Agopuntura: i lavori scientifici di cui non si parlerà mai

Molti, anzi troppi, sono ancora i medici che credono non via sia alcun fondamento scientifico nell’agopuntura, attività considerata molto spesso non già come pratica medica ma da confinare, quando va bene, tra le cure psicosomatiche.

Il problema è che questo modo di pensare finisce per influenzare una grande fetta della popolazione di pazienti che arrivano all’agopuntura più per curiosità oppure per vera e propria disperazione che a ragione veduta, ovverossia per la conoscenza di una tecnica millenaria ritenuta da sempre efficace e per questo mai abbandonata a differenza di molti farmaci o tecniche chirurgiche che hanno fatto tendenza e che oggi sono considerati obsoleti se non addirittura sconsigliabili.

Sono tantissimi gli studi scientifici volti a chiarire il meccanismo d’ azione dell’agopuntura e sono tutti davvero molto interessanti. Molti dei più utili e spettacolari vengono condotti sui topi da laboratorio come si fa con i comuni farmaci nella prima fase di sperimentazione prima di passare all’uomo.

In questo caso restiamo ancorati ancora molto ai topolini non perchè l’agopuntura sia  ritenuta dannosa ma perchè si ha timore di confondere l’effetto terapeutico con l’effetto placebo e poi perchè non si possono tagliare, affettare e analizzare le cavie umane per cercare quale sostanza è collegata con il miglioramento percepito o evidenziabile dall’esterno. Perchè è così che scientificamente ragioniamo; un miglioramento oggettivabile deve essere collegato a un fenomeno chimico, biologico o fisico quantificabile e misurabile.

Ecco come sono fatti i più comuni e numerosi  lavori scientifici sull’agopuntura: ci si focalizza su uno specifico sintomo  e si cerca se esiste una modificazione biochimica misurabile tra pazienti trattati con agopuntura e quelli non trattati. In questo modo sono state scoperte un infinità di notizie davvero interessanti in campo analgesico, ovvero contro il dolore, sull’infiammazione, sulle allergie, sulle malattie croniche come il Parkinson.

Ecco un link a un articolo che molti medici dovrebbero leggere per farsi un idea anche solo vaga di come l’agopuntura sia un potente strumento in numerose patologie anche severe e croniche e non solo nelle forme di tipo emotivo a sfondo ansioso grazie ad un effetto placebo, uno dei pochi casi in cui lo stesso viene  ritengono utile oltre che possibile, a causa spesso di una chiusura mentale che non dovrebbe esistere.

Il corpo umano è complesso e si fa presto a dire “è solo un condizionamento mentale” quando un parkinsoniano non trema più o si riducono massivamente le discinesie dopo sole 5 sedute di agopuntura, come in alcuni casi. Le malattie e il loro meccanismo sono  ancora un grande mistero nonostante se ne conoscono sempre di più le basi biochimiche.  E’ innegabile che si fa fatica a collegare un miglioramento con un singolo meccanismo di azione chimico. Ma perchè questo dovrebbe spaventarci?

Quante sono le cose che ignoriamo ancora? Se avessimo il coraggio e l’umiltà di vederlo con chiarezza sapremmo anche accettare con serenità che esiste un mondo di effetti  celati dietro l’agopuntura e che ci vorrano ancora numerosi anni per capirli meglio e  forse non finiremo mai di capirli fino in fondo.

Sono convinta che  solo questo atteggiamento di pulizia interiore svincolata da interessi di qualsiasi tipo ma basata su un reale desiderio di capire e di migliorare la qualità della vita potrà portarci verso una vera medicina del futuro.

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