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Il rotore nell’autotrattamento per le algie muscoloscheletriche

Il rotore è un importante strumento della tecnica della miofibrolisi integrata, si tratta di uno strumento formato da anelli rotanti ricoperti da piccolissime punte.  In realtà il rotore è il primo strumento di apertura di qualunque lavoro di miofibrolisi in quanto lavora sulla superficie cutanea richiamando sangue in grandi quantità grazie alle punte.

Ma in realtà, come dicono i cinesi “lontano lontano vicino vicino”, ovvero lavorando apparentemente lontano dal problema spesso si lavora molto più vicino di quanto non si pensi. La cute come involucro protettivo esterno è in realtà in collegamento con le parti più interne e profonde del corpo. I meridiani della medicina cinese ne sono un esempio ma anche i metameri della medicina occidentale riflettono questo principio di  collegamento embriologico interno-esterno, così come le irradiazioni dolorose viscerali a distanza.

Il rotore permette di lavorare in breve tempo, e senza dover compiere manovre particolarmente difficili, l’intero territorio di innervazione dell’area dolorosa colpita, oppure tutto il meridiano di agopuntura da trattare. Il trattamento antalgico diventa quindi non già una terapia locale come tutte le diverse terapie fisiche conosciute ma qualcosa di completamente diverso. Le terapie fisiche come l’ultrasuono e il laser producono, attraverso un calore endogeno, un aumento della circolazione sanguigna; lo stesso meccanismo che in questo caso otteniamo attraverso una azione meccanica che potremmo definire di microfrizione diretta.

Chiunque abbia una certa esperienza della mifibrolisi integrata sa che il lavoro completo si deve fare nei diversi livelli di profondità partendo dal più superficiale e andando via via verso gli strati più profondi del dolore. Ma è altrettanto vero che il lavoro superficiale iniziale è quello che da solo spesso porta via il grosso del dolore e che, se fatto su un dolore fresco o ancor meglio su un dolore già lavorato in profondità e con cura, diventa uno strumento terapeutico di mantenimento del benessere raggiunto soprattutto sui dolori cronici o sui dolori dovuti a microtraumi ripetuti, utile in particolare ai soggetti artrosici o con schiene particolamente compromesse da cifosi o discopatie degenerative ma anche nei soggetti sportivi a scopo preventivo.

Il rotore è un attivatore della circolazione sanguigna ed è utilissimo come terapia di supporto nel trattamento degli inestetismi della cellulite dove diventa un ottimo strumento per far assorbire maggiormente le sostanze dalla cute  rendendo più efficaci le diverse creme e gel dedicate alla problematica estetica.

Il trattamento viene poi costruito sulle esigenze del paziente, utilizzando il criterio del trattamento locale ovvero sul dolore, il criterio della simmetria, ma anche il criterio della morfologia dei muscoli, lavorando così sulle inserzioni e sulle origini dei muscoli da trattare.  E’ possibile applicare con il rotore il criterio della circolazione energetica e lavorare sul decorso dell’intero canale coinvolto o selezionato;  infine è possibile lavorare su aree fisiche lontane ma aventi un somatotopismo per la regione da trattare presenti sulle mani sulle orecchie ma anche sulla pancia agendo in questo modo in maniera indiretta sul dolore da trattare.

Un sistema apparentemente fin troppo semplice ma non per questo poco efficace che, associato a due o tre esercizi specifici per ogni singolo disturbo, diventa uno strumento terapeutico molto valido. Ecco che il rotore per autotrattamento diventa uno strumento personale riprodotto  in materiale plastico e non in acciaio con costi accessibili e senza rischi di graffiare la pelle e soprattutto leggerissimo. L’unico accorgimento deve essere quello della manutenzione che non deve prevedere sostanze in grado di alterare la plastica ma un semplice spazzolino da passare tra le punte.

Uno strumento antichissimo una volta costruito in pietra diventa oggi un supporto ultra maneggevole e di facile autoapplicazione per curarsi e volersi bene.

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