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Progetto Tutti al Mare anche a Scicli

Quest’anno anche nel comune di Scicli nella splendida provincia di Ragusa è partito un servizio che prevede l’utilizzo di una carrozzina che potremmo definire “da spiaggia” e addirittura capace di entrare in mare.

Si tratta di una speciale carrozzina-sediasdraio con gomme giganti in grado di scivolate abilmente sulla sabbia e che non teme la salsedine ne l’acqua essendo interamente in plastica. Un giocattolo che in molti ovviamente non si possono permettere ma che consente l’accesso in spiaggia a coloro che necessitano di una carrozzina per spostarsi.

Non l’ho mai vista usare personalmente ma la considero una idea fantastica non solo per quello che riesce a fare ma anche perché è super colorata di blu e giallo. Ma ci voleva tanto! Un po’ di allegria e che diamine, un minimo di ingegno per superare ostacoli che nel 2013 potremmo definire più che banali.

E invece siamo ancora distanti mille miglia  da una vera mentalità che abbatta le barriere architettoniche dove possibile, sfruttando la tecnologia moderna. Se questa fosse impiegata con la stessa diligenza e con la quale viene usata per allestire la nostra forza bellica non vi dico che le carrozzine assomiglierebbero all’Enterprise ma quasi!

Il progetto si chiama “Tutti al mare” e prevede il servizio presso quattro stabilimenti di balneazione e strano a dirsi l’informativa per i bagnanti è appesa in bella vista, affissa all’ingresso delle rispettive spiagge con foto e spiegazioni chiaramente esposte, oltre che indirizzi e recapiti telefonici.

Eppure non viene usato, non a sufficienza almeno! E questo non perché non vi sia l’informazione come nell’architettura per disabili di cui ho scritto un post ma per quella che possiamo considerare una mancanza di cultura del diritto sacrosanto del soggetto affetto da disturbo della marcia a godersi la vita, a uscire di casa non per andare dal dottore o altre incombenze ma per andare al mare oppure per viaggiare.

All’estero il discorso è diverso: gli aeroporti sono tutti dotati di un servizio speciale che consente di fare il check in e l’imbarco in totale autonomia su una carrozzina. Viaggiare per diletto andare in giro per il piacere di farlo dovrebbe essere possibile e normale anche per tutti coloro che si spostano su una carrozzina o che deambulano con molta fatica.

In Italia esistono grosse resistenze come se si tratassse quasi di un tabù. Proprio quest’anno una mia nota paziente con disturbo della marcia ingravescente si rifiutava di andare al mare solo per un piccolissimo tragitto da fare in carrozzina tra casa e spiaggia nel quale avrebbe potuto essere vista dai conoscenti. E’ stata solo la mia insistenza ad averla convinta; fosse stato per lei sarebbe rimasta tutto il mese di Agosto in città litigando con figlie e marito sull’argomento in questione.

Non sappiamo se domani saremo ancora in vita perché rinunciare a momenti di piacere e per giunta in famiglia per non farsi vedere in carrozzina. La carrozzina è solo uno strumento e se ci è utile la usiamo e lo stesso vale per tutti gli altri ausili riabilitativi.

I parenti erano molto sollevati dal cambio di idea della  paziente. In realtà si tratta di un problema più esteso di quanto non si pensi, basato su un’ancora enorme mancanza di esperienza e cultura da parte dei più e dalla paura e spesso assurda convinzione di essere di peso agli altri.

Si potrebbero insegnare rudimenti di riabilitazione come il passaggio in piedi-seduto e come sostenere una deambulazione assistita a tutti i cittadini come senso civico e possibilità di essere di aiuto al prossimo tanto per incominciare. Anche i medici tutti, non solo gli specialisti, dovrebbero avere più nozioni riabilitative anche per poter spingere quando necessario il paziente a non rinunciare ad attività a lui possibili e più che accessibili.

Inoltre non esiste fatica alcuna nel poter aiutare coloro che fisicamente sono più svantaggiati di noi. Anzi lo considero un modo per essere utili e alleggerire un fardello a chi abitualmente fa molta più fatica di noi a compiere qualunque atto motorio e che troppo spesso si abitua a rinunciare ad un sanissimo piacere e meraviglia come lo sono il sole e il mare in estate.

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