Avere paura di perdere la crescita dei figli

E’ molto in voga oggi affermare e convincersi di alcuni atteggiamenti ritenuti fondamentali, tra cui la tipica “non voglio perdere neanche un minuto della crescita dei miei figli”

Indietro non si torna! E’ vero, anzi, verissimo ma questo vale per tutti gli aspetti della vita, non solo per quelli legati allo sviluppo dei figli e alla famiglia!

Siamo sicuri di aver compreso bene cosa è una famiglia e soprattutto cosa significhi vivere il presente?

Una famiglia non è un concetto restrittivo collegato esclusivamente alla consanguineità o al legame matrimoniale, esattamente come l’amore. La famiglia non dovrebbe essere un ideale esclusivo ma il suo esatto contrario: vi sono amicizie e legami non di sangue la cui profondità è unica e il cui apporto è indispensabile per la crescita e sviluppo nostro e di chi ci circonda.

La fedeltà alla famiglia è qualcosa di molto più esteso, significa essere fedeli all’amore ed al proprio sentire interiore e non alle regole dettate dalla società, dal lavoro, dalla morale e tanto meno dal senso di colpa.

Il presente poi è qualcosa che ci sfugge grandemente ma è l’unico modo per godere dell’attimo e quindi di tutto e di tutti quelli che abbiamo intorno a noi.  E per vivere e godere del presente è indispensabile  non essere legati al passato e neanche proiettati nel futuro. E quando si vuole fare i genitori perfetti, questo discorso vale anche per i coniugi o per i single, allora si passa il tempo a programmare cosa fare ed a decidere cosa sia meglio fare dimenticandosi così del presente e del proprio sentire interiore, delle reali necessità del nostro e dell’altrui essere profondo, qualcosa che non segue le mode, la morale, il successo e neanche il bon ton.

Ritornando ai giovani, i ragazzi di oggi hanno molti più impegni di quanto non si possa immaginare: a mio parere un fatto molto preoccupante. Poco, anzi pochissimo tempo per giocare e zero tempo per fare niente!

Ma ci pensate? Vi ricordate per un istante della vostra infanzia e riuscite a capire quanto,  soprattutto a quell’età di sviluppo della personalità, sia assolutamente indispensabile il così detto “niente da fare” inteso come momento per l’ascolto di sé?

Pensate che molti bambini e ragazzi, in pieno agosto tornano in città per iniziare attività sportive quando inseriti in gruppi o squadre. Si torna di corsa rinunciando a godere di quei momenti speciali che caratterizzano il finire  delle vacanze e questo per i ragazzi. Per alcuni genitori si rischia di accorciare al minimo indispensabile le proprie ferie non riuscendo a riposare e rigenerasi in modo sufficiente. Il tutto in un clima ovviamente torrido di caldo cittadino. Si anticipano l’inizio degli impegni e il rientro al lavoro e alla vita quotidiana per programmare la stagione sportiva che seguirà.

Discorso che certamente ha un senso, soprattutto nel mondo del lavoro e nell’ottica di imparare a conseguire degli obiettivi, ma lo spazio che si dilata nella capacità di vivere il presente e il magico sentirsi senza tempo e ascoltarsi e guardarsi negli occhi e nel cuore è preservato da questo continuo correre alla ricerca della perfezione del fare e del programmare?

Siamo sicuri in questo modo di insegnare ai nostri figli una reale scala di valori? Anche i tempi dello stare da soli hanno un loro enorme valore intrinseco sia per i ragazzi che per i genitori. Questa corsa alla quale poi si viene costretti  mette tutti sotto stress e allora è facile non capirsi e irritarsi e magari passare il tempo tra litigi e stupidi malcontenti. Inoltre se da un lato anticipiamo e corriamo in avanti come pazzi, dall’altra parte il tempo passa inesorabile, cambiano i gusti, le abitudini, le necessità e di nuovo restiamo feriti perchè siamo in attesa di un qualcosa che non esiste più da tempo.

Avere paura di perdere qualcosa della crescita dei propri figli rischia di essere il modo migliore per perdere il presente a 360°. Primo perchè aver paura di perdere qualcosa significa non averlo veramente (cosa che in effetti è!) e secondo perchè godere il presente non può convivere con nessun tipo di paura.

Forse il modo più sicuro per non perdere le cose  importanti che ci circondano è imparare a guardare con il cuore.

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Una risposta a Avere paura di perdere la crescita dei figli

  • brava! perfettamente d’accordo! occorre fare “educazione” per genitori prima che per figli… e perdere la “paura di perdere” (qualcosa che non ci appartiene) solo la consapevolezza (che pure è dono) può realmente stare nel nostro “bagaglio”… che ci porteremo “di là”… unica eredità che potremo realmente trasmettere loro 😉

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