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I virus parainfluenzali alla riscossa

Sono già alcuni anni che osservo un brulicare di forme da raffreddamento in quasi tutti i mesi dell’anno, ma mai come nelll’ultimo anno, da settembre a oggi almeno il 60% dei miei pazienti ha avuto una forma virale con sinusite, faringite che in molti casi peggiorano, non subito e non tutti ma molti e oserei dire troppi, evolvono nel giro di una settimana e talora anche 10 giorni in una bronchite, tale da mettersi in malattia  affermando di avere l’influenza.

Che succede?

Si tratta di virus chiamati parainfluenzali in quanto danno gli stessi sintomi ovvero colpiscono il naso, la gola e talora i bronchi, possono dare febbre, stanchezza ossa rotte e tutti quei sintomi che conosciamo benissimo. Una volta si chiamava raffreddore in quanto queste forme spesso coincidevano con un cambio di clima e un colpo di freddo, un raffreddamento appunto.

Questa felice famigliola di virus chiamati parainfluenzali è responsabile di effetti del tutto simili agli influenzali ma meno intensi, meno febbre, meno dolore, meno possibilità di evolvere in bronchite acuta, guarigione spontanea più veloce in 3 massimo 10 giorni. L’attenzione dei vaccini non è rivolta a questi virus ma solo ai virus influenzali della prossima stagione invernale che di solito sono attesi tra  Dicembre a fine Gennaio. In effetti i nuovi vaccini influenzali sono preparati per impedire il contagio dei più temuti virus influenzali ovvero si lavora su un pool di virus che si ritiene siano i probabili assalitori della futura stagione invernale.

I vaccini non proteggono assolutamente contro l’infezione da virus parainfluenzali anzi si potrebbe dire che il sistema immunitario dei soggetti vaccinati è per così dire sensibilizzato esclusivamente  verso i virus selezionati dallo specifico vaccino restando scoperti  nei confronti di questi numerosi e indisturbati parenti virali.

Si sensibilizza spesso il pubblico dicendo che il paziente anziano, malato e debilitato  quando colpito da un virus influenzale aggressivo possa avere conseguenze anche mortali; è vero ma è altrettanto vero per alcuni virus parainfluenzali, quando il paziente è gravemente defedato anche questi apparentemente innocui virus possono avere la meglio.

Ne consegue che al di la del pensare al perché non esista un vaccino per questi virus ribelli, l’atteggiamento di difesa nei loro confronti non è adeguato. Se veramente ci preoccupiamo dei pazienti fragili allora quando sentiamo di essere colpiti da un raffreddamento dovremmo tutelare i vicini e impedirne la diffusione di massa.  Restare a casa subito e non dopo una settimana di contagio, usando naturali ma efficaci antivirali in diffusione nel proprio ambiente domestico, come l’olio essenziale di Timo, di Ravensara o Ravitsara o Niaouli o Tea Tree. E se proprio dobbiamo uscire evitiamo i mezzi pubblici e se proprio dobbiamo farlo mettiamo la mascherina, che diamine… Un po’ di rispetto!

Proprio una settimana fa cambiavo posto sul treno per non avere una vicina di sedile che al cellulare affermava di avere la febbre da 2 giorni e non sentirsi affatto bene, ma che con fierezza andava lo stesso a lavorare: di questo passo finiranno per rendere obbligatorio anche il vaccino antinfluenzale e i possibili futuri vaccini antiparainfluenzali se mai riusciranno a produrli.

Si è perso il buon senso, la misura, il rispetto del prossimo a favore della superefficienza, dimenticando che in 1/3 giorni di cure istantanee e riposo si guarisce spontaneamente a fronte magari di 1/ 3 settimane di disagio e di una moltitudine di contagi che si potevano evitare.

Spetta a noi stare molto attenti a non avvicinarci troppo ai soggetti malati (il virus si propaga nell’aria), lavarci spesso le mani, portare in borsetta uno spray al propoli con oli essenziali da spruzzare in gola e una boccetta di olio essenziale di ravensara da applicare sotto il naso al bisogno. A casa poi alcuni rimedi  specifici per liberare l’esterno; molta attenzione al vento come vettore, al cibo che si sceglie dopo aver preso freddo, meglio se piccante e diaforetico per fare uscire subito il patogeno esterno freddo-umidità veicolato dal vento.

Basta poco per stare bene e basta poco per stare male, è solo un raffreddore, certo, ma indebolisce voi e anche le persone che incontrate sulla vostra strada e alcune di loro magari sono più fragili di quanto non sembri a prima vista.

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