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L’algodistrofia: efficacia dell’agopuntura

Le algodistrofie sono state a lungo misconosciute e variamente chiamate nel corso degli anni: atrofia di Sudeck, algodistrofia riflessa, sindrome spalla mano, algoneurodistrofia, osteoporosi transitoria.

Si tratta di una patologia che non ha ancora una spiegazione del tutto chiara ed esaustiva del suo meccanismo di insorgenza e che a tutt’oggi si fa fatica  a trattare. Il dolore e l’infiammazione dei tessuti rispondono poco ai farmaci antinfiammatori e antidolorifici.

Questo avviene in quanto il disturbo infiammatorio non è la causa ma l’effetto.  Si ritiene infatti che alla base dell’algodistrofia vi sia un ditsurbo a carico del sistema nervoso periferico  e che di riflesso venga alterato il trofismo tessutale. I tessuti molli si imbibiscono di liquidi, le articolazioni si irrigidiscono, le ossa si decalcificano, la cute si assottiglia, si arrossa e si secca, talora aumenta il sudore e si perdono i peli.

Per dirla semplicemente, i nervi che normalmente innervano una specifica area del corpo umano  non funzionano correttamente, i tessuti tributari di questi nervi a loro volta non sono in grado di ricevere il nutrimento da parte dei vasi sanguigni e si genera una sofferenza dei tessuti che a sua volta alimenta la sofferenza dei nervi. Una disfunzione del segnale nervoso che alimenta una disfunzione dei tessuti che a sua volta alimenta la disfunzione del segnale nervoso, l’idea è quella che si crei una sorta di circolo vizioso da cui è difficile uscire.

Questa situazione può scatenarsi in svariate condizioni patologiche ma è più frequente dopo una immobilizzazione prolungata  a carico delle estremità del corpo come una frattura della mano o del piede trattata con apparecchio gessato oppure una patologia neurologica che colpisca prevalentemente l’arto superiore da cui il nome di “sindrome spalla mano”.

L’agopuntura per trattare questi disturbi è una soluzione molto valida anche se purtroppo ancora poco considerata e troppo poco studiata e conosciuta. Fra i farmaci più usati troviamo quelli per l’osteoporosi e vasodilatatori; le diverse terapie fisiche sono spesso difficili da applicare sulle estremità e le terapie manuali come il massaggio e fisioterapia sono spesso poco tollerate perché molto dolorose.

L’agopuntura invece, anche se l’area colpita si localizza sulle dita, si può eseguire con facilità e il suo effetto antalgico è  estremamente utile al recupero funzionale e spesso ben superiore a quello ottenuto con i farmaci.

Questo perché l’agopuntura non agisce solo localmente e non solo sull’infiammazione che come abbiamo detto non è la causa del problema; con l’agopuntura lavoriamo sull’intero organismo ripristinando nell’area colpita una corretta circolazione energetica e sanguigna. In modo del tutto spontaneo il paziente sentirà già dopo le prime sedute maggior leggerezza e meno tensione nel muovere la zona colpita da algodistrofia soprattutto se insorta da tempi non eccessivamente prolungati. L’agopuntrura ci consente di agire con efficacia perché è in grado di rompere il circolo vizioso che sostiene il problema

Una soluzione quella dell’agopuntura per trattare le algodistrofie che consiglio di seguire senza timore e con fiducia e che consentirà poi di lavorare anche con altre tecniche manuali e riabilitative ottimizzando l’effetto terapeutico e i tempi di recupero.

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