Correzione posturale: cifosi al femminile
E’ molto frequente nelle donne con abbondante sviluppo di seno, avere disturbi posturali con ripercussioni su diversi distretti del rachide, da quello dorsale che si chiude in cifosi a quello lombare e cervicale che risentono della cifosi dorsale.
La corretta apertura del petto diventa per questa popolazione femminile quasi una ostentazione. Un mostrare i seni, talora così prosperosi da generare imbarazzo.
Il vizio di solito nasce durante l’adolescenza, quando appunto l’aspetto adulto e la maturazione dei caratteri sessuali si manifestano e quando non vi è una sufficiente preparazione psicologica per affrontare la situazione in modo diverso.
E’ possibile che le nuove generazioni siano meno imbarazzate su questo argomento rispetto a quelle più vecchie, in cui la cifosi dorsale secondaria a seno abbondante è una costante. Considerando che la mastoplastica additiva è venuta di moda ed è sempre più richiesta, diventa un assurdo che le ragazze con poco seno ricorrano al chirurgo e quelle con molto seno invece lo vogliano nascondere.
E’ altresì vero che ci sono seni davvero molto grossi rispetto al resto della figura e della struttura fisica; in questi casi è giustificata la mastoplastica riduttiva non solo per scopi estetici ma anche per salvaguardare la salute osteoscheletrica. L’intervento in questi casi acquista un significato decisamente più sensato rispetto agli ormai dozzinali interventi di mastoplastica additiva dove peraltro la morbidezza del seno viene spesso persa e con essa anche la naturalezza e quindi la bellezza di questa parte anatomica.
A parte i casi di importanza chirurgica, volendo cercare una soluzione conservativa, la prima raccomandazione è quella di individuare subito nella adolescente la necessità di rafforzare sia l’idea di non dover nascondere niente e in secondo luogo l’importanza del controllo posturale per migliorare anche lo sviluppo armonico del seno evitando che anche se abbondante tenda velocemente per effetto della gravità a cedere verso il basso.
E’ importante potenziare da subito la muscolatura dell’intero corpo dando molta importanza alla attività motoria e sportiva e non accontentandosi dello sport eseguito a scuola. Queste ragazze talora proprio per la loro conformazione fisica tendono a non essere quel che si dice delle sportive e prediligono altre attività come il canto o la musica. Ma devono essere stimolate in tal senso, lo scopo è quello di sviluppare e rafforzare i muscoli dorsali, gli addominali così come i glutei e le cosce ma anche le braccia lavorando anche sui pettorali oltre che sui deltoidi e sui bicipiti e tricipiti. In questo modo si costruisce al tavolino con la mentalità del body builder. Il risultato è quello di ottenere un corpo genericamente più robusto e stabile oltre che decisamente più armonico rispetto all’abbondanza del seno.
Sarà importante lavorare sulla sicurezza personale con corsi di recitazione, canto, ma anche con corsi di difesa personale per esempio, affinchè la cifosi come senso di protezione e sicurezza venga meno soprattutto da giovani.
Utilissimi i reggiseni sportivi che distribuiscono il peso non solo sulle due spalline ma su aree più estese del dorso e delle spalle. Sono meno carini di quelli puramente estetici ma sono utilissimi soprattutto sui seni davvero molto abbondanti. In alternativa i body e i corsetti possono essere valide vie di mezzo sia sul fronte estetico che pratico.
Queste donne non devono cadere nella tentazione di aumentare la massa grassa dell’intero corpo per armonizzare l’abbondanza del seno e mimetizzarlo, perchè il rischio è quello di passare da donne con seno abbondante a donne in sovrappeso.
Ricordiamo inoltre che la cifosi dorsale può essere conseguenza di una costituzione fisica eredo famigliare, e di una patologia adolescenziale chiamata Malattia di Sheuermann e che infine può essere la manifestazione di un atteggiamento di protezione e di insicurezza, più frequente nelle ragazze emotivamente più insicure. L’emotivo influenza il corpo soprattutto nell’età evolutiva e alcune ragazze sono maggiormente a rischio rispetto ad altre.
Nei casi in cui la cifosi dorsale è già consolidata da anni di postura scorretta sono fondamentali gli esercizi di estensione dorsale attivi e anche passivi con palla o con roller pilates utilissimi per contrastare gli effetti dannosi della gravità sulla colonna dorsale che inevitabilmente porta a rigidità le discopatie multiple.
Gli esercizi per essere efficaci dovranno essere eseguiti quotidianamente e se possibile, in modo più intensivo, 2 meglio 3 volte alla settimana. L’obiettivo è quello di sostenere la colonna e prevenire i possibili futuri danni provenienti dall’osteoporosi. La cifosi modifica la struttura portante che diventa più instabile e in caso di osteoporosi decisamente più fragile. E’ però utile sapere che le donne con più seno sono costituzionalmente considerate a minor rischio osteoporotico. La natura provvede sempre a bilanciare la situazione. Ma nelle costituzioni magre ed estrogeniche ovvero con poco seno il rischio è maggiore e la correzione della cifosi dorsale, quando presente, diventa ancora più importante per limitare il rischio di crollo vertebrale e le conseguenze che comporta sullo scheletro e sulla salute in genere.
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Agopuntura per il trattamento naturale delle cicatrici
In Cina l’agopuntura si utilizza anche su patologie cutanee come ascessi, cisti, ustioni, piaghe da decubito, ferite in genere. Nonostante io mi sia dedicata interamente da diversi anni solo all’agopuntura devo dire che raramente è possibile lavorare in Italia su questi casi.
In caso di lesioni cutanee si favorisce l’igiene e la protezione delle ferita con medicazioni come dai protocolli di trattamento della medicina occidentale.
L’agopuntura però è inaspettatamente efficace in situazioni che potremmo definire ormai croniche e consolidate come le cicatrici e le fistole.
Devo ammettere che i risultati sono veramente notevoli ma che mai il paziente si è rivolto a me per risolverli, ovvero il loro miglioramento era per così dire “un effetto collaterale” della terapia che normalmente effettuavo su altri disturbi.
Le cicatrici con l’agopuntura cambiano velocemente di colore diventano molto più chiare e perdono velocemente il colore rosa- bluastro, la superficie cicatriziale cheloide talora in rilievo e dura alla palpazione si appiattisce e diventa molto più morbida, spariscono i fastidi e i pruriti peri cicatriziali e le fistole anche di vecchia data tendono a secernere molto di meno e a diventare quiescienti talora anche risolvendosi totalmente.
Questi risultati ottenuti nel corso di 10 anni di lavoro meritano di essere considerati anche se non possono fornire una casistica sufficientemente elevata da richiamare attenzioni da parte della medicina ufficiale dermatologica e della chirurgica estetica. E’ giusto per rispetto della scienza medica non solo osservarli con occhio attento ma anche considerarli come una possibile terapia aggiuntiva.
Negli ultimi 50 anni le ferite che tendono a non guarire o a guarire con fatica come le piaghe da decubito hanno evidenziato un rischio di sovrainfezioni batteriche non già considerato come fattore primario ma secondario ovvero legato a una sorta di rallentamento delle normali funzioni barriera difensive e di riparazione propri del corpo e della pelle.
Ecco che i protocolli di cura una volta unicamente rivolti all’azione germicida per eccellenza oggi sono totalmente diversi; si cerca di aggredire la cute con sostanze ad azione disinfettante molto diluite, le parole d’ordine sono pulire e detergere delicatamente e creare un ambiente e un microclima protetto dove il corpo anzi la cute possa ripristinare il proprio equilibrio acido-base e operare una riparazione e una ricostruzione della sua integrità .
Per le cicatrici esuberanti ovvero la formazione di cheloidi la spiegazione è che il tessuto cutaneo stimolato a riparare la ferita abbia poi una risposta eccessiva come da sovraeccitazione. Esattamente come le allergie o le intolleranze intese come una risposta immunitaria eccessiva nei confronti dell’estraneo ( in un qual modo un eccesso di difesa), oppure come le patologie autoimmunitarie considerate una risposta immunitaria esuberante nei confronti del self ovvero di se stessi. Nella stessa maniera i cheloidi possono essere paragonati a una eccessiva risposta di riparazione tessutale.
Dalla medicina cinese apprendiamo poi che ogni trauma o dolore produce una sorta di arresto o rallentamento della circolazione, e quindi di tutti i “mezzi di soccorso” utili alla riparazione e difesa dell’area colpita; come con il traffico, una volta che si è generato un grande ingorgo su una strada, diventa molto difficile operare un soccorso a meno che non vi siano mezzi quali elicotteri o strade secondarie.
I trattamenti locali le medicazioni fatte correttamente sono il soccorso in elicottero. Il trattamento di agopuntura invece è un modo efficace per ottenere un ripristino della normale circolazione in tempi più veloci. Il cheloide in un certo senso può essere visto proprio come questa ostruzione di circolo. Anche la forma acuminata e in rilievo lascia come pensare quel punto come quando in un fiume si crea una ostruzione le fogli e i detriti si accumulano a ridosso dell’ostruzione al fluire dell’acqua.
I massaggi della cicatrice e dell’area pericicatriziale, in particolare la tecnica del connettivale trasverso e la miofibrolisi, sono due metodiche fisiche utilissime al miglioramento della cicatrice che si possono usare anche insieme all’agopuntura. Il vantaggio è che l’agopuntura è praticabile anche quando la zona è molto dolorabile, la pelle ancora molto sottile e soprattutto anche quando la ferita o la zona cutanea lesa non è ancora totalmente riparata.
Non è assolutamente vero che l’agopuntura nell’acuto è pericolosa oppure aumenta il rischio infettivo, gli aghi sono assolutamente sterili e inoltre non è assolutamente necessario pungere localmente è possibile anche lavorare a distanza. L’agopuntura migliora il circolo nell’area colpita, è un supporto molto utile “all’elicottero” in quanto consente il riutilizzo della strada che era stata chiusa per incidente.
Il trattamento con agopuntura riduce la formazione del cheloide anche quando già formato, ma se potessimo usarla prima e non solo a cheloide già formato, sono sicura non solo dell’assoluta mancanza di rischi ma anche della possibilità di favorire il recupero delle difese immunitarie locali ottenendo non solo di evitare la formazione del cheloide ma anche di guarire più velocemente.
Peccato che questo metodo venga raramente utilizzato e soprattutto che le persone non siano spesso al corrente di questa possibilità; credo infatti che potremmo risparmiare grandemente sulla chirurgia estetica che si occupa di questi problemi oltre che evitare che anche psicologicamente che la cicatrice possa nuocere al paziente impedendogli di archiviare il trauma anche dal punto di vista emotivo.
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La libertà di pensare e il potenziale umano
In questi tempi moderni la parola libertà sembra scontata, ma mai come in questo periodo storico la mente delle persone è stata più prigioniera nel proprio pensare. Solo che non si vede, la prigione nella quale siamo costretti a pensare è invisibile e ben nascosta.
Il tessuto sociale è invaso da queste invisibili catene: dai valori nei quali crediamo vi sia del giusto e del profondo a un infinità di modi di fare che ogni giorni ci vengono propinati come le scelte moralmente, scientificamente ed economicamente più corrette da compiere, fino ad arrivare ai colori e vestiti di cui ci vestiamo e alla moda in genere.
Crediamo di essere molto più liberi di pensare rispetto al 1600 ma non è proprio così vero! Certamente non si viene più arrestati per il proprio pensiero e magari bruciati vivi come Giordano Bruno, ma questo non significa che siamo liberi di pensare. Crediamo di esserlo anzi: ce lo fanno credere!
Oggi regna l’omologazione, tutti fanno e dicono le stesse cose. I dogmi della chiesa sono stati sostituiti da regole economiche, politiche, scientifiche, estetiche, salutistiche, morali ecc.. Chi esce dal coro è out..anzi non esiste proprio. Non esiste più il pensiero creativo, oggi chi parla deve documentare ciò che afferma con testi di altri che lo hanno preceduto ovvero fare il copia-incolla e non può esso stesso sviluppare il proprio pensiero e creare il nuovo: è vietato.
Nessuno vuole fare da cavia! Ma siamo tutte piccole cavie da laboratorio, tutte ugualmente disponibili per esperimenti di cui neanche veniamo a conoscenza. Anche gli artisti di oggi fanno fatica a creare come se solo il passato fosse stato capace di creare l’arte. Il passato non da studiare e conoscere ma solo da venerare come insuperabile.
E’ anche il tema dell’ultimo film di Woody Allen, “Midnigth in Paris” . Il passato non è migliore del presente, è solo passato e non deve impedire al presente e al futuro di svilupparsi nello stesso modo in cui un padre di successo rischia di comportarsi nei confronti del figlio rendendolo ingiustificatamente insicuro di sè.
Molte cose sono ancora da scoprire e da sviluppare attraverso il pensiero di uomini e donne liberi e questo vale in qualsiasi campo esso si trovino. Purtroppo anche molti gruppi religiosi o filosofici o sportivi o di ricerca interiore rischiano con il passar del tempo pur uscendo dai comuni dogmi di creare dei nuovi modelli di omologazione e di condizionamento mentale. Si generano ambienti e microambienti di cui anche la famiglia ne è a volte un esempio, dove essere se stessi non è così facile come si potrebbe pensare e dove ciò che è estraneo è sempre da temere e da rifiutare a priori.
In un certo senso è come se si temesse sempre la concorrenza, a qualunque livello ci si pone, dal più basso puramente economico al più alto a sfondo etico e morale.
“Non amerai altro Dio al fuori di me” partiamo da questa frase che sembra così profondamente sana, pensiamo al periodo storico in cui si veneravano diverse divinità come il sole per esempio, ma se ci fossero altri dei perchè non dovrei amarli tutti? oppure se ci fosse qualcosa da amare quanto Dio non sarebbe alla fine parte di Dio che tutto contiene? E poi l’amore alla fine non è già comunione con Dio?
Ma pensandoci bene perchè mai Dio dovrebbe imporci di amarlo al di sopra di tutto visto che lui è al di sopra di tutto? Non possiamo pensare che anche lui tema la concorrenza! Questa frase è già di suo ricca di contraddizioni ovvero salta al naso che si tratta di un pensiero profondamente umano. Come direbbe Steiner questa è per eccellenza una frase che fa capo al mondo animico ovvero dei sentimenti e non al mondo spirituale. Si tratta però dell’indiscusso primo comandamento.
Ragionando in questo modo è possibile cogliere come anche molti anzi moltissimi concetti considerati ad altissimo valore morale, come la fede e la fedeltà siano in realtà a volte dei modi per limitare la libertà di pensare, sviluppare , amare e creare. Azioni che prese nella loro forma pura sono senza limiti e rappresentano il potenziale umano di crescere ed di elevarsi verso qualcosa di superiore.
In termini riabilitativi in questo periodo storico il nostro potenziale umano è come se fosse rarefatto oppure diluito e sembra che nessuno se accorga. Ma come per tutti i potenziali si tratta in verità di una forza che ogni essere umano comunque contiene nel momento in cui si rivolge al proprio interiore.
Inoltre se dalla filosofia cinese dopo le ore più buie arriva la luce, ovvero dal massimo dello yin sorge il seme dello yang, credo sia giusto sperare che in un prossimo futuro il potenziale umano possa iniziare a camminare verso una società più evoluta dove la libertà di pensare regnerà sovrana, la violenza assente anche sul piano mentale e il vero tradimento sarà solamente non aver permesso a se stessi di vivere ciò in cui si crede.
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Per perdere peso serve energia mentale indirizzata
E’ innegabile che per perdere peso bisogna innanzitutto rinunciare a mangiare pasticci, dolciumi, pasta e pane e che come primo atto è necessario non comprarli e buttare le riserve che abitualmente si nascondono in casa facendoci da richiamo.
Ma a pare mio non è importante solo cosa non si compra ma soprattutto cosa si compra e come si riempie il frigorifero. Si perchè è facile non mettere nella spesa alimenti dieteticamente inadeguati e poi uscire a cena sbranando di tutto oppure correrre dal pasticcere e dal panettiere rientrando dall’ufficio o nella pausa pranzo mordendo con vigore e occhio indiavolato un bel trancio di pizza o di focaccia farcita, dicendo fra se e sè “Che diamine… avevo fame!”
Quello che non deve mancare quando si vuole stare a dieta sono le riserve di cibo buono, in casa, in macchina, in borsetta e in ufficio. Frutta, verdure, snack del metodo zona, oppure capsule di omega 3 e acqua!
Dobbiamo prevedere le situazioni di crisi e armarci con cose da mangiare a portata di mano.
In freezer non devoni mai mancare pesce e carne, in frigo frutta e verdure se possibile fresche. L’ideale è che ci si prenda il tempo per farsi da mangiare e per pensare a quello che mangeremo domani o dopodomani.
Non possiamo pensare solo a lavorare e mangiare quello che ci capita, in questo modo finiremo per cadere su scelte sbagliate.
Ci vuole energia dedicata ovvero indirizzata e focalizzata in questa direzione. Un minestrone fatto con verdure fresche non ha niente a che vedere con il sapore di un minestrone surgelato o preconfezionato e può diventare una vera delizia anche per i palati più esigenti. I cibi dietetici già preparati possono essere una strategia iniziale ma a lungo termine non ci si può alimentare solo con quelli.
Lo stesso vale per molti altri cibi dietetici; si tratta di mettere fantasia e cura nella loro preparazione. Inoltre bisogna pensare a come fare per i tempi stretti del pranzo quindi cucinare e considerare cibi da asporto, e non dimenticare mai lo spuntino di metà mattina e di metà pomeriggio: un frutto, uno snack zona, una bottiglia d’acqua e meglio una tisana.
La fame e la voglia di uscire al bar per rilassarci spariranno del tutto, e sapendo di avere qualcosa in casa di buono che ci aspetta si ridurrà anche la voglia di uscire a cena per una pizza e alla fine potremo anche dire di aver risparmiato oltre che di aver perso peso.
Per questo ai miei pazienti dico che l’agopuntura non solo migliora il loro metabolismo ma consente di ottimizzare la propria energia.
E’ come se ci fosse meno attrito e conseguentemente un quantum di energia in più da poter utilizzare per mantenere sveglia e lucida la nostra mente sul bersaglio: perdere o mantenere il peso desiderato.
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L’amore è…
L’amore è in assoluto quello a cui tutti gli esseri umani anelano, che ne siano consapevoli oppure no. L’amore alleggerisce qualunque peso e fatica, espande le percezioni sensoriali, stimola l’intuizione e la creazione di pensieri. Costruisce e rende forte la personalità. Determina una sensazione di unione non solo con l’amato ma con tutto il creato.
L’amore per l’essere umano è una possibilità superiore al sentimentalismo puro, permette che qualcosa di più profondo si dischiuda e sbocci.
Quando l’amore è amore prosegue nonostante la possibilità di perdere l’amato. Che la perdita sopraggiunga con la morte o con un brusco allontanamento fisico, il risultato non cambia: diventa fonte di grande sofferenza. Molte persone non si riprendono più, si ammalano, si lasciano andare, si distruggono piano piano, si spengono e diventano cinici. E’ come se qualcosa dentro si rompesse e non fosse più possibile accendere la luce!
Ecco perchè le persone hanno tanto paura di amare scoprendosi totalmente, perchè in verità hanno paura di soffrire. Che bella scoperta! Quello che però è interessante vedere è che quello che si produceva come espressione dell’amore, esiste ancora intatto dentro di noi perché da noi veniva generato.
A ben guardare potremmo usare questa fonte di energia quando più ci aggrada. Quella gioia, forza, sensazione di pienezza e di gratitudine verso la vita, sono qualcosa che appartiene a noi e nessuno può portarceli via.
A tutti cuori infranti di oggi, di ieri e di domani, non temete potete guarire, ma come da qualunque altra malattia ci vorrà del tempo e molte cure amorevoli. E quando il vostro cuore si sarà ripreso, non rinchiudetelo per proteggerlo, lasciatelo nuovamente libero di volare.
Buon San Valentino
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Alcol, giovani e salute: una nuova febbre del sabato sera
Passare dalla sigaretta allo spinello è diventato sempre più facile; gli adolescenti di oggi ne fanno un largo consumo, autorizzati spesso da un consenziente e malriposto senso del “così fan tutti” e dalla comune quanto falsa informazione che i cannabinoidi siano molto meno dannosi della nicotina o dell’alcol.
E’ infatti poco conosciuto l’effetto assai dannoso e tossico dei composti chimici addizionati ai cannabinoidi presenti in sempre maggior quantità; si considera infatti che poche canne siano paragonabili per la tossicità di questi composti chimici a un pacchetto di sigarette. Vi sembra poco?
Ma ancora non è tutto; l’abitudine più pericolosa dei giovanissimi è l’assunzione senza controllo di alcolici e superalcolici, magari associata a una canna. Non stiamo parlando di una birra o di un bicchiere di vino: non facciamo i moralisti dicendo che questa abitudine nasce a casa perchè i genitori consentono ai ragazzi di bere a tavola con loro, non siamo ipocriti, per piacere: stiamo parlando di una quantità di alcol che metterebbe a tappeto un adulto; si, perchè non si capisce come al sabato sera tutto diventa lecito! Ci si trova nei locali dove Dio solo sa cosa contiene un cocktail, visto e considerato il basso costo e la quantità, talora no limits, di bibite incluse nel prezzo d’ingresso. Il tutto approfittando del loro sano desiderio di socializzare con i coetanei e passare momenti di relax!
Non parliamo poi delle ragazze che, conoscendo il contenuto in calorie del suddetto alcolico, evitano di mangiare, per restare in linea: viene chiamata alcoressia. E infine del binge drinking ovvero della bevuta collettiva fino all’estremo limite. Il risultato è che il fegato di un quindicenne di questo tipo è fortemente a rischio.
Si perchè esiste una sostanziale differenza tra alcolico e superalcolico, 5 bicchierini da 20-30 cc di superalcolico con gradazione media tra i 40° e i 50° possono anche superare un mezzo litro di vino a 12° ( poco meno di una bottiglia da 0,75l) e un litro di birra a 5° (ovvero tre lattine!). Inoltre va tenuto conto del peso di chi beve e, parlando di ragazzini, il peso medio è quasi la metà di un adulto, va considerata la velocità di assunzione, il miscuglio di sostanze, la quantità di cibo ingerito (se ingerito) per capire la quantità esatta di alcol presente in circolo nel sangue, a far danni ai vari organi come fosse un veleno, prima che il fegato riesca a metabolizzarlo completamente. Non si tratta di giuggiole, ma di una cosa seria!
Mi è capitato attraverso l’ascolto dei polsi di un’adolescente, arrivata per disturbi di ansia e di insonnia, di percepire un organo fegato decisamente sotto stress. Questa auscultazione mi ha condotto ad indagare sulla quantità di alcolici e di eventuali altre sostanze assunte. E quindi riflettere su questa nuova… febbre del sabato sera!
Le ho spiegato il pericolo non solo fisico ma anche psichico, di come il suo fegato sia sotto pressione e di come l’agopuntura non solo le permetterà di controllare l’ansia e l’insonnia ma anche l’abuso di sostanze cannabinoidi e alcoliche decisamente non adatte alla sua età e al suo organismo e personalità in sviluppo.
Questa è una consuetidine del sabato di sera di moltissimi giovani e anche giovanissimi, una realtà decisamente pericolosa non solo per il rischio della guida in stato di ebrezza o per le azioni senza senso che possono scaturire da essa che sono un estremo di questa condotta ma per la salute fisica e psichica a lungo termine di questi ragazzi.
Utilizzare sostanze altamente alcoliche e droghe come la cannabis consente di raggiungere lo sballo, ovvero uno stato di maggior leggerezza mentale che i ragazzi confondono con il senso di libertà. Purtroppo quello che accade è che la loro personalità in crescita e in formazione in questo modo tende a diluirsi: diventa più difficile trovarsi, capirsi e quindi collocarsi nella società e nel mondo.
Con l’aiuto di queste sostanze è possibile provare stati di rilassamento e di piacere e accedere a stati di coscienza più rarefatti dove la mente è più lucida. Esperienze che poi mal si adattano alla realtà dove il disagio e il senso di inadeguatezza rischia di venir percepito in modo ancora maggiore. Quello che succede è che poi la possibilità di comunicare, di percepire e sentirsi presente durante questi stati alterati che potremmo anche definire di espansione vanno a cozzare con una sempre maggior difficoltà di realizzare nella materia alcunchè. Si entra in conflitto le azioni quali il pensare, lo sviluppare e l’agire vengono meno.
Lo studio e il rendimento scolastico decadono velocemente, con senso di frustrazione e di incapacità. L’attività sportiva non dà più lo stesso piacere perchè manca l’energia per fare. Alla domenica si dorme fino a tardi, alla sera e quando si ha tempo ci si rimbecillisce davanti alla playstation e al pc.
Non facciamo un dramma direte voi, chi da giovane non si è fumato uno spinello? Non è una questione morale.
Una cosa è non farne un dramma una cosa è incoraggiare queste abitudini considerandole normali. Non si tratta di una ragazzata occasionale e chi non l’ha fatto da giovane? Si tratta di una malsana e pericolosa abitudine. Per giunta per le ragazze l’utilizzo della pillola contraccettiva associata ai super alcolici a basso costo diventa ulteriormente pesante da smaltire per il fegato. Per i ragazzi l’alcol spesso abbassa le prestazioni sessuali richiedendo anche ai giovani l’utilizzo di aiuto chimico per assicurare una valida erezione e facilitando così una ulteriore dipendenza.
Insomma questi ragazzi rischiano di ammalarsi anzi tempo e spesso soffrono di problematiche come disturbi del sonno, ansia da prestazione, depressione, cefalea, dismenorrea, inappetenza, disturbi dell’alimentazione e patologie gastroenteriche varie esattamente nella stessa misura degli adulti e richiedono per questo cure adatte, se possibile non farmacologiche.
I giovani hanno bisogno di aiuto, non di prediche, l’agopuntura, rimedi fitoterapici e cibi ad azione disintossicante sono estremamente utili.
Ma ancora più utile è spiegare loro cosa stanno facendo al loro corpo. Non lasciamo questo compito solo ai genitori. A scuola il problema dovrebbe essere affrontato; facciamo fare loro i calcoli di quanti grammi di alcol assumono in un’ora bevendo diverse miscele di bevande alcoliche. Spieghiamo scientificamente cosa sono la steatosi, la cirrosi e il coma etilico e quali sono le funzioni del fegato sull’organismo.
Informiamoli che le calorie non sono l’unico aspetto da considerare, che l’alcol è tossico e spetta al fegato trasformarlo non senza che prima agisca negativamente su diverse altre cellule dell’organismo. Che la nausea e l’inappetenza al mattino non sono affatto normali, così come la sonnolenza, l’insonnia e la stanchezza: sono tutte conseguenze di un fegato già precocemente ammalato.
Il problema non è facile da risolvere, non possiamo seguire i ragazzi al sabato sera, ridurre la paghetta non serve, ma non possiamo neanche far finta di niente e trattarli come adulti consapevoli!
Facciamo fare loro più spesso gli esami del sangue per controllarne le transaminasi. Parliamo con loro ma senza fare i moralisti, cerchiamo di avviarli a una attività sportiva e alle discipline orientali affinché possano trovare un modo più sano per sfogarsi e vivere il piacere fisico.
Se non stanno bene, cogliamo l’occasione per curarli con metodi naturali, sarà più facile per un professionista del settore spiegare alcune dinamiche inerenti alla loro salute fisica e psichica.
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L’atto chirurgico: una soluzione estrema anche se talora necessaria
Oggi la tendenza è quella di risolvere molte patologie che possono avere anche risvolti internistici con un atto chirurgico. La fila per eseguire piccoli interventi è ovunque elevatissima.
Si va dal tunnel carpale, spesso collegato a disturbi ormonali, alle tendinopatie delle spalle frequentemente correlate a disturbi viscerali, alle emorroidi e ragadi per lo più secondarie a un calore interno, fino ad arrivare all’inseminazione assistita proposta oggi in modo decisamente frequente anche a coppie che potrebbero arrivare al concepimento in modo naturale con semplici aiuti mirati. Senza parlare del cesareo sempre più frequente per fare un altro esempio.
La chirurgia è oggi molto più sicura e precisa di una volta; le sale chirurgiche sono molto più asettiche, i farmaci antibiotici dati in modo corretto e sistematico; gli strumenti come i bisturi, gli aghi così come l’attrezzatura a scopo emostastico e come supporto visivo quali, lenti, endoscopi, TAC, ecografi, sono all’avanguardia e rendono il lavoro sempre più preciso, un balzo tecnologico in avanti incredibile anche solo rispetto a 20 anni fa.
La soluzione chirurgica, evidentemente di prima scelta in numerosi casi, come nelle malformazioni fisiche, neoplasie, e ovviamente nelle urgenze mediche, ovvero nelle svariate patologie che mettono a repentaglio la vita e la salute del paziente, non dovrebbe a mio parere essere sempre la prima scelta per diverse altre patologie che potremmo invece definire minori.
In molte patologie oggi esclusivamente o prevalentemente chirurgiche, come le dita a scatto, le algie articolari, le piccole ernie sottolegamentose senza segni neurologici e quando le condizioni lo consentono, naturalmente, bisognerebbe prima tentare strade conservative fra cui sicuramente un lavoro sulla ricerca delle possibili cause interne e di soluzioni dalla minor invasività.
La medicina occidentale possiede in effetti pochi strumenti terapeutici e molti strumenti diagnostici sempre più raffinati mentre la medicina cinese possiede moltissime soluzioni terapeutiche utilizzabili con beneficio e minimo rischio allo scopo di recuperare un equilibrio interno e la salute.
Ho conosciuto in questi anni tantissimi pazienti operati anche un numero elevato di volte senza aver risolto il problema e talune anche peggiorandolo; interventi di asportazione di diverticoli per risolvere dolori addominali causati da una lombalgia, protesi d’anca per risolvere un dolore irradiato nevralgico da discopatia lombare completamente risolti invece con l’agopuntura, ad esempio.
Purtroppo ho conosciuto anche un paziente operato 15 volte al rachide lombare per un dolore che non voleva passare e una paziente che dopo numerosi interventi è arrivata fino all’amputazione della gamba per risolvere un dolore nevralgico molto severo che comunque non è passato nonostante l’intervento.
Provare con l’agopuntura in modo serio e continuativo su qualunque dolore importante prima di procedere alla scelta e soluzione chirurgica mi sembra una proposta assai sensata e decisamente più economica in tutti i sensi.
Pensate al costo di un intervento, ai giorni di malattia e di riabilitazione per una spalla operata. Ma a quanto pare è una proposta decisamente out! Non si fa! Troppo pochi specialisti e troppo poca conoscenza del settore: sono moltissimi gli ortopedici convinti che il trattamento con agopuntura non possa risolvere una comune tendinopatia della spalla o sciatica su base discopatica.
Questo perchè non conoscono il meccanismo d’azione dell’agopuntura che considerano solo simil-anestetico e non curativo.
Lo stesso vale per le emorroidi; sono pochissimi i medici a sapere che un adeguato trattamento con fitoterapia cinese mirata è in grado di risolvere in modo decisivo un quadro di emorroidi infiammate.
La soluzione chirurgica, ovvero togliere e tagliare via, dovrebbe, anche in senso psicologico, relazionale e affettivo, essere l’ultima scelta da fare in qualunque rapporto umano.
Prima bisogna cercare di capire quali siano le nostre reali esigenze e non i nostri capricci o desideri egoici, poi una volta chiarito questo punto, esattamente come quando si fa una diagnosi, si deve procedere con la possibilità di trovare delle strategie per risolvere il problema e per far capire le nostre esigenze a chi ci sta intorno .
Questa fase non va saltata a pie’ pari per comodità, ma… attenzione; neanche bisogna soffrire a priori perchè “tanto non vi è rimedio”.
Nella prima situazione non ho dato all’altro la possibilità di vedere e provvedere, nella seconda ho dato per scontato che tanto non potesse capire negando questa possibilità.
E se dall’altra parte le richieste cascano sempre nel vuoto senza che vi sia alcuna possibilità di incontro per trovare una soluzione comune… ebbene a questo punto, e solo a questo punto, è giustificato, anche se talora molto doloroso, tagliare o se preferite rompere, per poter vivere ciò che per noi è davvero importante vivere.
Il paragone calza alla perfezione, un comportamento sano ed equilibrato dovrebbe essere simile sia che si parli di patologie fisiche che di disagi psicorelazionali.
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Febbraio e il polmone nella medicina cinese
Dal calendario cinese con il 4 Febbraio entriamo in Li chun che significa inizio della primavera e primo giorno del nuovo anno. La visione di iniziare l’anno con l’inizio della primavera ha una sua logica nel dare all’anno la stessa ciclicità e dinamismo di tutti gli esseri viventi.
Il ciclo dell’anno esattamente come il ciclo della vita: un primo tempo di sviluppo e crescita con la primavera, di massima espressione solare con l’estate, di iniziale rallentamento e decadimento con l’autunno e infine di interiorizzazione e morte con l’inverno.
L’organo collegato al mese di Febbraio è il polmone, il suo animale correlato è la tigre e il suo orario è compreso tra le 3 e le 5 del mattino.
Con un inspiro si viene al mondo con un espiro si lascia questo mondo. La respirazione è collegata con la vita del corpo umano e anche con l’aspetto più materiale della vita: la dualità che altro non è che la legge dello yin e dello yang. Se non si accettano e utilizzano entrambe le componenti, si perde l’equilibrio e la forza. Un tempo per inspirare-uno per espirare, un tempo per fare-uno per non fare, un tempo per ogni cosa ascoltandosi e senza cadere nella meccanicità dell’atto ma sfruttando la sua potenzialità.
La respirazione è da sempre considerata il fulcro più importante di lavoro di tutte le più antiche arti marziali, del qi qong e dello yoga. Pur essendo una funzione automatica del corpo viene eseguita mediante l’utilizzo della volontà e della concentrazione e a tutt’oggi ancora poco considerata e utilizzata nella comune educazione occidentale.
Cha dire della Tigre, nella mitologia classica rappresenta esotericamente la dualità bene-male, creazione-distruzione. Mentre nella filosofia cinese con il famoso detto “cavalcare la tigre“, si considera la possibilità di sfruttare la nostra natura aggressiva, domando l’animale pericoloso e rendendolo mansueto. Un atto di controllo completo, di grande forza potenziale e di scelta, nulla a che vedere con la visione dell’ agnello che nulla altro può fare che essere mansueto. Un obiettivo che in ogni arte marziale è racchiuso: mettere la violenza al servizio della non violenza.
Infine anche l’orario è particolare; è l’ora in cui l’alba si sente arrivare ma è ancora lontana oppure solo parziale la sua luce. In questo orario moltissime persone si svegliano e non riescono più a riprendere sonno. Non credo sia un caso, potremmo considerarla come una impazienza del corpo a risvegliarsi presumibilmente data da un sovraccarico o sovreccitazione o iperstimolazione.
Il polmone è il primo canale della circolazione energetica e riceve la staffetta dal canale che lo precede, quello di fegato che, come abbiamo visto nel mese precedente, è quello che maggiormente trattiene e tende ad andare in tensione e quindi in eccesso. Per lavorare su questo tipo di insonnia è necessario lavorare sul fegato e sui suoi organi correlati e non solo sul polmone esattamente come in tutte le forme asmatiche.
Le patologie da raffreddamento che colpiscono il polmone sono aiutate dal trattamento diretto del canale polmonare. Pensate che con il semplice punto LU 9 (punto shu del canale di polmone) (in inglese Lung meridian), si esegue un trattamento stagionale invernale secondo il metodo degli I Ching applicato al canale del polmone, utilissimo come prevenzione.
Nei casi acuti è utile lavorare in associazione con la milza con la quale il polmone forma il grande canale detto Tai yin ovvero lo strato più superficiale dello yin sul quale è possibile trattare le forme catarrose e con eccessiva produzione di muco. Ricordiamo che il polmone è collegato direttamente anche con il grosso intestino con il quale forma un legame di organo-viscere, interno-esterno e con il quale è possibile facilitare l’eliminazione attraverso le feci del calore in eccesso formato a causa della patologia acuta.
Infine il polmone è collegato con la vescica urinaria, che rappresenta il suo opposite clock rispetto all’orologio cinese o se preferite al calendario. Il trattamento in fase acuta anche di questo canale può nuovamente favorire l’eliminazione dell’eccesso di calore attraverso le urine, drenandolo e riequilibrandolo esattamente come fanno i rimedi fitoterapici mirati sulle forme acute dell’albero respiratorio.
Come ho detto in altri post questo organo incredibile che è il polmone soffre il freddo, la secchezza e la tristezza che è la sua emozione. Un modo per aiutarlo è sicuramente quello di limitare e se possibile evitare il fumo e lo smog e respirare aria pulita. E ancora di evitare l’eccessiva secchezza causata dai termosifoni che in questa stagione spesso sono a manetta. Infine di non alimentare l’emozione della tristezza come atto di attaccamento nei confronti di quello che abbiamo perso. In sintesi non stringiamo i pugni per tentare di recuperare ciò che nella mano non c’è più.
Lasciamo andare e facciamo scorrere anche la sofferenza qualcosa d’altro colmerà non solo le nostre mani ma anche il nostro interiore esattamente come fa l’aria nei polmoni.
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I veleni
Per veleno si intende una sostanza in grado di produrre attraverso un meccanismo chimico effetti dannosi transitori o permanenti, il quadro può arrivare alla morte cellulare dei tessuti coinvolti fino ad essere letale per l’organismo in toto.
E’ interessante vedere che la maggior parte delle persone identifica i veleni con poche sostanze altamente dannose per l’uomo, presenti anche nel regno naturale animale e vegetale dalle quali è sufficiente stare alla larga il più possibile: non ingerire, non inalare, non toccare e siamo protetti!
Molta attenzione oggi viene posta al cibo come fonte primaria di possibile intossicazione da esterno, ecco che quasi tutti gli alimenti in vendita vengono spesso trattati con sostanze disinfettanti e controllati con numerosi test specifici.
L’aria che respiriamo nelle città e nell’hinterland delle aree metropolitane è inoltre sempre più ai limiti superiori di tollerabilità come contenuto in idrocarburi e polveri tossiche, ma il controllo del riscaldamento da parte dei cittadini e dei luoghi commerciali non esiste, l’unico provvedimento è dato dalla limitazione del traffico urbano con targhe alterne e limiti di velocità che sembrano avere effetti minimi sul contenimento del problema.
Il concetto di veleno e di tossina è invece un concetto chimico molto più esteso che si ritrova in una elevata quantità di sostanze provenienti dal regno vegetale, animale e minerale. Le conseguenze più temibili di molteplici patologie infettive a carico di microorganismi sono in realtà il risultato degli effetti delle tossine prodotte dai microrganismi e dalla reazione di difesa del nostro corpo.
Il nostro stesso corpo è in grado di produrre tossine in situazioni patologiche specifiche, o meglio sarebbe dire che alcune sostanze prodotte normalmente dal corpo, quando prodotte o presenti per motivi patologici in modo eccessivo possono diventare esse stesse tossiche per l’organismo.
Per fare un semplice esempio in caso di insufficienza renale l’urea si accumula nel sangue diventando tossica, in caso insufficienza polmonare l’anidride carbonica si accumula nel sangue diventando tossica, in caso di diabete il glucosio si accumula nel sangue diventando tossico. In caso di infiammazione vengono liberate un gran numero di sostanze chimiche che possono avere un effetto tossico.
Ecco che semplificando in modo estremo possiamo avere due grosse categorie di intossicazione autoprodotta, da deficit ovvero da insufficienza di una qualunque funzione fisiologica interna oppure da eccesso di una funzione che possiamo definire difensiva: l’infiammazione.
Da ormai oltre 70 anni sempre più dettagli vengono apportati allo studio dei numerosi e vari mediatori dell’infiammazione e della complessa catena di reazioni chimiche da essi prodotta e molte sono ormai le correlazioni tra infiammazione cronica e cancerogenesi. Molti sono i biologi e ricercatori che nello studio di questi mediatori sono alla ricerca di importanti risposte.
Quello che è davvero curioso sapere è che circa 4000 anni fa, nei testi di medicina e di fitoterapia cinese, si parlava di veleni e di tossico nel sangue alludendo a patologie non solo acute ma anche croniche. Sono tantissimi i fitoterapici e le ricette fitoterapiche antiche nella cui specificità terapeutica è segnato”toglie il tossico dal sangue”, oppure “toglie il tossico del fuoco e del calore”.
I veleni che possiamo produrre sono in effetti la causa delle patologie più difficili e subdole da trattare. Non stupisce neanche pensare che le emozioni negative da sole siano in grado attraverso un meccanismo di eccesso e di infiammazione di produrre dei veleni. Quando si dice “non avvelenarti il sangue” oppure non “avvelenarti la vita”, il significato è ancora quello per cui emozioni contratte, sentimenti repressi e shock affettivi possono, non solo simbolicamente, generare dei veleni. Da questi veleni tanto quanto da quelli provenienti dal cibo malsano e dalle polveri sottili presenti nell’aria dobbiamo stare molto in guardia.
Sull’inquinamento abbiamo poca possibilità di interagire se abitiamo in un centro urbanizzato; sugli alimenti possiamo fare qualcosa, selezionandoli e diventando sempre più esigenti ma dovendo affrontare costi superiori.
Sulle emozioni invece possiamo agire direttamente senza costi aggiuntivi: tocca a noi la pulizia delle emozioni negative come esercizio regolare e costante esattamente come dobbiamo fare con la manutenzione e cura di qualunque oggetto o luogo.




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