora non sempre considerate in campo medico come i counselor e i coach che spesso hanno invece una preparazione molto vasta e di grande aiuto.</p>
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		<title>Anno 2012&#8230;la fine del mondo</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 08:00:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Su quest&#8217;anno si è detto di tutto e di più, fra cui annunci catastrofici sulla possibile fine del mondo. Oggi a questa data siamo sempre più vicini ma cosa ci dicono i ba zi ovvero la legge di cinque elementi e dello yin e yang applicata all&#8217;astronomia o al macrocosmo? Per il calendario cinese entreremo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-152.jpeg" rel="lightbox[6870]"><img class="alignleft size-full wp-image-6873" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-152.jpeg" alt="Catherine Bellwald Anno 2012...la fine del mondo" width="259" height="194" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Anno 2012...la fine del mondo" /></a>Su quest&#8217;anno si è detto di tutto e di più, fra cui annunci catastrofici sulla possibile fine del mondo. Oggi a questa data siamo sempre più vicini ma cosa ci dicono i ba zi ovvero la legge di cinque elementi e dello yin e yang applicata all&#8217;astronomia o al macrocosmo?</p>
<p>Per il calendario cinese entreremo solo con Febbraio nel nuovo anno. <strong>Anno del Drago Acqua</strong> inteso come tronco terrestre dell&#8217;elemento <strong>terra yang</strong> associato al ramo celeste dell&#8217;<strong>acqua yang</strong>.</p>
<p>Dal punto di vista figurativo abbiamo l<strong>a montagna</strong> (intesa come terra yang) e <strong>oceano</strong> (intesa come acqua yang), come immagine niente di particolarmente contrastante o minacciose come potrebbero essere altre associazioni.</p>
<p>Anzi andando nella circolazione di generazione e controllo troviamo che la terra  genera il metallo e il metallo genera l&#8217;acqua, quindi la terra è la nonna dell&#8217;acqua  che in teoria dovrebbe, secondo natura, controllare. In questo caso la montagna controlla l&#8217;oceano, non sembra difficile da immaginare, la forza della montagna difficilmente non  è in grado di adempiere  a questo fisiologico ruolo di sorgere al di sopra della distesa oceanica. inoltre la pioggia è l&#8217;immagine di nutrimento della terra e la montagna da l&#8217;idea di una forza stabile e protesa verso l&#8217;alto. Non male! Andando a guardare nel passato tra gli anni dominati dal <strong>Drago</strong> troviamo: il 2000  associato al metallo yang, il 1988  associato alla terra yang, il 1976 associato al fuoco yang, il 1964 associato al legno yang.</p>
<p>Bisogna risalire fino all&#8217;anno  <strong>1952</strong> per ritrovare la stessa associazione  del tronco terrestre e ramo celeste di quest&#8217;anno:Drago e Acqua yang. Non sono una storica e a loro lascio la parola ma in quegli anni, si parlava di una iniziale risalita dell&#8217;economia e dei primi passi del consumismo, i primi test nucleari, il primo sommergibile nucleare, brillava la prima bomba all&#8217;Idrogeno segni di una tendenza aggressiva e difensiva, dal punto di vista politico la guerra contro il comunismo si faceva sentire in molte realtà. Un anno che non possiamo definire eccellente ma neanche catastrofico dove mi pare emergesse la volontà di crescere con tutti i limiti che la cultura di quel tempo imponeva.</p>
<p>In fin dei conti <strong>potrebbe anche essere una fine del mondo di anno!</strong>!!! e perchè no!! Ma sicuramente un anno di speranza e possibilità di crescita personale, sociale e universale.</p>
<p>Buon anno a tutti allora.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Ricette per mangiar sano: La macedonia calda Made in Gabriella</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 06:00:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ecco un modo nuovo per usare la frutta come dolce. In realtà la frutta è,  se usata con intelligenza, un modo per mangiare il dolce e se presentata ad arte diventa veramente la sostituzione del tanto desiderato dolce per finire il pranzo con piacere. Un mango maturo ben tagliato è un ottimo esempio, un arancio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-39.jpeg" rel="lightbox[6662]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6665" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-39-150x150.jpg" alt="Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: La macedonia calda Made in Gabriella" width="215" height="215" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Ricette per mangiar sano: La macedonia calda Made in Gabriella" /></a>Ecco un modo nuovo per usare la frutta come dolce.</p>
<p>In realtà la frutta è,  se usata con intelligenza, un modo per mangiare il dolce e se presentata ad arte diventa veramente la sostituzione del tanto desiderato dolce per finire il pranzo con piacere.</p>
<p>Un mango maturo ben tagliato è un ottimo esempio, un arancio fatto a fettine sottili con uno spruzzo di kirsch, oppure una mela affettata finemente  e decorata con pinoli e caramello e ancora l&#8217;ananas a fettine sottilissme tagliate con l&#8217;affettatrice è un ottima idea semplicissima e fresca.</p>
<p>Un&#8217;altra splendida, anche se poco ricordata idea, è quella delle mele o pere al forno, le mele cotogne sono le mele favorite e le pere kaiser le pere ideali sia per dimensioni che per dolcezza del frutto. La ricetta prevede che  si utilizzi la buccia; è quindi indispensabile che sia frutta rigorosamente biologica.</p>
<p>Non dovete fare altro che lavarle, posizionarle sulla carta forno e se le volete dolcificare potete spruzzarle con  un po&#8217; di succo di agave. In 15-20 minuti di forno il gioco è fatto e avete anche riscaldata la casa!</p>
<p>Vi suggeriamo come nuova idea di frutta dolce la macedonia calda; è una ricetta decisamente ghiotta e adatta al clima freddo.</p>
<p>Consigliamo sempre frutta biologica in modo da poter usare anche la buccia, soprattutto per le <strong>arance</strong> che assicurano un aroma delizioso, le <strong>mele</strong>, le <strong>pere</strong>,  e anche l&#8217;<strong>ananas</strong> meglio se sbucciato sono tutti ingredienti ideali.</p>
<p>Potete poi sbizzarrirvi con il vostro gusto personale: canella, succo di agave per dolcificare se siete golosi, pinoli, mandorle, noci, uva sultanina e susine. Anche una spruzzata di cacao, oppure due pezzetti di anice stellato  o ancora un pezzetto di vaniglia in bastoncino. La frutta a pezzetti piccoli o belli grossi a vostro piacere.</p>
<p>Potete usare delle coppette monoporzione di alluminio da infilare in forno; un  gioco  da ragazzi ghiotto, dolce, caldo e&#8230; assolutamente sano.</p>
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		<title>Buon Natale 2011!</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 23:01:14 +0000</pubDate>
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		<title>Natale: il significato del presente</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 06:00:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi è la vigilia di Natale; molte persone sono in questo periodo più che mai appesantite dalle difficoltà, la sofferenza e la malattie toccano più o meno da vicino tutti e a molti sembra che ci sia davvero poco da festeggiare. Non è così, questo è un momento unico non solo per i cristiani ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-142.jpeg" rel="lightbox[6840]"><img class="alignleft size-full wp-image-6843" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-142.jpeg" alt="Catherine Bellwald Natale: il significato del presente" width="202" height="249" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Natale: il significato del presente" /></a>Oggi è la vigilia di Natale; molte persone sono in questo periodo più che mai appesantite dalle difficoltà, la sofferenza e la malattie toccano più o meno da vicino tutti e a molti sembra che ci sia davvero poco da festeggiare.</p>
<p>Non è così, questo è un momento unico non solo per i cristiani ma è per tutti un occasione per cogliere come <strong>sia il presente il vero dono per questo si chiama così. </strong></p>
<p>E&#8217; possibile cogliere in questi giorni la possibilità di ascoltarsi e capirsi, di guardarsi e vedersi e di toccarsi e sentirsi, non perdiamola.</p>
<p>Non importano il cibo, i regali e tantomeno il denaro che abbiamo in tasca.</p>
<p>Quello che possiamo vivere ora è prezioso e può nutrire e riempire il nostro cuore di un&#8217;energia inaspettata.</p>
<p>Buon Natale a tutti.</p>
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		<title>Natale: regalare la frutta scelta come fosse cioccolato</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 06:00:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questa vorticosa settimana che precede il Natale e talora anche da prima,  gli inviti a cena, gli aperitivi e le piccole festicciole sono all&#8217;ordine del giorno, in tutti i luoghi di lavoro e di ritrovo come le palestre o gruppi, ma anche tra amici. Tutti si vogliono fare gli auguri. Ecco che ci si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/ciliege.jpg" rel="lightbox[6817]"><img class="alignleft size-full wp-image-6836" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/ciliege.jpg" alt="Catherine Bellwald Natale: regalare la frutta scelta come fosse cioccolato" width="277" height="198" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Natale: regalare la frutta scelta come fosse cioccolato" /></a>In questa vorticosa settimana che precede il Natale e talora anche da prima,  gli inviti a cena, gli aperitivi e le piccole festicciole sono all&#8217;ordine del giorno, in tutti i luoghi di lavoro e di ritrovo come le palestre o gruppi, ma anche tra amici.</p>
<p>Tutti si vogliono fare gli auguri. Ecco che ci si ritrova il più delle volte con un calice, una fetta di panettone e un cioccolatino in mano  oppure già in bocca senza che  neanche sia abbia il tempo per pensare o magari averne voglia.</p>
<p>Un po&#8217; la stanchezza che ci da&#8217; il là, un po&#8217; l&#8217;occasione e la gola e un po&#8217; la semplice incapacità di sottrarci a queste abitudini iperglicemiche e ipercolesterolemiche o ipertranslipidiche, quel che succede è che prima ancora di arrivare alla vigilia ci siamo già riempiti di dolcezze, salumi e alcolici con bollicine talora di bassissima qualità. Che fare?</p>
<p>Semplice; aggiungiamo un pizzico di furbizia: ricordiamoci di usare anche la frutta! Clementine, arance tagliate a spicchi con la buccia, e le fantastiche ciliegie di primizie che si trovano in vendita dai fruttivendoli di fiducia  sono tutti facili da prendere in mano con la stessa eleganza con la quale si solleva  un cioccolatino o un torroncino,  non vi tagliano l&#8217;appetito,  e non vi stuccano ma vi rinfrescano, dissetano e facilitano la digestione.</p>
<p>La buona frutta, quella che in America non sanno neanche più che gusto abbia, da noi si può ancora trovare con facilità. Si può usare a qualunque ora. Quando lavoravo in reparto mi piaceva portare come pensiero per le infermiere e tutto il personale un cesto di clementine  decorato con cioccolatini: l&#8217;ambiente si profumava ed era un&#8217;occasione per scambiare due parole e il piacere di lavorare insieme.</p>
<p>Quello che dimentichiamo è che questi inviti e numerose occasioni conviviali non sono in realtà il desiderio di mangiare zuccheri e grassi a basso costo ma rappresentano un modo per guardarsi negli occhi, per ritrovarsi, un modo per stare insieme almeno per un pò.</p>
<p>Se dovete andare a trovare un malato in ospedale, oppure una persona anziana (ma vale per qualunque persona a voi cara), pensate anche alla frutta, quando di buona qualità il suo sapore nutre, disseta e ci consente di arrivare alla tavola della Vigilia , del giorno di Natale senza essere già ingolfati da troppi eccessi alimentari permettendoci di gustare maggiormente il cibo delle feste.</p>
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		<title>Agopuntura: peccato non farla</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 06:00:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Molti pazienti arrivano a visita con disturbi e patologie presenti da un numero molto elevati di anni, talora oltre i 10, alcune volte anche da 20 o 30. La visita è spesso molto lunga e impegnativa, perchè ai disturbi cardine si associano di solito altre problematiche e la raccolta anamnestica della storia clinica, delle varie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-1210.jpeg" rel="lightbox[6390]"><img class="alignleft size-full wp-image-6793" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-1210.jpeg" alt="Catherine Bellwald Agopuntura: peccato non farla" width="303" height="215" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Agopuntura: peccato non farla" /></a>Molti pazienti arrivano a visita con disturbi e patologie presenti da un numero molto elevati di anni, talora oltre i 10, alcune volte anche da 20 o 30.</p>
<p>La visita è spesso molto lunga e impegnativa, perchè ai disturbi cardine si associano di solito altre problematiche e la raccolta anamnestica della storia clinica, delle varie e molteplici cure intraprese e la lista dei numerosi  esami eseguiti sembra infinita. Tuttavia si percepisce nel paziente come la sensazione di essere approdati ad una possibilità di cambiare finalmente le cose anche in modo definitivo.</p>
<p>Sono proprio questi pazienti che inspiegabilmente molto spesso rinunciano alla terapia  prima ancora di averla intrapresa.  Alla visita si definiscono pronti a tutto e decisi ad affrontare il problema con serietà. Il metodo e il professionista gli sono congeniali eppure senza un apparente motivazione che ne giustifichi l&#8217;arresto, si fermano.</p>
<p>Dopo le prime tre sedute, ma talora anche dopo la prima, pur percependo da subito piccoli o grandi miglioramenti, cominciano a chiedere quante altre volte dovranno venire e poi, rapidamente, smettono del tutto di curarsi: le loro priorità sono altre e non è possibile chieder loro di andare avanti.</p>
<p>Anni fa ci restavo quasi male, mi sentivo come defraudata da qualcosa:. Lo chiamavo &#8220;consumismo terapeutico&#8221;: l&#8217;antidolorifico per il dolore, l&#8217;ansiolitico per l&#8217;ansia, l&#8217;ipnotico per dormire, l&#8217;antiemetico per la nausea, l&#8217;antidiarroico per la diarrea. Siamo abituati a prendere un farmaco per togliere un sintomo senza preoccuparci minimamente del perchè questo si genera e di come evitarlo; semplicemente lo togliamo. Ovviamente il più delle volte senza nessuna risoluzione del problema che l&#8217;ha causato.</p>
<p>La maggior parte delle persone è abituata a consumare medicine e farmaci con grande leggerezza e senza farsi troppe domande. Questo produce un risultato negativo nei confronti del modo di curarsi. Ma in realtà è molto più di questo: è rinunciare alla possibilità di liberarsi dalla schiavitù della malattia.</p>
<p>Forse è la paura di non riuscire che prende il sopravvento oppure una sorta di accettazione del proprio star male come fosse una punizione o come se non si meritasse o potesse ambire a stare meglio. Manca la forza per andare avanti, la decisione di partenza viene a mancare. Si abbandona la battaglia dopo aver radunato l&#8217;armata e le armi anche se la forza del nemico è contrastabile e la vittoria potenzialmente in tasca.</p>
<p>Oggi, dopo anni di lavoro, non lo considero più un mio fallimento, ma un peccato. Un peccato nel vero senso della parola e non nel senso attribuito dalla morale. Un peccato è una possibilità non sfruttata; nessuna colpa, ne da parte del paziente ne da parte del medico, <strong>solo&#8230; peccato non aver provato.</strong></p>
<p>Ormai riconosco la tipologia del paziente anche dalla prima visita e sono arrivata a dire a queste persone che è meglio per loro non iniziare neppure se non hanno veramente deciso di partire e di mantenere la rotta.</p>
<p>Questo per tre<strong> </strong>motivi: il primo è economico, ovvero il paziente che interrompe subito o troppo velocemente il trattamento perde altrettanto velocemente i benefici acquisiti oppure non li raggiunge affatto e spreca il suo tempo e il suo denaro,</p>
<p>Il secondo è di ordine idealistico: perdere i benefici velocemente o non averne affatto mina la fiducia nella terapia e nel terapeuta: un atteggiamento che deve iniziare a cambiare nel paziente se vuole ottenere qualunque risultato, qualunque tecnica si utilizzi.</p>
<p>Il terzo motivo<strong> </strong>è che, se il disturbo è molto acuto o profondamente radicato, è come decidere di partire in barca con il mare mosso; si può fare, anche se richiede molta energia per contrastare  la forza delle onde e della corrente. In questo caso però, mollare dopo i primi sforzi può essere addirittura causa di un peggioramento momentaneo dei sintomi; è come se la barca venisse travolta dalle onde e riportata bruscamente alla riva dalla mareggiata infuriata.</p>
<p>Ritengo che anche in questi casi sia giusto e corretto avvisare il paziente prima di iniziare, anche a rischio di non trattarlo nemmeno una volta, proteggendo così la persona ma anche l&#8217;agopuntura come tale e non solo il proprio portafoglio.</p>
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		<title>Cifosi: esercizi e sport più adatti</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 06:00:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Iniziamo dal principio; la cifosi o meglio l&#8217;ipercifosi è in parole povere la schiena curva in avanti. Si tratta di una deviazione del rachide sul piano sagittale che si vede di profilo.  Il classico gobbo (modello &#8220;gobbo di Notre Dame&#8221;, per intenderci) invece è una cifoscoliosi grave con tanto di gibbo che si vede di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-104.jpeg" rel="lightbox[6723]"><img class="alignleft size-full wp-image-6778" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-104.jpeg" alt="Catherine Bellwald Cifosi: esercizi e sport più adatti " width="233" height="312" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Cifosi: esercizi e sport più adatti " /></a>Iniziamo dal principio; <strong>la cifosi o meglio l&#8217;ipercifosi </strong>è in parole povere la schiena <strong>curva in avanti</strong>. Si tratta di una deviazione del rachide sul piano sagittale che si vede di profilo.  Il classico gobbo (modello &#8220;gobbo di Notre Dame&#8221;, per intenderci) invece è una <em>cifoscoliosi </em>grave con tanto di gibbo che si vede di profilo ma che corrisponde alla rotazione delle coste  (in gergo costole) dovute ad una <em>grave scoliosi </em>che invece è una deviazione del rachide sul piano frontale complicata da una cifosi.</p>
<p>La prima distinzione da fare è tra <strong>l&#8217;atteggiamento cifotico e l&#8217;ipercifosi vera e propria</strong>. L&#8217;atteggiamento si corregge completamente o quasi completamente con un atto volontario di estensione attiva ovvero impegnando i muscoli estensori  del rachide, che sono in primis il gran dorsale e il trapezio che insieme a un elevato numero di muscoli più profondi agiscono dall&#8217;interno verso l&#8217;esterno per sostenere la schiena verso l&#8217;alto. La cifosi consolidata invece non si modifica in modo sufficiente con il semplice atto di raddrizzare la schiena.</p>
<p><strong>L&#8217; ipercifosi colpisce normalmente il tratto dorsale</strong> che nella assoluta normalità è già in leggera cifosi, può essere a piccolo raggio ovvero descrivere una piccola gobba oppure ad ampio raggio e coinvolgere anche il tratto lombare e cervicale che normalmente sono in lordosi. <strong>Un&#8217;alterazione in tal senso del tratto dorsale  si ripercuote funzionalmente sempre sugli altri due segmenti, cervicale e lombare, oltre che su entrambe le spalle determinando inevitabilmente un quadro di rigidità articolare.</strong></p>
<p><strong>La cifosi è solitamente  conseguenza di un atteggiamento protratto e consolidato nel tempo</strong> ma può anche insorgere a causa di uno stato infiammatorio che colpisce le cartilagini di accrescimento delle vertebre in età adolescenziale. Questa patologia si chiama &#8220;morbo di Sheuermann&#8221; e può causare  anche in pochi mesi una cifotizzazione del rachide dorsale sulla quale è necessario intervenire tempestivamente ed energeticamente con esercizi attivi e passivi, talora con busti rigidi estensori e, nei casi più gravi, anche con la chirurgia.</p>
<p>A parte questa particolare e specifica patologia, <strong>la cifosi normalmente peggiora gradualmente nel corso degli anni,</strong> esattamente come farebbe un piano inclinato di una qualunque mensola. La gravità, con il passar del tempo, prende il sopravvento a meno che non si produca un&#8217;azione muscolare contraria detta appunto antigravitaria. <strong>La cifosi quindi è in agguato come lo sono le rughe con l&#8217;invecchiamento.</strong></p>
<p>Non tutti gli sport sono adatti a migliorare e  correggere questo atteggiamento patologico. Dobbiamo analizzare il rachide e capire quali specifici movimenti sono idonei e quali non lo sono  per una schiena già compromessa.</p>
<p>Le indicazioni motorie che seguono non sono quindi quelle classiche adatte a tutti ma sono indirizzate esclusivamente a quei  soggetti che tendono alla cifosi o che già ne soffrono. Ma attenzione: non sostituiscono una valutazione fisiatrica e tanto meno un trattamento fisioterapico o rieducativo personalizzato che sono sempre consigliati.</p>
<p><strong>La</strong> <strong>caratteristica dei pazienti cifotici è quella di incurvare spontaneamente le spalle in avanti durante tutti i movimenti che coinvolgono le braccia, peggiorando così il problema</strong>. Il modo per riconoscere un dorso cifotico non è solo quello di misurare i gradi della sua gobba, ma di verificare quanto le spalle siano rigide in estensione, il che significa che il paziente supino o in piedi non riesce a sollevare le braccia oltre le orecchie  ma si ferma prima. Nei casi più gravi, molto prima.</p>
<p>A questi soggetti è <strong>controindicato ovviamente il sollevamento di pesi</strong>; fanno eccezione movimenti mirati fatti con piccoli pesi e con le braccia in apertura o in estensione eseguiti con cura e attenzione e meglio se da sdraiati.</p>
<p><strong>Sono sconsigliati il golf,  la canoa,  il kajak, la boxe e tutti i tipi di combattimento dove la difesa sia in chiusura e l&#8217;attacco possa favorire la cifosi e tutti gli hobby che coinvolgono le braccia come il giardinaggio, la maglia, l&#8217;uncinetto</strong>.</p>
<p>Sono decisamente <strong>poco indicati il nuoto a stile libero </strong>e, anche se in minor modo, lo stile a rana, in quanto possono favorire la cifotizzazione soprattutto se fatti con poca attenzione e in soggetti già compromessi. Il n<strong>uoto quindi non è la panacea per tutte le schiene</strong>; è vero l<strong>o stile a dorso è un ottimo esercizio correttivo </strong>ma sfido chiunque a fare solo quello una volta in piscina, soprattutto se sono evidenti le sue difficoltà nell&#8217;eseguire questo stile, cosa praticamente garantita quando la schiena è già in cifosi. Infine è <strong>poco indicata la bicicletta e ancor peggio la mountain bike per la posizione statica che non corregge in nessun modo il difetto.</strong></p>
<p>Passiamo agli <strong>sport di squadra</strong>: giocare a calcio, a pallavolo, a pallacanestro possono essere molto utili a socializzare e a sfogare le proprie tensioni emotive; sembrano non nuocere direttamente alla deformazione del rachide ma in realtà questi sport non sono indicati ai cifotici veri in quanto l<strong>&#8216;attenzione non può essere rivolta a se stessi perchè focalizzata alla vittoria della squadra</strong>. Il proprio errore posturale quindi salterà automaticamente fuori senza essere corretto da un&#8217;opportuna consapevolezza.</p>
<p><strong>La corsa </strong>è un potenziale  pericolo per il rachide già curvo; le braccia e le spalle durante la corsa tendono a chiudersi senza correggere la schiena in modo efficace, inoltre quando arriva la stanchezza il corpo non allenato tende spontaneamente a portarsi in avanti, <strong>rischiando di</strong> <strong>peggiorare il difetto; </strong>un vizio che purtroppo molti sportivi occasionali non si accorgono di avere.</p>
<p>Ma ancora non è tutto: <strong>anche i tanto amati  addominali, indispensabili per stabilizzare il rachide in senso antero posteriore se fatti in modo classico, ovvero con le macchine oppure eseguiti dinamicamente da sdraiati a pancia in su sollevando la testa, possono essere dannosi e francamente poco indicati per le schiene già deviate in cifosi</strong>.</p>
<p><strong>Gli addominali corretti</strong> in questi casi sono quelli isometrici eseguiti sempre <strong>mantenendo i tratti dorsale e cervicale allineati, </strong>meglio se mantenuti in modo statico. Possono essere fatti da sdraiati, meglio se  con braccia estese dietro il capo ma possono essere eseguiti  da seduti e in piedi anche durante tutti i movimenti di correzione attiva del rachide dorsale richiamando l&#8217;ombelico verso la colonna vertebrale.</p>
<p>Gli esercizi mirati alla correzione del rachide cifotico sono in realtà semplici e vertono su due principi base: <strong>estendere o iperestendere il tratto dorsale ed elevare ed extraruotare le spalle a fondo corsa</strong>.  Ci si può sbizzarrire con la fantasia oppure insistere sempre con gli stessi ma devono essere fatti in modo preciso e costante per ottenere una graduale correzione o perlomeno evitare un peggioramento della cifosi già consolidata.</p>
<p><strong>Yoga e Pilates sono attività che prevedono svariati esercizi utilissimi al dorso ricurvo ma lezioni di gruppo non sono ancora sufficienti a correggere il problema quando questo sia serio</strong>; in questi casi è infatti necessario lavorare in modo mirato e personalizzato.</p>
<p><strong>Ai giovani e giovanissimi che hanno solamente un atteggiamento scorretto del tratto dorsale e non consolidato, consiglio la danza, la ginnastica artistica o l&#8217; equitazione</strong>; in tutti e tre questi sport  l&#8217;eleganza e la regalità dell&#8217;atteggiamento posturale sono il fulcro del lavoro e la parte alta del torace è costantemente in apertura.</p>
<p>Invece  <strong>per correggere veramente una postura cifotica già consolidata serve in primo luogo apportare modificazioni al modo in cui si dorme e ci si siede quotidianamente. </strong> E&#8217; assolutamente indispensabile evitare di usare due <strong>cuscini per il riposo notturno</strong> oltre che  appoggiare costantemente la schiena da seduti. Sono utilissimi i <strong>cuscini lombari da spinta </strong>oppure ancora meglio sarebbe utilizzare <strong>sedie con appoggio sulle ginocchia </strong>utili a sostenere meglio il rachide a partire dal <strong>tratto lombare che ne costituisce la base di sostegno</strong>.</p>
<p>Sono altresì indispensabili l&#8217;<strong>apprendimento e l&#8217;esecuzione costante e corretta di tutti gli esercizi più utili ad aprire il petto e le spalle e ad allineare l&#8217;intero rachide</strong>. Infine  è necessario mantenere un&#8217;<strong>attenzione e una correzione posturale prolungate  nel tempo</strong>, conseguibili esclusivamente tramite una focalizzazione mentale e una volontà determinata. In questo caso diventa molto importante che l<strong>a figura del coach sia non solo specializzata sulla conoscenza tecnica del corpo ma anche su motivazioni e significato emozionale profondo del movimento stesso.</strong></p>
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		<title>Il mese di dicembre e la vescica biliare nella medicina cinese</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 06:00:59 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-1111.jpeg" rel="lightbox[6719]"><img class="alignleft size-full wp-image-6773" style="border: 10px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-1111.jpeg" alt="Catherine Bellwald Il mese di dicembre e la vescica biliare nella medicina cinese" width="120" height="355" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Il mese di dicembre e la vescica biliare nella medicina cinese" /></a>Se per il nostro calendario il mese di dicembre è l&#8217;ultimo mese dell&#8217;anno, per quello cinese <strong>il mese lunare che inizia quest&#8217;anno il 7 dicembre chiamato Da Xue o grande neve</strong> è in realtà il penultimo mese del ciclo lunare. L&#8217;organo collegato è l<strong>a vescica biliare, penultimo canale della circolazione energetica del corpo</strong>, il suo animale correlato è <strong>il ratto</strong>, il suo orario è compreso tra le <strong>23 e 1</strong> che però corrisponde alla prima fascia oraria dell&#8217;orologio cinese e non all&#8217;ultima; nascendo anche 10 minuti dopo le 23 si considera il giorno successivo del calendario cinese per l&#8217;analisi del Ba zi.</p>
<p>Ultimo, penultimo, primo.. un bel garbuglio. Un animale, il ratto, che di solito piace poco e incute timore, senso di sporcizia e possibilità di ammalarsi anche se dopo il film Ratatouille può essere diventato simpatico a molti. Un organo, la colecisti, molto sensibile e suscettibile, direi!  Sono moltisime le persone che presentano colelistaisi ovvero calcoli della colecisti che per i cinesi sono sempre l&#8217;espressione di un calore e ristagno di questo particolare viscere.  Il suo secreto è la bile che tutti sanno essere utile a digerire i grassi ma anche collegato ad emozioni quali la rabbia e il rancore e soprattutto <strong>la paura.</strong></p>
<p>Sulla paura si potrebbe scrivere un trattato; questa emozione è radicata nel nostro DNA come protezione della nostra specie. In realtà nessun essere umano ne è immune o manca della sua conoscenza; la paura non si manifesta soltando quando dobbiamo lottare o quando veramente rischiamo la pelle come opportunità per darci una sferzata di energia in più, ma<strong> è presente come un fantasma in moltissime altre situazioni</strong>: la paura di non essere amati, di essere lasciati, di non essere riconosciuti, di restare da soli, di essere giudicati, di essere senza valore, di restare senza denaro, di essere dei falliti, di essere accusati ingiustamente e di soffrire. La specifica paura di ammalarsi e di morire sono invece strettamente collegate all&#8217;organo rene che come abbiamo già visto è intimamente collegato  all&#8217;essenza del concetto di vita.</p>
<p>Mamma mia&#8230;solo a nominarle tutte e non sono tutte&#8230; si rischia che ci si ribelli il coledoco contro! Scherzi a parte credo che la paura sia subdola e mini nel profondo la nostra esistenza, un pò come possono fare proprio i ratti nella cantina di casa nostra o nelle fogne della nostra città.  Un orario quello compreso tra le 23 e 1 del mattino dove è più facile che le nostre paure si facciano forza nella <strong>più profonda oscurità che ci rende maggiormente incapaci di metter luce e far chiarezza su queste pericolose emozioni.</strong></p>
<p>La vescica biliare come meridiano è <strong>collegata al fegato con cui fa coppia organo-viscere </strong>ovvero interno-esterno, è <strong>collegata poi con il tripplice riscaldatore che la precede nella circolazione energetica con cui forma il livello o grande canale detto shao yang</strong>. Quello che meno persone sanno, anche fra gli agopuntori, è che la vescica biliare è <strong>collegata direttamente al cuore</strong> attraverso il sistema &#8220;opposit clock&#8221; ovvero nel calendario e nell&#8217;orologio è posizionata esattamente all&#8217;opposto rispetto alla massima espressione della luce solare, collegata con il cuore.</p>
<p>Quando voglio lavorare sulla vescica biliare utilizzo  sempre il cuore e non solo il fegato e il triplice riscaldatore in quanto lo ritengo <strong>più potente ed efficace nel controllarne l&#8217;eccesso</strong>. Circa un anno fa scrivevo in merito a questo periodo sull&#8217;importanza delle luci di Natale non solo per tradizione e per favorire un semplice gioco economico e redditizio dei negozianti ma come uno specifico e insostituibile valore <strong>collegato alla luce e all&#8217;emozione che il cuore contiene: la gioia, nutrimento fondamentale per qualunque essere vivente.</strong></p>
<p>Non è un caso se <strong>molti dolori che ci affliggono con aggressività decorrono proprio lungo il meridiano di vescica biliare.</strong> Guardate con attenzione il suo decorso e riconoscerete la posizione esatta di molte  emicranie classiche, nevralgie del trigemino e  delle lombosciatalgie più perniciose.</p>
<p>Un mio personale consiglio per questo mese di dicembre è quello di <strong>accendere il cuore, ovvero di ricercare  le emozioni collegate alla gioia e alla luce e allontanare per quanto possibile l&#8217;incedere della paura e dell&#8217;oscurità </strong>che in questo periodo sociale economicamente instabile e difficoltoso  sembrano essere più aggressivi che mai.</p>
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		<title>I catarri e il flegma nella medicina cinese</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 06:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I catarri sono nell&#8217;opinione comune confinati alle vie respiratorie e sono l&#8217;espressione di uno stato infiammatorio o infettivo acuto o cronico. Essi sono il risultato di una eccessiva produzione di muco da parte delle cellule chiamate mucipare caliciformi presenti nel rivestimento epiteliale di numerose mucose del tratto respiratorio e digerente. Ecco che compare un altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/catarro_design.png" rel="lightbox[6556]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6691" style="border: 10px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/catarro_design-150x150.png" alt="Catherine Bellwald I catarri e il flegma nella medicina cinese" width="248" height="248" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu I catarri e il flegma nella medicina cinese" /></a>I catarri sono nell&#8217;opinione comune confinati alle vie respiratorie e sono l&#8217;espressione di uno stato infiammatorio o infettivo acuto o cronico. Essi sono il risultato di una eccessiva produzione di muco da parte delle cellule chiamate mucipare caliciformi presenti nel rivestimento epiteliale di numerose mucose del tratto respiratorio e digerente.</p>
<p>Ecco che compare un altro apparato dove potenzialmente si può accumulare il muco ed è l&#8217;intestino crasso. Infatti in numerose coliti è possibile avere feci rivestite da un eccesso di muco.</p>
<p>In medicina cinese i catarri detti anche &#8220;tan&#8221; hanno una localizzazione e un significato molto più esteso. Ecco che la traduzione di tan non è catarro o flegma ma un concetto che potremmo considerare come il risultato  di un errore del metabolismo dei liquidi.</p>
<p>I tan possono avere una forma e si parla di muco ma possono anche essere invisibili e partecipare alla creazione di sintomi e patologie croniche anche molto severe potenzialmente presenti in tutti i distretti corporei.</p>
<p>Niente paura, comunque: i catarri prodotti con una patologia acuta delle vie respiratorie non sono potenzialmente pericolosi, in quanto il buon funzionamento del sistema immunitario consente di combattere contro i patogeni e l&#8217;energia degli organi colpiti consente gradualmente di smaltire i catarri con una completa guarigione.</p>
<p>Diverso è il quadro di una patologia cronica e appunto croniche sono le forme patologiche che generano i tan invisibili. In questi casi abbiamo sempre un rallentamento della circolazione energetica e un quadro che potremmo genericamente associare ad una infiammazione cronica di fondo .</p>
<p>Inoltre si genera come un circolo vizioso; il tan tende a produrre un ulteriore rallentamento della circolazione, con possibile aumento del calore locale e aumento degli stessi tan fino alla formazione di una stasi di sangue e di energia e nei casi più avanzati alla formazione di masse.</p>
<p>Per la medicina cinese la patologia tumorale diventa la manifestazione finale di un  processo patologico che inizia con un rallentamento della circolazione e coinvolge sempre la formazione graduale di tan in altre parole più occidentali è il risultato di uno stato infiammatorio prolungato: niente di tanto diverso dalle moderne conoscenze. L&#8217;esempio che mi viene in mente è sempre quello di un torrente dove l&#8217;acqua scorre velocemente chiara, limpida e fresca, che si contrappone a una pozza di acqua dove l&#8217;acqua si ferma e si sporca sempre più .</p>
<p>Un eccesso di umidità interna può essere dovuto a una particolare costituzione di deficit di milza come nei bambini; in questo caso avremo solamente una maggior suscettibilità a formare catarri e a ammalarci più facilmente con gli sbalzi di temperatura in questi casi non si parla di tan mucosità.</p>
<p>I tan invisibili o tan calore sono forme più subdole  è possibile  anche in questi casi avere una predisposizione costituzionale ma l&#8217;alimentazione e le disarmonie emozionali possono a loro volta accentuare il problema in quanto aumentano l&#8217;umidità e il calore interno  oltre che la costrizione energetica in senso lato.</p>
<p>Ancora niente di nuovo ovvero attraverso il cibo fisico ed emozionale possiamo fare prevenzione anche della patologia più temuta da tutti quella neoplastica ed è per questo che  l&#8217;agopuntura viene da sempre  intesa come uno strumento terapeutico di prevenzione creatosi dalla sua possibilità intrinseca di generare armonia interna.</p>
<p>Quando i tan invisibili invece sono già formati  la fitoterapia cinese diventa uno strumento terapeutico insostituibile. La diagnosi può essere fatta anche solo con l&#8217;ascolto dei polsi in grado di evidenziare i tan sui diversi organi ma anche su alcuni sintomi e disturbi fra cui le vertigini, gli acufeni, i gonfiori e i noduli articolari, le cisti ovariche o tiroidee.</p>
<p>Tutte patologie che in Cina vengono trattate quasi esclusivamente con la fitoterapia come tutte le patologie da raffredamento delle vie respiratorie. Ci sono numerose ricette antiche dedicate ai catarri e ai tan visibili e invisibili, alcune capaci di muovere il sangue e il qi con vigore, alcune specifiche per drenare l&#8217;umidità e il calore attraverso le urine o le feci ma senza aggredire i reni o l&#8217;intestino come fanno i diuretici e i lassativi comuni.</p>
<p>Una delle tante sostanze  che si può trovare in molte ricette come rimedio dell&#8217;umidità articolare è il seme di orzo o  Lacrime di Giobbe, in latino Coix Lacrhryma Jobi, in cinese Yiyiren. E&#8217; un rimedio molto maneggevole  che si può usare a lungo in quanto tonifica anche la milza  e  si può introdurre anche per uso alimentare. Terapie purtroppo ancora troppo poco conosciute in Italia e con effetti collaterali molto inferiori rispetto ai farmaci antinfiammatori comunemente usati.</p>
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		<title>Come sfruttare le preziose proprietà del cardamomo</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 06:00:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il cardamomo è la terza spezia più cara dopo lo zafferano e la vaniglia; si può trovare in polvere ma è consigliato consumarlo nei suoi baccelli o frutti ovvero ancora con i semi rinchiusi nel loro piccolo involucro protettivo. In questo modo viene garantita una miglior conservazione della profumazione e del tipico aroma agrumato e piccante, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-210.jpeg" rel="lightbox[6636]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6641" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-210-150x150.jpg" alt="Catherine Bellwald Come sfruttare le preziose proprietà del cardamomo" width="237" height="237" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Come sfruttare le preziose proprietà del cardamomo" /></a>Il <strong>cardamomo</strong> è la terza spezia più cara dopo lo zafferano e la vaniglia; si può trovare in polvere ma è consigliato consumarlo nei suoi baccelli o frutti ovvero ancora con i semi rinchiusi nel loro piccolo involucro protettivo. In questo modo viene garantita una miglior conservazione della profumazione e del tipico aroma agrumato e piccante, molto simile allo zenzero di cui infatti è considerato parente in quanto appartenente alla stessa famiglia di piante: le zinziberaceae.</p>
<p>Il cardamomo era già conosciuto e sfruttato per la sua profumazione e le sua proprietà terapeutiche nell&#8217;antico egitto.</p>
<p>Ancora oggi viene consumato in molti paesi arabi e in india insieme al <strong>caffe o al tè nero nei quali viene usato per aromatizzarne il gusto</strong>. La cosa interessante è che l&#8217;aroma fresco del cardamomo è in grado di rendere <strong>meno amaro il gusto del caffè.</strong></p>
<p>E&#8217; quindi estremamente utile ai tutti coloro che non riescono a bere il caffè amaro ma che vorrebbero r<strong>idurre la quantità di zucchero o di dolcificanti</strong>. Potete portarvi dietro in borsa o in tasca una scatolina con i baccelli di cardamomo, aprite il baccello e versate i semi nel caffè insieme a una dose ridotta di zucchero o di dolcificante o, se preferite, da solo.  Con il cucchiaino cercate poi di frantumare e rompere i semi di  cardamomo contro le pareti della tazza per esaltare il loro sapore. I<strong>l gusto del caffè diventerà delizioso e vi resterà in bocca un aroma molto gradevole e profumato.</strong></p>
<p>Il cardamomo è conosciuto dall&#8217;alba dei tempi per <strong>combattere alitosi e per contrastare l&#8217;alito di aglio o di cipolla</strong> di solito molto usati nei paesi arabi e decisamente molto sgradevoli. Anche in Italia l&#8217;utilizzo di aglio  e di cipolla può appesantire il nostro alito, senza alcuna pietà!  I vegetariani e i molti salutisti che ne fanno uso rischiano a volte, poprio per questo, di essere compagnie sgradevoli. Un problema non solo in campo lavorativo ma anche se si desidera far conquiste. Non vi servirranno gomme da masticare che vi riempiranno lo stomaco di succhi gastrici e faranno aumentare con essi anche l&#8217;appetito e non vi serviranno spray a contrastare l&#8217;alitosi; <strong>basta masticare pochi semi di cardamomo e la vostra bocca sarà freschissima e profumata in modo molto più permanente ed efficace</strong>.</p>
<p>Il cardamomo è storicamente considerato una pianta dalle proprietà abortive, afrodisiache, antilitiasiche, antisettiche, antispastiche  e soprattutto antifermentative.  Tra le indicazioni maggiormente accreditate possiamo elencare: l&#8217;<strong>alitosi, le coliche addominali, le disbiosi intestinali, il meteorismo,  gli spasmi digestivi e la tosse spastica.</strong></p>
<p><strong>Preso in frutto il cardamomo è un alimento davvero delizioso per il palato  sfruttabile in diverse ricette culinarie, </strong><strong> un modo per profumare naturalmente ed efficacemente l&#8217;alito, oltre che limitare lo zucchero nel caffè e inoltre un aiuto semplice per il  tanto odiato e diffuso gonfiore intestinale.</strong></p>
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		<title>L&#8217;inverno sta arrivando:raccomandazioni utili</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 06:00:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;inverno sta arrivando è&#8217; il motto della famiglia Stark di Grande Inverno, protagonista della serie &#8220;Il trono di spade&#8221;, una nuova serie televisiva diventata molto famosa negli States e già presente  sul web da alcuni mesi in lingua originale decisamente di grande impatto. In questa saga fantasy  basata sulle opere di Robert Martin (autore che conta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-75.jpeg" rel="lightbox[6714]"><img class="size-thumbnail wp-image-6733 alignleft" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-75-150x150.jpg" alt="Catherine Bellwald Linverno sta arrivando:raccomandazioni utili" width="265" height="265" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Linverno sta arrivando:raccomandazioni utili" /></a> L&#8217;inverno sta arrivando</strong> è&#8217; il motto della famiglia Stark di Grande Inverno, protagonista della serie &#8220;Il trono di spade&#8221;, una nuova serie televisiva diventata molto famosa negli States e già presente  sul web da alcuni mesi in lingua originale decisamente di grande impatto. In questa saga fantasy  basata sulle opere di Robert Martin (autore che conta una serie rimarchevole di libri scritti), l&#8217;inverno riveste un inquietante e catastrofico ruolo chiave. Secondo l&#8217;idea dell&#8217;autore  i<strong>l periodo invernale</strong> non solo è estremamente rigido, ma potrebbe avere una durata  così lunga da arrivare fino a oltre 10 anni oltre che essere momento propizio per il dilagare incontrollato di esseri malvagi definiti &#8220;bruti&#8221; o &#8220;ombre bianche&#8221;.</p>
<p>Al di là del racconto fantasy che non nego essere una tipologia di romanzo che mi piace molto e, se ben scritta come in questo caso, un&#8217;ottima pausa relax, l&#8217;inverno sta realmente arrivando o meglio pottremmo dire &#8220;<strong>l&#8217;inverno sta montando&#8221;</strong> tanto per essere più vicini al concetto delle medicina cinese che chiama questo periodo la salita dell&#8217;inverno o <strong>Li Dong</strong>.  Già da alcune settimane il freddo ha iniziato a farsi sentire e con esso sono usciti allo scoperto un sacco di capellini, sciarpe e golf di lana col collo alto. La moda quest&#8217;anno favorisce i cappellini e le sciarpe molto alte e questo è un bene.</p>
<p>E&#8217; giusto sapere quali sono i punti del corpo che è meglio proteggere con cura dal freddo. Fra le parti anatomiche di cui maggiormente dobbiamo avere cura citiamo in primis l<strong>&#8216;addome e il rachide lombare. </strong>Entrambi vanno assolutamente riscaldati. Molto dannose sono infatti le mode con i pantaloni a vita bassa, e golf e giacche molto corte in quanto lasciano scoperta ed esposta al freddo questa importante area corporea causando lombalgie, gastroenteriti sia acute che croniche oltre che quello che i cinesi definiscono la dismenorrea da utero freddo.</p>
<p>Il <strong>torace e il rachide dorsale</strong> sono in realtà meno esposti ma quando il freddo è pungente e siamo vestiti in modo inadeguato come per una serata di capodanno è possibile  avere un dolore traffitivo sia anteriore che posteriore da colpo di freddo <strong>capace di mimare un attacco cardiaco </strong>e di portarvi dritti al pronto soccorso. Quindi occhio a non rovinarvi una bella serata per il gusto di indossare un bell&#8217;abito e occhio ovviamente anche ai veri cardiopatici che sono  più sensibili al freddo sul torace in grado realmente di <strong>aumentare la costrizione dei vasi coronarici</strong>.</p>
<p>Arriviamo alla parte più esposta al freddo del rachide: il <strong>tratto cervicale e la nuca</strong>, queste parti sono in effetti dopo i piedi e la mani, le aree dove il freddo riesce ad entrare con più facilità soprattutto se accompagnato dal vento. Per i cinesi il vento è il vettore con il quale i patogeni esterni caldo, freddo e umido riescono maggiormente ad entrare nel corpo superando le barriere naturali di difesa. Pensate a una giornata di vento e guardate come le finestre magari costruite anni fa riescono a far passare lo sporco direttamente in casa. <strong>La finestra di entrata del vento per i cinesi si trova sulla nuca in una linea immaginaria che passa da un orecchio all&#8217;altro esattamente all&#8217;attaccatura dei capelli.</strong> I cappellini e le sciarpe spesso lasciano quest&#8217;area scoperta ed è quindi importante quando fa molto freddo oppure quando dovete stare fuori a lungo, coprire con attenzione questa zona; scalda-orecchie, scalda colli molto alti, cappellini con le orecchie ribaltabili alla mongola, per intenderci; questi sono strumenti molto utili. Eventualmente anche scalda-collo termici di nuovissima generazione per coloro che hanno la parte più sensibile e delicata. La raccomandazione importante per i bambini e per tutti coloro che frequentano le palestre e le piscine è quella di uscire con i <strong>capelli molto asciutti anche se avete poco tempo e di dedicare alcuni minuti a scaldare proprio l&#8217;attacccatura dei cappelli. </strong></p>
<p>Arriviamo alle parti più in periferia che sono <strong>piedi e mani; sono quelle che vanno più velocemente in ipotermia</strong> e che in caso estremo possono andare in necrosi per eccessiva vasocostrizione periferica da freddo. <strong>Guanti e scarpe calde</strong> sono indispensabili per i lunghi viaggi fuori porta e <strong>andrebbero tenuti in macchina durante la stagione invernale per qualunque evenienza e non in casa a non far niente. Anzi direi che solette e imbottiture riscaldanti e termiche possono anche essere uno splendido e poco ingombrante strumento in caso di emergenza freddo. </strong>Le scarpe calde col pelo e le calze di lana sono invece molto dannose quando tenute in ambienti superriscaldati perchè favoriscono l&#8217;insorgenza di <strong>vene varicose</strong> soprattutto nei soggetti predisposti.</p>
<p><strong>Piccoli ma utili accorgimenti questi dell&#8217;abbigliamento che possono risparmiarci fastidiosi problemi e disturbi fisici nonché giorni di malattia indesiderati.</strong></p>
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		<title>Gabriella campanella, la ceramica e le &#8220;Ricette per mangiar strano&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 06:00:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gabriella Campanella è nata in Sicilia nel Ragusano, ha studiato archittettura a Firenze e oggi vive e lavora Milano, non senza un pò di nostalgia della sua terra e del suo mare. La buona cucina è una sua passione e soprattuto la ricerca di alimenti nutrizionalmente sani e genuini. Gabriella però a differenza dei tanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/foto.jpg" rel="lightbox[6655]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6657" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/foto-150x150.jpg" alt="Catherine Bellwald Gabriella campanella, la ceramica e le Ricette per mangiar strano" width="231" height="231" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Gabriella campanella, la ceramica e le Ricette per mangiar strano" /></a>Gabriella Campanella è nata in Sicilia nel Ragusano, ha studiato archittettura a Firenze e oggi vive e lavora Milano, non senza un pò di nostalgia della sua terra e del suo mare.</p>
<p>La buona cucina è una sua passione e soprattuto la ricerca di alimenti nutrizionalmente sani e genuini.</p>
<p>Gabriella però a differenza dei tanto comuni consigli culinari che si fanno forza a suon di dosi poderose di burro, zucchero e dadi, ha elaborato ricette con il minor utilizzo di zucchero bianco, latte e  farine e mi aiuterà ad arricchire di idee la rubrica &#8220;ricette per mangiar sano&#8221; .</p>
<p>Inoltre ha personalmente messo a punto <strong>delle ricette per rallegrare la tavola dei soggetti celiaci </strong>soprattutto per le occasioni conviviali che entreranno in una nuova rubrica &#8220;<em>Ricette per mangiar strano</em>&#8220;, <strong>interamente dedicata ai celiaci</strong>.</p>
<p>Da alcuni anni si dedica anche alla produzione artigianale di originali <strong>oggetti in ceramica </strong>fra cui anche gioielli. Trovate il suo sito <a href="http://www.gabriellacampanella.com" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>La ceramica intesa come oggetto di terra nei  cinque elementi può secondo il feng shui essere un oggetto non solo elegante e bello da indossare ma anche un monile che ci armonizza con l&#8217;elemento terra.</p>
<p>La ceramica diventa <strong>particolarmente utile </strong>ad alcuni soggetti terra ma anche ai soggetti metallo sopratutto se deboli;  è altresì utile anche ai soggetti legno e fuoco particolarmente  forti.</p>
<p>L&#8217;elemento terra rappresentato dall&#8217;oggetto in ceramica diventa esso stesso armonizzante ovvero sostiene gli elementi deboli e scarica gli elementi troppo forti seguendo le relazioni e regole dei cinque elementi e dei Ba zi.</p>
<p>Ci tengo a segnalare agli amanti dell&#8217;artigianato la sua prima mostra che si terrà il giorno 3-4 Dicembre a Milano.</p>
<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/gabriella-campanella-espone-ceramica.jpg" rel="lightbox[6655]"><img class="aligncenter size-full wp-image-6710"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/gabriella-campanella-espone-ceramica-e1322121981954.jpg" alt="Catherine Bellwald Gabriella campanella, la ceramica e le Ricette per mangiar strano" width="450" height="600" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Gabriella campanella, la ceramica e le Ricette per mangiar strano" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Farmaci: troppi o troppo pochi</title>
		<link>http://www.unoduetre.eu/2011/11/24/farmaci-troppi-o-troppo-pochi/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 06:00:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Questo è un bellissimo sketch del mitico Walter Chiari il cui fulcro è l&#8217;abuso di farmaci. Oggi giorno uno scherzetto come questo sarebbe inaccettabile, senza denunce a raffica da parte delle diverse case farmaceutiche dei farmaci menzionati. Sotto accusa però non sono i farmaci e i possibili effetti collaterali ben elencati sui rispettivi bugiardini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=q3b0Pi8JDak"><img src="http://img.youtube.com/vi/q3b0Pi8JDak/default.jpg" width="130" height="97" border title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Farmaci: troppi o troppo pochi" alt="Catherine Bellwald Farmaci: troppi o troppo pochi" /></a></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p>Questo è un bellissimo sketch del mitico Walter Chiari il cui fulcro è l&#8217;abuso di farmaci. Oggi giorno uno scherzetto come questo sarebbe inaccettabile, senza denunce a raffica da parte delle diverse case farmaceutiche dei farmaci menzionati. Sotto accusa però non sono i farmaci e i possibili effetti collaterali ben elencati sui rispettivi bugiardini bensì il loro utilizzo eccessivo e i frequenti poco controllati e nocivi cocktail farmacologici.</p>
<p>Ci sono soggetti che assumono un farmaco per ogni piccolo fastidio senza la pazienza di capire da cosa si genera il sintomo e quale è il suo significato. Così facendo si rischia di  trattare ogni effetto collaterale con un altro farmaco generando un circolo vizioso perverso e senza fine.</p>
<p>Ci sono molti pazienti che possiedono in casa delle autentiche minifarmacie dotate di qualunque sostanza farmacologica. Pertanto mi capita con il mio lavoro di avere a che fare molto spesso con pazienti del tipo opposto, ovvero pazienti che rifiutano il farmaco in senso lato anche quando necessario. Di solito si tratta di naturisti che hanno una avversione per il farmaco chimico  e sono pronti ad assumere qualsiasi sostanza naturale di solito autoprescritta o peggio si tengono le patologie; questi pazienti se possibile sono ancora più pericolosi dei precedenti in quanto rifiutano la patologia negandola e sottovalutandola. Di solito non si curano veramente affidandosi a uno o più professionisti e se lo fanno lo fanno quando sono al limite della loro sopportazione e quindi in condizioni talora ad elevato rischio.</p>
<p>Ritengo che la fitoterapia cinese e l&#8217;agopuntura siano ottimi strumenti terapeutici ma esistono situazioni che necessitano dell&#8217;utilizzo di specifici farmaci di nuovissima generazione:  per controllare la glicemia, per controllare l&#8217;ipertensione, per controllare uno stato di agitazione, di instabilità psichica o di  depressione del tono dell&#8217;umore e anche per controllare il dolore  e ovviamente per sfruttarne l&#8217;azione antibiotica quando necessaria. Il farmaco non va rifiutato a priori ma limitato: è un concetto completamente diverso.</p>
<p style="text-align: left;">Le diverse terapie possono essere sfruttate a seconda del caso e delle necessità senza schierarsi dalla parte dei naturisti estremi ne dalla parte di coloro che sono convinti che solo la terapia farmacologica è in grado di risolvere tutto e non sono in grado di farsi venire neanche un dubbio sulla possibilità di agire in modo diverso.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-6703" title="" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/Cattura-150x150.jpg" alt="Catherine Bellwald Farmaci: troppi o troppo pochi" width="3" height="3" /></p>
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		<title>Ricette per mangiar sano: porridge a colazione</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 06:00:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La  colazione in inverno diventa più complessa per gli habitués del muesli o dei corn flakes. II latte di riso o di soia caldi  alterano il loro sapore e diventano francamente poco appetibili.  Inoltre nel latte caldo i fiocchi di cereali tendono a spappolarsi in un pappone che perde consistenza e il piacere del palato. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-48.jpeg" rel="lightbox[6668]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6677" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-48-150x150.jpg" alt="Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: porridge a colazione" width="250" height="250" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Ricette per mangiar sano: porridge a colazione" /></a><strong>La  colazione in inverno diventa più complessa </strong>per gli habitués del muesli o dei corn flakes. II latte di riso o di soia caldi  alterano il loro sapore e diventano francamente poco appetibili.  Inoltre nel latte caldo i fiocchi di cereali tendono a spappolarsi in un pappone che perde consistenza e il piacere del palato.</p>
<p>In questa stagione però è facile che il corpo ci chieda proprio qualcosa di caldo da mettere sotto i denti soprattutto appena svegli. E per evitare il solito caffè o tè con i biscotti o le fette prodotte industrialmente o decisamente carissime quando di produzione artigianale, i<strong>l porrigde diventa una soluzione al problema, economica ed estremamente sana.</strong></p>
<p><strong>Il porridge è velocissimo da preparare e non richiede più di 10 minuti</strong>, inoltre può essere preparato e conservato in frigo e scaldato appena prima di mangiarlo. La preparazione del porridge richiede come unico ingrediente <strong>i fiocchi di avena. L&#8217;avena purtroppo non è adatta ai celiaci ma è un cereale nutrizionalmente ricco e con basso</strong> picco glicemico. I fiocchi di avena piccoli si preparano più velocemente rispetto a quelli più grossi che hanno bisogno di più minuti di cottura. Per <strong>una tazza di fiocchi di avena si aggiungono due tazze circa di acqua e un pizzico di sale</strong>, si mette in un <strong>pentolino antiaderente</strong> si gira un pò per evitare di fare attacare tutto al fondo e si aspetta che la consistenza diventi quella di un budino.</p>
<p>Due bei cucchiai di porridge caldo stemperati con un pò di <strong>latte di riso fresco</strong> consente al latte di non essere scaldato e quindi di non alterare il suo sapore, il piatto diventa così  della temperatura giusta ovvero <strong>leggermente caldo</strong> e quindi perfetto per questa stagione.  Senza neanche dover aspettare che si raffreddi per poterlo mangiare come si deve fare con il tè che per giunta nutrizionalmente è  inesistente oltre che irritante per lo stomaco. Se lo provate capirete quanto questo piatto sia <strong>estremamente digeribile e adatto anche agli stomaci dei più delicati </strong>compresi bambini e anziani. Nessun paragone con la scarsa digeribilità di un cappucino con briosche che può restare sullo stomaco per ore.</p>
<p>Potete poi addolcire il vostro porridge a piacere con succo di agave, miele, sciroppo di acero, estratto di dattero, cannella o  cacao in polvere e arrichirlo con frutta secca o fresca come un kako per esempio. Il modo di prepararlo è molto personale. Non ci sono  grassi trans, zuccheri raffinati, ne farine industriali, ne latticini, ma non temete: è un piatto delizioso oltre che delicatissimo. Se prendete questa abitudine i vostri bambini ne diventeranno ghiotti. Capirete perchè gli inglesi vi sono tanto affezionati e guarderete con il sorriso sulle labbra alcune pubblicità che declamano le &#8220;colazioni sane&#8221; che di sano a volte proprio non hanno un bel niente!</p>
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		<title>Agopuntura: il lungo viaggio delle patologie croniche</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 06:00:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ripeto continuamente ai miei pazienti che l&#8217;agopuntura non è una questione di fede, non serve crederci come molti pensano. Funziona al di là dell&#8217;azione mentale esercitata in suo favore, benchè comunque sempre favorevole come in ogni azione e terapia. All&#8217;inizio del trattamento l&#8217;agopuntura, se ben praticata, produce quasi sempre una modificazione del quadro sintomatico ovvero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/titanic6.jpg" rel="lightbox[6433]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6489" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/titanic6-150x150.jpg" alt="Catherine Bellwald Agopuntura: il lungo viaggio delle patologie croniche" width="190" height="190" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Agopuntura: il lungo viaggio delle patologie croniche" /></a>Ripeto continuamente ai miei pazienti che l&#8217;agopuntura non è una questione di fede, non serve crederci come molti pensano. Funziona al di là dell&#8217;azione mentale esercitata in suo favore, benchè comunque sempre favorevole come in ogni azione e terapia. <strong>All&#8217;inizio del trattamento l&#8217;agopuntura, se ben praticata, produce quasi sempre una modificazione del quadro sintomatico ovvero dei disturbi e il paziente grazie a questo piccolo o grande passo nella direzione giusta si sente rafforzato nella scelta di andare avanti.</strong></p>
<p>Il paziente potrà sentirsi più sgonfio se vuole dimagrire,  più carico nella sua decisione, che sia di mettersi a dieta, di fare attività motoria o di smettere di fumare, riposerà meglio oppure inizierà a sentire il dolore meno aggressivo e continuo rispetto a prima e questo di solito accade abbastanza velocemente dopo le prime tre sedute talora anche dopo la prima.</p>
<p>Diventa facile  osservare questi i miglioramenti in quanto percepiti dal fisico è come se ci fossimo spostati in avanti partendo dal punto A= disturbo percepito al momento della visita, per andare a punto  B=condizione ottimale per quell&#8217;individuo e per la sua patologia. All&#8217;inizio del viaggio quindi quando la nave salpa, il paziente si sente confortato in quanto gli basta girarsi indietro per vedere che è partito e che si è spostato da dove si trovava prima: è iniziato il suo viaggio.</p>
<p>Fin qui tutto facile, <strong>quando però la patologia è cronicizzata da diversi anni oppure radicata in profondità </strong>il paziente  potrà sentire <strong>altri disturbi in transizione, espressione di strati più profondi dello stesso quadro patologico.</strong> Oppure potrà trovarsi in una <strong>condizione di modificazione solo parziale del disturbo</strong>. Queste condizioni vanno intese come stadi o gradini diversi del percorso di cura.</p>
<p>La situazione iniziale è ormai lontana dalla mente del paziente che farà quasi fatica a ricordarla con precisione in quanto si<strong> tende a rimuovere il dolore vissuto nel passato vecchio o vicino. </strong>In questa fase <strong>il paziente può scoraggiarsi e abbandonare il lavoro e il percorso di cura intrapreso</strong>. La sua condizione mentale è incapace di vedere il percorso già compiuto e soprattutto lui considera un fallimento il non essere ancora approdati alla terra promessa! La verità è che la lunghezza del viaggio non è affatto programmabile e soprattutto superato un certo punto non è più possibile vedere a che punto ci troviamo del viaggio.</p>
<p>Ipotizziamo di salpare dalla Francia per andare  in America; una volta abbandonata la costa fino a perderla totalmente dalla vista, per tutto il resto del viaggio non ci è dato (in assenza di un GPS) di sapere la distanza esatta, fino all&#8217;avvistamento della costa americana. La distanza reale e il tempo necessari all&#8217;arrivo sono incalcolabili per il passeggero e anche per il comandante  quando il viaggio è unico.</p>
<p>Trattando con l&#8217;agopuntura un paziente cronico o con una patologia della radice è la stessa identica situazione, diventa difficile dopo un certo tempo di cura avere un atteggiamento oggettivo sulla situazione complessiva. <strong>E&#8217; importante che il paziente e il medico non si facciano  influenzare dalla paura di non arrivare a destinazione.</strong></p>
<p>E&#8217; necessario  imparare ad <strong>ascoltare e valutare con lucidità la situazione</strong>,  sono le piccole modificazioni lo strumento fondamentale per cogliere lo spostamento della nave in mezzo all&#8217;oceano. La fiducia della relazione paziente -medico è fondamentale così come la capacità di andare oltre la visione classica del solo e unico aspetto economico. In questi casi per non mollare il lavoro a metà è richiesta determinazione e pazienza da parte sia del paziente che del  medico agopuntore. Per questo motivo nei pazienti cronici a quadro anche stabilizzato il lavoro potrà essere diluito con trattamenti ogni tre o quattro settimane ma i<strong>l viaggio deve andare avanti </strong> sapendo che <strong>la rotta è conosciuta dal corpo e gli aghi sono il motore che ci consente di avvicinarci sempre più al traguardo.</strong></p>
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		<title>Correzione posturale: attenti alla vista</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 06:00:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un altro serio problema spesso poco considerato quando si parla di postura è la vista. La presenza di un severo difetto della vista, soprattutto da vicino, produce sul corpo una postura viziatissima che potremmo definire secondaria. Ovvero non è essa stessa un atteggiamento dovuto al carattere della persona ma una risposta a una difficoltà; di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images36.jpeg" rel="lightbox[6396]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6605" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images36-150x139.jpg" alt="Catherine Bellwald Correzione posturale: attenti alla vista" width="236" height="220" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Correzione posturale: attenti alla vista" /></a>Un altro serio problema spesso poco considerato quando si parla di postura è la vista.</p>
<p>La presenza di un severo <strong>difetto della vista</strong>, soprattutto da vicino, produce sul corpo una <strong>postura viziatissima</strong> che potremmo definire <strong>secondaria</strong>. Ovvero non è essa stessa un atteggiamento dovuto al carattere della persona ma una risposta a una difficoltà; di solito quella nel leggere.</p>
<p>Il paziente di solito non avvicina il giornale o il pc agli occhi ma avvicina il volto! In questo modo il tratto cervicale si trova in anteroposizione con tendenza alla <strong>cifosi del tratto inferiore e rettilinizzazione del tratto superiore.</strong></p>
<p>Inoltre l&#8217;asse di allineamento  della testa è totalmente perso e i<strong>l peso del cranio  grava interamente sui muscoli cervicali </strong>scaleni, trapezi e talora anche sui muscoli strenocleidomastoidei che  inevitabilmente si contraggono in modo anomalo.</p>
<p>Ne consegue, nel migliore dei casi, una <strong>cervicalgia muscolotensiva </strong>e nel peggiore un  <strong>quadro di discopatie cervicali </strong>anche severo con possibilità di protrusioni multiple, ernie estruse o frammenti erniari a cui possono accompagnarsi dolori chiamati brachialgie, non solo cervicali ma irradiati alle braccia e alle mani; questi sintomi sono spesso molto dolorose e fastidiosi in quanto corrispondono a vere e proprie nevralgie.</p>
<p>La cosa più logica è certamente correggere il difetto visivo con una valutazione oculistica completa, ma non basta; resta comunque l&#8217;atteggiamento che in questo caso è una memoria corporea o psicomotoria ovvero anche se ci sono gli occhiali correttivi più idonei <strong>il corpo ricorda la schema di movimento che è diventato un atteggiamento automatico.</strong></p>
<p>La persona tende così a ripetere quegli schemi corporali, prima conseguenti alla patologia visiva, e che rimangono in atto anche dopo che il difetto visivo è stato corretto, continuando ad aggravare la situazione cervicale muscolare e osteoarticolare.</p>
<p>L&#8217;unico modo per agire su di essi è in primo luogo <strong>consapevolizzare e osservare il difetto posturale acquisito,</strong> successivamente correggerlo continuamente fino a <strong>riprogrammare lo schema corporeo</strong>.</p>
<p>E&#8217; sbagliato affermare &#8220;io sono così&#8221; pensando di non poter modificare la situazione oppure ancora peggio offendersi se qualcuno ci fa osservare la nostra posizione scorretta: ben venga qualcuno che ce la fa osservare; la consapevolezza della propria postura non è infatti, nella gran parte dei casi, qualcosa con cui si nasce, ma va costruita giorno per giorno.</p>
<p>Come per ogni cosa bisogna impegnarsi e lavorarci sopra con energia magari facendosi aiutare da specialisti del settore rieducativo e posturale.</p>
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		<title>Il mese di novembre e il triplice riscaldatore nella medicina cinese</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 06:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per il calendario cinese con il 9 di novembre entriamo in Li Dong inizio o salita dell&#8217;inverno, questo mese è collegato al triplice riscaldatore. Il triplice riscaldatore altrimenti chiamato in inglese triple burner o triple warmer e in cinese san jiao non corrisponde a un organo come gli altri 11 meridiani. Corrisponde a un sistema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-56.jpeg" rel="lightbox[6558]"><img class="alignleft size-full wp-image-6596" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-56.jpeg" alt="Catherine Bellwald Il mese di novembre e il triplice riscaldatore nella medicina cinese" width="220" height="220" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Il mese di novembre e il triplice riscaldatore nella medicina cinese" /></a>Per il calendario cinese con il <strong>9 di novembre</strong> entriamo in <strong>Li Dong</strong> inizio o <strong>salita dell&#8217;inverno</strong>, questo mese è collegato al triplice riscaldatore<strong>. </strong>Il <strong>triplice riscaldatore</strong> altrimenti chiamato in inglese <strong>triple burner o triple warmer </strong>e in cinese <strong>san jiao</strong> non corrisponde a un organo come gli altri 11 meridiani. Corrisponde a un sistema energetico piuttosto complicato che controlla quello che in medicina cinese viene definito <strong>il metabolismo delle acque.</strong></p>
<p>San in cinese tre, jiao il cui ideogramma rappresenta un pentolone scaldato è non a caso collegato con l&#8217;<strong>elemento fuoco</strong> come il cuore. A differenza del  cuore che si trova nella stagione estiva, fuoco nel fuoco, in questo caso siamo all&#8217;inizio della stagione invernale il cui elemento è l&#8217;acqua, avremo quindi fuoco e acqua.</p>
<p>L&#8217; orario del san jiao è compreso tra<strong> le 21 e 23. </strong>Interessante vedere che in questo orario  le persone tendono ad avere un calo energetico e molto spesso si addormentano per la stanchezza anche quelle che poi soffrono di insonnia nelle ore mattutine o nelle ore più avanzate della notte.</p>
<p>L&#8217;animale di questo mese è il<strong> maiale, </strong> una ricchezza per l&#8217;infinita possibilità di utilizzare tutte le sue parti, &#8221; <em>non si butta niente del maiale</em>&#8220;! In un certo senso potremmo dire che l&#8217;energia del triplice riscaldatore è come un motore in più, una risorsa in più, una ricchezza utile a tutti gli organi nessuno escluso.</p>
<p>La funzione del triplice riscaldatore si divide in tre aree distinte da cui il nome triplice riscaldatore. L&#8217;area superiore o <strong>jiao superiore</strong> o fuoco superiore corrisponde alla cavità toracica ed è collegata agli organi <strong>cuore e polmone.</strong> Il <strong>jiao medio</strong> è l&#8217;area epigastrica e ipocondrica e comprende gli organi <strong>stomaco-milza-pancreas-fegato</strong> e il <strong>jiao inferiore</strong> gli organi <strong>rene</strong>-vescica urinaria e piccolo-<strong>grosso intestino</strong>.</p>
<p>Il metabolismo delle acque e la funzione del san jiao  rispecchiano in realtà <strong>il complicato meccanismo di circolazione sanguigna e il delicato network ormonale che dal sangue è veicolato</strong>. E&#8217; incredibile pensare che questo modello di comprensione unitaria del corpo esisteva già oltre 4.000 anni fa. Ma solo oggi possiamo cogliere l&#8217;esteso  significato di questo meccanismo in senso chimico e fisico.</p>
<p>Partendo dalla  <strong>piccola circolazione sanguigna </strong>che consente di pulire il sangue venoso proveniente dal  cuore destro facendolo transitare dal polmone e ritornare al cuore sinistro ricco di ossigeno, per poi distribuirlo  a tutto il corpo ( jiao superiore), al sistema di <strong>assorbimento di sostanze nutritizie  e di pulizia del sangue </strong>a carico del  sistema digestivo e delle sue ghiandole ( jiao medio), per finire con l<strong>&#8216; eliminazione dell&#8217;impuro attraverso le urine e le feci </strong>( jiao inferiore).</p>
<p>I cinesi dicono &#8220;<em>il qi muove il sangue</em>&#8220;. Gli occidentali invece hanno scoperto che il sangue consente agli ormoni di trasportare informazioni da un distretto del corpo all&#8217;altro. Il sangue inteso anche come  fonte di energia per ogni singola cellula e  la possibilità di rimuovere l&#8217;impuro da ogni singolo distretto. In realtà a voler ben guardare a migliaia di anni di distanza il concetto è lo stesso solo che è espresso in modo diverso. Se per un cinese senza qi non c&#8217;è vita e per un un occidentale senza sangue  le cellule non sopravvivono, viene logico capire che la <strong>coppia sangue-qi</strong> può essere intesa come una medesima entità funzionale e non già come due entità separate o ancora peggio come il diavolo e l&#8217;acquasanta.</p>
<p>San jiao ha  rapporti diretti con il <strong>pericardio</strong> con il quale è in rapporto interno-esterno, e con la <strong>vescica biliare</strong> con la quale forma il livello shao yang. Da questi due importanti legami è possibile intuire l&#8217;importanza della <strong>sfera emozionale e dello stress </strong>sul sistema sanjiao cosa assolutamente verificabile anche con il sistema ormonale.</p>
<p>I punti del triplice riscaldatore sono utili in numerosi disturbi  dolorosi del territorio shao yang come le cefalee temporo-parieto-occipitali,  nelle <strong>insonnie</strong> e in <strong>tutte le disfunzioni ormonali</strong>.</p>
<p>Ma ancora san jiao è in rapporto con il <strong>Rene</strong> attraverso un legame di livello, shao yang(san jiao)-shao yin(rene) e con la <strong>Milza</strong> (9-11 am) perchè in esatta contrapposizione sull&#8217;orologio cinese. Entrambi questi due rapporti ci fanno intuire il suo ruolo nella gestione dei<strong> liquidi </strong>e  dell<strong>&#8216;umidità. </strong>Il triplice punto viene infatti comunemente usato per trattare <strong>le diarree, il sovrappeso </strong>e anche<strong> l&#8217;edema.</strong></p>
<p>In questo periodo dell&#8217;anno è importante iniziare ad alimentarsi con cibi cotti, evitando di abusare di cibi troppo freddi come le insalate, le mozzarelle e gli agrumi. Questi alimenti  rallentano e raffreddano il jiao medio mettendolo in difficoltà e aumentando l&#8217;umidità interna che già esternamente è in continuo aumento.</p>
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		<title>Temperature fuori controllo negli spazi chiusi</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 06:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non capisco! Veramente faccio fatica a capire la logica; in settembre e ottobre molti, anzi moltissimi, esercizi hanno mantenuto un ambiente condizionato alla pari dei mesi di giugno, luglio e agosto. Oggi, ai primi di novembre, quasi tutti presentano un riscaldamento decisamente esagerato viste le temperature miti presenti all&#8217;esterno. Ma quale è la logica di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-130.jpeg" rel="lightbox[6590]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6613" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-130-150x150.jpg" alt="Catherine Bellwald Temperature fuori controllo negli spazi chiusi" width="256" height="256" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Temperature fuori controllo negli spazi chiusi" /></a>Non capisco! Veramente faccio fatica a capire la logica; in settembre e ottobre molti, anzi moltissimi, esercizi hanno mantenuto un ambiente condizionato alla pari dei mesi di giugno, luglio e agosto.</p>
<p>Oggi, ai primi di novembre, quasi tutti presentano un riscaldamento decisamente esagerato viste le temperature miti presenti all&#8217;esterno.</p>
<p>Ma quale è la logica di questo consumo ingiustificato? Non esiste nel 2011 la possibilità di avere un condizionatore e un riscaldamento con temperature regolabili? Oppure è la testa delle persone che non presenta la possibilità di essere  regolata?</p>
<p>Lo so, lavoro anch&#8217; io, non è affatto facile trovare la temperatura perfetta, ogni ora è diversa per esempio! E anche ogni giorno ovviamente! Beh che c&#8217;è di strano? In settembre e in ottobre, per esempio al mattino, il clima esterno era decisamente fresco, mentre nell&#8217;ambiente chiuso del luogo di lavoro era quasi torrido. Nessun problema: bastava lasciare aperte le finestre per rinfrescare velocemente senza spesa alcuna, ma con il lavoro delle braccia e della testa.</p>
<p>Durante il giorno era il sole ha riscaldare ancora moltissimo, bastava anche in questo caso creare una minima ventilazione e ombreggiatura per godere ancora del caldo in modo piacevole.</p>
<p>In questo periodo è quasi il contrario, al mattino fa più caldo per il riscaldamento acceso da numerose persone alla sera e il calore accumulato dalla terra e dai muri dalla recente stagione estiva. Alla sera invece arriva il fresco ma è ancora molto moderato e basta davvero poco per ottenere una temperatura piacevole.</p>
<p>Insomma quel che succede è che oggi negli ambienti chiusi il calore è quasi insopportabile e talora supera il calore spontaneo che si correggeva con il condizionatore fino a tre settimane fa!</p>
<p>Solo che quando si accendevano i condizionatori eravamo vestiti con una maglietta e oggi che si accendono i riscaldamenti siamo vestiti con un cappotto, senza parlare dei soggetti che hanno già tirato fuori cappelli, guanti e sciarpe!</p>
<p>I grandi magazzini e centri commerciali sono l&#8217;apoteosi di questa problematica, ma anche edifici come il Palazzo di Giustizia o la Questura Centrale,  enormi strutture antiche super riscaldate non solo nelle stanze ma in tutto l&#8217;edificio. Più è grande l&#8217;ambiente e più è grande il controllo della temperatura. Ma chi paga alla fine siamo sempre noi!</p>
<p>Ci rendiamo conto che questa gestione acefalica  della temperatura è causa di numerose patologie respiratorie da raffredamento?   Quest&#8217;anno sinusiti, laringiti, faringiti, otiti, bronchiti, hanno non solo colpito durante tutta l&#8217;estate ma  stanno già mietendo vittime con numerosi ceppi di rinovirus molto imbufaliti prima ancora dell&#8217;arrivo della classica epidemia stagionale di influenza.</p>
<p>Ma al di là della salute, l&#8217;economia e lo smog  sono altre pesanti conseguenze di questo comportamento decisamente poco  equilibrato e sconsiderato. Possibile che si debba arrivare alla vigilanza esterna  delle temperatura interna e alla possibilità di prendere delle multe magari con sanzioni fuori dal bollo e con limiti altrettanto poco ragionevoli come spesso lo sono quelli della velocità stradale?</p>
<p>Forse fra vent&#8217;anni ci saranno gli specialisti della temperatura, con consulenze annuali obbligatorie e  sistemi costosissimi di riscaldamento e condizionamento computerizzati e saranno obbligatori per tutti i poveri mortali che non sapranno come pagarli e magari nel palazzo della Questura tutto resterà come oggi! Un pò come in molti ospedali pubblici dove le rubinetterie sanitarie a leva sono arrivate molti ma molti anni dopo la normativa che le aveva rese obbligatorie negli esercizi pubblici.</p>
<p>Non sto dicendo di fare i puristi che non accendono il televisore per non consumare l&#8217;elettricità, oppure che non vanno mai in macchina per non consumare la benzina  o altri estremismi di questo tipo. Il controllo della temperatura richiede che vi sia un responsabile, che si occupi durante l&#8217;intera giornata di alzare o abbassare la regolazione e se necessario di spegnerla per alcune ore o aprire e chiudere le finestre all&#8217;occorrenza  e magari alzare e abbassare le tende!</p>
<p>Un interesse che dovrebbe essere comune a tutti noi. Sono in verità solo piccole questioni queste, ma se non sappiamo come risolvere le piccole questioni, senza il buon senso, come possiamo pensare di risolvere quelle grosse?</p>
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		<title>La speranza durante la malattia</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 06:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8221; Signora si rassegni suo figlio non piangerà più&#8221; è la frase che hanno detto alla mamma di un paziente uscito dal coma dopo un incidente in moto. Al paziente veniva poi detto al suo risveglio &#8221; ci vorranno anni per tornare a camminare e non correrai mai più!&#8221; Il paziente oggi a distanza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6584" style="border: 5px solid white;" title="speranza1" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/speranza1-e1320251620606.jpg" alt="Catherine Bellwald   La speranza durante la malattia" width="250" height="311" />&#8221; <em>Signora si rassegni suo figlio non piangerà più</em>&#8221; è la frase che hanno detto alla mamma di un paziente uscito dal coma dopo un incidente in moto. Al paziente veniva poi detto al suo risveglio &#8221; <em>ci vorranno anni per tornare a camminare e non correrai mai più!&#8221;</em></p>
<p>Il paziente oggi a distanza di meno di un anno non solo piange ma cammina e corre e si allena esattamente come faceva prima dell&#8217;incidente. Certo non è lo stesso di prima, ma nessuno di noi è lo stesso di prima.</p>
<p>Affermare che che non c&#8217;è speranza è come affermare il suo contrario ovvero che non ci sono problemi, in entrambi i casi sono posizioni troppo rigide e la  verità è che a noi medici non è dato di sapere come andranno le cose, non siamo maghi ne veggenti, non sappiamo se una situazione che sta migliorando continuerà a migliorare oppure se, viceversa, una situazione che sembra stazionaria non possa iniziare a migliorare.</p>
<p>Possiamo grazie alle conoscenze e alla nostra esperienza considerare i fattori favorevoli e sfavorevoli per il recupero e spiegarli al paziente con calma senza assicurare un miglioramento ma senza fare l&#8217;esatto contrario ovvero negandolo in senso assoluto come un dato certo. La medicina non è una scienza perfetta e tanto meno certa; ogni individuo risponde in modo del tutto individuale.</p>
<p>La classe medica per eccellenza si glorifica del non voler dare al paziente false speranze e punta spesso il dito contro coloro che si pongono in modo diverso e con maggior speranza nei confronti di una  patologia indipendentemente dalla gravità. Quel che succede in ambiente sanitario è  spesso che si eccede nello sparare sentenze drastiche piuttosto che il contrario.</p>
<p>E&#8217; diverso dire &#8220;<em>non lo farai mai più, scordatelo</em>&#8221; e dire &#8220;la situazione è grave, non so davvero fino a che punto potremmo recuperare&#8221; e ancora  dire &#8221;<em>finirai in carrozzella</em>&#8221;  piuttosto che affermare &#8220;<em>se non ti curi o non prendi la cosa seriamente, potresti peggiorare in modo anche severo</em>&#8220;. Frasi come &#8220;<em>se lo deve tenere&#8221;  e &#8220;non c&#8217;è niente da fare&#8221; </em>sono all&#8217;ordine del giorno in medicina.</p>
<p>L&#8217;idea che mi sono sempre fatta a questo riguardo è quella di pensare che sono proprio i medici ad avere maggiormente paura delle malattie e con questi atteggiamenti di superiorità quasi gelida e distaccata esorcizzano la loro paura e la paura delle responsabilità. Questo giustificherebbe come mai il comportamento di &#8220;<em>ammazza speranza</em>&#8221; è così diffuso in alcuni ambienti come le unità intensive o la rianimazione.</p>
<p>In effetti la responsabilità di fare o dire la cosa giusta al momento giusto è talora pesante e non basta dare il farmaco o consigliare l&#8217;intervento o la visita specialistica per avere in cura una persona nella sua interezza. Ci sono tempi da rispettare e bisogna saper ascoltare le problematiche fisiche, chimiche, psichiche e sociali di quella specifica persona e non è affatto semplice!</p>
<p>Credo che si possano dare informazioni anche gravi senza essere cinici e senza calcare la  mano. E&#8217; possibile dire a un paziente che è affetto da una malattia grave come una neoplasia maligna senza sotterrarlo sotto la nostra paura pur sapendo che già da solo lo starà facendo.</p>
<p>Nello stesso modo aprire una speranza terapeutica soprattutto per malattie meno gravi ma croniche come le frequenti algie articolari su base artrosica è sacrosanto. Sono tantissimi i pazienti che arrivano all&#8217;agopuntura convinti di non poter fare niente e ai quali non sembra possibile essere migliorati così tanto solo perchè  ormai si erano convinti di non potersi più liberare dal loro problema o dolore.</p>
<p>Credo fermamente che la speranza non debba mai e poi mai essere tolta, fino alla fine. Ovvero fino a quando non ci si trova faccia a faccia con la morte, a questo punto il lavoro è completamente diverso; si tratta di aiutare l&#8217;intero nucleo famigliare ad accettare questo inevitabile distacco.</p>
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		<title>La festa dei morti.</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 06:00:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Festeggiare i morti non credo significhi solamente ricordare e porgere gli omaggi ai nostri cari defunti. Credo che festeggiare i morti possa essere un occasione per avvicinarsi a questo mistero: la morte. In tutte le culture antiche e moderne la morte è e resta il più grande mistero irrisolto e da tutti temuto. Per alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6575" style="border: 5px solid white;" title="morte" src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/Unknown3-122x150.jpg" alt="Catherine Bellwald La festa dei morti." width="182" height="225" />Festeggiare i morti non credo significhi solamente ricordare e porgere gli omaggi ai nostri cari defunti. Credo che festeggiare i morti possa essere un occasione per avvicinarsi a questo mistero: la morte. In tutte le culture antiche e moderne la morte è e resta il più grande mistero irrisolto e da tutti temuto.</p>
<p>Per alcuni la fine di tutto, per altri di un&#8217;esistenza terrena, di un percorso, di un ciclo, comunque la fine di qualcosa alla quale teniamo tutti molto: la nostra vita fisica, la nostra pellaccia!</p>
<p>Un momento per pensare che non esiste conto in banca, rango sociale, amicizia altolocata che ci raccomandi, ne interventi chirurgici o farmaci in grado di sottrarci alla morte quando essa ci chiama.  Accompagnare dolcemente alla morte i pazienti terminali è  diventata una branca della moderna medicina. Nei migliori  hospices l&#8217;intero nucleo famigliare viene preso in considerazione e sostenuto nel percorso di distacco.</p>
<p>Le attenzione al confort fisico e psichico del paziente sono innumerevoli, dalla musica alla possibilità di prendere del sole sulla terrazza. E ovviamente  avere vicino i propri cari anche tutta la notte, non come profughi ma comodamente sistemati su appositi divanoletti, con piccole cucine per prepararsi un tè o una tisana al bisogno. La possibilità di avere cure mediche continuative 24 ore su 24 e la sensazione di essere a casa.</p>
<p>Per i parenti più stretti è una vera medicina dell&#8217;anima oltre che delle loro schiene. La patologia definita terminale ovvero senza più speranza di recupero è difficile da accettare sia per il paziente che per i famigliari e spesso rende ancora più complessi i rapporti interpersonali. Inoltre la cura di una persona in questa fase, quando interamente a carico di un singolo famigliare o di una famiglia non è da tutti realizzabile. Non tutti hanno la forza, la capacità e la possibilità di sostenerla in quanto è un lavoro pesantissimo e talora anche devastante per i parenti che se ne occupano.</p>
<p>La presenza di personale medico qualificato e degli infermieri diventa un modo efficace di sistemare al meglio alcuni problemi logistici, permettendo a tutti di essere se stessi e facilitando la creazione di un&#8217;atmosfera di comunione. Nel libro &#8220;Un modo di morire &#8221; edito alla fine degli anni &#8217;80, venivano descritte molto bene le qualità terapeutiche del nascente concetto di hospices.</p>
<p>Posso inoltre affermare che tutte le volte che  sono entrata in un hospice sia per lavoro che per visita, sono rimasta affascinata. Ritengo siano strutture sanitarie di eccellenza dove il rispetto altrui ha la precedenza sulla prepotenza e l&#8217;ascolto è sovrano. L&#8217;accettazione della morte da parte di tutti; medici, infermieri, famigliari e pazienti si percepisce molto bene e diventa essa stessa la cura.</p>
<p>E&#8217;  interesante analizzare come sempre più il cinema e la televisione siano farciti di film sui morti viventi altrimenti chiamati zombi e di quanto crescente interesse sia rivolto ai tavoli autoptici nell&#8217;ultimo decennio. La morte e la paura della morte vengono comunemente esorcizzati e il fenomeno di Halloween ne è un altro esempio.</p>
<p>Ritengo che conoscere e accettare gli hospices sia un  modo certamente diverso ma utile per provare a fare pace con quest&#8217;ospite indesiderato che è la morte.</p>
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		<title>Ricette per mangiar sano: Triglia in vellutata di carote e mango &#8211; by Gabriella</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 05:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questa ricetta useremo i filetti di triglia, questo pesce  nei nostri mercati dovrebbe essere quasi tutto di provenienza mediterranea anche se si trova in abbondanza nei mari tropicali. Essendo di piccola taglia, viene considerato più povero in metalli pericolosi e sostanze tossiche purtroppo presenti nel mare e  ricco in omega 3 oltre che molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/Filetti_triglia.jpg" rel="lightbox[6546]"><img class="alignleft size-full wp-image-6551" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/Filetti_triglia-e1319681447224.jpg" alt="Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: Triglia in vellutata di carote e mango   by Gabriella" width="300" height="243" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Ricette per mangiar sano: Triglia in vellutata di carote e mango   by Gabriella" /></a>In questa ricetta useremo <strong>i filetti di</strong><strong> triglia</strong>, questo pesce  nei nostri mercati dovrebbe essere quasi tutto di provenienza mediterranea anche se si trova in abbondanza nei mari tropicali.</p>
<p>Essendo di piccola taglia, viene considerato più povero in metalli pericolosi e sostanze tossiche purtroppo presenti nel mare e  ricco in <strong>omega 3 </strong>oltre che molto gustoso.</p>
<p>Lo trovate già pulito e pronto in vaschette nei comuni supermercati ben forniti, risparmiando così tempo nella pulizia talora farraginosa.</p>
<p>Mettete i filetti a marinare per alcune ore con olio, abbondante buccia di un <strong>limone rigorosamente biologico</strong> e <strong>zenzero fresco grattugiati,</strong> una manciata di <strong>semi di sesamo</strong>, un pizzico<strong> di sale e pepe</strong>.</p>
<p>Anche per le carote consiglio che siano biologiche in quanto come i limoni sono troppo ricche di nitriti nella buccia al punto da alterare il sapore dei cibi rendendole decisamente più aspri.</p>
<p>In questo modo è possibile non pelare ma solo pulirle e tagliate a pezzi grossi risparmiando tempo prezioso. Le carote si fanno insaporire con qualche rondella di <strong>porro, olio e peperoncino</strong>.</p>
<p>Si aggiunge acqua, abbondante <strong>zenzero in polvere, curcuma e sale</strong>. Con questi sapori è possibile limitare il dolce della carota, evitando di usare il dado che copre i sapori e spesso contiene sostanze non proprio salutari. Coprite con coperchio, e cuocete per circa 15-20  minuti.</p>
<p>Prima di spegnere il fuoco aggiungete negli ultimi minuti la polpa del mango sbucciato e tagliato.</p>
<p><strong>Il mango è un frutto esotico</strong> non sempre facile da procurare, ma in questa stagione si trova facilmente. E&#8217; necessario che sia maturo al punto giusto, ovvero non legnoso ma morbido come una pesca ma senza essere innerito.</p>
<p>L&#8217;ideale per il mango, che troviamo comunque in tutte le stagioni dell&#8217;anno, è comprarlo verificando che la buccia non sia ingiallita o annerita ma colorata con colori vivi come un pappagallo verde e rosso!</p>
<p>E&#8217; utile e  tenerlo in casa per qualche giorno insieme alle mele senza farli prendere freddo come le banane per portarlo a maturazione giusta.</p>
<p>Frullate le carote e il mango a piacere a seconda della consistenza che preferite e dosate l&#8217;acqua di cottura per valutare la densità ideale. Ponete le triglie con la marinata in un tegame e fate cuocere per circa 10-15 min e se sarà necessario aggiungete un po&#8217; d&#8217;acqua per non fare attaccare il filetto.</p>
<p>A cottura ultimata distribuire la vellutata nei piatti adagiando nel mezzo i filetti di triglia e <strong>decorate con prezzemolo. Buon appetito</strong></p>
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		<title>Depressione un circolo vizioso</title>
		<link>http://www.unoduetre.eu/2011/10/24/depressione-un-circolo-vizioso/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 05:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La depressione è definita come uno stato psicopatologico  la cui incidenza è fra le più significative; colpisce la popolazione in diverse fasce di età, si accompagna a svariate condizioni psicoemotive, ma anche a molte patologie organiche. Non è necessario essere un medico  per capire  quando la depressione si manifesta radicandosi nel comportamento di una persona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-1110.jpeg" rel="lightbox[6506]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6510" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-1110-150x150.jpg" alt="Catherine Bellwald Depressione un circolo vizioso" width="302" height="302" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Depressione un circolo vizioso" /></a>La <strong>depressione </strong>è definita come uno stato psicopatologico  la cui i<strong>ncidenza è fra le più significative;</strong> colpisce la popolazione in diverse fasce di età, si accompagna a svariate condizioni psicoemotive, ma anche a molte patologie organiche.</p>
<p>Non è necessario essere un medico  per capire  quando la depressione si manifesta radicandosi nel comportamento di una persona a noi cara e per capire <strong>quanto sia difficile scacciare questa condizione con il semplice aiuto della parola e dei consigli.</strong></p>
<p>La depressione favorisce l&#8217;insorgenza di condizioni patologiche e viceversa molteplici patologie possono sfociare in una depressione. <strong>La depressione del tono dell&#8217;umore</strong> come viene definita in ambiente medico aumenta la <strong>morbilità (la possibilità di ammalarsi)</strong> e la <strong>mortalità ( la possibilità di morire) </strong>questo è un dato certo e verificabile dai più accreditati giornali di medicina ufficiale ed è per questa ragione che la terapia farmacologica antidepressiva è considerata una fra le cure a lungo termine più diffuse e irrinunciabili.</p>
<p>Ancora una volta si può vedere da vicino come la mente influenza il corpo e vice versa. Lo stato depressivo riduce e altera processi interni di riparazione cellulare, di difesa immunitaria, e può dare un valido aiuto nello sconvolgere e alterare svariati sistemi ed equilibri biochimici  dando via a <strong>una tempesta del complicato network ormonale e bioumorale del nostro piccolo ma complicato essere corpo-mente.</strong></p>
<p>Lo ripeto: non serve essere un medico per capire che <strong>l&#8217;</strong><strong>integrità della nostra mente è indispensabile per mantenere </strong><strong>la nostra salute</strong> e  che  solo il<strong> suo equilibrio ci consente di passare attraverso le difficoltà che la vita ci impone costantemente in ambito famigliare, lavorativo e sociale in senso lato.</strong></p>
<p>La <strong>depressione del tono dell&#8217;umore </strong>è paragonabile a <strong>una condizione di impotenza e di schiavitù del pensiero, che possiamo rappresentare come intrappolato in un circuito chiuso</strong>. Il pensiero in un certo senso cerca di uscire ma si ritrova sempre uguale a se stesso capace solo di alimentare il proprio disagio interiore come un animale in gabbia. E tanto più si dibatterà per uscire più aumenterà la sua condizione di impotenza e di fallimento</p>
<p>Indipendentemente dalle  <strong>motivazioni </strong>che hanno generato questa condizione, che <strong>possono essere le più svariate</strong>: un lutto, una separazione,  una malattia invalidante, difficoltà economiche, una forte perdita di sangue, una condizione ormonale squilibrata, una famigliarità positiva per la depressione, non importa la causa scatenante o concausa talora anche assente, il paziente gravemente depresso diventa incapace di uscire da questo stato <strong>senza un aiuto esterno</strong>: è in trappola!</p>
<p>Ecco che la chimica mediata dai farmaci serontoninergici o dopaminergici diventa un valido supporto come l&#8217;abilità di alcuni psicologi; entrambi questi aiuti servono a dare la possibilità di uscire <strong>dalla gabbia del pensiero in loop</strong>. Anche l&#8217;agopuntura può essere un valido aiuto in quanto <strong>fornisce una energia armonizzante </strong>che in termini semplicistici potremmo definire un risparmio o accumulo energetico positivo in grado di farci uscire dal cerchio chiuso come con una pedata.</p>
<p>In realtà in termini di scienza informatica si tratta di produrre un <strong>reset del sistema</strong>, in termini di scienza dell&#8217;interiore si parla di sofferenza volontaria quando, facendo volontariamente una cosa del tutto inaspettata, sorprendi la tua mente producendo  <strong>un surplus energetico</strong> capace di fare saltare la dinamica del pensiero oltre la gabbia da lui costruita.</p>
<p>In termini interiori  si paragona spesso il  cammino evolutivo di un individuo come a una spirale in cui il soggetto certamente produce un movimento circolare che lo porta a ripassare da situazioni psicologiche e fisiche analoghe oppure che si ripetono. <strong>Secondo la legge dello yin dello yang e dei cinque elementi, la vita stessa è riconducibile a un circolarità </strong>e continuo passaggio dallo yin allo yang e da un elemento al suo elemento figlio e così via in una circolarità perpetua.</p>
<p><strong>Non si tratta però di un cerchio chiuso bensì di un cerchio aperto che potremmo ricondurre a una spirale</strong>; la situazione già vissuta in precedenza viene rivissuta da un punto di vista diverso. Ecco che <strong>si allarga lo spazio di esperienza pur rivivendo apparentemente lo stessa condizione</strong>, la mente non si sente chiusa ma in espansione e in crescita poichè ricorda e associa la vecchia esperienza alla nuova e questo produce <strong>una nuova esperienza personale sempre più ricca</strong>.</p>
<p>Non siamo fatti per stare fermi; ho già detto questa frase parlando del corpo ma lo stesso vale per la mente.</p>
<p>Il mio suggerimento, pur non essendo una psicologa, è quello di stare molto in guardia. Quando ripetiamo sempre gli stessi errori, gli stessi gesti, gli stessi rituali e perdiamo la capacità mentale di adattarci al nuovo, allora siamo in pericolo. Non serve quindi solo rilassarsi e imparare a farlo, ma <strong>serve cambiare la prospettiva, serve spostarsi di livello.</strong></p>
<p>E per fare questo <strong>la condizione necessaria è quella di apertura mentale</strong> non già nei confronti di una singola cosa ma in senso lato. L&#8217;apertura è l&#8217;unica condizione che ci consente di imparare e di acquisire strumenti e nozioni. <strong>L&#8217;apertura è una condizione nella quale non si ha paura di essere feriti o derubati  e tanto meno una condizione di superiorità egoica, </strong>condizioni queste che la impediscono. L&#8217;apertura mentale è in realtà una condizione naturale dell&#8217;uomo in evoluzione.</p>
<p>Allora una frase detta in un film, una considerazione fatta da un amico o da un negoziante, ma anche una sfiga, possono diventare lo spunto per fare un salto di comprensione e per <strong>muovere il nostro pensiero più in là</strong>, <strong>dando appunto alla psiche il suo nutrimento che è ancora e sempre movimento </strong><strong>ma in espansione</strong> senza limiti ne barriere imposte da altri e ancor meno da noi stessi.</p>
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		<title>La correzione posturale: attenti alle pose</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 05:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le pose sono tutte le posizioni che il nostro corpo assume per apparire o sentirsi in una determinata maniera. In realtà molte posizioni sono anche delle pose e molte pose si assumono per abitudine. Diventa quindi difficile poi discernere come una posa si costituisca e si mantenga al di là del voler apparire o percepirsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6485" class="wp-caption alignleft" style="width: 264px"><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-103.jpeg" rel="lightbox[6393]"><img class="size-thumbnail wp-image-6485" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-103-150x150.jpg" alt="Catherine Bellwald La correzione posturale: attenti alle pose" width="254" height="254" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu La correzione posturale: attenti alle pose" /></a><p class="wp-caption-text">tipica postura scorretta</p></div>
<p><strong>Le pose sono tutte le posizioni che il nostro corpo assume per apparire o sentirsi in una determinata maniera</strong>. In realtà molte posizioni sono anche delle pose e molte pose si assumono per abitudine. Diventa quindi difficile poi discernere come una posa si costituisca e si mantenga al di là del voler apparire o percepirsi in un modo piuttosto che in un altro.</p>
<p>Non ci crederete ma <strong>le pose sono uno dei nemici numero uno della postura corretta</strong>.</p>
<p><strong>Le gambe incrociate da seduti </strong>per fare un esempio<strong> </strong>sono un tipico gesto a valenza sia maschile che femminile,  sicuramente nocivo al rachide lombare quando protratto e ripetuto. Questo perchè l&#8217;incrocio favorisce il cedimento in cifosi del tratto lombare. Questa posa credetemi è davvero difficile da togliere in quanto la posizione a gambe incrociate è sexy per la donna e trasmette anche in un ambito lavorativo  un senso di disinvoltura e di amicizia talora indispensabili.</p>
<p>Nei pazienti con note discopatie lombari o cervicali e ricorrenti algie, oltre a eseguire sedute di agopuntura che hanno una grande possibilità di togliere l&#8217;infiammazione senza dover ricorrere al corstisonico, <strong>insisto molto sulla correzione posturale soprattutto quando riconosco il ripetersi di alcune pose nocive al rachide.</strong></p>
<p>Le raccomandazioni sono ben conosciute agli addetti ai lavori e non: non sollevare pesi, chinarsi piegando le gambe, sedersi tenendo i piedi appoggiati a terra e la regione lombare sostenuta. Pertanto la correzione delle gambe incrociate è spesso la più difficile e sfugge sistematicamente al controllo anche dei pazienti più attenti. E&#8217; frequente che in una singola seduta <strong>la mia correzione di questa posa si ripeta più e più volte beccando il paziente &#8220;sul fatto&#8221; come con le dita nella marmellata!</strong></p>
<p>Ci sono poi pose meno comuni ma altretanto deleterie, anzi forse molto più pericolose; fra queste citiamo quella di <strong>tenere la testa leggermente inclinata da un lato in segno di ascolto o di condivisione</strong>,  tipica del personaggio Orazio della serie televisiva CSI Miami tanto per fare un esempio concreto. Questa semplice e apparentemente innocua posa, quando protratta e ripetuta sistematicamente nel tempo, può generare una scoliosi funzionale capace di stabilizzarsi. Ne possono seguire algie cervicali e cervicobrachiali, talora sostenute da quadri di discopatie cervicali più o meno marcate.</p>
<p>Correggere questo tipo di posa è ancora più difficile; è necessario attivare un sistema di vigilanza e di consapevolezza posturale continuativa per cogliere la posa e correggerla sul nascere. A peggiorare la situazione succede che <strong>il paziente non si accorge </strong><strong>della sua posa </strong><strong>se non attraverso uno specchio o una foto</strong>. L&#8217;unico modo è quello di scattarsi mentalmente delle foto e osservarsi meticolosamente.</p>
<p>Allo stesso modo è utile osservare quale emozione si collega alla posa per individuarla più facilmente. Un lavoro molto complesso, spesso poco accetto dal paziente ma in alcuni casi indispensabile per ottenere la risoluzione completa del dolore.</p>
<p><strong>Attenti quindi quando vedete nascere una posa; ricordatevi che poi non è facile  rimediare ai danni che si possono causare al rachide, almeno non con la stessa facilità con cui si può togliere una ruga dal volto!</strong></p>
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		<title>Mal di gola, raffreddori e bronchiti che non passano</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 05:00:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Capita in questa stagione di sentire molte persone che lamentano bronchiti che non passano e che dopo una terapia antibiotica anche protratta si trascinano comunque con tosse e catarro per oltre un mese; in alcuni casi anche fino a tre mesi. Ci sono anche casi di mal di gola (laringite o faringite) e riniti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-128.jpeg" rel="lightbox[6452]"><img class="alignleft size-full wp-image-6457" style="border: 7px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-128.jpeg" alt="Catherine Bellwald Mal di gola, raffreddori e bronchiti che non passano" width="258" height="206" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Mal di gola, raffreddori e bronchiti che non passano" /></a>Capita in questa stagione di sentire molte persone che <strong>lamentano bronchiti che non passano e che dopo una terapia antibiotica anche protratta </strong>si trascinano comunque con tosse e catarro per oltre un mese; in alcuni casi anche fino a tre mesi.</p>
<p>Ci sono anche casi di mal di gola (laringite o faringite) e riniti che alla stessa stregua <strong>non si risolvono spontaneamente come farebbe un semplice raffredore</strong> e si prolungano anche dopo che il paziente si è rivolto inevitabilmente anche alla terapia antibiotica pensando a una sovrainfezione batterica.</p>
<p>Sono quasi sempre <strong>colpi di freddo</strong>, trasmessi solitamente dall&#8217;abuso e mal uso dell&#8217;aria condizionata, oltre che da sbalzi di temperatura tipici di questa stagione. Un freddo esterno che si associa a un momento di <strong>maggior debolezza delle difese immunitarie</strong>, talora dovuto a una <strong>forte  sudorazione </strong>oppure a una concomitante <strong>condizione di stanchezza o di stress.</strong></p>
<p>Queste forme sono spesso dovute a forme batteriche e per questo sono perniciose e spesso molto aggressive.  Ci può essere o meno una febbre alta, una debilitazione importante e sintomi di infiammazione molto acuti e ad insorgenza brusca.</p>
<p><strong>Quello che però resta anche dopo la terapia antibiotica non è più la forma batterica ma una infiammazione della mucosa</strong> che stenta a regredire, la goccia al naso, la gola che pizzica, oppure il catarro in gola accompagnato da una tossetta, questo nei casi più lievi, in altri esiste un impegno più severo che si trascina.</p>
<p>Il quadro secondo la medicina cinese può essere vario; c<strong>i può essere un calore oppure un freddo  che resta intrappolato nelle vie respiratorie</strong>, oppure <strong>una debolezza del polmone</strong>. Con l&#8217;ascolto dei  polsi e la raccolta dei sintomi è possibile fare la diagnosi differenziale di questi diversi quadri patologici.</p>
<p>Usando una ricetta fitoterapica mirata è però possibile <strong>interrompere i sintomi in breve tempo </strong>lavorando sulla loro natura e non sulla causa microbica  iniziale che le ha scatenate, di solito già  risolta dalla terapia antibiotica e dalla risposta immunitaria del corpo, spesso essa stessa causa del protrasi dell&#8217;infiammazione.</p>
<p>La fitoterapia cinese può essere modulata sul paziente come un esercizio fisico personalizzato o come un vestito su misura; è possibile lavorare in modo da <strong>eliminare il freddo o il calore interno</strong>, così come si può indirizzare la ricetta sulla risoluzione e <strong>eliminazione del flegma </strong>oppure insistere maggiormente per t<strong>onificare l&#8217;organo polmone e sulle difese immunitarie</strong> quando necessario. E&#8217; inoltre possibile  <strong>indirizzare la ricetta a un distretto specifico, come il naso, la gola,  o i bronchi </strong>anche se la somministrazione resta per via orale; in questo caso si usano erbe definite &#8220;messaggeri&#8221;, capaci di guidare le altre sostanze terapeutiche nella zona corporea prescelta.</p>
<p>L&#8217;aggiunta della fitoterapia cinese può nei casi lievi sostituire la terapia antibiotica per la sua componente antibatterica e antivirale ma diventa un supporto validissimo alla terapia antibiotica qualora necessaria, accelerando il percorso di guarigione delle più svariate infezioni acute respiratorie. E&#8217;  possibile in questo modo <strong>evitare l&#8217;uso, spesso eccessivamente comune, della terapia steroidea e antinfiammatoria e quindi i loro noti  effetti collaterali.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;uso corretto della ricetta fitoterapica cinese è possibile solamente con una conoscenza specifica in fitoterapia e medicina cinese ma produce risultati estremamente veloci</strong>. I pazienti anche più scettici riconoscono immediatamente, talora anche subito dopo l&#8217;assunzione della prima dose, l&#8217;effetto terapeutico e l&#8217;efficacia di questa terapia ancora poco usata in Italia. Anche se complesso da studiare e da procurare lo ritengo uno strumento estremamente efficace, versatile e  con limitatissimi effetti collaterali soprattutto se paragonati ai cortisonici.</p>
<p><strong>I sintomi di queste patologie respiratorie  non del tutto risolte sono spesso lievi e ben sopportabili, ma ritengo sia indispensabile per la salute generale limitarle il più possibile</strong>. Ricordiamo che il sistema immunitario esercita un continuo lavoro di controllo sia sui patogeni esterni che sulle degenerazioni cellulari interne e per questo lavoro è richiesta una notevole quantità di energia.</p>
<p>Eliminare in tempi brevi il problema infiammatorio e quindi ripristinare il sistema immunitario a una condizione di normalità è <strong>fondamentale per garantire una valida conservazione delle energie di difesa </strong>sia esterne che interne, cosa indispensabile  per la prevenzione delle patologie oncologiche in senso lato,  di quelle allergiche e autoimmunitarie e per la prevenzione delle patologie da raffreddamento tipiche della stagione invernale in arrivo.</p>
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		<title>Attacchi di panico: prevenire è meglio che curare</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 05:00:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;attacco di panico è spesso considerato una problematica confinata a pazienti ansiosi e nevrotici ma non è così; questo disturbo assai poco piacevole può colpire davvero chiunque, anche le persone che meno si pensa possano esserne vittime. In realtà nessuno, ma proprio nessuno, ne è davvero immune; è quindi necessario evitare atteggiamenti superficiali di superiorità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-9.jpeg" rel="lightbox[6449]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6478" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-9-150x150.jpg" alt="Catherine Bellwald Attacchi di panico: prevenire è meglio che curare" width="212" height="212" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Attacchi di panico: prevenire è meglio che curare" /></a><strong>L&#8217;attacco di panico</strong> è spesso considerato una problematica confinata a pazienti ansiosi e nevrotici ma non è così; questo disturbo assai poco piacevole <strong>può colpire davvero chiunque, anche le persone che meno si pensa possano esserne vittime.</strong></p>
<p>In realtà nessuno, ma proprio<strong> nessuno, ne è davvero immune</strong>; è quindi necessario evitare atteggiamenti superficiali di superiorità nei confronti di questa patologia, squisitamente sintomatica, che rovina la vita a molte persone.</p>
<p>E&#8217; comunque raccomandato, visto che i sintomi fisici la fanno da padroni, <strong>verificare in primis che non si tratti di una patologia fisica conclamata, e questo non è sempre così facile.</strong></p>
<p>Accade di frequente che un paziente, prima di capire che il suo disturbo appartiene alla classe definita come attacco di panico debba <strong>girare diversi specialisti</strong>, cardiologi, allergologi, gastroenterologi, endocrinologi, reumatologi, magari anche sottoponendosi a cure farmacologiche sintomatiche.</p>
<p>In pronto soccorso una tachicardia severa in un soggetto giovane, magari con famigliarità positiva per cardiopatie, può indurre il medico a un pronto intervento anche drastico, con conseguenze peggiorative sul disturbo da attacco di panico che si consoliderà nella paura di una cardiopatia vera e propria.</p>
<p>I disturbi fisici possono essere così precisi da ingannare non solo il paziente ma anche i medici e questo è sicuramente il primo ostacolo da superare, soprattutto in questa società dove un medico di pronto soccorso si deve comunque tutelare nei confronti della possibilità che la patologia organica sia davvero presente.</p>
<p>Mi ricordo di una paziente di media età, ansiosissima, che aveva  rischiato la peritonite acuta per un&#8217;ulcera perforata che non le era stata diagnosticata tempestivamente a causa del suo noto disturbo ansioso e, per contro, una paziente giovane  in pronto soccorso finita in arresto cardiaco per una terapia antiaritmica endovena troppo aggressiva. I<strong>l problema diagnostico non è quindi da sottovalutare.</strong></p>
<p>Una volta diagnosticato il disturbo da attacco di panico, esistono diverse cure e terapie utili per affrontarlo e curarlo in modo efficace, partendo dai farmaci e dalla fitoterapia cinese che possono dare un valido aiuto a controllare i sintomi fisici e i disturbi emotivi susseguenti e che, da soli, possono scatenare ulteriori attacchi di panico, cronicizzandoli.</p>
<p>E&#8217; di fatto più <strong>la paura per la propria salute e la possibilità di ripetere l&#8217;esperienza che impediscono di vivere in modo normale la propria vita</strong>, in quanto l&#8217;attacco di panico in sè in realtà è un insieme di sintomi del tutto innocui anche se percepiti con forza dal nostro corpo.</p>
<p>Possiamo dire che <strong>questi sintomi sono  un modo del corpo per segnalare un disagio</strong>; ricordiamo che sia l&#8217;ansia che la paura sono fisiologicamente presenti per darci la possibilità di reagire a un evento esterno che ci minaccia. Il corpo, come dicevo, ci avvisa che qualcosa non va; il cuore batte forte nel petto, la gola si stringe, la bocca si asciuga, il diaframma si contrae e il respiro accelera e si accorcia.</p>
<p><strong>La verità è che proprio  non siamo abituati ad ascoltare il nostro corpo; non lo facciamo mai, e percepirlo con questa energia ci mette ko in pochi istanti</strong>. Non siamo proprio abituati a sentire e ascoltare il nostro corpo reclamare così da vicino, piuttosto il contrario. E&#8217; piuttosto comune  metterlo sistematicamente a tacere con svariati farmaci allontanandoci da lui sempre più. Quello che accade allora è che ci spaventiamo a morte, pensiamo subito di avere un problema grave.</p>
<p>Nella società moderna l&#8217;unica cosa che facciamo bene è correre dietro al tempo, sempre in ritardo e sempre rinunciando a regalarci del tempo per ascoltarci. Quando dico ascoltarsi non dico di ascoltare i nostri pensieri meccanici vertiginosi fare le capriole, ma  <strong>ascoltare il nostro corpo facendo silenzio con la mente;</strong> è quello che si apprende durante le tecniche del rilassamento e durante una buona pratica di arti marziali o di altre discipline orientali come lo yoga.</p>
<p>Ascoltarsi significa <strong>prendersi il tempo </strong>per fare sport e praticare discipline a noi utili, stare con chi amiamo,  fare quello che ci piace e  curarci, ovviamente, iniziando con le cure più naturali <strong>senza aspettare che un disturbo che magari inizia in sordina come l&#8217;insonnia, per fare un esempio, prenda il sopravvento.</strong></p>
<p>L&#8217;agopuntura è senza ombra di dubbio un aiuto molto valido per recuperare velocemente il proprio equilibrio. Se invece scopriamo di avere un pensiero che ci tormenta e ci consuma interiormente o l&#8217;abitudine a sistematici pensieri negativi è necessario comprendere che abbiamo bisogno di un aiuto esterno per superare questo meccanismo mentale.</p>
<p><strong>Se ci prendiamo il tempo per ascoltarci e ci addestriamo in questa arte possiamo agire preventivamente sul disagio capace di generare un attacco di panico evitandolo.</strong></p>
<p>Ma se non sappiamo ascoltare arriveremo troppo tardi e il corpo reclamerà per noi!</p>
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		<title>Il mese di Ottobre e il Pericardio nella medicina cinese</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 05:00:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con il 9 di Ottobre siamo entrati nuovamente nelle Quinta Stagione, per l&#8217;esattezza è iniziato il terzo periodo di Terra dell&#8217;anno, ricordiamo che il quarto periodo di terra è quello di Gennaio che per il calendario cinese corrisponde all&#8217;ultimo mese dell&#8217;anno lunare. Entreremo per la seconda volta nella Terra yang,  il suo organo correlato è il Pericardio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-47.jpeg" rel="lightbox[6447]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6460" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-47-150x150.jpg" alt="Catherine Bellwald Il mese di Ottobre e il Pericardio nella medicina cinese" width="240" height="240" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Il mese di Ottobre e il Pericardio nella medicina cinese" /></a>Con il 9 di Ottobre <strong>siamo entrati nuovamente nelle Quinta Stagione, </strong>per l&#8217;esattezza<strong> è iniziato </strong>il terzo periodo di Terra dell&#8217;anno, ricordiamo che il quarto periodo di terra è quello di Gennaio che per il calendario cinese corrisponde all&#8217;ultimo mese dell&#8217;anno lunare.</p>
<p>Entreremo per la seconda volta nella <strong>Terra yang</strong>,  il suo organo correlato è il <strong>Pericardio</strong>, il suo orario è quello compreso tra le <strong>19 e le 21,</strong> il suo animale il <strong>cane.</strong></p>
<p>Questa stagione contiene dei rami celesti associati al metallo e al fuoco yin e quindi all&#8217;estate e all&#8217;autunno e ai caratteri più delicati  di entrambe queste stagioni, in particolare <strong>dell&#8217;autunno di cui ancora fa parte.</strong></p>
<p>Si tratta però del periodo di transizione verso la prossima stagione: l&#8217;inverno. Per molti aspetti è storicamente la stagione più dura: meno luce, meno calore, meno alimenti prodotti dalla terra. Un tempo gli uomini come gli animali  si preparavano con cura al duro inverno perchè solo i più ricchi e forti riuscivano a sopravvivere. <strong>Un periodo questo in cui ritengo valga la pena di convogliare le proprie energie indirizzandole consapevolmente  verso gli obiettivi da raggiungere.</strong></p>
<p>Che dire del pericardio; per la medicina occidentale è una <strong>membrana sierosa</strong> e non un organo vero e proprio. Anatomicamente parlando lo si può considerare come la <strong>protezione del cuore</strong>, organo questo per eccellenza il più nobile,  la cui importanza è cruciale per sopravvivenza, perchè alla base della circolazione sanguigna e quindi del nutrimento di ogni singola cellula del corpo.</p>
<p>In termini simbolici potremmo associare il pericardio a una sorta di <strong>struttura di protezione del nostro interno.</strong> Quando qualcosa ci ferisce o ci turba prima di colpire il cuore colpisce il pericardio. Analogamente è possibile considerarla come un sistema atto a tamponare alcune situazioni in modo da preservare  il nostro interno ovvero la nostra intima natura.</p>
<p>In medicina cinese trattare il pericardio significa lavorare sul diaframma e sulla respirazione. Il pericardio  insieme al <strong>Fegato</strong> forma un livello energetico intermedio definito <strong>Jue Yin,</strong> che viene sistematicamente trattato in medicina cinese in <strong>tutte le patologie dove vi sia uno stato di tensione muscolare, emotiva o viscerale</strong>.</p>
<p>Il pericardio è associato al <strong>triplice riscaldatore</strong> come relazione interno-esterno e quindi al motore che consente all&#8217;energia di circolare in tutto il corpo. In medicina cinese è comune dire quando vi è tensione che vi è una stasi del qi di fegato, inteso come un blocco a questo livello, le <strong>mani e piedi freddi sono la prima e frequente espressione di questa stasi energetica</strong>.</p>
<p>Il pericardio è strettamente collegato  con lo <strong>stomaco</strong> non solo per la vicinanza anatomica, ma anche perchè si trova nel punto opposto rispetto al calendario lunare, lo stomaco correlato al mese di Aprile è infatti la prima Terra yang dell&#8217;anno lunare. <strong>Non è quindi un caso se il pericardio </strong><strong>in agopuntura si utilizzata per trattare tutti i disturbi gastric</strong>i acuti e cronici soprattutto se su base psico emotiva, in primis citiamo la nausea o ipermemesi, ma anche <strong>i vari disturbi del comportamento alimentare.</strong></p>
<p>Infine il pericardio è in relazione con il <strong>Rene</strong> che lo precede nel calendario e nell&#8217;orologio cinese; anche in questo caso il pericardio in agopuntura viene utilizzato per trattare  molteplici <strong>disturbi di </strong><strong>fertilità sia maschili che femminili </strong>soprattutto se associati a una componente psicoemotiva.</p>
<p>Il mese di Ottobre come tutti i periodi di transizione è <strong>un momento di maggior fragilità, </strong>soprattutto per un certo gruppo di persone che potremmo definire costituzionalmente più fragili o meno stabili emotivamente.</p>
<p>A queste persone è indicato in questa stagione un trattamento di prevenzione e di aiuto per non perdere troppo velocemente le energie accumulate nell&#8217;estate.</p>
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		<title>La responsabilità: un principio allieno</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 05:00:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Più passa il tempo e più sembra di assistere al tramonto della responsabilità come scelta. E&#8217; un pensiero che mi è venuto in mente quest&#8217;estate, un giorno quando mi sono accorta che la spiaggia era disseminata da mozziconi. Al di là della raccolta ordinata della spazzatura e del suo smaltimento organizzato, problema ancora non risolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/Alieni-allONU.jpg" rel="lightbox[6321]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6368" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/Alieni-allONU-150x150.jpg" alt="Catherine Bellwald  La responsabilità: un principio allieno" width="208" height="208" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu  La responsabilità: un principio allieno" /></a>Più passa il tempo e più sembra di assistere al tramonto della responsabilità come scelta. E&#8217; un pensiero che mi è venuto in mente quest&#8217;estate, un giorno quando mi sono accorta che la spiaggia era disseminata da mozziconi.</p>
<p>Al di là della raccolta ordinata della spazzatura e del suo smaltimento organizzato, problema ancora non risolto in tutte le aree Italiane, l&#8217;attenzione al mozzicone non dovrebbe essere considerata di secondaria importanza. Credo si dovrebbe capire e spiegare meglio al fumatore quanto siano sgradevoli  spiaggie, parchi e montagne disseminati da questi orrendi filtri ciucciati e lasciati all&#8217;aria, quasi a segnare il territorio.</p>
<p>Senza voler fare la morale e tanto meno inventare nuovi divieti o multe come fanno in California, sono sicura che basterebbe l&#8217;esempio come in tutto; se sempre più persone raccogliessero i mozziconi altrui o altri rifiuti, sono sicura che il fumatore, non trovando migliaia di altri mozziconi si sentirebbe più a disagio a gettare il suo.</p>
<p>Quest&#8217;estate ero in Sicilia al mare e nonostante l&#8217;evidente miglioramento della pulizia delle spiaggie e delle strade rispetto a qualche anno fa, restava ancora molto evidente l&#8217;abbondanza dei mozziconi abbandonati sulla spiaggia oltre a piccoli rifiuti qua e là.</p>
<p>Mi sono trovata a pulire alcune aree dalle carte, plastiche e soprattutto dai mozziconi. Le persone accanto a me all&#8217;inizio pensavano cercassi conchiglie poi capivano, dopo il primo disagio che leggevo nei loro occhi che stava a dire &#8220;<em>non l&#8217;ho mica lasciata io quella roba!&#8221;&#8230; </em>non ci crederete ma molti facevano lo stesso.</p>
<p>Tutto il giorno sdraiata al sole, tra un bagno e l&#8217;altro una lettura e una chiacchiera, dov&#8217;è il problema a fare un pò di pulizia della nostra spiaggia? Se avessimo i mozziconi in casa o nel nostro giardino lo faremmo di corsa non credete? In silenzio senza tante sceneggiate o dimostranze, solo per il piacere di vedere  quanto bello è lo spettacolo del mare.</p>
<p>La natura è la casa di tutti e quindi anche la nostra, purtroppo non abbiamo tanto denaro per far pulire gli ambienti naturali come facciamo con le strade, resta quindi a noi tenerli in ordine e rispettarli.  E basta con lo scaricare la responsabilità sugli altri, &#8220;<em>non sono stato io</em>&#8221; e frasi simili, sono espressioni da bambini. Direi: &#8220;<em>E chi se ne frega di chi è stato, ho le mani? Perchè non dovrei toglierlo io?&#8221;</em></p>
<p>A dire che è ingiusto e che non dipende da noi siamo bravissimi, a parlare per ore senza dire niente, poi, dei veri esperti. E questo vale in ogni ambito &#8220;<em>Mi dispiace signora non dipende da me</em>&#8220;, quante volte lo abbiamo sentito? E alla domanda  &#8220;&#8230;<em>e da chi dipende allora? mi faccia parlare con il responsabile</em>&#8220;&#8230; niente! Da lì in poi sempre la stessa musica, come una costruzione piramidale perfetta per produrre innefficienza e deficienza, direi.</p>
<p>Il grosso problema è che nessuno si vuole prendere la responsabilità anche di fronte a una piccola scelta sensata e ragionata. Ma siamo bambini o cacasotto? E&#8217; il principio sul quale i briganti, i ladri e i veri delinquenti basano la loro forza e grazie al quale, nel nostro paese l&#8217;omertà ha penetrato il tessuto sociale a profondità inimmaginabili.</p>
<p>E allora, iniziamo a <em>essere responsabili </em>del nostro piccolo, a rispondere in modo diverso e occuparci per quanto possibile di fare del nostro meglio per noi stessi e per gli altri.</p>
<p>E&#8217; così che si diventa adulti!</p>
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		<title>Il momento della giuggiola</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 06:22:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quello tra fine settembre e inizio ottobre è il momento migliore per trovare le giuggiole. Una volta usate come cibo per i maiali oggi dalle nostre parti ormai nessuno le usa e le cerca più. Ma le giuggiole si possono trovare nei nostri comuni mercati regionali e dai fruttivendoli. In cina si possono comprare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images35.jpeg" rel="lightbox[6417]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6421" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images35-150x112.jpg" alt="Catherine Bellwald Il momento della giuggiola" width="283" height="218" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Il momento della giuggiola" /></a>Quello tra fine settembre e inizio ottobre è il momento migliore per trovare le giuggiole. Una volta usate come cibo per i maiali oggi dalle nostre parti ormai nessuno le usa e le cerca più. Ma le giuggiole si possono trovare nei nostri comuni mercati regionali e dai fruttivendoli.</p>
<p>In cina si possono comprare a ogni angolo di strada dentro a dei cesti posti sul pavimento, oppure messe su uno stecchino e passate nel carmello&#8230;una delizia.</p>
<p>Sono comode da mangiare perchè non sono delicate e la loro dimensione consente di consumarle come noccioline o come cioccolatini senza alcuna difficoltà di trasporto ne di ingombro. Un ottimo e salutare snack, anche se da noi non più a buon mercato come ci si attenderebbe!</p>
<p>Possono essere consumate ancora un pò verdi e i loro sapore è più acido e simile alla mela, se si aspetta diventano scure e più dolci, infine  come le mele non marciscono ma si raggrinzano. I cinesi le mangiano anche secche ed è facile trovarle in enormi sacchetti nei supermercati orientali.</p>
<p>Questo piccolo frutto dimenticato è considerato uno dei pochi alimenti in grado di nutrire lo yin.  Infatti la componente yin intesa come quella liquida ovvero dei liquidi corporei più interni, come il sangue e linfa, una volta consumata non si rigenera facilmente e soprattutto non è sufficiente idratarsi, anche se resta importantissimo, con liquidi e acqua.</p>
<p>Un frutto utile non solo alle donne che maggiormente soffrono di deficit dello yin e del sangue ma anche per molti uomini magari forti consumatori di caffè, per esempio.</p>
<p>Un&#8217;altra notizia importante è che il frutto  della Giuggiola chiamato anche Ziziphus jujube e Fructus Jujubae in latino e Da zao in pin yin  viene da milleni  inserito in numerosissime ricette fitoterapiche cinesi; citiamo la sua presenza in 43 ricette prese dal testo Essentials from the golden Cabinet e 40 dal testo Discussion on Cold Damage.</p>
<p>Dall&#8217;antico testo &#8220;Divine Husbandman&#8217;s&#8221; di materia medica si dice che la giuggiola &#8220;tratta il qi perverso nel cuore e nell&#8217;addome, calma il centro, nutre la milza, assiste i 12 canali, quieta il qi di stomaco, libera i 9 orifizi, supplementa il qi e i liquidi corporei quando insufficienti, tratta la paura e la pesantezza nei lombi e modera le altre erbe.&#8221;</p>
<p>La ricetta più semplice e più conosciuta è Gan Mai Da Zao Tang e viene usata per alleviare stati ansiosi viscerali in associazione ad altre ricette che trattano la costituzione del paziente.</p>
<p>Il mio consiglio è quello di inserire nuovamente le giuggiole nelle nostre abitudini alimentari se possibile evitando la speculazione dei fruttivendoli. La giuggiola è un cibo povero e semplice ma estremamente ricco e nutriente che rischia di andare perso e dimenticato.</p>
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		<title>Agopuntura: il dolore della perdita</title>
		<link>http://www.unoduetre.eu/2011/09/29/agopuntura-il-dolore-della-perdita/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 05:00:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;agopuntura è quasi sempre associata a disturbi emotivi, i medici generici la consigliano quasi esclusivamente a quei pazienti che non sai più come trattare con i farmaci, che per giunta li rifiutano e che molto spesso vengono inseriti nella categoria degli ansiosi o nevrotici. Questo avviene per il fatto che sono in pochi i medici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-127.jpeg" rel="lightbox[6323]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6364" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-127-150x150.jpg" alt="Catherine Bellwald Agopuntura: il dolore della perdita" width="251" height="251" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Agopuntura: il dolore della perdita" /></a>L&#8217;agopuntura è quasi sempre associata a disturbi emotivi, i medici generici la consigliano quasi esclusivamente a quei pazienti che non sai più come trattare con i farmaci, che per giunta li rifiutano e che molto spesso vengono inseriti nella categoria degli ansiosi o nevrotici.</p>
<p>Questo avviene per il fatto che sono in pochi i medici a conoscere il metodo di azione dell&#8217;agopuntura sul dolore e ritengono che l&#8217;effetto terapeutico sia principalmente  dovuto al cosiddetto  placebo.</p>
<p>Complice anche la cultura e la letteratura scientifica che spesso ha remato in questa direzione piuttosto che nell&#8217;ottica di far capire come una medicina così lontana dalla nostra riesca a essere tanto efficace sul dolore anche quando questo è sostenuto da fattori fisici e non solo emotivi, come l&#8217;artrosi, l&#8217;artrite, oppure un trauma.</p>
<p>All&#8217;estero e negli studi  di agopuntura Italiani seri l&#8217;agopuntura invece viene usata principalmente  per sollevare e trattare il dolore fisico; anche se sono ancora decisamente troppo  pochi a conoscere l&#8217;efficacia dell&#8217;agopuntura sul dolore. Ripeto spesso la frase insegnatami dal Dott Picozzi: &#8220;Non usare l&#8217;agopuntura per il dolore è come fare pulizie senza la scopa o l&#8217;aspiravolvere!&#8221;</p>
<p>Questo non significa che l&#8217;agopuntura non possa essere usata per altri scopi; come ad esempio, un dolore emotivo. Non parlo dei quadri ansiosi e depressivi dove la sofferenza emotiva è alimentata da un comportamento psicologico di fondo che deve essere eradicato. Parlo di una sofferenza acuta motivata da un avvenimento come: la perdita di una persona cara, un incidente grave che ci mette in condizioni di salute precaria,  un terremoto che distrugge la nostra casa.</p>
<p>Nel caso di un trauma emotivo da perdita non ci troviamo di fronte a una cronica predisposizione emotiva ben strutturata nel tempo, ma a un evento acuto destabilizzante, capace di minare l&#8217;equilibrio e la salute di ogni individuo.</p>
<p>Quando si perde qualcosa a noi caro la sofferenza e il dolore possono causare dei problemi anche fisici; possono comparire attacchi di panico, inappetenza, insonnia, gola stretta, palpitazioni, respiro corto e anche patologie conclamate spesso a carico del sistema respiratorio o cardio-respiratorio. Si tratta di un trauma o se preferite di una ferita dell&#8217;emotivo e allo stesso modo delle ferite fisiche devono guarire e se possibile essere curate per facilitarne e accelerarne la guarigione.</p>
<p>Al paziente colpito da una tale ferita accade di pensare che la condizione di prima gli era dovuta oppure semplicemente normale, in questo modo  non si accetta la nuova situazione. Si ha principalmente paura di non essere più felici. Si pensa di non sapere più come andare avanti! Si deve mettere un passo dopo l&#8217;altro e ricominciare da zero e questo richiede energia e lucidità mentale.</p>
<p>Insomma se ci si rompe una gamba non ci si può alzare, mettere le scarpe da ginnastica e andare a correre, giusto? Ma neanche restare a letto sconsolati a pensare che non possiamo più correre! Si tatta di un lavoro che richiede molta energia e molto impegno dedicato unicamente a rimettersi in piedi e allora, un passo dopo l&#8217;altro, con molta attenzione e molta dedizione, ricominciare a camminare da soli e, in tempi più o meno lunghi, si può ritornare a correre.</p>
<p>Farsi aiutare è molto importante in questa fase: da un bravo psicologo, ma anche da veri amici su cui fare affidamento; i  farmaci antidepressivi possono essere un valido aiuto  ma esistono diverse cure e metodi alternativi che possono essere usati come utilissimi sostegni anche in associazione con i farmaci nei casi più difficili.</p>
<p>In agopuntura è possibile usare punti e canali collegati direttamente o indirettamente al cuore, con l&#8217;obiettivo di armonizzarlo e calmarlo, anche il polmone è un organo da trattare in quanto correlato all&#8217;emozione della tristezza. Il  miglioramento  del sonno si può ottenere lavorando sulla vescica biliare e sul fegato, la capacità di respirare profondamente lavorando sul plesso solare con stomaco, pericardio. E&#8217; possibile agire anche sulla paura lavorando e riequilibrando il rene,  organo ritenuto correlato a queste bruttissima ma innata e profonda emozione.</p>
<p>Insomma l&#8217;agopuntura consente, insieme a molte altre tecniche di rilassamento e di armonizzazione, di sentirsi più lucidi e di affrontare in modo più rapido la completa guarigione e non solo l&#8217;apparente ritorno alla vita normale.</p>
<p>Le tecniche provenienti dalla filosofia  buddista si soffermano sull&#8217;osservazione del presente e di quanto la nostra mente desideri autocommiserasi e restare volontariamente nella sofferenza, di come l&#8217;energia della sofferenza possa essere utilizzata come carburante per fare magari anche cose che non pensavamo di riuscire a fare. Lasciando che la delusione, il rancore, la rabbia e la paura di soffrire si trasformino in qualcosa d&#8217;altro, quasi fosse una sorta di trasformazione alchemica.</p>
<p>Ritengo che si debba e si possa lavorare e curare il dolore emotivo come se fosse fisico, con lo scopo di raggiungere più velocemente con tutti gli strumenti di cui disponiamo, siano essi farmacologici o afarmacologici,  un nuovo eq﻿uilibrio, fondamentale per il mantenimento della salute in senso lato.</p>
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		<title>Il telefonino e il GPS strumenti di sicurezza</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 05:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi è capitato di sentire delle persone che si vantano del fatto di non possedere il cellulare, come di non guardare la televisione, come se avere il cellulare fosse una moda o un segno di debolezza. Per molti il cellulare è un vezzo, l&#8217;ultimo modello è l&#8217;oggetto del desiderio, si sa, ma al di là [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/telefonino.jpg" rel="lightbox[6376]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6424" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/telefonino-150x150.jpg" alt="Catherine Bellwald Il telefonino e il GPS strumenti di sicurezza" width="150" height="150" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Il telefonino e il GPS strumenti di sicurezza" /></a>Mi è capitato di sentire delle persone che si vantano del fatto di non possedere il cellulare, come di non guardare la televisione, come se avere il cellulare fosse una moda o un segno di debolezza.</p>
<p>Per molti il cellulare è un vezzo, l&#8217;ultimo modello è l&#8217;oggetto del desiderio, si sa, ma al di là di questo piacere che non vedo perchè uno non debba concedersi, il cellulare è in questi tempi uno strumento di comunicazione, forse non indispensabile ma decisamente di una importanza talora anche vitale.</p>
<p>Segnalare un incidente, segnalare un&#8217;aggressione, segnalare un ferito e chiedere il soccorso, essere al corrente di fatti di rilievo in tempo reale può essere fondamentale in diversi settori professionali.</p>
<p>Il GPS poi è uno strumento altamente efficace per orientarsi quando si è alla guida in condizioni particolari, strada nuova e sconosciuta, visione delle segnaletica non buona per condizioni climatiche come la nebbia, la neve o  la luce insufficiente. Inoltre la manutenzione della segnaletica senza parlare delle deficienza della stessa di molte strade sembra in  alcuni casi un modo per prendere in giro le persone e talora anche disorientarle.</p>
<p>Avere una vocina e una cartina che ti dice amorevolmente quale incrocio troverai e quali indicazioni seguire con anticipo può evitare lo stress del perdersi e del poter sbagliare, un sistema in grado di limitare le reazioni talora non controllate dell&#8217;emotivo che alla guida si sa possono essere anche più pericolose dell&#8217;alcol.</p>
<p>Non dico di renderlo obbligatorio come le cinture, i giubbini fosforescenti, le catene ma sinceramente non vedo perchè no!</p>
<p>In montagna o in ambienti extraurbani il GPS può consentire il ritrovamento della rotta persa e delle persone bisognose di soccorso in modo rapido e immediato. In alcuni casi si può installare sul telefonino un sistema di richiesta veloce di soccorso utile per le persone con salute cagionevole e per quelle a rischio di aggressione o rapimento.</p>
<p>Perchè quindi avere questo atteggiamento di superiorità e di sdegno nei confronti del nuovo e del tecnologico? Obbligherei le varie aziende telefoniche a ricoprire interamente il territorio Italiano senza lasciare buchi proprio per evitare che questi strumenti possano venire a mancare al cittadino nel momento del bisogno e visto il business della telefonia mobile non vedo la cosa così difficile da conseguire con un pò di buona volontà.</p>
<p>Inoltre il telefonino quando si è costretti gioco forza a aspettare ci consente di usare il tempo per comunicare anche cose importanti. Con i messaggi non si possono scrivono lettere ma il valore delle parole scritte è talora un grande aiuto per farsi capire e per trasmettere qualcosa che sentiamo dentro. Infine è possibile collegarsi a internet e studiare o leggere le cose che ci interessano e che non abbiamo il tempo di guadare durante le ore lavorative.</p>
<p>Spetta poi al singolo decidere quando rispondere,  silenziarlo o  spegnerlo. In sintesi spetta  a ognuno  trasformarlo in semplice strumento di tendenza che limita e condiziona la libertà dell&#8217;individuo, oppure scegliere di farlo diventare una nuova  possibilità tecnologica per muoversi con sicurezza anche in ambienti non conosciuti e poco frequentati, per comunicare cose importanti a miglia di distanza, risparmiare tempo e studiare in qualunque luogo ci si trovi a dover aspettare.</p>
<p>Ecco che a tutti coloro che si fanno un vanto del non possedere un cellulare e si vogliono distinguere per questa controtendenza mi sentirei di dire loro di smettere di passare il tempo a criticare e trovare i difetti del nuovo rifiutandolo schematicamente, e suggerirei di provare a vivere nel presente e apprezzando ciò che il nuovo ci propone e cercando  per quanto possibile il miglior modo di sfruttarlo nel rispetto della persona e dell&#8217;ambiente.</p>
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		<title>Ricette per mangiar sano: avocado, aragosta e gamberi</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 05:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La difficoltà per mangiare l&#8217;avocado  è  quella di trovarlo maturo al punto giusto. Se la polpa è troppo acerba non ha sapore e risulta legnosa, talora anche acquosa, se invece è troppo maturo è facile trovare la polpa annerita o spappolata. La consistenza perfetta di questo frutto ne rende la ricetta deliziosa in quanto, anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-83.jpeg" rel="lightbox[6184]"><img class="alignleft size-full wp-image-6186" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-83.jpeg" alt="Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: avocado, aragosta e gamberi" width="256" height="192" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Ricette per mangiar sano: avocado, aragosta e gamberi" /></a>La difficoltà per mangiare l&#8217;avocado  è  quella di trovarlo maturo al punto giusto. Se la polpa è troppo acerba non ha sapore e risulta legnosa, talora anche acquosa, se invece è troppo maturo è facile trovare la polpa annerita o spappolata.</p>
<p>La consistenza perfetta di questo frutto ne rende la ricetta deliziosa in quanto, anche se ancora soda, la polpa si dovrebbe sciogliere in bocca trasformandosi in una sorta di crema grassa che si avvicina alla pastosità e ricchezza della maionese ma senza essere  poco digeribile e tanto meno malsana.</p>
<p>Questo frutto oltre a essere delizioso è ricco di grassi polinsaturi e quindi combatte l&#8217;ipercolesterolemia; inoltre nel concetto della dieta zona la presenza di grassi limita, bilancia e combatte l&#8217; assunzione eccessiva  di carboidrati.</p>
<p>I crostacei invece sono ricchi in colesterolo, ma quello che non tutti sanno è che il colesterolo in eccesso nel corpo umano non proviene che in minima parte dal colesterolo ingerito con la dieta. Ovvero il colesterolo in eccesso nel sangue è prodotto per la maggior parte per via endogena dal corpo umano partendo di solito da un eccesso alimentare di carboidrati.</p>
<p>Non dico con questo di abusare di crostacei, ma neanche di bandirli da una dieta controllata ed equilibrata, come con tutto è la proporzione che conta quindi la dose di crostacei assunta non dovrà essere esagerata e tanto meno proposta quotidianamente ma piuttosto occasionalmente.</p>
<p>Questa ricetta è considerata famosa; una volta si usava come un antipasto di cene importanti, ma oggi potrebbe essere considerata un pasto leggero  in ottica di regime dietetico controllato.</p>
<p>Consiglio di lavare bene l&#8217;esterno dell&#8217;avocado  che useremo come coppetta e appoggeremo su un letto di insalata fresca, preferibilmente una lattuga bella chiara e croccante ben lavata, tagliata e condita con olio di oliva, aceto balsamico o limone e sale.</p>
<p>Il mezzo avocado viene svuotato dal suo nocciolo e con un cucchiaino viene incisa la polpa in diverse aperture che permettano al condimento di penetrare in profondità oltre che al frutto di essere già  quasi tagliato e pronto da mangiare. L&#8217;accoppiata tra crostacei e avocado è perfetta perchè li ammorbidisce ed esalta il loro sapore.</p>
<p>I gamberetti e gamberi sono velocissimi da cucinare in padella potete usarli freschi ma anche trovarli surgelati evitando il frequente rischio di comprarli freschi ma con uno sgradevole retrogusto di ammoniaca ( usata per la loro conservazione). Inoltre  surgelati sono più comodi in quanto potete tenerli in freezer e decidere al momento quando cucinarli. Quando l&#8217;avocado è maturo per esempio! Nell&#8217;altra ipotesi dovete avere un pescivendolo di fiducia e avere in mente il vostro menù con un certo anticipo e precisione.</p>
<p>Per l&#8217;aragosta il discorso è lo stesso, quelle surgelate possono essere anche essere più buone, succede sovente che quelle vive diventino stoppose soprattutto  se sono rimaste in vivaio per tempi lunghi. Inoltre l&#8217;aragosta viva è sicuramente più impegnativa e richiede un certo sangue freddo perchè si dibatte e può emmettere suoni nei primi minuti di cottura. La soluzione delle code pronte e surgelate è a mio parere ottima per la cucina casalinga quotidiana.</p>
<p>Spesso capita di mangiare l&#8217;aragosta solo al ristorante cucinata  in modo da esaltare  solo l&#8217;estetica. Allora viene portata elegantemente su un bel piatto di solito tagliata in due con tutte le sue belle chele in vista. Bella bellissima ma spesso insipida e asciutta oltre che scomodissima da mangiare.</p>
<p>Tagliare l&#8217;aragosta sembra un delitto, come mettere il ghiaccio nel buon vino o metterlo in frigo: dipende da cosa e come si beve. Secondo il mio personale parere quello che succede è che questo crostaceo poi non venga gustato a sufficienza, anche il mischiarlo con altri  crostacei meno nobili arricchisce il piatto che spesso è troppo piccolo per saziare a sufficienza.</p>
<p>Inoltre, proprio perchè slegati dalla solita moda di volere l&#8217;aragosta con le chele  e tutta la corazza intatta servita in tavola e lo stesso per i gamberetti e gamberi che ci costringono a sgusciarli prima di assaporarli , possiamo sentirci liberi di prepararli già pronti da gustare.</p>
<p>Potete sbizzarrirvi con i tre tipi di crostacei dividendoli equamente nelle porzioni o puntare su quelli che preferite (o che avete trovato). Scongelate con calma tutti i crostacei, sgusciate i  gamberi e le tagliate le code di aragosta in fette larghe 2 cm. Buttate il tutto in padella con un filo di olio di oliva e fettine di zenzero fresco. Fate cuocere per alcuni minuti salate e pepate.</p>
<p>Lasciate raffredare per alcuni minuti poi buttateli così conditi sull&#8217;avocado già preparato come sopra e un pò sull&#8217;insalata. Decorate con erba cipollina e&#8230; buon appetito!</p>
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		<title>Correzione posturale: attenti alle poltrone</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 05:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La posizione seduta è già da sola la più dannosa per il rachide lombare soprattutto se prolungata nel tempo. Questo perchè la fisiologica lordosi da seduti scompare e nei casi peggiori si trasforma in una cifosi ad ampio raggio che coinvolge tutto il rachide. A lungo andare in assenza di una correzione, e di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/Unknown2.jpeg" rel="lightbox[6352]"><img class="alignleft size-full wp-image-6355" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/Unknown2.jpeg" alt="Catherine Bellwald Correzione posturale: attenti alle poltrone" width="160" height="160" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Correzione posturale: attenti alle poltrone" /></a>La posizione seduta è già da sola la più dannosa per il rachide lombare soprattutto se prolungata nel tempo. Questo perchè la fisiologica lordosi da seduti scompare e nei casi peggiori si trasforma in una cifosi ad ampio raggio che coinvolge tutto il rachide.</p>
<p>A lungo andare in assenza di una correzione, e di una muscolatura paravertebrale e addominale di sostegno, si può determinare una rettilinizzazione e talora anche una inversione della lordosi lombare con un conseguente sovraccarico dei dischi intervertebrali lombari e formazione di quadri più o meno gravi di discopatia.</p>
<p>Le poltrone più ancora delle sedie sono nella maggior parte dei casi un vero danno per le schiene perchè sono quasi sempre antiergonomiche. La peggiore in assoluto è la poltrona del dentista dove le gambe vengono messe in orizzontale e lo schienale  inclinato di circa 45-60°. Si ottiene così la posizione del long sitting ovvero seduti a gambe tese, la peggiore in assoluto per il rachide lombare che infatti tende a cedere in cifosi.</p>
<p>In  molti altri ambienti  sanitari  le poltrone sono i molto spesso antiergonomiche; le poltrone ospedaliere dove si esegue  la chemioterapia e le poltrone delle case di riposo per esempio. In sintesi sono tante le poltrone con i requisiti sbagliati. In ordine citiamo le poltrone del cinema, dei treni, degli aerei e  molte poltrone anche decisamente costose e apparentemente confortevoli.</p>
<p>Le poltrone incriminate hanno tutte la seduta (spazio dove ci si appoggia glutei e coscie) molto lunga (spesso più lunga delle normali dimensioni delle coscie), le peggiori hanno la possibilità di allungare le gambe, cosa apparentemente molto comoda e gradita ( si ottiene così il long sitting), ma la cosa più grave di tutte è che possono regolare esclusivamente l&#8217;inclinazione dello schienale. In questo modo l&#8217;intero carico e peso del paziente  grava inesorabilmente sul rachide lombare.</p>
<p>Le poltrone ergonomiche invece sono quelle in cui la seduta e lo schienale si inclinano simultaneamente, si dice che basculano ovvero l&#8217;intera costruzione schienale e seduta si inclina mantenendo gli stessi gradi.  Troviamo questi criteri nei centri benessere, in alcuni modelli di poltrone d&#8217;autore, e in moltissimi modelli di poltrone da esterno ovvero da giardino anche a basso costo. In questo modo il peso non carica più sul rachide ma verso il suolo in modo verticale.</p>
<p>Partendo dalla vecchia sdraio di una volta fatta di tessuto alle nuove sdraio da spiaggia in plastica il criterio è conservato ovvero l&#8217;inclinazione dello schienale è simile a quello della seduta. E&#8217; importante segnalare che queste poltroncine pieghevoli da spiaggia  sono di solito basse e non possono essere utilizzate da soggetti con deficit motori o disturbi articolari alle ginocchia e alle anche.</p>
<p>Avete capito la differenza? Non è un fatto estetico ma un criterio meccanico: se dovete scegliere una poltrona per farci restare a lungo una persona  fate molta attenzione ai criteri di scelta. Potete scegliere poltrone molto costose con marchi famosi o firmate oppure se le vostre tasche non sono così&#8217; profonde potete andare in un buon negozio di mobili da giardino. Esistono in questa categoria poltrone basculanti, stabili e di varia altezza quindi facilmente utilizzabili anche da persone con difetti articolari o motori . Queste poltrone nel loro piccolo sono in grado di risolvere il problema in modo elegante e senza rischiare di peggiorare le condizione di salute del rachide.</p>
<p>Ma se dovete adattarvi alle poltrone come nel caso di lunghi viaggi e di impegnative sedute  dal dentista consiglio di indossare pantaloni morbidi, meglio se da ginnastica o calzoncini corti, e scarpe comode per poter piegare le gambe  rompendo lo schema del long sitting. Piegando anche solo una gamba, meglio se tutte e due,  il rachide lombare può più facilmente sostenersi e mantenere una minima lordosi.</p>
<p>In caso di guida di una vettura, di rigidità articolari multiple e di obesità tali da non consentire movimenti  di aggiustamento della posizione antiergonomica, consiglio un cuscino lombare da spinta e interruzioni regolari della posizione con piccole camminate e basculamenti del bacino. Tali accorgimenti possono limitare attacchi dolorosi lombari.</p>
<p>Per garantire la salute del rachide lombare di un soggetto sedentario non è sufficiente fare attività sportiva generica per rinforzare i muscoli più deboli siano essi addominali che paravertebrali; è importante allenare il corpo alla correzione e consapevolezza posturale e al mantenimento della corretta posizione seduta durante le ore di lavoro ma anche nelle ore di riposo o destinate ad altro.</p>
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		<title>Medicina cinese: il pericolo di fama e successo</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 05:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; comune pensare che il successo e la fama possano portare problemi anche molto severi all&#8217;individuo che ne viene colpito. Tutti li vogliono ma a ben guardare sono davvero tanti gli esempi nel mondo dello spettacolo in primis (ma non solo) a mostrare come il successo possa diventare un fardello pesante talora autodistruttivo. L&#8217;esempio della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images34.jpeg" rel="lightbox[6314]"><img class="alignleft size-full wp-image-6359" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images34.jpeg" alt="Catherine Bellwald Medicina cinese: il pericolo di fama e successo" width="240" height="180" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Medicina cinese: il pericolo di fama e successo" /></a>E&#8217; comune pensare che il successo e la fama possano portare problemi anche molto severi all&#8217;individuo che ne viene colpito. Tutti li vogliono ma a ben guardare sono davvero tanti gli esempi nel mondo dello spettacolo in primis (ma non solo) a mostrare come il successo possa diventare un fardello pesante talora autodistruttivo.</p>
<p>L&#8217;esempio della recente morte di Amy Winehouse è l&#8217;ultimo in ordine di tempo, ma sono moltissimi i personaggi dello spettacolo che abusano di droghe di vario genere, eccessi di ogni tipo e si sostengono con cocktail massicci di farmaci fino a distruggersi.</p>
<p>Ma come mai, viene da chiedersi, questi hanno tutto eppure riescono a vivere così male e essere spesso così infelici? Dalla legge dei 5 elementi è possibile avere una risposta che giustifichi come mai questo fenomeno accada così spesso.</p>
<p>Ogni individuo, per mezzo della legge dei 5 elelementi e del ciclo di generazione e controllo, sostiene 5 tipi diversi di relazioni. <strong>Ogni elemento ne genera uno e ne controlla un&#8217;altro ed è generato  e controllato da altri due elementi, determinando un cerchio chiuso</strong>. <strong> </strong>Il legno genera il fuoco, il fuoco genera la terra, la terra genera il metallo, il metallo genera l&#8217;acqua e l&#8217;acqua genera il legno e si ricomincia. E poi il legno controlla la terra, la terra controlla l&#8217;acqua, l&#8217;acqua controlla il fuoco, il fuoco controlla il metallo, il metallo controlla il legno e così via.<strong> Si formano in altri termini relazioni di parentela. Partendo da un qualunque elemento, avremo suo figlio, suo nipote, suo nonno e sua madre per arrivare nuovamente all&#8217;elemento di partenza.</strong></p>
<p><strong></strong>La prima relazione è quella nei confronti di ciò che ci nutre, corrisponde all&#8217;elemento che ci genera, al di là dell&#8217;infanzia e dell&#8217;importante ruolo della <strong>madre, il nutrimento in senso lato</strong> proviene poi dallo studio, dall&#8217;intelligenza e dalla capacità appunto di imparare da ogni cosa.</p>
<p>La seconda relazione proviene da <strong>noi stessi e dai nostri simili ovvero persone a noi affini</strong>, chimicamente della nostra stessa pasta o elemento. Possono essere parenti ma anche amici, intesi come spalle su cui appoggiarsi e farsi forza. Queste prime due relazioni ci danno forza e ci sostengono e simbolicamente sono la madre e noi stessi.</p>
<p>La terza è la relazione nei confronti di  qualcosa che da noi nasce, possono essere<strong> i figli ma soprattutto i talenti</strong>, mentre la quarta è la relazione con  i<strong>l mondo del denaro e dei possedimenti : il nipote</strong>. Quest&#8217;ultimo rappresenta l&#8217;elemento che corrisponde al <strong>successo e alla fama intesi anche come figli del talento</strong>.  Simbolicamente troviamo il figlio che corrisponde al talento e il nipote al successo dell&#8217;elemento in esame, due relazioni che, a differenza delle due precedenti, tendono a impoverire l&#8217;elemento di partenza.</p>
<p>Si dice che i figli vanno nutriti e i nipoti controllati e ciò richiede energia; lo stesso vale per il talento e per il denaro: <strong>ci vuole energia per produrre talento e per amministrare il proprio denaro e i propri possessi.</strong></p>
<p>Partiamo dall&#8217;elemento legno; per fare un esempio se avrà molto fuoco ovvero &#8220;figlio&#8221;, tenderà ad impoverirsi questo è facile da capire, d&#8217;altro canto tanto legno ovvero se stesso e molta acqua lo fanno crescere e lo rendono forte, anche questo è facile da capire. Ma la terra che è figlia del fuoco, ovvero nipote del legno, e che corrisponde proprio alla fama perchè mai dovrebbe impoverire il legno? Semplice: la terra, essendo figlia del fuoco, lo indebolisce. Si dice che la terra spegne il fuoco e il fuoco a sua volta cerca nutrimento nella madre ovvero nel legno che si impoverisce ulteriormente.</p>
<p>Ecco spiegato con la legge dei 5 elementi come mai la fama estrema e improvvisa è potenzialmente pericolosa in quanto capace di generare uno squilibrio nei 5 elementi e nelle loro rispettive relazioni. Ma analizzando ulteriormente è facile intuire che se il legno è molto forte lo squilibrio e l&#8217;impoverimento saranno inferiori e l&#8217;equilibrio generale verrà preservato.</p>
<p>Ecco che un legno molto forte e sostenuto, ovvero ricco di acqua (educazione, studio, intelligenza) e magari in compagnia di altro legno (amici, parenti a lui affini e simili come qualità e  su cui fare affidamento) anche se con molto fuoco/talento e molto successo/terra resterà forte e stabile. Se invece abbiamo un legno debole la presenza di molto fuoco/talento lo indeboliranno, e lo stesso sarà per la terra/fama quando molto importanti. In questo caso s<strong>i dice che il nipote si ribella per eccesso di forza e si sovvertono i rapporti di controllo,</strong> ovvero il legno non controlla più la terra, ma è la terra a controllare il legno.</p>
<p>Infine un eccesso di fuoco (talento) può creare un eccessivo controllato del metallo (autorità), il che, tradotto nell&#8217;esempio sopra, significa che il <strong>troppo talento può produrre una sorta di controllo sull&#8217;autorità </strong>e sui valori; ecco che può diventare lecito il normalmente illecito e  <strong>si può perdere l&#8217;orientamento di ciò che è giusto e non giusto fare</strong>, soprattutto se l&#8217;elemento metallo, ovvero l&#8217;autorità, è già di suo debole o poco rappresentato.</p>
<p>Tutto è sempre relativo ovviamente; un eccesso di controllo dato da un&#8217;importante presenza di metallo beneficia del fuoco per essere limitata,  come avrete capito non sono regole da applicare a tavolino in quattro e quattro otto ma da valutare nel loro insieme.</p>
<p>L&#8217;applicazione della legge dei 5 elementi anche in questo caso ci permette di  capire quanto, sia il talento che la fama possano, quando molto sviluppati, essere la causa di un forte disagio della persona e del suo rapporto con la società, al punto da produrre dei danni, soprattutto se la persona in questione è debole.</p>
<p>La fama quindi non è da augurare a tutti perchè non tutti sono in grado di sopportarla.</p>
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		<title>L&#8217;ascolto dei polsi nella medicina e fitoterapia cinese</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 05:00:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nella medicina occidentale l&#8217;ascolto del polso si effettua nella normale visita medica per ricercare alterazioni del ritmo cardiaco e valutare la frequenza del battito. La qualità del battito cardiaco si valuta invece con il fonendoscopio che permette di auscultare i battiti  e  i rumori cardiaci patologici. Nella medicina cinese attraverso l&#8217;ascolto del polso è possibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-114.jpeg" rel="lightbox[5668]"><img class="alignleft size-full wp-image-5716" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-114.jpeg" alt="Catherine Bellwald Lascolto dei polsi nella medicina e fitoterapia cinese" width="232" height="218" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Lascolto dei polsi nella medicina e fitoterapia cinese" /></a>Nella medicina occidentale l&#8217;ascolto del polso si effettua nella normale visita medica per ricercare alterazioni del ritmo cardiaco e valutare la frequenza del battito. La qualità del battito cardiaco si valuta invece con il fonendoscopio che permette di auscultare i battiti  e  i rumori cardiaci patologici.</p>
<p><strong>Nella medicina cinese attraverso l&#8217;ascolto del polso è possibile percepire tutti gli organi dell&#8217;intero corpo</strong>.  Ogni polso possiede tre posizioni fondamentali di ascolto in collegamento con uno specifico organo.  A dx polmone, lo stomaco, il rene collegato con la funzione urinaria, e a sx troviamo il cuore, il fegato e il rene collegato con la funzione riproduttiva.</p>
<p>Durante l&#8217;ascolto si traduce la vibrazione tattile di ogni singola posizione del battito,  in una specifica forza, forma e consistenza, rispetto alla costituzione del paziente, alla sua età, alle condizioni in cui si trova e alle restanti posizioni del polso.</p>
<p><strong>L&#8217;ascolto del polso è una delle pratiche mediche più antiche e difficili, richiede per essere usata decenni di esperienza e dedizione assidua e continuativa</strong>. All&#8217;inizio potrei dire che è difficile trasformare la percezione tattile e vibratoria  in una precisa forma e quindi in una specifica situazione energetica e organica. Non siamo abituati ad ascoltare la vibrazione, è un senso che normalmente non addestriamo.</p>
<p>Inoltre durante l&#8217;ascolto è indispensabile essere neutri in un certo senso  come trasparenti, infatti è facile, visto il collegamento fisico con il paziente, farsi oscurare e sviare dalle  emozioni personali del paziente e non sentire con sufficiente chiarezza. <strong>Solo con la pratica giornaliera e lo studio  continuo è possibile  spegnere se stessi per ascoltare e collegarsi  ai pazienti cogliendo anche in pochi minuti situazioni molto profonde e talora molto ben nascoste.</strong></p>
<p>In questi anni ho osservato inoltre che <strong>è indispensabile per ascoltare correttamente i polsi essere in ottimo stato fisico ed emotivo</strong>; in assenza di queste condizioni la percezione viene totalmente alterata. Un lavoro molto più che difficile non solo di studio e di pratica continuativa di anni e di migliaia di pazienti ma anche un lavoro su se stessi di pulizia e concentrazione focalizzata.</p>
<p><strong>L&#8217;ascolto dei polsi consente di verificare situazioni talora assolutamente non visibili ne con la valutazione della lingua e tanto meno con i sintomi</strong>.  Sono infatti molto pochi i sintomi inequivocabili di una diagnosi certa, quello che spesso accade è trovare casi  con segni ambigui di scompenso talora anche contraddittori tra di loro. <strong>I polsi forniscono quasi sempre la chiave di lettura dell&#8217;analisi diagnostica per poter agire con la fitoterapia.</strong> Ecco perchè prescrivere una ricetta di fitoterapia cinese è sempre un atto subordinato all&#8217;ascolto dei polsi.</p>
<p>In particolare una ricetta di fitoterapia cinese si costruisce sulla base dei sintomi, della costituzione del paziente e con i polsi. <strong>Una corretta valutazione dei polsi permette di individuare patologie infiammatorie  ma anche possibili predisposizioni verso patologie neoplastiche  molto prima che si siano formate e concretizzatate nel fisico.</strong> Un ottimo strumento di prevenzione che  usato correttamente diventa un mezzo per mantenere la salute anche nei confronti di patologie importanti.</p>
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		<title>Il mese di Settembre e il Rene nella medicina cinese</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 05:29:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tra il 7-8 di settembre entriamo nel mese del metallo yin collegato all&#8217;organo rene,  al gallo come animale del calendario cinese e all&#8217;orario compreso tra le 17 e le 19. Il crepuscolo quindi, non è un caso se il rene come organo nella medicina cinese è quello che determina e manifesta il processo fisiologico dell&#8217;invecchiamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/reni.jpg" rel="lightbox[6328]"><img class="alignleft size-full wp-image-6344" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/reni.jpg" alt="Catherine Bellwald Il mese di Settembre e il Rene nella medicina cinese" width="240" height="320" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Il mese di Settembre e il Rene nella medicina cinese" /></a>Tra il <strong>7</strong><strong>-8 di settembre</strong> entriamo nel mese del <strong>metallo yin</strong> collegato all&#8217;organo rene,  al <strong>gallo</strong> come animale del calendario cinese e all&#8217;orario compreso tra le <strong>17 e le 19</strong>.</p>
<p>Il <strong>crepuscolo</strong> quindi, non è un caso se il rene come organo nella medicina cinese è quello che determina e manifesta il processo fisiologico dell&#8217;<strong>invecchiamento</strong> considerato molto più che un organo emuntorio essenziale.</p>
<p>Dalla medicina occidentale sappiamo che un uomo può vivere con il 30% della capacità renale ecco che le donazioni di rene sono possibili restando in salute. Questo fa pensare al rene come a una riserva, un surplus non utilizzato,  un pò come per il cervello che tutti sappiamo essere utilizzato in modo estremamente limitato rispetto alle sue potenzialità.</p>
<p>Nella medicina cinese i<strong>l rene è il serbatoio dell&#8217;energia definita prenatale</strong> ovvero non dovuta al cibo o agli sforzi quotidiani non che questi non incidano a lungo andare sulla sua integrità ma l&#8217;energia del rene è innanzitutto acquisita alla nascita e proviene dai nostri genitori.  La salute e l&#8217;età della madre e del padre naturali al momento del concepimento sono considerati di fondamentale importanza per costituire il potenziale del nostro serbatoio.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;organo rene, è utile sapere che i suoi rapporti interni sono innanzitutto con il <strong>cuore</strong> con il  quale forma un asse interno fondamentale chiamato <strong>Shao yin</strong> che corrisponde al livello o strato energetico piu profondo e nascosto del corpo, come la radice di una pianta per fare un esempio. Il rene si collega anche con il pericardio che lo segue nell&#8217;orologio, nel calendario e nella circolazione energetica; il pericardio è inteso come un organo interessato in modo più diretto dall&#8217;aspetto emotivo; appartiene a uno strato energetico che potremmo definire come una sorta di interfaccia con l&#8217;esterno.</p>
<p>Il rene è collegato ovviamente con la <strong>vescica urinaria</strong> e con il <strong>grosso intestino</strong> per mezzo dei quali elimina l&#8217;impuro e gli eccessi verso l&#8217;esterno. E&#8217; interessante sapere che una idrocolonterapia eseguita in modo aggressivo può  scaricare sul rene un&#8217;importante quantità di acqua, con possibile insorgenza di renella che in questo caso diventa una sorta di pulizia del rene ottenuta attraverso il colon.</p>
<p>Infine il rene è in relazione diretta con il <strong>triplice riscaldatore</strong> che in termine pratici non corriponde a un organo preciso ma a una funzione dell&#8217;intero organismo capace di sviluppare e distribuire l&#8217;energia ai diversi organi interni. Non è un caso se con gli anni le ossa e la memoria si indeboliscono e si perdono i denti e l&#8217;udito, in quanto per la medicina cinese il rene è collegato con i midolli, con il tessuto scheletrico di cui fanno parte anche i denti e il suo organo sensoriale è l&#8217;orecchio. Ma al di là di queste notizie molto scolastiche l&#8217;invecchiamento porta a una riduzione di tutte le funzioni sensoriali: la vista, l&#8217;udito, anche l&#8217;olfatto e il gusto si modificano questo perchè ogni organo interno viene gradualmente a essere meno nutrito e quindi si indebolisce progressivamente.</p>
<p><strong>Il rene vista la sua natura  non è normalmente in grado di rigenerarsi e con gli anni inesorabilmente, perde la sua energia e, come è facile comprendere, con  essa l&#8217;energia di tutto il corpo</strong>. Si ritiene che una vita molto frenetica con ritmi accelerati e sforzi prolungati consumi più velocemente questa energia. Allo stesso modo tecniche di respirazione e energetiche sono da sempre considerate degli strumenti per mantenere il serbatoio pieno e consumarlo più lentamente.</p>
<p>Antiche discipline come lo yoga, la meditazione, il tai chi chuan e molte altre non sono infatti discipline esclusivamente fisiche; il loro contenuto profondo e filosofico oggi è spesso messo da parte per limitarlo a semplici pratiche motorie salutistiche ma esse vanno intese come dei <strong>sistemi per attingere a una energia superiore accessibile a tutti, un sistema per caricare le pile con energia pulita </strong>al pari dell&#8217;energia solare!</p>
<p>L&#8217;energia del Rene nella medicina cinese è collegata anche alla <strong>capacità di procreare e alla capacità di avere una vita sessuale intensa</strong>. E&#8217; fisiologico dopo i 45-50 anni avere desiderio di una sessualità più completa e appagante piuttosto che frenetica e quotidiana ed è altresì normale per le donne essere gradualmente meno fertili.</p>
<p>L&#8217;allungamento della vita, il sistema sociale nel quale viviamo hanno spostato e sembrano spostare il desiderio di maternità e paternità  sempre più avanti negli anni. Questo lascia pensare moltissimo ad un cambiamento di molti parametri; che si faccia o meno ricorso a farmaci e tecniche di inseminazione artificiali, potrebbe nel tempo generarsi una graduale riduzione di questa energia e quindi genericamente della capacità di procreare. Di fatto un problema già presente da alcuni anni e su cui la scienza medica certamente spinge sull&#8217;acceleratore per via dell&#8217;enorme richiesta e quantità di denaro che gravita intorno a questa esigenza.</p>
<p>Ritengo valga la pena di soffermarsi a pensarci su un attimo e magari  cercare di capire come fare a garantire più energia vitale sfruttando non solo le nuove acquisizioni della scienza molecolare medica ma andando a studiare, senza denaturarli e senza demonizzarli, gli antichi metodi e insegnamenti capaci di <strong>sfruttare al meglio le fonti  energetiche naturali e interiori di ogni essere umano.</strong></p>
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		<title>La spalla dopo la mastectomia</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 05:00:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da oltre 20 anni si parla di riabilitazione oncologica considerandola come una fase importante del trattamento oncologico. Esistono dei bei protocolli di lavoro e delle pagine estese sulle motivazioni e sull&#8217;importanza di questi gesti che vanno dalla fisioterapia, alla psicoterapia, al nursing del paziente. Il tutto volto al potenziare la qualità della vita e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images33.jpeg" rel="lightbox[6234]"><img class="alignleft size-full wp-image-6261" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images33.jpeg" alt="Catherine Bellwald La spalla dopo la mastectomia" width="144" height="191" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu La spalla dopo la mastectomia" /></a>Da oltre 20 anni si parla di riabilitazione oncologica considerandola come una fase importante del trattamento oncologico. Esistono dei bei protocolli di lavoro e delle pagine estese sulle motivazioni e sull&#8217;importanza di questi gesti che vanno dalla fisioterapia, alla psicoterapia, al nursing del paziente. Il tutto volto al potenziare la qualità della vita e non solo la longevità.</p>
<p>Non tutti i pazienti operati possono avere bisogno della riabilitazione oncologica nello stesso modo, ovvero ci sono pazienti che da soli o con l&#8217;aiuto di famigliari riescono a produrre un&#8217;atmosfera riabilitativa idonea al recupero di tutto il loro potenziale residuo non solo inteso come funzione motoria  ma anche psicosociale.</p>
<p>Come direbbe la Prof essa Morosini hanno un potenziale di salute alto, dato magari dalla loro personalità o dalla buona risposta organica al trattamento chirurgico o chemioterapico oltre che magari dalla presenza di persone stimolanti sia in ambiente lavorativo che famigliare.</p>
<p>Ricordo che sfruttare e utilizzare al massimo il potenziale residuo dopo un intervento chirurgico e un trattamento oncologico mirato  non significa fare tutto quello che si faceva prima ma significa accettare e vivere al meglio la nuova condizione causata dalla malattia.</p>
<p>Capita spesso di vedere l<strong>&#8216;articolazione delle spalla sottovalutata rispetto ad altre grandi articolazioni.</strong> La mentalità è spesso questa, anche se il recupero articolare è limitato non è importante.</p>
<p><strong>La mobilità della spalla infatti non incide direttamente su funzioni motorie importanti come la deambulazione oppure la manualità. </strong>E&#8217; infatti possibile  con una limitata escursione articolare della spalla mantenere normali mansioni lavorative ed  essere totalmente autonomi nei trasferimenti e nei normali atti della vita quotidiana.</p>
<p>La spalla però è ingannevole; la sua limitazione articolare non  impedisce solamente di lavarsi accuratamente l&#8217;ascella colpita o di allacciare e slacciare un reggiseno, di nuotare a stile libero ma incide indirettamente su tutto lo schema corporeo, sul rachide e sulla simmetria destro sinistra. <strong>La rigidità del cingolo scapolo-omerale non è facile da eliminare ed è spesso responsabile di una scoliosi secondaria inizialmente solo funzionale ma che può fissarsi nel tempo.</strong></p>
<p>Questo gli ortopedici ormai lo hanno capito molto bene e infatti avvisano i pazienti che il trattamento riabilitativo post operatorio delle spalle è un lavoro lungo e impegnativo per qualunque intervento si voglia eseguire sulla spalla e a maggior ragione sulle forme post traumatiche o eseguite a cielo aperto.</p>
<p>Nei pazienti anziani è comune che la spalla  post traumatica venga lasciata a un recupero spontaneo ritenendo che il suo recupero articolare non abbia una grande importanza per le funzioni che il paziente deve svolgere e fin qui lo considero sensato.</p>
<p>Ma a tutt&#8217;oggi considero che l&#8217;articolarità della spalla venga  decisamente  trascurata dopo gli interventi di mastectomia. Rispetto a una volta sono più attenti e il più possibile conservativi. Si cerca sempre di limitare l&#8217;asportazione al minimo indispensabile e si lavora in modo estremamente curato sul recupero dell&#8217;estetica soprattutto se la paziente è giovane.</p>
<p>L&#8217;attenzione a questo proposito è così forte che  si rischia di dimenticare che il braccio e la spalla sono altretanto importanti. Ecco  che <strong>capita di vedere cicatrici stupende quasi invisibili, lavori delicatissimi di ricostruzione plastica ma spalle e talora anche gomiti decisamente bloccati da una ipomobilità forzata anche in condizione di minimo intervento ascellare.</strong></p>
<p>Succede che il chirurgo stesso abbia timore  che la mobilizzazione possa danneggiare il risultato chirurgico sul fronte estetico. <strong>Si tende quindi a lasciare che il recupero avvenga gradualmente e spontaneamente. Quello che può succedere  è che la paziente si ritrova con una spalla la cui articolarità è  decisamente limitata oltre che dolente.</strong> Soprattutto ne consegue  un impegno riabilitativo molto superiore a quello che sarebbe potuto essere necessario se se fosse stata educata a muovere il braccio nelle fasi immediatamente post operatorie e in quelle successive.</p>
<p>La riabilitazione nella maggioranza dei casi viene lasciata interamente al paziente con indicazioni talora molto sommarie e nel migliore dei casi con un libretto o opuscolo che indica le manovre adatte al recupero articolare. <strong>Il lavoro con un fisioterapista preparato è invece di fondamentale importanza soprattutto nelle primissime fasi, quando l&#8217;ansia di sbagliare e di sentire dolore prendono il sopravvento. L&#8217;autotrattamento non è sbagliato di per sè ma le indicazioni specifiche devono essere fatte personalmente.</strong></p>
<p>Il trattamento diretto serve a limitare l&#8217;ansia di sbagliare e di sentire dolore ed è indispensabile in tutte le pazienti  poco addestrate al contatto con il proprio corpo e a quelle particolarmente ansiose. In questa fase il fisioterapista esperto può già individuare chi davvero necessita di un aiuto e chi invece sta andando spontaneamente bene da sola.</p>
<p>Le pazienti più compromesse verrebbero subito individuate  e inserite per un lavoro ambulatoriale di fisioterapia come si fa sui pazienti ortopedici. Si eviterebbe così i tre mesi di attesa per una visita fisiatrica e i tempi di inserimento in trattamento, senza che vi sia un costo maggiore anzi direi il contrario.</p>
<p>Questo perchè<strong> sono tante le pazienti che vanno incontro a retrazioni tendinee anche severe fino a quadri di  capsulite adesiva post mastectomia, </strong>in quanto il braccio operato tende a restare contratto in un atteggiamento di protezione del seno. In questi casi il lavoro riabilitativo diventa  lunghissimo oltre che estremamente doloroso e quindi poco tollerato.</p>
<p>Senza contare che a distanza di anni  queste donne che  di solito tornano alla vita lavorativa <strong>si ritrovano con dei dolori a tutto il rachide e una postura totalmente scorretta spesso direttamente secondaria a movimenti assimetrici del corpo  limitati appunto della spalla direttamente implicata.</strong></p>
<p>A ben guardare un prezzo poco calcolabile ma sicuramente non indifferente dal punto di vista sanitario ma anche personale. Un problema che giunto a questo punto spesso non si risolve con dieci sedute di fisioterapia o di terapie fisiche  anche se ripetute, che impedisce  il ritorno a  una vita serena e alla possibilità di sentirsi in forma non solo per lavorare ma anche per viaggiare o praticare attività sportiva o semplicemente stare bene con se stessi.</p>
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		<title>Uno spot sui profilattici che non vedremo mai in Italia…</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 05:00:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8230;poco ma sicuro! Peccato, perchè i giovani di oggi hanno bisogno di queste cose e non solo di prediche!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;poco ma sicuro!</p>
<p>Peccato, perchè i giovani di oggi hanno bisogno di queste cose e non solo di prediche!</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=rgemEMX7CF8"><img src="http://img.youtube.com/vi/rgemEMX7CF8/default.jpg" width="130" height="97" border title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Uno spot sui profilattici che non vedremo mai in Italia…" alt="Catherine Bellwald Uno spot sui profilattici che non vedremo mai in Italia…" /></a></p>
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		<title>Guardare avanti ma anche indietro</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 05:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Si dice sempre di guardare avanti e di non farsi influenzare troppo dal passato e da ciò che abbiamo già vissuto, il concetto è quello di voltare la pagina evitando di restare attaccati al passato. Tutto vero ma come tutto esiste sempre l&#8217;eccezione che conferma la regola! Ci sono momenti in cui girarsi indietro è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-102.jpeg" rel="lightbox[6051]"><img class="alignleft size-full wp-image-6192" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-102.jpeg" alt="Catherine Bellwald Guardare avanti ma anche indietro" width="268" height="188" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Guardare avanti ma anche indietro" /></a>Si dice sempre di guardare avanti e di non farsi influenzare troppo dal passato e da ciò che abbiamo già vissuto, il concetto è quello di voltare la pagina evitando di restare attaccati al passato. Tutto vero ma come tutto esiste sempre l&#8217;eccezione che conferma la regola!</p>
<p>Ci sono momenti in cui girarsi indietro è fondamentale per capire quanta strada abbiamo percorso.</p>
<p>Mi è capitato recentemente di fare una piccola escursione in montagna, eravamo sulla strada di ritorno e stavamo facendo il pezzo del percorso più difficile un pò di ghiaione  insomma decisamente un discreto dislivello.  La mia compagna di avventura iniziava ad avere il fiato pesante e si capiva dal suo sguardo un iniziale pentimento di aver deciso di percorre la strada più difficile per il nostro rientro. L&#8217;ora era ormai tarda e la nostra stanchezza stava iniziando a farsi sentire.</p>
<p>Ecco che presa dallo sconforto inizia ad alzare lo sguardo verso la vetta  mostrando non senza un velo di preoccupazione quanta strada ancora dovevamo compiere. In realtà la nostra meta era quasi raggiunta in quanto dovevamo tagliare sulla sinistra da lì a breve. Io mi sentivo in forza e avevo risparmiato il fiato concentrandomi sul respiro, ho iniziato a prendere la parola anche se ero molto meno esperta di lei in fatto di escursioni montanare.</p>
<p>&#8220;Siamo a 2/3 del tratto di salita peggiore&#8221; cercavo di convincerla, e più dicevo così più lei negava e si arrampicava con lo sguardo ben oltre il luogo dove dovevamo andare. Allora presa da intuizione mi sono imposta e le ho detto &#8220;girati,guarda quanta strada abbiamo già fatto, manca poco il nostro punto di arrivo è ormai vicino&#8221;. Da lì a pochi minuti abbiamo visto da lontano la segnalazione della strada  712 detta anche &#8220;dei finanzieri&#8221;.</p>
<p>La mia compagna si è rilassata, avevamo superato il peggio, da lì in poi la strada era facile e meravigliosamente illuminata da un sole morbido e dolcissimo. Il colore dell&#8217;erba dei fiori sembrava uscito da un quadro impressionista.</p>
<p>Giunti sull&#8217;altopiano abbiamo trovato numerosi cavalli con i loro puledrini con il pelo matto e pecore  che ci fissavano incuriosite.  Poi l&#8217;urlo della marmotta sentinella che abbiamo potuto intravedere su una roccia non molto distante da noi.</p>
<p>Un sogno a occhi aperti non eravamo più stanche nonostante fossero ormai le 18 il tempo era meraviglioso e accarrezzava i monti e le nostre anime. Ho pensato che rinunciare a questo spettacolo per la paura di non riuscire a finire la prima salita o per paura di essere troppo stanche o di arrivare troppo tardi sarebbe stato un vero peccato, sarebbe stato godere a metà. E&#8217; giusto non sottovalutare i pericoli ma è altrettanto giusto non sottovalutare se stessi. L&#8217;equilibrio sta proprio lì.</p>
<p>Sono molti poi i montanari che si fanno prendere la mano colpiti come da un febbre del mettersi alla prova e scavalcare sempre nuovi limiti talora a rischio della loro vita. Il soccorso alpino ben li conosce ogni anno sui monti perdono la vita numerose persone alla ricerca di sensazioni forti ma forse anche spinte dalla ricerca di un contatto con se stessi e con Dio e non solo con la natura.</p>
<p>Proprio qualche ora prima abbiamo assisto al recupero con elicottero di tre scalatori. Un intervento davvero toccante per la bravura del pilota e per il modo in cui i soccorittori si sono adoperati rischiando anche del loro. Avevo le lacrime agli occhi, ho pensato &#8220;questi si che hanno le palle!&#8221;</p>
<p>Ma lo sapevate che una parte del corpo dei finanzieri, tanto  poco amati per ovvii motivi, lavorano attivamente nel soccorso alpino, ma anche nel corpo delle polizia all&#8217;insaputa di tutti e rischiando sulla loro pelle. Un prezzo salato anche per loro!</p>
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		<title>L&#8217;agopuntura è educazione al rilassamento</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 05:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi anni di lavoro dedicati esclusivamente all&#8217;agopuntura ho potuto osservare che quando un trattamento produce un profondo rilassamento, il lavoro è sempre profondo e il risultato ottenuto più velocemente. E&#8217; come se gli aghi trovassero più rapidamente la strada da compiere o la percorressero con minor intoppi e quindi più facilità. Il rilassamento come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-72.jpeg" rel="lightbox[5467]"><img class="alignleft size-full wp-image-6181" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-72.jpeg" alt="Catherine Bellwald Lagopuntura è educazione al rilassamento" width="240" height="186" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu Lagopuntura è educazione al rilassamento" /></a>In questi anni di lavoro dedicati esclusivamente all&#8217;agopuntura ho potuto osservare che quando un trattamento produce un profondo rilassamento, il lavoro è sempre profondo e il risultato ottenuto più velocemente. E&#8217; come se gli aghi trovassero più rapidamente la strada da compiere o la percorressero con minor intoppi e quindi più facilità.</p>
<p>Il rilassamento come conseguenza al trattamento è un ottimo segnale di efficacia. Attenzione: non vuole dire che se emergono ansia, emozioni come il pianto, la rabbia, decisioni da prendere, dolore  o altro il lavoro non è buono. In questi casi di solito il percorso passa da una epurazione, da una sorta di eliminazione verso l&#8217;esterno di tensioni emotive o fisiche.</p>
<p>Ma tornando al rilassamento come dicevo quando si produce è di solito un buon segno ma è giusto anche vedere  la questione dal lato opposto.</p>
<p>Produrre un rilassamento mentale ed emotivo prima di iniziare e durante la seduta sono infatti un ottimo aiuto e potenziamento all&#8217;agopuntura. Educare il paziente a effettuare una sorta di pulizia mentale prima di iniziare la seduta è un ottimo esercizio, come anche insegnarli che questo spazio di terapia è simile a uno spazio personale da proteggere.</p>
<p>Educare il paziente a spegnere il cellulare o silenziarlo a meno che non vi siano urgenze importanti ha questo significato. Imparare ad avere un atteggiamento positivo nei confronti della cura è altrettanto importante.  Usare il respiro ed espirare mentre si mettono gli aghi è un altro esempio per buttare fuori la tensione e accettare meglio e con più serenità la puntura percepita sulla pelle che in questo modo svanisce all&#8217;istante.</p>
<p>Ovviamente anche il medico deve entrare in questa ottica e all&#8217;inizio assecondare i bisogni del paziente, soprattutto se questi sente dolore e fatica a rilassarsi. Si possono usare aghi sottili, pungendo in modo graduale e veloce evitando di aggredire in modo eccessivo il paziente poco preparato che imparerà via via a lasciar andare.</p>
<p>Ritengo inoltre sia di fondamentale importanza dare rilievo alla cura dell&#8217;ambiente dove viene effetuato il trattamento. Il silenzio è fondamentale, quindi imparare a parlare sottovoce non è solo per la privacy ma anche per limitare l&#8217;inquinamento acustico e permettere al paziente di entrare in un ambiente protetto.</p>
<p>Anche con l&#8217; agopuntura fatta in poltrona insieme ad altre persone questa attenzione consente di creare uno spazio comune dove l&#8217;esperienza e il rilassamento di uno aiuta quello delle altre persone meno esperte. Si tratta di una vera e propria esperienza condivisa che può in alcuni casi essere ancora più potente e profonda.</p>
<p>La scelta della luce è altrettanto importante, evitando una luce diretta che aggredisca gli occhi ma preferenedo piuttosto una penombra che favorisca un ambiente raccolto e di quiete. La stessa attenzione deve essere rivolta alla temperatura, il paziente rimanendo fermo con gli aghi spesso si raffredda e necessita di una protezione con coperte e una temperatura ambientale idonea.</p>
<p>Utilissima infine è la selezione musicale che in molti casi aiuta proprio il paziente a mollare lo spazio ristretto nel quale è prigioniera la sua mente e partire per un viaggio verso il proprio benessere fisico e mentale.</p>
<p>Il rilassamento in questo modo fa da guida  all&#8217;agopuntura e ne è guidato a sua volta; la capacità di restare fermi durante la seduta all&#8217;inizio può sembrare difficile ma diventa uno strumento utilissimo in molte situazioni della vita, si integra con il trattamento e potrà accompagnare il paziente alla ricerca e sperimentazione di questa esperienza terapeutica anche in altri ambienti e situazioni.</p>
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		<title>La postura come strumento estetico e antiaging</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 05:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si fa un gran parlare di postura scorretta attribuendo ad essa un gran numero di disturbi dolorosi osteoarticolari non solo al rachide ma anche a carico di braccia e gambe. Sono tutti pronti a dichiarare  e confessare di avere delle gran brutte abitudini posturali o posture scorrette, spendere soldi per fare un&#8217;analisi posturale computerizzata ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/stazione_eretta.jpg" rel="lightbox[6271]"><img class="alignleft size-full wp-image-6278" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/stazione_eretta.jpg" alt="Catherine Bellwald La postura come strumento estetico e antiaging " width="349" height="127" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu La postura come strumento estetico e antiaging " /></a>Si fa un gran parlare di postura scorretta attribuendo ad essa un gran numero di disturbi dolorosi osteoarticolari non solo al rachide ma anche a carico di braccia e gambe.</p>
<p>Sono tutti pronti a dichiarare  e confessare di avere delle gran brutte abitudini posturali o posture scorrette, spendere soldi per fare un&#8217;analisi posturale computerizzata ma sono poche le persone disposte a porvi rimedio.</p>
<p>La postura infatti non si corregge in 10 sedute di fisioterapia dedicata, con gli esercizi anche mirati, le sedie ergonomiche, le scarpe e plantari correttivi, i bite, le panciere e i busti; non che questi strumenti non siano utili ma non bastano a correggere dei vizi posturali a meno che non vi sia una volontà del soggetto  direzionata e focalizzata alla correzione posturale.</p>
<p>E&#8217; un po&#8217; come voler perdere peso: non bastano i singoli accorgimenti, ci vuole un impegno costante e prolungato fino a che non scatta una molla un nuovo modo di essere e di sentirsi nello spazio. Non è facile perchè le persone che hanno una brutta postura il più delle volte non si rendono affatto conto di averla e soprattutto di quanto sia visibile e serio il problema.</p>
<p>Mi capita molte volte di correggere i pazienti più e più volte, spiegando loro quanto sia importante porre attenzione all&#8217;allineamento del rachide ma quasi sempre sembrano rinunciare come se la questione non dipendesse da loro. I risultati migliori li ho ottenuti mostrando e caricaturizzando il difetto. E&#8217; un impatto duro da accettare ma può essere uno shock capace di procurare un cambiamento reale. Un po&#8217; come quando ai pazienti obesi si mostrano foto del loro corpo prese da angolazioni a loro non raggiungibili.</p>
<p>Si fanno tanti sacrifici  per essere e sentirsi più belli, molte persone sono disposte a tutto rischiando anche sulla loro salute per sentirsi più belli. Ebbene mostrando quanto più brutta sia la figura gobba  si può toccare il punto critico che fa scattare la molla.</p>
<p>&#8220;Sarebbe un bel ragazzo se non fosse così gobbo&#8221;, &#8220;in questo modo sembra molto più vecchio della sua età&#8221;, &#8220;quando è dritto sembra un altra persona lo sa?&#8221;, tutte frasi urto che dette al momento giusto fanno il loro effetto. E poi si possono aggiungere dei truchetti, come &#8220;si guardi spesso allo specchio&#8221;, oppure &#8220;si osservi spesso riflesso nei vetri dei negozi quando passeggia o quando è seduto al bar, e si corregga&#8221;. &#8220;Si scatti immaginariamente una foto e osservi in che posizione si è messo e si corregga subito e lo faccia più e più volte&#8221;. Si possono osservare i filmati e le foto nei quali non ci siamo messi in posa ovviamente!</p>
<p>Personalmente insisto sul significato della postura sul messaggio che il corpo da, agli altri ma anche a noi stessi e di quanto intimamente la postura ci condizioni poi anche nel modo di pensare e viceversa. La postura curva su se stessa indica un atteggiamento di chiusura verso l&#8217;esterno, di rinuncia, di difesa. Non è necessario fare un corso di portamento o recitazione  per saperlo e riconoscerlo.</p>
<p>Avete mai osservato i bambini intorno ai 6-10 anni come stanno diritti e come camminano con una fierezza naturale simile a quella degli animali? Non è facile vederla negli adulti e quando la si vede è sempre  esteticamente piacevole e armonico.</p>
<p>Sulla spiaggia con i corpi spogliati dai normali indumenti è ancora più evidente e facile  vedere i difetti in tutto il loro splendore molto più dell&#8217;accumulo di grasso in eccesso. Striscie bianche  sul ventre, dove il sole non può abbronzare, dovute al rachide ricurvo e lo stesso vale per il seno. I tessuti con il passare del tempo tendono a rilassarsi quindi una postura eretta corretta limita i danni dell&#8217;incedere degli anni e della gravità. Il seno e il ventre non possono che giovarne restando  maggiormente tonici e esteticamente  di miglior aspetto.</p>
<p>I soggetti con postura eretta  sembreranno più giovani al di là dei ritocchi estetici, anche la deambulazione denota l&#8217;eta del soggetto, molto più  delle rughe. Con tutte le attenzioni estetiche credo che la cura e la continua correzione posturale restino al primo posto nel ringiovanire i soggetti molto più di tanti interventi estetici e senza dubbio con costi e rischi non paragonabili.</p>
<p>Bisogna partire da un sentire e da un immagine interna di sè che deve esprimersi all&#8217;esterno; lo yoga, il pilates  e la danza sono ottimi strumenti di consapevolezza corporea soprattutto se l&#8217;insegnante o maestro è attento e vi corregge individualmente. Bisogna iniziare a ricercare e osservare le postura corretta negli altri e in se stessi continuativamente, soffermandosi magari meno sull&#8217;abbigliamento, sui capelli e sulle rughe ma su cosa esprime una persona nel suo insieme e cosa vogliamo esprimere noi con il nostro corpo e il nostro modo di essere.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>E&#8217; tempo di anguria.. ma attenzione!</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 05:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cathe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo vari andirivieni e indecisioni varie il caldo in questi giorni si fa sentire con decisione sia al sole che nelle città per la forte componente di umidità che vi si associa. Come tutti sapete l&#8217;anguria è un frutto tipicamente estivo, cresce e  viene usato soprattutto nei paesi dove vi è maggior calore. Anche questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-125.jpeg" rel="lightbox[6265]"><img class="alignleft size-full wp-image-6267" style="border: 5px solid white;"  src="http://www.unoduetre.eu/wp-content/uploads/images-125.jpeg" alt="Catherine Bellwald E tempo di anguria.. ma attenzione!" width="259" height="194" title="Catherine Bellwald unoduetre.eu E tempo di anguria.. ma attenzione!" /></a> Dopo vari andirivieni e indecisioni varie il caldo in questi giorni si fa sentire con decisione sia al sole che nelle città per la forte componente di umidità che vi si associa. Come tutti sapete l&#8217;anguria è un frutto tipicamente estivo, cresce e  viene usato soprattutto nei paesi dove vi è maggior calore.</p>
<p>Anche questo frutto arriva in Europa solo dopo l&#8217;invasione dei Mori e si ritiene che fosse coltivato già 5000 anni fa dagli Egiziani.</p>
<p>A parte il fatto che è un cibo leggerissimo e dietetico perchè molto ricco in acqua, l&#8217;anguria non è un frutto afrodisiaco come stanno cercando di vendercelo e il suo effetto Viagra è certamente alquanto discutibile quando lo si mangia normalmente. Infatti la  sostanza implicata in questo effetto è contenuta nella parte verde  o bianca del frutto che normalmente non si mangia.</p>
<p>La buccia e la polpa dell&#8217;anguria sono da milleni considerati per i cinesi dei veri e propri  rimedi non già per l&#8217;impotenza  ma per i colpi di calore, chiamati Xi Gua e Xi Gua Pi, letteralmente frutto dell&#8217;est  e buccia del frutto dell&#8217;est.  Questi rimedi vengono usati in decotto e in dosaggi alti insieme ad altre erbe in caso di  disuria e nei colpi di calore con nausea e rialzo febbrile così come per le dermatiti e ulcere della cavità orale anche topicamente.</p>
<p>Si ritiene che sia molto efficace anche nell&#8217; accumulo di calore umidità e nel rigenerare i liquidi. Va usata con cautela  nei pazienti che hanno un freddo interno o che sono sempre stanchi. Gli anziani freddolosi per esempio non dovrebbero abusarne mentre i soggetti pletorici che hanno sempre troppo caldo sono invitati a mangiarla spesso al posto del dolce.</p>
<p>Il frutto  visto in questa ottica acquista un valore diverso, certamente mangiato fresco in quantità moderate resta solamente un ottimo strumento per combattere e difendersi dal  caldo e dal caldo umidità in quanto non solo idrata ma stimola anche la diuresi.</p>
<p>Al mare ma anche in città anche se è piuttosto faticosa da tagliare è un ottimo ausilio, attenzione però a non abusarne per golosità soprattutto se non avete preso caldo in modo diretto: i suoi effetti rinfrescanti potrebbero dare fastidio allo stomaco e all&#8217;intestino soprattutto se la vostra costituzione non è idonea.</p>
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