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L’equilibrio della parola

La libertà di espressione rivendicata in Francia e in tutto il mondo attraverso i social network è negli ultimi giorni un argomento molto discusso. La satira come strumento di comunicazione è sempre esistito e può talora essere illuminante oltre che divertente. Ma al di là del consenso o meno alla satira, della strumentalizzazione di quanto accaduto a Parigi e della assurdità di alcuni dettagli emersi dai notiziari, sta di fatto che la violenza non deve e non potrai mai più essere giustificata come una possibile risposta.

Riflettevo però in modo del tutto personale non tanto sull’oggetto della satira ma su come oggigiorno la stessa sia diventata di gran moda un po’ ovunque, dai social network ai  giornali (come appunto quello di Charlie Hebdo) fino a programmi televisivi di successo come da noi il mitico Crozza; un modo, attraverso lo scherzo, di far passare anche informazioni talora poco conosciute e di dare voce a critiche e considerazioni su fatti e accadimenti importanti.

Si tratta di un sistema di comunicazione  che facilmente può diventare offensivo quando supera una certa soglia e soprattutto quando tocca persone o sistemi ai quali noi siamo attaccati;  allora immediatamente siamo noi in prima persona a sentirci personalmente offesi. Noi ci identifichiamo con il soggetto criticato e diventa un fatto personale… funziona così per tutti.

In realtà la satira oggi, più che di un sistema di denuncia sembra sia divenuta un sistema per fare audience, nient’altro che questo! A qualcuno potrà non piacere ma si tratta solamente di business, niente di personale. Lo scandalo è diventato un mezzo per fare denaro e diventare popolari. Forse è anche su questo che dovremmo riflettere e farci due domande in più. Non sono i contenuti che andiamo cercando non è il valore di una persona e delle sue parole che oggi hanno rilievo ma piuttosto il contrario.

La gente è attratta sempre pù dalla distruzione che non dalla costruzione o creazione. Eppure ci sono grandi uomini e grandi donne intorno a noi ai quali dovremmo dare ascolto e che potrebbero farci crescere se solo dessimo loro la possibilità di farlo. L’uomo moderno non cerca piu  la figura del Maestro, della Musa, della Guida per arricchirsi interiormente. Oggi si cerca di sapere un po’ di tutto ma in modo superficiale accontentandosi cioè delle informazioni che vanno per la maggiore.

Siamo passati da un falso perbenismo vittoriano a un facile utilizzo della volgarità e dell’offesa. Non vi è niente di giusto o di sbagliato in senso lato ma credo che manchi come sempre l’equilibrio anche nell’uso della parola. Tanto per cambiare distruggere e costruire sono fondamentali se usati insieme, il concetto di libertà dal canto suo va di pari passo con il concetto di amore.

Ecco che potrei veramente essere libero di scrivere o dire quello che penso nella misura in cui avessi anche profonda conoscenza  e rispetto nei confronti della natura umana; una senza l’altra sono incompleti e possono generare eccessi. Dovremmo ritornare a studiare seriamente e cercare di arricchirci interiormente e non solo rivendicare il diritto di dire tutto quello che ci passa per la mente.

Solo in questo modo potremmo trovare un profondo senso della parola e allora anche i giornali e i mezzi di comunicazione potrebbero diventare uno strumento più equilibrato di informazione e di divertimento.

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