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Diventare capaci di amare

Sono innumerevoli gli aforismi, i romanzi, i film sull’amore che resta oggi il mistero e la meta più grande da raggiungere. E’ giusto e doveroso cercare di capire perchè all’amore si contrappone sempre il dolore inteso come dramma.

E’ infatti comune pensiero considerare che quanto più ami quanto più soffri, come se fosse un prezzo da pagare.

L’amore quello vero dovrebbe essere unione dovrebbe intrinsecamente portare l’individuo verso un concetto di unione che va al di là del tempo e dello spazio, al di là del fare o non fare certe cose, insomma un concetto piuttosto ampio dove esiste la totale libertà di fare, nel quale un individuo sperimenta se stesso non come tale ma come un tutt’uno con l’amato.

In che modo allora è possibile vedere il tradimento, visto che l’amore non dovrebbe dipendere dalle azioni? Come siamo arrivati a pensare che  amare un’altra persona possa significare tradire?

Questo è da sempre una domanda che mi pongo, e alla quale faccio fatica a rispondere in parole ma che sento essere una chiave di svolta che ci lega tutti al dolore. “Perdere l’amore”  ecco il titolo di una canzone famosa,  il dolore potrebbe essere pensato come la perdita dell’amore.

Ma resta il fatto che se l’amore è vero non ha tempo e non si dovrebbe perdere! Il dolore infatti è considerato come ignoranza oppure come illusione, ovvero come un incapacità di vedere l’amore. Altri considerano il dolore come una possibilità di vivere l’amore. Resta il fatto che quando si perde una persona cara o qualcosa alla quale teniamo molto  si vive il dolore e questo è innegabile.

Allora spunta il concetto dell’attaccamento alla persona amata, e il dolore come espressione di questo attacccamento e non già come espressione dell’amore. E il concetto della gelosia intesa come possesso e controllo dell’amato.   Tutti sentimenti questi in antitesi con l’amore.

Quando due persone dicono “non ci capiamo più”, è sempre l’orgoglio il vero padrone della situazione e non l’amore e quando sopraggiunge la rabbia del sentirsi rifiutati o respinti l’amore è definitivamente ucciso e svanisce come la neve al sole, perchè la rabbia è esattamente il sentimento opposto all’amore e con esso non può esistere.

Come sempre una cosa non esclude l’altra, ovvero si può amare e poi si può odiare veramente chi abbiamo amato e qui le cronache di tutti i giorni parlano chiaro di quanto frequente sia questo fenomeno, non solo oggi ma da sempre nella storia dell’uomo; dai miti degli Dei  Greci a oggi, l’amore e l’odio sono contrapposti e presenti fino a commettere crimini inenarrabili.

L’amore non può concepire la gelosia, la paura, l’orgoglio, l’attaccamento e tanto meno la rabbia. Fin qui sembra tutto chiaro. L’amore quindi è l’unico sentimento in grado di allontanare questi altri sentimenti che potremmo definire negativi. E ancora nutrire sentimenti quali rabbia, paura, orgoglio, gelosia e attaccamento sono i nostri impedimenti a provare amore.

E’ possibile che una volta ripuliti da questi sentimenti, potremo vedere che l’amore che abbiamo creduto perduto, semplicemente c’è ancora intatto, inviolato anche se la persona amata si è allontanata da noi, anche se si comporta in un modo incomprensibile,  anche se ci ha voltato le spalle, anche se ama altre persone e anche se è morta; l’amore è l’unica cosa che esiste veramente ancora ed è l’unica cosa per cui valga la pena di vivere.

Forse nella nostra società si insegna a fare di tutto ma nessuno ci insegna ad amare, anzi direi che nella cultura, nella religione, nella storia stessa  ci viene continuamente proposto e tramandato un modello di amore che nulla a  che vedere con l’amore.

Tocca a noi uscire da questi schemi stretti e un pò contorti partoriti dalla nostra piccola e immatura mente per imparare ad amare veramente.

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2 Comments

  1. maurizio,asia: ha detto:

    sono d’accordissimo con questa frase: l’amore e’ lunica cosa ,per cui vale veramente la pena di vivere. bye bye cathe. 😆 😀 😛

  2. Fede ha detto:

    Bellissimo post Kathe! La magia dell’amore, anke, è data dal fatto che è inesprimibile a parole (:

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