Genitori e figli: quando le esigenze dei bambini passano davanti a tutto

Succede sempre di più di vedere in Italia genitori spesso non più giovanissimi il cui intento e scopo è essenzialmente al servizio delle esigenze dei propri figli. Una gran cosa verrebbe subito da dire, ma quello che salta al naso è che come sempre manca l’equilibrio.

Se negli anni 70-80 nessuna madre allattava al seno oggi l’allattamento è molto spesso protratto oltre i 2 anni e talora anche fino ai  4. Il tutto non senza generare affaticamento fisico e anemia talora responsabile di disturbi fisici svariati quali lombalgia, gonalgia, insonnia. Se quando eravamo piccoli noi le vacanze erano al seguito dei genitori, oggi sono i genitori al seguito dei figli e le vacanze e il tempo libero degli adulti sono interamente dedicati al divertimento, agli sport e amicizie dei figli.

Insomma se prima succedeva che il papà non veniva mai alla recita di fine anno oppure come nel mio caso non veniva neanche alla laurea della figlia perchè doveva lavorare, beh oggi siamo passati dall’altra parte, l’intera programmazione del tempo libero è fatta sulle esigenze dei figli, quasi i genitori dovessero scontare la colpa del fatto che il tempo lo passano a lavorare. Insomma lavorare per mantenerli sembra non contare più un gran che anche se ci si fa in quattro,  è come se non fosse più un’azione da considerare come destinata anche al loro benessere.

Il pericolo è che di nuovo l’equilibrio venga meno, troppo di una cosa buona non significa che sia un bene. Troppo in realtà non è meglio di poco anche se riferita a una condotta positiva. Un nucleo famigliare è formato dai genitori e dai figli e ogni componente dovrebbe vivere e sviluppare se stesso non a discapito degli altri. I genitori non dovrebbero essere esclusivamente genitori, full time.

Il rischio è che ci si dimentichi di se stessi, del proprio sentire e delle proprie necessità, ci si identifichi totalmente e ci si perda in questo nobile e gratificante ruolo. Una visione questa che consente di sacrificare e trascurare tutto in nome dei figli, cosa che spesso rappresenta in realtà un sacrificio del tutto inutile e soprattutto non richiesto oltre che talora anche deleterio.

La coppia  è la prima a soffrirne, semplicemente scompare, si annulla. Niente sesso, talora si limitano anche i più semplici e naturali gesti di affettuosità tra uomo e donna. Le cene a due non ci sono neanche nelle occasioni speciali come San Valentino o come l’anniversario di matrimonio. Non  ci si permette neanche di litigare e di esprimere il proprio sentire, in questo modo lentamente si genera una progressiva lontananza tra genitori in grado di ascoltare e di parlare solo dei figli. Si mangia solo quello che piace ai ragazzi. Il piacere personale e le piccole attenzioni reciproche indispensabili nella coppia svaniscono per far posto unicamente al fantomatico ruolo di supergenitore vivendo ingiustificati e continui sensi di colpa per qualsivoglia altro desiderio! Senza che neanche  ci si accorga il rapporto di coppia non esiste più in assenza dei figli e facilmente perde  senso una volta che i figli sono cresciuti e si sono allontanati.

La vita di coppia deve restare viva, una cena e serata senza figli al mese dovrebbe essere di rigore come un piccolo viaggio all’anno. Il tempo per discutere e litigare si deve trovare magari uscendo a fare una passeggiata. Si deve trovare un modo per vivere l’intimità e anche per esprimere  quello che eventualmente non va bene.

Ogni singolo genitore dovrebbe a mio parere  avere la possibilità, oltre che di lavorare e seguire i propri figli, di seguire la sua indole, poter alimentare i suoi hobby o passioni, frequentare i propri amici senza sentirsi per questo inadeguato.

Per tornare all’allattamento è giusto informare le mamme  che l’allattamento troppo prolungato soprattutto in una donna già anemica e con costituzione non robusta può danneggiare la sua salute oltre che influenzare il suo tono dell’umore.

E’ difficile affrontare questo argomento senza essere rifiutati e allontanati, in alcuni casi è addirittura impossibile. Può succedere che i genitori si alterino e si sentano punti nel vivo, alla stessa stregua di un animale  che attacca chi si avvicina alla cucciolata anche se voleva solo accarezzare i cuccioli.

Ritengo personalmente che da questo sentimentalismo animico ovvero tipico del regno animale dovremmo gradualmente evolverci.

E forse le nuovissime generazioni saranno in grado di farlo anche grazie alla possibilità sempre più presente di viaggiare nel mondo e di vedere,  confrontare  e fare proprie anche abitudini e pensieri delle altre nazioni e culture.

Inoltre, come i piatti di una bilancia, tra un atteggiamento  di grande mancanza di attenzioni dedicate agli infanti  presente nel passato e un eccessivo e totalitario servizio, tipico dei giorni nostri, credo che prima o poi riusciremo a trovare la via di mezzo fondamentale per essere in armonia e  equilibrio.

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