Perché non curare l’insonnia con l’agopuntura?

L’insonnia una volta veniva collocata prevalentemente come disfunzione della sfera psichica. Dalla fine dell’ottocento alla prima metà del novecento la psicologia studiava fervidamente il mondo onirico con il suo maestro e pioniere il Dott Freud.

Oggi l’inquadramento del disturbo del sonno è completamente diverso e molto più esteso, esistono medici specializzati unicamente in questo specifico settore  della medicina neurologica e cliniche o centri interamente dedicati a questo disturbo diffusissimo che si considera largamente sottovalutato, sottostimato e non sufficientemente trattato.

Infatti chi soffre di insonnia  continua ad attribuirne  significati e motivazioni prevalentemente alla sfera psicologica oppure considera di avere questa caratteristica costituzionale senza potervi porre rimedio alcuno. Nel moderno inquadramento dei disturbi del sonno esistono diverse possibili cause biochimiche molto varie e diversificate tra di loro.

A partire dai disturbi respiratori come le comuni sindromi ostruttive, a problematiche circolatorie o cardiache come i disturbi del ritmo cardiaco, alterazioni ormonali come nella menopausa, cause farmacologiche derivanti dall’uso di farmaci come i diuretici, gli antipertensivi, gli antidepressivi, la dopamina e molti altri che possono modificare il sonno.

L’insonnia viene in un certo senso inquadrata come un alterato equilibrio  del complesso network biochimico umano. Qualunque sostanza farmacologica e molteplici quadri sindromici in un certo senso sono in grado di causare uno squilibrio tale da generare un disturbo del sonno che può essere transitorio, ricorrente o cronico.

Ecco che la sistematica assunzione di un ipnotico non è più raccomandata ma spesso procrastinata e se possibile limitata al minimo perché genera dipendenza fisica e non solo psichica; è come se la molecola di benzodiazepina a lungo andare generasse essa stessa insonnia!

Pertanto l’insonnia deve essere trattata perchè altera fortemente il piacere della vita in senso lato: la capacità lavorativa, la possibilità di far fronte lucidamente al pericolo e alle difficoltà quotidiane, il desiderio sessuale sono solo un esempio delle sue  implicazioni secondarie.

Possiamo dire che essa stessa genera un alterato equilibrio biochimico umorale e ormonale a sua volta causa di ulteriori patologie come l’ipertensione per esempio o l’ipotiroidismo  ma anche la depressione e l’ansia che possono essere le figlie di un insonnia e non solo la causa!

E’ piuttosto complicato considerare in modo completo le migliaia di interrazioni interne di uno squilibrio biochimico quando si manifesta.  Non solo emozioni che definiamo negative  ma anche abitudini alimentari, farmacologiche e comportamentali oltre che costituzionali ovviamente possono essere tutte la causa prima di un squilibrio che una volta generato difficilmente siamo in grado di  reimpostare al tavolino senza squilibrarlo ulteriormente.

Questo nuova estesa consapevolezza della nostra complessità biochimica è un grande passo avanti della medicina moderna che incredibilmente si avvicina alla medicina tradizionale cinese che da sempre considera una disfunzione come il risultato di patologie e disfunzioni completamente diverse e apparentemente non collegate tra di loro.

Il network biochimico in realtà è la controparte fisica della complessa rete energetica che collega i diversi organi e meridiani tra di loro. Meno abitudini scorrette riusciamo a costruire, meno farmaci riusciamo ad assumere in modo continuativo e meno alteriamo questo sensibile sistema interno che ci compone.

Ecco che non solo le indicazioni sull’orario di assunzione di molti farmaci e  il dosaggio mirato di alcuni di essi possono fare la differenza ma anche la possibilità di considerare l’agopuntura come una cura che lavora sull’intero sistema biochimico-energetico cercando il suo equilibrio e non solo sulla singola funzione alterata.

Una cura quella dell’agopuntura oggi un pò snobbata da molti medici specialisti che non la conoscono se non per sentito dire ma che rappresenta in realtà un modello di cura ottimale per le nostre nuove acquisizioni scientifiche perché interagisce con il network biochimico senza sbilanciarlo ma riportandolo verso il suo normale equilibrio.

 

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