La gravidanza non è una malattia

Anche se ironicamente si dice che la gravidanza è una malattia che ha 9 mesi di incubazione e poi diventa incurabile e cronica per il resto della vita, essa dovrebbe essere per ogni donna che la sperimenta un momento magico e di grande benessere fisico e soprattutto psichico. E questo può essere confermato da tantissime donne.

Nonostante ciò, oggi la gravidanza viene davvero vissuta come una malattia; la prevenzione delle problematiche più comuni rischia di diventare un’ipermedicalizzazione dove la donna in dolce attesa viene trattata da malata e messa nella condizione di sentirsi tale e di perdere quella  magica e tutta speciale condizione che la gravidanza spontaneamente regala.

Sono tantissime le donne che oggi, ogni volta che vanno a fare il controllo ecografico, tornano a casa con ansie e dubbi inculcati dagli specialisti del settore che misurano al millimetro tutti i parametri e talora con un notevole un eccesso di zelo nel comunicare alla paziente esattamente quello che vedono. ”  niente di grave.. però stavolta il cranio non è cresciuto come avrebbe dovuto ” e il mese successivo tocca ad un altra parte anatomica che non è della grandezza attesa come da tabella.

Il ginecologo sembra estremamente preciso ma in questa precisione professionale trasmette alla sua paziente i dubbi che lui stesso non sa calcolare e inquadrare nel giusto modo. Questo non senza generare uno stato di ansia che in alcuni soggetti magari già avanti negli anni oppure in corso di una gravidanza tanto attesa e desiderata può trasformarsi in un incubo che fa male alla futura mamma quanto al feto che porta in grembo ovviamente!

Tutti noi sappiamo che in alcune condizioni è benedetta l’ignoranza a fronte di informazioni dettagliatissime il cui si significato non è chiaro. Ma ancora non è finita: sono sempre di più le donne che al minimo anzi minimisso dato fuori dai valori limiti vengono monitorate in modo estremo. Una glicemia che dopo carico tarda di mezz’ora a rientrare nei limiti come unico dato può far scattare una batteria di esami di controllo, una dieta strettissima per fare solo un esempio.

Ma non è tutto quello che succede; ormai sistematicamente è che se dopo la 31° settimana il feto ancora non è girato in posizione cefalica ovvero con la testa rivolta verso il basso la paziente viene automaticamente segnalata per il taglio cesareo, senza nessun altro possibile suggerimento o possibilità anzi ci si guarda bene dal consigliare metodi naturali per far girare il feto e per predisporre al meglio il perineo in preparazione del parto naturale.

Massaggi del ventre materno, visualizzazioni attive da parte della madre della rotazione che il feto deve compiere per allinearsi con la testa nella corretta posizione, moxa sul punto 67 di vescica urinaria, agopuntura mirata alla preparazione del parto e al rovesciamento fetale sono tutte tecniche che a partire dalla 34-36° settimana  possono premettere al feto e alla madre di posizionarsi e prepararsi nel modo migliore al parto.

Parto che  a questo punto non deve più necessariamente essere uno sterile intervento chirurgico ma un momento nel quale la donna può, se lo desidera, essere la protagonista del momento forse più significativo della sua vita, assista da parte di medici e soprattutto ostetriche competenti in grado costruire un’atmosfera serena e famigliare che generi non solo sicurezza ma anche gioia e sensibilità per accogliere al meglio una nuova vita.

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