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Nutrirsi ma non di cibo

Secondo la medicina cinese l’energia che il corpo riceve viene fornita dal cibo, dalla respirazione e dalle sue  azioni-emozioni che possiamo definire positive.

Alimentarsi in modo scorretto e respirare un’aria viziata non sono certamente  modi per nutrirci, bensì limitano, forse più di quanto non si pensi, la nostra possibilità di ricaricare le nostre pile.

Per noi esseri cittadini mangiare un cibo contenente il massimo della sua energia vitale chiamata Jing, come un uovo appena deposto, un pesce appena pescato, una mela appena colta è un miraggio. Contiamo sulla tecnologia per migliorare il più possibile la conservazione dei nostri cibi e sulla velocità sempre maggiore dei trasporti degli alimenti.

Lo stesso possiamo dire dell’aria; respirare un’aria fresca e piena di energia solare è quasi un miraggio, viviamo chiusi in ambienti super riscaldati, con luci artificiali e uno smog crescente al quale ormai abbiamo fatto l’abitudine.

A questi due nutrimenti fondamentali a meno che non si decida di vivere a contatto con la natura tagliando i ponti con il mondo civilizzato e industrializzato dobbiamo rinunciare e fare le scorte appena possibile.

Ma certamente le emozioni positive quelle possiamo coltivarle nel nostro orticello di casa senza dovere rinunciare ad alcunché e senza alcun pedaggio extra. Queste sono figlie nostre e sono in realtà relativamente indipendenti dal reddito e dalla fortuna personale ma più collegate con un’indole e un atteggiamento personale nei confronti della vita.

Un altro nutrimento fondamentale secondo la filosofia cinese è dato dalla spiritualità e dallo studio; questi rappresentano un elemento capace di nutrirci come una madre. E quanto più le nostre energie si riducono con il passare inesorabile degli anni quanto maggiormente questa madre diventa fondamentale.

Lo ripetevo qualche giorno fa durante una mia lezione all’Università della terza età di Milano. Studiare e ricercare un significato spirituale o filosofico è una fonte di ricchezza per qualsiasi adulto e diventa una sorta di nettare per la tutta la popolazione anziana indipendentemente dalla cultura e rango sociale.

Lo studio e la spiritualità sono l’unica fonte di puro nutrimento che oggi giorno possiamo considerare alla portata di tutti, molto più dell’aria che respiriamo e del cibo che mangiamo.

 

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