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Ma è mai possibile che…

2/9/10

Catherine Bellwald Ma è mai possibile che...Ma è mai possibile che i bagni pubblici siano tanto antifemminili, antigienici e poco pratici?

La prima cosa che immancabilmente manca in un bagno pubblico è la carta igienica, ma a questo siamo preparate e portiamo in tasca se siamo fortunate almeno un fazzoletto di carta per l’emergenza.

La seconda mancanza un po’ più pesante è che molto facilmente manca un qualsivoglia appendi abiti o appendi borsetta. La soluzione diventa più complessa, se si è in compagnia niente problema si scarica al compagno o compagna borsa, giacca, eventuale casco o altro, in caso contrario soprattutto in inverno, può diventare un vero gioco di maestria; tenere tutto in mano senza appoggiarsi in possibili punti non igienici.

Ma  non è finita… le porte dei bagni sono spesso fatte in modo da aprirsi verso l’interno, immagino per evitare in spazi ristretti di atterrare con una porta in faccia al primo malcapitato che passa di lì. Ma gli spazi dei bagni sono talora così ristretti, da far passare la porta a pochi centimetri dal water, uno spazio talmente ridotto da costringere ad avvicinarsi al water quasi a doverlo toccare.

Se indossate una gonna vi assicuro che l’idea di spolverare l’asse del water con il bordo è assolutamente agghiacciante, quindi una mano dovrà occuparsi all’istante di questo dettaglio.. oltre che della borsa e della giacca, ovviamente.

Ancora la lista non è affatto finita, questi problemi sono gli inconvenienti classici dei bagni presenti nei luoghi affollati da molte persone, vedi autogrill o cinema. La cosa è diversa nei locali, dove di solito è presente un antibagno e un bagno per signore e un bagno per signori. Il bagno delle signore è normalmente in comunione con quello per disabili.

Anche qui il problema sembra stupido ma è più serio di quanto non si possa pensare. Gli accessori per facilitare il disabile prevedono che il water sia rialzato di oltre 20 cm rispetto al normale, le donne mediamente più basse degli uomini, hanno spesso anche la sfortuna di non essere dotate come i fratelli maschi di alcun ausilio per fare la pipì a distanza non ravvicinata. Sedersi senza toccare l’asse è la classica manovra femminile. Con quell’altezza, non toccare l’asse senza  essere troppo sul bordo e quindi magari non riuscire a centrare il water è per le donne più piccole di statura una vera impresa.

Per le bambine e i bambini in genere un problema da non sottovalutare. Se è vero che i bambini piccoli vengono accompagnati  al bagno dagli adulti, qui le dimensioni ristrette  di cui sopra diventano estreme. Inoltre esiste un età di svezzamento e in questo caso l’altezza del water per  disabili per una bambina  può essere un problema insormontabile.

Insomma un vero disastro, avete poi mai notato che in caso di affollamento la coda per i bagni delle donne è semplicemente dalle quattro alle dieci volte più lunga che per i bagni maschili? Niente da ridere cari signori, primo le donne sono di più numericamente parlando e poi hanno un’uretra decisamente più corta, il che significa che in caso di vescica urinaria piena la resistenza è inferiore; infine non possiamo mediamente farla sul bordo della strada!

Ma allora dopo tutte queste semplici e banali considerazioni, possibile… dico… possibile che a nessuno venga in mente di cambiare le cose?

Basterebbe davvero poco, intanto dimensioni più grandi o porte a soffietto, appendi abiti sistematici, altezza medio bassa dei water o ricorso alle turche, un numero maggiore di bagni femminili rispetto ai maschili, oppure nessuna distinzione tra maschi e femmine; che diamine siamo adulti e se proprio vogliamo mantenere i vespasiani aperti per i nostalgici lo facciamo in luogo separato.

Infine i bagni per disabili sono un discorso ancora più delicato e importante; se da un lato ormai è obbligatoria la loro presenza è anche vero che questi bagni sono tutto fuorché utilizzati e utilizzabili dai disabili. Dovrebbero essere molto più puliti o igienizzabili ricordiamo le maniglie e il water molto alto prevedono appunto che ci si debba appoggiare a pieno.

All’estero sono comunemente presenti dei dispenser con salviette disinfettanti per pulire l’asse e la carta igienica è sempre presente, oltre che gli appoggi e appendi abiti, senza parlare dell’igiene nel suo insieme.

Non ditemi che è un problema di spesa, non è vero, è che da noi si fa così e nessuno pensa di fare in modo diverso. Ci vuole un disegno di legge anche per questo? Il buon senso e le novità in questo campo non possono bastare?

La fitoterapia cinese: un importante strumento antidolorifico

30/8/10

Catherine Bellwald La fitoterapia cinese: un importante strumento antidolorifico

Ho iniziato ad usare la fitoterapia cinese per trattare il dolore negli ultimi anni. Prima infatti mi incaponivo sul trattamento solo con l’agopuntura per ridurre al minimo l’assunzione di sostanze medicamentose, seppur naturali.

Il primo caso che mi ha fatto cambiare idea è stato quello di un paziente con una frattura di bacino a causa della quale non poteva spostarsi dal letto per eseguire trattamenti. Ho così iniziato a studiare le ricette più idonee per il mio paziente trovandone molte di antiche usate dai monaci shaolin per curare  i traumi conseguenti ai combattimenti.

Ho quindi scoperto che la fitoterapia si pone nei confronti del dolore nella stessa identica ottica dell’agopuntura: far circolare l’energia nel punto del dolore e in particolare muovere il sangue.

Nelle ricette inoltre sono presenti dei prodotti che servono a drenare i liquidi che a causa dell’infiammazione  si possono accumulare localmente e solo pochi prodotti hanno una azione antinfiammatoria nel senso di riduzione della risposta infiammatoria.

Ho iniziato  ad usare queste ricette sui  pazienti agofobici, che non sopportano neanche l’idea di essere trattati con l’agopuntura, piuttosto la morte!  Prima cercavo di convincerli che un ago non poteva in nessun modo nuocere loro ma con gli anni ho imparato che in questi  casi è  meglio  trovare un’altra soluzione.

Oggi  al paziente agofobico non impongo più gli aghi ma lo tratto con la tecnica delle miofibrolisi e con l’ausilio della fitoterapia cinese oltre che con esercizi mirati e, devo dire, i risultati sono più che validi. Uno dei paziente trattato in questo modo è stato il marito di una mia collega agopunturista; il suo dolore alla spalla era iniziato già da diversi mesi ma il paziente non aveva proprio voluto saperne di trattarsi con l’agopuntura. Aveva quindi eseguito una visita ortopedica con diagnosi di tendinopatia inserzionale e lesione della cuffia dei rotatori, per il quale aveva poi subito intervento artroscopico.

Il decorso post operatorio era stato molto doloroso e aveva dovuto, nonostante tutto, accettare di sottoporsi ad alcuni trattamenti di agopuntura a scopo antalgico per riuscire a dormire e affrontare con  più beneficio la riabilitazione. Ma, non appena  iniziato a stare meglio, i trattamenti sono ovviamente stati sospesi.  Permaneva comunque, anche dopo i canonici tre mesi dall’intervento un dolore notturno molto fastidioso, oltre che un limitato utilizzo funzionale, motivi per i quali aveva deciso di farsi operare.

Dopo un po’ di insistenza sono finalmente riuscita a prescrivergli una ricetta fitoterapica a scopo antidolorifico. Dopo una settimana il paziente riferiva di poter finalmente dormire bene di notte e di muoversi più liberamente, senza paura di sentire dolore, ma non ha voluto proseguire con la cura.

Dopo circa  8 mesi  lamentava la comparsa di dolore alla spalla controlaterale, eseguiva nuovamente visita ortopedica che suggeriva un intervento artroscopico da programmare con calma, per tendinopatia inserzionale in  assenza di lesioni conclamate.

Questa volta il paziente  mi ha subito contattato e ha iniziato a prendere il suo rimedio fitoterapico con continuità, risolvendo completamente il dolore notturno alle spalle e migliorando anche la sua condizione generale. Oggi riferisce  maggior stato di benessere e remissione della fastidiosa sindrome diarroica cronica inveterata. E’ entusiasta del risultato e alla recente visita ortopedica la sua condizione di benessere ha convinto anche il chirurgo a rinunciare all’intervento artroscopico anche se neanche un accenno è stato fatto da parte del paziente a proposito della terapia fitoterapica ancora in corso.

Da allora ogni paziente agofobico viene da me trattato con miofibrolisi, eventuale taping, esercizi di fisioterapia mirati e con l’aggiunta della ricetta fitoterapica antalgica che cerco di associare alla sua costituzione di base.

L’utilizzo della fitoterapia cinese in senso squisitamente antalgico  è utilissima in associazione all’agopuntura in quei numerosi pazienti che, abitando troppo lontani,  non possono eseguire trattamenti troppo ravvicinati  e nei pazienti particolarmente acuti o con gravi dolori cronici presenti da oltre 20-30 anni  che non possono o non desiderano assumere terapia antalgica tradizionale.

Infine offre uno strumento utile per mantenere gli effetti del trattamento durante la sospensione delle ferie e per quei pazienti ritardatari che  decidono di iniziare il trattamento a ridosso della partenza per le vacanze.

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L’agopuntura di oggi: un trattamento poco aggressivo

26/8/10

agji da agopunturaMi viene da sorridere pensando a  tanti anni fa, quando  il primo paziente mi diceva mentre lo trattavo con l’agopuntura:

“Ma dottoressa… lei si diverte!”

Aancora  professionalmente acerba, mi ricordo di non aver gradito la battuta e di aver risposto che avevo altri modi per divertirmi.

A distanza di quasi 10 anni capisco da cosa possa scaturire una simile affermazione, che ancora oggi si ripete frequentemente.

Proprio ieri un paziente mi diceva: “Quando prende gli aghi in mano le “sberlusigano” gli occhi!”.

In effetti a  me piace davvero  il mio lavoro e si presumo si veda chiaramente; gli aghi e gli strumenti della miofibrolisi sono la continuazione delle mie dita e le mie preziose e amate  armi per combattere il nemico numero uno: il dolore. A loro sono grata come a tutti gli insegnanti e maestri che ho avuto o che il mondo ha avuto affinché questa arte potesse arrivare fino a me.

Questo amore si vede e alcuni lo scambiano per sadismo ma si chiama in realtà intensità; è la stessa che proviamo quando si fa uno sport o un hobby che ci piace. La caccia,per esempio, avete mai visto un cacciatore non amare i sui fucili e non amare andare a caccia? Ecco è la stessa cosa,e lo stesso vale per altre passioni come lo sci o la vela. Ho potuto trasformare la mia passione nel mio lavoro e devo dire che questa è un grande fortuna perché riduce in modo assolutamente incredibile il carico e la fatica legati alla professione medica.

E’ anche molto interessante vedere come negli anni il mio modo di pungere sia via via diventato sempre più delicato e meno aggressivo. In particolare al rientro dal soggiorno e master in  Cina avevo imparato a pungere alla cinese. Prediligevo gli aghi grossi e lunghi, stimolazioni dirette sull’ago, l’utilizzo dell’elettroagopuntura e anche i sanguinamenti.

In Cina i pazienti anziani chiedevano espressamente ai medici di sentire l’effetto dell’ago in maniera forte. Un detto popolare presente anche da noi: più brucia e meglio è! Per un cinese essere punto da una dottoressa bionda metteva a disagio e dovevi in un certo modo dimostrare che sapevi maneggiare gli aghi con disinvoltura e grinta per essere accettata.

Tutti noi oggi sappiamo che non è affatto necessario che un disinfettante bruci per essere attivo sui germi e lo stesso vale per gli aghi. Anche in agopuntura abbiamo scoperto che  non è vero che più l’ago è grosso o più  è stimolato e più funziona, è una leggenda!  Oggi la produzione industriale degli aghi consente di avere a disposizione  aghi  monouso e sterili e soprattutto sempre più sottili.

Tenete conto che gli aghi che utilizzo oggi sono dalle 10 alle 20 volte più piccoli dei comuni aghi da prelievo ematologico. Certo con questi aghi non è possibile ottenere un  sanguinamento o esercitare una forte stimolazione diretta sull’ago, come non è possibile applicare gli elettrodi o pezzi di moxa perchè gli aghi non sopporterebbero il loro peso.

E’ però possibile utilizzare tecniche molto antiche di agopuntura dove solo la scelta di una specifica combinazione di punti costituisce l’anima del trattamento in assenza di qualunque altro strumento.  E’ sufficiente una bustina di aghi e niente altro. Niente fumo o odore di moxa che ti resta addosso a vita, niente sangue, niente fili o scariche elettriche. Un lavoro semplice, pulito e raffinato

Il mio maestro Dott Tan diceva ” per spegnere una lampadina potete romperla con un sasso  o molto elegantemente spegnere l’interruttore …. se sapete dove si trova!”

I giapponesi sono stati i primi a produrre questi aghi sottili e come sempre a raffinare il lavoro dei cinesi, ma oggi sono prodotti su larga scala e  basso costo anche in Cina dove stanno arrivando ma con un po’ di ritardo. Infatti loro sono rimasti ad un’agopuntura un po’ più grezza, ottenuta soprattutto dal recupero della fetta più superficiale della loro antica  tradizione millenaria che con la rivoluzione cinese ha rischiato di andare persa completamente.

L’agopuntura più occulta però si è salvata attraverso la trasmissione orale da padre a figlio come avveniva una volta e, non ci crederete, i migliori agopuntori cinesi e coreani oggi sono tutti residenti in America.

Non ho niente contro l’utilizzo dell’ agomoxa, dell’elettroagopuntura  e dei sanguinamenti; ho praticato queste tecniche per tanti anni ma dopo aver imparato a spegnere le lampadine con l’interruttore non posso più tornare in dietro! Con questa antica metodica si costruiscono dei trattamenti che, oltre che essere molto più tollerati sono anche esteticamente eleganti quasi come una composizione floreale o un piatto di sushi.

E se il dolore coinvolge la parte tendinomuscolare o osteoarticolare  aggiungo  la tecnica della miofibrolisi e l’applicazione di esercizi specifici e mirati.  Come ho esposto al convegno di agopuntura di Bologna  gli strumenti metallici della miofibrolisi ricalcano in modo sorprendente le diverse forme dei Guasha ancora usati nella medicina orientale popolare ma andati in disuso per la forte reazione infiammatoria della cute.

l vantaggi di questi nuovi strumenti sono innanzitutto di consentire la sterilità e la possibilità di eseguire un lavoro preciso e  specifico, capace di raggiungere i diversi tessuti anche quelli più profondi come le inserzioni periostiali dove spesso di annidano le tensioni più interne.

Anche la conoscenza sul movimento e delle leggi meccaniche di ogni singolo muscolo sono state sviscerate nell’ultimo secolo in modo preciso da numerosi fisioterapisti. Dal generico “non stia fermo ma muova pure la parte dolente” oggi si può aggiungere in modo preciso, quale esercizio è indicato e quale no e come farli nel modo più conveniente  con l’obiettivo di allungare o distendere un determinato distretto tendinomuscolare piuttosto che un altro.

Il massaggio, il movimento, la dieta e la fitoterapia erano da sempre incluse nelle arti mediche orientali, aggiungere nozioni precise sui componenti biochimici o muscolari piuttosto che utilizzare strumenti più sicuri dal punto di vista della sterilità ma anche della accettazione del paziente mi sembra un buon passo nella direzione giusta.

Ovvero unire e integrare le antiche conoscenze mediche orientali con le nuove  aquisizioni della medicina occidentale.

Usare l’agopuntura non significa essere non aggiornati sulle nuove scoperte in campo scientifico e neanche essere dei masochisti. Avete mai notato che nei i film  dove fanno vedere trattamenti di agopuntura i pazienti sono leteralmente ricoperti da aghi, oppure l’agopuntura è rilegata a un mondo magico e di occultismo?

L’agopuntura non è una fede e non è in grado di trascinare i pazienti verso la via della perdizione religiosa come sono convinti alcuni cristiani evangelisti.

L’agopuntura è una tecnica antichissima di medicina la cui applicazione moderna ne consente un utilizzo estremamente poco invasivo ed assolutamente sicuro e la cui efficacia ne permette una applicazione  molto più vasta di quanto non si pensi anche su casi impegnativi e presenti da lungo tempo.



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Allergia all’Ambrosia: come finire ko al rientro dalle ferie

23/8/10

Catherine Bellwald Allergia allAmbrosia: come finire ko al rientro dalle ferie

Ebbene si: tutti gli anni sono sempre di più i soggetti, in particolare i Lombardi, che al rientro dalle loro attese ferie estive si fanno mettere in ginocchio dalla famigerata Ambrosia.

Tutti gli anni ci cascano! Si, tutti gli anni pensano “forse ’stavolta mi risparmierà” e così facendo non si mettono al lavoro con il dovuto anticipo per limitare la fatidica allergia.

Dai dati regionali la stima di soggetti lombardi allergici all’Ambrosia è pari al 10% della popolazione e si ritiene che sia in continua crescita.

L’Ambrosia, a differenza delle altre piante potenzialmente allegeniche come il nocciolo, l’ontano, il frassino, le graminacee e l’artemisia, è considerata come infestante ovvero cresce in modo incontrollato e tende ad invadere sia campi incolti che coltivati.

Inoltre il suo polline è considerato uno dei più potentemente allergenici per le sue minuscole dimensioni che ne consentono l’inalazione in profondità da parte dell’uomo. L’ambrosia, infine, è capace di produrre un’elevata quantità di pollini e la sua concentrazione massima viene raggiunta tra metà agosto e metà settembre, quindi esattamente al rientro dalle ferie dei malcapitati soggetti allergici.

Oculoriniti e asma bronchiale sono le sintomatologie più comuni ed estremamente fastidiose che costano alla stato una crescente spesa e impegno sanitario da non sottovalutare.

La prima considerazione che viene da fare è che non bisogna aspettare agosto o settembre per urlare al pericolo e pensare a questo grave inconveniente con il dovuto anticipo.

Studiare per esempio come limitare la divulgazione della suddetta Ambrosia, incentivare i coltivatori e i proprietari di terreni al controllo della pianta infestante, lanciare sul territorio giardinieri e tagliaerbe in formazioni compatte antiambrosia e non solo  pensare a come costruire le aiuole fiorite più belle nel proprio comune di residenza.

Insomma, come al solito è a monte che si dovrebbero prendere decisioni serie e non solo con slogan pubblicitari sparsi  negli aeroporti o in altri luoghi pubblici per lavarsene le mani.

In condizioni climatiche ideali ovvero caldo, secco e vento, il polline potrebbe diventare davvero pericoloso per molti bambini e molti soggetti già allergici. Ma noi che possiamo fare?

Tutti gli individui allergici ai pollini e tutti i bambini più predisposti dovrebbero mettersi al riparo con un po’ di anticipo. Per i bambini è semplice: basta tenerli lontani dalla pianura fino alla seconda o terza settimana di settembre, il mare e la montagna sono per ora esenti da questa pianta infestante, quindi se avete bambini ad alto rischio  cercate di orientare le loro ferie in questo periodo. Per gli adulti il discorso è più complesso da organizzare ma ugualmente possibile.

Infine è possibile eseguire un lavoro di prevenzione dell’attacco allergico lavorando sul paziente sensibile attraverso un adeguato lavoro di desensibilizzazione da eseguire almeno tre mesi prima e meglio sei ,del contatto con l’allergene. Sono sempre più numerosi i prodotti omeopatici mirati e studiati a questo proposito. Infine è indispensabile lavorare sull’intestino che è da sempre conosciuto dalla medicina cinese come direttamente collegato con le vie respiratorie.

Sono  state riscontrate numerose allergie crociate tra alcuni cibi e molti pollini, in particolare sono frequenti per l’ambrosia le allergie crociate con alcuni frutti come la banana, il kiwi e  il melone. E da ormai tempo sappiamo che nell’intestino si trova la fonte primaria maggiore della modulazione delle risposte immunitarie.

Una dieta mirata all’allontanamento di tutti i possibili fattori irritanti per l’intestino, oltre che l’utilizzo di specifici probiotici è un lavoro raccomandabile. Infine anche la fitoterapia cinese può essere un valido strumento sia per limitare gli attacchi in fase acuta che per lavorare in prevenzione sulla sensibilizzazione dell’apparato respiratorio.

Questi lavori ovviamente non sostituiscono l’effetto del cortisonico e dell’antistaminico, che nell’attacco acuto di asma possono essere considerati come farmaci salvavita e devono quindi essere sempre tenuti a portata di mano, ma ne possono fortemente limitare l’utilizzo e il ricorso, riducendo i fastidiosi effetti collaterali di questi farmaci, come la ritenzione idrica e la riduzione delle difese immunitarie e l’osteoporosi per i cortisonici e l’aumento di appetito e la sonnolenza per gli antiistaminici.

I farmaci sono quindi armi utilissime ma meglio sarebbe poterne fare a meno lavorando e impegnandosi sulla riduzione della concentrazione crescente dei pollini di ambrosia sul territorio e intervenendo sull’individuo attraverso un lavoro di desensibilizzazione progressiva della risposta immunitaria proallergenica.

Si tratta in entrambi i casi di prendersi cura con largo anticipo del problema e non una corsa ai ripari dell’ultimo momento che, purtroppo, non vede, al di là dei comuni farmaci, molte altre valide e significative soluzioni.

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Ricette per mangiar sano: Tartare di tonno, mango e riso venere

13/8/10

Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: Tartare di tonno, mango e riso venereEcco un piatto facilissimo e di grande effetto soprattutto per l’aspetto estetico del contrasto tra il nero naturale del riso venere e il rosa del tonno crudo e il giallo carico del mango.

Per il riso venere, la cottura è quella semplice mediante bollitura o se preferite con il tradizionale metodo pilaf, è necessario però in entrambi i casi  avere l’accortezza di non servirlo troppo al dente e  saper aspettare il tempo di cottura corretto in quanto questo tipo di riso tende ad essere più compatto e meno morbido del riso bianco.

Come per quest’ultimo, è possibile servirlo a forma di cupola condendolo con un  pò di olio e bagnando una ciotola dalla forma da voi preferita; pressando il riso nella ciotola e rovesciandola otterrete una cupola di riso nero di grande effetto estetico ma anche dal gusto un po’ esotico e fuori dal comune.

Per il tonno crudo si raccomanda una selezione di quello a pinne gialle e se possibile della parte chiamata ventresca che corrisponde appunto al ventre del pesce ovvero alla sua parte più morbida e meno filamentosa, tipicamente usata per fare il sushi. Prendete il vostro tonno fresco e con un buon coltello affilato lo tagliate a piccolissimi pezzetini prima in un senso e poi in un altro. E’ assolutamente sconsigliato l’utilizzo di apparecchi sminuzzatori  perchè smenbrano le fibre muscolari alterandone il sapore.

Una volta sminuzzata o tagliata a pezzi grossi  la polpa del tonno, iniziamo a condirla con abbondante limone, olio d’oliva di buona qualità, sale e una spolverata di pepe nero macinato.

Il mango dovrà essere scelto maturo e non acerbo, come purtroppo fanno molti ristoranti; ricordate che la frutta acerba non è sempre un alimento idoneo. Per tagliarlo senza spappolarlo, essendo il frutto di solito filamentoso, consiglio il metodo che usano in oriente.

Per fare ciò è sufficiente tagliarlo per il lungo con due tagli rispettivamente ai  lati del nocciolo centrale, ottenendo due parti  uguali sulle quali con un buon coltello applicherete dei tagli profondi nella polpa del frutto ma senza arrivare a tagliare la buccia esterna, i tagli saranno verticali e orizzontali come per disegnare una griglia. Una volta eseguiti i tagli girate la parte di mango come se fosse un guanto,  la curvatura della buccia da convessa diventa concava e i cubetti di mango vengono messi in rilievo e diventano facilmente staccabili oltre che di bell’aspetto.

Disponete i cubetti di mango come più vi aggrada, anche lasciandoli a cupola sul loro naturale supporto dato dalla buccia del frutto e non dimenticate di condire anch’essi con un filo di olio e di sale.

Si possono poi applicare un gran numero di varianti, per esempio se vi piace il gusto del pesce crudo potete tagliare il tonno a pezzettoni grossi o usare  i gamberoni rossi siciliani crudi sgusciati; questi due ingredienti, se freschi, anche da soli nonché elegantemente disposti, sono sufficienti a garantire il successo del piatto.

Infatti  la presenza del mango non è affatto indispensabile così come la scelta del pesce può essere diversificata passando dal polipo ai gamberetti e in stagione invernale o in caso di fretta potete anche usare il salmone affumicato e decorarlo con fettine di arancio.

Il piatto si prepara molto velocemente ed è di buon auspicio per una splendida serata a lume di candela da gustare in buona compagnia, magari con un eccellente bicchiere di vino bianco per scaldare il tutto.

Buon Ferragosto!

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Sindrome da arto fantasma: la cura esiste!

10/8/10

Catherine Bellwald Sindrome da arto fantasma: la cura esiste!La sindrome da arto fantasma è la percezione fisica, molto spesso fastidiosa e dolorosa, di un segmento del corpo in seguito ad amputazione dello stesso.

Per lunghissimi anni in occidente i pazienti affetti da questa patologia, in particolare i reduci di guerra, sono stati considerati visionari e trattati con dosi massicce di farmaci antidepressivi e antipsicotici.

La triste ma reale somma algebrica era: alterazione della realtà uguale disturbo della personalità.

Sono dovuti passare anni, e descrizioni lucide e dettagliate  da parte degli sfortunati pazienti, prima di ammettere che una base scientifica all’origine di questo disturbo potesse esistere.

Ecco che oggi la cosa si spiega  con la presenza  nel cervello di uno  schema rappresentate l’intero corpo che non si modifica dopo l’avvenuta amputazione.

E’ come se  i nervi recisi andassero in tilt e continuassero a mandare  informazioni  in salita sul segmento amputato. Il più delle volte non si tratta solo della sensazione di avere ancora il segmento, ma di sensazioni esasperate (che in neurologia vengono descritte come disestesie) e che di solito sono la conseguenza di una nevralgia o infiammazione del nervo colpito.

Prurito, freddo, caldo, dita accavallate, dolore, sono di solito sensazioni sgradevoli ma soprattutto che non danno tregua. In un certo senso è come se il cervello fosse sopraffatto e invaso da queste informazioni fasulle in entrata. Non esiste farmaco  in grado di dare  sollievo a questo disturbo in modo permanente e soddisfacente. Meglio sarebbe dire che purtroppo sono moltissimi  i farmaci utilizzati in questo campo in modo del tutto sperimentale. La Marihuana è fra le sostanze più utilizzate, anche se in molti casi la dipendenza e le dosi inevitabilmente aumentano col tempo.

Anche in questo caso i medici le tentano tutte, pur consapevoli dei danni secondari di molte sostanze farmacologiche, e ancora  nessuno pensa al possibile utilizzo dell’agopuntura. Sono andata a cercare su Pubmed e sono in effetti pochi e poco significativi i lavori scientifici proposti a favore dell’utilizzo dell’agopuntura nella sindrome dell’arto fantasma (come per moltissimi altri disturbi, d’altronde).

Io stessa, fino a qualche mese fa, non avevo mai avuto modo di trattare nessun paziente affetto da questa patologia. Cionostante, quando un paziente mi ha chiesto telefonicamente se poteva funzionare, in modo impulsivo e senza avere dubbi ho risposto in modo affermativo. Questi anni di lavoro con la sola agopuntura mi hanno permesso di percepire, anche se talora in modo del tutto istintivo, le possibilità terapeutiche di questa antica disciplina.

Sul dolore in genere, e in particolare sul dolore nevralgico, l’applicazione dell’agopuntura è potentemente antalgica ed efficace; perché non dovrebbe esserlo anche sull’arto fantasma? Presa da entusiasmo ho subito telefonato al mio maestro, il Dott. Picozzi, che si occupa di agopuntura da oltre 20 anni ed è forse l’agopuntore Italiano  con più alta casistica di pazienti trattati. Anche lui mi ha detto di non avere mai trattato pazienti amputati e che ricordava solo il caso di un paziente, all’inizio della sua carriera, che per giunta si era sottoposto a pochissimi trattamenti.

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Sesso e stress non vanno insieme!

6/8/10

Catherine Bellwald Sesso e stress non vanno insieme!E già, lo sanno tutti gli uomini: avere pensieri per la testa può rendere difficile, se non impossibile, avere rapporti sessuali soddisfacenti. Per le donne è uguale: i pensieri riducono il desiderio e uccidono il piacere.

La cosa che non tutti sanno è che questa dissociazione tra sesso e stress si fonda su basi biochimiche oltre che squisitamente pratiche.

Lo stress incrementa  la produzione del cortisolo da parte del surrene; questo ormone determina una riduzione della produzione di testoterone. Inoltre, a lungo andare, produce una aumento della massa grassa e quindi nuovamente una riduzione del testoterone che viene sequestrato dagli adipociti e trasformato in estrogeno.

Il cortisolo è responsabile anche di una riduzione della massa magra, ovvero della quantità di muscolo, quindi anche della forza e della resistenza complessiva. Infine la ridotta attività sessuale generata dal ridotto desiderio o paura del fallimento abbassa ulteriormente la concentrazione e produzione di testoterone creando un classico  circolo vizioso.

La quantità di testosterone invece è sostenuta e  sostiene a sua volta un buon trofismo muscolare, facilita l’attività fisica, oltre a sostenere una sana e regolare attività sessuale e promuovere il relativo desiderio, fattori questi validi sia per gli uomini che per le donne.

Ma, come per tutto quello che che è biologico, il segreto sta nell’equilibrio tra queste due sostanze ormonali; cortisolo e testoterone. E’ impossibile alterare artificialmente una delle due senza interferire su tale equilibrio in senso negativo, generando  possibili scompigli ormonali anche gravi. Il cortisolo è necessario al corpo e consente il recupero dopo una intensa attività oltre che garantire la presenza di energia agli organi vitali.

L’equilibrio biochimico  di questi due ormoni, come di molti altri, è un delicatissimo e complicato meccanismo sul quale è difficile agire chimicamente dall’esterno. Quello che invece abbiamo compreso è che, modificando alcuni stili di vita, è possibile bilanciarlo e normalizzarlo in modo anche importante e senza rischi per la salute.

Il primo possibile accorgimento  parte da una corretta alimentazione. E’ risaputo infatti che digiuni prolungati, come l’abitudine molto frequente di saltare la prima colazione, aumentano il cortisolo. Eccedere nell’assunzione di alcolici è un altro modo per aumentare il cortisolo e certamente tutti gli uomini sapranno che non facilita affatto la prestazione sessuale. Le diete estreme prive di carboidrati sono infine un altro modo di  aumentare la produzione di cortisolo.

Dal punto di vista fisico, sforzi fisici severi o troppo prolungati sono infine un ulteriore sistema per aumentare il cortisolo e lo stesso vale per tensioni emotive collegate all’ansia da prestazione e ad importanti responsabilità in senso lato.

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La forza della folla: come prevenire il peggio!

2/8/10

Catherine Bellwald La forza della folla: come prevenire il peggio! La storia ci ha insegnato che la folla impaurita, esattamente come un branco di animali in fuga, non guarda in faccia a nessuno e dove passa crea morti e feriti: la stessa potenzialità di forza distruttrice che è presente nella natura e che si manifesta nei disastri ambientali.

Come nel 2010 questo ancora non si possa prevedere e prevenire non sembra possibile ma, purtroppo, accade.

Quello che di nuovo ci deve insegnare la recente e triste vicenda del Love Parade di Duisburg è che  dobbiamo imparare a gestire questa possibilità in tutte le occasioni dove una grande folla di persone si ritrova.

Ma non solo in senso logistico e architettonico come è ovvio pensare, ma anche in senso filosofico.

Quanta forza e potere non controllabili possono generarsi da un gruppo di persone che si lascia prendere da un emozione forte, paura, rabbia, ma anche  gioia e amore! E’ quindi lecito chiedersi  quanto sia possibile per alcune persone sfruttare questa forza.

Potremmo dire che un gran numero di reazioni emotive sono assolutamente prevedibili e insorgono in modo completamente meccanico. Se poi esistono da parte di alcuni individui conoscenze in merito al principio della comunicazione e delle emozioni è altresì possibile pensare che si possa generare consapevolmente il panico o la paura o anche altre emozioni, basta solo conoscere quali tasti premere per ottenere le reazioni richieste.

Questo è il meccanismo con il quale, purtroppo, molta pubblicità ma anche informazione mediatica viaggia sulla rete e sul cavo della televisione a nostra insaputa, ovvero può esistere una logica e una premeditazione ad ogni informazione che ci giunge, con l’obiettivo di generare una risposta comune.

La politica, ma anche grossi interessi economici, spesso si muovono mediante l’abile sfruttamento di queste leggi.

L’informazione e la politica di terrore per promuovere la vaccinazione contro l’influenza suina ad esempio, iniziata l’estate scorsa, ne è presumibilmente un esempio come molti  avevano già intuito. Il fatto che sia  finita in un silenzio di tomba, nessuno ne parli più, nessuna statistica sui non vaccinati e sui vaccinati venga pubblicata o pubblicizzata, elencando molto serenamente i pro e i contro della vaccinazione teoricamente tanto necessaria non lascia di certo pensare bene.

Non possiamo avere paura di ritrovarci in massa uniti a festeggiare, a proclamare la libertà dei nostri pensieri, o ascoltare un cantate.

Il desiderio di condivisione è sano anche se estremamente pericoloso.

Da un lato dobbiamo accrescere in previsioni e sistemi architettonici di gestione della situazione. Dall’altro dobbiamo lavorare sul singolo individuo, sulla sua stabilità emotiva fornendogli maggiori strumenti per essere sempre meno manipolabile e poter riconoscere  sul nascere i possibili pericoli e gli individui che invece di questa arte fanno il loro vanto.

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Grassi idrogenati: danni e pericoli.

26/7/10

Catherine Bellwald Grassi idrogenati: danni e pericoli.Tutti conoscono la fama del colesterolo, inteso come grasso pericoloso per il sistema circolatorio e quindi come fattore di rischio per le patologie cardiocircolatorie in genere.

Forse sono meno le persone in grado di sapere che esistono anche altri grassi estremamente pericolosi con una ridotta fama popolare, sono i grassi trans, detti anche grassi idrogenati.

In America, e in particolare  a New York, esiste una battaglia molto spinta per far eliminare dai ristoranti e dalle industrie alimentari questi nocivi e nuovi ingredienti. In termini semplici sono acidi grassi per lo più di origine vegetale che attraverso la cottura ad alte temperature o attraverso sistemi di lavorazione chimica vengono trattati mediante idrogenazione, modificano così la loro struttura chimica dalla quella naturale in “cis” a quella artificialmente prodotta in”trans”.

Grazie al metodo con il quale dagli inizi del xx secolo vengono prodotte numerose margarine di origine vegetale, si sono creati in questo modo grassi a basso costo che hanno invaso l’industria alimentare a macchia d’olio. Biscotti, merendine, focacce, pizzette, e quasi tutti i prodotti confezionati possono contenerli e tutte le fritture ne sono ricchissime. Pensate che le tanto amate patatine fritte ne contengono un quantitativo pari al 45% del loro peso. Esistono grassi trans naturali presenti per esempio nel latte vaccino e in alcuni vegetali ma il loro effetto biochimico dannoso non è neppure lontanamente paragonabile a quello delle forme trans ottenute chimicamente.

Pensate che l’Institute of Medicine of the National Academies of Sciences, (IOM) ha proposto per i grassi trans la tolleranza zero.

Questo significa che dovrebbero essere aboliti dalla produzione. Secondo numerosi ricercatori i grassi trans  sono responsabili di una rilevante alterazione sul metabolismo dei lipidi abbassano il colesterolo HDL e alzano quello LDL, aumentano  il numero degli adipociti ovvero delle cellule di tessuto adiposo, la produzione di radicali liberi, la produzione di insulina e riducono il metabolismo degli omega 3. Sono poi  molte altre le interferenze biochimiche e le implicazioni sui delicati sistemi interni, in particolare sul sistema ormonale e su quello immunitario.

In particolare, dal lavoro condotto dal biochimico Barry Sears, emerge che i grassi trans, allo stesso modo dei “fans” (farmaci antinfiammatori non steroidei) bloccano la produzione di alcuni ormoni detti eicosanoidi, deputati alla rigenerazione cellulare, alterando l’equilibrio tra quelli rigeneranti e quelli proinfiammatori deputati alla distruzione cellulare.  Ne consegue uno stato infiammatorio silente cronico.

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Come vivere serenamente la menopausa.

19/7/10

mestruo o non mestruo?Avere le mestruazioni o non averle?

Le donne passano la vita a lamentarsi delle mestruazioni perché arrivano al momento sbagliato, perché producono malesseri e stanchezza generale oltre che una instabilità emotiva, talora insonnia, dolori o stitichezza anche nei giorni precedenti e chi più ne ha più ne metta.

Poi quando non arrivano più, un altro disastro. Allora non ci si sente più donne perché non si mestrua più! E poi si ingrassa e aumentano i rischi di osteoporosi e di malattie cardiovascolari.

Partendo dall’inizio, la prima cosa interessante è che tutti parlano di menopausa alludendo a un  periodo, mentre questa è solo la data dell’ultima mestruazione esattamente come il menarca è la data della prima.

Durante il periodo prepuberale le ovaia, se stimolate, sono in grado di ovulare e l’utero di mestruare ma  è l’asse ipotalamo ipofisario ad essere ancora immaturo. Nella donna in post menopausa è il contrario; l’ipotalamo e l’ipofisi lavorano anche in eccesso nel tentativo di stimolare l’ovaio con un netto aumento dell’ormone follicolo stimolante detto FSH ma sono le ovaia che ormai non hanno più follicoli idonei a svilupparsi, non si ovula più e quindi non si produce gradualmente più ne estradiolo ne progesterone. E sono questi gli ormoni che gradualmente verrano a mancare nella loro funzione protettiva e organo trofica sui diversi tessuti organici.

La vita media di un ovaio in attività è di circa 35 anni, quindi quanto più precoce sarà il menarca quanto più precoce ci si aspetterebbe la menopausa, ma non è sempre così. L’età prevista per la menopausa è variabile e va dai 43 ai 52 anni, in media avviene tra i 48 e i 50 anni, ma ci sono anche  menopause precoci prima dei 40 anni e tardive che possono arrivare alla soglia dei 60 anni.

Menarca e menopausa sono momenti che danno avvio, rispettivamente, al ciclo ovulatorio regolare e alla sospensione di tale ciclo, ma in molti casi il passaggio non  è affatto così immediato. Possono volerci da 3 a  5 anni per stabilizzare la situazione. Il risultato saranno cicli assolutamente fuori controllo e senza nessuna regolarità caratterizzati da sbalzi ormonali il più delle volte accompagnati da fastidiosi disturbi fisici ed emotivi. Queste sono le fasce di età a maggior rischio di gravidanza indesiderata.

Nella premenopausa la caratteristica è la frequenza più o meno importante di cicli anovulatori, i follicoli si sviluppano ma non arrivano a completa maturazione ne consegue  una ridotta presenza di progesterone prodotto dal corpo luteo post ovulatorio.

Secondariamente avremo un iniziale leggero aumento dell’ormone FSH e  un contemporaneo relativo aumento  della quantità di estrogeni non compensata dal progesterone.

Vi siete persi? Scusate, era necessario.

In termini pratici che succede, mi chiederete voi. Di tutto rispondo io! Si veramente di tutto; i cicli possono accorciarsi o allungarsi in modo regolare  di qualche giorno oppure possono francamente accorciarsi e arrivare fino a presentarsi anche a soli 15 giorni uno dall’altro o allungarsi fino a 3 o 4 mesi o, in alcuni casi, anche fino a 6 o 8 mesi.

Il mestruo può restare invariato come quantità oppure ridursi o nel peggiore dei casi aumentare sia di quantità che di durata. Si può anche passare da cicli brevi a cicli lunghi.

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La vaginite cronica: un problema serio per molte donne

14/7/10

Catherine Bellwald La vaginite cronica: un problema serio per molte donneLa vaginite cronica o recidivante affligge davvero moltissime donne. Tuttavia la statistica non è facile da stimare anche perché molte sono le donne che nascondono il fenomeno.

In realtà, nella maggior parte dei casi, si tratta di un’alterazione della flora microbica vaginale e non di una vera e propria  infezione da agente esterno.

Si tratta cioè di un aumento di una specifica parte della popolazione microbica a sfavore della normale dominanza batterica protettiva. Ecco perché  molti parlano di vaginosi o di disbiosi vaginale o di alterazione del microclima vaginale.

Gli agenti microbici più comunemente implicati sono di solito miceti della famiglia della Candida Albicans e  batteri del ceppo Gardnerella Vaginalis e sono loro ad essere responsabili dei più comuni fastidi, quali il prurito o il bruciore. La caratteristica della Gardnerella è l’odore  che ricorda il pesce  marcio mentre la Candida può dare perdite che però possono essere presenti anche in quadri di leucorrea classici.

Purtroppo l’utilizzo di antibiotici e di antimicotici, soprattutto se ripetuto, oltre a favorire resistenze da parte dei microrganismi, può contribuire a destabilizzare ulteriormente la normale flora batterica vaginale, favorendo una cronicizzazione  della suddetta disbiosi.

Inoltre, nel caso della candidosi, esistono numerosi ceppi di candida non sensibili ai normali antimicotici e sono numerossissime le donne che hanno continue recidive di vaginiti nonostante il sistematico trattamento con antimicotici. Talora lo stato infiammatorio vaginale si riflette anche sulla vicina uretra con possibile  bruciore nella minzione. In alcuni casi si crea uno stato infiammatorio di base senza che si possa riscontrare un particolare agente microbico responsabile. Per molte donne un vero incubo dal quale non sanno come uscire.

Di nuovo, come per i disturbi parodontali e le gengiviti, il problema non deve essere esclusivamente circoscritto ai microorganismi presenti o non in vagina, ma è necessario guardare tutto il macrosistema del paziente. I micorganismi quali la candida e la garnerella abitano normalmente la vagina delle donne fertili ma  si moltiplicano in eccesso e del tutto indisturbati perché favoriti  da una particolare condizione predisponente.

Per la medicina cinese le alterazioni a carico dei genitali sono per lo più dovute a quadri di un calore umidita presenti nel fegato. Non è infatti un caso se queste pazienti soffrono frequentemente di cefalea o di arrossamento oculare. Possono inoltre essere presenti quadri di colite cronica o intolleranze alimentari, non sono di solito da considerare due problematiche separate, si dice in questi casi che il fegato attacca gli intestini.

Insomma il disturbo alla base è il medesimo ma poi si estrinseca in modo diverso, a seconda del tipo di costituzione della paziente. Ci sono pazienti con vaginiti ricorrenti e basta, e pazienti piu complesse con cefalea e cervicalgia, oppure con quadri associati di cistiti ricorrenti e intolleranze alimentari varie e multiple .

I sintomi della vaginite possono essere molto fastidiosi e anche arrivare ad essere dolorosi.

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Ricette per mangiar sano: zucchine alla greca e filetti di pesce alla sfiziosa

9/7/10

Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: zucchine alla greca e filetti di pesce alla sfiziosaIn estate i sapori devono essere freschi e sfiziosi per stimolare l’appetito che talora con il caldo tende a passare con l’inconveniente che poi a stomaco fuoco per chi soffre di cali pressori è più facile avere problemi. Inoltre la tentazione di far pranzo con un bel gelato è forte e  purtroppo questa abitudine è deleteria e non è affatto così sana come si crede anche con gelati artigianali.

Questo alimento è decisamente troppo dolce, le proteine del latte anche se ottime non sono sufficienti a renderlo un cibo equilibrato e rimane sempre troppo grasso e ricco oltre che decisamente nocivo per chi soffre di disturbi da umidità come le micosi, i dolori articolari o la cellulite tanto per fare tre esempi.

Le zucchine alla greca sono cucinate con il limone come anche le patate. In questa ricetta la particolarità sta nell’utilizzare la buccia del limone tagliata a listarelle sottili.

I limoni devono ovviamente essere non trattati  e la scorza deve essere ben pulita e separata dalla parte  bianca. Consiglio un pizzico di cipolla in pochissimo olio di oliva, poi si aggiungono le zucchine tagliate come volete voi, un pò di sale, di timo, e la scorza del limone. Si copre il tutto con coperchio e si lascia a fuoco basso.

L’impanatura per i filetti di pesce può essere fatta con olive tagiasche o capperi finemente tagliati e germe di grano e se volete, anche un po’ di pane, ma non è necessario. Si mettono quindi in una padella con un filo di olio di oliva e di sale e il gioco è fatto.

Adesso potete disporre nel piatto un filetto impanato all’oliva, un filetto impanato ai capperi, un pò di zucchine al limone, e magari due pomodori pachino o datterini con una foglia di basilico; il piatto sarà sfizioso perchè vario e gustoso, senza essere ne nocivo ne indigesto.

Buona appetito!


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Le scuse per non dimagrire

5/7/10

Catherine Bellwald Le scuse per non dimagrire“Ora sono troppo stanca e poi fa troppo freddo”…, oppure, “sono in vacanza  devo rilassarmi”….  o “devo proprio concentrami sul lavoro”.

Si, le scuse per non dimagrire sono davvero tante e variopinte.

Chi ha solo pochi chili di troppo si limita a dire ” va beh, ma non sto mica male, ho le mie forme, non voglio mica fare la fanatica a tutti costi perfetta e secca come un’aringa e poi basta che lo decido e li perdo subito ’sti chiletti di troppo”.

Chi ha davvero tanti chili di troppo invece ragiona diversamente, ma sempre in modo non utile: ” perchè  sacrificare tempo e soffrire per niente,  comunque resto grassa, tanto vale godersela”.

Due tipologie  diverse ma entrambe usano degli ammortizzatori, delle scuse  per non mangiare con cura e non mettersi in forma.

Ogni anno  in media tutti gli adulti mettono su da uno a due chili circa, e così facendo sono ogni anni sempre più grassi e fuori forma: un fenomeno presente soprattutto negli ultraquarantenni. Sono davvero pochi gli over quaranta che si tengono e fanno attenzione a ciò che mangiano e bevono.

A meno che non lavorino nel mondo dello spettacolo, dove l’apparire è davvero la prima cosa importante. E il confronto con persone fisicamente perfette è lo stimolo per stare attenti. E’ la motivazione infatti l’ingrediente fondamentale per stare in forma.

Se il marito o la moglie non ci rivolgono più attenzioni e tanto meno complimenti, se intorno a noi ci sono solo donne o uomini anche peggio e molto peggio di noi. Se ci sentiamo un po’ depressi e poco stimolati dalla vita, o magari se siamo troppo impegnati a pensare al lavoro e ai figli, tanto da non pensare mai a noi.

Si è la mente la prima a decidere che questa è una cosa importante; senza questa decisione o partenza nessuna dieta avrà mai la possibilità di modificare alcun che perché sarà interrotta anzitempo. in media dopo la terza settimana.

Come procurarsi le motivazioni giuste per mantenere un’attenzione costante e duratura sia sul cibo che sull’attività sportiva?

La prima cosa da pensare è che non c’è tempo da perdere se abbiamo dai trenta ai quarant’anni; dobbiamo pensare che questo periodo è il fiore della nostra esistenza e dobbiamo stare al meglio ora.

Innanzi tutto non è affatto detto che venga una prossima estate, non voglio portare sfiga! Ma veramente del domani non c’è certezza.

Di solito si utilizza la frase:” Si vive una volta sola” solo come una scusa per non fare sacrifici. Già ma si dura pure poco! E questo è l’unico corpo che abbiamo,  non ne esiste uno di scorta o pezzi di ricambio. Perciò teniamoli d’acconto ora.

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Educazione sessuale ai ragazzi: prima aggiorniamoci noi.

30/6/10

Educazione Sessuale LowInvece di parlare di cavoli e cicogne, oppure altre improbabili metafore, perchè ai ragazzi non si dicono le cose come stanno?

Due giovani di sesso opposto, una volta raggiunta una certa maturazione sessuale, si attraggono reciprocamente per cause ormonali, una comune reazione biochimica. Ovviamente questo è solo un aspetto ma è sicuramente il più concreto; per il resto, ovvero le varie visioni e concezioni, lasciamo ad ognuno la libertà di fare e pensare come meglio crede.

Limitiamoci ai fatti: una volta raggiunta la pubertà, cosa che in media avviene tra gli 11 e i 16 anni, i giovani sono in grado di procreare ovvero di concepire figli attraverso un rapporto sessuale. Se un evento del genere nel passato poteva essere considerato normale, oggi non è più accettabile; a quell’età si è troppo giovani infatti e, non a caso, è considerato reato il rapporto sessuale con persone di 14 anni, anche se consenzienti, mentre film particolarmente violenti, o con scene sessuali troppo esplicite, sono comunemente vietati ai minori di tale età.

Un età da tutti considerata critica, che segna il passaggio fisico da bambini ad adulti (emotivo e psiche, di solito, si strutturano successivamente). In questo particolare periodo della vita,  la tempesta ormonale influenza fortemente la psiche che, il più delle volte, si trova impreparata a gestire la situazione. Vivere la pubertà oggi non è affatto più semplice che ai nostri tempi, i giovani sembrano  più disinibiti e tranquilli nei confronti del sesso ma sono molto spesso ignoranti e spaventati tanto, se non più, di quanto non lo fossero i ragazzi ben oltre 25 anni fa.

Magari fare sesso orale a scuola per fare vedere alle compagne che si è in gamba e all’altezza è un fenomeno recente ma i giovani di oggi hanno altre paure; di innamorarsi, di lasciarsi andare alle emozioni o di soffrire e vivono una sessualità più cinica, più calcolatrice, talora anche più mercenaria, che spesso non consente loro di scoprire veramente cosa significhino i sensi e la ricerca di quella espansione coscenziale cui il piacere può condurre.

Se ai ragazzi una volta si diceva “lo devi fare solo con la persona con la quale ti vuoi impegnare seriamente”, oggi si dice “non ti devi impegnare con il primo  con cui vai a letto”. I ragazzi, ovviamente, eseguono alla lettera. Sono entrambe raccomandazioni assurde, ma nessuno che dica loro quanto sia importante ascoltare se con una persona si riesce ad essere se stessi, se esistono una comunicazione e un intesa profonda che dal fisico passa al mentale e all’emotivo oppure se è solo uno sfogo o peggio un abitudine o una posa o un bisogno di mostrarsi agli altri.

Ma passiamo alla prevenzione delle malattie e delle gravidanze.

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Lasciarsi andare

25/6/10

Catherine Bellwald Lasciarsi andareL’estate, e in particolare le vacanze estive, per molte persone rappresentano un’occasione per lasciarsi andare, ma non nel senso positivo del termine.

In Italiano  e anche in Francese “lasciarsi andare” ha una connotazine anche positiva, intesa come abbandonarsi a  e  concedersi  uno spazio vuoto e senza pensieri. No, non parlo di quel lasciarsi andare, parlo del senso di trascurare se stessi con la fantastica scusa che è più comodo così!

E’ qualcosa che colpisce uomini e donne nello stesso modo, è la possibilità per gli uomini di girare in casa con boxer e canottiere oscene con ai piedi delle ciabatte terribili. Per le donne è la possibilità di indossare grembiuli e ciabatte  oltre che, ovviamente, un intimo inguardabile senza un velo di trucco e senza sistemare i capelli perchè “il phon fa caldo”.  Il caldo e la vacanze sono scuse  per essere ancora più sciatti.

Cosa costa cercare un abito leggero e facile da lavare e una calzatura comoda ma allo stesso tempo gradevoli? Inoltre un velo di trucco e un aggiustata ai capelli non sono affatto incompatibili con il caldo… anzi,  possono essere un’occasione per avere maggior attenzione per i piedi e le gambe che sono sempre all’aperto e in bella vista.

Anche un semplicissimo e umilissimo pareo con infradito colorati sono strumenti sufficienti per rendere una donna elegante con niente. I capelli raccolti con qualche pinzetta, uno smalto sfizioso sui piedi  e un tocco di trucco agli occhi e alle labbra, un pò di profumo adatto alla stagione e  il gioco è fatto.  Niente di più facile e, soprattutto, di gradevole alla vista e all’olfatto.

Sono cresciuta con un padre che mi faceva ascolare la  famosa canzone di Aznavour “tu te lasse aller” e una madre che mi ha sempre dato il buon esempio, presentandosi in modo elegante e attraente in ogni occasione e non solo per uscire con gli amici. Lei era sempre a posto senza eccessi con il semplice, sempre caro e mai troppo, buon gusto.

E questo modo di fare lo aveva anche con la casa e con il suo modo di preparare da mangiare; niente, mai niente era buttato li; un pollo arrosto anche precotto, insieme alla sua insalata, veniva comunque servito con grazia e sembrava sempre di essere al Riz.

Un grande insegnamento che solo oggi apprezzo per il suo reale valore e mi rendo conto di quanto sia stato importante   per la mia crescita e per la formazione della mio carattere.

Mi sono  permessa di presentarvi la canzone di Aznavour dal titolo assolutamente non casuale di “tu te laisse aller” .  La lingua francese cantata magari non è facile da capire, ma merita di essere ascoltata. In questa versione inoltre esiste un preambolo in inglese per facilitare la comprensione del testo.  E’ la storia di uno uomo che dopo cinque anni di matrimonio non riconosce più la moglie che ha sposato, la paragona a sua madre, totalmente  incapace di  ispirare amore, calze molli, bigodini in testa, inguardabile e insopportabile.

La invita a riprendere il suo posto… un pò di sport per dimagrire, un sorriso sulle labbra, un pò di trucco e di tempo davanti allo specchio ma soprattutto a lasciarsi  nuovamente andare sul suo petto…ritornando ad essere la piccola ragazza che era.  Il testo e la canzone non so perchè mi commuovono sempre un pò .


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L’estate… ma chi l’ha vista?

21/6/10

Catherine Bellwald Lestate... ma chi lha vista?Oggi è il solstizio di estate e per il calendario solare occidentale corrisponde al primo giorno dell’estate. Il 21 Giugno è la giornata più lunga  dell’anno e da domani in poi le giornate  inizieranno ad accorciarsi sempre più.

Per il calendario solare cinese l’inizio dell’estate si chiama Li Xia e coincide con il 5 o 6 Maggio, mentre  il 21 Giugno corrisponde  al culmine di tutto il periodo estivo ovvero alla massima espressione dell’elemento Fuoco.

Nel calendario lunare cinese il mese di Giugno è rappresentato sempre dal tronco terrestre  dell’ elemento Fuoco yang o Wu, detto anche mese del Cavallo.

La cosa che non tutti invece sanno è che nel calendario lunare cinese i tronchi terrestri che rappresentano i cinque elementi si associano a rotazione con i rami celesti formando delle coppie di elementi. E questo vale per gli anni, i mesi e le ore.  Quest’anno il mese di Giugno ovvero del Fuoco yang si associa al ramo celeste dell’Acqua yang o Ren.

E alla faccia dell’Acqua yang mi son detta!

Si dice che l’Acqua controlla il Fuoco, ovvero che l’Acqua è in contrasto con il Fuoco, e se i due elementi sono di forza opposta il Fuoco potrà essere indebolito. Mai visto in effetti un Giugno freddo come questo e con così tanta acqua. Non si tratta di temporali ma di pioggie molto lunghe e torrenziali che hanno raffreddato e abbassato la media della temperatura stagionale di parecchi gradi.

Se per il calendario cinese la metà del periodo estivo è già trascorsa, è presumibile che, anche se il clima si assesterà da qui ad agosto, il calore complessivo di questa estate potrebbe risultare ridotto. E se la terra non si asciuga e scalda in estate, certamente sarà più bagnata e fredda per il resto dell’anno.

Il nostro corpo si comporterà nello stesso modo; è quindi raccomandabile  esporsi il più possibile al sole quando presente evitando l’uso sconsiderato dell’aria condizionata al minimo calore.

Se da un lato è vero che ormai viviamo più al chiuso, in ambienti riscaldati in inverno e condizionati in estate è altresì vero che il corpo dovrebbe adattarsi al clima esterno e seguirne le  influenze cicliche.

Ho trovato sorprendente la coincidenza del calendario lunare cinese e dei suoi elementi. Così come è singolare che quest’anno oltre che essere  come tutti sanno l’anno della Tigre,  che è Legno yang, si accoppi con il tronco celeste  del Metallo yang o Geng. Due elementi di nuovo in contrasto, infatti si dice che il metallo controlla il legno.

Il controllo non è da considerare solo al negativo in quanto modera la forza di un elemento rispetto agli altri, il Fuoco controlla il Metallo, l’elemento Metallo può essere forgiato per diventare una lama o uno strumento perfetto. Il Legno controlla la Terra e anche qui la presenza del Legno stabilizza la Terra rendendola più forte.  E’ quando il controllo diventa troppo forte che l’equilibrio si perde.

E’ un fenomeno dinamico simile alla legge dello Yin e dello Yang; ogni elemento è in relazione con gli altri quattro  attraverso leggi precise, un elemento nutre un altro, un elemento si nutre di lui, un elemento lo controlla e infine un elemento è da lui controllato. E’ la perfetta armonia dei cinque elementi tra di loro a fornire equilibrio, la debolezza o la forza di uno altera e modifica gli altri quattro, ma in realtà è sempre verso l’equilibrio che tutti gli elementi si muovono.

Insomma: dopo il giorno segue la notte. Dopo la primavera segue l’estate. Dopo anni e mesi dominati da un elemento debole o indebolito ne seguiranno altri dominati da un elemento ben nutrito e forte. Ecco perchè sarà forse un anno duro per l’economia mondiale e un’estate particolarmente fredda, ma sono solo cicli che passano e che possono mettere alla prova la nostra furbizia, elasticità mentale e capacità di adattarci.

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Un bellissimo brano che si intitola come me…

11/6/10

Permettetemi di proporre “Catherine”, di Don Ross, nella splendida esecuzione di Antoine Dufour e Tommy Gauthier, due musicisti di una raffinatezza estrema!

Buona visione con Catherine!

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Ricette per mangiar sano: varianti della Ratatouille

9/6/10

Catherine Bellwald Ricette per mangiar sano: varianti della RatatouilleAvete visto il film Ratatouille della Pixar? Delizioso e fatto benissimo, per giunta ambientato nella mitica Parigi, città che adoro e che sento molto vicina a me. La ratatouille è un piatto vegetariano del sud della francia, a base di zucchine, melanzane e peperoni, aromatizzato da abbondanti spezie e profumi come il timo, l’origano, il basilico, cipolla e aglio.

Una sorta di spezzattino di verdure. Questo piatto puo essere usato come un antipasto o come un contorno o come un condimento di piatti semplici quali riso bianco o couscous.

E’ un piatto fresco ed estivo che può,  se cucinato ad arte, risvegliare i sapori del mediterraneo senza appesantire lo stomaco e la digestione.  Infatti il peperone, la cipolla e l’aglio possono anche essere eliminati o aggiunti a dosi ridotte a seconda dei gusti e delle abitudini e la cottura delle diverse verdure puo essere eseguita in modo da renderle piu’  digeribili, limitando al minimo l’utilizzo di grassi  e anche i tempi di preparazione.

Consiglio per i soggetti piu delicati di sbucciare la melanzana e di evitare il peperone, la cipolla e l’aglio abbondando invece di basilico, timo e origano. La cottura potra essere accelerata e alleggerita dall’utilizzo della vaporiera, con la quale è possibile cuocere separatamente zucchine,  melanzane e pomodori.

Le zucchine sono verdure a bassissimo contenuto calorico e molto digeribili, conosciute sin dall’antichità per favorire il sonno proprio perchè non apesantiscono la digestione. Le melanzane sono originarie dell’India e già in epoca preistorica venivano coltivate e utilizzate in Cina e in Asia. Questa verdura è arrivata in Europa, in particolare in Andalusia, attraverso i primi viaggi in Oriente. Nella dietetica cinese la melanzana e considerata rinfrescante per la sua capacità abbastanza unica di far circolare e muovere il sangue.

Per questo il suo utilizzo viene indicato per esempio nelle dismenorree ovvero nei dolori perimestruali, considerati nella MTC come disturbi da cattiva circolazione sanguigna ma anche nei dolori in genere, dove appunto la limitata circolazione sanguigna ed energetica causata dal dolore, produce ulteriore dolore secondario.

Le verdure cosìi preparate, alle quali potete anche aggiungere le patate, sopratutto se intendete farne un piatto completo e se non avete problemi di sovrapeso, si buttano in padella per finire la cottura con un filo di olio di oliva e con i diversi profumi; se  lo gradite potete aggiungere un pizzico di pomodoro in conserva o di pomodoro concentrato  e anche di peperoncino.

La ricetta originale prevede di mantenere le verdure  al dente ovvero tenendole belle sode e separate tra di loro. Potrete magari tagliare  le verdure a rondelle e disporle  elegantemente  una vicina all’altra. Se usate le melanzane e le zucchine  rotonde è possibile  fare delle singole porzioni composte da  fette di melanzane e zucchine sovrapposte e decorate con pomodoro e una bella foglia di basilico.

Oppure potete fare una cottura piu protratta, ottenendo verdure piu sfatte che si mischiano maggiormente tra di loro fino a formare anche un composto denso piu simile a un sugo o a un condimento. Questa cottura piu decisa  può non dispiacere se la si usa sul riso o  sul couscous. Anche questo è un fatto di gusto personale oltre che di estetica.

Consiglio comunque sempre di decorare il piatto con olio a crudo e basilico fresco in foglie.

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Stampelle: istruzioni per l’uso

7/6/10

non cosìLe stampelle sono chiamate anche canadesi ma scordatevelo; non si tratta di due giovanotti biondi e alti! Sono gli ausili più usati in caso di trauma a un arto inferiore. L’appoggio delle mani sull’impugnatura e il sostegno dei gomiti consentono di fare forza in modo sufficiente anche per scaricare completamente un arto dal suo peso.

Ma attenzione: non sono così facili da usare anzi direi che è molto facile usarle in modo scorretto, il ritmo del passo deve essere totalmente coordinato e ben organizzato mentalmente.

In caso contrario  questo ausilio può anche essere uno strumento potenzialmente pericoloso per spalle, gomiti, polsi ma anche ginocchia e rachide e per cadere ovviamente! Insomma un vero disastro; eppure ci si preoccupa ancora poco di insegnare il loro corretto utilizzo.

Quindi la prima raccomandazione è  quella che, se dovete usarle in ambiente domestico per un trauma minore come una distorsione, se potete non esitate e fatevi insegnare da un fisioterapista le basi del loro corretto utilizzo, è sufficiente una mezzo’ora  di training per imparare.  E poi come con la bici,  non si scorda più! In particolare è necessario capire come scaricare il peso sul piano e soprattutto il modo di usarle per salire e scendere le scale.

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La Cellulite, non prendiamoci per il culo!

2/6/10

cellulite addioSuccede molto spesso che ci si ricorda della odiosa cellulite quando si avvicina l’estate. Succede lo stesso anche con il seno; una mia conoscente senologa, mi riferisce  un netto aumento di visite senologiche con l’avvicinarsi dell’estate, come se le donne si accorgessero di avere un seno solo prima dell’estate!

le cellulite non ha bisogno di presentazioni è conosciuta da tutte le donne, ma alcune costituzionalmente sono più soggette e impattano con questo inestetismo sin da giovanissime.   Tutte le donne sanno  che la cellulite non cala con il peso, esistono donne magrissime con quadri severi di cellulite e donne in deciso sovrappeso senza un ombra di cellulite.

Per la medicina cinese la cellulite è un accumulo di freddo-umidità creata e  che crea a sua volta una cattiva circolazione sanguigna e energetica; come ho già più volte affermato l’umidità è certamente un patogeno insidioso, difficile da mandare via, per il quale  è necessario asciugare e scaldare,  un pò come si fa con l’umidità presente in una casa.

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  • L'agopuntura di oggi: un trattamento poco aggressivo

    Mi viene da sorridere pensando a  tanti anni fa, quando  il primo paziente mi diceva mentre lo trattavo con l'agopuntura: "Ma dottoressa... lei si diverte!" Aancora  professionalmente acerba, mi ricordo di non aver gradito la battuta e di aver risposto che avevo altri modi per divertirmi.
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