Lo zaino che ti rovina la vacanza

Può uno zaino possedere tanto potere? Da non credere ma la risposta è: sì!

Anche con un volgarissimo zaino potete rovinarvi le meritate e sospirate ferie. In particolare se lo stesso non è ben equilibrato nel distribuire il peso e ancorarlo al corpo (di quelli non tecnici per intenderci), oppure troppo pesante perché magari usato come  bagaglio a mano lo si riempe un po’ troppo e ancora si corre con il suddetto zaino per non perdere la coincidenza.

E se non basta magari il viaggio seduti è piuttosto lungo e fatto su sedie non adatte e per di più abbiamo stirato, lavato, sistemato e sollevato valigie pesanti o spostato vasi di fiori…

Signori lo zaino in alcuni casi soprattutto se inserito in una vita frenetica e sedentaria con poco spazio all’attività fisica può diventare la goccia che fa traboccare il vaso, oppure se preferite lo strumento che fa fare ai vostri dischi intervertebrali quel minimo spostamento sufficiente ad infiammare le strutture nervose vertebrali.

Potremo allora avere un dolore e contrattura muscolare lombare, un dolore che può irradiare alle anche e talora può girare fino sulla pancia  non facendosi subito identificare, in alcuni casi potrà esserci una sciatica vera e propria oppure un blocco lombare ovvero una rigidità lombare in tutte le direzioni.

Un bel guaio per le vostre vacanze su questo non c’è dubbio alcuno.  La seconda sfiga che sopraggiunge è che il dolore oppure la rigidità e contratture muscolari spesso non fanno capire al malcapitato portatore dello zaino dove veramente si trovi il problema.

Quello che mi capita spesso di vedere è che il paziente si focalizza sul dolore cercando una spiegazione locale, l’anca, il ginocchio,  i muscoli della schiena….una contrattura..uno strappo.. una tendinite queste sono di solito le autodiagnosi piu frequenti!

Un guaio enorme per il suo potenziale di recupero, si perché il paziente inizia ad evitare i movimenti che lui considera dannosi e si mette nelle posizioni percepite meno dolorose, non cammina più,  sta in piedi e si alza il meno possibile,  rimane invece seduto appoggiando la schiena alla sdraio o poltrona, solleva le gambe per avere sollievo.

Un autentico disastro in termini riabilitativi, perché in questo modo il danno che di solito è una pinzatura di un disco intervertebrale talora anche una franca ernia (in termini classici si parla genericamente di discopatia ovvero di sofferenza del disco) non migliora. Direi piuttosto che queste posizioni e riposi obbligati o considerati tali diventano la causa di un’ulteriore stasi di sangue e di energia in sede lombare e impediscono una corretta guarigione della struttura offesa.

Il risultato è visibile a occhio nudo: il turista lombalgico fai da te si ritrova in breve tempo con o senza farmaci quasi incapace di stare diritto in piedi, la sua schiena è enequivocabilmente inclinata in avanti e qualche volta anche di lato.

Inutile sottolineare che senza una correzione posturale il dolore non potrà regredire. Il turista lombalgico purtroppo invece pensa che tornerà in posizione eretta normale solo una volta regredito il dolore. Ahia ahia ahi

A questo atteggiamento dettato dal proprio dolore fisico si aggiungono spesso delle frasi e consigli approssimativi che continuano a fare danni. Fra i più comuni divieti che non hanno senso troviamo che la posizione prona e il nuoto a rana sono nocivi.

In 20 anni di lavoro sul campo la posizione prona è stata la mia miglior alleata, è importante precisare che non è raggiungibile subito da tutti e che ovviamente non stiamo parlando di pazienti anziani o gravi ormai curvi o con severe patologie cardiache e respiratorie.
Invece tornando al nostro turista, la posizione prona, le estensioni attive e passive lombari e il nuoto senza alcuna esclusione per la povera temuta rana sono degli autentici rimedi per riacquistare la posizione eretta corretta.

E’ però molto importante sapere che queste posizioni all’inizio sono esse stesse dolorose e di solito aumentano il dolore che in poco tempo cambierà natura e si localizzera proprio sulla colonna vertebrale e non in distretti muscolari più distanti.  Si parla di centralizzazione del dolore, talora un passaggio anche molto doloroso se non aiutato da farmaci oppure dall’effetto antalgico dell’agopuntura.

Il turista difficilmente riuscirà ad affrontarlo da solo un po’ perché insicuro un po’ perché affranto dal dolore. Invece quasi immediatamente il movimento e la rigidità così come il dolore irradiato regrediscono. In questo modo il paziente capisce dove si trova esattamente il suo problema e cosa deve fare per risolverlo.  Il dolore diventa una guida per guarire e cessa di essere uno specchietto per le allodole.

Quando il dolore ci allontana dalla nostra postura corretta imponendocene un’altra francamente patologica questa diventa la causa del peggioramento e del prolungarsi  della patologia. Il nostro corpo segue delle leggi fisiche fondamentali che non possiamo sovvertire e alle quali dobbiamo sempre fare riferimento.

E’ chiaro che in vacanza sarà più difficile fare una visita fisiatrica, una risonanza magnetica e terapie fisiche adatte. Provare gradualmente a recuperare la posizione eretta con movimenti graduali di allungamento e di estensione è spesso la strategia terapeutica più efficace e più semplice per recuperare velocemente e godersi la vacanza.

Al rientro però fatevi visitare e iniziate un bel ciclo di fisioterapia della colonna preferibilmente con un fisioterapista esperto nel metodo Mc Kenzie che cercherà di educarvi affinché questo problema non si ripeta come spesso accade a coloro che non danno importanza alla cosa e sottovalutano il problema.

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