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l’arte di sorridersi

La mia giovane insegnante di yoga è spagnola; il suo italiano è davvero divertente e delizioso. Ve lo dice una che a italiano spesso scarseggia ma che sicuramente ama giocare con le parole, qualche volta in modo imbarazzante.

Alla fine del rilassamento ci chiede con un accento quasi vellutato di sorriderci e di fare “un sorriso solo per noi“.

Un atto che ad alcuni sembrerà infantile e forse superficiale e senza senso e tanto meno indice di profondità.

In effetti il sorriso è un atto che normalmente siamo abituati ad attaccare sul nostro viso quando siamo tesi, quando vogliamo compiacere gli altri e alcune volte non corrisponde affatto a quello che è la nostra mimica interiore. La tensione quindi prende altre strade, che non stiamo qui a elencare ma che tutti conoscono.

Per ritornare al sorriso quando siamo soli con noi stessi e nessuno ci vede sorridere dolcemente e sinceramente di noi è un atto utilissimo, anche di fronte a problemi e difficoltà. In questi casi l’atto di sorridere noi stessi equivale ad allontanarci e ci regala la possibilità di vederci come dei bambini arrabbiati, capricciosi perché non hanno quello che vogliono, magari arrabbiati per abitudine più che per un reale motivo. Oppure possiamo vederci come dei bambini con la fronte corrugata intenti a risolvere un compito. E possiamo ridere del nostro ego che si contorce.

Sorriderci non è giudicarci ne dare un merito alle nostre azioni, il nostro sorriso acquista il potere di una carezza di comprensione, un valore di dolcezza, del tutto simile a quello che fareste a un bambino in difficoltà. E quando questo bambino si sente amato lascia andare la sua tensione perché niente è più nutritivo per l’uomo e anche per gli animali di questa  semplice condivisione e di questa possibilità di sentirsi collegati agli altri e a tutto il mondo che ci vibra intorno.

Quando pratichiamo yoga o meditazione qualunque animale domestico si avvicina a noi per il piacere di starci vicino e la possibilità di condividere questa esperienza, non serve la wi-fi ne facebook: avviene e basta.

Non esiste situazione al mondo nella quale non ci si possa sorridere. E’ solo che lo consideriamo stupido, fuori luogo, non adatto a quel preciso momento… “e che diamine! non adesso!”

Adesso sono impegnato a fare questo, adesso sono arrabbiato e ci voglio restare, adesso sono preoccupato etc etc…

Se non adesso quando? Quando tutto andrà per il verso giusto… quando avrò il tempo di fermarmi un secondo… quando farò quello che mi piace… quando starò con le persone che mi piacciono…. la lista è infinita ma la risposta è comunque sempre:

NON ORA… NON OGGI… NON POSSO…

E questa è la risposta che la nostra mente ci da e noi le crediamo nonostante sia ovvio che mente. L’atto di sorridere a noi stessi non ci porta via nulla; ne denaro, ne tempo, ne altro. Ma cosa temiamo allora che ci porti via?

L’attaccamento al nostro disagio, al nostro impegno, al nostro sentirci indispensabili e soprattutto ai nostri problemi.

Per sorriderci dobbiamo prima staccarci dai nostri pensieri abituali e meccanici e dalla mente che si proietta nel futuro oppure si crogiola nei ricordi del passato e oplà, in un attimo, anzi in un nano secondo, svanisce tutto il mondo nel quale viviamo e al quale siamo terribilmente affezionati.

Buon sorriso solo per noi.

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