Ma è mai possibile che…
2/9/10
Ma è mai possibile che i bagni pubblici siano tanto antifemminili, antigienici e poco pratici?
La prima cosa che immancabilmente manca in un bagno pubblico è la carta igienica, ma a questo siamo preparate e portiamo in tasca se siamo fortunate almeno un fazzoletto di carta per l’emergenza.
La seconda mancanza un po’ più pesante è che molto facilmente manca un qualsivoglia appendi abiti o appendi borsetta. La soluzione diventa più complessa, se si è in compagnia niente problema si scarica al compagno o compagna borsa, giacca, eventuale casco o altro, in caso contrario soprattutto in inverno, può diventare un vero gioco di maestria; tenere tutto in mano senza appoggiarsi in possibili punti non igienici.
Ma non è finita… le porte dei bagni sono spesso fatte in modo da aprirsi verso l’interno, immagino per evitare in spazi ristretti di atterrare con una porta in faccia al primo malcapitato che passa di lì. Ma gli spazi dei bagni sono talora così ristretti, da far passare la porta a pochi centimetri dal water, uno spazio talmente ridotto da costringere ad avvicinarsi al water quasi a doverlo toccare.
Se indossate una gonna vi assicuro che l’idea di spolverare l’asse del water con il bordo è assolutamente agghiacciante, quindi una mano dovrà occuparsi all’istante di questo dettaglio.. oltre che della borsa e della giacca, ovviamente.
Ancora la lista non è affatto finita, questi problemi sono gli inconvenienti classici dei bagni presenti nei luoghi affollati da molte persone, vedi autogrill o cinema. La cosa è diversa nei locali, dove di solito è presente un antibagno e un bagno per signore e un bagno per signori. Il bagno delle signore è normalmente in comunione con quello per disabili.
Anche qui il problema sembra stupido ma è più serio di quanto non si possa pensare. Gli accessori per facilitare il disabile prevedono che il water sia rialzato di oltre 20 cm rispetto al normale, le donne mediamente più basse degli uomini, hanno spesso anche la sfortuna di non essere dotate come i fratelli maschi di alcun ausilio per fare la pipì a distanza non ravvicinata. Sedersi senza toccare l’asse è la classica manovra femminile. Con quell’altezza, non toccare l’asse senza essere troppo sul bordo e quindi magari non riuscire a centrare il water è per le donne più piccole di statura una vera impresa.
Per le bambine e i bambini in genere un problema da non sottovalutare. Se è vero che i bambini piccoli vengono accompagnati al bagno dagli adulti, qui le dimensioni ristrette di cui sopra diventano estreme. Inoltre esiste un età di svezzamento e in questo caso l’altezza del water per disabili per una bambina può essere un problema insormontabile.
Insomma un vero disastro, avete poi mai notato che in caso di affollamento la coda per i bagni delle donne è semplicemente dalle quattro alle dieci volte più lunga che per i bagni maschili? Niente da ridere cari signori, primo le donne sono di più numericamente parlando e poi hanno un’uretra decisamente più corta, il che significa che in caso di vescica urinaria piena la resistenza è inferiore; infine non possiamo mediamente farla sul bordo della strada!
Ma allora dopo tutte queste semplici e banali considerazioni, possibile… dico… possibile che a nessuno venga in mente di cambiare le cose?
Basterebbe davvero poco, intanto dimensioni più grandi o porte a soffietto, appendi abiti sistematici, altezza medio bassa dei water o ricorso alle turche, un numero maggiore di bagni femminili rispetto ai maschili, oppure nessuna distinzione tra maschi e femmine; che diamine siamo adulti e se proprio vogliamo mantenere i vespasiani aperti per i nostalgici lo facciamo in luogo separato.
Infine i bagni per disabili sono un discorso ancora più delicato e importante; se da un lato ormai è obbligatoria la loro presenza è anche vero che questi bagni sono tutto fuorché utilizzati e utilizzabili dai disabili. Dovrebbero essere molto più puliti o igienizzabili ricordiamo le maniglie e il water molto alto prevedono appunto che ci si debba appoggiare a pieno.
All’estero sono comunemente presenti dei dispenser con salviette disinfettanti per pulire l’asse e la carta igienica è sempre presente, oltre che gli appoggi e appendi abiti, senza parlare dell’igiene nel suo insieme.
Non ditemi che è un problema di spesa, non è vero, è che da noi si fa così e nessuno pensa di fare in modo diverso. Ci vuole un disegno di legge anche per questo? Il buon senso e le novità in questo campo non possono bastare?

Mi viene da sorridere pensando a tanti anni fa, quando il primo paziente mi diceva mentre lo trattavo con l’agopuntura:
Ecco un piatto facilissimo e di grande effetto soprattutto per l’aspetto estetico del contrasto tra il nero naturale del riso venere e il rosa del tonno crudo e il giallo carico del mango.
La sindrome da arto fantasma è la percezione fisica, molto spesso fastidiosa e dolorosa, di un segmento del corpo in seguito ad amputazione dello stesso.
E già, lo sanno tutti gli uomini: avere pensieri per la testa può rendere difficile, se non impossibile, avere rapporti sessuali soddisfacenti. Per le donne è uguale: i pensieri riducono il desiderio e uccidono il piacere.
La storia ci ha insegnato che la folla impaurita, esattamente come un branco di animali in fuga, non guarda in faccia a nessuno e dove passa crea morti e feriti: la stessa potenzialità di forza distruttrice che è presente nella natura e che si manifesta nei disastri ambientali.
Tutti conoscono la fama del colesterolo, inteso come grasso pericoloso per il sistema circolatorio e quindi come fattore di rischio per le patologie cardiocircolatorie in genere.
Avere le mestruazioni o non averle?
La vaginite cronica o recidivante affligge davvero moltissime donne. Tuttavia la statistica non è facile da stimare anche perché molte sono le donne che nascondono il fenomeno.
In estate i sapori devono essere freschi e sfiziosi per stimolare l’appetito che talora con il caldo tende a passare con l’inconveniente che poi a stomaco fuoco per chi soffre di cali pressori è più facile avere problemi. Inoltre la tentazione di far pranzo con un bel gelato è forte e purtroppo questa abitudine è deleteria e non è affatto così sana come si crede anche con gelati artigianali.
“Ora sono troppo stanca e poi fa troppo freddo”…, oppure, “sono in vacanza devo rilassarmi”…. o “devo proprio concentrami sul lavoro”.
Invece di parlare di cavoli e cicogne, oppure altre improbabili metafore, perchè ai ragazzi non si dicono le cose come stanno?
L’estate, e in particolare le vacanze estive, per molte persone rappresentano un’occasione per lasciarsi andare, ma non nel senso positivo del termine.
Oggi è il solstizio di estate e per il calendario solare occidentale corrisponde al primo giorno dell’estate. Il 21 Giugno è la giornata più lunga dell’anno e da domani in poi le giornate inizieranno ad accorciarsi sempre più.
Avete visto il film Ratatouille della Pixar? Delizioso e fatto benissimo, per giunta ambientato nella mitica Parigi, città che adoro e che sento molto vicina a me. La ratatouille è un piatto vegetariano del sud della francia, a base di zucchine, melanzane e peperoni, aromatizzato da abbondanti spezie e profumi come il timo, l’origano, il basilico, cipolla e aglio.
Succede molto spesso che ci si ricorda della odiosa cellulite quando si avvicina l’estate. Succede lo stesso anche con il seno; una mia conoscente senologa, mi riferisce un netto aumento di visite senologiche con l’avvicinarsi dell’estate, come se le donne si accorgessero di avere un seno solo prima dell’estate!

