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Agopuntura per il trattamento e la prevenzione dell’encefalopatia

Per encefalopatia si intende la sofferenza del tessuto cerebrale nervoso. Questa può essere secondaria a un evento acuto vuoi infettivo (encefalite virale o batterica) oppure traumatico sia interno che esterno ( emorragia cerebrale acuta) oppure all’improvvisa ischemia del tessuto come nel’ictus ischemico.

La sofferenza cronica invece del tessuto nervoso cerebrale è un processo lento e graduale da cui conseguono un progressivo  malfunzionamento e una graduale morte cellulare  e distruzione del tessuto stesso. Da diversi anni si tende a dividere l’encefalopatia senile  in due grandi branche; quella vascolare cronica e quella degenerativa.

L’encefalopatia vascolare cronica è dovuta a un insufficiente apporto di sangue al tessuto cerebrale da cui segue la formazione di aree microischemiche; questa patologia è spesso anche collegata con altre patologie come il diabete, l’ipercolesterolemia, l’ipertensione e l’ipotensione arteriosa e molte altre e la sua incidenza aumenta con l’età e con la perdita della salute e le condizioni di salute globali del paziente.

L’encefalopatia degenerativa invece è una patologia assestante che può colpire un soggetto anche in pieno benessere; è  chiamata malattia di Alzheimer, si tratta di una  malattia estremamente studiata ma la cui eziologia (intesa come causa iniziale) ancora non è chiarita. Il tessuto cerebrale va incontro a un fenomeno che potremmo considerare di infiammazione cronica progressivo e ingravescente che si caratterizza dal deposito di una proteina (la betaamiloide) che agirebbe da collante cellulare causando la formazione di placche di tessuto la cui funzione viene gradualmente alterata e persa. L’incidenza dell’Alzheimer aumenta esponenzialmente con gli anni.

In entrambi i casi il risultato è comunque lo stesso: una perdita della capacità chiamata cognitiva che comprende la memoria, l’attenzione, talora il ritmo sonno veglia, i tratti della personalità e del comportamento, il tono dell’umore, fino ad arrivare a disturbi quali l’incontinenza urinaria e fecale e disturbi motori più o meno gravi più comuni questi nelle encefalopatie vascolari.

Chiunque di noi avendo visto da vicino qualche parente anziano con questi disturbi si augura di non dovere mai soffrire di questa patologia per non perdere l’autonomia e la lucidità mentale e non dover dipendere totalmente da altri e soprattutto non finire per pesare così gravemente sull’economia famigliare e sociale.

Quando dai giornali ho saputo della recente truffa e dei maltrattamenti sulla ormai 90enne Cecilia Morosini definita dai giornali “incapace di intendere” ho avuto un brivido. Me la ricordavo ancora sui 70 anni, così brillante con i suoi molteplici anelli alle mani, le sue calze a rete che spuntavano dai pantaloni a sigaretta da dove si intravedevano le unghie elegantemente dipinte. Una donna dal  carattere forte e un pò mascolino ma anche femminile.

Pipa alla bocca e grande grande classe oltre che cultura ed intelligenza sopraffine. La considero ancora la mia prima e vera Maestra di vita, alla quale dopo la laurea avevo scritto una lettera e regalato un cristallo di rocca come gesto simbolico di quello che lei aveva rappresentato per me: una solida e intramontabile fonte di luce dalle molteplici sfaccettature.

Avevo solo 24 anni e lei all’epoca ne aveva 76 quando  fui rapita dal suo modo di visitare e di lavorare assolutamente unico e di forte impatto psicologico. Non a caso non solo conosceva le diverse tecniche riabilitative quando ancora in Italia non si sapeva cosa fossero ma era esperta in psichiatria e in neuropsichiatria, oltre che nel linguaggio del corpo. Fu lei per prima in Italia a parlare dell’atmosfera riabilitativa e dell’influenza dell’ambiente sul paziente da riabilitare.

Trasgressiva  e antimoralista mi ricordo di aver portato la mia tesi sperimentale ancora da leggere a casa sua alle 22, lei con la pipa accesa mi aveva accolto nel suo studio personale, adiacente a casa sua, l’aveva letta tutta di un fiato senza alzare il naso dai fogli, facendo tra un foglio e una pipata e alcuni versi per me incomprensibili, mentre io palpitavo di ansia nell’attesa di un suo cenno di consenso.

Alla fine di circa un’ora e mezzo di lettura, che mi sembrò un tempo interminabile, finita l’ultima pagina, aveva chiuso dicendomi: “Va bene, molto bene. Questa si che è una tesi, brava! Mi raccomando alla discussione non si faccia intimidire, parli bene davanti al microfono con la bocca vicina al gelato, come se dovesse fare un pompino! E  poi è ovvio si metta una bella camiccetta scollata!

Ero rossa come un peperone ma così divertita e contenta della sua approvazione, che quel viaggio di rientro a casa delle 24 me lo ricordo ancora come fosse ieri. Che donna! E che testa, pensai! Ma gli anni passano e anche le menti più forti possono cedere all’encefalopatia.

Tra le varie terapie di supporto utili per prevenire e rallentare un’encefalopatia cronica, l’agopuntura anche se ancora così poco conosciuta in Italia è una tecnica medica che potremmo considerare estremamente utile e senza alcun effetto collaterale.

Per l’esatezza esiste un punto chiamato Baihui o Du 20 o GV20 che si localizza sul vertice della testa. Lo si può facilmente localizzare tracciando una linea immaginaria che parte dalla punta delle orecchie, il punto si trova nel centro esatto della linea mediana del corpo. Questo punto è considerato uno dei tesori dell’agopuntura, il suo nome letteralmente significa cento congiunzioni o cento riunioni, inteso come punto utile per trattare cento patologie. Un punto quindi utile non solo per l’encefalopatia senile ma anche per trattare le possibili altre patologie associate.

La bellezza di questo punto è che si dice nutra il cervello, letteralmente “Porta su il puro e fa scendere l’impuro”, con questa frase si allude al fatto che è versatile e si può usare in caso di deficit di sangue e di energia come nel caso dell’encefalopatia vascolare e in caso di eccesso come si potrebbe considerare la malattia di Alzheimer. GV 20 trova un riscontro e applicazione pratica anche in molte le tecniche energetiche di respirazione e di yoga, di qi cong e di tai chi.

Baihui  può essere stimolato anche manualmente e con la moxa, previo training. Un punto  che da solo potrebbe entrare senza difficoltà nella pratica preventiva di questa triste malattia che purtroppo può colpire chiunque nel corso della sua vita.

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