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Smettere di fumare con l’agopuntura è un fenomeno spontaneo

Smettere di fumare con l’agopuntura si può e non solo quando il paziente lo desidera come primo obiettivo. Anzi direi che è più facile che avvenga a coloro che non lo hanno deciso affatto oppure magari lo desiderano ma hanno una priorità diversa come un dolore o un disturbo fisico che vogliono risolvere. Questo avviene perché non sarà presente il giudizio autocritico sulla personale capacità di successo nell’impresa e nessuna aspettativa da parte di terzi.

L’attenzione sarà rivolta altrove lasciando che molto naturalmente i trattamenti di agopuntura ripetuti con regolarità abbiano il tempo di generare una specie di pulizia di ciò che non ci serve.

È molto frequente che pazienti con una cervicalgia ricorrente oppure una gastrite da reflusso oppure una tachicardia da attacco di panico siano i pazienti nei quali quasi spontaneamente si verifica una graduale riduzione della compulsione al fumo e poi in seconda istanza una reale mancanza di bisogno della sigaretta.

Un’opportunità che molti non associano all’agopuntura ma più ad un conseguito stato di maggior benessere psichico. In realtà sono vere entrambe: gli organi interni vivicati e in un certo senso drenati da una maggior circolazione energetica  mandano segnali più chiari su quello che il corpo vuole e quello che invece non vuole e contemporaneamente la mente è più quieta e rilassata.

Si tratta di una finestra di possibilità per il paziente di limitare al minimo  il fumo e talora anche di smettere di fumare.

Ricordo però a tutti i lettori che  per smettere definitivamente di fumare ovvero per non ricaderci sono necessarie una forza di volontà e una motivazione importanti. Una forte consapevolezza di quanto sia utile al corpo e alla nostra mente non subire questa dipendenza. Dobbiamo essere in grado di sentire fisicamente quanto stiamo meglio e capire che la mente è debole e da sola non può essere capace di controllarsi. Come un genitore nei confronti di un figlio ci dobbiamo tutelare dalle ricadute come se dovessimo protteggere un bambino piccolo dagli idrocarburi policiclici notoriamente cancerogeni, oltre che da numerose altre sostanze evidentemente nocive al nostro organismo.

Quel bambino siamo noi e a quel bambino dobbiamo imparare a voler bene.

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