Mai rinunciare a vivere

Rinunciare a essere se stessi è una cosa che si impara già da piccoli e che alcune volte ci accompagna dalla più tenera età. Rinunciare significa fare a meno volontariamente di qualcosa che si possiede. 

Rinunciare è poi una parola che, siate onesti, è accompagnata dall’approvazione popolare del “giusto”, se poi a fianco alla parola “rinuncio” aggiungete “per il bene degli altri”, il gioco è fatto; vi siete garantiti l’applauso e la lode di chiunque, nessuno oserà contrapporre parola e neanche pensare che avete anche potuto fare una scelta discutibile.

Siete in una botte di ferro!

Una frase che fa parte del retaggio cattolico pronunciata durante i voti dei sacerdoti  è “rinuncio a satana”,  rinuncio alla parte di me in ombra per trasformarla in Luce. Un significato totalmente diverso dalla rinuncia a qualcosa di buono e di piacevole, come solitamente intendiamo.

Mostrarsi benefattori e magnanimi è da sempre un sistema molto usato per nutrirsi di gratificazione, crescere in potere e talora anche compiere le più ignobili nefandezze.

Ma quello che qui mi fa piacere condividere è la possibilità di vedere che molte, anzi troppe nostre scelte, sono dettate talora anche inconsapevolmente da questa trappola per topi.

I primi castratori sono quasi sempre i nostri genitori ed è per questo che fare i genitori è l’impresa più difficile del mondo e per la quale è indispensabile non essere superficiali. Approvare e non approvare una scelta dei figli e motivare la nostra approvazione o non approvazione possono essere determinanti per il futuro e per la costruzione di una identità. E lo stesso vale per le nostre di azioni.

Capire cosa muove una scelta o una richiesta e non fermarsi al giusto e non giusto, buono e non buono è di una difficoltà spaventosa e richiede una attenzione e concentrazione massime, perchè  tutti i nostri gesti e le nostre parole dovranno essere consapevoli. Dovremmo esserci sul serio e non recitare la nostra parte di genitori.

Non conta cosa si fa, ma come. Vi siete mai svegliati con una grande voglia di affrontare la giornata  e con tanta energia da non poter stare a letto ancora e aver solo voglia di buttarvi nella vita e di morderla? Vi è mai capitato di vivere così intensamente da ricordare ogni vostro gesto e ogni dettaglio di quel momento da poterlo riproporre alla mente anche a distanza di tempo?

E ancora avete mai sentito il piacere della luce perfetta, della musica perfetta, del sapore perfetto, dell’unione perfetta? Ebbene in quei momenti voi eravate lì con tutto il vostro essere. Rinunciare a essere è la cosa più nociva che si possa fare, non solo per noi stessi ma per tutti coloro che sono a fianco a noi e che subiscono  la nostra influenza.

Rinunciare alle proprie idee per assecondare un padre, una madre, un maestro, una moglie o un marito o un capo ufficio è imperdonabile per noi stessi e se è fatto deliberatamente è imperdonabile per coloro che ce lo impongono.

Fare rinunciare l’altro alla sua libertà è un’opera al nero, molto spesso mascherata da buona azione quotidiana. Se non stiamo attenti, se non stiamo svegli non ce ne accorgiamo neanche, entriamo passivamente nella corrente che lentamente ci allontana da noi stessi. Giorno dopo giorno diventiamo sempre più cinici, sempre più tristi, sempre più scarichi perchè ci siamo scollegati da noi stessi e dalla nostra energia vitale. E meno siamo noi stessi meno riusciamo a vedere quanto ci manca, meno riusciamo a sentire quell’energia, quella voglia di vivere e quella perfezione che altro non è che figlia della luce stessa.

Stiamo molto attenti; è facile addormentarsi e farsi trascinare passivamente dal “si fa così” e dal “così è giusto”, l’ombra  e la sua influenza esistono tanto quanto la luce. Una volta si parlava di guerrieri della Luce e in molti miti e religioni si parla di una guerra tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre.

Perchè mai noi non dovremmo lottare? Perchè mai dovremmo subire passivamente una castrazione di noi stessi?Porgere l’altra guancia non è una azione passiva ma attiva data dalla comprensione di quello che ha generato la sberla e capace di riportare l’equilibrio: non è idiozia ma massima visione d’insieme. Ci hanno insegnato a castrarci non solo sessualmente ma in tutti i sensi. Il senso di colpa permea tutta la nostra esistenza terrena, ci sentiamo perennemente in debito, ma la verità è che il vero debito la costruiamo ogni giorno con noi stessi.

Anche se abbiamo una terribile paura di sbagliare non possiamo rinunciare a vivere, dobbiamo provare e riprovare e quando avremo imbroccato la strada per arrivare a noi stessi lo sapremo senza ombra di dubbio, perchè l’energia che si scatena e la forza della nostra mente sono inconfondibili e sono potenti come un raggio di sole.

 

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