Sanità in svizzera: equità, economicità e libertà

In svizzera ogni medico che si iscrive all’ordine dei medici del rispettivo cantone dichiara al momento dell’iscrizione all’ordine di accettare le tariffe sanitarie del TARMED. Si tratta di un elenco di codici e relative tariffe nazionali che prevede oltre 4000 voci diverse.

Il TARMED nasce  dopo numerosi anni di lavoro alla ricerca di un sistema di estrema precisione per qualificare e quantificare le molteplici  possibilità di lavoro medico. Il tariffario è stato successivamente modificato e aggiustato fino ad arrivare ad oggi a una stesura considerata definitiva e completa seppur suscettibile di eventuali ulteriori modifiche.

Ogni tipo di prestazione medica prevede un codice diverso che ne assicura un pagamento equo rispetto al tempo e alla difficoltà, responsabilità e agli studi necessari per eseguirlo. Ecco che raccogliere l’anamnesi, visitare, valutare una specifica funzione o articolazione, preparare una ricetta, leggere gli esami in assenza del paziente, fare una consultazione telefonica, preparare un certificato, spiegare una terapia, insegnare delle manovre o degli esercizi, eseguire delle manovre, ma anche sostenere psicologicamente un paziente o un parente, oppure indicare una dieta precisa sono tutte prestazioni codificate in modo diverso.

Devo confessare che nonostante la mia nazionalità svizzera al primo impatto ho pensato con panico, “è troppo difficile! non è mica possibile starci dietro”. Ma poi leggendo con calma le diverse voci, ho capito facilmente il criterio su cui si basa e lo considero sicuramente un sistema molto efficace e ben studiato per far si che il pagamento sia equo rispetto alla prestazione indipendentemente da chi la eroga.

Quanti pazienti andati a visita da un medico considerato famoso per una specifica area medica o patologia sono tornati da me delusi, affermando di avere avuto una visita estremamente superficiale e veloce. Non è una novità. In Italia esiste la tariffa minima ma non esiste ancora la tariffa massima di una prestazione, il che lascia capire come alcune visite specialistiche possano avere anche prezzi assolutamente fuori scala.

Se una visita specialistica dura 10 minuti, il pagamento sarà anche quello più alto della valutazione specialistica ma congruo con la durata della stessa e non con l’esperienza del medico. Una visita specialistica di un’ora e mezza con valutazioni, test specifici, esercizi e trattamenti mirati avrà un prezzo fino a  4 volte superiore. E’ vero che un medico con maggior esperienza dovrebbe essere più capace e veloce e quindi richiedere minor tempo per eseguire alcune manovre. Ma questo fatto dovrebbe andare a vantaggio del medico che in meno tempo fa più prestazioni e a beneficio del paziente che con minor tempo e quindi minor spesa avrà una valutazione corretta del suo caso! E questo  criterio  è possibile trovarlo  nel TARMED ovvero una volta pagata la qualifica della prestazione ( che sottintende gli anni di studio per raggiungere tale qualifica) il tempo, più è veloce più è a vantaggio di entrambi: medico e paziente.

Nel tariffario infatti sono previsti tempi ma anche la tipologia esatta della prestazione. Una prima visita dopo un incidente ha una tariffa molto più alta perchè maggiore è la responsabilità del medico e il tempo in questo caso non può essere inferiore a una certa durata a salvaguardia della salute del paziente e verrà riconosciuta su tutto il territorio nazionale anche se il paziente non si è recato in ospedale perchè magari non era necessario effettuare alcun accertamento o radiografia di controllo. Questa procedura alleggerirebbe il pronto soccorso che invece dovrebbe prendersi cura delle reali urgenze e non dei colpi di frusta per fare un piccolo esempio.

Esiste poi una tariffa diversa se il paziente è inviato a parere da un altro collega, che comprende  il tempo delle telefonate, del passaggio di dati personali e della risposta scritta che abitualmente viene fatta. Ogni certificato o comunicazione scritta ha un valore sulla tipologia dell’informazione e sulla lunghezza in numero di righe della comunicazione.

Quante volte mi è capitato di scrivere una lunga lettera di presentazione di un paziente a un collega senza mai avere una risposta! Solo recentemente con un chirurgo francese fra l’altro di una certa fama e ovviamente con il quale non sono in amicizia, ho avuto un riscontro sia scritto che telefonico, sia prima che dopo l’intervento, una lettera sulla valutazione e una lettera precisa sul tipo e caratteristiche specifiche relative all’intervento chirurgico che la mia paziente aveva ricevuto. Un miraggio che in Italia mai in oltre 20 anni mai mi era capitato di vedere e non dico altro!

La collaborazione tra specialisti non avviene solo per conoscenza diretta ma è la base del lavoro, allo scopo di produrre un inquadramento a 360° del paziente in carico e senza paura di perderlo. Non esiste il pericolo che lo specialista dal quale invii il tuo paziente lo fagociti lasciandoti fuori. Il chirurgo francese in questione, per fare un esempio, ha detto alla mia paziente che era un bene che il suo dolore fosse stato trattato dall’agopuntura e ha tenuto a sottolineare alla paziente che il suo recupero postchirurgico lo aveva sorpreso positivamente.

Una bella differenza con altri chirurghi o ortopedici Italiani talora in grado di deridere i pazienti perchè in cura con l’agopuntura oppure  capaci di fare affermazioni false come “L’agopuntura è come l’anestesia: una volta finita non produce alcun miglioramento”! Perchè non è così! Insomma si può collaborare con il rispetto totale delle altrui specialità e la sicurezza che il paziente ritorna con qualcosa in più data appunto dalla professionalità e esperienza di un altro specialista.

Ecco che in questo modo il paziente extraospedaliero o  privato non sarò mai considerato una sorta di proprietà da difendere ma un essere umano bisognoso  di cure, da trattare in equipe e in armonia tra le diverse aree specialistiche all’unico scopo di migliorare la sua qualità di vita in senso ampio ed esteso del termine.

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