L’intensità della presenza nel movimento

movimento-consapevoleNon riesco a definirla diversamente, si tratta di quella tensione muscolare perfetta durante l’esecuzione di un movimento che non può essere slegata da una attenzione completa. Un’attenzione non solo a quello che stiamo facendo in senso lato ma un vero e proprio ascolto interno di tutti i nostri muscoli, della loro tensione e della loro esatta posizione nello spazio.

La differenza nel solo stare in piedi oppure nel semplice atto di sollevare un braccio o una gamba è sostanziale sia dal punto di vista esterno che interno. Il movimento così praticato e interiorizzato produce un effetto benefico sull’intero corpo molto maggiore che in condizioni abituali.

Questo perché semplicemente abbiamo attivato un circuito neurale in salita e in discesa molto più attivo e potente. In termini chimici possiamo dire che i neurotrasmettitori prodotti a livello della sottocorteccia e della corteccia, stimolati adeguatamente da questo circuito, sono infinitamente maggiori rispetto allo stesso identico movimento eseguito con scarsa attenzione o in modo meccanico.

Il nostro corpo viaggia con una modalità “risparmio energetico”,  un sistema inserito per default in tutti gli esseri viventi, un meccanismo atto a garantire la sopravvivenza della specie ma che oggi ci ostacola fortemente nel raggiungere quell’intensità e quella presenza in tutto quello che facciamo.

Entrambi fondamentali, lo sa bene chi l’ha sperimentata almeno una volta nella vita. Le arti marziali e lo yoga sono discipline antichissime che a questo ascolto interno dovrebbero portare chi le pratica.

Mi capita all’interno del trattamento che definisco motorio, di insegnare esercizi specifici per un determinato disturbo ai miei pazienti, nella maggior parte dei casi si tratta di esercizi all’apparenza molto semplici. Succede infatti facilmente che il paziente li sottovaluti e li esegua in modalità risparmio energetico ovvero in modo automatico dando per scontato tutto o quasi tutto.

Non è sempre facile trasmettere con poche parole come arrivare a questo stato, il respiro diventa fondamentale così come i dettagli e i supporti visivi. Si può immaginare stendendo una gamba una forza a spirale che sale e una che scende una che spinge verso l’interno e una verso l’esterno e questa immagine rinforza l’attenzione e il movimento nella sua intensità e presenza.

Quello che noto spesso quando i pazienti vengono a controllo è che facilmente eseguono gli esercizi che amano maggiormente e che considerano utili mentalmente e vice versa difficilmente eseguono gli esercizi che trovano complicati e a questi attribuiscono una potenziale nocività. A me spetta il compito di far loro capire che è proprio dove trovano la difficoltà che devono impegnarsi con costanza e assiduità e far loro capire la grande differenza tra un esercizio efficace e uno non efficace.

I movimenti  eseguiti con poca attenzione e in modo irregolare infatti seppur specifici per quella persona diventano completamente inefficaci per produrre un miglioramento o un qualsivoglia cambiamento. Senza l’intensità della presenza e senza continuità,  nessun movimento potrà mai raggiungere la soglia dell’efficacia terapeutica. Non si tratta quindi di una difficoltà tecnica da superare, non dovrete alzare la gamba modello Heather Parisi ma di una pura difficoltà mentale che possiamo anche definire impegno.

Una parola questa che spaventa molti ma si tratta di un ingrediente indispensabile e meno costoso di quanto non si possa immaginare. Smettiamola quindi di dare ascolto al quel  bambino capriccioso che picchia i piedi per terra e vuole tutto subito, se lo ignoriamo con la maturità e la pazienza adeguata si calmerà e ci seguirà crescendo e rinforzandosi emotivamente.

Un lavoro questo che si può conseguire a partire da tutti i livelli e che una volta raggiunto produce un netto salto di qualità, in quanto i così detti esercizi motori diventano qualcosa di più esteso,  si può toccare con mano il nostro potenziale di salute e perseguirlo fino in fondo, passo dopo passo.

Il successo non è quindi precluso a nessuno. Provare per credere.

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