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Agopuntura per trattare e agire sul presente

Succede molto frequentemente che il paziente in corso di  una seduta di agopuntura fatta per trattare uno specifico disturbo non faccia menzione alcuna dello stato fisico o mentale nel quale si trova quando non apparentemente collegato al suo disturbo primario.

Per esempio se un paziente che viene seguito per una cefalea  avverte mal di schiena oppure uno stato influenzale o altri sintomi non collegati alla sua cefalea è molto frequente che segnalerà i diversi disagi da lui considerati non attinenti, solo alla fine della sua seduta di agopuntura.

Penso che non ci sia niente di più sbagliato; il paziente va trattato nel presente ovvero facendo riferimento ai disturbi che avverte e alla situazione che vive in quel preciso momento, fosse anche uno stato ansioso o depressivo legato a un litigio oppure a una cattiva notizia, uno strappo muscolare legato a un recente sforzo per spalare la neve come a un mal di gola da possibile stato influenzale.

Sono tutte informazioni utili per eseguire un trattamento che segua il presente e che sia personalizzato al paziente già noto per le sue problematiche  ma anche  alla situazione contingente. Se da un lato ogni seduta di agopuntura non può essere una nuova visita è vero anche il suo contrario ovvero ogni seduta non dovrebbe essere  eseguita meccanicamente come una batteria di agopunti da applicare in serie in modo acefalico e ripetitivo.

Bastano poche informazioni che si possono raccogliere in meno di 5 minuti, modificando di conseguenza il singolo trattamento.  Possono cambiare il numero di aghi  per trattare uno specifico disturbo, aggiungersene altri mirati ad altre situazioni contingenti, possono cambiare i tempi del trattamento accorciandosi in caso di marcata stanchezza o debilitazione fisica oppure allungarsi in caso di dolore acutizzato.

L’agopuntura è un trattamento globale di armonizzazione complessiva: essa non agisce solo su una sede specifica del corpo ma su tutto il complesso psicofisico del paziente inserito nel suo tempo e viceversa. Essa è tanto più efficace quanto più si adatta alle esigenze concrete e reali di quello specifico paziente inserito in uno specifico contesto temporale. Non è un caso se il mio maestro, il Dott.  Tan, considera come estremamente efficace il trattamento stagionale ovvero la scelta dei punti non solo collegati alla sede del dolore e alla specifica disfunzione organica ma anche alla stagione in corso.

Si può dire che l’agopuntura cura il presente e necessita per agire al suo meglio di una presenza da parte di chi la esegue e di chi la riceve. Come anticamente si diceva: “Pianta un palo e guarda l’ombra” questo è un principio di terapia indispensabile per orientarsi nel trattamento rendendolo dinamico ed incredibilmente più efficace.

 

 

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