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Lo stress e la difficoltà di dimagrire

Negli ultimi decenni l’aumento del sovrappeso corporeo della popolazione industrializzata è stato associato direttamente alla presenza di numerose patologie; il diabete, l’ipercolesterolemia, le patologie cardiache, i disturbi del tono dell’umore, l’artrosi sono solo un esempio dell’infinità di patologie a cascata che si possono poi aggiungere l’una all’altra favorendo  quel concetto conosciuto come comorbilità che porta inequivocabilmente a un aumento della mortalità che altro non è che un aumentato rischio di morire precocemente.

Il sovrappeso è considerato un problema mondiale grave in quanto è dimostrato che possa ridurre fortemente la qualità della vita, oltre che la vita stessa.

La lotta contro il sovrappeso non è quindi un fatto puramente estetico ed è per questo che sono in molti a cimentarsi in questa missione e soprattutto perchè sono tante le menti scientifiche in grande fermento. Oggi sono veramente innumerevoli gli studi e le conoscenze biochimiche che trattano il dimagramento e le cause legate alla difficoltà di dimagrire.

L’obesità e il sovrappeso corporeo possono essere definiti delle malattie croniche ad eziologia multifattoriale, date dall’interazione tra genetica ed ambiente, ovvero interno/esterno come si direbbe in medicina cinese, dove un bilancio energetico cronicamente positivo determina un’alterazione della composizione corporea per accumulo di massa grassa e successive conseguenze a breve, medio e lungo termine.

Il tessuto adiposo è considerato alla stregua di un organo endocrino, con una sua propria attività metabolica. Gli adipociti che sono le cellule del tessuto adiposo, producono e secernono molteplici proteine oggi studiate una per una; il tumor necrosis factor (TNF-a), la leptina, l’interleuchina-6 (IL-6), l’interleuchina-8 (IL-8), la proteina agouti, l’angiotensinogeno e l’inibitore-1 dell’attivatore del plasminogeno, il TGF-β, l’adiponectina, la metallotionina e la resistina.

Queste sostanze chiamate anche adipochine funzionano da veri e propri ormoni e sono responsabili della regolazione, dell’introito e del dispendio energetico del corpo nel suo insieme ovvero incasinano il tutto per dirla in parole povere. Si ritiene poi che le adipochine siano tutte correlate con uno stato definito di pro-infiammazione e quindi facilitino l’insorgenza di numerose patologie su genesi infiammatoria.

Quello inoltre di cui la scienza biochimica è ormai più che certa è che lo stress non sia soltanto un fattore che attraverso alterazioni biochimiche induce un aumento dell’appetito, del senso di fame e dello svuotamento gastrico ma che da solo interferisce con le adipochine e con il loro metabolismo interno.

L’agopuntura sarebbe utile per dimagrire non solo attraverso un’azione sugli organi legati al metabolismo del cibo ma soprattutto in quanto funzionante come regolatore del sistema biochimico legato allo stress emozionale e fisico.  Nell’auricolo terapia classica si usano punti calmanti come Shen men ma anche il punto della fame e a seconda del caso, corrispondenti alle le ovaie o ai testicoli, al surrene, al rene e al sub cortex.

L’agopuntura consente una maggiore capacità di seguire la dieta e a parità di calorie a ridurre il peso corporeo in quanto si ritiene che possa ridurre lo stress mentale di dover seguire una dieta. A parità di calorie anche una dieta che segua i principi della dietetica cinese sembra migliorare nettamente il senso di sazietà e di forza nonchè il dimagramento a favore della perdita di massa grassa rispetto alla massa magra. Sono stati condotti diversi studi scientifici in questo ambito e confezionati e sperimentati dei pranzi-pronti a base di prodotti e sostanze cinesi inseriti e confrontati con una dieta mediterranea classica e a parità di calorie la dieta cosi detta cinese sembra favorire un maggiore perdita di peso.

Poco sale aggiunto, quasi nulla la presenza di zuccheri e soprattutto di latticini, il riso con la sua componente diuretica al posto del pane, lo zenzero che stimola il metabolismo e molte altre sostanze e sapori  che stimolano e regolano il cosi detto jiao medio ovvero il sistema digestivo nel suo insieme pancreas-fegato-stomaco-intestino. Se poi a questa dieta seguono orari corretti  per alimentarsi e  si associano trattamenti regolari di agopuntura il risultato è decisamente favorevole.

E’ infatti assolutamente dimostrato che lo stato di ansia e la fame nervosa si riducono notevolmente con questa tecnica millenaria senza indurre dipendenze e anche lo stato di benessere e il tono dell’umore complessivamente migliorano nel tempo. Questo per tornare al concetto sopra descritto di regolazione di un network ormonale collegato al tessuto adiposo, un lavoro indubbiamente complicato e multidisciplinare che non può più considerare la sola riduzione dell’introito di calorie e del loro consumo attraverso il movimento come l’unica soluzione al problema.

 

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