Camminare correttamente

Camminare è l’azione più fisiologica che ci sia, non poter camminare per motivi clinici neurologici o osteoarticolari è responsabile di gravissime complicazioni che si ripercuotono sull’intero organismo. L’allettamento, si sa, è una delle maggiori cause di morbilità e mortalità.

E’ inoltre noto  che anche gli astronauti che per loro caratteristica intrinseca devono essere in ottime condizioni fisiche se sottoposti a mancanza di gravità per lunghi periodi sono soggetti a diversi disturbi fra i quali l’osteoporosi.

Infine sulla nota e ben considerata rivista medico scientifica Lancet il movimento viene considerato più efficace dei farmaci nel ridurre  la mortalità in senso lato. Il corpo umano infatti non è progettato per stare fermo  ne in piedi ne seduto e tanto meno sdraiato.

Il camminare è poi in effetti la funzione motoria più semplice e più classica anche un medico generico senza alcuna formazione riabilitativa consiglia da sempre ai suoi pazienti  di fare per quanto possibile almeno due passi tutti giorni.

Dal punto di vista neurofisiologico il raggiungimento della deambulazione sicura rappresenta un’importante tappa neuromotoria e psicomotoria in campo evolutivo. La perdita della deambulazione autonoma in campo geriatrico rappresenta dal canto suo un importante fase del processo involutivo spesso accompagnato da una patologia degenerativa e non solo dal semplice processo di invecchiamento.

Garantire con la riabilitazione un minimo di deambulazione assistita ai pazienti con difficoltà motorie e anche solo mantenere la statica per pochi minuti nei pazienti più gravi rappresenta comunque un importante atto riabilitativo necessario a migliorare la salute in senso lato e non è affatto come si potrebbe pensare un atto di crudeltà e di accanimento nei confronti delle patologie invalidanti.

Può essere utile capire quando e in quale caso camminare può non essere un atto terapeutico talora anche controproducente o nocivo. In assoluto direi quando non si possiede la sicurezza e la lucidità sufficienti, quindi quando non si è in grado di intendere e volere, quando dopo un intervento chirurgico il paziente non è ancora consapevole del rischio di caduta dato dall’anestesia non ancora completamente smaltita, quando si abusa di farmaci ipnotici (per dormire) senza dosarli in modo corretto. Quando viste le nostre capacità motorie non  al massimo il terreno diventa potenzialmente a rischio di caduta: acqua, ghiaccio, neve su piastrella, ghiaia su discesa, visibilità ridotta. In alcuni casi di rallentamento psicomotorio è fondamentale evitare accuratamente l’utilizzo di tappeti e scarpe aperte la dove un movimento fatto in velocità possa causare un pericolo di caduta.

Ma queste sono considerazioni ovvie o dovrebbero esserlo nel concetto di prevenzione dalle cadute accidentale e dai possibili danni da caduta, fratture, ematomi ecc ecc. La deambulazione è infine da limitare accuratamente quando a causa di un dolore di recente insorgenza lo schema del cammino venga totalmente alterato causando un totale squilibrio posturale che si ripercuote sull’intero sistema fasciale e osteoarticolare.

Lo stesso vale quando una calzatura non adatta crea dolore o disagio. In queste due circostanze la deambulazione prolungata e alterata a causa dell’ evitamento del dolore può generare infiammazioni e disturbi muscolotendinei  talora anche gravi e che possono poi essere difficilmente rimovibili. Anche l’impiego di borse non adatte altera totalmente la deambulazione e il carico anche se si tratta di piccoli pesi. E’ quindi importante capire che per fare la cosiddetta camminata del benessere bisognerebbe farla con le scarpe giuste, il clima giusto e senza pesi.

Da limitare a percorsi graduali e lentamente crescenti la deambulazione quando ci sono evidenti alterazioni osteoarticolari anche di vecchia data, artrosi alle ginocchia e alle anche, obesità severa. In questi casi il movimento diventa corretto quando non genera esso stesso un dolore che poi permane nel tempo ma solamente un eventuale dolore che passa velocemente finita la prestazione motoria e meglio un’assenza di dolore.

Attenti in questi casi a correggere alterazioni e deformazioni che si sono stabilizzate già da anni quando esse sono in equilibrio ovvero quando hanno quasi magicamente  trovato un nuovo equilibrio nella patologia. Questo vale per le protesi di vecchia data oppure per quelle deformità che sono accompagnate da una buona funzione motoria, in questi casi la protesi nuova magari più tecnica e moderna potrà essere un problema e dovrà richiedere un tempo di rieducazione talora difficile da realizzare.

Quello che però è fondamentale per tutti coloro che vogliono mantenere la salute è considerare che la deambulazione è un attività di per sé curativa e se utilizziamo il poco tempo che abbiamo a disposizione per camminare in modo consapevolmente corretto è possibile che questa semplice azione sia ulteriormente benfica.

Oltre alle scarpe e alla borsa molta attenzione va posta sull’addome che dovrà essere leggermente rientrato o trattenuto. In questo modo si genererà una sorta di sostegno e spinta verso l’alto che attiverà al massimo tutta la catena muscolare chiamata antigravitaria. La sensazione corretta è quella di essere particolarmente leggeri come se rimbalzassimo sul pavimento.

Addio ai piedi che pestano, allo zaino fantasma sulle spalle! Si tratta di un modo di camminare che molte persone hanno quasi dimenticato ma che con pochissimi accorgimenti è ancora possibile ritrovare intatto nel nostro schema motorio interno.

Commenta con FB

2 risposte a Camminare correttamente

  • hujyu scrive:

    e per chi ha la sciatica che si infiamma?

  • Cathe scrive:

    Prima va sfiammata la sciatica ovviamente l’agopuntura è un ottimo sistema poi va inquadrata la causa se viscerale, meccanica o mista ovvero la radice del disturbo e corretto per quanto possibile poi..solamente poi si camminerà per tempi crescenti. 🙂

Commenta con il tuo account...

Iscrizione Newsletter
Privacy & Cookies

Questo sito non utilizza cookies di profilazione. Quindi, secondo la normativa vigente, non è tenuto a chiedere consenso per i cookies tecnici e di analytics, in quanto necessari a fornire i servizi richiesti.

Puoi trovare maggiori informazioni sulla privacy& Cookie policy di questo sito qui:
Privacy policy

Un post a caso
  • Il valore dell’autotrattamento
    E’ sorprendente vedere come per ogni disturbo fisico esistano semplici gesti e manovre da eseguire in autotrattamento. Certo, in assenza di una conoscenza del corpo e delle leggi meccaniche, fisiologiche  ed energetiche insite nel nostro …