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Agopuntura per il trattamento naturale delle cicatrici

In Cina l’agopuntura si utilizza anche su patologie cutanee come ascessi, cisti, ustioni, piaghe da decubito, ferite in genere. Nonostante io mi sia dedicata interamente da diversi anni solo all’agopuntura devo dire che raramente è possibile lavorare in Italia su questi casi.

In caso di lesioni cutanee si favorisce l’igiene e la protezione delle ferita con medicazioni come dai protocolli di trattamento della medicina occidentale.

L’agopuntura però è  inaspettatamente efficace in situazioni che potremmo definire ormai croniche e consolidate come le cicatrici e le fistole.

Devo ammettere che i risultati sono veramente notevoli ma che mai il paziente si è rivolto a me per risolverli, ovvero il loro miglioramento era per così dire “un effetto collaterale” della terapia che normalmente effettuavo su altri disturbi.

Le cicatrici con l’agopuntura cambiano velocemente di colore diventano molto più chiare e perdono velocemente il colore rosa- bluastro, la superficie cicatriziale cheloide talora in rilievo e dura alla palpazione si appiattisce e diventa molto più morbida, spariscono i fastidi e i pruriti peri cicatriziali e le fistole anche di vecchia data tendono a secernere molto di meno e a diventare quiescienti talora anche risolvendosi totalmente.

Questi risultati ottenuti nel corso di 10 anni di lavoro meritano di essere considerati anche se non possono fornire una casistica sufficientemente elevata da richiamare attenzioni da parte della medicina ufficiale dermatologica e della chirurgica estetica. E’ giusto per rispetto della scienza medica non solo osservarli con occhio attento ma anche considerarli come una possibile terapia aggiuntiva.

Negli ultimi 50 anni le ferite che tendono a non guarire o a guarire con fatica come le piaghe da decubito hanno evidenziato un rischio di sovrainfezioni batteriche non già considerato come fattore primario  ma secondario ovvero legato a una sorta di rallentamento delle normali funzioni barriera difensive e di riparazione propri del corpo e della pelle.

Ecco che i protocolli di cura una volta unicamente rivolti all’azione germicida per eccellenza oggi sono totalmente diversi; si cerca di aggredire la cute con sostanze ad azione disinfettante molto diluite, le parole d’ordine sono pulire e detergere delicatamente e creare un ambiente e un microclima protetto dove il corpo anzi la cute possa ripristinare il proprio equilibrio acido-base e operare una riparazione e una ricostruzione della sua integrità .

Per le cicatrici esuberanti ovvero la formazione di cheloidi la spiegazione è che il tessuto cutaneo stimolato a riparare  la ferita abbia poi una risposta eccessiva come da sovraeccitazione. Esattamente come le allergie o le intolleranze intese come una risposta immunitaria eccessiva nei confronti dell’estraneo ( in un qual modo un eccesso di difesa), oppure come le patologie autoimmunitarie considerate  una risposta immunitaria esuberante nei confronti del self ovvero di se stessi. Nella stessa maniera i cheloidi possono essere paragonati a una eccessiva risposta di riparazione tessutale.

Dalla medicina cinese apprendiamo poi che ogni trauma o dolore produce una sorta di arresto o rallentamento della circolazione, e quindi di tutti i “mezzi di soccorso” utili alla riparazione e difesa dell’area colpita; come con il traffico, una volta che si è generato un grande ingorgo su una strada, diventa molto difficile operare un soccorso a meno che non vi siano mezzi quali elicotteri o strade secondarie.

I trattamenti locali le medicazioni fatte correttamente sono il soccorso in elicottero. Il trattamento di agopuntura invece è un modo efficace per ottenere un ripristino della normale circolazione in tempi più veloci. Il cheloide in un certo senso può essere visto proprio come questa ostruzione di circolo. Anche la forma acuminata e in rilievo lascia come pensare quel punto come quando in un fiume si crea una ostruzione le fogli e i detriti si accumulano a ridosso dell’ostruzione al fluire dell’acqua.

I massaggi della cicatrice e dell’area pericicatriziale, in particolare la tecnica del connettivale trasverso e la miofibrolisi, sono due metodiche fisiche utilissime al miglioramento della cicatrice che si possono usare anche insieme all’agopuntura. Il vantaggio è che l’agopuntura è praticabile anche  quando la zona è molto dolorabile,  la pelle ancora molto sottile e soprattutto anche quando la ferita o la zona cutanea lesa non è ancora totalmente riparata.

Non è assolutamente vero che l’agopuntura nell’acuto è pericolosa oppure aumenta il rischio infettivo, gli aghi sono assolutamente sterili e inoltre non è assolutamente necessario pungere localmente è possibile anche lavorare a distanza. L’agopuntura migliora il circolo nell’area colpita, è un supporto molto utile “all’elicottero” in quanto consente il riutilizzo della strada che era stata chiusa per incidente.

Il trattamento con agopuntura riduce la formazione del cheloide anche quando già formato, ma se potessimo usarla prima e non solo a cheloide già formato, sono sicura non solo dell’assoluta mancanza di rischi ma anche della possibilità di favorire il recupero delle difese immunitarie locali ottenendo non solo di evitare la formazione del cheloide ma anche di guarire più velocemente.

Peccato che questo metodo venga raramente utilizzato e soprattutto che le persone non siano spesso al corrente di questa possibilità; credo infatti che potremmo risparmiare grandemente sulla chirurgia estetica che si occupa di questi problemi oltre che evitare che anche psicologicamente che la cicatrice possa nuocere al paziente impedendogli di archiviare il trauma anche dal punto di vista emotivo.

 

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2 Comments

  1. Laura Coser ha detto:

    Salve,
    Cosa mi dice del trattamento della cicatrice del taglio cesareo? Un agopuntore mi disse che sarebbe una cosa buona fare qualche seduta una viltà finito l’allattamento.
    Saluti

  2. Cathe ha detto:

    Certamente si e può iniziare anche durante l’allattamento, anzi può darle energia! che in allattamento può venire meno.

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