Casse malati: quanta agopuntura passa la medicina di base?

In Svizzera le cure mediche specialistiche fisiatriche e di agopuntura a scopo antalgico e riabilitativo sono rimborsabili dalla medicina di base se fatte da uno specialista medico in possesso di un numero di concordato GLN e iscritto ASA (Associazione delle Società mediche svizzere di Agopuntura) e meglio anche se membro della FMH (Federazione dei Medici Elvetici).

Ho potuto sperimentare con le diverse casse malati  che con la legge chiamata LaMal,  il pagamento della parcella viene effettuato senza tempi di attesa prolungati, lasciando al paziente una spesa pari al 10%  della tariffa della prestazione medica nel caso di malattia non da infortunio (in caso di infortunio il rimborso è completo).

Tutto molto chiaro e lineare; alcune casse malati più economiche richiedono per rimborsare le prestazioni la prescrizione da parte del curante di tutte le terapie e visite specialistiche, ma anche questo è facilmente risolvibile. Quello che però aleggia nei pazienti svizzeri è  sempre la paura che il rimborso possa non essere loro riconosciuto per motivazioni varie. In realtà oggi le diverse casse seguono quasi tutte le stesse regole anche perché la concorrenza è spietata.

Quello che succede è che prima di iniziare una qualsiasi cura di agopuntura indipendentemente dalla gravità del loro caso o dalla cronicità del disturbo, il paziente diligente si interroga sulla effettiva rimborsabilità dei trattamenti e lo fa chiamando il centralino della sua personale cassa malati.

Ed è qui che avvengono cose che voi umani non potete immaginare! Si tratta a volte di innocenti risposte telefoniche da parte di centraliniste che in alcuni casi rinforzeranno il dubbio sull’ipotetica non rimborsabilità della prestazione medica.

Il primo dubbio è quello sul medico che, non si capisce come, stranamente non sempre alla prima telefonata appare sul registro FMH e ASA corretto! Insomma si tratta di sviste, ma questo è un problema risolvibile in quanto il registro FMH è pubblico e può essere consultato da tutti i pazienti.

Il secondo dubbio è quello della quantità di prestazioni rimborsabili, si tratta di 180 min in 6 mesi ma attenzione: questi minuti non corrispondono a 3 sedute di agopuntura di un’ora ciascuna! I minuti per l’esattezza sono quelli riferiti alla fatturazione LaMal e corrispondono esclusivamente al tempo effettivo che il medico specialista dedica specificatamente all’infisisone degli aghi. Più il medico è esperto e più velocemente inserirà gli aghi; questo significa che 10 min per seduta possono essere una buona media e se un medico usa pochi aghi ridursi anche a 5 minuti.

Il tempo di permanenza degli aghi non è conteggiato e neanche il tempo dedicato alla consultazione oppure ad altre manovre mediche; questa limitazione in sintesi non incide sulla durata e sulla serietà della seduta nel suo insieme.

In termini di numero di sedute si può andare da un numero pari a 18 fino al massimo di  36 sedute in 6 mesi, ovvero mediamente 1 sedute alla settimana per 4 mesi e mezzo su 6 mesi fino a un massimo di una seduta alla settimana per 6 mesi su 6  nei pazienti con disturbi cronici oppure anche 5 sedute alla settimana per tempi corti nei casi acuti e iperacuti.

Il paziente che si sottopone all’agopuntura difficilmente lo fa per suo diletto e piacere personale ma per necessità, ovvero per risolvere una problematica medica che gli sta a cuore. Che sia ansia, insonnia, gastrite, aumento del peso oppure un dolore recalcitrante. Il dolo in questo caso è ben difficile in quanto non si tratta di terapie come il massaggio oppure il pilates che possono essere praticate anche per il benessere personale  anche in assenza di una reale necessità ma solo per il piacere di farle.

Il problema di queste comunicazioni scorrette è presumibilmente dato dalla fretta di volere rispondere al cliente,  un medico come me mai sentito nominare fino ad allora, le molte terapie rimborsabili possono indurre in confusione trasformando 180 min di prestazione specifica in 3 sedute ogni 6 mesi. Inoltre fino al 2011 l’agopuntura era  rimborsabile esclusivamente dalle casse complementari, mentre oggi i terapisti complementari sono sotto le casse complementari e i medici agopuntori sotto la medicina di base e anche questo può essere un motivo di ulteriore confusione .

Consiglio quindi ai pazienti  che desiderano risolvere un disturbo che sia acuto o cronico mediante l’utilizzo dell’agopuntura evitando di assumere in questo modo farmaci talora responsabili di una dipendenza a lungo termine, di contattare prima il medico specialista e di assicurasi insieme a lui della rimborsabilità delle cure.

Poi, una volta a conoscenza della reale situazione, potranno contattare la propria cassa malati chiedendo le conferme e informare il medico curante che in alcuni casi dovrà fare la prescrizione. Un modo per non rinunciare a questa cura solo per paura di non essere rimborsati evitando così che un possibile fraintendimento li possa disuadere dal provare questa terapia millenaria che forse è una delle poche terapie mediche prive di effetti collaterali.

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