Il 2013 secondo i Bazi cinesi

Quello dei Bazi cinesi è un mondo molto complesso. Si tratta infatti di uno dei settori dell’astrologia cinese che poco o nulla ha a che fare con l’oroscopo cinese più comunemente conosciuto.

Secondo questa mappatura astrologica, ogni anno (Nian), che non  inizia con il 1 di gennaio,  il 2013 per esempio inizierà  il 10 Febbraio, si configura con l’insieme di un ramo celeste (Gan) e un tronco terrestre (Zhi). Questi due elementi formano il pilastro dell’anno ( in cinese Zhù).

Nell’astrologia cinese, ogni momento è fotografato da un insieme di quattro pilastri (quindi otto simboli ognuno collegato al suo elemento), detto appunto “Bazi”.

I Bazi sono infatti l’insieme dei 4 pilastri dell’ora, del giorno, del mese e dell’anno che uniti formano una sorta di mappa costituita appunto da 8 caratteri da cui il nome Ba (otto ) e zi (caratteri).

L’anno 2013  si configura con il suo pilastro recante in alto il ramo celeste Gui ovvero “acqua yin” cioè un’acqua debole ma continua, come la pioggia, e in basso il tronco terrestre Si che corrisponde al “fuoco yin”, cioè un piccolo fuoco rappresentato dal simbolo zodiacale del serpente. Il 2013 viene quindi definito l’anno del serpente d’acqua o water snake.

Mi è piaciuta e ho selezionato l’immagine di questo post che rappresenta come forma numerosi serpenti annodati tra di loro. La molteplicità dei serpenti e il loro colore ricordano il principio dell’acqua yin intesa come piccole e molteplici quantità di liquido.

L’acqua yin rappresenta un elemento di grande flessibilità e anche di forza collegata alla sua capacità di infiltrarsi. Le gocce di acqua possono notoriamente riuscire a scavare le rocce  oltre che penetrare il terreno fino nella sua profondità.

Non entrerò in merito al conosciuto segno zodiacale del  serpente che poco mi importa quanto all’analisi del suo elemento, il fuoco yin, elemento che potremmo considerare emotivo e instabile capace di incendiarsi facilmente e di spegnersi con altrettanta facilità.

Lo yin come polarità prevale in questo Zhù (pilastro), essendo presente sia nel ramo celeste che nel tronco terrestre in entrambi gli elementi acqua e fuoco.  Yin inteso come forza certamente delicata e non come debolezza bensì come forza interna, potenziale, capace di generare.

Che dire poi di entrambe gli elementi acqua e fuoco insieme, acqua sopra e fuoco sotto come in questa specifica situazione? Secondo la legge dei cinque elementi, l’acqua controlla il fuoco ma essendo questo un controllo adeguato e non eccessivo, ovvero dato dalla stessa polarità yin,  il risultato non sarà un fuoco soffocato e spento da un’acqua troppo forte, ma un fuoco ben controllato che non rischia quindi di generare incendi inaspettati. Il controllo per così dire contiene la forza e potenzialmente può  aumentarne l’efficacia e la direzionalità in senso pratico e concreto.

Un fuoco che  in questo caso non rischia di distruggere e bruciare in modo incontrollato ma che può potenzialmente scaldare, cuocere, cambiare l’alchimia delle sostanze, purificare, illuminare la strada e speriamo anche il nostro cuore. Un fuoco che però se non alimentato e protetto continuamente con attenzione, rischia di spegnersi per la presenza dell’acqua.

Per tradurre il linguaggio simbolico di queste immagini occorre pensare in termini quasi esclusivamente visivi. Da un punto di vista pratico, l’acqua yin sopra il fuoco yin va visto come una debole ma continua pioggia che cade sopra un piccolo fuoco. L’insieme di questa immagine fornisce una descrizione generale della qualità prevista per l’anno così rappresentato, ovvero un anno in cui gli sforzi costruttivi e per generare qualcosa (rappresentati dal fuoco), devono essere protetti e continuamente alimentati perchè non corrano il rischio di essere “spenti”, ovvero vanificati, dalle situazioni esterne (rappresentate dall’acqua) non obbligatoriamente negative in senso lato ma che contengono la possibilità di opporsi alla direzione in cui si vuole procedere.

Si potrebbe intuire quindi che quest’anno saranno necessari un impegno attivo e una vigilanza concreta affinchè gli obiettivi individuali ma soprattutto sociali possano essere raggiunti.

Vabbè… in effetti questo forse già l’avevamo capito!

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