Tecniche di agopuntura di facile utilizzo per le crisi di cefalea

L’agopuntura è una delle tecniche afarmacologiche più efficaci per trattare la cefalea di tipo emicranico detta anche cefalea vasomotoria.

Il trattamento di questo tipo di cefalea prevede che il paziente esegua un ciclo di agopuntura più o meno lungo dove l’agopuntura viene eseguita regolarmente anche in assenza delle crisi e se possibile continui anche dopo che il quadro si sia stabilizzato a una limitata ricorrenza e dolore contenuto con un lavoro di  mantenimento di durata variabile a seconda dei casi.

Quello che però è meno risaputo è che l’agopuntura eseguita in fase acuta può essere estremamente efficace per ridurre i sintomi e quindi limitare al minimo i disagi e l’assunzione di farmaci. Qualche giorno fa, alla fine della mia giornata di lavoro, rientrando da Milano, dopo quasi 6 anni dall’ultimo espisodio di questo genere, mi sono sorpresa a non vedere in modo perfetto con un occhio e ho immediatamente pensato…  sarà mica in arrivo uno scotoma? Da lì a 15 minuti circa  compariva il cosiddetto scotoma scintillante sul solito occhio destro con la sua solita forma a zigozago.

Prima ancora di vederlo comparire in tutto il suo splendore mi sono messa in macchina e rovistando nella borsa ho tirato fuori la mia bustina di “emergenza aghi” dalla borsetta e svelta mi sono infilata in testa una decina di aghi senza stare troppo a tergiversare. Lo scotoma è cessato quasi subito e la testa è nuovamente sembrata più lucida. Ho così potuto iniziare il mio viaggio di ritorno verso casa serenamente in compagnia solo di una lieve pesantezza al capo.

Una volta a casa mi sono messa sdraiata sul divano, la cefalea era comparsa in modo molto leggero, mi sono allora punta sui piedi tenendo gli aghi per almeno un’ora e sono andata a letto tenendo gli aghi in testa per tutta la notte pensando che l’indomani sicuramente avrei dovuto fare a cazzotti con la cefalea. Ma niente: il giorno di lavoro seguente, di solito pesante, è passato senza problemi e con buona energia senza un velo di dolore. Ho così tenuto gli aghi in testa per altre 24 ore e li ho rimossi completamente solo dopo due giorni pensando che l’ avevo scampata.

Gli anni di lavoro mi hanno resa molto sicura e veloce nel mettere gli aghi e la familiarità con questi strumenti è ovviamente una cosa che non ci si può aspettare in un paziente che se la debba cavare da solo. Certamente lasciare gli aghi in testa ai pazienti non è facilmente accettato e lo faccio solo se conosco il soggetto, e se so che non ci sono problemi emotivi. Ma in casi acuti chiedo sempre ai miei pazienti di non farsi problemi e di capitare in studio anche senza appuntamento programmato, ma non è mai così facile  da organizzare perchè la cefalea spesso non avvisa prima.

Esistono però altri trucchetti del mestiere, facilmente applicabili da chiunque, che normalmente insegno ai miei pazienti  nei casi di emergenza.  Il materiale necessario è minimo, bastano qualche pungito per diabetici sterili, una salviettina disinfettante,  un pacchetto di fazzolettini e uno specchio di fronte al quale cercherete con cura i punti esatti da pungere.

In caso di attacco acuto di cefalea potete pungere in 3-5 punti tutti localizzati esattamente sulla linea dell’attaccatura dei capelli, nella parte situata esattamente al centro del volto ( sopra il naso per capirci). Dopo aver disinfettato la cute, la sollevate a pinza prendendola con due dita, la pungete con rapidità come si fa con il dito del paziente diabetico,  spremete da ogni punto da 1 a 3 goccie di sangue e  asciugate con un fazzoletto. Lo stesso potete fare sulla sommità della testa e sulla punta dell’orecchio.

Per l’orecchio  disinfettate prima la punta, poi trovare il punto esatto, prendete con la mano il padiglione auricolare e chiudetelo in avanti piegandolo come fosse un libro, il punto più alto dove si piega l’orecchio  è la parte da pungere, basta una sola puntura per lato fatta con molta velocità, spremete qualche goccia di sangue su un fazzoletto, e successivamente disinfettate bene.

Per trovare il punto da pungere sulla sommità della testa, con i pollici toccate le punte delle vostre orecchie,  e poi unite le dita dei medi o degli indici formando come un cerchietto con le mani,  il punto di contatto tra i due indici sulla testa è il punto da pungere.

Se usate la mani pulite, pungidita sterili e i fazzolettini disinfettanti prima e dopo aver punto non vi è nessun rischio di infezione cutanea. Non temete di perdere troppo sangue, gli aghi sono sottili. Anzi le prime volte ne esce troppo poco. Per questo è utile prima fare un piccolo massaggio della pelle da pungere. Manovra utile sia per disinfettare bene la pelle che per richiamare più sangue localmente. L’unico problema è che esiste una forte esitazione nel pungersi da soli per paura di sentire male, emozione assolutamente sana.

Consiglio di iniziare con calma in presenza di un familiare eseguendo le punture più semplici che sono quelle dell’attaccatura dei capelli. Poi un po’ alla volta come il diabetico che si punge senza neanche guardare farete sempre più esperienza, è sempre meglio e raccomandato essere  istruiti personalmente da un agopuntore di fiducia che vi può fare vedere bene e capire come farlo al meglio.

Le punture non sono simpatiche ma se fatte con mano veloce non ve ne accorgete neanche ma soprattutto è necessario agire tempestivamente come si fa con il farmaco ovvero alle prime avvisaglie. Solo in questo modo è possibile agire in modo efficace sull’ondata di vasocostrizione e vasodilatazione responsabili del dolore.

Non è la stessa cosa che avere gli aghi a permanenza come ho potuto sperimentare su me stessa. Questa pratica di piccoli sanguinamenti controllati non sostituisce un trattamento di agopuntura completo, ma può essere un complemento e  un bel sollievo limitando la crisi e il dosaggio di farmaci necessari a farvela passare. Se poi vi fate seguire con un buon ciclo di agopuntura e magari una ricetta fitoterapica personalizzata è possibile che l’insieme delle terapie possa definitivamente eliminare i farmaci dalla vostra borsetta e dal cassetto del comodino.

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