Correzione posturale: attenti alla fretta

La fretta si dice sia cattiva consigliera.  Per quello che riguarda la mente la fretta corrisponde a uno stimolo al quale è necessario essere abituati per non imbattersi in errori e azioni dei quali potersi pentire. Dal punto di vista del corpo, la fretta necessita di un training per restare attenti, vigili e pronti a  reagire.

Quante persone cadono dalle scale, dal marciapiede solo perchè sono di fretta?  Chi ha fretta per esempio non ascolta il corpo nel momento in cui deve trasportare bottiglie, piatti, borse e altro; lo fa e basta, cercando il modo di ottimizzare al meglio le sue povere mani  e maltrattato corpo. Tre borse a destra e tre a sinistra e su per le scale…oppure giù dalla macchina…avete presente?

Ma non è finita, coloro che hanno continuamente fretta e che sono puntigliosi e vogliono fare sempre tutto e bene, finiscono per avere un atteggiamento posturale che rincorre il tempo, ovvero leggermente proteso in avanti. In un certo senso queste persone non sanno stare ferme, non conoscono il qui e ora, si potrebbe dire che sono mentalmente già là!

Sul piano strettamente fisico succede che il tronco intero, e non solo il tratto dorsale, si inclina in avanti, magari solo di pochi gradi ma è sufficiente a generare un disastro sul piano posturale e meccanico. Perchè?

Semplice; già stiamo seduti la maggior parte del tempo per lavorare, mangiare, conversare, leggere, studiare, guardare la tv, andare al cinema, viaggiare. Poi magari ci piacciono gli hobby come il giardinaggio, la maglia, la falegnameria, per non parlare di quando magari ci piace andare in bicicletta e in canoa!

Ecco che la frittata è bella che combinata. Con pochissimi gradi di inclinazione del tronco in avanti è possibile  causare al tratto lombare un dannoso sovraccarico e generare nel tempo una postura assolutamente antiergonomica e antifisiologica.

Nel migliore dei casi si acquista un bel mal di schiena che può  recidivare e talora cronicizzare. Nei casi più duraturi il tratto lombare gradualmente si rettilinizza, ovvero la sua fisiologica lordosi tende a sparire e appiattirsi. Con il passare del tempo si diventa rigidi in estensione e nei casi più severi si genera una vera e propria cifosi lombare fino ad acquistare una andatura “a scimpanzè”; ciò significa che non si è più in grado di tornare diritti.

Se ci pensate la testa viene in questo modo tolta dalla sua posizione in asse e centrale, e se la forma ha la sua importanza anche questo potrebbe essere un altro rischio da non sottovalutare. Siamo educati  a pensare che il corpo segue la mente, è per noi normale osservare in casi demenza e di insufficienza mentale una postura scorretta simile ma mai ci viene il dubbio che la cosa funzioni anche in senso inverso e anche il corpo possa influenzare la mente.

Certo alleggerire gli zaini e le borse e le pile di piatti è una cosa saggia da fare ma non sempre è possibile. Chiedere quando possibile aiuto a terzi, se siamo stanchi, vestiti in modo inadeguato, oppure se lo sforzo richiesto dal peso alla nostra struttura corporea è eccessivo. Ma soprattutto quello che dobbiamo fare è ricordare che possiamo stare comunque diritti e attenti al corpo anche nella fretta, anche con i pesi. Non dobbiamo accettare di dimenticarci di noi.

Per combattere questa pericolosa postura o tendenza è indispensabile la consapevolezza dell’assetto in piedi corretto che in Hatha Yoga corrisponde alla posizione di taddasana. I punti fulcro sono: l’apertura del petto, il rientro dell’ombelico verso la colonna, i glutei leggermente rilassati e la testa in perfetto assetto ed equilibrio come se dovesse sorreggere un cesto o un libro. In questa postura ci si sente leggeri e potenti perchè collegati con i piedi al pianeta terra e con la testa al cielo. Si ritorna in contatto con noi stessi e attraverso di noi con quello si trova al nostro fianco. In questo modo si azzerano il tempo lo spazio, ma soprattutto la nostra fretta. Non servono tappetini, ne vestiti adatti, ne mani giunte, basta solo farlo non solo a casa o in palestra ma durante la giornata.

E quando finalmente arrivate a casa anche a sera tarda non buttatevi sul divano in modo inconsapevole, ascoltatevi se la schiena non è ancora a posto. La posizione della sfinge è un ottimo metodo per bilanciare  la postura scorretta sopradescritta. Sdraiati a pancia in giù con il peso sui gomiti può essere un buon sistema per chiaccherare con il vostro compagno, guardare la tv, giocare con i figli e leggere. Se volete essere più incisivi e le spalle non sono un problema potete eseguire anche il cobra detto Bhujangasana, sono sufficienti  1-3 ripetizioni meglio se sul pavimento anziché sul letto.

Si parte a pancia in giù, con i palmi  al suolo a fianco alle spalle, si solleva prima lo sguardo in avanti, poi il naso, il mento, il collo e infine tutto il petto, restando appoggiati sul palmo di entrambe le mani. Le gambe possono essere tese e unite come da postura perfetta oppure anche aperte e rilassate come da tecnica Mc Kenzie.

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2 risposte a Correzione posturale: attenti alla fretta

  • Antonio scrive:

    innanzitutto complimenti per l’ articolo mi sono molto rispecchiato nel tuo articolo ,sono stao operato circa un mese fa da due discopatie e non solo non vedo miglioramenti ma percepisco una contrattura un po generale sto cercando di fare un po di nuoto e qualche lunga camminata ma non vedo tanti miglioramenti ,tutto questo anche dovuto ad una superficialita da parte dei dottori , e dalla mia continua fretta come dici tu nelll’ articolo potresti darmi qualche consigllio ,grazie di cuore antonio

    • Cathe scrive:

      Gentile Sig Antonio due mesi sono pochi, è possibile che ci siano delle contratture muscolari paravertebrali dovute al dolore che da sole generano dolore. Le consiglio di eseguire qualche massaggio prima superficiale con l’obiettivo di drenare i liquidi ristagnanti e gradualmente più profondo per cercare di eliminare eventuali trigger points. Consiglio esercizi da fare sdraiati; a pancia sotto come posizione solo da tenere, da supini iniziare con piccole arcuazioni di tutto il tronco, contrattura dei glutei e arcuazione di tutto il corpo. In piedi bisogna prima imparare a stare diritti vedi Taddasana sembra facile e stupido ma è necessario dedicarci tempo e attenzione per cogliere i più piccoli dettagli. Successivamente e con calma imparare esercizi di estensione attivi e passivi del tronco più complessi ma con gradualità e sotto la guida di un terapista specializzato. Cordiali saluti.

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