I funghi medicinali in fitoterapia cinese

reishi-cultivationNon stiamo parlando di funghi allucinogeni, no signore: si tratta di funghi con importanti azioni terapeutiche, conosciuti e usati dai tempi più antichi in molti paesi asiatici.

L’utilizzo dei funghi come medicinale inizia in Cina in tempi molto remoti, si presume già  nella Dinastia Han nella quale venne scritto il primo libro classico in fitoterapia chiamato Shen Nong Ben Cao Jing, o Classico della Materia Medica o Shen-nong’s Herbal Classics. I funghi con azioni terapeutiche sono moltissimi e numerose sono le ricette fitoterapiche che contengono funghi medicinali.

Fra i più conosciuti possiamo pensare a Fu ling (Poria Cocos) oppure allo Zhu ling (Polyporus) usati nelle comuni ricette per trattare le cistiti o infiammazioni delle vie urinarie ma non solo; Fu Ling per esempio è presente in ben 50 ricette fitoterapiche fondamentali del testo Discussion on Cold Damage  e 30 ricette nel testo Essentials from the Golden Cabinet  per la sua versatilità.  Si consideri che il Fu ling per esempio ha una meravigliosa azione sul drenare i liquidi promuovendo la diuresi, eliminare l’umidità e il flegma e nel contempo tonificare la milza e calmare lo spirito, senza danneggiare in alcun modo la funzionalità renale oltre che una azione antitumorale e antibiotica. Possiamo dire una cosa del genere di un normale diuretico che invece a lungo termine inevitabilmente riduce, suo malgrado, la funzionalità renale? No di certo!

Sono tantissimi i funghi usati in medicina cinese: Hong Qu ( Monascus Purpureus) per esempio è un altro fungo detto anche fungo rosso del riso e viene usato per la sua azione ipocolesterolemica; se ci pensate anche la penicillina è stata scoperta proprio grazie alla contaminazione occasionale di una colonia di batteri da parte di una muffa chiamata Penicillium. Questo solo per citare i funghi più conosciuti che hanno fatto storia nella medicina anche occidentale.

I funghi sono una specie davvero bizzarra a cavallo tra il regno vegetale e quello animale, la loro funzione è fondamentale per il metabolismo del pianeta, costituiscono una sorta di anello dell’ecosistema, rendendo la materia organica proveniente dalla decomposizione nuovamente disponibile all’organicazione da parte delle piante. Pensate che oggi vengono sapientemente usati per lo smaltimento dei rifiuti in quanto metallizzano quasi tutto il materiale organico. Sono una specie di integratore per il pianeta.

Altri invece sono definiti patogeni ovvero causano malattie anche serie basti pensare alle polmoniti negli immunodepressi e alle candidiasi sistemiche. Curioso quindi  non solo sapere che esista una così vasta quantità di funghi (fino a 100.000 specie diverse) ma anche che sono tantissimi quelli con proprietà terapeutiche sorprendenti.

Il  Reishi o Ling zhi per esempio, conosciuto con il nome latino di Ganoderma Lucidum per la sua brillantezza, era un fungo usato dai monaci Taoisti e si diceva che ne stimolasse lo sviluppo spirituale e la longevità. Era considerato già allora come un prodotto costoso per la sua non facile raccolta e il suo ritrovamento quasi esclusivo in luoghi montani e poco popolati, un po’ come oggi consideriamo il porcino.

Questo fungo chiamato anche fungo dell’immortalità possiede delle proprietà veramente meravigliose: riduce la risposta istaminica ed è quindi utilissimo in svariate forme allergiche in particolare nell’asma ma anche in patologie dermatologiche; migliora la risposta immunitaria, ma anche la modera nelle patologie autoimmuni come nell’artrite reumatoide. E ancora migliora il sonno e l’ansia, è considerato un epatoprotettore e tonico in generale del rene ma anche della milza e del polmone, ha un blanda azione anti ipertensiva simile a quella degli ace inibitori  e infine un’azione anti aging e antivirale… “e poi?” direte voi… e poi non è finita. La sua recente fama mi pare giustificata, in particolare in campo oncologico dove suscita grande entusiasmo: Reishi viene infatti usato per contrastare gli effetti negativi delle terapie convenzionali (chemioterapia, radioterapia), riduce le metastasi e la crescita tumorale, facilita la risposta immunitaria contro il tumore. Sono controindicati solo in caso di terapia autoimmune e da usare con cautela in caso di terapia anticoagulante.

Da recenti lavori scientifici emerge un indiscusso aumento della sopravvivenza dei pazienti oncologici operati e chemiotrattati trattati parallelamente con funghi. In dosi molto alte i funghi migliorano la sopravvivenza anche in pazienti con patologie neoplastiche avanzate e lesioni metastatiche conclamate, segnalati anche casi oncologici di guarigioni spontanee. Il dosaggio alto in questi casi è il vero ostacolo per gli altissimi costi a carico esclusivo del paziente che non abbia una assicurazione sanitaria o una cassa malati che includa le medicine complementari.

Oggi, vista la sempre maggiore richiesta di questo fungo, e la scoperta o se preferite la riscoperta di molti funghi usati per svariate patologie, fra cui l’infertilità e i disturbi della forza sessuale, sono per questo motivo nate diverse associazioni scientifiche e parecchie coltivazioni fungine oltre che un intenso studio e ricerca in campo biologico e microbiologico alla scoperta di molecole alle quali attribuire un’azione terapeutica di rilievo da poter poi magari produrre artificialmente oppure estrarre chimicamente dai funghi.

Sono moltissime le informazioni e le referenze sulle diverse attività di alcune molecole presenti nei funghi ma siamo ancora lontani dall’aver trovato quella molecola sulla quale costruire un farmaco anti aging, anti tumorale, immunostimolante, ipoglicemizzante, ipolipidemico da distribuire su ampia scala internazionale.  L’effetto fino ad ora migliore è dato da un insieme di sostanze attive ovvero dal fungo intero e non da una singola molecola in esso contenuta.

Capirete che lo sviluppo di un commercio in questa area non può che essere potenzialmente rischioso, in primis per la possibilità di acquistare un prodotto di bassa qualità proveniente da culture intensive magari poco rispettose dell’ecosistema biologico naturale e magari, peggio, contraffatto o contaminato da sostanze tossiche di vario genere.  Dove vi è interesse economico vi è sempre in agguato il fantasma tutto umano dell’avidità senza scrupoli .

L’acquisto di prodotti on line deve quindi essere molto attento e personalmente consiglio di evitarlo a meno che non si abbiano indicazioni precise sulla provenienza e controllo di qualità delle sostanze usate.

Anche il dosaggio e la scelta del fungo più adatto dovrebbero essere a mio parere sempre delegati ad uno specialista in fitoterapia cinese e non lasciati al fai da te.

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