La mancanza di fiducia e di libertà: la peggior medicina
20 Maggio, 2020

Asintomatico o sano?

Di questi tempi si fa un gran parlare di asintomatici, intesi come persone apparentemente sane, che potrebbero veicolare un infezione a trasmissione respiratoria, in maniera del tutto inconsapevole. Invece la parola in sé significa in senso medico: assenza di sintomi clinici, punto!

Da sempre sappiamo che le infezioni quasi tutte hanno un tempo di incubazione, che possiamo considerare come una finestra di “falsa salute” prima che compaiano i sintomi veri e propri dell’infezione e della malattia considerata.

Il rischio di essere un cosiddetto portatore sano è quello che oggi fa discutere tutti nel desiderio di evitare il diffondersi senza ostacoli del malefico Covid e una riattivazione della sua aggressività. Leggevo pochi giorni fa questa polemica “sono sano e non asintomatico“. Giusto o sbagliato?

E’ giusto affermare che sono forse sano fino a prova contraria? E’ un atteggiamento che vedo sempre nei pazienti anche con patologie croniche, quel non accorgersi dell’avanzare di un problema fino a quando non è ormai grave, figuriamoci di una patologia acuta come quella infettiva.

Secondo la medicina cinese, le cure nello specifico, cure dietetiche, indicazioni motorie e trattamenti energetici sono da fare prima che il paziente si ammali e avrebbero appunto lo scopo di non farlo ammalare. Si ritiene che il cosiddetto sano non esista; la fragilità, il punto debole della catena esiste in tutti e la cura sta nel fortificarlo affinché non ci si ammali.

E’ questo il momento: è importante lavorare sulla prevenzione quella vera, l’alimentazione equilibrata non per tutti uguale ma diversificata a seconda delle necessità, l’evitamento di farmaci appena possibile sostituendo i trattamenti chimici con una presa in carico. L’agopuntura è solo uno dei tanti sistemi afarmacologici capaci di trattare problematiche specifiche. E poi lo yoga o il Tai Chi, la meditazione, il pranayama, i bagni di sole e la natura, il mare, i tramonti, il contatto con il nostro sé interiore. Quell’evitare non solo di mettersi nei guai rinunciando non per paura ma consapevolmente a tutto quello che può nuocerci, in primis ai pensieri ricorrenti di un futuro terribile ma anche alle discussioni inutili che siano verbali o su una chat per avere ragione ovvero per nutrire un falso bisogno dell’ego.

L’equilibrio emotivo e mentale si conquista solo attraverso un lavoro di tipo evolutivo, l’emotivo e il mentale inferiore sono come bambini capricciosi e pieni di rancore e di bisogni insoddisfatti, devono crescere per diventare adulti e tocca a noi renderlo possibile. La salute emotiva e mentale è ancora più importante della salute fisica; mai come in questo momento storico l’ho vista vacillare anche nelle persone più strutturate. Ricordiamoci che studiare sui libri non è esattamente la stessa cosa che leggere qua e là articoli sui social anzi direi che incredibilmente, la prima ci ancora e ci stabilizza al nostro sé profondo e la seconda ci destabilizza e ci fa arrabbiare nei confronti di eventi assurdi e senza senso alcuno che non si capisce perchè molti amano condividere.

Ricordiamoci che meno siamo armonici e più saremo esposti ad ammalarci come per il raffreddore anche per altre patologie ovviamente. Questo non significa che attuare tutte queste attenzioni possa essere sufficiente a non ammalarci, mi raccomando cerchiamo di essere realisti. Come con il virus dell’influenza quando la carica virale con la quale entriamo in contatto è troppo forte oppure troppo prolungata nel tempo, anche tutti i nostri sforzi potrebbero essere vani. Mi piace definirlo come un evento esterno, qualcosa che non sempre possiamo evitare. Certo che se corriamo in macchina a 250 Km all’ora e magari dopo aver bevuto, sarà più facile incorrere in un incidente stradale ma anche andando a 60 Km all’ora e belli attenti, non possiamo prevedere in nessun modo di incappare nel pirata della strada di turno.

La vita è questa, detto ciò non siamo autorizzati a bere e andare in strada come dei matti tanto non dipende da noi, quindi a ognuno il suo buon senso e nello stesso tempo quella dose di salutare senso di mortalità che mai dovremmo dimenticare. E che se riusciamo a vivere nel modo giusto, non ci impedirà di viver come invece fa la paura atavica ma al contrario ci consentirà di gustare ogni piccolo e singolo dettaglio della nostra vita come se fosse l’ultimo, ovvero con enorme gratitudine.

infine ricordiamoci sempre che anche i test siano essi tamponi orofaringei ( atti a rilevare frammenti di RNA virale) che i test sierologici (per cercare la presenza di anticorpi specifici) ci danno una fotografia di singoli aspetti e che se considerati senza guardare la persona nel suo insieme come sempre deve fare una valutazione medica che si rispetti, rischiano di portarci fuori strada. Mai affidarsi solo ai test.

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