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Infezioni virali ad elevato rischio: come fare prevenzione

Si parla molto di influenza e di come fare prevenzione, ormai tutti sanno che si tratta di un infezione da parte di microrganismi particolari chiamati virus che a differenza dei comuni batteri non rispondono agli antibiotici.

A cavallo di Gennaio periodicamente è atteso il cosiddetto picco di infezione influenzale. Nella maggior parte dei casi si formano nei centri più abitati delle aree chiamate focolai epidemici.

Solo in rarissime condizioni il virus contamina senza controllo tutto il territorio a macchia d’olio in questi casi, grazie al cielo rari, si parla di pandemia e di solito questo avviene con la comparsa di un virus definito altamente virulento.

Questi virus altamente virulenti nascono da delle mutazioni genetiche e questo è stato osservato da sempre legato alla alta velocità della loro riproduzione e alle loro caratteristiche di adattabilità in molti tratti simili alle cellule tumorali. I virus infatti  si adattano e si modificano a velocità sorprendente pur di sopravvivere e sfuggire al sistema immunitario che di solito li riconosce subito al loro ingresso nel corpo.

Dalle recenti notizie comparse sulle testate giornalistiche sembra essere stato identificato un nuovo virus proveniente dalla Cina definito ancora con la parola “misterioso” che in questo caso è particolarmente temuto e definito ad alto rischio di contagio. Gli Istituti di Sanità e prevenzione sono stati allertati.

Come altri virus definiti ad alto rischio e mappati geneticamente  e recentemente introdotti nei vaccini antinfluenzali a scopo preventivo si tratta di un virus con un “genoma diverso” che in questo caso si suppone origini da una mutazione di virus che colpiva inizialmente solo animali. Ecco che la virulenza di questo nuovissimo virus è spiegata dal fatto che ancora non è riconosciuto dal sistema immunitario umano anche se vaccinato e quindi potenzialmente aggressivo e capace di causare polmoniti anche estese.

Non si tratta ovviamente del primo caso di questo genere, i virus che colpiscono solo gli animali diventano capaci di contagiare un uomo e successivamente il contagio magari avvenuto per contatto diretto con l’animale malato diventa un comune e classico contagio per via aerea attraverso un’altra mutazione. Ecco che  il virus nuovo diventa capace di passare da un essere umano ad un altro. Questo passaggio come avrete capito è temuto da tutti gli epidemiologi e virologi del pianeta. Di solito il virus muta ancora successivamente diventando meno aggressivo e il suo focolaio di contagio viene così circoscritto e si estingue da solo. E’ comunque fondamentale che tutti noi si partecipi in maniera responsabile e non individualista al contenimento per quanto possibile di un possibile contagio qualunque esso sia. Recentemente ho riletto la Peste di Camus già letto sui banchi di scuola e l’ho trovato ancora oggi un testo attuale e molto significativo sul comportamento umano di fronte a situazioni di contagio.

Ecco i classici errori comportamentali. Il primo è la negazione del possibile pericolo e gravitàè solo un raffreddore” oppure “non sto bene ma sono vaccinato“. Vero per il portatore e per quel momento, ma non sempre per gli altri; magari, su altri pazienti più defedati perchè stanno facendo un ciclo di cure magari chemioterapiche, oppure si sono recentemente ammalate di bronchite e sono per questo più fragili, il virus diventa piu aggressivo e debilitante.

Il secondo è la difficoltà di mollare  quello che stiamo facendo per andare a casa una volta identificato che non stiamo bene e forse stiamo covando un’influenza. Ci comportiamo come se tutti stessimo salvando vite umane su un tavolo operatorio senza sostituti possibili. Preferiamo andare in ufficio in treno magari contagiando l’intero vagone e l’intero ufficio con un’ultima giornata di sacrificio totalmente inutile e assolutamente non richiesto da nessuno.

Non per ultimo di importanza un classico errore è la necessità di avere la conferma del rialzo febbrile, in assenza di una febbre vera e propria, almeno sopra 37,5° e talora anche 38°, ci sentiamo autorizzati a fare il nostro sacro e santo dovere e non mollare per nessuna ragione al mondo. La febbre secondo la medicina Cinese dipende dalla reazione energetica del corpo;  nei bambini può essere vistosamente forte e può passare anche in 12 ore portando il bambino a una remissione completa. In molti adulti è possibile che il rialzo febbrile possa comparire solo tardivamente oppure che resti leggera. In alcuni casi anche il periodo di incubazione dell’infezione virale è particolarmente lungo oltre che contaggioso e questo può essere un fenomeno di virulenza del virus.

Quello che possiamo fare è non dare niente per scontato e ascoltarci

Ai primi sintomi iniziali anche senza febbre il comportamento dovrebbe essere quello di vera una tutela del prossimo; andare a casa il più in fretta possibile. In caso di dubbio oppure lungo il tragitto è raccomandabile indossare una mascherina, non baciare nessuno, non stringere la mano, non avvicinarsi troppo alle altre persone (soprattutto se ricoverate in strutture sanitarie o già malate), lavarsi spesso le mani e se possibile disinfettarle insieme a naso e gola con oli essenziali. Una volta a casa non bere dallo stesso bicchiere dei famigliari e magari dormire separati per una notte: se il giorno dopo stiamo bene sarà stato uno sforzo inutile ma se il giorno successivo la sensazione di malessere peggiora dobbiamo restare a casa fino a completa guarigione senza fare gli eroi. Non è necessario essere ansiosi ma solo attenti e quando il malessere è riconoscibile non attendere.

Non siamo schiavi, non viviamo solo per il rendimento, abbiamo ormai tutti una buona conoscenza delle malattie e del modo in cui si trasmettono; conosciamo la storia e i suoi errori, dovremmo imparare da essi e non ripetere all’infinito gli stessi sbagli in epoche diverse.

Impariamo a prendiamoci delle libertà e delle responsabilità, restiamo in contatto con noi stessi sempre, molta prevenzione può essere fatta anche solamente con questi semplici accorgimenti.

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