Non aspettiamo di avere sete

non-aspettiamo-di-avere-seteSecondo uno studio della University of Human Performance Laboratory del Connecticut la perdita del 5, 1 % del volume di liquidi nell’organismo è sufficiente a influenzare negativamente le energie fisiche e  il tono dell’umore. Anche una piccola perdita pari al 2% dei liquidi è sufficiente a ridurre alcune performance cognitive sui soggetti indagati dai test.

Ne consegue in prima istanza che non bisogna aspettare di avere sete per idratarsi con l’acqua. Sono molte le persone che lavorando si dimenticano non solo di mangiare ma soprattutto di bere a sufficienza. Ne consegue poi che davanti al sesto caffè della giornata magari lo bevono avidamente solo perché hanno sete, oppure sedendosi a tavola di fronte a un aperitivo oppure alla cena di lavoro trangugiano con un singolo fiato un bicchiere di vino oppure un mohito senza battere ciglio.

Bere frequentemente ci mantiene idratati e evita quindi questi tipici errori comportamentali. Mantenersi ben idratati riduce ovviamente anche il senso di fame oltre che limitare l’assunzione incontrollata di bibite alcoliche o zuccherine ed è quindi utilissimo in qualsiasi dieta dimagrante oltre che purificante.

L’acqua infatti permette alle tossine che si possono formare nel corpo oppure vengono introdotte direttamente nell’organismo di essere eliminate attraverso le urine e le feci.

L’acqua migliora i quadri di iperacidità gastrica e la stitichezza. La digestione a livello intestinale è di fatto un meccanismo su base liquida e richiede una grandissima quantità di liquidi presenti nei succhi digestivi. Bere durante il pasto invece rallenta la digestione in quanto diluisce i succhi gastrici in maniera diretta.

Ne consegue che l’assunzione dei liquidi deve avvenire lontano dai pasti e distribuita in modo equilibrato nell’arco dell’intera giornata.

Pensate che l’acqua è considerata come un cardioprotettore! Infatti da un recente studio epidemiologico americano durato  ben 6 anni  emerge che bere più di 2 bicchieri al giorno riduce del 41% il rischio di infarto. Curioso pensare che in medicina cinese l’asse cuore – rene è fondamentale e forma il grande canale shao yin, il più profondo e interno dell’organismo. Non ci stupisce che bere adeguatamente mantenga in salute non solo la funzionalità renale come è ovvio, ma anche quella cardiaca come sua diretta relazione. Da recenti studi emerge che una buona assunzione di acqua riduce l’incidenza di neoplasie, di ben il 45%  per il cancro al colon ma considerabili anche per altre  localizzazioni come la vescica urinaria e il seno. L’idratazione dei tessuti è quindi correlata con una buona funzionalità degli stessi in senso lato e la loro salute come una sorta di ridotta degenerazione presumibilmente proprio per la ridotta presenza di sostanze tossiche interne.

Fra i vari tessuti organici ricordiamo in primis la pelle che con l’assunzione adeguata di acqua giornaliera può cambiare colorito diventando più rosea, elastica e luminosa. Anche in questo caso il collegamento diretto tra  intestino crasso e pelle descritto nella medicina cinese può rafforzare il concetto questo effetto benefico. Ovviamente ci vuole del tempo e una singola giornata di attenzione non basterà!

Nel mondo dello sport e della medicina sportiva molta importanza viene data all’adeguata idratazione sia per risolvere contratture muscolari che per migliorare significativamente le prestazioni fisiche durante le varie attività sportive esaminate.

Infine il  mal di testa viene considerato oggigiorno come uno dei primi sintomi legato alla disidratazione anche lieve. In buona sostanza non aspettiamo di avere sete e cerchiamo di assumere dei liquidi in modo equilibrato nell’arco dell’intera giornata. Idealmente possiamo dividere la giornata in 4 fasce e in ognuna di queste bere almeno 2 bicchieri di acqua.  Consideriamo però i momenti lontani dai pasti per non diluire troppo i succhi gastrici della digestione e escludiamo il momento prima di coricarsi per limitare i risvegli notturni dati dalla poliuria.

In pratica al risveglio un bicchiere di acqua calda o tiepida a digiuno è sempre raccomandabile, poi in mattinata  dalle 10 alle 12 potremo bere almeno 2  bicchieri e nel pomeriggio dalle 15 alle 19, circa 4  bicchieri  e per finire uno solo dopo cena. Questa potrebbe essere una valida distribuzione dei liquidi considerando che con i 2 pasti centrali almeno 2 bicchieri di acqua di solito si vengono ad aggiungere naturalmente.

Ne consegue che i momenti più utili per idratarsi sono quelli in cui ci troviamo in pieno lavoro; la bottiglia sul tavolo, in borsa e in macchina dovrebbero essere di rigore, possibilmente a temperatura ambiente o fresca e mai ghiacciata e di buona qualità.

Proviamo a starci attenti, in particolare in questa stagione estiva, dove la pelle si disidrata più facilmente per il calore esterno, acquistiamo magari un thermos, oppure proviamo con delle tisane leggere se non amiamo bere l’acqua, potrebbe essere un trucco per ingannare il palato.

Un modo in più per volerci bene anche nella frenesia di una giornata lavorativa.

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