Ricette per celiaci: focaccia di grano saraceno al tarassaco by Gabriella
30 aprile, 2012
L’andropausa esiste?
7 maggio, 2012

E’ una patologia ormai riconosciuta anche dal sistema sanitario, non si tratta di una spasmodica incapacità di vivere attaccati alle gonne di Ludovica o ai pantaloni di Ludovico ma della triste dipendenza dal gioco e da altre attività ludiche.

Si va dalle corse dei cavalli, al gioco da tavolo, ai giochi via rete, oppure ai giochi delle macchinette ma se vogliamo allargare la visione possiamo inglobare anche lo shopping o la ricerca di sesso a pagamento.

Il problema non è cosa si fa; il problema sta nel fatto che non si riesce a fermarsi, ci si trova di fronte a impulsi irrefrenabili; si tratta di una compulsione responsabile di un inevitabile e inesorabile  rovina sul piano economico.

Persone che perdendo importanti somme di denaro, sono poi disposte a tutto per nasconderlo ai loro cari, e perdono per questo per prima cosa la stima di loro stessi. Da questa situazione di squilibrio possono seguire altre dipendenze di conforto come alcolici, cibo in eccesso e altre malsane abitudini che sembrano aiutare ad  andare avanti ma che spesso conducono l’individuo alla perdita e disgregazione anche del mondo affettivo e di intere famiglie.

Questa patologia è difficile da vedersi dall’esterno in quanto le attività possono sembrare del tutto lecite, ovvero non si tratta di assunzione di droghe, ne di cibo in eccesso, ne di accumulare oggetti in casa fino a non poterci più vivere. Non si vede a meno che uno non conosca i diversi estratti conto e le entrate e uscite mensili. Il paziente talora è il primo a non rendersene conto. Ovvero pensa di non essere malato e tanto meno di aver bisogno di cure esattamente come nella maggioranza dei casi di disturbi mentali e del comportamento.

Inoltre  osare corrisponde  a una cosa che molti uomini temono e l’atteggiamento più frequente e comune è proprio quello di accumulare denaro nella paura di non averne abbastanza, lavorando a testa bassa per tutta la vita, concedendosi il minimo e sgobbando come dei muli. E di solito è sempre chi più possiede a far fatica a concedersi piaceri anche minimi ci avete fatto caso?

In realtà  la maggioranza delle persone tende sistematicamente a rinunciare ad alcuni piaceri rimandandoli sempre in avanti, lasciando il piacere personale sempre in coda al dovere che purtroppo incalza in continuazione. Ecco che queste persone in realtà sembrano più libere e meno attaccate delle altre al denaro e alla materia in senso lato, in un certo senso più sane

La difficoltà come in tutto è sempre nell’equilibrio tra distruggere e costruire. Sono due forze opposte ma entrambe necessarie. Se vogliamo creare una statua dobbiamo accumulare delle materie prime per darle una forma ma poi dobbiamo anche eliminare quello che non serve per definire la forma che desideriamo o che ci piace di più.

Accumulare oggetti in casa come alcune persone fanno senza mai eliminare quello che non serve proprio più produce un accumulo di oggetti che può impedire se portato all’eccesso poi di vivere in una casa ordinata ed esteticamente piacevole.

Lo stesso vale per il contrario, eliminare sempre quello che oggi non ci piace più e cambiare e cercare sempre il meglio del meglio in continuazione potrebbe portare all’incapacità di avere una casa finita che resta sempre incompleta e vuota come se fossimo sempre in trasloco o precari.

Ci troviamo sempre a dover ricorrere all’equilibrio. La nostra mente e il nostro emotivo sono fortemente bisognosi di questo concetto. Entrambe le azioni, costruire e distruggere, sono indispensabili per ottenere quello che desideriamo, per creare qualcosa. E’ altresì importante capire che per distruggere ci vuole molto poco e per costruire ci vuole spesso molto tempo.

Quel che accade è che chi sa costruire bene spesso resta attaccato alla sua costruzione e teme di distruggere. Chi non sa costruire continua a distruggere con facilità come fanno i bambini non per scarso attaccamento ma per incapacità di costruire e di valutare la costruzione.

Ecco che alterazione del comportamento con compulsioni che potremmo definire distruttive come  nel caso della ludomania sono in realtà un’incapacità di costruire, forse anche per paura di non riuscirci o per paura di perdere ciò che si costruisce. Nella medicina cinese il denaro e i possedimenti sono controllati dall’educazione sia essa formale che non formale, ovvero dal vissuto esperienziale e dallo studio vero e proprio inteso come conoscenza culturale e impoveriti da un eccesso di autorità che può anche rappresentare la figura paterna in senso stretto.

In quest’ottica credo possa essere molto utile a queste persone essere vicini a una figura maschile carismatica di cui avere fiducia e stima che possa fare da guida o da maestro con la M maiusciola oppure ritornare a studiare nel vero senso della parola con corsi di approfondimento e corsi serali di vario genere. Inoltre è l’individuo a controllare i propri possessi quindi per avere un buon controllo è necessario avere forza personale, cosa che possiamo avvicinare al concetto classico di autostima.

In sostanza uno squilibrio comportamentale che necessita di cure che a parer mio dovrebbero essere fornite su diversi fronti; da quello psicologico a quello ottenibile con sistemi fisici afarmacologici che possono andare dalla attività motorie, alla bioenergetica  e tecniche come la mindfullness fino all’agopuntura con l’intenzione di generare un equilibrio interno, stabilità emotiva, energia direzionabile e possibilità di imparare a costruire.

Molte sostanze fitoterapiche possono dare un contributo anche sul piano emotivo senza essere per forza degli psicofarmaci, ma è indispensabile agire in modo mirato e individuale per poter arrivare a un risultato che insieme al resto del lavoro potrà garantire un miglioramento. Anche l’utilizzo di psicofarmaci non è da escludere a priori quando con gli strumenti naturali il risultato è da considerare insufficiente.  I diversi orientamenti terapeutici non sono in antitesi gli uni con gli altri ma dovrebbero essere uno a sostegno dell’altro con un unico scopo: ottenere il miglior risultato possibile per ripristinare la salute e l’equilibrio dell’individuo.

Condividi

Commenta con FB

1 Comment

  1. renato vartolo ha detto:

    credo di essere affetto da questa sindrome come fare per uscirne una volta giocavo per il gusto ora senza
    mi sento nervoso penso,pure per questo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *