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Ne parlavo ieri sera a cena con un amico architetto Paolo Frezzotti esperto ed entusiasta in quella che lui ama definire  come “l’architettura per l’anzianità”.

Si tratta di accorgimenti e dettagli fondamentali e indispensabili per conservare il più a lungo possibile l’autonomia domestica ma soprattutto per garantire la sicurezza e la riduzione del rischio di cadute.

Un obiettivo non da poco perchè  è ormai dimostrato dalle statistiche mondiali e dalle riviste scientifiche accreditate  che il rischio di caduta è considerato nella popolazione anziana il fattore di maggior ospedalizzazione e di perdita dell’autonomia motoria  così come dell’autonomia in senso più ampio intesa come la capacità mentale di cavarsela da soli.

Paolo mi diceva che in Italia esiste una legge, la N° 13 in vigore dal 1989 in merito  all’abbattimento delle barriere architettoniche  che può essere usata non solo dai soggetti portatori di disabilità di grado elevato ma anche come prevenzione del rischio di caduta nei soggetti anziani. La domanda per modifiche edilizie se  presentata con il formulario giusto ed entro i termini corretti che credo sia il 30 marzo di ogni anno, consente di avere il rimborso totale della spesa fino a un tetto di 6.000 euro e per cifre più alte una percentuale di rimborso comunque significativa da non sottovalutare.

Il guaio è che nessuno lo sa e nessuno ne parla, certo non si tratta di lavori da fare in emergenza ma di lavori di edilizia intelligenti e mirati caso per caso da fare in un’ottica di prevenzione ovvero prima che via sia una reale impossibilità al movimento, prima della fatidica frattura di femore oppure prima dell’ictus e qui tutti si toccano le parti intime, oppure fanno le dovute corna e ancora dicono di non portare sfiga!

Il fatto è che non serve essere in carrozzina, non serve andare in pronto soccorso con un trauma cranico non serve andare in ospedale e neanche superare 85 anni! Insomma bisogna pensarci prima. In realtà bisognerebbe pensarci molto prima. Le scale, i gradini, l’ascensore esterno ed interno devono essere tenuti in considerazione al momento dell’acquisto di un appartamento ma non solo: i pavimenti in piastrelle vetrificate per fare un esempio sono una pista da pattinaggio che si potenzia con una semplice pozza di acqua e con le scarpe non dotate di suola antiscivolo.

Sono a “rischio piastrella scivolosa” tutti i soggetti adulti con disturbo della marcia anche lieve ovvero dato da un parkinsonismo che non è la malattia di Parkinson ma si tratta di un rallentamento spicomotorio legato a un invecchiamento del tessuto cerebrale definito encefalopatia vascolare. Il parkinsonismo è caratterizzato come nel parkinson da rigidità, tremori e lentezza dei riflessi e talora perdita degli automatismi della marcia e dei riflessi automatici della caduta. Ma ci sono disturbi della marcia in soggetti con il tessuto cerebrale e il sistema nervoso integri, causati da un disturbo della vista ad esempio, o da un disturbo artrosico poliarticolare.

Infine ci sono i rallentamenti occasionali dovuti agli effetti collaterali di alcuni farmaci ipnotici (quelli per prendere sonno) per fare un piccolo esempio che combinati magari con una cena più pesante possono causare effetti di marcato rallentamento al risveglio. Per finire ricordiamo i possibili effetti destabilizzanti legati ad eventi semplici ma frequentissimi come una cistite oppure una bronchite che con il rialzo termico possono dare una vera e propia instabilità in soggetti non più giovani e magari un po’ disidratati.

Una lista lunghissima come avrete capito che  con un gesto semplicissimo come quello della sabbiatura del pavimento potrebbe evitare una brutta caduta a terra. Ma anche il posizionamento di maniglioni nei punti giusti, il sollevamento delle prese elettriche e se necessario anche la sostituzione dei sanitari sono tutti costi talora anche minimi e facilmente contenibili  nel tetto previsto dalla legge, quindi modifiche edilizie totalmente gratuite ivi compresa la consulenza tecnica dell’architetto.

Ma nessuno o quasi nessuno lo sa… ma chissà perchè? In Italia è così: le leggi intelligenti esistono ma nessuno le conosce ovvero si fa in modo che nessuno le conosca.

Pensiamoci in tempo è il mio suggerimento, è inutile arrabbiarsi dopo quando è tardi per fare la domanda. E intanto iniziamo noi stessi a pensare ai dettagli di arredo utili, che vanno dall’eliminazione dei tappeti piccoli e grandi che siano, alla sistemazione della luce corretta nei punti fondamentali, all’utilizzo di scarpe e ciabatte rigorosamente chiuse e antiscivolo, e all’aggiustamento dell’altezza di sedie, divani e letti e perchè no, facciamoci fare una consulenza da presentare entro il 30 marzo prossimo per attuare modifiche utili alla nostra sicurezza.

Questa è prevenzione e non va confusa con la strumentalizzazione delle paure ma esattamente il suo contrario, anche se siete degli ultra 75 enni sani come dei pesci dovete pensare al futuro e iniziare ad abituarvi da adesso a tutelare la vostra autonomia e salute psicofisica con piccoli gesti nei riguardi di voi stessi facendoli entrare in una routine comportamentale di “buon sano volersi bene”.

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2 Comments

  1. paolo ha detto:

    Non è, mai troppo tardi:-) !

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