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L’agopuntura è una questione di fisica e non di fede


Succede molto spesso di sentire persone anche di una certa cultura affermare con fierezza ” io all’agopuntura ci credo” oppure viceversa ” io all’agopuntura non ci credo” . Si tratta di affermazioni del tutto prive di una esperienza personale  o di un processo mentale proprio.

Tutt’altra cosa infatti è quella di affermare  che siamo  dell’idea che l’agopuntura abbia un fondamento per un qualsiasi motivo, così come dichiarare che ci sembra che questa tecnica abbia una ragion d’essere  anche se non ne comprendiamo i fondamenti.

Nel primo caso partiamo da un pregiudizio, nel secondo da un’idea personale fondata su ragioni culturali o di sensibilità individuale. Direi che tra le due passa una bella differenza.

Ai pazienti che arrivano nel mio studio perchè ormai disperati che mi confidano sotto voce “ Dottoressa, io  all’agopuntura non ci credo ma le ho provate tutte e proverei anche questa…”  rispondo “Ok, tanto la fede non serve, preferisco che sia il suo corpo a sentire se la terapia funziona oppure no!”.

E’ paradossale come alcuni pazienti poi fanno i salti mortali per non dovere ammettere di stare meglio. Proprio ieri a un paziente al suo 3° trattamento chiedevo prima di iniziare “come va?”. Risposta: “male sempre male come prima!..niente non è migliorato niente” e dopo alcune insistenze e domande precise “Beh dopo l’ultima seduta (che poi era la seconda) per un’oretta non ho sentito niente e ho pensato a un miracolo..e  ancora il dolore adesso è diverso ma non saprei dire in che modo”. 

Mi ricordo poi di un paziente dichiaratamente scettico che al suo quarto appuntamento mi diceva addirittura “Non vorrei ammetterlo ma mi sembra di stare meglio!”. Ma dai! riuscite a capire?

Per sottoporsi a una cura di agopuntura la fede proprio non serve ma neanche lo scetticismo. Entrambi sono due ostacoli alla percezione di quello che attraverso il nostro corpo è possibile cogliere. Capita a molte persone  di sentire come dell’elettricità o dell’acqua scorrere  tra gli aghi. Alcuni hanno un immediato cambiamento di stato fisico e mentale subito dopo l’infissione degli stessi; meno dolore, meno agitazione, freddo o caldo, senso di leggerezza o di  pesantezza. Altri sentono un formicolio, alcuni un dolore che aumenta oppure che si sposta in un altro punto. Può succedere di avere un improvviso sonno, alcuni piangono, altri sbadigliano, altri si spaventano o si agitano.

Insomma sono tantissime le reazioni personali perché tante sono le situazioni patologiche e diversi i modo di reagire di ognuno ma una cosa si può affermare con certezza: qualcosa succede. Chiunque si metta in una condizione di ascolto durante il proprio trattamento potrà percepire il lavoro degli aghi su di sé.  Non serve  capire esattamente cosa succede perché succederà. Dopo avere preso un antidolorifico non serve conoscere quale sia la molecola chimica del farmaco perchè esso si metta in funzione. Lo stesso avviene per l’agopuntura: non serve sapere esattamente quale sia il processo elettrico e il meridiano che abbiamo sollecitato perchè ci sia una risposta del corpo.

Intanto è importante capire che l’agopuntura agisce sul corpo e sulla mente attraverso un’ azione terapeutica a base squisitamente fisica, in grado in seconda istanza di generare delle reazioni chimiche in distretti distanti dal luogo dell’infissione. Un ago posizionato sul polso può agire sullo stomaco e sul senso di nausea in modo diretto. Questo avviene principalmente per la conoscenza  di precise relazioni esistenti tra i diversi meridiani e anche per la presenza di particolari collegamenti tra alcuni distretti corporei rispetto ad altri. Relazioni e collegamenti complessi da spiegare, tanto quanto l’azione a 360 °di una molecola chimica antidolorifica che peraltro è anch’essa non totalmente conosciuta.

A tutti coloro che vi derideranno perchè avete pensato a curarvi con l’agopuntura, rispondete che è vero non è facile da capire ne dimostrare come funziona, ma che sono molte le sostanze chimiche che si introducono nel corpo la cui azione  non è totalmente nota e i cui effetti sono decisamente potenzialmente più pericolosi.

L’agopuntura è un concetto di cura più astratto rispetto a quello a cui siamo abituati con la medicina occidentale. La medicina cinese infatti si basa sul principio di corpo-mente come insieme e tutt’uno e su di esso lavora risolvendo e considerando i sintomi locali come l’espressione di un disagio più complesso e articolato, che coinvolge diversi organi e sistemi anche molto distanti tra di loro.

Ma l’essere umano non è forse tutt’altro che semplice da capire? E soprattutto… occhio! Come dice Albert Einstein “Non tutto ciò che può essere contato conta, non tutto ciò che conta può essere contato.» 

 

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4 Comments

  1. ivabellini ha detto:

    Cara dottoressa, a proposito di “ci credo…non ci credo” sull agopuntura, le faccio conoscere una parte di una conferenza tenutasi a Lugano dal noto Paolo Attivissimo e dal medico Salvo Di Grazia (blog Medbunker), http://youtu.be/tVcaqEN_9I8 in questo video, al minuto 0,37 potrà ascoltare Di Grazia mentre “demolisce” l esistenza dei meridiani cinesi in pochi secondi, un vero fenomeno!! 🙂
    In tutta la conferenza i due se la prendo in particolare con l omeopatia ma questa chicca sulla medicina cinese ….direi che è degna di nota in questo suo articolo. Di questa conferenza avevo già scritto sul mio blog “ivabellini” quindi chi è interessato può venire a leggermi, non voglio aggiungere nulla di più per non disgustarmi ulteriormente. .

  2. sasuke ha detto:

    Ciao,
    ho letto alcuni libri di Maurice Mussat, e sono rimasto molto stupefatto da come sia riuscito a spiegare molte teorie dell’agopuntura usando il modello matematico dell’iching.
    L’approccio che ha usato può sembrare abbastanza freddo, ma da un punto di vista molto interessante sull’agopuntura che in altri testi non è cosi evidente.

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